Illuminati Confessions
by Leo Lyon Zagami
All you always wanted to know about the Real Story of the Illuminati  

 

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Cafe' Krumm Heller

Posted on Saturday, October 28, 2006 at 03:29PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

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Café Krumm Heller

Esta notable y benéfica Planta (Coffea arábica) es un Arbusto de hojas opuestas oblongo – aovadas, acuminadas y lampiñas, de flores dispuestas en pedúnculos axilares cortos a agregados y de semillas duras, ovales, convexas por un lado, planas por el otro y marcadas con un surco longitudinal, de color ceniciento y sabor amargo y aromático.

Un Pastor de Etiopía observó cierta noche, que sus Cabras y Camellos no habían dormido como de costumbre por haber encontrado una Planta cuyas hojas, frutos y tallos, comían ansiosamente pretendiendo cada vez comer más... Tal fue la sorpresa del Pastor, que decidió consultar con los Frailes de un Convento que había en las cercanías para exponerles un caso tan extraordinario. Así lo hizo. Pero al terminar sus explicaciones, fueron los mismos Religiosos a observar la Planta, invadidos del deseo de estudiar el prodigio. Cual no sería su extrañeza, al ver que se trataba de una Planta conocida que les hizo exclamar con júbilo: Esta planta es nuestra y lleva nuestro nombre... Hay que advertir que Cafea era el pueblecito donde radicaba el Convento.
Luego informaron al pastor, que se servían de este arbusto, cuya infusión tomaban frecuentemente, para estar siempre despiertos y con cierta excitación grata a Dios. Esta Planta la habían considerado con un obsequio de la Divinidad exclusivamente para ellos y por eso habían reservado su divulgación. Pero ya que él la había descubierto, era ésta una señal de que debiera ser para todos. A partir de ese instante, fue dada a conocer...
Examinada esta Planta, se han podido extraer de su simiente muchos principios inmediatos. Entre ellos un alcaloide curioso llamado la Cafeína y una gran parte de ácido fórmico.
Así como para el Mundo comercial el descubrimiento de América por colón trajo una nueva época, así la introducción del Café influyó de una manera acentuada sobre la mentalidad del hombre por la acción que ejerce en los órganos del pensamiento. Tomada en infusión excita el sistema nervioso singularmente, priva del sueño y da una gran lucidez a las ideas. Delille, el poeta francés, después de hacer la apología del vino, exclama entusiasmado: “Hay un líquido predilecto del Poeta, del que careció Virgilio y que adoraba Voltaire. Ese líquido eres tú, divino Café, que sin perturbar el cerebro, ensanchas dulcemente el corazón”...
El Café, marca época y procedente de Etiopía, se ha adueñado del Mundo entero siendo uno de sus principales factores comerciales.
Como remedio, lo consideramos grandioso. Hace muchos años que un indio del Estado de Vera Cruz, en México, nos enseñó un modo raro de curar la Malaria. Es empirismo, si se quiere, sin base científica, pero nosotros por la curiosidad lo aplicamos en miles de casos con un resultado sorprendente. A esto fuimos, por nuestra aversión constante hacia la Quinina que como único remedio es recetado contra el Paludismo. Sean honrados los Médicos y declaren que si bien es estimable como preventivo, no lo es así como curativo.
El remedio del Indio consiste, en tomar un puñado de Café crudo y echarlo a hervir hasta lograr una buena infusión de este modo. Luego, se deja enfriar durante varias horas después de colarlo cuidadosamente. Ya colado y en frío, se añade a un vaso de esta infusión el zumo de tres a cuatro Limones, con una cucharada de Alquitrán de Gougeot; esta mezcla, de no muy buen sabor, se toma en ayunas durante una semana. Es segura la curación del Paludismo. Invitamos pues a hacer la prueba, ya que por todas partes y muy principalmente en los Países cálidos, azota esa enfermedad. Nosotros hicimos los análisis correspondientes y hemos comprobado que el remedio tiene base científica, aunque nunca lo quisimos explotar, para ofrecerlo ahora abiertamente en beneficio de todos.
Generalmente queda algo de malestar en la convalecencia de esta enfermedad y para ello tenemos un extracto de Rosas que acaba con todo.
En un Hospital de Dresden han recetado con gran éxito Café hecho carbón. Así que se quema el café, se tuesta más allá de lo acostumbrado, llegando a ser carbón. Pulverizado se da contra inflamación de la garganta, anginas y sobre toda la apendicitis puede ser curada en un día, evitando así la operación, que nunca está exenta de peligro.

