Il Tesserino della Loggia Monte Carlo e la Universal Unity...GLADIO
Il Tesserino della Loggia Monte Carlo
SRIA (UK ILLUMINATI) SEP.2005 ELECTION RESULTS
SRIA results..........
Our new Supreme Magus – John Paternoster
Fratres all;
I am delighted to announce that we have
elected a new Supreme Magus,
in the person of Right Worthy Frater John
Paternoster, VIII°
& 9°.
Those of you who know John or who read his
manifesto will know that
the Electors have chosen a worthy Frater whose
esoteric and leadership
qualities will, I trust, benefit us greatly in
the years ahead. Our
thanks should go to our two other candidates,
Michael Buckley and
Arthur Craddock, for the manner in which they
have conducted
themselves throughout the electoral period. I
know that the Society
will continue to benefit from their talents and
experience in the
years ahead.
The official results are as follows:
Votes Cast: 211
Votes needed to win on first round: 107
First Round:
Michael Buckley: 89
Arthur Craddock: 54
John Paternoster: 68
There being no winner on the First Round,
Arthur Craddock was
eliminated and his second preferences
distributed as follows:
Michael Buckley: 8
John Paternoster: 42
No second preference 4
The final total was therefore:
Michael Buckley: 97
John Paternoster: 110
I therefore declare that John Paternoster is
Supreme Magus Elect of
the Societas Rosicruciana in Anglia.
I have been asked to stay on as
Secretary-General which I have
accepted; a full list of High Council Officers
will be posted shortly
once they have been contacted but the general
rule will be to ask
Chief Adepts to stay in post.
I now call on all Fratres to work with John
and his team in taking the
Society forwards, and building on our
achievements so far. I feel we
have some excellent times ahead.
Fraternal best wishes to you all
Chris Forester
Secretary-General in Charge
il LIBRO NERO della massoneria del Fratello Roberto Amato della nuova P2
*Nella foto la Sorella Statunitense Rhonda
Bachman illustre Gran Matron della Stella
d'Oriente (Order of the Eastern Star) di cui suo
bisnonno e' stato uno dei fondatori.
Le donne nascoste: il patto col diavolo
Il LIBRO NERO della massoneria, dall’Adamo androgino ai nostri giorni con documenti inediti.
Roberto Amato
Copertina:
Un libro esplosivo che rivela tante verit e consapevolezze nascoste, che tutti abbiamo nel nostro cuore.
Con questo libro rivendico un posto al sole alle sorelle, alle madri, alle mogli e alle figlie, che hanno lottato direttamente e indirettamente con tanto amore, tenacia , passione e che hanno sacrificato la propria vita e, fatto gravissimo, a volte hanno subito l’abbandono e la persecuzione di quei Fratelli che l’ignoranza e la paura avevano reso ciechi.
Una forzata amnesia massonica, non esclusivamente italiana, nel tentativo di avere quei tanti “riconoscimenti” esteri di regolarit massonica.
Un libro esplosivo: tante verit nascoste.
Per lunghi secoli una parte dell’Umanit
è stata largamente ignorata dalla cultura e
dalla letteratura: la donna insieme a tutto ciò
che è connesso alle tematiche femminili.
Il susseguirsi degli eventi storici e le
evoluzioni sociali hanno segregato la donna nei
meandri più reconditi, riconoscendole a volte
solo un ruolo simbolico o mitico.
Perché un libro dedicato alle donne nascoste?
La Massoneria, guidata dal cuore, dall’intelletto
e dall’impegno attivo, non solo degli
uomini, ma anche delle donne ha superato periodi
di grande persecuzione sia da parte dei re in
passato che dai governanti di destra o di
sinistra nella storia recente. Le donne, in
particolare, si sono sacrificate tanto per
realizzare questo percorso iniziatico esoterico,
e non lo hanno fatto per ricevere qualcosa in
cambio, ma semplicemente per trasmetterlo agli
altri con grande responsabilit .
Vorremmo che si riconoscesse alle sorelle il
loro giusto valore e il ruolo determinante che
hanno avuto nel nostro cammino di vita: la
Libera Muratoria.
Con questo libro rivendichiamo un posto al sole
alle sorelle, alle madri, alle mogli e alle
figlie, che hanno lottato direttamente e
indirettamente con tanto amore, tenacia ,
passione e che hanno sacrificato la propria vita
e, fatto gravissimo, a volte hanno subito l’abbandono
e la persecuzione di quei Fratelli che l’ignoranza
e la paura avevano reso ciechi.
Una grande lotta per un unico diritto: il
diritto all’uguaglianza iniziatica, un
diritto fondamentale che, dopo migliaia di anni,
ancora oggi non è accettato del tutto.
Un colleggio superiore di uomini “saggi”
inserito nella Scuola della Natura; un angolo
del Pianeta in cui vivere in assoluta libert ,
tra uomini liberi da preconcetti e dogmi
intellettuali, alla luce di una totale
fratellanza e uguaglianza.
Le donne sono rimaste troppo a lungo nell’ombra
e la letteratura non gli ha mai riconosciuto una
testimonianza veritiera.
Una forzata amnesia massonica, voluta o imposta,
non esclusivamente italiana, nel tentativo di
avere quei tanti “riconoscimenti”
esteri di regolarit massonica.
La societ contemporanea, nonostante la
divulgazione di internet – che incarna la
Globalizzazione - che ha permesso l’accesso
delle informazioni a uomini e donne, rimane
sempre la chiusura mentale verso quest’ultime.
Sin dalla nascita, il ruolo femminile nella
Massoneria era vissuto indirettamente, oggi esso
ha un’importanza simile a quella maschile
per le conquiste ottenute dalle donne nel
sociale e nel privato.
Nonostante ciò, permangono sempre dei
pregiudizi verso il sesso debole. Sin dalla
creazione del genere umano, infatti, c’è
stata inculcata l’inferiorit
della donna perché l’uomo è stato
creato direttamente da Dio e la donna deriva
dalla carne dell’uomo.
“Allora Dio, il Signore, prese dal suolo
un po’ di terra e, con quella, plasmò
l’uomo.” “ Allora Dio, il
Signore, fece scendere un sonno profondo sull’uomo,
che si addormentò; poi gli tolse una costola
e richiuse la carne al suo posto. Con quella
costola Dio, il Signore, formò la donna e la
condusse all’uomo”.
“Allora egli esclamò: <
Se si analizzano le materie prime della
creazione, il fango e la carne, dobbiamo
constatare che quest’ultima è più
nobile rispetto alla prima.
In virtù di ciò si può affermare che la
donna è più pura e più vicina a Dio,
rispetto all’uomo.
La prova inconfutabile è dimostrata dal fatto
che la perfezione delle donne è stata
premiata con il concepimento e il dono della
vita.
Questo pregiudizio verso le donne rappresenta un
blocco mentale e sociale voluto che, come un
muro di gomma, rimane difficile da sormontare.
Bisogna anche sottolineare che la forza di
convincimento della donna risale proprio ad
Adamo e Eva.
Infatti Eva, con la sua ascendenza convinse il
primo uomo a prendere la sua stessa decisione
che li portò alla “cacciata dall’Eden”.
E’ a questo errore d’origine che
si rifanno tutte le autentiche societ
iniziatiche nel proporre l’iniziazione ai
loro adepti.
Si vuole qui ricordare che, tradizionalmente e
fin dalle più remote civilt , la donna
aveva diritto ad alcuni tipi di iniziazione al
pari dell’uomo, ma non poteva trasmettere
i poteri iniziatici.
Adamo ed Eva non sono stati essi stessi
iniziati, dal loro Fattore o dal Serpente, a
seconda dei punti di vista?
Un Gran Maestro di una nazione che ha subito una
guerra civile di religione, recentemente, in una
conferenza massonica affermava: “chi
dimentica, non merita!”.
Perche' io sono la prima e l'ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei
figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che da' la luce e colei che non ha
mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creo'.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli e' il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poichè io sono la scandalosa e la magnifica.
(Ritrovato a Nag Hammadi)
Un cammino pieno di ostacoli partendo dall’Adamo androgino fino al dogma tutto italiano del 1969.
Adamo fu il primo “iniziato”.
Egli, fedele alle istruzioni ricevute da Dio,
fondò l’equivalente della prima
loggia.
Suo figlio Lamech (il cui nome significa forza)
divenne il suo successore ed egli, a sua volta,
iniziò i propri figli alla Legge Divina, i
quali, alla luce della saggezza, fecero
prodigiose scoperte.
Jubal … fece progredire la geometria, ed
inoltre “ fu padre di coloro che suonano
la cetra e la zampogna” (Genesi, iv, 21).
Tubalcain fondò i principi dell’Alchimia
e dell’arte metallurgica e la loro
sorella insegnò alle altre donne l’arte
del tessile.
Ma l’umanit era destinata a
dimenticare la parola di Dio e a cadere nelle
tenebre dell’ignoranza. I figli di Lamech,
prevedendo la catastrofe, incisero i risultati
delle loro scoperte su due grandi colonne
litiche che sfuggirono alla distruzione causata
dal diluvio e, quando la collera divina si placò,
un uomo chiamato Hermes o Hermorian, ebbe il
compito di ritrovare i due pilastri e, una volta
comprese le straordinarie rivelazioni che vi
erano scolpite, decise di trasmetterle
esclusivamente a chi fosse stato in grado di
farle rifiorire.
Hermes si recò a Babilonia dove, dopo aver
assunto il nome di Nemrod diede vita ad una
nuova loggia e con l’aiuto dei nuovi
Liberi Muratori edificò palazzi, torri e
templi; la stessa cosa fece a Ninive ed infine
inviò trenta fratelli in Oriente, affinché
l’esoterismo massonico fosse diffuso in
tutta la Terra. Nemrod esortò i suoi adepti
ad amarsi vicendevolmente ed a venerare i
Maestri che possedevono i segreti dell’arte.
Quando morì, Dio lo trasformò in una
stella. Ancora oggi, levando gli occhi verso il
cielo, i massoni troveranno sempre la stella di
Nemrod che guider i loro passi.
Invece secondo alcune leggende ebraiche, Adamo,
il primo iniziato in Massoneria, doveva essere
stato un androgino, prima che Eva si staccasse
da lui e si rendesse autonoma.
La mitologia massonica va intesa quindi come
insegnamento massonico e non come una mera
ricostruzione storica.
L’esclusione della donna dalla Massoneria
“regolare” – patente
rilasciata solo dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra,
e ad un solo Ordine massonico per singolo Stato
– pone problemi o ipotesi di diversa
natura.
Su questo tema Renè Guenon affermò: “…Come
stavano le cose nel Medio Evo? Sicuramente non
è impossibile che le donne fossero allora
ammesse in alcune organizzazioni che possedevano
un’iniziazione che si riferiva all’esoterismo
cristiano, e ciò è del tutto verosimile;
ma poiché tali organizzazioni sono fra quelle
di cui da molto tempo non rimane più traccia,
è ben difficile parlarne con sicurezza e in
modo preciso e, in ogni caso, è probabile che
non vi fossero in esse se non possibilit
molto limitate. Quanto all’iniziazione
cavalleresca, è anche troppo evidente che, a
causa della natura, essa non potrebbe
assolutamente convenire alle donne; e lo stesso
è da dire delle iniziazioni di mestiere, o
per lo meno delle più importanti fra di loro
e di quelle che, in un modo o nell’altro,
sono continuate fino ai nostri giorni. E’
qui, precisamente, la vera ragione dell’assenza
di qualsiasi iniziazione femminile nell’Occidente
attuale: tutte le iniziazioni che vi permangono
sono essenzialmente fondate su mestieri il cui
esercizio appartiene esclusivamente agli uomini.”
Benché la presenza delle donne sia sempre
stata negata, come evidenziato anche nel quarto
articolo di Andersen, è più volte
documentata.
Nella storia della Massoneria corporativa,
infatti, si trovano segni che attestano che le
donne erano ammesse nelle Gilde degli Artigiani,
con parit di diritti e doveri.
In Francia il “Livre des Métiers”
di Etienne Boileau (1268) prevedeva l’accesso
delle donne nelle Corporazioni artigiane, e la
loro elevazione al grado di Maestro, anche in
mestieri manuali tradizionalmente maschili.
Nel 1375 si accerta, la presenza femminile nelle
Gilde degli artigiani come in quelle dei
carpentieri di Norwich, con Sabine De Steinbach,
figlia del Maestro Architetto della cattedrale
di Strasburgo.
Nel “Poema Regius” , il più
antico e importante documento massonico datato
1390 circa, in nessun verso si evince l’esclusione
delle donne; al contrario si parla più di una
volta “…così ciascuno insegnava
all’altro, e si amavano l’un altro
come fratello e sorella…”. Scritto
in Middle English, non si può definire, a
stretto rigore, una "Costituzione"
sebbene abbia più elementi di una
costituzione che non caratteri artistici di
poesia.
I massoni operativi, nei tempi antichi,
dovevano spostarsi dai loro luoghi di origine,
vivere insieme e lavorare per diversi anni per
dedicarsi alla costruzione degli edifici di
culto. Nell’Antica Massoneria operativa,
le persone di sesso femminile erano precluse
dalle Corporazioni maschili, salva la eccezione
di cooptare vedove e orfane di Maestri in caso
di bisogno.
La donna è presente nelle tradizioni
iniziatiche-corporative occidentali, a due
livelli: esplicitamente come “sorella del
mestiere” e come “vedova del maestro”,
a cui venivano trasmessi i segreti dell’arte,
affinché potesse sostituire la funzione del
marito, fino al compimento dell’apprendistato
del figlio, ed anche come “madre-ostessa”
referente delle Confraternite locali per gli
artigiani itineranti.
Bisogna rispettare la convinzione della
Massoneria mondiale “regolare”, che
esclude le donne in via di principio, ma abbiamo
anche il dovere di riflettere sulle opinioni di
quanti dissentono, specialmente di quelle
comunioni massoniche - a torto o ragione
considerate "irregolari" - che
accolgono le donne tra le loro fila.
Peraltro, in considerazione anche della
convinzione di molti massoni, la loro esclusione
dalla massoneria non è proprio così
scontata come potrebbe apparire, a tal punto che
moltissime comunioni massoniche regolari di
tutto il mondo hanno favorito la crescita e la
divulgazione di strutture paramassoniche in cui
è ammesso il sesso femminile: per ora solo
mogli e parenti strette di massoni ma, col
tempo, forse avverr che tali
associazioni possano accogliere le donne,
prescindendo dai rapporti di parentela con i
fratelli liberi muratori.
Smentita la prima affermazione sulla non
presenza o l’esclusione delle donne nell’antica
Massoneria Operativa, numerose fonti
bibliografiche, hanno dimostrato che il Tardo
Medioevo, contrariamente a quanto si crede, vide
alcune donne raggiungere un notevole grado di
emancipazione sociale e culturale.
Possiamo inoltre affermare che l’iniziazione
massonica non è femminile o maschile, ma l’una
è complementare all’altra come lo sono
il sole e la luna.
Il Recipiendiario che si presta a diventare
Apprendista Libero Muratore, nella cerimonia di
iniziazione massonica, trova la realt
della donna “lunare” in quanto “
perfetta polarit contraria” a
quella dell’uomo “solare”.
Riportiamo dal rituale per l’iniziazione
del Grande Oriente d’Italia –
Palazzo Giustiniani, di recente, il testo che
è stato rielaborato dalla Commissione per i
rituali nel 1998, al momento di procedere alla
vestizio¬ne del neofita, il Maestro
Venerabile conse¬gnandogli un secondo paio di
guanti bianchi, gli fa presente:
“Fratello, essendo la nostra
Iniziazione solare, le donne non sono ammesse ai
nostri Lavori; tuttavia noi le rispettiamo e le
onoriamo. Questi guanti sono destinati a Colei
che rappresenta la tua polarit
contraria, cioè quella lunare.”
La presenza della polarit “femminile”
e “maschile” non compare nel rituale
dell’ Apprendista Libero Muratore del
1955 della Gran Loggia Nazionale dei Liberi
Muratori d’Italia (GRANDE ORIENTE
D’ITALIA).
Nello stesso si legge a pagina 36 :
“… vi ricordino questi guanti che le azioni del Libero Muratore debbono essere sempre pure e che egli mai deve macchiarsi di iniquit .”
Vogliamo denunciare che un circolo molto
ristretto di Fratelli che si richiamavano al G.O.I.,
ha apportato questa modifica nella
revisione del rituale del 1969 per giustificare
l’esclusione della donna. Dal 1969,
infatti, la quasi totalit dei Fratelli
non conosce questa modifica e ritiene il rituale
in uso quello derivante dagli antichi Liberi
Muratori. Fermo restando che successivamente
alla modifica del 1969 – per la maggior
parte dei Fratelli – l’iniziazione
massonica è riservata solo agli uomini,
quindi ha un carattere prettamente solare, non
bisogna disconoscere – per non negare l’evidenza
– l’importanza della donna quale
opposto e complementare all’uomo.
Tale rimprovero è rivolto anche alle Sorelle
delle organizzazioni massoniche femminili, miste
e paramassoniche, che giustificano l’esclusione
della donna nella polarit sole-luna. Per
dimostrare tale affermazione riportiamo un pezzo
del capitolo Fiorentino Beatrice della Stella d’Oriente:
“…La donna segue la via umida, la
via lunare; al contrario del Sole, la Luna non
irradia luce propria, ma senza il suo chiarore,
riflesso di quello solare, le più profonde
tenebre coprirebbero la Terra nelle ore notturne…”
Dall’incontro degli opposti, nasce l’equilibrio
e l’armonia di tutto ciò che esiste;
senza il due, l’uno non creerebbe il tre,
il simbolo della perfezione. Uomo o donna si
completano a vicenda, il simbolo del loro
complemento è dato dall’Androgino, la
mitica creatura bisessuale, maschile a femminile
allo stesso tempo.
Senza andare oltre in un simbolismo che
continuamente richiama l’attenzione su di
una incontrovertibile realt , si può
dire che la via solare seguita dal Massone
doveva essere completata da un cammino
accessibile alla sua compagna, non più
facile, ma più pratico, che consentisse la
proiezione degli ideali massonici fuori ed oltre
il chiuso delle Logge….”
Partendo dal presupposto che la Massoneria
non accetta dogmi, come fa ad accettare questa
modifica del 1969 divenuta negli ultimi trenta
anni, il dogma massonico in Italia, e nelle zone
dove ha interferito?
Siamo costretti così a confrontarci con
questo dogma.
La Libera Muratoria
Sin dai tempi della antica Roma si intravedeva un’affinit tra i collegia fabrorum romani o corporazioni di mestiere, e le corporazioni medioevali di muratori, grazie alle maestranze bizantine o italiche (tra cui, i cosiddetti magisteri comacini) dell’alto Medioevo.
Non esistono però documenti che attestino
l’esistenza della massoneria che
risalgono all’epoca romana. La nascita
della Massoneria come organizzazione può
essere documentata solo nella Cristianit
medievale. In quell’epoca infatti si
costituirono molte confraternite di muratori, le
prime attestazioni sono inglesi e scozzesi .
Nell’epoca della rivoluzione francese, la
Massoneria è stata oggetto di pesanti
attacchi da parte dei politici, del Vaticano,
dei dittatori (di destra o di sinistra), della
plutocrazia internazionale ed infine dei
ciarlatani, avventurieri e mistificatori che
sono sempre stati presenti nei consorzi umani.
Come conseguenza si è avuta la disgregazione
e la frantumazione del Millenario Istituto,
nonchè la deformazione, il travisamento, l’inquinamento
e la degenerazione di esso.
Le migliaia di Liberi Muratori che hanno impugnato il maglietto, lo scalpello e gli altri strumenti muratori, per una scelta di vita, nella famiglia, nel lavoro, nell’impegno civile e sociale, non si rassegnano ad essere messi continuamente all’indice, guardati con sospetto, sbattuti sulle pagine dei giornali come orditori di trame, inquisiti per chi sa quali crimini, giudicati, nella più benevola delle ipotesi, come delle persone fuori dal tempo perché espressione di un anacronismo incomprensibile, che comunque desta sospetto.
“Nell’antica Massoneria una norma e un coerente modo di vivere riunivano tutti gli iniziati e con l’unico scopo di elevare il Tempio alla gloria di Dio e di trasporre la connessa esperienza spirituale in una adeguata simbologia. Nella moderna Massoneria codesto ideale è appannaggio di una sola della numerose correnti massoniche. Ci si trova dunque di fronte, nel momento attuale, a un’istituzione intellettuale e sociale è molto meno rilevante di quanto non si creda generalmente.”
I libri che parlano dell' origine della
massoneria "moderna", la descrivono
così: Sul piano storico la moderna Libera
Muratoria fissa la sua data di nascita al 24
Giugno 1717 in coincidenza con la costituzione
della Gran Loggia Inglese, sorta dalla fusione
delle quattro Logge preesistenti nella citt
di Londra.
La massoneria era sicuramente un'unica, ma non
unitaria, organizzazione nella Cristianit
medievale ed anzi, nelle isole britanniche, era
giunta tardi, importata dal continente all'epoca
dei Maestri Comacini.
In verit da un piccolo
"scisma" nel 1717 dal corpus degli
"operativi" (ANCIENTS), si staccarono
quattro Logge, che costituirono la GRAND
LODGE of LONDON il
24 giugno del 1717 ( il giorno quindi di S.
Giovanni, che diventa il santo patrono della
Massoneria Inglese); non più dunque operativa
ma, com'era esplicitamente affermato
"speculativa"(MODERNS). La maggior
parte dei membri dello scisma erano tutti o
comunque vicini alla ROYAL
SOCIETY o "espulsi" dagli
Operativi di Londra, su disposizione del Wren.
Furono espulsi nel 1715: Anderson, Payne (2°GM,
1718; 4°GM, 1720), Teofilo Dèsaguliers (3°GM,
1719), Johnson, Stuard, Antony Sayer (1°GM),
Entick, Montagu.
Da quella scissione i privilegi e la
Tradizione iniziatica dei Liberi Muratori non
saranno più solo appannaggio esclusivo dei
massoni, ma uomini con diverse professioni
verranno chiamati a gioirne.
La nuova massoneria fu più adatta
all'esportazione di quello spirito "mondialista"
e "missionario" amanti del nuovo
trinomio : Scienza, Progresso e Conoscenza,
dentro i non troppi rigidi confini di quella che
Anderson chiamò – “The
Costitutions of The Free Massons”, London
1723, “most ancient and worshipful
Fraternit ”: si riconoscevano
fratelli quanti in nome della esclusiva ragione
miravano a combattere l’ignoranza e la
superstizione.
L'unione delle due Grandi Logge fu raggiunto
il 27 Dicembre del 1813, dopo 96 anni, quando fu
tenuta la Grand Assembly of Freemasons for the
Union of the Two Grand Lodges of England , con
l'elezione a Gran Maestro del Duca di Sussex che
l'anno successivo fu installato 1° Gran
Maestro dell' United Grand Lodge of England (UGLE).
I "liberi muratori" - Antients - erano
l'insieme dei "muratori" che godevano
di certe "franchigie" (da qui
"liberi" o "franchi"
muratori; "libera" o
"franca" muratoria), e che giravano
per i vari paesi europei soprattutto per
costruire chiese ed edifici pubblici. I
"liberi muratori" sono stati per
secoli al servizio dei principi e dei Papi.
Bonifacio IV (1110) , Niccolò III
(1277) e Benedetto XII
(1331), riconobbero loro il diritto di
governarsi secondo i propri statuti con
esenzioni da oneri e obbligazioni locali, di
potersi trasferire di paese in paese
liberamente, di godere di una specie di
monopolio per la costruzione di fabbricati
religiosi di maggiore importanza. Non era mai
accaduto che venissero condannati dagli uni o
dagli altri, anzi "l'arte muratoria",
comprendeva oltre l'architettura anche la
raffigurazione del sacro .
I più dimenticano che un tempo si dava
inizio ai lavori in nome della Santissima e
Indivisibile Trinit . Invece con la
nascita della "massoneria moderna" o
degli aristocratici "liberi pensatori"
per opera di alcuni pastori protestanti, giunse
a breve la prima condanna scomunica
del 4 maggio 1738, con la bolla “in
eminenti apostolatus specula”, di S.S.
Clemente XII.
La continuit storica della Craft
libero muratorie seppero conservarsi in Gran
Bretagna, in Scozia ed in Irlanda, con diverse
caratterizzazioni fra loro.
Nella seconda met del 1600 nelle Craft
c.d. “operative” scozzesi ed inglesi
finirono per innestarsi il movimento Rosacroce
ed altre correnti Umanistiche ed Ireniste nonché
correnti Ermetico-Alchemiche, Deiste,Teiste,
Latitudinarie, pre-Illuministiche, nel crogiuolo
della grande stagione della filosofia inglese.
Con la creazione della c.d. Logge di
Accettazione , nacque con la Gran Loggia di
Londra del 1717 e con i poli di York e di
Edinburgo, la Massoneria Moderna simbolica o
speculativa in senso filosofico.
In definitiva, dal punto di vista di chi optava
per la regolarit iniziatica e pertanto
tradizionale dell'Istituzione
"SPECULATIVA" e cioè dei
"liberi pensatori", si può
certamente dire che la Libera Muratoria moderna
nacque con il piccolo "scisma"
massonico di Londra del 1717. Questa è
l'origine della Massoneria che d le
patenti di “regolarit ” alle
altre Massonerie “regolari” del
mondo.
La Massoneria Universale oggi si riconosce nei principi dettati dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra nei quali si richiamano saldamente i legami fra la Massoneria antica e la Massoneria moderna.
Nel 2005, nasce a Londra la REGULAR
GRAND LODGE OF ENGLAND
ANCIENT AND HONOURABLE
FRATERNITY OF FREE AND
ACCEPTED MASONS.
(ed ecco spuntare di nuovo Rui Gabirro e la sua
nuova P2)
Conoscere i “Landmarks” e confrontarli.
Può suscitare meraviglia soprattutto al non iniziato, il fatto che la massoneria “regolare”, di influenza anglosassone, pur predicando la tolleranza e l’uguaglianza, non ammetta donne tra le sue fila e che questo divieto sia persino un “Landmarks” per i massoni.
La parola “Landmark” è di origine germanica ed è composta, da “Land” che significa terra e da “mark” che significa traccia, segno.
Nella lingua inglese la parola “Landmark” indica un oggetto cospicuo che contraddistingue una localit , o definisce il confine di un territorio. Erano appunto quei segni di antichissima origine che servivano a delimitare i confini tra l’una e l’altra propriet , e la loro rimozione o manomissione è, da sempre, considerata grave crimine.
“Non sposterai i termini del tuo prossimo, posti dai tuoi antenati, nell’eredit che avrai nel paese di cui l’Eterno, il tuo Dio, ti d il possesso”.
Il fatto che tali segni fossero costituiti, normalmente, da pietre di medio - grandi dimensioni confisse verticalmente nel terreno, ha fatto, con ardita metafora, dire a più d’uno che essi siano le colonne su cui poggia l’Istituzione Massonica.
L’articolo XXXIX° dei Regolamenti Generali, contenuto nelle Costituzioni dei Liberi Muratori di James Anderson - tradotti, adottati, citati o riportati integralmente da tutte le obbedienze del mondo, persino dai gruppi massonici non riconosciuti quali regolari – dice: “Ciascuna Gran Loggia annuale ha in sé il potere e l’autorit di fare nuove norme o di modificarle nel reale interesse della antica Fraternit , purchè gli antichi LANDMARKS siano sempre scrupolosamente mantenuti…”.
Con ciò, il Dr. Anderson introdusse per la prima ed ultima volta il concetto di Landmarks, non precisando quali fossero nelle Ordinanze Generali, che furono approvate a Londra nel 1721, il giorno di S. Giovanni Battista.
Nel linguaggio corrente inglese, Landmark viene usato per significare genericamente limite, confine, punto di riferimento. I primi legislatori della Massoneria moderna nel 1723, utilizzano il sostantivo “Landmark” con il significato di “limite”, “confine”.
“Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri, nati liberi e di et matura e discreta, non schiavi non donne, non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione”.
Anderson esclude le donne dall’iniziazione Massonica al pari degli schiavi e degli uomini immorali o scandalosi.
Nell’edizione successiva del 1738, del New Book of Constitutions del Dottor James Anderson, si legge nei III Dovere Concernente le Logge : “ Gli uomini fatti Massoni devono essere nati liberi ( e non schiavi), di et matura e di buona reputazione, sani e forti, non deformi o mutilati al tempo della loro ammissione e non donne, non eunuchi”.
In questa successiva stesura si paragona lo
status iniziatico della donna del tempo pari a
quella degli eunuchi. Si sposta il focus dell’attenzione
dalle donne associate prima agli schiavi poi
alle deformit fisiche e infine agli
eunuchi.
In soli quindici anni, l’evoluzione
femminile viene bloccata, la donna viene
considerata al pari di una mutilazione fisica.
In un’ antico documento francese del 1735-6, l’Art. 3 dal titolo: In quel che riguarda le Logge, si legge: “Coloro che sono ammessi membri di una Loggia devono essere di grande fedelt , di nascita libera e di et ragionevole: uno schiavo, o un uomo di costumi scandalosi o riprovevoli non può essere ammesso nella fratellanza. Le donne ne sono pure escluse, ma a causa degli effetti che il loro merito produce troppo sovente tra i migliori fratelli”
I toni cambiani nel documento francese, intermedio alle due pubblicazioni inglesi di Anderson del 1723 e 1738: il documento, troppo sconosciuto, ma ancora attuale, mette in risalto la “gelosia” di molti Fratelli dinanzi alle capacit e all’operativit delle sorelle.
Per altri Ordini Iniziatici – vedi
Martinez de Pasqually - , non esistevano quelle
ragioni adottate dai Massoni per non ammettere
le donne nel lontano 1770, e cioè la
frivolezza, le indiscrezioni, le possibili
rivalit amorose che potevano portare nel
tempio tutto quello che era profano.
Il Martinismo accettava le donne ma andavano
tenute sotto continuo controllo. (cos’è
il martinismo).
I Canoni fondamentali dell’Ordine
Massonico , i Landmarks, dal termine usato all’
art. 39 del “Libro delle Costituzioni”
dell’Anderson, non furono mai
ufficialmente stabiliti e accettati, fino alla
proposta del MACKEY del
1858, Gran Segretario del Supremo Consiglio
Mother ecc, pubblicata nella “American
Quarterly Rewiew of Freemasonry”.
Il Mackey, nel commentare il XVIII dei suoi Landmarks, afferma
18-Un candidato alla iniziazione deve essere
uomo, nato libero, non mutilato e di et
matura.
(Dai Landmarks secondo MACKEY
1858.)
Egli non fa cenno più all’esclusione della donna come fatto penalizzante, al pari delle mutilazioni fisiche e dell’et .