" IL TRAMONTO DELL'ERA CRISTIANA " DEL GRAN MAESTRO DEGLI ILLUMINATI DELL' OTO-FHL BOLOGNA (ITALIA)

Posted on Saturday, October 28, 2006 at 03:09PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

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IL TRAMONTO DELL’ERA CRISTIANA
DAL RINASCIMENTO MAGICO ALLA NEW AGE

Roberto Negrini

(grande sostenitore di Massimo Introvigne, Roberto e' coinvolto anche nel falso mito dei UFO in Italia )

“Sappiamo che per ognuno di noi la vita è una rivelazione spirituale, seducente e magica, che nessuna filosofia o religione è riuscita finora a chiarire del tutto. E siamo a conoscenza anche di qualcos’altro: sappiamo che nel momento in cui comprendiamo ciò che sta succedendo, mettendo in moto questa forma di crescita e mantenendola in vita, il genere umano effettuer  un incredibile balzo in avanti raggiungendo finalmente il nuovo stile di vita che ha inseguito nell’arco di tutta la sua storia.”
James Redfield. La profezia di Celestino

“Il mitico simbolo religioso non sar  più un uomo sulla croce ma una coppia uomo-donna unita nella più alta comunione d’amore [...] il tono emotivo della nuova filosofia sar  edonistico, estetico, senza paura, ottimistico, umoristico, pratico, scettico. Ora noi stiamo vivendo un periodo di attesa, silenzioso e preparatorio. Tutti sanno che qualcosa sta per accadere.”
Timothy Leary. Neuropolitique

SFONDI CULTURALI E PREMESSE ANTROPOLOGICHE PER L’ATTESA DI UNA “NUOVA ERA
DALLA CRISI DELLE RELIGIOSITÀ ESCATOLOGICHE DEL TEMPO LINEARE AL RITORNO DEL MAGISMO PRIMORDIALE DEI TEMPI CICLICI

Verso la fine degli anni ’50 Carl Gustav Jung, giunto alla fine del suo percorso di vita e di un itinerario intellettuale fra i più creativi nella storia del pensiero sia filosofico che scientifico, nel suo Un mito moderno — dedicato all’emblematico enigma degli UFO — dichiarava:

come gi  sappiamo dalla storia dell’antico Egitto, esistono fenomeni psichici di mutazione che si verificano costantemente alla fine di un mese platonico o all’inizio del successivo. Vi sono, a quanto pare, mutamenti nella costellazione delle dominanti psichiche degli archetipi, degli “dei” che causano o accompagnano trasformazioni secolari della psiche collettiva. Questa trasformazione è cominciata e ha lasciato le sue tracce all’interno dello sviluppo storico dapprima nel passaggio dall’et  del Toro a quella dell’Ariete, poi dall’et  dell’Ariete a quella dei Pesci, il cui inizio coincide con il sorgere del cristianesimo. Ci stiamo ora avvicinando a una grande trasformazione con l’entrata del “punto primaverile” nell’Acquario.
Al culmine delle sue ricerche sui rapporti tra psiche umana e universi simbolici del Sacro il geniale ricercatore svizzero non disdegnò quindi di fare propria la concezione astrosofica e astrologica secondo cui è ravvisabile una sorta di sincronicit  fra le mutazioni e i ciclici ritorni delle dominanti zodiacali e le grandi trasformazioni spirituali, psichiche e storiche dell’umanit .
Una visione cosmologica che, pur secondo diverse modalit  di calcolo o interpretazione, risulta comune a tutte le culture pre-monoteiste, dai Veda con i loro “grandi” e “piccoli” cicli temporali (kalpas e yugas) fino a Platone e al suo “Grande Anno” o “anno consummante”, così identificato nel Timeo:

quando insieme giungendo a compimento ritornino al principio le reciproche velocit  degli otto cerchi.

Lo specifico codice riferito da Jung sulle “ere zodiacali” e sull’imminente “Era dell’Acquario” si riferisce a una di queste possibili letture, basata sul fenomeno astronomico della precessione equinoziale, gi  noto e calcolato da Ipparco fin dal II secolo a.C., in virtù del quale — contemporaneamente a precisi cambiamenti d’identificazione della stella polare — il “punto gamma” o punto vernale o equinoziale del cielo visibile, coincidente con l’inizio della Primavera, risulta allineato con una diversa costellazione zodiacale ogni 2160 anni secondo un percorso retrogrado.
In base a questo schema, ben conosciuto dalle scienze astrologiche e archeoastronomiche, sarebbe possibile, seppur approssimativamente, inquadrare a posteriori l’identificazione di un’epoca protostorica che potremmo definire “stellare” in un arco di tempo che andrebbe dal 6000 al 4000 a.C. circa. A questo ciclo potrebbero riferirsi le varie mitizzazioni relative a un’Et  Aurea, caratterizzata dal prevalere psichico e sacrale (e quindi storico e sociale) di archetipi androginici o ginandrici, rappresentati da coppie ierogamiche di mostruose deit  teratomorfe e nictomorfe correlabili a una concezione cosmico-stellare del Sacro. Un’epoca le cui strutture psichiche collettive sarebbero state influenzate dall’osservazione delle stelle (utilizzate come regolatrici nel computo del tempo) orientate sull’asse della stella Thuban [Alpha Draconis] nella costellazione del Drago, che ebbe funzione di stella polare fin circa al II millennio a.C. Tale ciclo di tempo, certamente leggibile in chiave immaginale e metastorica ma di cui troviamo qualche eco storicizzata — rintracciabile probabilmente anche in alcune culture megalitiche — nei miti cosmogonici di molteplici culture, apparirebbe, in virtù della suddetta Precessione, in risonanza equinoziale con la costellazione dei Gemelli, archetipo mercuriale della duplicit , dell’ambivalenza e della Coppia Primordiale. Mentre una successiva era “matristica” e per alcuni aspetti “matriarcale”, dominata dall’archetipo sacrale femminile delle Grandi Madri e da modelli psichici e storici ginosofici e a volte ginecocratici, procederebbe dal 4000 al 2000 a.C. circa, in evidente corrispondenza con il predominio (precessionale) della costellazione del Toro (archetipo venereo di fecondit  e pandemia orgiastica), per concludersi con l’uscita di Thuban e della
costellazione del Draco dall’asse polare. Il successivo affermarsi del principio solare paterno — definibile come “patristico” laddove si manifesta nella violenta prevalenza di archetipi maschili luminosi e spesso guerrieri — si collocherebbe poi entro un ciclo temporale che va dal 2000 a.C. fino all’inizio della cosiddetta era cristiana, correlandosi all’influenza equinoziale della costellazione di Ariete (archetipo marziale di assialit  sia fallica che guerriera). Dall’anno 0 fino al 2000 d.C. circa, in risonanza con l’installarsi equinoziale della costellazione dei Pesci, avremmo invece un ciclo che possiamo considerare come “tomba” o “incubazione” o “congelamento” degli archetipi patristici stessi, che divengono “patriarcali” frantumando ogni possibile ierogamia e ogni possibile bilanciamento tra le diverse componenti dell’Essere, della psiche e della carne.
Alla conclusione dell’attuale periodo storico, in cui assistiamo a confusione, sovrapposizione e contraddizione reciproca fra tutti i paradigmi culturali e i relativi ordini simbolici, nonché alla nascita di nuove insospettate forme di percezione del Cosmo, della Natura e dell’Essere, si può infine ravvisare l’albeggiamento e forse il riverbero psichico collettivo di un nuovo ciclo precessionale in cui stiamo per immetterci, risonante a vari livelli con i poteri uranici e saturnici, celesti e infernali della costellazione di Acquario: ovvero una delle quattro costellazioni (le altre sono Toro, Leone e Scorpione) che gravitano tuttora nel cielo visibile intorno all’odierna stella polare, oggi non più collocata nel ventre del Draco ma comunque ancora emblematicamente avvolta dalle spire del complesso stellare che porta questo nome. Da qui la possibilit  di ravvisare nella cosiddetta Era di Aquarius un qualche ritorno ciclico di valori psico-spirituali e sacrali sia matristici che androginici e quindi nuovamente stellari, tipici dell’universo simbolico della Serpe Draco (Ere dei Gemelli e del Toro) dei cicli protostorici.

La percezione di questa sorta di “orologio cosmico” rappresenta letteralmente il cardine centrale di una grande quantit  di linguaggi mitici antichi, da un capo all’altro del mondo, e vi sono buone ragioni per ritenere che dietro gli adombramenti metaforici della ciclicit  precessionale si nasconda la genialit  di un sapere metascientifico preistorico che attende ancora di essere pienamente esplorato.
Nella loro monumentale e rivoluzionaria opera di analisi epistemologica sui miti arcaici Il mulino di Amleto, che ha rappresentato una tappa fondamentale della ricerca contemporanea sulla complessit  delle culture pre-razionali, gli storici Giorgio de Santillana e Herta von Dechend ci offrono su questo tema considerazioni illuminanti.

A mano a mano che seguiamo gli indizi — stelle, numeri, colori, piante, forme, poesia, musica, strutture — scopriamo l’esistenza di una vastissima intelaiatura di rapporti che interessa molti livelli. Ci si trova all’interno di una molteplicit  riecheggiante, ove ogni cosa reagisce e ha un suo luogo e un suo tempo stabilito. È un vero e proprio edificio, una specie di matrice matematica, un’immagine del Mondo che s’accorda a ognuno dei molti livelli, regolata in ogni sua parte da una rigorosa misura.

E più avanti, nel tentativo di spiegare al lettore, specialista e non, il significato e per molti versi lo “scandalo” della loro ricerca, decisamente innovativa rispetto al conformismo accademico maggioritario in quella fine anni ’60 in cui la prima edizione del libro apparve negli Stati Uniti, i due studiosi sottolineano come sia

necessario comprendere una volta per tutte che l’abisso tra il mondo arcaico e il nostro era vasto quanto la scienza: i prodigi di esattezza e di calcolo non erano sufficienti a colmarlo; l’unica a poterlo fare era la carta astronomica [...] Il nostro compito consisteva dunque nel recuperare dal lontano passato una scienza interamente perduta, legata a una cultura altrettanto perduta in cui gli antropologi hanno scorto soltanto un mondo “primitivo” analfabeta [...] questa scienza perduta, immensamente raffinata, non possedeva alcun “sistema”, alcuna chiave sistematica su cui fondare l’insegnamento. Esisteva prima che si potesse pensare a dei sistemi.