Riportiamo alcuni limiti o confini, che sono
stati trascritti e adottati negli anni
successivi alle Costituzioni inglesi scritte nel
1723, che si ricollegano al nostro argomento,
dove l’essere donna non era più una
pregiudiziale, una menomazione o una schiavitù:
il nono Landmarks della Gran Loggia del
Minnesota 1856, afferma che:
“ I Massoni devono essere di et
matura, nati liberi, di buona fama e robusti e
sani, non deformi o mutilati e non eunuchi”.
Il quarto Landmarks secondo Findel del 1871 afferma:
“I candidati debbono essere probi e pacifici cittadini ed aver compiuto la maggiorit ; debbono essere di ineccepibile moralit e reputazione; aver corretto costume e condotta irreprensibile, e debbono godere della pienezza delle loro facolt intellettuali. Le Logge debbono prendere su di essi, prima di ammetterli, tutte le informazioni necessarie.”
Il diciassettesimo dei Landmarks secondo Roscoe Pound del 1919, afferma:” Il Massone deve essere un maschio adulto, nato libero”.
In altri termini i fondamenti giuridici dell’ortodossia massonica sarebbero il rispetto di questi Antichi Doveri (Old Charges), cioè delle norme tradizionali trasmesseci dalle antiche corporazioni dei muratori.
Nella “ History of Freemasonry and Masonic Digest” (Vol. II), J. W. Michel scrive:
“I Landmarks della Massoneria sono quelle leggi immemorabili che sono state tramandate di epoca in epoca e da generazione in generazione senza che nessuno ne conosca l’esatta origine e senza che nessuno avesse il diritto di alternarle o cambiarle. Essi consistono nelle fondamentali leggi scritte e non scritte della Societ . I Landmarks non scritti comprendono tutti quei rituali essenziali e insegnamenti della Loggia che non possono essere appresi altrove. I Landmarks scritti sono 6 e si trovano negli Old Charges di un Libero Muratore nella Costituzione Inglese stampata e pubblicata nel 1723”
Le sopravvissute nella storia massonica
Come leggeremo, non esiste un solo caso
isolato di iniziazione femminile in Europa nel XVII
secolo, ciò fa intendere quanto forte
era la pressione delle nobil donne, malgrado i
divieti, di ottenere la loro ammissione tra le
fila della Libera Muratoria.
Nello Statuto della Loggia Massonica di York del
1693 si riporta che: ”Colui o colei che
deve essere fatto massone pone le mani sul libro…”
La catena tradizionale di tali ammissioni
femminili continua fino agli albori della
Massoneria speculativa.
Ad esempio è documentata che nel 1663
venne associata alla “Compagnia Londinese
Dei Liberi MuratorI” una tale Margaret
Wild, vedova. Nel 1714 nel sud dell’Inghilterra,
un’altra donna Mary Banister fece
apprendistato come Massone per sette anni,
pagando alla Compagnia la dovuta somma di 5
pence.
Il caso più famoso è quella della duchessa
irlandese Elizabeth St. Leger, o, come in
seguito è diventata, dopo il matrimonio, l’On.
Sig.ra. Aldworth, alla quale ci si riferisce a
volte, anche se erroneamente, come "l’unica
donna che ha ottenuto l’onore
dell'iniziazione nei misteri di sublimazione
della Massoneria”.
L’On. Elizabeth St. Leger era una figlia
del primo visconte Doneraile o Doneraille, un
residente di Cork. Suo padre era un Massone
molto zelante e, come era l'abitudine del suo
tempo - la prima parte del diciottesimo secolo -
ha tenuto una riunione di Loggia occasionale in
casa sua, assistito dai membri maschi della sua
famiglia e di tutti i fratelli nella vicinanza
immediata e dagli ospiti. Questa Loggia era
registrata regolarmente al Numero Distintivo 150
sul registro della Gran Loggia dell'Irlanda.
La storia racconta di un pomeriggio prima
dell’iniziazione di un signore chiamato
Coppinger, la Sig.na St. Leger si era nascosta
nella stanza adiacente a quella usata come
stanza del Tempio. Questa stanza a quel tempo
aveva delle alterazioni e la sig.na St. Leger si
dice rimosse un mattone dal divisorio con le sue
forbici e attraverso l'apertura divenne
testimone della cerimonia d’iniziazione.
L’aver visto il rituale d’iniziazione
la turbò tanto che immediatamente si diede
alla fuga, ma non riuscì ad eludere la
vigilanza del custode della Loggia il Copritore
Esterno che, munito di una spada riuscì ad
arrestarne la fuga. Lei strillò allarmando i
membri della Loggia, che arrivarono correndo, e
scoprirono che era stata testimone di tutta la
cerimonia appena terminata. Dopo una lunga
discussione e cedendo alle suppliche di suo
fratello – ma ritengo all’alto
lignaggio del padre visconte -, decisero di
ammetterla nell'Ordine e fu iniziata
regolarmente, e, nel corso degli anni, è
diventata per capacit la Maestra
Venerabile della Loggia.
Nel libro stampato a Napoli nel 1746 “Relazione della Compagnia de’ Liberi Muratori” a pagnia XVIII leggiamo:
“Dopo la risposta se li scopre la gola
per vedere se a caso fosse femmina, e però
delicatamente si tenta all’interno con la
mano per riconoscere se vi è prominenza, e si
fanno ancora altre osservazioni; perché alle
volte vi potrebbe essere dell’inganno per
la curiosit di qualche donna, che
travestita, sotto la sembianza di giovinetto, si
introducesse nell’Assemblea, come nella
Loggia di Ginevra accadde l’anno 1735, in
cui Madamosella Chatillon tentò travestendosi
di penetrare.
Era questa una donzella, che compito non aveva
per anche il ventunesimo anno dell’et
sua. Aggiungeva ella al pregio d’una non
mediocre belt quello d’uno
spirito assai pronto e vivace. Il suo portamento
era serio; e di statura alta, e ben formata, e
compressa appariva. Ella era servita ed amata da
un giovine Cavaliere di qualit , il quale
sovente gli addiceva per motivo di partirsi da
lei la necessit , che aveva di ritrovarsi
nella Conversazione de’ Liberi Muratori.
La damigella, che era avezza ad essere a parte d’ogni
più intimo suo segreto, non poteva soffrire,
che il Cavaliere, solo per questo, avesse mutato
il suo costume. Quindi è, che si accese,
sempre più di desiderio per quello, che le
veniva costantemente celato. Le riuscì dunque
con alcune industriose maniere d’essere
introdotta, e presentata, per essere ammessa
alla Conversazione, lusingandosi di potersi
nasconder sotto finto abito, e nome mentito. Non
pensò, che qualche altra cosa, oltre la
mutazione della veste, le sarebbe stata
necessaria per poter condurre a buon fine l’impresa
risoluzione. Quindi è, che fatte le prime
cerimonie, e portatasi sempre con coraggio, la
gentile fanciulla non potè non restare
sorpresa, e impallidire, quando alla presenza
del Venerabile Gran Maestro si vidde sbottonare
il giustacuore, e scorre la goletta. Voleva far
resistenza, le tremava la mano, e si leggeva nel
pallore del volto la confusione, e il timore.
Nono si stette per questo di proseguire il suo
offizio quel Fratello, cui era stato commesso,
ma ben tosto toccò con mano il gentile
inganno della dama ingegnosa. Rimase egli
stupito ed attonito esclamando: O sogno, o
questa è una femmina. Ma certificatisi tutti
dell’inganno, e dissimulando il disgusto
concepitone, dopo un dolce rampognamento, si
sforzò ciascuno di farle finezza ed onori,
per quanto comportavano le circostanze, e l’istituto,
del luogo. Il Gran Maestro poi così le prese
a dire: Voi siete l’unica tralle femmine,
che possa darsi il vanto d’aver penetrato
nelle nostre Conversazioni. Noi conosciamo il
vostro merito, lodiamo il vostro spirito, e
siamo ammiratori di esso; ma dall’altro
canto siamo molto osservanti del nostro istituto
per non esservi più compiacenti. Voglio però
che vi resti memoria di noi, e della nostra
Confraternita, e del nostro impegno. Così
dicendo ordinò, che le fosse regalato un paro
di Guanti, un Martello, e una Squadra. Dopo
questo fatto in memoria della tentata Muratoria,
volendola congedare fu servita di sorbetti e d’orzate,
e presentandole il Gran Maestro una Pistola
corta, così le ragionò: E’ nostra
costituzione, valorosa donzella, di non poter
alcuno di noi partirsi dalla Loggia se non dopo
terminati tutti i nostri uffizi; quindi è,
che mi duole gravemente, che non possiate a
quest’ora restar servita di compagnia né
da me, né da alcun altro di questi
gentiluomini; perciò prevaletevi in vostro
bisogno di quest’arme, che congiunta al
magnanimo vostro spirito vi render
sicura da ogni oltraggio. Ella rese le più
distinti grazie a quella gentil Conversazione,
premendo nell’animo il dolore di non
essere pervenuta al suo fine; e accompagnata da
i due gentiluomini Sopravegghianti, e dal Gran
Maestro, fino alla porta se ne partì.”
Nel XVIII° Secolo, almeno due corporazioni femminile, quella delle spillaie e le cappellaie sarebbero state affiliate al Compagnonaggio francese – “Compagnonnage” che, rappresentava rispetto alle Antiche Corporazione di Mestiere, un’attivit edilizia inferiore ed a livelli di manovalanza .
In Inghilterra, il 25 Gennaio 1723/4 sotto forma di lettera anonima, venne pubblicato sul Read’s Weekly Journal “La Congrega delle Sorelle Libere Cucitrici 1724”.
“Allorquando Eva Progenitrice inventò per prima l’Ago al fine di mettere insieme le Foglie di Fico, il Cucire non servì a nascondere la Nudit sua e quella di suo Marito. In progresso di tempo, le sue Discendenti fecero diventare quella del Cucire, che intendeva soltanto proteggere la Nudit , una vera e propria Arte Ornamentale. Perciò, non solo l’Ago, ma lo Spillo, lo Spillone, il Filo, il Ditale e molti altri Strumenti furono usati, grazie ai quali la accorta e operosa Sorellanza ottenne notevole Lucro e grande Reputazione.”
“… Meriterebbero di essere chiamate Filo-Matematiche, essendo grandi Amanti, nonché fautrici, di tali Scienze. Particolarmente versate nel Comporre e Scomporre. Lo stesso Fidia non riuscì a superare molte Sorelle nel Rilievo, poiché esse operano al Vivo. Sono profondamente attaccate ai Liberi Muratori, e a tutti quelli che lavorano la Pietra, e si vantano che è sempre la Corporazione delle Sorelle Cucitrici a Rifornire e Popolare i tanti edifici eretti dalla Fratellanza dei Liberi Muratori”.
La morale massonica: Il XVIII secolo e Le logge d’adozione
“Sui costumi dei Liberi Muratori
circolarono nel secolo XVIII voci
infamanti: essi, si diceva, banchettavano spesso
e non ammettevano le donne… Si erano
meritati gli elogi dell’autore dei Praise
of drunkenness ( Elogio dell’ubriachezza)
e nel 1730 un certo Peter Farmer pubblicava una
satira, New Model for the Rebuilding Masonry on
a stronger basis than the former, in cui
figurava una canzone, “Let malicius people
censure” col sottotitolo: “A song
made by a mason, occasion’d by a report
that they were guilty of sodomitical practices”.
Anderson stesso, nei “Songs” che
pubblica in appendice all’edizione del
1738 delle Costituzioni, crede di dover inserire
un Sword-bearer’s Song (Canto del
portaspada) di protesta:
Noi abbiamo piet di questi sciocchi
Che credono impure le nostre azioni;
noi sappiamo che è dalla loro ignoranza che
procede
un’opinione così meschina dei nostri
atti.”
Al rimprovero dell’omosessualit e alcolismo, non fu la massoneria inglese ma precisamente la massoneria continentale che trovò la buona risposta e la “grazia” propria del XVIII secolo francese, creando per le donne la “massoneria d’adozione”.
I liberi Muratori Francesi, nel XVIII secolo, danno accesso alle donne con l’ adozione, creano uno spazio misto entro riunioni specifiche e separate da una Loggia esclusivamente maschile.
Nel 1730 operavano gi delle Logge d’Adozione ( Loges d’Adoption).
I riti della Massoneria femminile sono “androgeni”, cioè, uomini e donne si trovavano in comune nelle logge di adozione, e insieme prendevano parte ai “lavori”. Non fu mai concesso a donna di prendere parte ai “lavori” della Massoneria maschile o dar luogo a logge tutte femminili.
La Massoneria di “adozione”, denominata anche “androgina”, ebbe vari ordini e riti tra i più citati: Ordine dei sette savi, Ordine del Palladio, Rito delle Scozzesi di perfezione, Rito di Monte Tabor, Rito di Mopse, Rito della Felicit , Rito della Rosa, Rito degli amanti del piacere.
La loro esistenza veniva però taciuta ai
massoni col grado di apprendista. La prima
comparsa di queste logge avvenne in Francia ( e
sono il frutto evidente del mondano spirito
francese) che lavoravano sotto gli auspici della
GRANDE LOGE DE FRANCE.
Soltanto nel 1770 la Massoneria femminile venne
convalidata dai debiti statuti. Il
riconoscimento ufficiale ha la data del 1774.
Da un documento dell’epoca, DAMES
MACONNIèRES , si apprende che
originariamente la Massoneria femminile, sotto
la denominazione di “Logge d’adozione”,
si costituì su due sole classi: nella prima
venivano comprese le dame “virtuose”,
nella seconda le “volubili”. Una
classe doveva operare all’insaputa della
esistenza dell’altra.
La direzione delle logge femminili era di
pertinenza degli uomini. Precisa il documento”
I fratelli incaricati di dirigerle faranno loro
pervenire le lezioni senza farsi conoscere.
Guideranno le prime [ LE VIRTUOSE]
con letture di buoni libri (Rousseau, Voltaire,
Diderot, Mirabeau), e le altre col formarle all’arte
di soddisfare segretamente le loro passioni”
La esistenza di questi cenacoli venne per la prima volta denunciata nel 1882 dalla rivista dell’Ordine dei Gesuiti “Civilt Cattolica”.
Nel libro “ la massoneria delle donne, regolamento e rituali (1730-1780)”, troviamo scitto:
“ Le prime tracce accettabile di una Muratoria con le donne appartengono proprio al decennio 1730-40. Tra le più significative, una Marcia della Libero Muratore attribuita a un membro della Loggia Coutos-Villeroy, datata 1737 e lettere private che dicono, per esempio: “ La signora Contessa di Grandville ha messo a parte della vostra lettera tutta la fratellanza, ma nessun membro di quel corpo è stato così ardito da rispondere, malgrado le sue sollecitudine”, o : “Non dimenticatevi di me presso la signora, la vostra cara Libero Muratore”. Le tracce divengono più esplicite nel decennio seguente. Nel 1747 la loggia Saint-Julien di Brioude, Haute Loire, arricchisce i propri numeri con numerose signore della nobilt – “Quella fu la sola seduta straordinaria, dice il segretario, nella quale furono ricevute delle donne”.
Dal libro “Rituali e Societ Segreta” edizioni Convivio, a pag 460 riportiamo l’Obbligazione della Massoneria di Adozione del Grado 1° Apprendente:
“Io giuro e prometto solennemente, in
presenza di questa Venerabile Assemblea, di
conservare e custodire fedelmente nel mio cuore
tutti i segreti dei Massoni e della Massoneria
di Adozione che mi saranno confidati, e di
sottopormi ai Regolamenti e usi di questa
Loggia, sotto pena di essere disonorata se manco
alla mia Obbligazione.
In questo caso acconsento di essere colpita
dalla Spada dell’Angelo Sterminatore. Così,
per garantirmene, possa una porzione del fuoco,
che risiede nella più alta regione del cielo,
discendere nell’anima mia per accenderla
e purificarla, rendendola degna di penetrare nei
più segreti sentieri della virtù. Così
sia”.
All’obbligazione delle Dame di Adozione, mettiamo a confronto il Giuramento maschile inglese del Libero Muratore del 1730 circa:
Io Qui solennemente Prometto e Giuro alla
Presenza di Dio Onnipotente e di questa
Rispettabilissima Assemblea, che Celerò e
Occulterò e giammai Rivelerò i Segreti dei
Muratori o della Muratoria, che mi saranno
confidati; salvo che a un Sincero e Legittimo
Fratello, dopo debito Esame, o in una
Rispettabile Loggia giusta e perfetta di
fratelli e Compagni.
Io inoltre prometto e Giuro, che non li metterò
in Iscritto, non li Stamperò, Marcherò,
Scolpirò, o Inciderò, né che li lascerò
mettere in Iscritto, Stampare, Marchiare,
Scolpire o Incidere su legno o Pietra, sicchè
possano illecitamente ottenersi, sia pure per l’apparire
di un Carattere o di una Impressione.
Tutto questo sotto Pena non inferiore a quella
di avere la Gola Tagliata, la Lingua sradicata,
il Cuore strappato dal lato Sinistro del mio
Petto, e seppellito a una Gomena dalla Riva
nelle Secche Marine, l dove la marea
monta e cala due volte nelle 24 ore, il mio
Corpo ridotto in Cenere, e le Ceneri sparse
sulla faccia della terra, sicchè non rimanga
di me Traccia veruna fra i Muratori.
E che Iddio mi assista.
Quello che oggi come allora, scandalizza i più, è come persone di grande rispetto e considerazione si sottoponessero al giuramento o a una obbligazione così solenne, sotto pena di conseguenze così terribili.
La Massoneria d’Adozione o Mista comparve in Francia nel 1730; e successivamente si fondarono in seguito molti riti diversi.
Pour DUCHAINE, deux
ateliers féminins furent fondés
Mons, un Tournai, un Alost et
deux Bruxelles. Il précise aussi que
la Maçonnerie d'adoption était régulière
et reconnue par la Grande Loge de Londres. Il
cite, titre de preuve, le procès-verbal
d'une tenue du 29 janvier 1778. Il s'agit d'une
tenue de la Vraie et Parfaite Harmonie
l'Orient de Mons en présence du F:. Dillon, député
Grand Maître de toute les loges anglaises.
Cette tenue au grade de Maître est suspendue
pour procéder l'initiation d'une
soeur en loge d'adoption et le tracé de cette
cérémonie est inséré au procès
verbal (10).......
Per DUCHAINE, due
Logge femminili furono fondati a Mons, una a
Girai, una ad Alost e due a Bruxelles. Precisa
anche che la Muratura di adozione era regolare e
riconosciuta per il Grande Loggia di Londra.
Cita, a titolo di prova, il verbale di una
tenuta del 29 gennaio 1778. Si tratta di una
tenuta della Rispettabile Loggia “Vera e
Perfetta Armonia” all'Oriente di Mons in
presenza del F:. Dillon, deputato Grande Maestro
di tutte le Logge inglesi. Questa tenuta al
grado di Maestro Libero Muratore – terzo
grado simbolico- è sospesa per procedere
all'iniziazione di una sorella ospite di
adozione ed il tracciato di questa cerimonia
è inserito nel verbale di Loggia (10).......
Sempre in Francia, ampio proselitismo massonico femminile si ha nella corte di Luigi XVI; nel 1786 Maria Teresa di Savoia – Carignano, dama di corte del sovrano, assunse la Gran Maestranza delle Logge Femminili di Rito Scozzese.
Degli ordini che imitavano la Massoneria nacquero, per seguire la moda francese del tempo : si ebbe così l’”Ordine della Felicit ”, l’”Ordine della Rosa”, e altri ancora. Vi si “fraternizzava” tra grandi signori e attrici dell’Opera.
“Per eludere l’anatema lanciata
da Clemente XII, i
Liberi Muratori tedeschi fondarono l’Ordine
dei Mopsi (Mops in tedesco significa significa
cane alano giovane), nel quale “tutti i
membri dovevano essere cattolici romani”,
come ci dice l’autore dell’”Ordine
dei Liberi muratori tradito” “ma
essi sono molto tiepidi su questo argomento”.
Il rituale imitava il rituale massonico perfino
nei particolari.
Così il profao doveva “raspare”
alla porta della loggia. Un fratello gli metteva
attorno al collo un collare di cui gli
spiegavano il simbolismo, nello stesso modo col
quale un venerabile spiegava quello del
grembiulino.”
Nello stesso periodo, si ha la presenza di una prima massoneria mista con il famoso Rito Egizio di Cagliostro, a partire dalla citt di Bordeaux (1783), che diede una svolta fondamentale nella storia della Massoneria e all’ esoterismo in generale.
Il Rito Egiziano di Cagliostro
Il Rito Egiziano di Cagliostro è il primo
movimento Libero Muratorio di grande spessore
che v in senso contrario alla societ
del tempo.
Nel corso della sua storia, la Massoneria ha
ammesso una sola persona di sesso femminile ad
essere partecipe delle onoranze della
Corporazione, cioè la Regina o Balkis di Saba
, la cui effige si trova nelle Cattedrali
tedesche insieme a quella del più potente dei
re, di Re Salomone. Dalla loro unione nascer
la stirpe reale ed iniziatica etiopica (custode
dell’Arca dell’ Alleanza?).Un
antico manoscritto etiopico, il Kebra Nagast
narra che, quando il figlio di Salomone non
ancora adulto andò a far visita a suo padre a
Gerusalemme, con le astuzie ereditate dalla
madre gli portò via alcuni, “carri
volanti” e la famosa Arca dell’Alleanza
che poi avrebbe nascosto in Etiopia.
A lei si ispirò Cagliostro quando, si proclamò
Gran Cofto del “Rito Egizio”, e
nominò Regina di Saba Lorenza Feliciani
affidandole la Gran Maestranza delle Logge
Femminili da lui iniziate annesse ai luoghi di
riunione del Rito ( Misraim).
Giuseppe Balsamo ebbe forse i primi approcci con
la Massoneria a Malta, ma fu iniziato solo il 12
Aprile del 1777, quando, a Londra, vide la Luce
nella Loggia n° 289: "L'Esperance".
Questa Officina che si riuniva alla Royal
Taverne, apparteneva alla "Stretta
Osservanza" e non godeva di grande
prestigio, dato che accoglieva persone di
livello sociale medio-basso. Con Cagliostro
ricevettero il crisma anche Serafina Feliciani,
Giuseppe Ricciarelli, Pierre Boileau e il
Maestro Venerabileconsegnò loro una
giarrettiera con inciso il motto "Unione,
silenzio, virtù".
L'anno dopo il massone Cagliostro era gi
famoso, fu infatti accolto all'Aja con grandi
onori dalla Loggia "L'indissolubile",
dove tenne un'orazione di tre ore, nel corso
della quale parlò diffusamente del Rito
Egiziano al quale stava lavorando. I Fratelli
olandesi gli chiesero di erigere una Loggia
d'adozione, dove si potesse operare secondo il
nuovo rito. La richiesta fu subito accolta e
Cagliostro rilasciò il diploma di fondazione
della Loggia mista di cui fu nominata
"Prima Ispettrice" Serafina.Il Rito
Egiziano che ormai cominciava ad albeggiare, si
andò precisando negli anni successivi, grazie
a continui incontri ed esperienze che l'Italiano
ebbe in mezza Europa.
Nel 1779 fu iniziato, all'Ordine rosacrociano
"dell'Oro" che riprendeva la celebre
leggenda del XVII°;
poco più tardi entrò in contatto con la
setta di Adam Weishaupt, basata sullo spiritismo
e sulla teurgia, quindi divenne un seguace del
Benedettino Dom Pernety. Il suo rito prevedeva
lo stato di trance, tramite il quale
l'officiante, veniva illuminato da un angelo
custode che gli comunicava la parola sacra.
Questo miscuglio di Massoneria e magia
evocativa, affascinò Cagliostro che divenne
un fedele di Pernety ed ebbe, per ricompensa, la
direzione della Loggia.
Tali esperienze, insieme ad un'improbabile
lettura del manoscritto di un certo Giorgio
Cofton sulla liturgia Sacra Egiziana e agli
insegnamenti del misterioso Althotas che lo
avrebbe iniziato ai segreti di Iside e Osiride,
furono altri elementi del Rito Egiziano che
doveva condurlo alla rovina.
Il 25 Febbraio 1779 Cagliostro arrivò nella
piccola citt di Mitaunella Curlandia,
ove era diffusa la cosiddetta Massoneria
cerimoniale che si occupava "di
speculazioni astratte e di formule
empiriche". All'interno delle Officine si
praticava la "purificazione" che
avrebbe dovuto portare a una vera e propria
rigenerazione fisica e spirituale, a un
ringiovanimento, in parole povere, del corpo e
dell'anima. Inutile dire che Cagliostro si mise
subito in evidenza evocando spiriti, scoprendo
tesori nascosti, facendo previsioni incredibili.
Da Mitau Cagliostro si trasferì a San
Pietroburgo, dove dimorò dal 5 Giugno 1779 al
Marzo 1780
Intanto egli si era trasferito in Polonia, dove
a Varsavia operava il principe Adamo Poninski,
fondatore di una Loggia templare; nel suo
castello di Vola aveva creato un laboratorio
alchemicodove Cagliostro eseguì alcuni
esperimenti. Abbandonò poi anche la Polonia
per recarsi a Strasburgo dove giunse il 19 o il
27 Settembre e vi si trattenne per tre anni,
operando miracolose guarigioni, tanto da essere
chiamato "l'amico degli uomini" e
"Mio Dio".
Nel 1783 si recò a Napoli dal cavaliere d'Aquino,
quindi ripartì per la Gran Bretagna e l'8
Novembre 1783 giunse a Bordeaux, la citt
che aveva ospitato il mitico don Martinez
Pasqualis.
Ai primi di Ottobre del 1784 si trasferì a
Lione, dove alloggiò all'Hotel de la Reine.
Il suo scopo principale era quello d'incontrare,
uno dei più prestigiosi capi massonici del
mondo, fondatore dell'Ordine dei "Cavalieri
Benefici", il mercante Jean-Baptiste
Willermoz.
Fallito questo tentativo, Cagliostro, con dodici
Fratelli tratti dalle dalle Logge "Le
Perfait Silence" e "La Sagesse",
fondò l'Officina Madre di Rito Egiziano
"La Sagesse Triomphante"
l'attivismo iniziatico del Conte proseguiva con
molte iniziative, fra le quali, la più
interessante fu la fondazione della Loggia di
adozione "Isis", in casa della
Marchesa d'Orvilliers; la direzione fu assunta,
naturalmente da "Serafina", col titolo
di "Regina di Saba". Ad essa aderirono
le dame della più alta nobilt
parigina.
Ciò non impediva alla giovane sposa di
seguirlo nei suoi viaggi attraverso l’Europa,
in Francia (dove venne anche arrestato, e poi
espulso), in Russia, in Polonia, in Svizzera, in
Spagna, e di essere messa a parte di ogni suo
segreto dei suoi artifici.
Tuttavia, sar Lorenza a farlo
incarcerare di nuovo, stavolta per sempre e
Giuseppe Balsamo, conte Cagliostro, viene
arrestato a Roma e deferito al Sant’Uffizio,
da lei stessa accusato di stregoneria,
esperimenti, alchimia e imbrogli vari. Ma la
donna aveva fatto i conti senza l’oste:
oltre che il marito fu imprigionata anche lei, e
chiusa nel monastero di Sant’ Apollonia
in Trastevere, nella piazza dove sorgeva la
chiesa omonima, oggi scomparsa. Tale monastero
è quello dove, molto, molto tempo prima,
aveva vissuto, scomparso il suo grande amore, la
Fornarina di Raffaello. In ogni caso, in quegli
anni, esso aveva la precisa funzione di Refugium
peccatorum, e la disciplina all’interno
vi era molto severa. Il fatto è che, finito
il periodo di pena, non risulta che Lorenza sia
uscita dal monastero, e nemmeno che vi sia
rimasta: scomparve, e nessuno ha saputo più
nulla di lei.
“ Una Loggia ISIS d’adozione fu solennemente istallata il 5 agosto 1785, crediamo nel palazzo della marchese d’Orvilliers ( domicilio del Gran Cofto, rue Saint Claude all’angolo del Boul. Beaumarchais), invaso perennemente da una folla di nobili, dame, giornalisti, ecclesiastici, militari…”
La massoneria egiziana non era “androgena”,
ma oggi,alcune Gran Loggie che si richiamano al
rito egizio, l’ hanno divisa in due
sezioni, le dame vengono iniziate separatamente
dai fratelli a tre gradi, nella “LOGE EGYPTIENNE
D’ADOPTION”; il Cagliostro non
faceva distinzione di sesso, il suo sistema si
proponeva di perfezionare l’essere umano
e non il maschio o la femmina.
Con Cagliostro, la donna può svolgere una
importante funzione nella operativit
Massonica.
I rituali e i catechismi per le sorelle,
tuttavia, furono redatti e concepiti meglio di
quelle ad uso dei fratelli.
Alle sorelle non si parlava di Muratoria (Hiram)
, ma di Salomone e della regina di Saba
affermando, che il re d’Israele l’introdusse
nel Tempio (la iniziò) per istruirla ai
misteri.
Dopo la morte di Cagliostro, l’insegnamento è stato assunto in eredit in Italia dal Rito di Misraim di Venezia che, nel 1945, riunito al Rito di Memphis, divenne:
L’ ANTICO e PRIMITIVO
RITO ORIENTALE
di MISRAIM e MEMPHIS
–Gran Santuario Adriatico
il cui Sovrano Grande Jerofante Generale del tempo, Gastone Ventura, nel Solstizio d’Inverno lo risvegliò, con il nome di
RITO EGIZIO FEMMINILE d’ADOZIONE
Che da allora e sempre attivo e operante. Il Sovrano Grande Gerofante Generale è il vertice delle due linee iniziatiche, quella maschile (Riti Uniti di Misraim e Memphis) e quella femminile (Rito Egiziano Femminile d’Adozione).
Il SGSA propone un
Rito Egiziano femminile, che diversamente da
molti altri casi, non è un rito "al
ribasso", ma un rito specifico, in quattro
gradi, decisamente operativo, probabilmente uno
dei più belli, dei più interessanti riti
massonici femminili.
I rituali sono direttamente ispirati a quelli di
Cagliostro. I principi che reggono il Rito sono
quelli dell'iniziazione femminile di cui si
trova traccia nel mondo antico, dove le vestali,
sibille ed altre sacerdotesse conoscevano
l'importanza del fuoco inestinguibile e della
coppa divina, e la necessit della loro
eterna protezione. Il rito Egiziano Femminile
differisce dai Riti misti che danno la stessa
iniziazione alle donne e agli uomini,
appoggiandosi su di una falsa interpretazione
del concetto di uguaglianza, esso considera che
nel campo iniziatico, non è questione di
uguaglianza o ineguaglianza tra due esseri,
ciascuno, di fronte a tutta la manifestazione,
possiede i propri valori, la propria dignit .