Naturalmente la corretta chiave di lettura di simili paradigmi deve fondarsi su una visione pre-logica e non meccanicistica del Reale, in cui la mappatura astrosofica riflette sincronicamente universi interiori e paesaggi dell’inconscio collettivo etnico a cui appartiene il sistema simbolico utilizzato. Divinit  del mito sacrale e stelle del kosmos immaginale astrologico rappresentano qui un codice di lettura la cui validit  di significati si giustifica coerentemente in se stessa al di l  degli eventuali riscontri nell’oggettivit  apparente della natura e della storia. I valori che ne possono essere tratti rappresentano tendenze della psiche, impalcature del pensiero, sfondi e contorni paradigmatici inerenti alla complessit  degli eventi epocali... e non semplici sequenze meccaniche organizzate secondo criteri diretti di causa-effetto connessi a qualche “radiazione” planetaria; o per lo meno non soltanto questo.
E a proposito del possibile utilizzo del codice astrosofico in relazione alle formule arcaiche di comprensione dell’universo e di codifica dei Tempi Sacri sono ancora Santillana e la von Dechend a collocare il problema nella giusta prospettiva.

Il maggior divario tra il pensiero arcaico e quello moderno sta nell’uso dell’astrologia. Non s’intende con ciò l’astrologia comune e giudiziaria, oggi ridivenuta capriccio e moda tra il pubblico ignorante [...] È necessario risalire ai tempi arcaici, a un universo che non sospetta minimamente della nostra scienza e del metodo sperimentale su cui essa è fondata, inconsapevole dell’arte terribile della separazione che distingue il verificabile dal non verificabile. Era quello un tempo ricco di un’altra conoscenza andata poi perduta, che ricercava princìpi diversi; esso fornì la lingua franca del passato, la sua era una conoscenza di corrispondenze cosmiche che trovavano riprova e suggello di verit  entro uno specifico determinismo, anzi un sovradeterminismo soggetto a forze totalmente prive di ubicazione.

Quanto poi all’utilizzo magico dei dati astrosofici in relazione a un controllo oggettivo della natura o alla comprensione mantica di quella misteriosa sequenza causale e complessa che definiamo “destino” si tratta di un diverso ordine di problemi, che esula dal tema di queste considerazioni e di cui ci siamo occupati in altri contesti a cui rimandiamo. In ogni caso la controversia tra un sapere astrologico esperito come codice di lettura del Reale e dei suoi contenuti metafisici e un’Astrologia intesa invece come mantica e strumento di conoscenza di eventi futuri è molto antica e dopo aver percorso l’intero Rinascimento, attraverso le visioni, le intuizioni e le vivaci polemiche di giganti del pensiero come Marsilio Ficino, Giordano Bruno o Pico della Mirandola, è arrivata fino a oggi, coinvolgendo tuttora la frontale contrapposizione fra opposte concezioni dell’Universo. Dando anche occasione a desolanti cadute di livello critico presso alcuni ambienti autoproclamatisi “scientifici” ma in realt  settariamente scientisti, come l’americano CSICOP (Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal) e l’italiano CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), che pretendono d’invalidare radicalmente ogni forma di cultura esoterica e che verso il grande impianto teoretico astrologico ostentano ottuso disprezzo, senza peraltro nulla conoscerne e con una protervia ignorante che a volte si colora delle tinte un po' malsane della volgarit  inquisitoria. Nelle loro pubblicazioni, improntate a un’autentica crociata contro ogni formula culturale non inquadrata entro gli angusti confini del razionalismo integralista, le sapienze di Babilonia e di Persia e le complesse speculazioni di Albumasar o di Delminio o dello stesso Jung, per non parlare di Ficino, Bruno e Pico, vengono equiparate, nella totale assenza di apparati critici (storici, filosofici o antropologici), alle farneticazioni dell’ultimo astrologastro da rotocalco. Così una millenaria visione del mondo viene liquidata contrapponendovi un supponente dileggio d’incredibile superficialit , spesso condito da un linguaggio da taverna che non ha neppure il pregio di essere caustico o spiritoso.
Ne è una significativa testimonianza, per esempio, la prosa del fisico Roberto Vanzetto, personaggio di punta del CICAP, in un suo articolo sull’Astrologia apparso sul bollettino di quest’associazione, dove si lamenta l’esistenza di

gruppi dell’acquarianesimo e della Nuova Era (New Age) prossima ventura, i quali, dopo aver sentito dire da qualche parte che il punto Gamma si sposta nelle Costellazioni [...] hanno deciso che qualcosa dovr  capitare anche a noi. Ebbene, secondo questi tizi, che in fantasia e ignoranza non hanno nulla a che invidiare agli astrologi classici, quando il punto Gamma entrer  nell’Acquario (da cui il nome acquarianesimo) il mondo cambier  completamente (da cui il nome Nuova Era).