La legge della manifestazione è la diversit
che non spinge verso l'identico nel quale le
diverse parti del tutto diventano uno nella
promiscuit , ma vuole che ciascuna parte
sia sempre di più se stessa, esprimendo così
il suo modo di essere. È questa specificit
riconosciuta alla donna che d al Rito
Egiziano Femminile tutto il suo valore. Pertanto
l'adozione del Rito Egiziano Femminile da parte
dell'antico e Primitivo Rito Orientale di Misraïm
e Memphis non costituisce una subordinazione ma
piuttosto il segno di un legame comune con
l'Ordine Divino e l'Ordine Umano.
Anche l’ Italia non è immune della
presenza di altri rami del MISRAIM
e MEMPHIS.
STORIA DEL RITO EGIZIANO FEMMINILE DI ADOZIONE
Il Nel mese di aprile 1789, dopo il suo
soggiorno a Rovereto e a Trento, il Cagliostro,
prima di prendere la strada per Roma, ove, otto
mesi dopo, fu tratto in arresto dalla polizia
vaticana, processato e condannato per eresia ed
altro, si recò a Venezia, ove sin dal 1778
altre volte si era recato In tale occasione,
verosimilmente, Cagliostro affidò i rituali
delle sue Logge femminili,dette "Androgene
di Adozione" alla Potenza Assoluta del Rito
di Misraim pro tempore, che, prevedendo per il
futuro di operare con una linea femminile in
sintonia con la linea maschile del Misraim che
si basava sulla iniziazione Osiridea, aggiunse
nel rituale di terzo grado femminile di
Cagliostro una iniziazione specificamente Isiaca
e, inoltre, adattò i rituali femminili, le
cerimonie e i templi alle esigenze di armonia
con i rituali maschili del Misraim, pur
mantenendo, in linea di principio e di massima,
significati ed idee valide di Cagliostro, nel
rispetto della tradizione.
Il 17 giugno 1945, alla fine della seconda
guerra mondiale, il Pot.'. F.'.
Marco Egidio Allegri, che,oltre ad essere la
Potenza Assoluta del Rito di Misraim di Venezia,
era anche, dal 1923,Gran Conservatore ad vitam
del Rito di Memphis di Palermo assonnatosi nel
1925 per le leggi fasciste, riunì i due Riti
nei loro molteplici punti di contatto e fondò
l'Antico e Primitivo Rito Orientale di Misraim e
Memphis, costituendo il Sovrano Gran Santuario
Adriatico allo Zenit di Venezia.
Il 21 dicembre 1971, il Sovrano Grande
Hyerophante Generale pro tempore, Gastone
Ventura, rese attive le Logge Androgene di
Adozione, organizzando a Bologna la Loggia Madre
e Maestra Iside, consacrando tale risveglio con
l'iniziazione e con l'installazione, in qualit
di Gran Maestra Regina di Saba la Sorella A.C.
, gi 9° grado del "le
Droit Humaine" e S::: I::: dell'O::M::--
Il 21 dicembre 1989 il Sovr.'. Gr.'.Hyerophante
Gen.'. pro tempore , S.C., constatato
che le Logge androgene cominciavano ad
affermarsi in Italia ed anche in alcune Nazioni
dei due emisferi, organizzò le Logge
androgene in un Rito, che chiamò "Rito
Egiziano Femminile di Adozione".Tolse la
parola : "androgena", che spesso
veniva equivocata con la parola
"Mista", ed organizzò il Rito su
quattro gradi iniziatici e due gradi
amministrativi : il 1° grado per le sorelle
Apprendiste Egiziane, il 2:'.Grado per le
Compagne Egiziane, il 3.'. grado per le Maestre
Egiziane ed il 4° grado per le Maestre
Perfette Egiziane.. Il 5° grado
amministrativo per le Grandi Maestre Nazionali
ed il 6° grado amministrativo per la Gran
Maestra Internazionale, la quale assumeva anche
il titolo di "Regina di Saba" in
ricordo del Cagliostro.. Diede. così una
razionale organizzazione amministrativa, che
prevede per ogni nazione una Gran Maestra che
presiede una Loggia Madre e Maestra Nazionale
alle cui dipendenze stanno le logge della
nazione, e per i due emisferi una Gran Maestra
–Regina di Saba, che presiede la Gran
Loggia Madre e Maestra "Iside",
composta da tutte le Grandi Maestre Nazionali e
dalle sorelle del 4° grado, chiamate dal S.·.G.·.H.·.G.·.
a farne parte.
Per l'Italia la Gran Maestra Regina di Saba è
anche la Gran Maestra Nazionale Italiana. La
sede della Ven.·.ma Grande Loggia Madre e
Maestra "ISIDE" è idealmente allo
Zenith di Venezia e realmente nella sede di
residenza del S.G.H.G.
Il Rito femminile dipende dal Sovrano Grande
Hyerophante Generale, il quale delega alla Gran
Maestra Regina di Saba alcuni suoi poteri
amministrativi per una migliore organizzazione
del Rito.
Il Rito Androgeno di Adozione è una linea
prettamente femminile in quanto opera con
rituali specificatamente congeniali alle
qualificazioni femminili. I Lavori di tale Rito
si svolgono in RR.'.Triangoli
ed in RR.'.LL.'., che
sono condotti e diretti dalle sorelle VV.'.MM.'..
Nei Lavori rituali è prevista la presenza di
un Fratello, munito di un alto grado del Rito
adottante,il quale, iniziaticamente, rappresenta
il S.'.G.'.H.'.G.'..
Tale Fratello , oltre ad avere uno specifico
compito rituale, garantisce la legittimit
e la copertura iniziatica alla riunione nonché
d una indispensabile collaborazione alla
Venerabile Maestra nelle iniziazioni.
Il Rito,che è incentrato sul mito biblico e
sulla leggenda di Iside e di Osiride, opera per
portare in luce nella donna le potenzialit ,che,
una volta scoperte, valorizza ed esalta
agevolandone la realizzazione. Constatato che la
donna è portata a vivere principalmente nel
piano emozionale, la aiuta a dominare tale
piano, spostando la sua attenzione al piano
mentale e al piano spirituale.
E' bene chiarire i motivi della ADOZIONE.
Molti si chiedono : perché il Rito
femminile non può operare iniziaticamente in
modo indipendente, ma deve essere adottato da un
Rito maschile . Per rispondere a tale domanda ,
bisogna prima, sia pure brevemente, ricordare
che l'iniziazione femminile, nei tempi antichi,
quando potere regale e potere sacerdotale,e,
quindi, iniziazione regale ed ordinazione
sacerdotale erano un tutt'uno accentrato nella
persona del Faraone, le donne erano iniziate
sacerdotesse dal Faraone o, per delega, dal Gran
Sacerdote, ed assumevano dei compiti molto
importanti nella estrinsecazione rituale del
culto. Le donne , quindi, partecipavano
attivamente ai misteri religiosi e, soprattutto,
tradizionali. Purtroppo, l'iniziazione
Femminile, dopo un lungo periodo di avversioni,
si è perduta definitivamente allorquando
l'imperatore Teodosio ( 347 - 395 d.C. ), sotto
la pressione della nuova religione , soppresse
l'Ordine delle Vestali e con esso tutti i culti
cosiddetti pagani, pena la morte per coloro che
li avessero operati. Da quel momento si sono
aperte per le donne soltanto le porte dei
conventi.
Dopo un brutto periodo di oscurantismo, nasce,
intorno all'anno 1000, una corrente iniziatica
conosciuta col nome di "cavalleria",
la quale riesumò in maniera accettabile, dati
i tempi, antichi miti in chiave cristianeggiante,
come le leggende del Santo Graal e dei Cavalieri
della Tavola Rotonda di Re Artù, nelle quali
l'elemento femminile veniva posto al centro di
un simbolismo che raffigurava la donna come
forza vivificante e trasfigurante di grande
valore, condizione indispensabile per la
salvazione spirituale dell'umanit . E'
noto che il Graal, indicato come calice nel
quale Giuseppe d'Arimatea aveva raccolto il
sangue di Gesù Crocifisso, simbolicamente
rappresenta la Coppa, il Grembo, la Madre della
Creazione, l'Eterno Femminino.
Nell'alto medioevo qualche sporadico tentativo
di iniziazione femminile è stato tentato ma
senza continuit .Vi sono tracce che
attestano che le donne erano ammesse nelle Gilde
degli Artigiani ed in qualche altra societ
esoterica. Comunque non è facile ricostruire
la storia delle associazioni iniziatiche nelle
quali l'essenzialit della Tradizione
viene trasmessa oralmente e la cui esistenza
appare soprattutto nella pubblicit
negativa fatta dai detrattori. Non è neppure
agevole ricostruire tale storia a causa delle
ricorrenti persecuzioni da parte del potere
politico e, ancora di più da parte del potere
religioso in tutti gli Stati Europei, per cui le
associazioni iniziatiche sono state spesso
costrette a mimetizzarsi e a vivere in
clandestinit . Nel tardo medioevo diviene
ancora più difficile la ricostruzione storica
della iniziazione femminile, che ha dovuto
subire l'azione negativa dei detrattori della
massoneria in genere e dei detrattori aderenti
allo stesso Ordine massonico, contrari alla
promiscuit dei due esseri nelle Logge.
Qualcosa appare in Francia, ove il seme della
libert ha prodotto qualche frutto più
che altrove. Per registrare le prime
realizzazioni in materia di iniziazione delle
donne, bisogna arrivare alla seconda met
del XVIII° secolo
e, poi, alla seconda met del XIX
secolo. Nel giugno 1774 il Grande Oriente
di Francia autorizzò in via ufficiale
"le Logge femminili di adozione"
ponendole sotto la guida e la protezione dei
Fratelli.In pratica non si trattava di logge
femminili vere e proprie ma di tornate maschili
alle quali potevano partecipare le donne. E'
stato un tentativo di Rito Misto che è durato
poco.
Altro tentativo, questo molto serio, è stato
fatto intorno al 1776 da Cagliostro con il Rito
Egiziano, linea maschile e linea femminile , cioè
logge maschili e logge androgene di adozione.
Tale esperimento cessò con la morte di
Cagliostro avvenuta nel 1795 nell'infame
prigione del castello di S.Leo
in Romagna.
Ed ora, per chiarire in modo soddisfacente il
significato dell'adozione, è necessario
precisare le funzioni conseguenti alle
qualificazioni femminili e le funzioni
conseguenti alle qualificazioni maschili date da
Dio ai due esseri sin dall'inizio.
A tale proposito, ci dice S.C.
sul libro "La scienza Ermetica"
che la Tradizione ci insegna che la
manifestazione,è diversificata in parti
complementari ma disuguali, le quali, appunto
perché disuguali si armonizzano fra di loro.
La legge della manifestazione è la diversit ,
possiamo affermare che la diversit non
spinge verso l'identico in cui le varie parti
divengano promiscuamente uno, ma vuole che tali
parti siano sempre più sé stesse per
potere esprimere sempre più perfettamente il
proprio modo di essere.
Le varie parti del Tutto esprimono
qualificazioni e funzioni diverse che debbono
sempre più essere affermate e realizzate. Così,
in riguardo ai sessi, maschio e femmina si
presentono come due tipi e chi nasce maschio
deve compiersi come maschio e .chi nasce femmina
deve compiersi come femmina. Ugualmente, in
relazione alla direzione verso il
sovrannaturale, maschio e femmina devono avere
ciascuno la propria Via che non può essere
mutata senza incorrere in un modo di essere
contraddittorio.
Dopo avere constatato che l'Uguaglianza è
soltanto una utopia irrealizzabile sulla terra,
parlando dell'essere maschio e dell'essere
femmina non diremo che fra di loro c'è
uguaglianza, diremo che tra di loro c'è Pari
Dignit in funzioni diverse e
comprenderemo allora che ciascuno dei due esseri
complementari deve affermare e realizzare sempre
di più le proprie innate qualificazioni. Da
ciò risalta la necessit che la via
iniziatica fra i due esseri non potr mai
essere uguale, essa dovr essere simile
con rituali e significati diversi.
Le due vie, sebbene diverse, non possono essere
totalmente indipendenti l'una dall'altra.
Occorre che esse nascano e si sviluppino nello
stesso contenitore, esse dovranno essere legate
nella forza eggregorica a cui danno origine.
Pertanto l'Iniziazione Femminile non potr
essere uguale a quella maschile.Essa potr
essere simile nel metodo, cioè deve essere
simbolica ed ermetica e dovr procedere
secondo il VITRIOL e
la conseguente purificazione.
L'A.·. e P.·.
Rito Orientale di Misraim e Memphis –
Sovrano Gran Santuario Adriatico, seguendo la
linea adottata dal Rito di Misraim di Venezia
dal quale proviene, lavora su due linee, una
Maschile ed una Femminile.
I rituali del Rito Egiziano Femminile
privilegiano nel primo e nel secondo grado il
mito dell'origine e della “caduta”
ed in particolare il mito di Eva, con una
iniziazione al terzo grado che scopre per la
donna il massimo delle sue qualificazioni ed al
quarto grado fa della donna il ponte tra il
mondo fisico ed il mondo metafisico, dandole la
possibilit di esaltare le proprie
qualificazioni intuitive per fare assurgere al
livello della consapevolezza il mistero della
sua profonda spiritualit .
Gli ultimi decenni del XIX
secolo videro la nascita in Francia di
una massoneria “mista”, nella quale
trovavano accoglienza le donne, segnando così
un ulteriore “strappo” con la
tradizione seguita dalla massoneria inglese e
nel mondo anglosassone.
Infatti, il 14 gennaio 1882 presso la loggia Les
Libres Penseurs du Pecq, staccatasi dalla da
poco nata Gran Loggia Simbolica Scozzese e
resasi “indipendente”, fu iniziata
Maria Deraismes (a sinistra), scrittrice
femminista e militante di punta del movimento di
emancipazione femminile. Nel 1893, a opera della
Deraismes e di Georges Martin, altre donne
furono iniziate e venne data vita alla loggia
del Diritto Umano, la quale si diffuse negli
anni seguenti fino a costituire una nuova
organizzazione “massonica”, la Gran
Loggia Simbolica Scozzese “Il Diritto
Umano”, che accoglieva uomini e donne e
adottava i rituali del R.S.A.A..
Chi ha più paura?
“Se le donne hanno paura della Massoneria, più ancora la Massoneria ha paura delle donne”, scriveva nel 1869 il francese Lèon Richer sul giornale massonico “La morale indipendente”.
Non è certa la data della prima costituzione di una loggia massonica tutta al femminile anche se i meriti di averne ospitata una nel 1901 – documentata - , spetta alla terra di Francia.
Nell’Italia settecentesca, per prima fu introdotta la massoneria semplice inglese e precisamente in citt con nuclei di residenti inglesi, come a Firenze e Roma, dove il fenomeno fu però piuttosto spasmodico e non durevole. Nei porti principali, come Palermo, Genova e Livorno furono importati anche vari sistemi francesi, mentre non deve essere sottovalutato il ruolo che i reggimenti mercenari stranieri ebbero nella diffusione in determinate zone italiane.
Nel Regno di Napoli, lo sviluppo della
massoneria settecentesca fu notevole; Napoli, la
più grande citt del mondo conosciuto,
era famosissima in tutta Europa per il suo
elevato livello culturale ed intellettuale. Tra
le varie Gran Loggie Nazionali che fiorirono
ricordiamo quella del Principe di San Severo:
Raimondo di Sangro, noto scienziato ed
alchimista; La Gran Loggia Provinciale olandese;
La Gran Loggia Provinciale Inglese;
Nel 1773 fu creata una Gran Loggia Nazionale,
sotto la guida di Francesco D’aquino,
Principe Di Caramanico, e protetta dalla Regina MARIA
CAROLINA, figlia di Maria Teresa d’Austria,
la quale anche essa faceva parte di una loggia
femminile “Saint Jean du Secret e de la
parfait Amitiè”. La massoneria era
talmente presente che , quando la nota attrice
Bernasconi, durante una recita nel teatro San
Carlo, fece dei segni massonici, ci fu un’
applauso assordante.
Le Massonerie italiane, conservano e si
richiamano tutt’oggi agli “Statuti
Generali Della Societa’ Dei Liberi
Muratori Del Rito Scozzese Antico E Accettato,
Pubblicati In Napoli Nel 1820 E.V.”
Gli Statuti, riportano nell’ “Art.
01 – L’Ordine dei Liberi Muratori
appartiene alla classe degli ordini
cavallereschi: ha come per fine il
perfezionamento degli uomini”
Questi Statuti Generali non escludono esplicitamente la donna dalla Libera Muratoria. Ciò fa presumere che nel Napoletano e in Sicilia vivessero delle donne che, almeno collateralmente, partecipavano a lavori muratori. La Loggia, organizzata secondo la lettera e lo spirito di questi Statuti dovrebbe essere pronta ad accogliere la donna che nella vita civile ha ormai raggiunto l’uguaglianza quasi completa con l’uomo.
Anche nella prima loggia inglese fondata a Firenze nel 1732 c’erano delle donne fra cui una non meglio identificata “Madama Suarez”. I massoni della loggia fiorentina, fra cui si annoverano alcuni libertini ed atei, lottano contro i pregiudizi, contro la intolleranza religiosa e per una maggiore libert intellettuale.
Un’ulteriore pronunciamento ufficiale dalla Massoneria “regolare”, si ebbe nei primi del ‘900.
La Gran Loggia Riunita d’Inghilterra nel 1929, le tre Grandi Logge Britanniche nel 1938 ed infine le Grandi Logge degli Stati Uniti nel 1952, adottarono sette regole internazionali per il riconoscimento. Riportiamo il secondo:
2.”L’appartenenza alla massoneria deve essere limitata esclusivamente a uomini; sono interdette le relazioni massoniche di qualsiasi genere, con logge miste o con congregazioni che accettano donne come membri.”
Perché, negli anni che vanno dal 1929 al
1952, venne affermato chiaramente che le donne
erano escluse dai Templi? Quando le condizioni
socio-politiche della donna in Europa sono
mutate.
Regola adottata universalmente, poco chiara,
perché le Grandi Logge degli Stati Uniti
adottano un metodo diverso. Infatti, esse sono
in rapporti di amicizia, promuovono e proteggono
l’”Order Of The Eastern Star”,
costituito nel 1850 e codificata definitivamente
nella forma attuale nel 1876.
Dall’Europa al nuovo continente
Occorre, infine, ricordare gli ordini paramassonici. Del tutto scomparsa la “massoneria d’adozione” del XVIII° secolo, nonostante alcune reviviscenze in Francia (presso la Grande Loggia furono attive “logge d’adozione” fino al 1952) e in Italia (dove pure per un quindicennio, dopo il 1859, ne furono attive alcune), nel 1850 fu fondato a New York da Robert Morris l’Order of Eastern Star (Ordine della Stella d’Oriente) che, riorganizzato nel 1876 e riservato alle donne mogli o parenti di massoni, si è da allora esteso in tutto il mondo massonico. Strutturato sulla base di Capitoli e amministrato da un Gran Capitolo Generale, possiede propri rituali distinti da quelli muratori.
Nel 1872, sempre negli Stati Uniti, fu fondato l’Ancient Arabic Order of Nobles of the Mistic Shrine (Antico Ordine Arabo dei Nobili del Mistico Santuario), soprattutto dedito alla beneficenza, cui sono ammessi i titolari del 32° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato e i Knights Templar del Rito di York.
Esso è l’unico ordine riconosciuto
dalla Massoneria regolare che si collega agli USA,
che inizi donne legate da stretta
parentela con Maestri Massoni, nonché
Fratelli Massoni che abbiano conseguito il grado
di Maestro.
Tali organismi affiancano la Massoneria “regolare”
e ad esse si ispirano, sia pure con un proprio
Rituale ed una propria iniziazione.
In Italia l’Ordine “Della Stella
D’oriente” , arriva molto tardi. Il
primo capitolo è stato costituito nel 1966-
non sotto il G.O.I.- ,
e i vari Capitolo oggi presenti, si chiamano
subordinati e sono alla diretta dipendenza del
Grande Capitolo Generale di Washington il quale
è retto dalla Most Worthy Gran Matron e dal
Most Worthy Gran Patron quali supreme autorit
dell’Ordine.
Le finalit dell’ O.E.S.
sono quelle massoniche, realizzate però
con riti e simbologia propria. L’Ordine
ha una sua propria iniziazione che si propone di
fiancheggiare nel campo Profano la Massoneria
Universale condividendone gli Ideali e le
finalit di perfezionamento spirituale e
sociale per il congiungimento di una societ
fondata sulla verit e l’amore,
nella quale siano abolite l’ingiustizia,
l’ignoranza, la miseria ed ogni forma di
discriminazione.
Per quanto riguarda la parte iniziatica questa
si impernia sulla simbologia della Stella a
cinque punte, di cinque diversi colori, con
cinque figure di donne eroiche, tratti dai libri
sacri e dalla storia. Essendo un rito androgino
esso determina una fratellanza armonica, una
problematica vasta e completa, ma assolutamente
reale poiché formata, come la societ
tutta, di uomini e di donne.
Cosa scrissero negli anni le protagoniste:
….”L’Ordine, tutt’altro
che nuovo nel mondo – è stato infatti
fondato nel 1850 in America – è
peraltro nuovo in Italia ove ragioni storiche e
sociali ne hanno ritardato l’introduzione
e la diffusione sino ai nostri giorni. Perciò
si può ben dire che le “Stelle d’Oriente”
non hanno maestri e debbono educarsi da sole
principalmente sulla base delle norme, quasi
esclusivamente regolamentari, fornite dal “Gran
Capitolo” Americano.
….Particolarmente ben accettati dunque
sono stati i Consigli del Gran Maestro (Salvini),
che rispondendo ai numerosi quesiti postigli ha
spianato i primi ostacoli di questa non facile
via iniziatica. Innanzitutto egli ha voluto
segnalare l’errore in cui è facile
incorrere, e cioè quello di credere che l’Ordine
sia essenzialmente femminile.
Fermo restando il carattere strettamente solare
dell’iniziazione massonica, riservata
quindi a soli uomini, non bisogna disconoscere
– per non negare l’evidenza –
l’importanza della donna quale opposto e
complementare dell’uomo. Essa segue la
via umida, quella lunare; al contrario del Sole,
la Luna non irradia luce propria, ma senza il
suo chiarore che è riflesso di quello solare,
le più profonde tenebre coprirebbero la Terra
nelle ore notturne.
Dall’incontro degli opposti, nasce l’equilibrio
e l’armonia di tutto ciò che esiste;
senza il due, l’uno non creerebbe il tre,
simbolo di perfezione; uomo o donna si
completano a vicenda, il simbolo del loro
complemento è dato dall’Androgino, la
mitica creatura perfetta.
Senza andare oltre in un simbolismo che
continuamente richiama l’attenzione su di
una incontrovertibile realt , si può
dire che la via solare seguita dal Massone
doveva essere completata da un cammino
accessibile alla sua compagna, non più
facile, ma più pratico, che consentisse la
proiezione degli ideali massonici fuori ed oltre
il chiuso delle Logge….”
Il Gran Maestro del G.O.I., Giordano Gamberini ne favorì il rafforzamento, facilitò la nascita di gruppi femminili a Roma, Livorno, Milano, Napoli, Trieste e li affidò al dinamismo e alla capacit organizzativa di Marisa Bettoia, madre dell’attrice Franca.
Come riportava la notizia la rivista del tempo del G.O.I.:
" Il Capitolo "Minerva" di
Roma, dell'Ordine della Stella d'Oriente, finora
avente operato sotto decreto, ha ricevuto la
Charter definitiva, recatagli solennemente dal G.P.
Robert Lybrook Clark e dalla G.M.
Ella Mae Parker Stokes, di Washington.
Alla presenza del Gran Maestro del G.O.
d'Italia (Lino Salvini) e del delegato
per l'Italia dell'Ordine della Stella d'Oriente
Fr. Bob de Brujn, hanno poi proceduto alla
installazione dei dignitari del Cap. Minerva, M.W.
Marisa Bettoia e W.P.
Riccardo Colasanti.
Alla cerimonia assistevano numerose delegazioni
straniere, il G.M.
Onorario Acrisio Bianchini, il Gr. Segretario
Giuseppe Tellaro e il G. Oratore Aggiunto Elvio
Sciubba"
"Il Capitolo "Minerva" di Roma della Stella d'Oriente ha installato - alla presenza del G.M. (Lino Salvini) e dell'ex G.M. (Giordano Gamberini) del G.O. d'Italia - i dignitari del nuovo Capitolo "Sirio" di Pesaro, W.M. Giusi Brilli Cattarini Ew.p. Antonio Jorio".
Parlano di sé, dei loro esordi nelle Logge
venete e di recente, la delegata per l'Italia
della Direzione dell'Ordine, la Dr.ssa ELDA
LEVI, ha risposto a delle domante
pubblicate su Firenze Magazine di Maggio 2001.
Riportiamo quasi per intero l'intervista.
D – Qual’ è il rapporto con
la massoneria maschile? E inoltre, vi potete
definire "massoneria"?
R - " Il nostro è un rito che affianca
la massoneria, ne condivide i fini e accoglie,
oltre ai fratelli, anche delle sorelle".
D - Ma sono di più le donne o gli uomini?
" La maggioranza è di donne, proprio
perché gli uomini hanno altre, più
differenziate opportunit di partecipare
a gruppi nell'ambito massonico. Per le donne ce
ne sono di meno, quindi scelgono con l'Ordine
una delle poche che hanno. E che offre loro- in
sostanza- le stesse opportunit sia di
approfondimenti e di studi esoterici che di
iniziative verso l'esterno, sia culturali che
assistenziali".
D - Quante sono, più o meno, in Italia le
donne che appartengono all'Ordine?
R - "I membri della Stella d'Oriente -
uomini e donne- sono intorno ai
cinquecento"
D - Quindi, una persona qualsiasi non può
far parte dell'Ordine.
R - "Allo stato attuale no. Ma come tutti
gli statuti, anche i nostri possono essere
cambiati."
Organizzazione "para-massonica”, collegata alla massoneria "vera" (?), è stata più volte nell'ultimo decennio "strumentalizzata" dai Fratellini , con il dire che presto c'era la possibilit di dialogare alla pari con le sorelle. Probabilmente, si era in attesa che dalla sede principale dell'ordine che è a Washington, venissero indicazioni o si cambiassero gli Statuti per fare entrare le donne non parenti di massoni nei Capitoli, come stabilito nei regolamenti.
Le Stelle d’Oriente, è oggi una delle più grandi organizzazioni fraterne al mondo, ove lavorano uomini e donne iniziate, oramai vecchia di 150 anni, che collabora fattivamente accanto alla più grande e potente organizzazione massonica maschile.
Si legge negli Statuti e Regolamenti
dell'Ordine , pubblicati in Italia
Art. 4 - Principi e finalit .
"Il Grande Oriente d'Italia, fatti propri gli Antichi Doveri, persegue la ricerca della verit ed il perfezionamento dell'Uomo e dell'Umana Famiglia; opera per estendere a tutti gli uomini i legami d'amore che uniscono i Fratelli; propugna la tolleranza, il rispetto di sé e degli altri, la libert di coscienza e di pensiero. Presta la dovuta obbedienza e la scrupolosa osservanza alla Carta Costituzionale dello Stato democratico italiano ed alle Leggi che ad essa si ispirino. (Gran Loggia del 19-20 Marzo 1994)"
"Quella unione di uomini saggi e virtuosi, che, con allegorico significato, si appella ordinariamente "Societ dei Liberi Muratori" è stata in ogni tempo considerata come il santuario dei buoni costumi, la scuola delle virtù, il tempio della filantropia. Essa ha per principio la esistenza di un Dio, che adora e rispetta sotto la formula di GRANDE ARCHITETTO DELL' UNIVERSO: ha per fine il perfezionamento del cuore umano; e si propone, qual mezzo necessario per ottenere questo fine, l'esercizio e la pratica della virtù. La societ dei Liberi Muratori è di sua natura eminentemente umanitaria, ed è incessantemente occupata ad erigere e fabbricare templi alla virtù e scavare oscure prigioni al vizio".
DEI LIBERI MURATORI
"11. Se il fine della Istituzione è il
perfezionamento dell'Uomo, è indispensabile
che il Libero Muratore pratichi la vera morale,
che suppone la cognizione e l'esercizio dei
doveri e dei diritti dell'uomo.
Egli deve essere quindi giusto, umano, sincero,
benefico verso ogni specie di persone e
soprattutto buon padre, buon figlio, buon
fratello, buon marito, buon cittadino."
Le direttive del Grande Oriente d’Italia sono:
Il Grande Oriente d’Italia - Palazzo Giustiniani - è sempre disposto a prendere in considerazione il riconoscimento di quelle Grandi Logge che professano e praticano, liberamente e con pieno convincimento, i Princìpi fondamentali della Libera Muratoria e che possono dimostrare che le Logge di loro dipendenza, ed i membri che la compongono, li hanno praticati con coerenza. Il Grande Oriente d’Italia ritiene che questi Princìpi siano i seguenti:
3 Nessun membro della Gran Loggia o delle Logge che la compongono può avere rapporti massonici con associazioni massoniche irregolari o con Logge miste o con Corpi che ammettono donne.
4 La Gran Loggia deve accettare come membri soltanto uomini, di buoni costumi, che esprimono un credere nell’Essere Supremo.
(documento approvato nella Gran Loggia del 20 marzo 1994, dopo la bufera giudiziaria del 1993, conclusasi con la sentenza di archiviazione nel 2003).
Cosa ne pensa il “grande vecchio”, gi Gran Maestro Aggiunto del G.O.I. negli anni della crisi che vanno dal 1985 al 1993, il Potentissimo Fr. ETTORE LOIZZO 3,33° grado del R.S.A.A., in un recente libro risponde:
“D-Donne e Massoneria, un capitolo
interessante, ma poco conosciuto della
Istituzione.
R-“Non c’è un ruolo delle donne
in Massoneria. Almeno nella nostra Obbedienza.
La rispettiamo, certamente, ma niente di più.
Cento anni fa, gli americani (che hanno molta
fantasia in tutte le cose) hanno creato un corpo
parallelo a quello degli uomini, denominato “Stelle
d’Oriente”, con un proprio rituale,
limitato alle sorelle, alle mogli, alle figlie e
alle nipoti in via diretta di massoni.
Va chiarito che non si tratta di un problema di
supremazia, ma esclusivamente di tradizione e di
rito. Noi siamo cultori del rito solare che,
come noto, non prevede l’utilizzazione
delle donne.