Atteggiamenti e linguaggi di questo tipo si squalificano da soli e distano anni luce dall’effettiva posizione degli specialisti, degli storici, degli epistemologi e antropologi del Sacro nei confronti della tradizione culturale esoterica e particolarmente ermetico-astrologica. Fra questi la compianta Frances A. Yates, una tra le maggiori autorit  mondiali nel campo degli studi sulla cultura rinascimentale, rilevava che

la concezione meccanicistica del mondo prodotta dalla rivoluzione del XVII secolo è stata a sua volta superata dagli stupefacenti, ulteriori progressi della conoscenza scientifica. Può essere illuminante distinguere la rivoluzione scientifica in due fasi, la prima caratterizzata da un universo animistico governato dalla magia e la seconda da un universo meccanicistico regolato dalla meccanica. Un’indagine su entrambe le fasi, e sulle loro interazioni, può rivelarsi un metodo più utile, per affrontare i problemi sollevati ai nostri giorni dalla scienza, di quello che si ferma soltanto al trionfo del XVII secolo. Non è infatti la scienza, tutto sommato, nient’altro che una gnosi, una visione della natura del Tutto procedente attraverso rivelazioni successive?

E l’epistemologo genovese Paolo Aldo Rossi, che tanto in Italia ha fatto per un corretto recupero delle culture scientifiche, magiche e spirituali di Medioevo e Rinascimento, a proposito del codice astrosofico stellare ci ricorda che

l’astrologia (come pars theorica) e la magia (come pars practica) si propongono come lo strumento fondamentale in grado di salvare la libert  dell’uomo, affrancandolo dalla natura madre e matrigna e rendendolo padrone e coautore sia del proprio destino che di quello del mondo in cui egli vive.

E ancora, relativamente alla presunta conflittualit  insanabile tra pensiero magico e rivoluzione scientifica:

il residuo magico astrologico non influenza in senso teoretico la costruzione delle teorie scientifiche, in quanto non sta alla scienza dar valore ai propri risultati. Il conferimento di senso non entra in contraddizione con le tematiche scientifiche, appartiene semplicemente ad un’altra dimensione.

Appare fin troppo evidente che le concezioni cicliche del Tempo e l’idea della Storia come avvicendamento circolare o spiroidale di epoche simbolicamente codificabili sono categorie del pensiero strettamente connesse a una visione magico-panteistica del mondo e del percorso umano. Il loro attenuarsi sugli orizzonti della cultura umana, per dare spazio a concezioni prima lineari ed escatologico-religiose, poi evoluzionistico-razionali, si manifesta infatti contestualmente all’oscurarsi delle culture magiche dietro gli orizzonti della coscienza e all’imporsi di due diversi paradigmi: il monoteismo religioso giudeo-cristiano e, in seguito, il razionalismo evoluzionista scientifico.
Come annotava Mircea Eliade,

il giudeo-cristianesimo presenta un’innovazione di capitale importanza: la fine del mondo sar  unica, così come è stata unica la cosmogonia. [...] Il tempo non è più il tempo circolare dell’eterno ritorno, ma un tempo lineare e irreversibile. Ma non è tutto: l’escatologia rappresenta anche il trionfo di una storia sacra, poiché la fine del mondo riveler  il valore religioso degli atti umani, e gli uomini saranno giudicati secondo le loro azioni. Non si tratta più di una rigenerazione cosmica che implica anche la rigenerazione di una comunit  (oppure della totalit  della specie umana) ma di un giudizio, di una selezione: solamente gli eletti vivranno in una beatitudine eterna [...] Vi è poi un’altra differenza con le religioni cosmiche: per il giudeo-cristianesimo la fine del mondo fa parte del mistero messianico. Per gli Ebrei l’arrivo del Messia annuncer  la fine del mondo e la restaurazione del paradiso. Per i cristiani la fine del mondo preceder  la seconda venuta del Cristo e l’ultimo giudizio [...].

Queste concezioni lineari e finalistiche degli eventi umani hanno informato di sé due millenni di evoluzione del pensiero e della coscienza, particolarmente in Occidente, grazie alla pressoché assoluta egemonia culturale delle teologie monoteiste, che hanno virtualmente inteso trasformare la Storia in un unico progetto arbitrario del loro Dio Personale. Un progetto etico, teleologico e inesorabilmente patriarcale in cui Uomo e Natura non sono che prodotti della creazione volitiva di un Nume Generatore Fallico, nella cui volont  capricciosa e dittatoriale si esaurisce il percorso del tempo universale, dalla Genesi all’Apocalisse. Il conseguente dualismo tra Essere (Logos generatore) e Divenire (Universo generato) trovò poi una sistematizzazione teoretica nello sviluppo del pensiero filosofico greco, in cui parallelamente — pur conservandosi con Pitagora e Platone la concezione panteistica e circolare del Kosmos e ciclica del Tempo e delle epoche umane — l’immobilit  astratta di un principio metafisico trascendente venne sempre più contrapposta alla costante e travagliata mobilit  delle cose e della Natura manifesta. A partire da Parmenide, lungo un itinerario che confluir  nell’ambivalenza del sistema di Aristotele (da cui si poterono trarre conclusioni opposte e contrastanti, sia teologico-spiritualistiche che razionalistico-scientifiche), la Natura, la Storia, l’Anthropos e le loro ciclicit  divennero mondi sempre meno “divini” e sempre più secondari, da un lato sottomessi alla volont  astratta di un Nume inconoscibile, dall’altro regolati da leggi automatiche razionalmente esplorabili attraverso modelli logici e matematici circoscritti.
Domenico Antonino Conci, docente di Filosofia teoretica ad Arezzo e una tra le voci più interessanti nel panorama accademico italiano sugli studi del pensiero antico, analizzando il passaggio dalle arcaiche culture della Grande Madre a quelle patristiche del Logos greco (nei cui paradigmi, oltre a tutta la teologia cristiana, resta ancor oggi radicato lo stesso pensiero scientifico-positivista) ha rilevato come sia fondamentale