Altre istituzioni, invece, le accettano regolarmente. Piazza del Gesù, per esempio, lo fa. Noi no. Non possiamo. Pur sapendo e riconoscendo che le donne fanno un figurone sui problemi esoterici e culturali che riguardano la Massoneria. Con loro abbiamo ottimi rapporti, ma non possiamo ammetterle ai nostri lavori.”
Si sa il pensiero del Gran Maestro Raffi a Trieste il 27.9.02 per l'apertura della nuova Casa Massonica ha detto:” So che in Italia si contano delle obbedienze femminili, e più di una, ma il GOI non ne ammette: le organizzazioni paramassoniche, come l'Ordine delle Stelle d'Oriente, trovano ospitalit , ma non nelle frequentazioni rituali. Del resto quando arrivano dei 'transfughi' da altre obbedienze cui le donne sono ammesse, si percepisce in loro una certa insofferenza. Sulla questione c'è qualche similitudine con quanto accade nella Chiesa: di fermento ce n'è molto…”
La tolleranza alle novit , dei vertici del Grande Oriente, diventa rispetto delle regole, dopo la partecipazione di un’illustre il fratello Mariano Bianca a una conferenza con un Gruppo Massonico Femminile. Alleghiamo il documento.
L'Ordine della
Stella d'Oriente è la più grande
organizzazione fraterna del mondo, alla quale
possono aderire sia uomini che donne. Ne possono
farne parte uomini che siano Maestri Liberi
Muratori e donne a loro legate da specifiche
relazioni parentali.
L'Ordine della Stella
d'Oriente (Order of the Eastern Star - O.E.S.)
nacque negli Stati Uniti d'America dalla
trasformazione, voluta dai Liberi Muratori
Americani, delle Logge d'Adozione in un Ordine
misto che escludesse qualunque pratica
irregolare di co-Muratoria o di Muratoria mista,
mantenendo però gli scopi caritatevoli e
beneficenti a proprio fondamento e in
collaborazione o a supporto delle analoghe
azioni della Muratoria regolare.
L'Ordine venne fondato
da Rob Morris, una singolare figura di Massone,
insegnante e direttore didattico prima,
scrittore (fu poeta laureato della Massoneria)
ed organizzatore massonico a tempo pieno poi.
Egli era pervenuto al convincimento che le donne
imparentate a Maestri Massoni avrebbero potuto
partecipare in certa misura ai benefici
derivanti dalla conoscenza di questo grande e
fraterno Ordine.
Insieme alla moglie Charlotte Mendenhall, alla
quale rimase unito da un amore durato oltre
cinquant'anni, lavorò allo sviluppo dell'idea
dell'Ordine invitando i Fratelli Massoni e le
loro mogli a discuterne i principi.
Nel 1850 sistemò l'idea dei gradi, diede loro
forme e analogie, decise che ad ogni grado fosse
abbinato un tema preso dalle pagine dell'antichit
e che a ciascuno di essi fosse abbinata
un'eroina - tre tratte dal Vecchio Testamento e
due dal Nuovo.
Le finalit dell'Ordine della Stella
d'Oriente sono quelle della Massoneria
Universale, realizzate però con Riti e
simbologie proprie.
Le Stelle d'Oriente hanno una loro iniziazione
ed operano secondo un loro rituale. La loro è
una scuola iniziatica (di tipo lunare) che si
propone di fiancheggiare la Massoneria
condividendone gli ideali di Libert , di
Fratellanza e di Uguaglianza e lo scopo di
perseguire un progresso spirituale e sociale per
pervenire, o perlomeno tentare di pervenire, ad
una societ migliore fondata sull'amore e
sulla verit , nella quale siano aboliti
l'ingiustizia, l'ignoranza e la discriminazione.
Il simbolismo dell'Ordine della Stella d'Oriente
è appunto incentrato intorno all'astro
rappresentato come pentalfa rovesciato e nelle
cui punte sono rappresentate figure simboliche.
Ognuna di queste figure è a sua volta
emblematica di un personaggio tratto o
rielaborato - come abbiamo visto - dall'Antico e
dal Nuovo Testamento.
L'identificazione simbolica con le cinque punte
e quindi con le cinque figure femminili porta a
divenire protagonisti del labirinto della vita.
Tutto diviene finalizzato alla esaltazione di
virtù quali la fedelt , la
perseveranza, la purezza, la speranza e lo zelo
spirituale rispettivamente modulate dalle
condizioni muliebri di figlia, vedova, moglie,
sorella o madre, come appunto i personaggi
precedentemente citati.
La Stella Fiammeggiante rovesciata, simbolo
delle Stelle d'Oriente, è stata più volte
oggetto di contestazioni da parte di diverse
Organizzazioni massoniche femminili in quanto
espressione simbolica, secondo un ottica
puramente maschile, della donna intesa come male
e quindi rappresentata con la testa poggiata per
terra e le gambe per aria. Sempre secondo i
detrattori, un altro grave limite dell'Ordine
della Stella d'Oriente sarebbe quello di aver
vicino in ogni carica femminile una
corrispondente carica maschile e il divieto per
le donne di iniziare.
L'Ordine della Stella
d'Oriente, al di l dell'aspetto
iniziatico, va considerato inoltre una
associazione attiva nell'ambito dell'istruzione
(borse di studio), della ricerca (sul cancro,
sulle malattie cardio-vascolari) e
dell'assistenza (volontariato di vario tipo).
L'Ordine è
organizzato per Capitoli, governati da Gran
Capitoli Nazionali, che si riuniscono in
Assemblea Triennale legislativa condotta e
diretta dal Gran Capitolo Generale. In quei
Paesi nei quali non è possibile o non è
conveniente stabilire un
denominato "Aldebaran", con funzione
programmatica e di collegamento. Il luogo in cui
opera il Capitolo si chiama Clima, ed i quattro
lati della loggia sono denominati regioni. Nel
Quadro del Capitolo sono rappresentati segni
zodiacali e cabalistici. La parte iniziatica si
impernia sulla simbologia della Stella a cinque
punte, ognuna di colore diverso e con figure di
donne eroiche, rilevate dai libri sacri e dalla
storia. Questa sostituisce il Delta luminoso
della Loggia maschile. Ma la simbologia dell’Ordine
è ampia e con implicazioni eterne ed
universali, con riferimenti a tutte le
religioni, a tutte le virtù morali ed a tutte
le condizioni umane. Sono simboli di lealt ,
fraternit , rettitudine ed amore, simboli
positivi ed attivi che guidano verso la Verit
e la Luce, sempre col sostegno della Ragione, ed
in continuo impegno di Solidariet
fraterna. Essendo un rito androgino, esso
determina una fratellanza armonica, una
problematica vasta e completa, ma assolutamente
reale, poiché formata, come l’intera
societ umana, da esseri dei due sessi.
Finalit , ritualit , simbologia ed
organizzazione sono oggetto di ampia trattazione
in un dotto volume del Fratello Sebastiani,
nonché in articoli della Sorella Caliterna.
In Italia sono attualmente attivi 15 Capitoli:
- Capitolo MEDITERRANEO n.
1 - Napoli;
- Capitolo MINERVA n.
3 - Roma;
- Capitolo F. DE CAROLIS n.
5 - Cosenza;
- Capitolo SIRIO n. 6
- Roma;
- Capitolo CISALPINO n.
7 - Torino;
- Capitolo TRINACRIA n.
8 - Palermo;
- Capitolo BEATRICE n.
9 - Firenze;
- Capitolo ISIDE n. 10
- Perugia;
qualit di una Loggia di Maestri Muratori
come riconosciuta dalla Fraternit
Muratoria, quanto a regolarit e
legittimit . Questa reciproca autonomia
fa sì che l'Ordine della Stella d'Oriente
accetti, in tutto il mondo, solo Maestri
Muratori Membri di Logge subordinate a Grandi
Logge di riconosciuta regolarit e
legittimit . Poiché in tutto il mondo
i Membri dei Capitoli dell'Ordine della Stella
d'Oriente sono ammessi presso le sedi Muratorie,
essi sono tenuti all'obbligo della riservatezza.
L'Ordine ha stabilito
come condizioni fondamentali per l'ammissione:
- La fede nell'esistenza dell'Essere Supremo;
- Per gli uomini, che siano stati installati nel
grado di Maestro Muratore presso una Loggia
Regolare e si trovino a pié di lista di una
Loggia Regolare;
- Per le donne, che si trovino in condizioni di
parentela stretta con il Maestro Muratore
installato nel grado presso una Loggia Regolare
e a pié di lista di una Loggia Regolare, ove
per parentela stretta si deve intendere moglie,
figlia, figlia legalmente adottata, madre,
vedova, sorella, nipote, matrigna, figliastra,
sorellastra, nonna, pronipote: ognuna, nelle
condizioni suddette, che abbia compiuto i
diciotto anni può essere eletta Membro
dell'Ordine.
Esso è perciò un Ordine i cui Membri si
trovano in relazione con la Libera Muratoria. L'Uomo
che si trovi a perdere la presenza a pié di
lista di una Loggia-Regolare, viene escluso
dall'Ordine; la donna che perda il legame
parentale per qualunque causa, una volta
ammessa, non può più essere esclusa
dall'Ordine.
L'ordine della Stella d'Oriente ha come scopo le
attivit beneficenti e caritatevoli,
sia verso i propri Membri, sia verso
l'esterno; le sue attivit beneficenti e
caritatevoli possono o meno essere svolte in
collaborazione con le analoghe attivit
svolte dai Liberi Muratori. Più ampiamente,
gli scopi dell'Ordine della Stella d'Oriente
sono:
- Fraterni, cioè rivolti ai legami di
sorellanza e di fraternit che si creano
tra i suoi Membri;
- Educativi, cioè rivolti alla promozione
dello sviluppo etico, personale e sociale, dei
propri Membri, oltre che al sostegno della
crescita educativa dell'intera societ ;
- Scientifici, cioè diretti al sostegno della
ricerca scientifica e culturale in generale a
beneficio della collettivit , oltre che
della promozione culturale dei Membri;
- Caritatevoli a beneficio di tutta l'umanit
bisognosa.
In questo senso, l'Ordine della Stella d'Oriente
versa ogni anno delle somme ingenti a sostegno
di numerose iniziative, scientifiche, come la
ricerca sui tumori, educative, come assegni di
studio universitari per studenti meritevoli ma
privi di mezzi, beneficenti, come il totale
sostegno di scuole per bambini dislessici. Ogni
anno, l'Ordine della Stella d'Oriente raccoglie
tra i propri Membri, e distribuisce a favore di
iniziative di questo tipo, autonomamente o in
collaborazione con le Grandi Logge del mondo,
molti miliardi.
L'Ordine della Stella
d'Oriente trova tutte le proprie ispirazioni e
basa tutti i propri insegnamenti, su un solo
Libro che considera Sacro, la Bibbia.
Su di essa si basano le lezioni rituali
fondamentali che sono impartite ai Membri nel
corso della loro appartenenza all'Ordine; su di
essa ogni Membro è costantemente invitato a
riflettere. Come dice il Regolamento dell'Ordine
della Stella d'Oriente, "I
precetti della Sacra Scrittura guidino e
governino la condotta dei Membri di
quest'Ordine".
Pertanto, le lezioni dell'Ordine sono
esclusivamente scritturali ed i suoi
insegnamenti esclusivamente morali. L'Ordine
della Stella d'Oriente lavora sia informalmente
che Ritualmente. Il suo Rituale, dotato di un
ricco simbolismo di provenienza Biblica ricorda
a tutti gli Ufficiali i propri compiti, rammenta
a tutti i Membri i propri doveri e invoca
l'assistenza e l'aiuto dell'Altissimo per tutti
i Membri e per l'Ordine in generale; nel corso
delle cerimonie di iniziazione, trasmette ai
nuovi Membri le lezioni scritturali fondamentali
dell'Ordine, insegna ad interpretarne il
simbolismo e richiede l'assunzione di una
Obbligazione perpetua sull'Onore.
Tale Obbligazione è relativa alla
riservatezza sui contenuti dei lavori,
sull'appartenenza e sui modi di riconoscimento;
oltre che alla difesa dei principi dell'ordine,
alla partecipazione alle sue attivit e
all'obbedienza alle sue leggi e regolamenti.
Usciamo fuori con coraggio, per denunciare che
il Grande Oriente d’Italia non si è
mai aperto per paura di un attacco del Grande
Leone Dormiente, in realt però quest’ultimo,
è sempre attento, vigile e affamato e coglie
ogni occasione per aggredire.
Nelle pubblicazioni Inglesi delle “Antiche Costituzioni” del 1723 all’art. 1 si ribadisce: ”Io vi esorto ad onorare Dio nella sua Santa Chiesa, a non abbandonarvi all’eresia, allo scisma, all’errore, nei vostri pensieri o seguendo l’insegnamento di uomini senza credito”.
Il Grande Oriente d’Italia esclude
perentoriamente qualsiasi iniziazione femminile
al proprio interno.
Ricordate, nei momenti di persecuzione storica e
nei momenti della ricostruzione post-bellica, i
fratellini si ricordano delle sorelline.
Un’esempio eclatante, l’apertura
del futuro Gran Maestro del GOI
in esilio, Alessandro Tedeschi, nel 1919.
SVILUPPARE!!!!!!!
Non tutti i Liberi Muratori condividono
l'apertura alle donne che è, semmai, da porsi
su un piano 'esoterico', non certo della cronaca
i cui interpreti sono, quasi sempre, estranei
alla lettura delle antiche norme delle
corporazioni di mestiere delle quali spesso
sconoscono pure l'esistenza…
Di recente il Gran Maestro L'Avv.
Gustavo Raffi, ha risposto: “che il
problema dovr essere risolto a livello
internazionale”.
La Gran Loggia Unita Inglese ( UGLE), il 10 marzo del 1999, prende ufficialmente le “distanze” e chiarisce definitivamente il modo di comportarsi delle Grandi Logge “regolari” con l'organizzazione internazionale americana delle STELLE D'ORIENTE (Order of the Eastern Star). La inserisce tra i "corpi che interferiscono" con la massoneria, e fa notare che la partecipazione dei fratelli massoni "regolari" alle loro cerimonie è incompatibile. In effetti, un massone che fa parte di una Gran Loggia regolare, viola non solo le direttive internazionali, ma anche i Landmark. Ricordiamo che non solo i Profani o le organizzazioni "irregolari", tra le quali anche le Stelle d'Oriente, non possono lavorare nei templi massonici, dove lavorano gli uomini, e non possono neanche condividere i Templi.
E' il definitivo chiarimento alle "sette regole internazionali per il riconoscimento" deliberate nel lontano 1929 e accettate universalmente nel 1952.
In casa, gli inglesi, come si comportano?
In Inghilterra esistono associazioni iniziatiche squisitamente femminili che usano vari rituali, ad esempio, sull’Arte della tessitura. Altre Obbedienze esclusivamente femminili, adottano integralmente i rituali dei fratelli, come “L’Order of Women Freemasons “ che è un’ organizzazione massonica femminile molto presente e che conta oggi più di 300 logge. Sono state censite almeno due Gran Logge Femminini dalla United Grand Lodge of England, in Inghilterra e nel Galles e vengono definite "corpi d'imitazione":
THE HONOUABLE FRATERNITY
OF ANCIENT FREEMASONS
68, GREAT CUMBERLAND PLACE,
LONDON W1H7FD;
THE ORDER OF WOMEN’S
FREEMASONS
27 PEMBRIDGE GARDENS, LONDON
W24EF.
Non sono in rapporti ufficiali con la massoneria regolare, ma sono stimate, e da tempo esistono delle discussioni informali su tematiche di interesse comuni.
Nonostante i Landmarks, divieti imposti e
reiterati, la massoneria “regolare”
non ha evitato la presenza della donna nell’ambiente
massonico o para-massonico, realt
sviluppatasi in Italia e in tutta l’
Europa tra l’Ottocento e i primi del
Novecento, erede anche di una pratica
associativa (segreta), quella della Carboneria,
della Giovine Europa e con Mazzini che si occupò
in particolare della filiale italiana, la
Giovine Italia.
La setta dei Carbonari, aveva una formazione di
donne, denominate Giardiniere, fra le figure di
spicco indichiamo la Confalonieri, la Belgioioso,
la Bianca Milesi.
Cristina di Belgioioso
Nata a Milano nel 1808 dalla nobile famiglia
Trivulzio, sposò nel 1824 il principe Emilio
Barbiano di Belgioioso, dal quale presto si
separò tenendo con sé la figlia Maria.
Educata all'arte, agli interessi sociali,
all'attenzione per la condizione femminile da
Bianca Milesi, cospirò contro l'Austria per
cui dovette fuggire a Parigi, qui fondò un
salotto intellettuale e politico tra i più
prestigiosi e si dedicò alla diffusione della
sua ideologia, in dimestichezza con Mamiani,
Massari, Gioberti, Ferrari e dando vita a due
importanti periodici, «La Gazzetta Italiana»
e «L'Ausonio», ove accanto a scritti del
Manzoni e del Vico diffuse notizie sulla realt
sociale della Lombardia. Nel 1842-46, nel suo
feudo di Locate, si adoperò per creare
istituzioni sansimoniane in favore delle donne
del luogo. La rivoluzione del '48 la sorprese a
Napoli, ma animosamente noleggiando un vapore e
organizzando un corpo di armati, si portò a
Milano, dove si adoperò perché casa Savoia
accettasse un programma di profonde riforme. Nel
1849 fu incaricata da Mazzini di provvedere
all'organizzazione della sanit nella
difesa della Repubblica Romana ed ebbe accanto
Margaret Fuller Ossoli e Giulia Modena. Caduta
Roma, prese la strada dell'esilio e fu a Malta,
in Grecia, in Turchia, in Medio Oriente. Gli
ultimi anni li trascorse nelle sue ville
lombarde di Locate e Merate, impegnata in opere
sociali e in varie riflessioni sul problema
femminile. Si spense a Milano nel 1871. Tra le
sue opere ricordiamo: Essai sur la formation du
dogme catholique (1843), Essai sur Vico (1844),
Studi intorno alla storia della Lombardia negli
ultimi trent'anni … (1847), Osservazioni
sullo stato attuale dell'Italia e sul suo
avvenire (1868), Sulla moderna politica
internazionale (1869).
Giardiniere: con questo termine venivano
chiamate tutte le donne che, appartenenti alla
Carboneria, invece che radunarsi alle
"vendite" si incontravano nei loro
giardini. Ogni raggruppamento, giardino formale
o aiuola, era composto da nove donne e, per
entrare a farvi parte, queste dovevano superare
un lungo periodo d’indagine:
· Apprendista: il motto era Costanza e
Perseveranza, e in esso venivano illustrati i
programmi operativi in atto
· Maestra Giardiniera: vi si arrivava dopo un
lungo periodo di tirocinio, il motto era Onore e
Virtù; era un livello piuttosto impegnativo e
le donne erano autorizzate a portare un pugnale
tra calza e giarrettiera.
Segno di riconoscimento era disegnare con la
mano un semicerchio, toccandosi la spalla
sinistra, poi quella destra e alla fine battere
tre colpi sul cuore.
La Societ delle Giardiniere cominciò
ad agire in Lombardia durante e dopo il marzo
del 1821, comunque gi nel 1816 sulle
rive dell’Olona era infuriata una
battaglia romantica che aveva coinvolto tutto il
popolo, e che lasciava presagire il malcontento
popolare.
Inizialmente l’attivit di queste
donne non fu presa completamente sul serio, solo
dopo il tentativo rivoluzionario del 1821 e dopo
che furono giunte diverse notizie da Napoli su
una Societ delle Giardiniere, le cui
componenti erano solite tenere un pugnale nella
giarrettiera e usare un linguaggio molto acceso,
ci si cominciò a chiedere se queste societ
esistessero realmente,soprattutto perché la
donna, fino ad allora, era considerata solo nel
suo ruolo di madre, moglie, sorella e amante e
quindi i suoi sentimenti potevano essere legati
all’area familiare-affettiva.
Molte furono le donne che vennero arrestate e
processate, accusate di far parte di queste
societ giardiniere. I provvedimenti che
furono presi nei loro confronti si
differenziarono tra nord e sud.
Nel Lombardo – Veneto le giardiniere
erano convinte che fosse sufficiente una
congiura per cambiare le sorti del paese, non
erano organizzate politicamente, non avevano una
volont comune. Furono interrogate e la
maggior parte delle volte giudicate non
perseguibili.
Nel Napoletano la congiura aveva assunto l’aspetto
di un moto militare e le giardiniere furono
incarcerate, torturate e condannate a vari anni
di prigione.
Erano madri, erano giovani spose che intravedevano lontano, lontano le desolate madri piangenti di quei martiri, le giovani mogli piangenti, le sorelle piangenti, i teneri figlioletti orfanelli e derelitti; e gemevano e piangevano ……. “ e noi, oggi aggiungiamo, che tra loro c’erano le Cugine che giuravano nelle baracche sul pugnale prima L.O.M. “Liberta’ o Morte”, poi “Libert ed Uguaglianza” ed infine “Fratelli d’Italia, L’Italia s’è desta!
Verso la met del secolo,
particolarmente in Francia ed in Germania,
furono costituite varie societ
androgine, quasi massoniche, come l’ORDINE
DELLE MOPSE, L’ORDRE
DES CHEVALIERS ET CHEVALIèRES
DE LA ROSE e L’ORDRE
DE LA FèLICITè. Ci sono indicazioni che
quest’ultima associazione mista sia stata
attiva anche in Liguria, verso il 1745. Qualcuno
afferma, che solo per la curiosit
femminile, nacque la così detta Massoneria di
Adozione, di impronta festaiola anche se con
intenti filantropici.
In Francia gi nel 1744 il cavaliere di
Beauchène fonda le Logge di Adozione come
filiazione di Logge maschili di cui portano il
nome. Sono riservate alle consorti ed alle
parenti dei Fratelli e vi si ricevono i gradi di
Apprendista, Compagna, Maestra e Maestra
Perfetta. Il Duca di Chartres vi inizia la
moglie e la sorella, duchessa di Bourbon che ne
diviene la Gran Maestra. Nel 1774 le Sorelle
Massone “lavoravano” in tutti i
paesi d’Europa, dove esistevano riunioni
della Massoneria Maschile.Nello stesso anno si
deve la nascita in Francia della famosa “Loggia
delle Nove Sorelle” , che accoglieva molte
donne di corte e che il Grande Oriente di
Francia la riconobbe come Loggia di Adozione.
Nel 1774 il Grande Oriente di Francia sancì la “Costituzione delle Logge di Adozione, per consentire a questo gentil sesso di partecipare alla carit e alla filosofia”.
A Parigi nel 1760 la loggia di adozione,
fondata dal conte di Bernouville, accoglieva
letterati, nobili ed artisti. Nel 1774 a Nimegue
in una riunione di questo genere, presieduta dal
Principe d’Orange e dal Principe di
Waldeck, si raccolse tanto da fondare un ospizio
per i poveri. Nel 1775, la loggia “S. ANTONIO”
di Parigi, dopo l’istallazione della Gran
Maestra duchessa di Borbone, fu raccolto molto
denaro per liberare alcune persone povere in
carcere, perché non avevano potuto pagare i
mensili alle nutrici. La stessa Gran Maestra
quattro anni dopo, in una delle solite riunioni
fece raccogliere una buona somma di denaro per
una povera famiglia di provincia, che con
ingenua semplicit aveva gettato alla
posta una domanda di soccorso così
indirizzata: “Ai Signori Massoni di Parigi”.
Moltissimi altri esempi di carit si
potrebbero citare ad onore della massoneria di
adozione, che prosperava anche durante l’impero
di Napoleone Bonaparte, sempre con carattere
essenzialmente filantropico e con molto
splendore.
La Massoneria era tanto in auge in Francia che Maria Antonietta scriveva in data 26 gennaio 1781: “Tutto il mondo vi partecipa”.
La partecipazione femminile alla Libera
Muratoria, fu un grande argomento di dibattito
in tutte le Massonerie latine, in un’epoca
nella quale la donna si trovava in uno stato di
inferiorit sociale e di dipendenza dall’uomo.
Benché la discussione fosse stata avviata in
ambienti dei gradi “azzurri”, fu nei
gradi Scozzesi che si arrivò ai fatti.
Dalle logge femminili di Adozione, vere e
proprie iniziazioni di donne , nei templi,
furono praticate in Italia da Giuseppe
Garibaldi, Gran Maestro effettivo del Grande
Oriente d’Italia nel 1864 e Gran Maestro
onorario a vitam, oltre che “Primo Massone
d’Italia”. Quando accolse le prime
sorelle, Garibaldi scrisse che si accingeva a
celebrarle coi poteri riconosciuti dalla Gran
Loggia Unita d’ Inghilterra. Iniziò
anche la figlia Teresita.
“Per il sesso debole Garibaldi
stravedeva; fu uno dei più impegnati paladini
della sua emancipazione. In questa campagna non
si impose limiti, firmò diplomi di ogni
genere, intestati a più o meno nobili dame,
che non avevano nessuna perplessit nel
vedere figurare i loro dati anagrafici in un
documento massonico. Alla sorella Susanna Elena
Carruthers, nata ad Edimburgo nel marzo del ’31
e dimorante a Pisa, fu consegnato nell’agosto
1867; nel luglio il Nizzardo sottoscrisse quello
intestato alla ventiseienne Luigia Candia De
Michelis.
Il primo accenno dell’Umanitario ad un’attivit
assimilabile a quella di una Loggia femminile
è del 1867: “La Societ
Patriottica femminile di Milano, presieduta dall’ottima
sorella Angelina Foldi, incaricò tre sorelle
nostre, Batoli, Bracco e Marino, affinché
distribuissero soccorsi agli straziati fratelli
di Palermo”. Vi è poi un cenno a Candia
De Michelis. I cognomi menzionati sono tutti
presenti nelle cronache massoniche del decennio.
Andrea Batoli era addirittura un 33mo del
Supremo Consiglio di Palermo. Dobbiamo ancora
all’Umanitario una notizia da Torino: all’inizio
del’69 annunciò che “stava per
fondersi una Loggia presieduta dalla Principessa
Lascaris”. Altre informazioni riguardavano
un brindisi “alle mopse della Federico
Campanella di Modica” e alla moglie di
Ferdinando Ferruggio, della Samaney, sposata con
il solo matrimonio civile e premiata per questo
“con l’ammissione all’Ordine”.”
Nella storia massonica italiana il 1864 è l'anno in cui fu diffuso il Decreto del Gran Maestro Giuseppe Garibaldi sulla riforma della Massoneria in Italia e contenente anche le modalit per organizzare le cosiddette "Logge di Donne". Il documento inviato al Supremo Consiglio del Grande Oriente d'Italia stabiliva:
Caprera 15 maggio 1864 E.·.V.·.
A.·.G.·.D.·.G.·.A.·.D.·.U.·.
AL S.·.C.·.G.·.O.·. d'Italia residente provvisoriamente in Palermo.
Io G.·.M.·. della Massoneria Italiana del Rito Scozzese antico ed Accettato - riconosciuto dal Gr.·.M.·. della Massoneria Inglese sotto il medesimo Rito - a maggiormente riuscire al desiderato scopo dell'Unit Massonica italiana, propongo quanto segue:
1°. Esistendo nella citt di
Palermo il Sup.·.Cons.·. G.·.O.·.
d'Italia di Rito Scozz.·. Ant.·. ed Acc.·.,
è mio desiderio che tutti i Corpi Mass.·.
esistenti in Italia al medesimo Rito, si
riuniscano a quello per cementare l'Unit
sudetta.
2°. Tutti i Corpi Mass.·. che travagliano
regolarmente con tutt'altro Rito, sono
considerati conformi alle regole degli Statuti
Generali dell'Ordine.
3°. Credo pure necessario che si riunisca la
G.·.L.·.C.·. in Palermo, ove
intervengano i rispettivi deputati di tutte le LL.·.
esistenti in Italia che vogliono a noi unirsi,
onde possano intendersi.
4°. Saranno create delle LL.·.
di Donne, a fine di vieppiù facilitare i
nostri lavori, conferendo esse col S.·.C.·.G.·.O.·.
d'Italia residente provvisoriamente a Palermo.
Le presenti proposizioni da me firmate,
saranno promulgate e lette in tutte le LL.·.
Mass.·. d'Italia.
G. Garibaldi 33.·.°
La creazione delle logge di donne faceva parte dell'ambizioso progetto di Garibaldi di diffondere i principi laici e massonici nella societ italiana post-unitaria mediante una collaborazione tra massoneria e mondo femminile attraverso l'Adozione, della quale il Generale fu il più illustre sostenitore. Si svilupparono così le logge di Adozione nate in un periodo critico per la massoneria post risorgimentale afflitta da problemi e divisioni interne.
Il Decreto venne pubblicato su L'Umanitario, anno I, n. 12, Palermo, 1867, p. 6. L'Umanitario era il bollettino del Supremo Consiglio di Rito Scozzese del Grande Oriente d'Italia. Il testo del Decreto fu perentoriamente diffuso dall'Organo Supremo alle Logge esortandole: "(..) a voler concorrere con i loro lavori, acciò sia conseguito il fine supremo che ci propone il detto sommo Cittadino, quello cioè, dell'Unit Mass.·. Italiana. Ed il Sup.·. Cons.·. stender le braccia con gaudio a tutti coloro che si coopereranno per cotanto sublime e santo scopo".
Giuseppe Belmonte, Duca di Santangelo, venerabile della Loggia “I FIGLI DELL’ETNA”, decise di portare la sua pietra al grande edificio massonico del Supremo Consiglio Scozzese di Palermo che Garibaldi dichiarava di voler costruire. Nella met del 1868 fece battezzare in Loggia la figlia ARGIA dalla Contessa Giulia Caracciolo Cigala.
Tra le nobil dame, spicca per impegno e tenacia la Contessa Cigala.
“La contessa Cigala, assieme alla sorella Enrichetta onnipresente militante femminile dell’ esoterismo massonico italiano, movimentò in molte occasioni la scena profana dell’ex Regno di Napoli, alleandosi con chiunque le capitasse sotto mano. Due esempi ne configurano la personalit : l’Anti-Concilio di Napoli, promosso nel dicembre 1869 da Giuseppe Ricciardi in contrapposizione al Vaticano I, la vide con la sorella attivissima organizzatrice; in occasione della spedizione garibaldina del 1867, conclusasi con la déb cle di Mentana, un manipoli di volontari da lei patrocinato le fece dono di una bandiera conquistata in una scaramuccia con i papalini. “
Enrichetta Caracciolo
Quinta delle otto figlie del comandante
Caracciolo, cadetto di una nobile famiglia
napoletana, Enrichetta nacque nel 1821. Alla
morte del padre, la madre la rinchiuse presso il
convento di clausura delle suore benedettine di
San Gregorio Armeno, dove fu costretta a
pronunciare i voti. In convento, a causa del suo
atteggiamento, ma soprattutto delle letture
clandestine, venne ben presto gratificata dalla
nomea di rivoluzionaria, favorevole ai liberali
e contraria alla monarchia. L'ambiente chiuso e
retrivo in cui era costretta a vivere la spinse
più volte a richiedere alla Sacra Rota, a
Gregorio XVI e a Pio
IX lo scioglimento dei voti, che però non
ottenne per la tenace opposizione del cardinale
Riario Sforza, arcivescovo di Napoli. I disturbi
nervosi di cui mostrava di soffrire le permisero
tuttavia di lasciare il convento almeno durante
il giorno. Ma, accusandola di connivenza con i
liberali, il cardinale Riario ottenne facilmente
l'autorizzazione a farla arrestare e a
costringerla ad anni di assoluta segregazione.