evidenziare la differenza fenomenologica estrema fra una condizione antropologica segnata dal realismo segnico e quella, come l’occidentale, dominata profondamente dall’obbiettivismo scientifico e tecnologico. Nella prima l’esistenza e la verit  sono funzioni dirette ed immediate della manifestazione medesima che, in quanto attestazione diretta del reale, non è mero fenomeno [...] bensì presenza in carne ed ossa (realismo segnico). La seconda muove — dopo la catastrofe culturale prodottasi nel Medioevo ellenico (1200-fine 900 a.C.) con la crisi dell’egemonia magico-religiosa e quindi con la perdita di fiducia nel realismo segnico — dal dramma esistenziale cognitivo della differenza tra apparire ed essere, per giungere alla conoscenza del reale [...] solo mediante espedienti integrativi, concettuali e operativi forniti dal nuovo logos.

Dopo aver frantumato in due mondi contrapposti (Essere e Divenire) il cerchio cosmico, unitario, estatico e visionario delle cosmogonie arcaiche si cercò dunque di ricomporne la perduta unit  ouroborica attraverso espedienti cognitivi o intuitivi e giustapposizioni dialettiche tra l’Uno e i Molti, tra essenza e sostanza, e successivamente s’intrecciarono tali speculazioni con la montante marea dell’innesto giudeo-cristiano, per approdare infine all’ibrida convergenza — consacrata da Tommaso d’Aquino e dai suoi emuli — tra il “motore immobile” di Aristotele e il Celeste Padre “Creatore del Mondo” del paradigma cristiano. Nonché alla conseguente affermazione definitiva del tempo lineare e sequenziale, che influenzer  anche lo sviluppo del pensiero scientifico fino all’estrema reazione, uguale e contraria, dell’evoluzionismo materialista e all’interpretazione della Storia quale evoluzione biologica casuale, ma pur sempre lineare e finalistica, dall’animale al cosiddetto “uomo civilizzato”.

Eppure in tutta la loro storia, e segnatamente in due momenti fondamentali riconoscibili nel Rinascimento e nel nostro stesso secolo, l’osservare scientifico e il costruire tecnologico si sono ritrovati a confrontarsi con problemi e domande che costantemente mettevano in crisi la linearit  presupposta di una Natura regolata o addirittura “eticamente” orientata da qualche singola entit  (identificabile con il Deus personale monoteistico). Problemi e domande che tendevano a riproporre, sia pure in forma diversa, le lampeggianti visioni simboliche di concezioni olistiche, sciamaniche e magiche arcaiche riconducibili al realismo segnico, non foss’altro che per l’evidente struttura ciclica, complessa e non-lineare o addirittura frattale di ogni processo naturale osservabile, nonché per l’altrettanto evidente correlazione fra i più ancestrali archetipi del Sacro e le strutture morfologiche della psiche umana e del suo substrato inconscio.
Una codifica storico-antropologica esaustiva intorno al lento ritrarsi del mondo magico (comune, in epoche diverse ma forse sincroniche, a tutte le culture del pianeta) di fronte all’affermarsi dell’atteggiamento religioso aspetta ancora di essere scritta. E questo nonostante le più accreditate ricerche etnologiche, tra le prime quelle di James Frazer, padre tanto discusso quanto ancora attuale dell’antropologia, abbiano ormai dimostrato che la Magia è antecedente alla Religione: si potrebbe anzi dire che è la più antica delle religioni, in un tempo sospeso fra mito e archeologia in cui probabilmente non era ancora avvenuta quella frattura tra mondo magico e universo religioso che — originatasi poligeneticamente, come abbiamo visto, in seguito all’imporsi dei modelli dualistico-patriarcali — ha trasformato la Religione, specie nell’Occidente cristiano, nella più feroce persecutrice della Magia.
Com’è dunque accaduto che la Magia, forma primordiale di esperienza del Sacro e di percezione della Natura, si sia oscurata dinanzi all’avanzare dell’atteggiamento religioso, che invita la coscienza umana ad abbandonarsi all’arbitrio degli Dei (o del Fato, o dei Demoni) e, alla fine, di un unico “Dio personale” attraverso rituarie per molti versi opposte a quelle magiche, come l’apotropaica preghiera? Non è possibile allo stato attuale delle nostre conoscenze cronologizzare con certezza questo passaggio, ma è antropologicamente certo che il prometeismo magico (consustanziale e sincronico al realismo segnico) secondo cui l’Anthropos è un riflesso-contenitore del divino, capace con tecniche e sapienze esperibili di esercitarne ogni potest , è di gran lunga anteriore al paradigma devozionale religioso, che infatti risulta sfumato o pressoché assente in quelle culture tanto “primitive” da conservare ancora legami profondi e fisiologici con le proprie concezioni mitiche primarie. Lo rilevò lo stesso Frazer quando, parlando degli aborigeni australiani, “i selvaggi più primitivi di cui si abbiano notizie”, dovette constatare che “in Australia tutti sono maghi ma nessuno è un prete; tutti sono convinti di poter influenzare i loro simili e il corso della Natura tramite la Magia empatica, ma a nessuno verrebbe in mente di propiziarsi gli dèi con preghiere e sacrifici”. E nonostante che spesso, come certificato anche dalle ricerche etnologiche di un Malinowski, Magia, Religione e Scienza abbiano potuto coesistere nelle medesime epoche e culture, la dimensione magica ha sempre conservato la sua natura di sfondo primario, vissuta come nostalgica angoscia di un’elezione perduta e successivamente come minaccia da parte di arcaici poteri ormai percepiti come ostili.
Ma se nel corso del tempo, specie all’interno dei monoteismi giudeo-cristiano e islamico, la contrapposizione fra Religione e Magia si è andata sempre più rafforzando (contemporaneamente alla perduta percezione delle grandi ciclicit  cosmiche) sono invece emerse — come ancora Frazer tematizzò ampiamente — evidenti affinit  tra alcuni aspetti del pensiero magico e aspetti paralleli del moderno pensiero scientifico. Sia la Magia che la Scienza concepiscono infatti l’universo come un Macro-Essere (ente o struttura impersonale) complesso e multiforme, animato da meccanismi le cui leggi e funzioni possono essere conosciute e in qualche modo controllate dagli umani. Non è quindi probabilmente un caso che civilt  pervase da religiosit  magica, come quelle egizia, babilonese, cinese o mesoamericana, abbiano sviluppato, in perfetta concordanza con le proprie pulsioni sacrali, raffinate forme di speculazione scientifica e di realizzazione artistica, architettonica e tecnologica, mentre il rigido monoteismo giudaico non produsse al proprio interno alcuna tecnologia. I polimorfici sviluppi culturali di Islam e Cristianesimo dovettero in realt  la loro principale fioritura speculativa il primo all’influenza persiana (pervasa di Magia), il secondo ai travasi sapienziali dell’Oriente pre-cristiano nelle corporazioni di mestiere — e particolarmente muratorie — nonché alla rivoluzione culturale e antiteologica dell’ermetico Rinascimento e del massonico Illuminismo. Come, del resto, le scienze occidentali hanno potuto progredire in seguito nel loro tentativo di comprensione e successivamente di controllo della Natura solo a fronte di un distacco sempre maggiore, anche se spesso dissimulato e controverso, dalle religioni monoteistiche imperanti e particolarmente dal Cristianesimo.

È in base a queste necessarie premesse che intendiamo qui analizzare la polimorfa corrente sociale, culturale e spirituale nota come New Age, che appare evidentemente parte di quella più vasta fenomenologia antropologica di mutazione epocale che all’alba del nuovo millennio sembra marcare la riemersione planetaria del realismo segnico e l’albeggiamento di un nuovo Rinascimento stellare, gnostico e magico. Vedremo come proprio attraverso alcuni nuovi paradigmi filosofici e culturali, evidenziati nelle espressioni più mature della New Age, un nuovo pensiero scientifico post razionalista e un nuovo pensiero magico neo-gnostico si stiano ricercando per incontrarsi e per ritrovare forse le proprie comuni radici da troppo tempo oscurate. Tracceremo brevemente gli antecedenti e gli sviluppi teoretici e storici di questo fenomeno e tenteremo di tracciarne le fondamentali categorie paradigmatiche di applicazione. E nel far questo mostreremo come la New Age rappresenti il primo segnacolo storico collettivo del prossimo e inevitabile tramonto del mondo monoteistico (culturale, spirituale e religioso), particolarmente nella sua forma cristiana, della quale tutti i paradigmi neo-gnostici e le formule di pensiero e di azione caratterizzate come New Age rappresentano l’antitesi radicale.

RADICI E SVILUPPI DI UN’IDEA “SCANDALOSA”