Nel 1854, ottenuta la libert
condizionata, Enrichetta riprese i contatti con
le societ segrete di Napoli, sfuggendo
alla polizia e al clero che la ricercavano. La
liberazione della citt , nel 1860,
significò per lei l'inizio di una nuova vita
che culminò nel matrimonio con l'inglese
Greuthen. Nel 1864, in un meridione tutt'altro
che pacificato e retto da leggi speciali e
tribunali militari, pubblicò le sue memorie
Nell’ Assemblea del 1867 De Luca , affrontò un tema quanto mai attuale, la questione dei rapporti fra donna e Massoneria:
RIviviamo periodicamente la questione delle Figlie di adozione e delle Mopse. Le Figlie di adozione , istituzione francese, sono dame di carit ; il loro ufficio è l’esercizio della beneficenza. – Le Mopse, da mops (cane in teutonico), simbolo di fedelt , sorsero nel medio evo cogli anatemi di Roma; si davano loro a conservare gli oggetti massonici, - L a questione delle Figlie di adozione e delle mopse , decisa in massima , è per l’attuazione, questione di tempo. L’educazione impartita fino ad ora alle nostre donne non permise ancora al G.O. di fare un passo in questa via di progresso, ed il Fr. Macchi, qui presente, comunque caldo partigiano della muliebre abilitazione, pure dovette piegare dinanzi alle prepotenti condizioni dell’attualit – Buoni padri di famiglia, educhiamo le nostre figlie ai nobili sentimenti della beneficenza, togliamole all’incubo del pregiudizio, apprendiamo loro a sapersi condurre nel mondo, diamo loro l’esempio del rispetto alla donna, e verr tempo che saranno buone ausiliare dell’Ordine nostro. Ammettendole ora a parte dei nostri lavori verrebbero facilmente a screditare colla loro leggerezza la più pura delle istituzioni. Però non si perda di vista la questione, e la si studi onde arrivare allo scopo”
Anche la famosa Madamme Blavatsky (Helena Petrovna), fondatrice della Societ Teosofica – New York 1875 – fu iniziata ad un’ alto grado del Rito di Memphis-Misraim dal Gran Gerofante Universale Giuseppe Garibaldi.
Il momento storico in cui si concreta formalmente una svolta, tramantata nel tempo, rispetto al ruolo istituzionale della donna all’interno della Libera Muratoria, coincide con l’azione di Marie Deraismes.
In Europa, la soluzione la diedero
parzialmente , GEORGE MARTIN e
gli altri fratelli della Loggia “ I Liberi
pensatori di Pecq”, con la iniziazione
massonica nel febbraio del 1882 ai primi tre
gradi della sorella Maria Deraismes (1828-1894),
che fondarono a Parigi nel 1893/4 la Gran Loggia
Simbolica Scozzese Mista di Francia, detta anche
“ LE DROIT HUMAIN”-
( Il Diritto Umano).
Il Fr. Gorge Martin 30° grado (volontario
garibaldino) appartenente al Rito Scozzese che
nel 1860 era Oratore all’Assemblea
Costituente della GRAN LOGGIA
SIMBOLICA SCOZZESE – oggi: GRAN
LOGGIA DI FRANCIA.
La “FEDERATION MIXTE DU DROIT HUMAIN », l’aggettivo « Mixte » fa riferimento al fatto che questa associazione, attiva soprattutto nel campo dei diritti umani, accoglie tra le sue file sia uomini che donne a parit di diritti.
Maria Deraismes (1828-1894)
Résolument républicaine et démocrate,
elle participe activement diverses
associations pour la défense des droits des
femmes. S'inscrivant dans une lutte contre l'antiféminisme,
elle publie tout au long de sa vie de nombreux
ouvrages en faveur de l'émancipation des
femmes.
Elle organise avec Léon Richer, le 11 juillet
1870, le premier banquet féministe et en août
1878, le premier congrès international du
droit des femmes.
Dès 1881, elle devient la première femme
prendre la direction d'un journal
"Le Républicain de Seine et Oise".
Le 14 janvier 1882, elle est reçue apprentie
Franc-maçonne, la loge Les Libres
Penseurs au Pecq. Dès lors, elle ne cesse de
lutter pour une véritable reconnaissance et
admission des femmes en Franc-maçonnerie.
Cette lutte soutenue par le docteur Georges
Martin aboutit la création de la maçonnerie
mixte du Droit Humain en avril 1893.
Successivo alla costituzione della Gran Loggia, l’’11 MAGGIO 1899, ci fu la costituzione del SUPREMO CONSIGLIO DEL 33° ED ULTIMO GRADO DELLA MASSONERIA SCOZZESE MISTA INTERNAZIONALE, il solo che può rilasciare le investiture costitutive delle “Officine” Miste dal 1° al 33° grado incluso per tutto il mondo.
Affiliata al “Droid Humain” fu Annie Besant, allieva prediletta della Madamme Blavatsky (Helena Petrovna) alla cui opera si deve nel 1902, l’introduzione in Inghilterra della “Co-Masonry”. Sei anni dopo la fondazione a Londra della “Human Duty” ad opera della Besant, sorse la “Honorable Fraternit of Ancient Masonry” , poi diventata “The Order of Women Free Masons”, mentre nel 1913 nasceva la “Honorabke Fraternit of Ancient Freemasons”. Di notevole importanza “The Order of Ancient Free and Accepted Masonry for Men and Woman” fondato dalla Bothwell-Gosse nel 1925.
Le origini de LE DROIT HUMAIN nel nostro paese risalgono al 1915, quando fu introdotta per opera da M. Spasiano e E. Donvito ( che furono poi membri del Gruppo Massonico che si richiamava a Palazzo Brancaccio), con Bolla-Patente del 20 agosto 1915.
In Italia presente ufficialmente dall’ 01 ottobre del 1922 con il Rappresentante del Supremo Consiglio il Pot.mo Fr. FABIO VALENTINO 33 e dopo gli sconvolgimenti politici del 1925 la Federazione Italiana si mette in “sonno”, per riprendere pieno riconoscimento nel 1951 (decreto del 28/01) che riconosce il Governo eletto nella tornata dell’ 8-9-10 dicembre 1950, quale organismo direttivo della Federazione Italiana del Diritto Umano e presidente viene eletto il Pot. Fr. Agostino Caporlingua 33 . Attualmente la Federazione italiana è presente con 15 logge e 150 iscritte.
Persegue la conoscenza di se stessi secondo gli insegnamenti di donne come Annie Besant, filosofa della societ teosofica parigina, e di Maria Montanari, Gran maestra in Italia fino al 1985.
Leggiamo e riportiamo nella Dichiarazione di principi:
“ART.01 l’Ordine Massonico Misto Internazionale “Il Diritto Umano” afferma l’uguaglianza essenziale dei due esseri umani, l’uomo e la Donna. Proclamando “Il Diritto Umano” l’Ordine vuole che essi giungano su tutta la terra a godere – in maniera uguale – della giustizia sociale, in una Umanit organizzata in Societ libere e fraterne.
ART.02 Composta da
Massoni dei due sessi, fraternamente uniti,
senza distinzione di razze, di religione, di
filosofie, l’Ordine s’impone, per
raggiungere tale scopo, un metodo rituale
simbolico, grazie al quale i suoi membri
edificano il loro Tempio alla perfezione ed alla
Gloria dell’Umanit .”
Alcuni massoni nel pieno spirito “garibaldino”
non potevano che diventare alleati delle donne
“uomini liberi”, che rivendicavano
un ruolo attivo, anche nella massoneria, non
solo durante le guerre, ma principalmente negli
anni della ricostruzione post-bellico.
Nell’anno 1900, a Napoli esisteva un
“ANTICO ed ORTODOSSO
SUPREMO CONSIGLIO dei 33.:
Federazione italiana di R∴S∴A∴ed
A∴ e delle sorelle MOPSE”.
Ma ebbe scarso sviluppo.
Come veniva considerata la presenza delle Mopse, dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Francesco De Luca (in carica dal1864 al1867):
“ Riviene periodicamente la questione delle figlie di adozione o mopse - così DE LUCA affrontò il problema - Istituzione francese, esse sono dame di carit ; il loro ufficio è l’esercizio della beneficenza; sorsero nel Medio Evo con gli anatemi di Roma; si davano loro a conservare gli oggetti massonici. La questione delle figlie di adozione, decisa in massima è, per attuazione, questione di tempo. L’educazione impartita fino ad ora alle nostre donne non permise al Grande Oriente di fare un passo in questa via di progresso. Buoni padri di famiglia, educhiamo le nostre figlie ai nobili sentimenti della beneficenza, togliamole all’incubo del pregiudizio, apprendiamo loro a sapersi condurre nel mondo e verr tempo che saranno buone ausiliarie dell’Ordine nostro. Mettendole ora a parte dei nostri lavori verrebbero facilmente a screditare colla loro leggerezza la più pura delle Istituzioni.”
I vari Gran Maestri della massoneria
italiana, dovettero affrontare gli anni della
pubblicistica antimassonica; ove l’ammissione
delle donne, anche se a titolo diverso e in
ruolo subalterno, dava facilmente adito a
polemiche e ad accuse.
Leo Taxil, inventò anche una Massoneria
Palladica che egli chiamò “Rito
Palladio Riformato” , dedita a piccole
orge, con Gran Sacerdotessa Diana Vaughan.
Con la morte del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Adriano Lemmi nel 1906 e l’elezione a Sovrano Gran Maestro del R.S.A.A. di Achille Ballori e luogotenente Saverio Fera, l’unit massonica maschile italiana cessa nel 1908.
Si ebbero così due Massonerie dette dei Ferriani e dei Balloriani che, dal luogo delle rispettive sedi, assunsero il nome di Piazza del Gesù e di Palazzo Giustiniani. Dal caos massonico italiano che ne seguì , che si protrarr fino al 1961 e al 1973, nacquero alcuni gruppi, fondati da coloro che non volevano prendere posizione in favore degli uni o degli altri. Fra questi, uno era capeggiato dal fratello Edoardo Frosini, noto anche come dottor Hermes, fondatore di una loggia di Rito Simbolico a Firenze e dimissionario dal G.O.I. l’8 febbraio 1909, fondò il Rito Filosofico Italiano.
In Italia per la prima volta il Rito Filosofico Italiano nel 1910 ammise le donne con gli stessi diritti e doveri degli uomini, escludendosi però le maritate con profani e ponendo alle nubili l’obbligo di sposare Massoni: limitazioni che non sembrano compatibili con la libert , specie in questo delicato campo.
Sempre in quegli anni – dicembre 1910- in Italia il Rito Filosofico Italiano, risolveva per conto suo la questione delle donne in loggia, ammettendole con gli stessi diritti e doveri degli uomini ( con alcuni limiti). Nelle sue Costituzioni si legge:
“L’Articolo 12 - Si ammettono a titolo regolare tanto l’uomo che la donna. Non possono, per altro, essere ammesse donne unite in matrimonio con un Profano; le sorelle nubili debbono promettere sul loro onore che esse non contrarranno matrimonio che con un Libero Muratore”.
Il Rito , ebbe un suo momento di notoriet fino all’inizio della seconda guerra mondiale.
Con la vittoria e il ritorno alle logge il Rito Filosofico ritenne di aver compiuto il suo mandato e si sciolse. I suoi membri si ricongiunsero al Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato per l’Italia e sue Colonie di Piazza del Gesù 47 di Roma ……….
Un tentativo di risveglio del tutto irregolare è stato effettuato nel 1973 o ’74 dal Savona – Piazza del Gesù - , che esibiva patenti che furono ritenute irregolari del G.O.I.
Nel nord dell'Italia sempre agli inizi del 1900, da un’Obbedienza Mista, la
GRAN LOGGIA MISTA SIMBOLICA ITALIANA,
su sollecitudine del GRANDE
ORIENTE d’ITALIA , precisamente
dal RITO SIMBOLICO ITALIANO (1912),
nacque e visse per qualche tempo una Gran
Loggia, formata esclusivamente da donne che
praticava e governava i soli primi tre gradi
simbolici.
:
GRAN LOGGIA FEMMINILE d’ITALIA
di cui fu Gran Maestra Lavinia Holl’o
e Gran Maestra Aggiunta Anna Franchi ,
“Massoneria Femminile Italiana – Ia
Assemblea Costituente.
29 Marzo 1913.
Ill∴ e Car∴ Sorella,
Questa Sereniss∴Gr∴ Loggia, venuta a
conoscenza delle deliberazione prese, nell’ultima
sua tenuta, del Grand’Oriente d’Italia
a proposito di una costituente organizzazione
iniziatica di Donne, ritenuto di aderire a
questa nuova organizzazione che sostanzialmente
risponde agli scopi che la Gran Loggia Mista
Simbolica d’Italia si è preposti, ha
deliberato di sospendere i suoi lavori e di
convocare in Roma nel giorno 30 marzo p.v. ad
ore 14, nella sala cortesemente concessa dalla
Sereniss∴Gr∴ Loggia di Rito Simbolico
Italiano, in via Dogana Vecchia 29 (Palazzo
Giustiniani), tutti i gruppi di donne gi
organizzati massonicamente nelle varie citt
d’Italia per discutere …..”
Un’autorevole fratello scozzese del tempo, Liborio Granone 33 del Supremo Consiglio del R.S.A.A. di Piazza del Gesu’ 47 , scriveva nel 1915:
…” L’unica soluzione è
quella di permettere e di agevolare la
formazione di una specie di massoneria
femminile, esclusivamente femminile. Gli Ordini
regolari dovrebbero avere diretti rapporti con
essa, secondo norme da stabilirsi di comune
accordo, in modo però da evitare qualsiasi
vincolo di dipendenza. Le decisioni dei primi
non dovrebbero imporsi alla seconda, come la
condotta di questa non dovrebbe compromettere
quelli. Ognuno per conto proprio e tutti guidati
del trinomio Libert – Uguaglianza
– Fratellanza per beneficiare i popoli,
agevolando lo sviluppo generale del progresso,
combattendo il dispotismo e propugnando la
giustizia, la pace e la verit sempre e
dovunque.
In tal guisa si eviterebbero tutti i deplorevoli
inconvenienti dannosi, cagionati sia dalla
esclusione totale delle donne dal movimento
iniziatici, che dalla loro ammissione nelle
logge regolari maschili. Non sar magari
una massoneria perfetta, specialmente nei primi
tempi, ma benefici se ne avranno molti, perché
risulta necessario organizzare le donne con
vincoli solenni ed in segreto , dati i
pregiudizi sociali che ancora imperano a
vantaggio dei preti. Sul riguardo possono
sorgere divergenze secondarie, ma è
impossibile trascurare ancora la donna.
Queste per altro progrediscono quotidianamente
con impressionante rapidit . Il secolo
ventesimo sar ricordato anche per la
pacifica rivoluzione femminile, che si compie
sotto i nostri occhi. La donna non è più
esclusa dalla vita pubblica e professionale.
Essa lavora nei campi e nelle industri, insegna
nelle scuole, esercita la medicina ed altre
professioni, partecipa al commercio, parla nei
comizi e nei congressi, in certi paesi entra
anche nei parlamenti, sostiene la concorrenza
degli uomini, si afferma sempre più nelle
arti, nelle e nelle scienze.
La donna insomma non è più serva, non è
più serva, non è strumento di piacere, non
è povero simulacro umano confinato nelle
alcove e nelle cucine, o nel focolare domestico,
se si ama la idilliaca retorica, che in sostanza
è falsa e rancida – per subire
continuamente la tirannica volont
maschile. Essa si risveglia, si redime e lotta
vittoriosa non per il predominio, ma per avere
gli stessi diritti e doveri degli uomini, per
essere libera come questi, per rendersi degna di
appartenere all’umanit . Il suo
progresso intellettuale, etico, politico e così
via è inarrestabile, travolge pregiudizi e
superstizioni, contribuisce allo sviluppo della
civilt ed assicura efficaci impulsi al
graduale miglioramento dell’individuo e
dell’umana convivenza…”
“ Ond’è lodevole lo sforzo di
alcune benemerite donne, che in Italia han fatto
sorgere e diffondere la massoneria femminile, la
cui Gran Maestre è la sig. [ non la chiama
Sorella] Lavinia Holl’ assai nota
specialmente nel campo magistrale per le sue non
comuni virtù di organizzatrice tenace e
valorosa. La Gran Loggia Femminile d’Italia
si è regolarmente costituita nel 1912, essa
pratica e governa i solo primi gradi simbolici e
svolge un’azione prevalentemente
filantropica ed educativa. La sua divisa è:
Patria – Famiglia – Umanit
– Libert – Uguaglianza –
Fratellanza. La Gran Loggia ha fondato alcune
officine e conta un buon numero di affiliate.
Questo nuovo sodalizio iniziatici potr
fare molto bene, specialmente dal punto di vista
intellettuale e filantropico, se persister
senza tentennamenti. Bisogna che vada avanti e
che abbia fiducia nelle proprie forze e nel
proprio avvenire, perché la sua missione non
è facile, né di poco conto: redimere le
donne italiane, che in massima parte ancora non
sanno sottrarsi alla nefasta influenza pretesca.
Di contro il Vaticano è necessario che sorga
ed abbia vita rigogliosa e feconda anche la
massoneria femminile, alla quale perciò non
dovrebbe mancare la solidariet costante
dei liberi muratori”
Testimonianza certa, che la presenza femminile nelle Logge era frequente, ma a quel tempo esistevano piccoli gruppi sparsi sul territorio gi organizzati massonicamente. Qualche vecchio massone, afferma che l’Obbedienza, anche se con un numero d'aderenti molto limitato, vive ancora.
Alla fine del XIX secolo, il movimento di emancipazione femminile pose nuovamente in evidenza la questione dell’accesso delle donne nelle logge massoniche, ma non nella forma spuria delle logge di adozione, che pur aveva soddisfatto le nobildonne del Settecento, bensì secondo le identiche regole iniziatiche e rituali riservate agli uomini. Queste decise rivendicazioni aprirono, nella storia massonica, il capitolo delle Obbedienze “rosa”.
I primi anni del 900, vide il nascere di una
moltitudine di Obbedienze miste, o
esclusivamente femminili o composte da gran
logge “a sessi separati”.
Anche il movimento massonico femminile fu
disperso durante il fascismo, e si ricostituì
nel secondo dopoguerra.
L’11 ottobre del 1925, i Fascisti romani, guidati dal famigerato federale Italo Foschi, assaltarono le Sede del R.S.A.A. e della Serenissima Gran Loggia, sita in Piazza del Gesù al n° 47. Gli squadristi erano un centinaio e nella loro furia devastatrice non risparmiarono niente, nemmeno i busti di Garibaldi, Mazzini, Obberdan e Bovio. I labari e un gran ritratto ad olio del Palermi furono portati per scherno per le vie della Capitale ed infine bruciati.
Sin dal dopoguerra è iniziata la lacrimevole fioritura di iniziative massoniche, che ha portato i Massoni a difendersi da una belligeranza interna quasi permanente. La Massoneria si offre al basso intrigo di corridoio e all’infedelt di chi anche gli ha “giurato” (o impegno massonico) obbedienza. A questo riguardo ci sembra opportuno ricordare quanto scritto da Christian Jacq.
“Il suolo del Tempio massonico è un pavimento a mosaico, cioè una sorta di scacchiera in cui s’alternano caselle bianche e nere. Esso raffigura allegoricamente il mondo, che è luce e tenebre a un tempo. Si potrebbe inoltre affermare che è un’eloquente rappresentazione della storia dell’Ordine Massonico, comprendente periodi costruttivi e fasi di decadenza”.
“Quando la Massoneria riprese nel nostro Paese i suoi lavori dopo la forzata interruzione ventennale, si ricostituì anche quella femminile ad iniziativa della sorella M. A. COSTA – CAVINI, la quale , gi in possesso di un vecchio brevetto di Rosa – Croce, si pose dapprima alla obbedienza di un Gruppo Simbolico, dando successivamente vita, a seguito di difficolt sorte, ad un Rito autonomo femminile, di cui assunse la Gran Maestranza onoraria, costituzione di un Supremo Consiglio sul modello Scozzese.
Sappiamo che la Sorella Costa-Cavini è una perfetta iniziata, dotata di grande fede, di tenace volont , di adeguata cultura, di alto spirito filantropico e che essa dalla mamma apprese, quand’era bambina, il valore della sciarpa massonica, decorante il corpo esanime del nonno, il quale, passato all’Oriente Eterno, le lasciò il nobile retaggio spirituale che la condusse più tardi all’iniziazione. Sappiamo anche che attorno a lei è un eletto cenacolo di sorelle tutte docenti universitarie.”
Le esigenze del 1946 erano determinate dalle
misure fasciste e dalla guerra, che lontanamente
si possono paragonare agli anni successivi delle
varie “scissioni” e “diaspore”
che hanno determinato il “caos” e
talvolta la “contraffazione” dei
filoni storici della Massoneria Italiana.
L’incontrollata proliferazione di
formazioni Massoniche o sedicenti tali, prive di
radici e di riferimenti, spinge spesso i
promotori ad adottare indebitamente il nome di
“PIAZZA DEL GESU’
”, per indubbio prestigio che assicura
tale denominazione, sinonimo in Italia ed all’estero,
di Massoneria a carattere spiccatamente
tradizionale ed esoterico.
Infatti, la maggior parte di essi, si richiama a quei membri di “PIAZZA DEL GESU’ ” che non accettarono l’incorporazione nel G.O.I. (andando “in sonno” o costituendo nuclei separati dopo il 1945 e il 1973) o all’artefice della fusione; altri, di più recente costituzione, sono nati dopo la scomunica internazionale inglese di “irregolarit ” (1993) del GRANDE ORIENTE d’ITALIA di “PALAZZO GIUSTINIANI” .
Anni in cui il potere politico, pur essendo fecondo di grandi realizzazioni massoniche, indebolì notevolmente la compagine spirituale esistente fra i Fratelli. Nulla più delle divergenze in materia politica è causa di inimicizia fra i Fratelli, convinti della potenza dell’Ordine, si infiltrarono nelle Logge, per conseguire finalit di lucro individuali, per ottenere facilitazioni nella vita e nella carriera profana e per affermarsi nella vita politica.
“La Massoneria è sempre viva e perciò sempre attuale quando fa Massoneria; è sempre in ritardo e sempre battuta quando la protende a forza politica, a centro di potere, a scuola ideologica” .
Dopo il forzato assonnamento, si parla nel rapporto riservatissimo del Commissario Capo di P.S. Giuseppe Dosi presso il Center Intelligence Corps, il 9 febbraio del 1946, scriveva al punto : “ 5) A Roma assicurasi trovasi presso Piazza Ungheria una loggia massonica femminile appartenente alla Massoneria di adozione che ammette le donne e della quale è Venerabile una professoressa 70 enne.”
In Italia c’erano donne che avevano
brevetti massonici del Rito Filosofico Italiano,
del DROIT HUMAIN e di
altre Gran Logge o Obbedienze Miste che si erano
estinte nelle varie fusioni o proseguivano come
Miste , che bussavano alle porte dei Templi
delle Massonerie Italiane di R.S.A.ed
A.
Il R.S.A.ed A.,
a differenza della massoneria simbolica,
aveva attinto gli alti gradi da una tradizione
lontana, non artigianale ma cavalleresca e
aristocratica. La prima loggia di maestri
scozzesi si riunì a Londra nel 1733 tre anni
dopo che il cavaliere Andrè Michel Ramsay,
precorritore dei Riti Scozzesi, veniva iniziato
Libero Muratore.
Nel 1762 con la promulgazione delle Costituzioni di Losanna e delle Costituzioni di Federico II di Prussica la fisionomia del rito era in gran parte completa. Ufficialmente, però, il primo Supremo Consiglio del Rito Scozzese fu eletto a Charleston nella Caroline del Sud (U.S.A.) il 1801; il secondo, a Parigi nel 1804. In Italia il primo Supremo Consiglio fu costituito a Milano nel 1805.
Il Rito Scozzese non ha mai riconosciuto la Massoneria Mista o una Massoneria Femminile, ma uomini con alti gradi hanno sempre favorito, almeno in Italia dal dopoguerra fino ai nostri giorni, la nascita di una Massoneria Femminile, perché ritenuta priva di discordie o peggio, che affliggono invece, ancora largamente, la o le Massoneria maschile.
Scriveva GINO PELAGGI 33 sul Notiziario del 1948 del “SUPREMO CONSIGLIO D’ITALIA DEL 33 ED ULTIMO GRADO DI R. S. A. ed A. PER L’ITALIA, SUE COLONIE E DIPENDENZE”:
“Quali i rapporti che i Supremi
Consigli regolari di Rito Scozzese possono avere
con la Massoneria Femminile? Senza dubbio
fraterni, pur se necessariamente soltanto
ufficiosi fino a quando il CONVENTUM
INTERNAZIONALE non avr adottata
una determinazione, che noi pensiamo, per le
ragioni anzidette, debba condurre al
riconoscimento delle Logge femminili.
Si dir che i Landmarks parlano di “uomini”;
che gli old charges si riferiscono solo a “fratelli”
ed, analogamente, le Costituzioni Anderson del
1717 e di Federico di Prussica del 1786; mentre
le dichiarazioni di principi, approvate nel
Conventum di Losanna del 1875, sancendo che la
“Massoneria è aperta agli uomini di
tutte le nazionalit ”, sembra
escludere le donne.
Anzitutto le Costituzioni di Anderson, quando,
al n. 4, parlano dell’iniziazione, fanno
riferimento a persona di et non
inferiore ai 25 anni, senza quindi distinzione
di sesso.
Ma, a prescindere da ciò, a noi sembra
inconsistente sottigliezza quella di voler
inferire da una locuzione adoperata al maschile
un divieto per le donne, che avrebbe dovuto
essere, nel caso, sancito espressamente; mentre
usualmente si adopera il maschile: sicchè “uomo”
diventa, nel linguaggio comune, quando il
vocabolo viene adoperato in senso generale,
sinonimo ed equivalente di “individuo”,
parola, quest’ultima, che non consente
distinzione di sesso.
Pur se nelle Grandi Costituzioni non si accenna
alle donne, da ciò volendosi desumere il
divieto di iniziarle, nulla impedisce che il
Conventum apporti una modifica in senso positivo
ed esplicativo. Il mondo cammina e si evolve e
questa realt , che è nella legge del
progresso, consigliò appunto Federico II di
sancire che le Costituzioni possano essere
modificate nel Congressi Internazionali, come
infatti si fece a Losanna nel 1875. Solo i
Landmarkes sono intangibili; ma essi consentono,
come abbiamo visto, una interpretazione la quale
non è di ostacolo alla soluzione auspicata.
E’ questa, quindi, una questione che dovr
decidere il Conventum e tre soluzioni si
presentano: o l’esclusione, o l’ammissione
delle donne nelle Loggie insieme con gli uomini,
o la costituzione di una vera e propria
Massoneria femminile. Noi siamo per quest’ultima
determinazione, che varrebbe ad evitare da una
parte, gli inconvenienti dannosi derivanti dall’assenza
delle donne nelle Officine, e dall’altra
l’ eterossia di un Rito Misto che, almeno
come tale, non potrebbe essere riconosciuto,
perché contrastante col tradizionalismo
scozzese.
Si stabilirebbero, di comune accordo, i rapporti
che dovrebbero intercorrere tra gli Ordini
maschili e femminili, eliminando interferenze e
vincoli di dipendenza; ma dovrebbero consentirsi
almeno lo scambio di visite che servirebbero per
cementare i vincoli di comune fraternit .
Così le donne, che dovrebbero, naturalmente,
modellare i loro lavori con lo stesso rito,
costituendo sia la Gran Loggia che il Supremo
Consiglio, avrebbero il vantaggio di lavorare in
un clima di omogeneit , particolarmente
dedicandosi, secondo le loro speciali
attitudini, alle opere esistenziali, evitando l’imbarazzo
della egemonia maschile, che finisce sempre con
l’affermarsi nelle Loggie miste,
cagionando una prevalenza di sesso ingiusta ed
inopportuna.”
Su iniziativa di alcune Obbedienze che si richiamavano a “PIAZZA del GESU’” (fondata dal Pot.mo SAVERIO FERA nel 1908), fu sponsorizzata gi nel lontano 1945 con il gruppo della REGGENZA , una GRAN LOGGIA FEMMINILE.
All’ombra del GRUPPO di PALAZZO BRANCACCIO (1946),-MASSONERIA UNIVERSALE DI R.S.A.A. Piazza del Gesù - Sovr.: Gran.: Comm.: Gran Maestro ANDREA FINOCCHIARO APRILE 33.: ( ove confluirono i Fr. M. Spasiano e E. Donvito del DROID HUMAIN) , ebbe “Luce” la:
COMUNIONE ITALIANA della
MASSONERIA FEMMINILE
GRAN LOGGIA NAZIONALE
FEMMINILE d’ITALIA di R. S.A.ed
A.,
Dopo la mozione votata dal Congresso massonico femminile tenutosi in Roma il 18.03.1951 E.:V.:…. Omissis…… fu approvato:
Art.1°) E’ autorizzata la creazione di un Triangolo di Sorelle massone investite del 33.: ed ultimo grado in Italia col comando di erigere e costruire una Piramide scozzese femminile;
Art.2°) A comporre il predetto Triangolo sono chiamate le Pot.: Sorelle Amelia Donvito, Elettra Ruffoli E Bice Rinaldi, Fondatrici Della massoneria femminile dei gradi simbolici in Italia che saranno investite nelle forme del rito.
Art.3°) A rappresentare i Grandi Ignoti nel Governo del Rito e dell’Ordine femminile in Italia, sedente in Roma, sono designati gl’Ill.: e Pot.: Frr.: Finocchiaro Aprile 33.:, Spasiano Mario 33.: ed Ezio Garibaldi 33:.
L’operato e l’attivismo decennale delle sorelle, anticipò di molto la costituzione in Francia, della Gran Loggia Femminile di Francia (1952) e fu prima massoneria tutta al femminile che adotto tutti i gradi della Piramide Scozzese del R.S.A. ed A. (dal primo al trentatreesimo grado) in piena ritualit , non come ancora oggi succede (anche per gli uomini) con il dare i gradi Scozzesi in modo virtuali. Un primato che viene riconosciuto oggi dalle sorelle francesi della:
GRANDE LOGE FEMININE
DE FRANCE
60, rue Vitruve- 75020 Paris
che hanno assunto il ruolo di Gran Loggia Madre, diffondendo o regolarizzando le logge femminili in tutta l’Europa, rilasciando patenti di “regolarit ” alle Grandi o Piccole Logge Femminili. Dai primi anni del 1960, le sorelle francesi hanno portato la "Luce massonica" su tutta l'Europa e non solo, hanno creato dei centri di collegamento internazionale che riunisce tutte le Obbedienze Femminili quale il C L I M A F - Centre de Liaison International de la Maçonnerie féminine .
La Gran Loggia conta oggi più di 11.000 sorelle, presenti in più di 300 logge.
La GRAN LOGGIA NAZIONALE
FEMMINILE d’ITALIA di R. S. A .ed A.,
visse subito dopo la fine della seconda
guerra, e si estinse quando questo gruppo
massonico di-Palazzo Brancaccio - confluì nel
GOI nel 1958.
Al tempo, nessuno contestò all’avvenuta
“fusione”, la presenza degli alti
dignitari scozzesi nelle logge di sorelle
massoni, tutto di pubblico dominio.
Sempre, tra i gruppi che legittimamente o illegittimamente , si richiamavano a “Piazza del Gesù feriano”, ebbe grande scalpore , dieci anni prima, siamo nel 1948 l’affissione e la diffusione nelle grandi citt d’Italia diretto alle Sorelle a firma Agata Astuni 3∴ della
GRANDE LOGGIA MASSONICA
DELLE DAME
DEL RITO MODERNO DI ADOZIONE
(RIFORMATO)
SOTTO GLI AUSPICI DEL SUPREMO
CONSIGLIO
UNIVERSALE DELLA MASSONERIA
DEL RITO DI YORK
E SCOZZESE
ANTICO ED ACCETTATO
(CONGLOBATO) - ROMA
Gran Maestro: CONTE PIETRO ASTUNI MESSINEO 33∴e Gran Maestro Aggiunto: Marchese Enrico Spasiano di Sarno 33∴
La Sorella era figlia del gran maestro.
Uno dei pochi fratelli del legittimo Supremo Consiglio del RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO di PIAZZA DEL GESU’ FERANO.
Gran Loggia Femminile, che lavorava accanto alla GRAN LOGGIA UNIFICATA ITALIANA DELLA MASSONERIA DEL RITO DI YORK E SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO (CONGLOBATO) – ROMA. Denominazione assunta dal 20 APRILE 1947, per differenziarsi dalla fungaia Massonica in Italia, dopo la “Liberazione di Roma”.
Riportiamo interamente il manifesto:
“DONNE ITALIANE, SORELLE∴
Dopo la spaventosa tempesta della guerra che ci ha strappato lembi di carne viva, dopo i lutti dei nostri cuori e le sventure della nostra Patria, gli Italiani non si riconoscono Fratelli nel nome della Gran Madre comune e si dilaniano sanguinosi in lotte fazione.
SORELLE∴ DONNE ITALIANE TUTTE
Leviamoci non per gridare il nostro sdegno e
la nostra disperazione, ma per tendere le mani e
l’animo ad un’opera di bene.
Nel nome di colore che non sono più, nel nome
degli Innocenti che si affacciano alla vita, per
tutti i dolori e per tutte le lagrime delle
madri, delle sorelle, delle figlie, delle spose,
armate soltanto d’amore, gettiamoci tra i
contendenti e gridiamo loro: Fratelli, Fratelli
nostri, via l’odio e il furore, pace!
In ogni casa, presso ogni focolare, vicino ad
ogni capezzale, nelle scuole e nelle fabbriche,
nei negozi e per le vie, Donne d’Italia,
Sorelle di dolore e d’amore, diciamo la
nostra parola, gettiamo la nostra invocazione,
gridiamo la nostra passione: Uomini, fratelli d’Italia,
amatevi! Pace fratelli!
E così sia!
Per le RR. Loggie
Femminili d’Italia AGATA
ASTUNI 3∴”
Le Sorelle si riunivano e lavoravano, separatamente dagli uomini e conseguivano fino al Terzo Grado.
Scriveva il Gran Maestro CONTE PIETRO ASTUNI MESSINEO 33∴nel 1958:
…” La donna, dunque, maturatasi
ha portato in Massoneria le sue virtù
fondamentali, che la distinguano da quelle
maschili, completate dalle virtù acquisite e
nobilitate, in questi ultimi tempi, dalla
coscienza profonda patriottica e da convinzioni
di natura squisitamente politica.
Per queste ragioni, le passioni turbinose, il
bisogno di dedizione e di sacrificio, la
sentimentalit che sono pertinenti alle
donne, sono oggi disciplinate, direi quasi,
frenate: cosicché esse, selezionate –
come del resto si procede per i profani che
chiedono l’accessit – portano alla
Massoneria quelle doti tese verso l’Umanit ,
la Patria, la Giustizia in un equilibrio
veramente benefico.
Si pensi che quando l’Umanit si
è appressata alle vette la donna ha mostrato
fedelt e devozione alle opere edificanti
dell’uomo. Oggi, le opere edificanti nell’Ordine
Massonico non sono solo dell’uomo, ma
anche della donna sorella, non concorrente.”
La presenza delle Donne nella ricostituita “casa Madre feriana”, che prendeva la denominazione di
MASSONERIA UNIVERSALE
SERENISSIMA GRAN LOGGIA
NAZIONALE ITALIANA
DEGLI ANTICHI LIBERI
ACCETTATI MASSONI
di R.S.A.A, Comunione
di PIAZZA del GESU’
n°47 - Roma
(denominazione del tempo)
che dopo la scissione avvenuta nel suo interno nel 1961, diede vita alla più numerosa Obbedienza Mista europea e ad altre di entit molto più piccole, pur rimanendo ufficialmente d’essenza maschile diversamente dal DIRITTO UMANO. Nella “Massoneria Mista” o “Co-Masonry” le donne sono ammesse allo stesso titolo degli uomini, e non ha nulla in comune con la “Massoneria d’Adozione”.
Il primo gruppo sotto la guida del Gran Maestro Tito Ceccherini, con atto notarile del 13 giugno 1964, si costituì in associazione civile democratica con il titolo di "MASSONERIA UNIVERSALE di RITO SCOZZESE ANTICO ed ACCETTATO -SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE ITALIANA degli AA. LL. AA. MM. - COMUNIONE ITALIANA", e richiamava la propria storica discendenza e legittimit al Gruppo di Manfredi De Franchis (Via dei Gracchi) che con atto notarile del 9 febbraio 1948 , aveva adottato il titolo di: "MASSONERIA di RITO SCOZZESE ANTICO ed ACCETTATO per l'ITALIA.
I contrasti Massonici che ne seguirono, tra i due gruppi, giunsero anche in sedi giudiziarie. Il Dr. Pietro Piacentini e il Dr. Tito Ceccherini diffidano i Signori Giovanni Ghinazzi, il Dr. Alessandro Lagi e l'Avv. Enzo Milone all'uso del nome " SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE ITALIANA degli AA.LL.AA.MM o MASSONERIA UNIVERSALE di RITO SCOZZESE ANTICO ed ACCETTATO - COMUNIONE ITALIANA". Diffida del 27 giugno 1967 notificata il 30 giugno 1967.
Dopo un tentativo bonario di risanare il
tutto, ad opera dell'Avv. Vincenzo Milone, il
Generale Ghinazzi, si tutela e costituisce
l'Associazione denominata "CENTRO SOCIOLOGICO
ITALIANO (C.S.I.).
Con rogito notarile del dott. Vittorio Torina
notaio in Roma in data 26 Febbraio 1968, rep. N°
47757 racc. 1758, registrato a Roma al 1°
Ufficio Atti Pubblici il 7 Marzo 1968 al n°
3025 vol. 950, in prosieguo chiamato anche
"CENTRO SOCIOLOGICO
ITALIANO di ROMA".
La svolta nella Serenissima, come abbiamo scritto, non avviene, alla fine del 1955, con la confluenza in essa del Gruppo Massonico che faceva capo a GIUSEPPE ZUCCARELLO, vecchio 33 del Supremo Consiglio della FEDERAZIONE MASSONICA UNIVERSALE di R.S.A.ed A. (Costituitasi nel 1945), come erroneamente scrivono tutti gli storici di massoneria , errore imperdonabile per gli “eredi” o chi si richiama a Piazza del Gesù n.47.
Questa famiglia, che gi aveva statuito l’ iniziabilit delle donne nel 1953, - ma non ne detiene la primogenitura - era quasi esclusivamente costituita da Fratelli e Sorelle siciliani. Essa aveva avuto Sede prima in Via Sardegna, poi in Viale delle Milizie e infine in Viale Regina Margherita al n. 270.
L’uomo che ne fu il fautore per una presenza femminile stabile nei Templi, in una Comunione Massonica solo di uomini che vantava e aveva riconoscimenti del Rito Scozzese internazionale, fu il Gran Maestro Fr. Tito Ceccherini della
SERENISSIMA GRAN LOGGIA
NAZIONALE ITALIANA
DEGLI ANTICHI LIBERI E
ACCETTATI MASSONI
GRANDE ORIENTE SIMBOLICO
DELLA NAZIONE ITALIANA SEDENTE IN ROMA
– Piazza del Gesù N°47
(denominazione del tempo)
nella stessa, vi era un gruppo di donne
capeggiato dalla giornalista Sor∴ GIOVANNA
OLMI, ascoltata amica e collaboratrice
del Gran Maestro ,la prima donna a coprire ruoli
direttivi entro la Serenissima.
Dal suo impegno e con l’aiuto di un’altra
Sorella, attivissima anche ai giorni nostri, la
Sor. TERESA LEONE DE MAGISTRIS,
sposa dell’Avv. ENZO
MILONE, il 20 Giugno 1957 E.V.,
nacque la Loggia esclusivamente femminile
la R∴L∴:”TERESA CONFALONIERI“
all’Oriente di NAPOLI.
L'italia un teatrino REALE :)
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Vittorio Emanuele: ‘I poteri occulti
contro di me. La puttana di ieri sera deve
avermi fatto il malocchio’
di Marco Vicari
Conferenza stampa di Vittorio Emanuele di
Savoia: ‘Contro di me poteri occulti. La
puttana di ieri sera deve avermi fatto il
malocchio’
(nella foto: Vittorio Emanuele con uno di quei nuovi fans della monarchia che lo seguono ovunque)
Contro il re ci sarebbero dunque dei poteri occulti. Alcuni parlano del fantomatico cavaliere puttaniere, altri del drago biscazziere, altri degli gnomi nel telefono che si divertono a intercettare
In effetti in questi mesi ci sono stati duri attacchi a casa Savoia, la famiglia reale che tanto ha fatto per l’Italia. Tipo: rilanciare l’immagine del porto di Brindisi:
"Stanco del solito fascismo? Fuggi da Brindisi! Porto di Brindisi: per una fuga regale!"
I Savoia sono fuggiti dall’Italia quando c’era il fascismo e sono rientrati col governo Berlusconi. Han detto: ‘Caspita: Non è cambiato nulla!’
Sono fuggiti lasciando l’Italia in preda al fascismo, ma poi sono rientrati perche’ abbiamo MODIFICATO LA COSTITUZIONE per loro. Gia’: art 1 "L’Italia e’ una monarchia fondata sui videopoker truccati"
Abbiamo fatto proprio bene a ritoccare la Costituzione per poterli riavere in Italia. Appena ha saputo che rientrava il principe, la Bella Addormentata si è presa un Valium come rinforzìno
Giorni fa la conferenza stampa di Vittorio Emanuele. 3 file di monarchici a salutarlo: hanno teso il braccio destro in alto e poi sono subito fuggiti
(E’ possibile che nel 2006 esistano ancora i monarchci? Lo sanno che, oggi come oggi, perfino la regina Elisabetta al discount non ha più i suoi 4 cavalli a tirarle il carrello?)
Vittorio Emanuele ha detto: ‘Voglio parlarvi di giustizia. Ieri sera ne parlavo con il gatto con gli stivali…’
E poi di nuovo: ‘Voglio parlarvi della mia fiducia nella giustizia: ho proposto ai miei giudici di guidare il mio calesse’
Poi e’ tornato sui poteri occulti . La massoneria sarebbe contro Vittorio Emanuele: infatti da quando e’ rientrato, non si capacita di come non gli abbiano ancora rinnovato la tessera della P2
Sulle intercettazioni che lo riguardano Vittorio Emanuele avrebbe invece detto: ‘Le intercettazioni estrapolate dal contesto danno un senso diverso da quello che avevo detto. Quando sui giudici francesi dico ‘Li ho fregati’ , stavo in realt facendo una citazione medievale che non rispecchiava il mio pensiero’
Durante la conferenza stampa Vittorio Emanuele ha sparato a un lampadario per una lite (Vittorio Emanuele aveva chiesto al lampadario di spegnersi ma questo non voleva farlo). Morto un giornalista 19enne per un proiettile sbucato dal nulla
… Precisiamo questa storia per chi non la sapesse: all’isola di cavallo Vittorio Emanuele spara a un suo amico. Poco piu’ in la’ muore per un proiettile un 19enne tedesco che dormiva nella sua barca. (La mia teoria: il 19 enne si è sparato da solo, non appena si e’ accorto che aveva così vicino Vittorio Emanuele)
Su questa storia tempo fa è emersa una intercettazione in cui Vittorio Emanuele dice dei giudici francesi che lo hanno giudicato: ‘Li ho fregati’…Dall’Italia sono partite richieste alla Francia: ‘Riaprite l’inchiesta!’. Ma la Francia ha risposto: ‘Abbiamo gia’ la Gioconda e Monica Bellucci. Vittorio Emanuele potete tenervelo’.
Su questa storia Vittorio Emanuele e’ stato prosciolto 2 volte in Francia. Infatti in conferenza stampa ha detto ai giornalisti: ‘Il proiettile che ha preso il ragazo non era il mio. Era un proiettile che il ragazzo aveva conosciuto poco prima in discoteca e che lui stesso aveva invitato poi sulla barca’
P2, traffici internazionali d’armi, e un19 enne che muore in circostanze misteriose, proprio vicino a dove lui ha appena sparato…. I giornalisti non dovrebbero andare a sentire le sue "conferenze stampa" dove dice di essere perseguitato dai poteri occulti. Perchè è umiliante: per loro riportare certe cose e per noi venirle a sapere… Intanto gli Ufo hanno fatto sapere: ‘E’ vero perseguitiamo Vittorio Emanuele. Appena gli abbiamo dato la licenza per i videopoker su Marte, la nostra civilt è scomparsa’
Marco Vicari
Italy's Black Prince:Terror War Against the Nation-State
This article appears in the February 4, 2005
issue of Executive Intelligence Review.
Italy's Black Prince:
Terror War Against the Nation-State
by Allen Douglas
The Black Prince and the Sea Devils:
The Story of Valerio Borghese and the
Elite Units of the Decima Mas
by Jack Greene and Alessandro Massignani
Cambridge, Mass.: Da Capo Press, 2004 284 pages,
hardcover, $27.50
The career of the Roman "Black Prince," Junio Valerio Borghese, gruesomely illustrates how virtually all modern "international terrorism" and all assassinations of heads of state and government such as President John F. Kennedy, former Italian Prime Minister Aldo Moro, or the numerous attempts on France's President Charles de Gaulle, derive from the postwar Nazi International, sponsored by the Anglo-American-led Synarchy and its intelligence services. To trace all the ramifications of that career, is to open a door onto the centuries-old highest level of the financial oligarchy—the Synarchy: the aristocratic families of the "black nobility," the Sovereign Military Order of the Knights of Malta, and the heirs of what Pope John Paul I called the "ancients" of Venice.
The fascist Borghese founded Mussolini's elite naval warfare squadron, which he turned into a savage irregular warfare unit in northern Italy by the end of World War II. Picked up by Allen Dulles, James Jesus Angleton, and other anti-Franklin Delano Roosevelt operatives of the U.S. Office of Strategic Services (OSS), Borghese and his men would be involved in every major postwar coup attempt or terrorist outbreak in Italy until 1970, when he fled to Spain after the failed coup attempt most closely associated with his name. From Italy, and then while in Spain, he maintained connections all over Europe and with the bloody Operation Condor torture-and-murder syndicate in Ibero-America. An examination of Borghese's career enables one to peer beneath the surface of terrorism and spectacular assassinations, into the netherworld whence these actions are launched: where international high finance; ancient aristocratic families; pro-fascist elements of the Curia of the Catholic Church; leading fascists of the Hitler-Mussolini era; and the Anglo-American intelligence services, in particular those of NATO, are all unified in a war against the modern nation-state.
The British and U.S. intelligence services' files on Borghese are still classified, as are the Borghese family archives in the Vatican after 1922, when Mussolini seized power. The present book is the first biography of Borghese in English. When correlated with other recent exposés of Gladio, the post-World War II NATO "stay-behind" network in Europe, and when all are situated within the work of Lyndon LaRouche and his associates on the Synarchy, it is a notable contribution to unmasking international terrorism, though the book's authors are perhaps not always aware of the full implications of what they present.1
Borghese belonged to a principal family of Rome's ostensibly Catholic "black nobility," many members of which claim descent from the elite of the Roman Empire. Numerous Popes and cardinals came from the Borghese and allied families, such as the Pallavicini, the Colonna, and the Orsini; these families maintained enormous power into the 20th Century, and still today, in the Curia, the administration of the Vatican. Their faction within the Church helped construct the infamous "rat-line"—run, in part, through monasteries and convents—which spirited thousands of Fascists and Nazis out of Europe after the war, into Ibero-America, Asia, and the Middle East.
Whether the Borgheses indeed originated with the Roman Empire, as they claim, or only rose in the early 16th Century, as records suggest, they could boast of one Pope, Paul V (Camillo Borghese, reigned 1605-21), and several cardinals, while a Borghese prince married Napoleon's sister. They lost their fortune in the 19th Century, and thus the 20th Century saw Junio Valerio Borghese going to war.
In the first half of the book, naval warfare specialists Greene and Massignani recount the development of Italian naval irregular warfare on the eve of World War II, which involved light craft, frogmen, and sabotage. Borghese was an innovator in this field, beginning with his sabotage efforts for Franco during the Spanish Civil War of the late 1930s. He founded Mussolini's naval special warfare unit, the Decima MAS, commonly known as the X MAS. (MAS was originally an acronym for Motoscafi Anti Sommergibili, anti-submarine motorboats, but soon became the generic term for any light craft.)
The X MAS was a kind of personal squadron of Italy's Venice-centered oligarchy, staffed by officers from leading noble families. One of them was the nephew of Italy's royal House of Savoy, Prince Aimone of Savoy, the Duke of Aosta. The X MAS thus mirrored the oligarchical coloring of the OSS, where the leadership was so dominated by bluebloods, such as Wall Street's pro-fascist Allen Dulles, that it earned the sobriquet "Oh So Social." The two organizations were destined to collaborate closely.
Its aristocratic pedigree enabled the X MAS to operate as largely independent from Mussolini. As Greene and Massignani note, "Key personnel inside the X MAS were of noble stock, and this enabled them to win the support of top-level officers. It also made it possible for them to be in direct contact with the companies that supplied and developed craft, new weapons, and equipment for the flotilla."
Soon after taking power in mid-1943, the new royalist Italian government signed an armistice with the Allies. The royalists captured Mussolini in July, and held him in a remote prison in the Appenine Mountains. He was freed in a daring raid (so the story goes), led by Hitler's chief commando, Otto Skorzeny, who was later to become, like Borghese, a kingpin of postwar international terrorism. The Nazis disbanded Italy's army and sank most of its navy, so that they could not be used against them, but some diehards, notably Borghese and his X MAS, chose to fight on for fascism. Many other Italians were organized by Italy's political parties, including the Communist Party, into partisan warfare bands, which fought both the Germans and Mussolini's 1943-45 Nazi-run rump Salò Republic in northern Italy. Hitler's henchman for the German occupation of northern Italy, SS Gen. Karl Wolff (formerly Himmler's private secretary), ordered Borghese and his X MAS to move onto land, where they became infamous for anti-partisan warfare, including the systematic use of torture and the summary execution of Italian civilians as a "lesson" to the partisans. Greene and Massignani report that in the 600 days of the Salò Republic, the X MAS raised a force of 50,000 men, and that in the bloody civil war which followed the armistice, probably more Italians died than in the entire war before then.
The X MAS was nominally committed to the Salò Republic; however, it never swore allegiance to Salò, and never flew any flag but its own. Reports flooded back to Mussolini that Borghese was maintaining contact with all sides, so Il Duce had Borghese arrested in early 1944, though he soon released him. Indeed, Borghese had either established contact or worked with: the SS security service (Sicherheitsdienst), with which he worked closely; the Abwehr (German army counterintelligence); the Italian royalist government; British Secret Intelligence Service; James Jesus Angleton, chief of the OSS counter-espionage branch in Italy; and Allen Dulles, OSS Berne, Switzerland station chief. He also met several times with SS General Wolff.
Wolff and Dulles plotted the Anglo-American redeployment of fascist operatives after the war, among them Borghese. Indeed, Wolff declared, "Where the person of Borghese and his Decima Mas is concerned, I have spoken several times . . . with a representative of Mr. Dulles." In late 1944, Rome's black aristocracy asked the Allied military governor in Italy, Vice Adm. Ellery Stone, to intervene in favor of the "terrible boy," Junio Valerio. A friend of the Borghese family and lover of a Roman baroness, Stone needed little convincing. As the partisans closed in on Borghese in May 1945, Stone instructed Angleton to warn him, which the latter did personally. On May 19, the Americans formally arrested Borghese, thus saving him from scheduled execution by a partisan firing squad.
A Brief Hiatus
The Americans and the British showed a keen interest in the X MAS wartime activities, especially its Vega battalion, which had operated behind enemy lines. As one X MAS leader put it, foreshadowing Borghese's later deployment as part of Gladio, "For the Allies we were important because we had infiltrated the Communist bands, we knew their secrets and tactics and therefore developed the first anti-guerrilla procedures. . . . They wanted to know how we carried out the anti-communist war. . . . They wanted to exploit our knowledge." The Germans had also developed "stay-behind" units to function behind Allied lines in Italy, and the X MAS were almost certainly part of that operation as well. Several members of the X MAS were taken to the United States for debriefing.
Borghese's friends in high places ensured that the Allies would clear him of war crimes. The Italian government, however, demanded that the Allies hand him over for trial in Milan in late 1945. His friends again intervened, and his trial was transferred to Rome, where Dulles, Angleton, et al. had ensured that many of the old Fascist bureaucrats remained in office, and where the courts were much more conservative. After two years in prison, he was finally found guilty in early 1949 of collaborating with the Nazis (though not in war crimes) and sentenced to 12 years in prison. As one frustrated observer put it, "The crimes of Borghese's band were too obvious, and the verdict had to be life imprisonment. But the court, through a scandalous application of extenuating circumstances, pardons, and remissions, reduced the sentence." The judge then decided he had served enough time, and released him, an action that would have been politically impossible before Britain's Winston Churchill announced the beginning of the Cold War with his 1946 "Iron Curtain" speech in Fulton, Missouri.
Borghese's new career was about to begin.
A Universal Fascist
Shortly after his release from prison, Borghese became president of the Italian Social Movement (MSI) party, composed largely of former Fascists. The MSI was a mixture of "national" and "international" ("universal") fascists. Borghese was committed to the latter outlook, which today is openly espoused by neo-con Michael Ledeen, himself a protégé of a Mussolini Cabinet minister, the Venetian oligarch Vittorio Cini. Cini, in turn, was a key collaborator of the real architect of Mussolini's regime, its longtime Finance Minister, the Venetian Count Giuseppe Volpi di Misurata.
Greene and Massignani describe Borghese's universal fascism and its plans for a Europe free of nation-states, but "unified" under NATO: "Fascism in the postwar era was different from its pre-war variety. Although it had splintered into many different factions, it had two powerful drives. One was that it was anti-communist. It was this element that made Borghese acceptable to the mainstream parties and national secret services. He was ultimately pro-NATO, as was the rest of this wing of fascism. The other one was the realization that in the postwar environment no single European nation could stand up to the two superpowers, and hence, that Europe would be a third force. That is, Europe would be `opposed to the twin imperialisms of international communism and international finance capitalism, both of which were perceived as being materialistic, exploitative, dehumanizing' " (emphasis in original).
Borghese's "united Europe" was the scheme promoted, from the early 1920s on, by his fellow oligarch, the Venetian Count Richard Coudenhove-Kalergi, which became an explicit goal of the Synarchist International in the 1920s and 1930s. Today, the seed crystal of that "united Europe" has become the Maastricht Treaty-generated European Union and its European Central Bank. The same vision of a united Europe had also inspired Hjalmar Schacht, the financial architect of Hitler's regime, though Schacht viewed Hitler's conquest of Europe as the pathway to achieve it. It was also the vision for which the Synarchy deployed one of its most notorious agents of the 20th Century, Alexander Helphand Parvus. Parvus first financed the Bolshevik Revolution, and then, after it was victorious, became the most ferocious "anti-Bolshevik," proclaiming that only a "united Europe" could stop the communist menace.
Between the wars, this "united Europe" scheme was momentarily eclipsed by the "national fascisms" of Mussolini, Salazar, Franco, and Hitler, though all were installed by the same Europe-based, London-centered Synarchy. But, after the war, write Greene and Massignani, Borghese's universal fascism was the wave of the future, as well as the incubator of international terrorism. "In Italy, it was the Fascist faction that possessed the many international ties that stretched between Franco's Spain, South America, and South Africa. It was from this faction, too, that many of the acts of terrorism of the `Black International' sprung" (emphasis added).
NATO, Gladio, and International Terrorism
Postwar Italian politics may appear to be a wilderness of mirrors, with its rapid changes of government, multiple coup attempts, and spectacular outbreaks of terrorism. Going back to the Nazi occupation of northern Italy during World War II, however, to examine the various British, American, and Nazi actors and their respective ties to different Italian factions, the reality quickly becomes apparent: that the Anglo-American Synarchists merely replaced—and to a great extent subsumed—the Nazis and Mussolini's Fascists as the would-be fascist occupying power, locked in mortal struggle against those Italian patriots, both "conservatives" of the Christian Democracy and "leftists" of the Italian Communist Party, who wished to establish a sovereign Italy.
The battle for a sovereign Italy centered on economic policy. In 1950, forces around wartime partisan leader, later industrialist Enrico Mattei effected a radical shift within the ruling Christian Democracy, away from free-market policies toward a dirigistic program of rapid industrial growth. With an extraordinary series of state-sponsored corporations, and projects such as the Cassa per il Mezzogiorno (Southern Italy Development Fund) based on the model of U.S. President Franklin Roosevelt's Tennessee Valley Authority, Italy experienced an economic miracle, with annual growth of over 7% for almost a decade. A linchpin of this was the newly founded national oil company, ENI, which Mattei headed in a war for energy independence against the synarchists' Seven Sisters.
Enraged at Italy's developing sovereignty, the Anglo-Americans deployed terrorism and assassinations to stop it. Borghese's activities run like a black dye through all of this history, until he fled to Spain in 1970. Let us now examine the scene in which he was to be so prominent an actor.
Already during World War II, Allen Dulles and other Anglo-American Synarchists, who had sponsored both Mussolini and Hitler in the first place, were trying to negotiate a peace with the Nazis which would leave them in power, sans Hitler and a handful of others. This Nazi puppet-regime would then ally with the British and the United States to conquer the Soviet Union, establishing a Synarchist world empire. Dulles's negotiating partner SS General Wolff said that he wanted "to build a bridge to the West," which would entail handing northern Italy over to the Allied military forces, but with German troops remaining in place, as "part of the proposed police force of the Western powers against Russia."2
U.S. President Franklin Delano Roosevelt, by contrast, wanted to crush the fascist regimes, and foresaw a postwar world in which the colonial empires of all the European powers, starting with the British, would be abolished, and the United States and the Soviet Union—wartime allies—would cooperate in a grand program of global economic growth, into which the rest of the world would be drawn as well.
Dulles and his fellow Synarchists did not achieve their full scheme, but they did establish NATO as an occupation authority for Europe, which prepared for war against the Soviet Union. Lord Bertrand Russell's early 1946 call for pre-emptive nuclear warfare against the Soviet Union is typical. In the name of "fighting communism," Europe would be kept under AngloAllen Dulles American domination through NATO, and any and all means would be authorized toward that goal. Upon FDR's death in April 1945, the Synarchist puppet President Harry S Truman adopted these "anti-communist" schemes, which led immediately to the Cold War.
When the North Atlantic Treaty Organization (NATO) was established in 1949, a secret clause in its treaty specified that each nation that wished to join must first establish a "national security authority" to fight communism, including through the deployment of clandestine citizen cadres. This demand grew out of a secret committee set up by the British and the U.S. within the Atlantic Pact, the forerunner of NATO. Truman's National Security Council issued directives authorizing the Armed Forces to use military force against Communist Parties, which commanded strong popular support in several European countries as a result of the war, even if those parties gained participation in government through elections. For this purpose, NATO and the Anglo-American intelligence services set up "stay-behind" units in all European countries.
According to Italian Gen. Paolo Inzerilli, who commanded Italy's Gladio unit from 1974-86, the Clandestine Planning Committee (CPC) and its Allied Clandestine Committee (ACC) were the "interface between NATO's Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) and the Secret Services of the member states as far as the problems of non-orthodox warfare were concerned." The CPC, said Inzerilli, was dominated by an inner executive group of the United States, Britain, and France, while the ACC was essentially a technical committee to coordinate expertise in explosives, "repression," or related problems of clandestine warfare. Italian Gen. Gerardo Serravalle testified that the members of the CPC were the officers responsible for the stay-behind apparatus in the various European countries, and that "At the stay-behind meetings representatives of the CIA were always present," as well as "members of the U.S. Forces Europe Command."
The mid-1970s U.S. Congressional investigative committee under Sen. Frank Church, which examined illicit actions by U.S. intelligence services and the military, found that the Pentagon had requested the CIA's covert branch, the Office of Policy Coordination (OPC), to take the point in establishing stay-behind armies in Europe. The early plans were focussed on the Soviet Union, as the Church report noted: "Until 1950 OPC's paramilitary activities (also referred to as preventive action) were limited to plans and preparations for stay-behind nets in the event of future war. Requested by the Joint Chiefs of Staff, these projected OPC operations focussed on Western Europe and were designed to support NATO forces against Soviet attack." However, the Pentagon soon went much further. A Joint Chiefs of Staff directive of May 14, 1952 set up "Operation Demagnetize," in which the CIA and the military secret services were instructed to reduce the "magnetic attraction" of the large Communist Parties of Italy and France through all means, including "political, paramilitary and psychological operations." The directive stated, "The limitation of the strength of the Communists in Italy and France is a top priority objective. This objective has to be reached by the employment of all means. The Italian and French government may know nothing of the plan `Demagnetize,' for it is clear that the plan can interfere with their respective national sovereignty" (emphasis added).
Operationally, the stay-behind units were run by the military secret services of each NATO nation, as directed by the CPC/ACC. Some light was shed on Pentagon and NATO thinking of this time in a Pentagon field manual, found along with the lists of members of the elite Propaganda Due (P2) freemasonic lodge in P2 Grand Master Licio Gelli's villa in Arezzo, Tuscany in 1981. Although issued in 1970, Field Manual 30-31B (FM 30-31B) reflected earlier Pentagon and NATO planning. It emphasized that military and other secret service leaders in each country should be recruited as U.S. (or NATO) agents: "The success of internal stabilisation operations, which are promoted in the context of strategies for internal defence by the U.S. military secret service, depends to a large extent on the understanding between the U.S. personnel and the personnel of the host country. The recruitment of senior members of the secret service of the host country as long time agents is thus especially important."
This process began already in 1944-45, when the Anglo-American synarchists re-constructed Italy's military secret service and its military police, the Carabinieri. Some of the key individuals whom they installed or sponsored later turned up as members of P2, from where they oversaw the terrorism and assassinations of the late 1960s and 1970s, as well as the cover-ups. Like Borghese, some of these leaders had been recruited by Angleton himself. One of them was Federico Umberto D'Amato, chief of the UAR, a secret section of the Interior Ministry which coordinated the terrorist actions under NATO direction, in conjunction with the military secret services.3
Furthermore, stated the FM 30-31B, "There may be times when Host Country Governments show passivity or indecision in the face of communist subversion and according to the interpretation of the U.S. secret services do not react with sufficient effectiveness. Most often such situations come about when the revolutionaries temporarily renounce the use of force and thus hope to gain an advantage, as the leaders of the host country wrongly consider the situation to be secure. U.S. army intelligence must have the means of launching special operations which will convince Host Country Governments and public opinion of the reality of the insurgent danger." FM 30-31B was issued in 1970; coup attempts against the Italian government under precisely the circumstances it describes, were launched using Gladio personnel (including Borghese) that year, and three more times through 1974. The manual stressed, "These special operations must remain strictly secret. Only those persons who are acting against the revolutionary uprising shall know of the involvement of the U.S. Army in the internal affairs of an allied country. The fact, that the involvement of forces of the U.S. military goes deeper shall not become known under any circumstances."4
The British Role
As in virtually everything to do with imperial strategies, the relevant U.S. circles were being carefully guided by their senior partners, the British, under the old rubric, "British brains and American brawn." Gladio was modelled on the actions of the Special Operations Executive (SOE) behind enemy lines during World War II, which had been created by the British Ministry of Defence (MOD) in 1940 under orders from Churchill to "set Europe ablaze." In charge of the SOE was Minister of Economic Warfare Hugh Dalton, who said, "We have to organize movements in enemy-occupied territory comparable to the Sinn Fein movement in Ireland, to the Chinese Guerrillas now operating against Japan, to the Spanish Irregulars who played a notable part in Wellington's campaign or—one might as well admit it—to the organizations which the Nazis themselves have developed so remarkably in almost every country in the world" (emphasis added).
The SOE was closed down at war's end and replaced by the Special Air Services (SAS), which helped Britain's foreign secret service, MI6, to train the stay-behind armies of Europe. Gladio specialist Daniele Ganser of the Center for Security Studies at Zurich Technical University observed, "Many within the stay-behind community regarded the British to be the best in the field of secret warfare, more experienced than the military officers of the U.S."
The British set up a base for training stay-behind units at Ft. Monckton outside Portsmouth, England, and another in Sardinia. One of the stay-behind operatives trained at Ft. Monckton recalled, "We were made to do exercises, going out in the dead of night and pretending to blow up trains in the railway stations without the stationmaster or the porters seeing you. We crept about and pretended to lay charges on the right part of the railway engine with a view to blowing it up." In the Gladio-coordinated blind terror which ravaged Italy from 1969 through 1980, trains and railway stations were to be a favorite target, notably the 1974 bombing of the Rome-Munich Italicus Express, which killed 12 and injured 48, and the explosion in the Bologna rail station in August 1980, which killed 85 and seriously injured or maimed 200. Lyndon LaRouche first emphasized within hours of the Madrid train bombings of March 11, 2001 which killed 200 and wounded thousands more, that they were not the work of "Islamic terrorists," but followed the pattern of the 1980 Bologna bombing.
Vincenzo Vinciguerra, an Italian neo-fascist terrorist who was jailed for life and who had been bitter about the secret service's "manipulation" of neo-fascist groups ever since 1945, explained how Gladio (and any sister organizations) worked: "You had to attack civilians, the people, women, children, innocent people, unknown people far removed from any political game. The reason was quite simple. They were supposed to force these people, the Italian public, to turn to the State to ask for greater security. This is the political logic that lies behind all the massacres and the bombings which remain unpunished, because the State cannot convict itself or declare itself responsible for what happened."
After Prime Minister Giulio Andreotti exposed the existence of Gladio in 1990, the BBC's "Newsedition" undertook its own examination of Gladio. It reported in April 1991, "Britain's role in setting up stay-behinds throughout Europe was absolutely fundamental."
More crucial than the stay-behinds, were the secretive bodies which coordinated them, such as P2. Here, too, the British led the way. Already in 1944-45, the British set up a proto-P2 masonic lodge composed of House of Savoy monarchists, aristocrats, and Mussolini loyalists. A Jan. 2, 1945 OSS report noted: "The lodge is under British authority and will request their political and economic aid, things which the members cannot get through their respective parties without exposing themselves to accusations of being paid by the British."
NATO's Italian Theater
OSS official James Jesus Angleton saved Borghese in 1945, and then set up the clandestine structure in the Italian military and secret services, which produced the Italian section of Gladio. Angleton was a devout Anglophile and a pro-fascist, who had spent much of his boyhood in Italy, where his father, James Hugh Angleton, owned the Italian subsidiary of National Cash Register. The outspokenly pro-Hitler, pro-Mussolini senior Angleton also headed the U.S. Chamber of Commerce in Italy, and had extensive contacts with Mussolini's intelligence services. Some accounts report that he was a business partner of Allen Dulles. Both he and his son were to work for the special counterespionage unit of OSS, X-2, which had been set up at the demand of the British. Though it was nominally an American organization, the headquarters of X-2 for all of Europe, and even most of the globe, was London. X-2 was trained and de facto run throughout the war by the British, as its operatives were dispatched across Europe. From late 1943 through the first half of 1944, Lt. Col. James Hugh Angleton was X-2's liaison to Marshal Pietro Badoglio and other leaders of the Italian army, and to the army's intelligence service, building upon his excellent contacts in pre-war Italy.
The junior Angleton landed in Italy as an X-2 operative in October 1944. Borghese was one of his informants/agents from shortly thereafter, until the Italian government demanded that the OSS turn him over for prosecution. The U.S. mandated that the "operational resources" of the Italian police and all of the military intelligence and secret services be put at the disposal of X-2, which was led by Angleton. This, naturally, set the pattern for decades to come. Bespeaking his patronage by Dulles and the British, young Angleton rose from chief of the X-2 unit in Rome, to chief of all OSS counterespionage in Italy. By age 28, he was chief of all secret activity, intelligence as well as counterintelligence, in Italy for the Strategic Services Unit, the short-lived successor to OSS, and predecessor to the operational section of the CIA, which was established in 1947. In this he was aided immensely by the fact that many patriotic OSS officers, such as Max Corvo, head of OSS operations in Italy from 1943-45 and later a friend of Lyndon LaRouche, had been purged by the Dulles faction the day after FDR's death.
Essential to Angleton's activities, to the establishment of the first stay-behind units in Italy, and to the organization of the Vatican-linked "rat-lines" which smuggled fascists out of Europe at war's end, was the Sovereign Military Order of Malta (SMOM). The Rome-based SMOM was a nominally Catholic organization with membership drawn from the highest ranks of the European oligarchy, in particular Italy's black nobility. The SMOM awarded Angleton one of its highest decorations in 1946. A member of the "Black Prince's" family, S. Giacomo, Prince Borghese, had been a Bailiff Grand Cross of Honor of Devotion in the SMOM since 1932, while P2 founder Licio Gelli and several of his top members, including secret service heads, also belonged.
By 1949 Angleton was a special assistant to CIA chief Adm. Roscoe Hillenkoetter, and by 1955, CIA chief Allen Dulles (1953-61) had appointed him to head the counterintelligence department of the CIA. He held that post until he was fired by CIA chief William Colby in 1974, after having done untold damage to U.S. intelligence capabilities.5
As Angleton rose in U.S. intelligence, maintaining his close ties to Italy, NATO was constructing the foundations of Gladio. Under NSC directives issued in 1949 and 1950, the CIA helped the Italian police set up secret units of counterinsurgency specialists, largely drawn from veterans of Mussolini's secret police. A new military intelligence agency, SIFAR, was organized under the direction of a covert American intelligence operative, Carmel Offie, nicknamed "the godfather." Simultaneously, Borghese was organizing paramilitary units for use against the PCI, in coordination with CIA operatives under the purview of Angleton (who was formally assigned to Italy by Allen Dulles when Dulles became CIA chief in 1953). On Dec. 2, 1951, Borghese was named honorary president of the MSI, and in a speech to the party's convention, proclaimed that the MSI could not be "conscientious objectors" if the Cold War turned hot, as he expected. That same month, two MSI members travelled to NATO headquarters in Paris to swear their organization's allegiance to NATO. By 1952, the NATO-directed "Operation Demagnetize" was in place, and SIFAR was directed to adopt political and psychological operations against the PCI, including the covert use of armed force, to diminish the PCI's influence in all fields. The U.S. poured a staggering $4 billion into "anti-communist" Italy between 1948 and 1953.
Borghese and his old X MAS cadre figured prominently in these plans. Indeed, some people in U.S. intelligence had briefly toyed with the idea of promoting Borghese as a new King of Italy, until an uproar from the House of Savoy and its supporters forced them to drop the idea. The royalists and the MSI were often allies, and Borghese's X MAS had sometimes worked with the royalist Osoppo brigade during 1943-45. Greene and Massignani observe that, "Interestingly enough, the core of the future Gladio stay-behind organization started with the Osoppo partisans." Since Borghese's X MAS was also a chief recruiting ground for the early Gladio units, the wartime collaboration clearly continued.
In 1953, Borghese led some 500 MSI volunteers, among others, to launch an uprising in the north Adriatic city of Trieste, a city which was claimed by both Italy and Yugoslavia. Under the slogan "To Trieste with Valerio Borghese," Borghese re-enacted the 1919 march on Fiume by the fascist (and Martinist freemason) Gabriele D'Annunzio, a precursor to Mussolini's 1922 march on Rome. The neo-fascists acted on behalf of the "Committee for the Defense of Italians of Trieste and Istria," whose weapons were delivered by the Italian secret services. The following year, Trieste was returned to Italy.
In 1955, Borghese became president of the union of former soldiers of the Salò Republic, a key recruiting ground for Gladio. He was later to become one of the leaders of the "Tricolor Committee for the Italianity of the Alto Adige." The Alto Adige, or South Tyrol, in Italy saw one of the earliest known uses of stay-behind units. Though Italian territory, the area was German-speaking, and a fruitful area for promoting ethnic conflict.
In 1956, NATO formally established Gladio. According to documents discovered in Italy in 1990, Gladio's forces there were divided into 40 main groups, 10 specialized in sabotage, 6 each in espionage, propaganda, evasion and escape tactics, and 12 in guerrilla activities. A special Gladio training camp was set up on Sardinia, off Italy's western coast, run by the Americans and the British.
That same year, 1956, U.S. Ambassador to Italy Clare Booth Luce—a Dame of Malta and the wife of Time and Life magazine publisher Henry Luce, a key sponsor of the fascist Congress for Cultural Freedom—"recommended" a fellow SMOM member, Gen. Giovanni De Lorenzo, as the new head of SIFAR. In 1962, the CIA helped install De Lorenzo as head of the Carabinieri, while he still maintained control over SIFAR. He began purging officers deemed not sufficiently "anti-communist," in either his eyes or or those of U.S. military attaché Vernon Walters.
CIA Rome station chief William Harvey, meanwhile, was recruiting "action teams" to throw bombs and attack leftists. These teams launched an attack on a peaceful demonstration in Rome in 1963, leaving 200 people injured and heavy damage to part of the city. The action was later linked to Gladio, in testimony by a general of the secret service.
In 1963, Borghese became president of the Banco di Credito Commerciale e Industriale, a very high-paying "ceremonial post" which was designed to build up his capabilities. The bank had been the very first one owned by the Sicilian financier Michele Sindona, a Fascist during World War II, who later laundered heroin funds for the Sicilian mafia, and then became a power in P2. Borghese's bank was involved with a "vast sector" of conservative economic interests, including the son of Dominican Republic dictator Rafael Trujillo, Franco's Spain, and reactionary circles in the Vatican and the Christian Democratic Party. Ultimately the bank collapsed, but Borghese got off almost scot-free. "What is significant," write Greene and Massignani, "is that Borghese clearly had many contacts on a national as well as an international scale. These connections extended to very high levels. It also appears that the financial wherewithal that he needed to survive may have come from such sources after the end of the war." The authors also note that his career closely parallels that of former SS commando Otto Skorzeny in Spain.
Series of Coups
From 1962 to 1964, the Synarchy initiated a phase change in international affairs with the Cuban Missiles Crisis, the assassination of President John F. Kennedy (and Enrico Mattei), the attempts on France's President Charles de Gaulle, and the launching of the war in Vietnam and the youth rock-drug-sex counterculture, among other things. Italy was not exempt.
As Prime Minister Aldo Moro in 1964 was negotiating his first government with Socialist participation, the synarchists unleashed a coup threat under the name "Plan Solo." Its chief public figure was State President Antonio Segni, and Borghese was a protagonist.
The usual accounts of Gladio-related coup threats invariably emphasize Moro's "opening to the left" as the reason for them. However, there is another reason, internal to Italy itself (in addition to the global ramifications of a coup in Italy), but one which is entirely coherent with the Synarchy's attempt to stop Italy's economic development. This other dimension emerges clearly in the account of Plan Solo by EIR counterterrorism and Italian affairs expert Claudio Celani: "Segni, a right-wing Christian Democrat, was manipulated by an intelligence officer, Col. Renzo Rocca, head of the economic division of SIFAR, the military secret service. Rocca (who, after his stint at SIFAR went to work at the automaker FIAT in Turin [of the oligarchical Agnelli family—ed.]) reported to Segni that the financial and economic establishment predicted a catastrophic economic crisis, if the Socialists joined the government. In reality, a few large monopolies (in the hands of the same families who had supported Mussolini's regime) feared that the new government would introduce reforms to break their power in real estate, energy, finance, and economic planning."
Advised by Rocca, Segni called the head of SIFAR, Gen. Giovanni de Lorenzo, and asked him to prepare a list of political leaders to be rounded up in case of an insurgency. De Lorenzo prepared "Plan Solo," which included a list of 731 individuals to be interned at the Gladio camp in Sardinia. Greene and Massignani observe, "Supporting the Carabinieri were politically sanitized civilians largely made up of former Decima Mas, paratroopers, and soldiers and sailors of the RSI [Salò Republic]." "Borghese was De Lorenzo's friend" and was scheduled to personally participate in the coup, according to Remo Orlandini, a top Borghese collaborator and heir to a shipbuilding empire. The coup did not eventuate, leaving a very "angry Borghese."
In early May 1965, a meeting took place at the Parco Dei Principi Hotel in Rome, which Italian prosecutors consider the planning meeting for the 1969-74 "Strategy of Tension." It was sponsored by an institute run by the chief of the general staff of Italy's armed forces, on the theme of "Revolutionary Warfare." Participants plotted how the alleged threat by the PCI must be forestalled by "counterrevolutionary war." (The PCI's vote totals were generally rising through the second half of the 1960s.) Present were leaders of the fascist terror groups, Avanguardia Nazionale (AN) and Ordine Nuovo (ON), pro-fascist journalists, the military, and various secret services. One of the fascist journalists present was Guido Giannettini, also an operative of the Italian secret services, who four years earlier had taught a seminar at the U.S. Naval Academy on "The Techniques and Prospects of a Coup." Though Borghese himself was not present, his lieutenant Stefano Delle Chiaie, the nominal chief of AN, was. Delle Chiaie had probably been recruited by the UAR secret unit of Italy's Interior Ministry as early as 1960, and was to be Borghese's chief lieutenant in the 1970 coup plot.
During the 1960s through his coup attempt in 1970, Borghese either founded or was intimately involved in at least three fascist terror organizations: Delle Chiaie's AN; the ON; and the Fronte Nazionale (FN), which Borghese founded in 1968 for the sole purpose, according to a document of SID (as SIFAR was renamed after 1965), "to subvert the institutions of the state by means of a coup." Two of these were represented at the Parco Dei Principi meeting. All three were run by operatives of NATO or Italy's clandestine services, notably the UAR and SIFAR/SID. Borghese lieutenant Delle Chiaie was almost certainly a UAR agent, and "AN itself was suspected of being the creation of UAR." Greene and Massignani report that "many members of the FN, ON, and AN had been trained in disinformation and guerrilla warfare at the special [NATO] camp in Sardinia," while ON bomber Vincenzo Vinciguerra charged that the "right-wing movements such as AN or ON were not only connected with Italian and NATO secret services, but manned by them."
NATO interventions were not limited to Italy. In Greece in 1967, despite a wave of terror, the left-of-center Center Union under former Prime Minister George Papandreou was expected to return to power. On the night of April 20-21, 1967, the Greek military pulled a coup. It involved the Greek stay-behind army, LOK, and was based on the Prometheus plan, a NATO contingency plan for combatting a "communist insurgency." The coup was partially financed by P2's Michele Sindona, and, before long, Italians were being sent to Greece for paramilitary training.
By 1968, Gladio had stepped up its training at the NATO base in Sardinia. "Within a few years, 4,000 graduates had been placed in strategic posts. At least 139 arms caches, including some at Carabinieri barracks, were at their disposal," reported Arthur E. Rowse, who has examined Gladio's Italian operations in depth. Terrorism exploded in Italy, with 147 attacks in 1968, another 398 in 1969, and peaked at 2,498 in 1978. Borghese's efforts were a key part of this.
One of the first members of the FN, Borghese's project for a state "beyond the center, right and left," was P2 boss and Knight of Malta Licio Gelli. Like Borghese, Gelli had fought for Franco and Mussolini, and was recruited by SIFAR in the 1950s. Gelli was the "main intermediary" between the CIA and De Lorenzo.
In the FN, Borghese was known as "the Commander," and he established "action groups" all over the country. The FN (like the AN) had a two-part structure: "A" groups, which were the public side of FN, and clandestine "B" groups, whose existence was usually unknown even to the members of their respective A groups. The B groups were to be used in terrorism, in the "Strategy of Tension" aimed at producing a change in the Italian government, which exploded with the Piazza Fontana massacre on Dec. 12, 1969, in which 16 were killed and 58 wounded. Members of the Borghese-connected ON were arrested on suspicion of the crime, but cover-ups run by P2 and the secret services ensured their release.
The terror and coup attempts escalated after U.S. President Nixon took office in 1969. His National Security Advisor Henry Kissinger issued orders to Licio Gelli through Kissinger's deputy, Gen. Alexander Haig, and Gelli maintained many high-level contacts in the U.S. Republican Party. The synarchist Kissinger was bitterly opposed to a sovereign Italy. With the Socialist Party in the government at the time, the United States opened the financial spigots to "anti-communist" forces—including the neo-Fascist MSI—and poured in $10 million in 1970 alone. "The money funneled to [U.S. Ambassador Graham] Martin came through the Vatican banker and Borghese's friend and patron, Sindona," observe Greene and Massignani.
On June 1, 1970, Borghese appointed Delle Chiaie to head the "B" groups, and moved forward with plans for a coup. U.S. Ambassador Martin handled some of the funding, through his chief contact, Gen. Vito Miceli, who took over as head of the SID in October 1970. Before he became head of the SID, Miceli had met with Borghese several times at the home of Remo Orlandini, Borghese lieutenant and shipbuilding heir. Martin was no ordinary diplomatic appointee: The fiercely right-wing Colonel Martin had just come from the Embassy in Thailand, where he had strong-armed the Thai government into joining the United States in Vietnam, and he would leave Italy in 1973 to take up the post in Saigon. During 1970, Martin maintained multiple liaisons with Borghese, including through FN operative Pier Talenti, who owned a bus company that would be utilized in the coup attempt, and through probable CIA operative Hugh Fenwich, who was meeting with Orlandini.
Borghese set up the political and military headquarters for the coup in Rome, the military one at one of Orlandini's shipyards. On the night of Dec. 7, 1970, a group of 50 AN paramilitaries led by Delle Chiaie was let into the Interior Ministry's armory at the instruction of Angleton's old recruit, UAR head Federico D'Amato. According to newspaper accounts, Angleton himself arrived in Rome just before the coup attempt, and left just afterwards. Other troops moved into place in Rome, Milan, and elsewhere, and the mafia in Calabria was scheduled to don Carabinieri uniforms and play a role. Borghese prepared a statement to be read on TV to justify the coup, and he intended for Italian troops to be sent to Vietnam. At the last minute, he received a phone call and called off the coup.
Borghese fled to Franco's Spain, where his activities until his death in 1974 remain mysterious. It is known that he and Delle Chiaie met dictator Gen. Augusto Pinochet in Chile on April 29, 1974. Also present was the head of Chilean police intelligence, Col. Jorge Carrasco, a protagonist in Operation Condor's tortures and murder. Borghese died in Spain in 1974. Delle Chiaie said that he was poisoned, apparently because investigations into the 1970 coup were under way in Italy. After Franco's death the following year, Delle Chiaie left for Chile, to play a key role in Operation Condor, then continued that work in Bolivia, in conjunction with the infamous Gestapo chief Klaus Barbie.
NATO's Assassination Bureau
The extent of terrorism, assassinations, and the re-shaping of Europe's political landscape through Gladio and related, NATO-directed units is stunning.
However, a vital caveat must be added here. The apparatus behind the "strategy of tension" terror that destabilized Europe over much of the Cold War era, was first and foremost a private synarchist apparatus embedded in the NATO and national secret service organizations, including "official" clandestine agencies like Gladio. These "parallel" networks, populated by veterans of the wartime Fascist and Nazi apparatus, and associated with secret societies like P-2, and fronts like Rosa dei Venti and Nuclei di Difesa dello Stato, at times had their agents posted in top positions in the "official" structures, creating the dangerously tempting but false appearance that the official agencies per se—including NATO—were directing the terror/destabilization programs.
Confusion on this point is both dangerous and understandable. When the P-2 membership list was revealed in the early 1980s, following the death of banker Roberto Calvi, it became clear that the secret lodge had penetrated virtually the entire security apparatus and political party structures of Italy and several other countries of Europe and Ibero-America.
The carnage carried out by this "parallel" apparatus was stunning. In Italy alone, the chief theater of Gladio warfare, there were 14,591 "acts of violence with a political motivation," according to Italian Sen. Giovanni Pellegrino, head of the Parliamentary Committee on the Failed Identification of the Authors of Terrorist Massacres ("Terrorism Committee," in operation 1994-2001, which looked into both Gladio and the P2 lodge). "It may be worth remembering that these `acts' have left behind 491 dead and 1,181 injured and maimed, figures of a war, with no parallel in any other European country."
Besides NATO's Gladio base in Sardinia, logistical support for Gladio in Italy and France was run out of a NATO front in dictator Antonio de Oliveira Salazar's Portugal, Aginter Press, which also ran the stay-behind units there. It was headed by a former member of the anti-de Gaulle, pro-fascist Secret Army Organization (OAS), Yves Guerin Serac, who moved to Portugal after de Gaulle surrendered Algeria. Said Guerin Serac, belying the goals of his synarchist masters, "After the OAS I fled to Portugal to carry on the fight and expand it to its proper dimensions—which is to say, a planetary dimension." He outlined his plan to "defeat communism," using NATO-organized "communist terrorism" as the excuse:
"In the first phase of our political activity we must create chaos in all structures of the regime. Two forms of terrorism can provoke such a situation: The blind terrorism (committing massacres indiscriminately which cause a large number of victims), and the selective terrorism (eliminate chosen persons). This destruction of the state must be carried out as much as possible under the cover of `communist activities.' After that, we must intervene at the heart of the military, the juridical power and the church, in order to influence popular opinion, suggest a solution, and clearly demonstrate the weakness of the present legal apparatus. . . . Popular opinion must be polarized in such a way, that we are being represented as the only instrument capable of saving the nation. It is obvious that we will need considerable financial resources to carry out such operations."
Aginter Press's representative in Italy, according to the ON's Vincenzo Vinciguerra, was Stefano Delle Chiaie. Delle Chiaie "allegedly carried out well over a thousand bloodthirsty attacks, including an estimated 50 murders in Spain," according to Daniele Ganser.
In assassinations within Portugal or its colonies, Aginter Press worked with the Portuguese secret service, PIDE. According to Portuguese journalists, it was involved in the assassination of Eduardo Mondlane, president of the Mozambican Liberation Front (Frelimo) in 1969, and of Amilcar Cabral, national liberation leader in Guinea-Bissau in 1973. And, according to the most recent revelations from former Italian Sen. Sergio Flamigni, the "parallel" apparatus coordinated the kidnap and assassination of former Prime Minister Aldo Moro through its Red Brigades unit on March 16, 1978, the day on which a PCI-supported DC government under Giulio Andreotti was finally going to be sworn in.
Were the Synarchist networks infiltrated into the NATO and Gladio structures involved in other assassinations of heads of state or government, as well?
The Nov. 22, 1963 assassination of President John F. Kennedy was coordinated by the Rome and New Orleans-headquartered Permindex corporation, which French intelligence, SDECE, discovered had also put up $200,000 for an attempt on de Gaulle. Even a cursory examination of the hard-core fascist outlook and connections of most of the Permindex/CMC personnel, their numerous ties to high-level Anglo-American intelligence, along with their financial connections, leaves no doubt that Permindex and its Rome-based arm, Centro Mondiale Commerciale (CMC), were part of the parallel NATO/Gladio structure.
Permindex was registered in Berne, Switzerland, Dulles's old stomping grounds. It was chaired by a high-ranking veteran of the Special Operations Executive (SOE) and the OSS, the Canada-based lawyer and financier, Louis Mortimer Bloomfield, the majority shareholder in Permindex (who also owned 50% of CMC). Its board was a mélange of devout "anti-communists," aristocrats, and fascists of various intelligence pedigrees. These included Count Guitierez di Spadafora, former undersecretary of agriculture to Mussolini, secretary of a British-sponsored Sicilian separatist movement, and in-law of Hjalmar Schacht, the master financier of the postwar Nazi International; Carlo d'Amelio, a Rome attorney who oversaw the financial holdings of the House of Savoy, and, according to some accounts, also of the Pallavicini family, and was the founding president of the CMC; Giuseppe Zigiotti, head of the Fascist National Association for Militia Arms; several other wartime fascists; and former OSS London and SOE veteran Col. Clay Shaw, the operations officer for the assassination.
Permindex was chaired by Canada's Bloomfield, while its international arm, CMC, was based in Rome, and Clay Shaw's firm in New Orleans, International Trade Mart, was a subsidiary of Permindex/CMC. According to documents released through the Freedom of Information Act (FOIA), OSS veteran Shaw worked for the CIA, as well. There was ample evidence of Shaw's involvement in the assassination, for which he was indicted by New Orleans District Attorney Jim Garrison. Notably, one of the names found in Shaw's personal phone book was that of Princess Marcella Borghese, a member of the Black Prince's family. And one of the lower-level figures in the ambit of the plot, Dallas nightclub owner Jack Ruby (who assassinated patsy Lee Harvey Oswald), charged repeatedly in letters from jail, that "the Nazis and the Fascists were behind the Kennedy murder." According to the highly credible Torbitt manuscript, "Ruby was much more knowledgeable about the conspiracy than most."
Huge financial resources flowed through Permindex/CMC for no commercial purpose. Some of these funds, at least, were provided through banks which had earlier financed the Nazis, including one intimately associated with Allen Dulles from the time of his 1930s work with Nazi cartels, through to his 1953-61 stint as CIA chief. Some hints of where the money was going could be found in French and Italian press reports that CMC official Ferenc Nagy, the fiercely anti-communist former Prime Minister of Hungary, was financing Jacques Soustelle and the OAS, along with other European fascist movements; or in New Orleans District Attorney Garrison's observation about "Shaw's secret life as an Agency [CIA] man trying to bring Fascism back to Italy."6
NATO units were also involved in at least some of the numerous assassination attempts on France's President Charles de Gaulle in 1962-63, which was no doubt a factor in de Gaulle's withdrawing France from NATO's military command in 1966. France, after all, had been a key target of NATO's "Operation Demagnetize" in the 1950s, and the "anti-communist," bitterly anti-de Gaulle OAS operatives like Guerin Serac, were natural partners of NATO. Adm. Pierre Lacoste, director of the France's military secret service DGSE (1982-85), admitted after Andreotti had exposed Gladio's existence in 1990, that some "terrorist actions" against de Gaulle and his plans to liberate Algeria were carried out by groups involving "a limited number of people" from the French Gladio organization!
A five-year investigation by France's SDECE intelligence agency of a 1962 assassination plot against de Gaulle found that the assassination had been planned in the Brussels headquarters of NATO by a specific group of British and French generals, who employed former fascists for the planned wetwork.
And then, there is the case of Swedish Prime Minister Olof Palme, who was assassinated on Feb. 28, 1986 in Stockholm. While there is no hard proof that parallel Gladio networks were involved, it has been suspected by Swedish investigative journalists. On April 28, 1992, Sweden's top daily, Dagens Nyheter, carried the headline: "A Top-Secret Intelligence Network Within NATO Is Behind the Death of Olof Palme." Journalist Goran Beckerus charged that the operative branch of NATO's Allied Clandestine Committee, known by its initials SOPS, oversaw the assassination under the code name "Operation Tree."
The Aristocracy and the Knights of Malta
In order to discover the real authors of international terrorism, we must move into territory at which Greene and Massignani only hint.
Time and again, Italian investigators of Gladio and P2 have suggested that the evidence before them was only the superficial tracings of a far-reaching, well-established power structure's activity. For instance, Senator Pellegrino, head of the Italian Parliament's "Terrorism Committee," is convinced that P2 Grand Master Gelli was the front man for hidden circles of far greater power; that if P2 were a "port," then Gelli, who has recently resurfaced to brag that he is "running the country," would be merely the "Port Authority." Who, or what, constitutes this greater power? From outside the country, it is the Anglo-American synarchists. But Gladio and the embedded "parallel Gladio" could not possibly function within Italy only by recruiting leaders of secret services; its protection had to involve some of the most powerful forces inside Italy itself.
Greene and Massignani note that the X MAS—which became a key component of Gladio—counted among its leadership a number of Italy's top aristocrats, though they name only two: the "Black Prince" himself, and the claimant to the throne of Italy, Prince Aimone, Duke of Aosta. In fact, the Duke was favored by many of Rome's black nobility over Victor Emmanuel III, who reigned from 1900-45, and who therefore was King during the era of Mussolini, who was nominally the King's prime minister. The recognized leader of Italy's black nobility, Princess Elvina Pallavicini, once proclaimed, "The Duke of Aosta would have been much better, but now we are stuck with Victor Emmanuel." How many other aristocrats among the X MAS leadership also became key figures, like Borghese, in NATO's Gladio organization?
It is certain, that aristocrats played vital roles in one of the "parallel" Gladio's most infamous operations, the kidnapping and assassination of Aldo Moro. Looked at more carefully, that is no real surprise: Members of the most powerful international organization of the world's aristocracy, the SMOM, played essential roles in the establishment of the Vatican/British intelligence/CIA "rat-lines" and other crucial "anti-communist" activities at the end of World War II. Allen Dulles and James Angleton were SMOM members. Numerous SMOM members were also prominent in the P2 lodge; however, of the two organizations, the SMOM is incomparably the more senior and powerful; in fact, from available evidence, P2 is more appropriately thought of as an "operational" spin-off of the SMOM. Let us briefly look at the role of these aristocrats in the Moro assassination, and then in more detail at the SMOM itself.
The Gladio structure was named after the short Roman sword, gladio. When Aldo Moro was killed on May 9, 1978, ostensibly by the Red Brigades, he was dumped outside a Roman stadium where gladiators used to fight to the death. The symbolic connection was clear, as emphasized by investigative journalist and sometime mouthpiece for elements within the SID, Mino Pecorelli. The Red Brigades leader in charge of the operation was Mario Moretti. Former Senator Flamigni has documented in a recent book, that Moretti was a protégé almost from childhood of an important aristocratic family, the Casati Stampa. The Marchesa Annamaria Casati Stampa kept several neo-Fascist youth as lovers, one of whom was probably Moretti, whose high school education she paid for. Under Gladio direction, the neo-Fascist Moretti later turned into a "leftist" and headed the Red Brigades.7 Connections to Fascism ran deep in the Casati Stampa family: her husband's uncle, Alessandro, had been a minister in Mussolini's first government, and then, when Mussolini was dumped, became a minister in the first royalist government.
The closest friend of the Casati Stampa family was Liberal Party Sen. Giorgio Bergamasco. Bergamasco, in turn, was one of the founders of the Committee of Democratic Resistance, led by Piedmontese aristocrat Count Edgardo Sogno Rata del Vallino. Sogno had fought for Franco during the Spanish Civil War, and then for Mussolini, and in 1943 went over to the British SOE. He was also on the payroll of Allen Dulles for years for 10 million liras a month, and his Committee became another nucleus of the extended Gladio organization. Sogno led an attempted coup in 1974, which was foiled by Defense Minister Giulio Andreotti. Flamigni demonstrated in his book how the hardline Moretti-led faction of the Red Brigades was in reality run by Sogno's NATO-controlled organization.
Shortly after Moro's assassination, LaRouche's associates in Italy published a pamphlet, "Who Killed Aldo Moro?" which drew attention to the oligarchical Caetani family in Rome, near whose palace Moro's body had been found. Later investigations by others charged that the actual head of Gladio was the English aristocrat Hubert Howard, a British intelligence official in World War II and for decades afterwards, who had married Princess Lelia Caetani, daughter of Roffredo Caetani, 17th Duke of Sermoneta. Howard and his wife lived in the Caetani palace, as did one Igor Markevich, a double or triple agent of Western, Israeli, and Soviet intelligence services. He and Howard were leaders of high-level "esoteric" masonry, and, according to some accounts, had led the "negotiations" with the Red Brigades for the freedom of Moro—a convenient cover for constant liaison. British intelligence veteran Howard was also named by some as the secret head of Gladio. The account is credible. Howard was a member of one of the most powerful families in Britain, the Dukes of Norfolk, and the Catholic Howards had had intimate connections with the Italian aristocracy, particularly of Venice, since at least the 18th Century. His mother, for instance, was a member of the powerful Giustiniani family of Venice and Genoa, which claimed descent from Emperor Justinian. One Howard had been the Cardinal-Bishop of Frascati outside Rome in the 19th Century, a post held a couple of centuries earlier by a Caetani. Although long a power in the Church—Benedetto Caetani was crowned Pope Boniface VIII at the end of the 13th Century—the Caetani were part of the nominally "enlightened" wing of Italy's aristocracy by the 20th Century, and still wielded great influence under Mussolini and afterwards.
No account of the Italian aristocracy's role in promoting fascism and terrorism can omit the role of Princess Elvina Pallavicini. As head of the integrist international association of Catholic nobility, "Noblesse et Tradition," Pallavicini was a chief sponsor, both in Rome and worldwide, of the schismatic Archbishop Marcel Lefebvre, who was excommunicated by Pope John Paul II in 1988. Until her recent death, the Princess was also a chief sponsor of neo-Fascist groups in Italy, including setting the stage for the emergence of former porn star Alessandra Mussolini, granddaughter of Il Duce, as the candidate for an electoral coalition of neo-Fascist parties.
The Sovereign Military Order of Malta
Wherever one turns in investigating P2, Gladio, the "black aristocracy," international terrorism, or the Nazi International, one encounters the SMOM—the Sovereign Military and Hospitaller Order of St. John of Jerusalem, of Rhodes, and of Malta, known as "the Knights of St. John" or the "Knights of Malta."
They were omnipresent in the establishment of the financial and human infrastructure of modern international terrorism already during World War II, and immediately thereafter. SMOM member Baron Luigi Parilli, an industrialist with high-level connections into both Hitler's SS and SD in Italy, and to Mussolini's intelligence services, was the main liaison between SS Gen. Karl Wolff and Allen Dulles in Berne. SMOM bestowed one of its highest awards, Gran Croce Al Merito Con Placca, on U.S. Ambassador to Italy Ellery Stone, who had saved Borghese, and who became a postwar vice-president of the ITT corporation, which helped organize the Sept. 11, 1973 overthrow of Chilean President Salvador Allende and the installation of dictator Gen. Augusto Pinochet. The SMOM awarded its Croce Al Merito Seconda Classe to Italy's OSS chief James Jesus Angleton in 1946, around the same time it honored his boss, Allen Dulles. The following year, it bestowed the Gran Croce al Merito con Placca upon Hitler's Eastern Front intelligence chief Reinhard Gehlen, one of only four recipients of this award at the time. Gehlen's brother was the secretary to Thun Hohenstein, one of the five-member ruling Sovereign Council of the order. As head of the Institute for Associated Emigrations, Hohenstein printed some 2,000 passports, which were used to relocate leading Nazis to safe hiding places around the world.
Other leading Knights included CIA chiefs Allen Dulles, John McCone, and William Casey. Nazi International figure Otto Skorzeny was a Knight, as was businessman J. Peter Grace, who used the SMOM's diplomatic immunity as a cover for Iran-Contra activities.
Numerous leaders of Italy's military intelligence organization were members of both SMOM and P2, including Gen. Giuseppe Santovito (former head of SISMI, which replaced SID after 1977), Adm. Giovanni Torrisi, Chief of the General Staff of the Army, and Gen. Giovanni Allavena, head of SIFAR. Another key P2 member who was a Knight was Count Umberto Ortolani, a member of the SMOM's ruling inner council, and a veteran of Mussolini's counterespionage service. Some say he was the real brains behind P2, and he did sponsor the entrance of P2 boss Licio Gelli into the SMOM. Ortolani was a financier who, among other things, owned the second-largest bank in Uruguay, where he commanded enormous influence; the fascist Gelli had been in exile in Ibero-America until higher powers brought him back to Italy in the early 1960s to set up what became the P2 lodge.
As with any organization, not all of its members are guilty, and sometimes not even witting of the organization's crimes. In this case, however, given the nature of the beast, that would be relatively rare. Besides the repeated surfacing of SMOM members in terrorist-related activities near the end of World War II, one of their more recent operations illustrates the organization's essential nature.
In 1978, following hard upon the assassinations of Dresdner Bank head Jürgen Ponto, German industrialist Hanns-Martin Schleyer, and Aldo Moro, the Knights of Malta were caught red-handed coordinating an assassination operation against Lyndon H. LaRouche, Jr. LaRouche was the intellectual author of the Bremen summit of that year, where French President Valéry Giscard d'Estaing, West German Chancellor Helmut Schmidt, and British Prime Minister James Callaghan (the last under duress) signed the Bremen Communiqué, which announced the formation of the European Monetary System. The EMS, in the words of one West German official, was intended to be "the seed crystal of a new world monetary system." Bremen struck horror into the hearts of the world's oligarchy. Said one senior officer of the Banque Bruxelles-Lambert, owned by the Belgian Rothschilds, "It is recognized that it was LaRouche's program that went through at Bremen. If it goes through now, certain important financial centers are going to lose their power. A lot of people are not going to like that." The director of a Knights-run institute in Belgium was more succinct: "LaRouche is the first enemy of the London group." In New York, Knight Henry S. Bloch, director of Warburg, Pincus investment bank, whose hands investigators discovered to be holding many of the strings of the plot, proclaimed LaRouche to be "very dangerous," and pointedly compared him to Malcolm X, assassinated in 1965.
In their investigations of the SMOM, LaRouche's associates "discovered to their surprise that the mere mention of its name inspires awe and terror in the minds of highly placed government officials, central bankers, senior military and business leaders, and senior diplomatic and intelligence executives," as recorded in a pamphlet issued by the LaRouche organization at the time, "The `Black International' Terrorist Assassination Plot to Kill Lyndon H. LaRouche, Jr." The pamphlet further reported, "The power that the Order concentrates is primarily financial, through direct control of most of the Western world's leading investment houses" and far, far more. The pamphlet also noted, "A second source of power is an absolutely unmatched intelligence capability." Which is to say, the SMOM is a leading organizational arm of the Synarchy, bringing together the world's leading aristocrats, financiers, and particularly military and intelligence officials. Its members yearn for the ultramontane world which existed before the rise of sovereign nation-states during the Renaissance, which meant a loss of power and privilege of their families. To them, that vanished world is as if yesterday. Indeed, it has by no means entirely disappeared, but lives on, centered—like the Knights themselves—on the Venetian-descended "independent central banks" of virtually every nation in the world, as LaRouche has emphasized.
The Knights of St. John were founded in the late 11th Century, and rose to prominence in the First Crusade of 1095. In 1120, Pope Urban II officially recognized them as a military religious order, and for centuries they remained one of the most powerful military forces in Christendom, first from their headquarters on the island of Rhodes, and then on Malta, from which they were finally driven by Napoleon in the late 18th Century. The Knights were recognized as a sovereign state by a Hapsburg Emperor in the 16th Century. They remain a sovereign state, run from their headquarters at 68 Via Condotti in Rome. They maintain their own fleet of aircraft, have diplomatic relations with 92 nations as well as the United Nations and the Holy See, and enjoy diplomatic immunity. The order is entirely Roman Catholic, and its higher ranks must document an aristocratic lineage and coat-of-arms of at least three centuries. The Grand Master of the order is both a secular prince, and a cardinal of the Church. Reflecting its history, its membership is still heavily comprised of individuals with a military or intelligence background. Pope Pius XII ordered an investigation of this nominally Catholic organization in the 1950s. The Papal Commission charged, among other things, that the Order should not have the sovereignty of a state, and ordered modifications of the SMOM "to bring them into conformity with decisions of the Holy See." However, Pius XII died before the Order could be fully reined in.
In addition to the Roman Catholic SMOM, there are four Protestant orders of the Knights, all founded within the last 150 years or so, and all run by ruling houses of Europe. The Roman Catholic and Protestant orders effectively merged on Nov. 26, 1963, four days after the assassination of John F. Kennedy. The Sovereign Head of the British Knights is Queen Elizabeth, while the Netherlands Knights were headed until his death by the former SS official, Prince Bernhard of the Netherlands, consort of Queen Juliana.
In 1927, the Rome-based SMOM authorized the establishment of an American chapter, whose members did not have to prove their aristocratic lineage. Its Treasurer and lay controller was John J. Raskob, the bitterly anti-FDR head of the Democratic National Committee, who in 1934 helped finance a coup attempt against Roosevelt. Its Grand Protector and Spiritual Advisor was Cardinal Francis Spellman of New York, one of whose closest Cold War associates was Time/Life publisher and Congress for Cultural Freedom co-founder Henry Luce.
Another Knight, who played a profound role in Italy's postwar financial, economic and political history was Prince Massimo Spada, the leading lay financier of the Vatican's Institute for Religious Works, commonly called the "Vatican Bank." Spada gave the mafia-connected heroin launderer and later P2 financier Michele Sindona his entrée into the Vatican's finances, which, given the tax-sheltered, sovereign status of the Church within Italy (as negotiated in the 1929 Concordat between Mussolini and the Holy See), was invaluable for running all kinds of dirty operations.
However, in examining the Vatican, one must always be careful to ask, "Whose Vatican? That of all the modern popes? Or that of the black aristocracy?" And to really unravel that question, insofar as it intersects Ortolani, Gelli, Calvi, Spada, and their "Vatican-connected" associates, and the deeper, "permanent" infrastructure of terror in Italy, one must delve deeply into history, particularly that of Venice, to understand the enormous power still wielded by those whom Pope John Paul I, called "the ancients," during the time he was Patriarch of Venice. After all, as LaRouche has stressed, those "ancients" of Venice have given us the modern Anglo-Dutch parliamentary system, with its privately controlled central banks, and the Synarchy's present drive for world rule. Under Anglo-American direction, those Venetian "ancients" also brought Mussolini to power in the first place, and then organized the financial world of the Vatican, into which Ortolani, Gelli, Calvi et al. were inserted.
The Legacy of History: The Venetian Factor
In 1582, the 40 or so families which controlled the vast fortunes and far-flung intelligence capabilities of Venice, split into two factions: the nuovi (the "new" houses, or families) and the vecchi (the "old" houses). On the surface, the appellations seemed to refer to those families ennobled since the serrata, the closing of the Grand Council in 1297, who were called the nuovi; whereas those who had already held titles of nobility, were the vecchi. In fact, the upheaval was the result of the establishment of sovereign nation-states for the first time in history, as a consequence of the Renaissance. The city-state of Venice, never more than 200,000 people, could not stand against the new powers that were coming into being, founded to promote the Common Good of their citizenry; the sheer numbers, the science and technology, the military power, were too much for even the powerful and devious masters of La Serenissima (as Venice is famously called).
The nuovi realized that, notwithstanding the bloody religious warfare which Venice had unleashed in Europe following the failure of the League of Cambrai to defeat Venice in 1511, its days were ultimately numbered. They took several strategic actions. First, under the leadership of Paolo Sarpi, they created the philosophy of empiricism, as a sense-certainty-based fraud whose purpose was to destroy the creative method of Platonic hypothesizing. Second, also under Sarpi's leadership, they launched a fierce war against the Vatican, posing as the bastion of "enlightened" Europe against obscurantist Rome. Third, they brought the newly emerging Protestant powers England and Holland (whose rise came largely thanks to Venice itself), into what had always been the cornerstone of Venice's fortunes—its trade with the East Indies. The Venetians founded the British East India Company in 1600 (from a merger of the England-based Venice Company and the Turkey Company) and the Dutch East India Company in 1602, and the wealth derived from this trade helped create or enrich a number of great aristocratic families in both countries, along the Venetian model. And, as LaRouche has often emphasized, the British East India Company became the foremost power in the world in 1763, in the wake of the British-rigged Seven Years' War among contending European powers, in the classic Venetian "divide and conquer" method. Fourth, they moved much of their fortunes (and even some of their families) north, first into Holland, and then into England, where they created what would be known in the 18th Century as "the Venetian Party." As part of this, they established the famous Wisselbank (Exchange Bank) of Amsterdam in 1609—the most powerful bank in the world—modelled upon their own private, patrician-controlled banks, followed by the Bank of England in 1694, both serving as the models upon which all central banks have been established since then.
In part because of these redeployments, Venice's financial power remained huge well into the 18th Century, as did its legendary spy system, brilliantly chronicled by Friedrich Schiller in his novella Der Geisterseher (The Ghost-Seer), and American intelligence operative James Fenimore Cooper in his novel The Bravo.8 Barings Bank in England, the bank of the British East India Company, for instance, was the vehicle for Venetian funds in Britain, and was at the center of the "Venetian Party," together with the Bank of England.
Napoleon Bonaparte had been partially sponsored and funded by Venetian and Genoese families: The Genoese Princess Pallavicini of that era famously punned that her family owned "la buona parte"—"the best part"—of him. His Corsican family had been retainers for the Genoese and Venetian nobility for centuries; and, as noted above, his favorite sister married a Borghese. When Napoleon's ravages had ended, Count Giovanni Capodistria, a Venetian nobleman acting as a government minister of Russia, almost single-handledly wrote the essential documents issued by the 1814-15 Congress of Vienna, which established the ultra-reactionary Holy Alliance. Capodistria also pulled together the modern nation of Switzerland, in part as a repository for Venetian family funds (fondi), which were also used to found several insurance companies in the late 18th Century. These later included the Riunione Adriatica di Sicurt (RAS) and the Assicurazioni Generali di Venezia e Trieste.9
At the turn of the 20th Century, the "ancients" of Venice, although diminished, still commanded important financial and intelligence power, both on their own behalf, but also because they deployed as part of the British- (and subsequently Anglo-American-) dominated world which their ancestors had created. In the wake of the split/redeployments of 1582, they cloned themselves and their institutions and methods to dominate northern Protestant, often freemasonic Europe, while they still maintained their power in their historic seats of control in the formerly Hapsburg-ruled southern, more Catholic portions of Europe, in particular in Italy and Spain, and in the Church at Rome. They played a crucial role in organizing the Balkan Wars which laid the immediate basis for World War I, for which Britain's King Edward VII had schemed for decades. In the early 20th Century, a group of Venetian financier patricians, led by Count Piero Foscari of an ancient family of Venetian Doges, established a number of companies and banks. Chief among the latter, was the Banca Commerciale Italiana (BCI), and in particular its Venice branch.10
Though Foscari was the undisputed leader of this Venetian group, its most active public figure was Giuseppe Volpi, later known as Count Giuseppe Volpi di Misurata, after his early-1920s rule of Italian-occupied Libya on behalf of Mussolini. Acting as the point-man for an international financial syndicate including the Bank of England, the Mellons, and the House of Morgan, Volpi organized Mussolini's rise to power, precisely as Schacht did later for those same forces in installing Hitler in Germany. Volpi was Mussolini's Finance Minister from 1925 to July 1928, following which he became a member of the Grand Council of Fascism, and, in 1934, chairman of the Industrialists Association. He designed Mussolini's economic doctrine of corporatism along the model originally laid down by Alexandre Saint-Yves d'Alveydre (1842-1909), the founder of the Synarchy of Empire movement, and the inspiration for the Martinist freemasonic lodges through which the modern Synarchy was organized. Nominally a tripartite pact among corporations, the state, and labor, it was basically rule by corporations, i.e., private financiers.
In 1929, Volpi oversaw the famous Concordat between Italy and the Vatican, in which, among other things, Italy recognized the Vatican as a sovereign state, and paid financial compensation for the Papal States in central Italy which it had taken over in the second half of the 19th Century. The compensation was 1,550 billion liras, a sizeable sum at the time. One Bernardino Nogara was chosen, seemingly "out of the blue," to manage this fortune. The prominent American diplomat George Kennan wrote in his Memoirs: 1925-1950 about the extraordinary power commanded by Nogara: "A so-called `mystery man,' an Italian banker by the name of Bernardino Nogara, had been granted sole control by the papacy over the entire fortune of $92.1 million the church had received from the Lateran treaty. . . . No Vatican official, not even the Pope himself was allowed veto power over Nogara's decision. Nor would the banker permit any religious or doctrinal policies of the church to stand in his way. . . . Never before in modern Church history had anyone been granted such sweeping authority by the church, not even popes themselves, with all their supposed infallibility, let alone a layman, and non-Catholic (Jewish), as in Nogara's case." His impact on the Church may also be judged by the epitaph delivered upon his death in 1958 by the head of the SMOM in America, New York's Cardinal Spellman: "Next to Jesus Christ, the greatest thing to happen to the Catholic Church is Bernardino Nogara."
Whether or not he was Jewish, the "mystery man" was no mystery at all. Nogara had been managing director for a Venetian firm run by Foscari, Volpi, et al. in the Ottoman Empire already back in 1901. Reflecting his Venetian ties, Nogara became Italy's representative on the Ottoman Debt Council, a sort of IMF for the Ottoman Empire, whose purpose was to bleed it and carve it up. The British sponsored freemasonic lodges in Salonika, from which the "Young Turks" were organized to oust the Sultan. The freemason Volpi was intimately involved in the coup, as, undoubtedly, was Nogara. Nogara was the head of the BCI branch in Istanbul, and was Volpi's chief intelligence agent in the Ottoman Empire until that empire disappeared in the World War I which Volpi and his friends had done so much to help organize, through the masonic lodges and through Venice's ancient financial and familial ties in the Balkans.
After Nogara had been chosen Delegate of the Special Administration (later known as the Administration of the Holy See Patrimony) to oversee the investment of the wealth flowing from the Concordat, he became vice president of the BCI, upon whose postwar premises the P2 lodge would be founded. Nogara established intimate financial relations with the cream of the Synarchy, including the Paris and London Rothschilds, Crédit Suisse, Hambros Bank in London, J.P. Morgan Bank, and the Bankers Trust Company in New York, and the Paris-centered Banque de Paris et des Pay Bas (Paribas), a stronghold of the Synarchy in France in the interwar and postwar years. He also promoted a cadre of uomini di fiducia, "men of confidence," Vatican lay Catholic or even non-Catholic financiers, who would oversee the enormous new Vatican holdings. Nogara bought large or controlling interests in dozens of major banks, utilities, insurance companies, and industrial corporations, even as he reorganized previous Vatican holdings, such as the "Catholic banks" which were generally Catholic-owned, and which did business with the Church and its officials, as opposed to the "secular" banks.
The most important of these "men of confidence" was Prince Massimo Spada (a Vatican title), who had been inducted as a Knight of Malta in 1944. Spada either chaired or sat on the board of an astounding array of the holdings Nogara purchased. Noting only a few of the more important (and their capital), as of the late 1960s, these included: He was vice-president of the Banco di Roma (one of Italy's largest banks, historically associated with Rome's black nobility), and sat on the board of its Swiss subsidiary; Italy's biggest domestic gas company, Societ Italiana per il Gas (37,412 million liras); president of the Trieste-based Riunione Adriatica di Sicurt insurance company (4.320 billion liras); vice president and managing director of the L'Assicuratrice Italiana; vice president of both the Unione Subalpina di Assicurazioni and of the Lavoro e Sicurt (750 million liras); Shell Italiana, the Italian subsidiary of Royal Dutch Shell (129 billion liras invested in Italy); vice president of the Istituto Bancario Italiano (10 billion liras) and the Credito Commerciale di Cremona (2 billion liras); board member of the Banca Privata Finanzaria; board member of the huge financial holding companies, Societ Meridionale Finanziaria (122 billion liras) and the Istituto Centrale Finanziario (150 million liras); vice president of the Finanzaria Industriale e Commerciale; president of the Banca Cattolica del Veneto (3 billion liras); board of directors of FINSIDER, a state-controlled holding company (195 billion liras), which is part of IRI, the Istituto per la Ricostruzione Industriale, formed during the Fascist regime, which constituted the country's largest cartel and controlled the biggest shipyards; the Italia shipping line; Alitalia airlines; Alfa Romeo; and the entire telephone system. FINSIDER produced at the time over 90% of Italy's steel and was the backbone of IRI. Spada was also a board member or executive of dozens more banks, insurance, and industrial companies. In 1963 he was appointed Privy Chamberlain of Sword and Cape, one of the highest of all Vatican titles, one also held by his brother Filippo.11
With all of this enormous power, and despite his leading position in the Catholic Church, Spada sponsored the rise of Michele Sindona as one of the Vatican's "men of confidence." His choice was most peculiar, not only because Sindona had been a Fascist during the war, but because during that time he had made connections (through American OSS-connected mobster Vito Genovese) to the Inzerillo and Gambino crime families, for whom he laundered heroin money.
Reviewing the picture sketched above, we thus find that an intricate financial web originally woven by Count Giuseppe Volpi di Misurata and his Venetian aristocratic friends and associates such as Bernardino Nogara, had grown by 1960 to include Michele Sindona, who financed one of Gladio's most important assets, the "Black Prince" Borghese. Sindona also "was one of the channels, perhaps one of the most important, to back up" the attempted coups of 1970-74, as Greene and Massignani put it. Sindona later sponsored the rise of Banco Ambrosiano's Roberto Calvi, the P2 financier who was found hanging under Blackfriars Bridge in London in 1982, in a ritualistic masonic murder. And, when the P2 financial scandals exploded, one of those arrested as a key figure in them, was Massimo Spada, the protégé of Volpi's friend Nogara.
The membership of the ostensibly Catholic—and therefore ostensibly anti-freemasonic—Rome-centered SMOM overlapped with the freemasonic, presumably "anti-clerical" P2 lodge; they were the "twins" of Italy's Venice-centered oligarchy.
The privately run international monetary system is now collapsing, and the desperate financial oligarchy is trying to consolidate a new, worldwide fascism, driven by new waves of terror, such as 9/11 and the March 11, 2004 train bombings in Madrid. In this context, much of the superstructure of Gladio is finally being exposed by those opposed to this new fascism. Those exposés are essential. But, we must go still deeper, to lift the veil from "the ancients," and through them from the Synarchy to which they have given birth, of which they remain a crucial component.
[1] The material in this review which directly concerns Borghese is almost entirely drawn from Greene and Massignani. Additional material on Gladio can be found in Daniele Ganser's book, NATO's Secret Armies (London, 2005), "Secret Warfare: Gladio," Arthur E. Rowse's "Gladio: The Secret U.S. War to Subvert Italian Democracy," and work by LaRouche and his associates. The latter includes "Strategy of Tension: The Case of Italy," an indispensable four-part series by Claudio Celani, first published in EIR, and "Terror's Legacy: Schacht, Skorzeny, Allen Dulles" by Michael Liebig. These two articles were republished, together with overviews by LaRouche, and numerous other studies, in the Special Report, The Synarchist Resurgence Behind the Madrid Train Bombing of March 11, 2004, issued by the LaRouche in 2004 campaign committee.
[2] Charles Higham, American Swastika (New York: Doubleday & Company, 1985), p. 198.
[3] Sen. Giovanni Pellegrino, who chaired the 1994-2001 Italian parliamentary committee investigating both the Gladio-orchestrated terrorism, and how Italy's secret services covered them up, said that D'Amato "was an old Anglo-American agent, whose career started soon after the Liberation under James Angleton." Under Angleton's protection, said Pellegrino, "D'Amato became superintendent of the Special Secretary of the Atlantic Pact, the most strategic officer of our apparatus, as it is the connection between NATO and the U.S.A." From its founding at the end of the war, the UAR was filled with hundreds of former officials of Mussolini's Salò Republic. D'Amato headed it from 1968-74, the period of NATO's "Strategy of Tension."
[4] Since no English original of FM 30-31B was ever found, but only Italian translations of parts of it (during the raid on Gelli's villa), some investigators query whether such a Pentagon manual ever existed. However, the Italian passages are entirely coherent with other Pentagon documents of the same general era, such as the U.S. Joint Chiefs of Staff's infamous Operation Northwoods plan, which called for unleashing terrorism against the domestic United States, among other clandestine provocations.
[5] Angleton and his associates in the OSS/CIA had a lifelong fascination with the Trust, the joint Anglo-American/Soviet intelligence operation which featured the use of double and triple agents. These were actually used by the Synarchists to manipulate both the Western powers and the Soviets against the nation-state, toward a kind of global condominium. It is not accidental that the "legendary" CIA counterintelligence chief Angleton somehow missed noticing that his mentor and his decades-long close friend Kim Philby was a "Soviet" (read: Trust) agent. Keeping up his part in the charade, Philby announced from Moscow that he had "enjoyed playing Angleton and Dulles." Angleton and Dulles maintained deep contacts with the "internationalist" wing of the Soviet intelligence establishment, just as they did with the "universal fascists" like Borghese. The shared goal was the destruction of nation-states in favor of world imperial rule. Many of Angleton's "fascist" assets in the postwar era turned out to be Soviet assets, as well.
[6] When the CMC first started up in Rome, its chief public figure, the pro-fascist former Prime Minister of Hungary, Ferenc Nagy, announced that it had major financial backing, including from J. Henry Schroder Bank and the Seligman Bank in Basel. The Seligman Bank was a large stockholder of the CMC, and its principal, Hans Seligman, sat on the boards of both the CMC and Permindex. With J. Henry Schroder, Nagy had spilled the beans on a most sensitive institution, and the bank was quick to deny his claim. J. Henry Schroder Bank had been intimately involved in the Dulles/Nazi financial deals from the 1930s, and, as CIA chief, Dulles maintained $50 million in "contingency funds" at Schroder under his sole control. See William F. Wertz, Jr., "The Plot Against FDR: A Model for Bush's Pinochet Plan Today," EIR, Jan. 21, 2005.
For further details on Permindex/CMC, including its finances, see a January 1970 manuscript by William Torbitt; New Orleans District Attorney Jim Garrison's book, On the Trail of the Assassins; and the account in the 1992 edition of the book, Dope, Inc.: The Book That Drove Kissinger Crazy, by the authors of Executive Intelligence Review. EIR maintained a close relationship with Garrison until his death in 1992. The Italian left-wing daily Paese Sera also ran a series on CMC/Permindex in March 1967, exposing it as a shell for huge sums of money that had nothing to do with "commerce," naming some of its elite banking connections, and profiling its board members as Anglo-American intelligence-connected ex-Fascists and fanatical right-wingers. Earlier scandals regarding CMC/Permindex had caused an uproar in Parliament and elsewhere, which forced CMC/Permindex