Le dottrine implicanti una visione ciclica della storia e il ritorno periodico di una sempre rinnovata Et  dell’Oro appaiono, come abbiamo visto, estremamente antiche e radicate in una Gnosi atemporale, e spesso gravida d’implicazioni esoteriche, che appartiene all’alba dell’Umanit . Sono poi noti il persistere e la ricorrente riemersione di tali idee-forza nella storia del pensiero europeo, paralleli al filone magico-ermetico dell’attesa imminente di una Nuova Era di pace e saggezza. Un percorso di allegoriche utopie che negli ultimi cinque secoli va dal Rinascimento, con le infiammate visioni di Giordano Bruno (nelle cui opere riprendendo temi gi  cari a Virgilio e a Dante si vagheggia il ritorno di Astrea, dea della Giustizia) alle settecentesche visionarie intuizioni di Giambattista Vico, con le sue cicliche e successive “Et  degli Dei, degli Eroi e degli Uomini” e i suoi corsi e ricorsi storici.
Il riaffiorare moderno in Occidente di una sistematizzazione storico-filosofica basata su queste concezioni, sia pure a livelli inizialmente marginali ed elitari, si sviluppò, a partire dalla seconda met  dell’Ottocento, attraverso il generale rifiorire di societ  iniziatiche e movimenti di pensiero fondati sul recupero di tradizioni esoteriche, magiche e gnostiche. Fondamentale in questo senso risultò a cavallo tra Otto e Novecento l’influenza di personaggi quali l’occultista francese Alphonse-Louis Constant (meglio noto come Eliphas Levi), il magista e poeta neo-pagano inglese Aleister Crowley, l’esoterista russa Helena Petrovna Blavatsky madre fondatrice del movimento teosofico, nonché degli ideali continuatori di alcuni aspetti del pensiero di quest’ultima: i teosofi inglesi Annie Besant, Charles Webster Leadbeater e Alice Bailey e l’esoterista austriaco Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia.
Dai primi mesi del 1900 fino al 1930 ad Ascona, in Svizzera, nel luogo che ancor oggi porta l’emblematico nome di Monte Verit , furono organizzate, tra varie vicissitudini, colonie e comunit  progressiste, anarchiche e spiritualiste dedite al nudismo e alle danze rituali, nonché fondate su formule teosofiche proiettate verso un’ideale trasformazione globale della civilt  e della cultura occidentali. E gi  nel 1917 il massone tedesco Theodor Reuss, Gran Maestro dell’O.T.O. (Ordo Templi Orientis, una tra le più trasgressive e rivoluzionarie fra le organizzazioni iniziatiche, paramassoniche e magiche sorte ai primi del secolo) organizzava a Monte Verit  un congresso esoterico e metapolitico i cui scopi dichiarati ruotavano intorno a temi quali “forme di societ  anazionali e cooperative, educazione conforme all’et  moderna, emancipazione della donna nella societ  futura, massoneria mistica, nuove forme di socialit , arte, danza rituale e cultuale”. Proprio mentre negli stessi decenni vittoriani Aleister Crowley, che tra l’altro successe a Reuss come Gran Maestro dell’O.T.O., prefigurava l’avvento imminente di una nuova epoca — o “Eone” — fondata sulla Magia, sulla Scienza e sulla liberazione degli Istinti Primordiali: una Nuova Era che sarebbe seguita al decomporsi del Cristianesimo e del Razionalismo.
Tra i primi esponenti del pensiero neo-gnostico che a partire dagli anni ’20, sulla scia di quest’humus metaculturale, coniarono le definizioni tecniche di “Et  dell’Acquario” e “Nuova Era” (New Age) i più noti furono il francese Paul Le Cour fondatore dell’associazione Atlantis e la citata teosofa inglese Alice Bailey, che sviluppò parte delle sue esperienze nel clima di Monte Verit  e che sull’idea della nuova epoca imminente, magica e spiritualmente globale concentrò tutto il suo lavoro e l’attivit  dei diversi gruppi, soprattutto americani, da lei promossi. Numerose furono poi le elaborazioni e le influenze, sia teoriche sia operative, che gradualmente dagli anni ’40 e ’50 in poi contribuirono, per la loro ampia diffusione, ad alimentare nei paesi occidentali il milieu umano e spirituale proiettato verso l’idea-forza di una Nuova Era: in particolare vanno ricordate quelle dei filosofi indiani Sri Aurobindo e Bhagwan Shree Rajneesh (conosciuto negli ultimi anni della sua vita come Osho). La visione palingenetica di Aurobindo sul risveglio collettivo di una “Supermente” fu ripresa e amplificata dalla sua compagna e continuatrice Mira Alfassa (conosciuta sotto lo ieronimo di Mère), che nel 1963 fondò in India Auroville, la “citt  del futuro”, concepita come “luogo di ricerche materiali e spirituali per dare un corpo vivente a una vera umanit ”. Quanto alla profonda dottrina di liberazione dai tabù religiosi e intellettuali e all’empito verso un nuovo tipo di umanesimo illuminato scaturiti da Osho non devono essere confusi né possono esaurirsi con certe forme di cultismo esasperato sviluppate da alcuni tra i suoi seguaci.
Fu comunque nel corso degli anni ’60 che, in piena sinergia con la controcultura americana e poi europea e con il movimento hippy, presero forma — inizialmente soprattutto nei paesi di lingua inglese — esperienze collettive di ricerca sia spirituale che scientifica dichiaratamente fondate sulla costruzione e sull’avvento di una rivoluzione globale, definita, specie in America, con il termine “New Age”.
Nel 1962 un gruppo di teosofi e sensitivi fortemente influenzati dal pensiero di Alice Bailey dettero vita in Scozia alla comunit  di Findhorn, dedita a rapporti sperimentali con i poteri elementali e alle conseguenti applicazioni nel campo della botanica e dell’agricoltura. Nello stesso anno a Big Sur, in California, su ispirazione tra gli altri dello scrittore Aldous Huxley, un gruppo di psicologi, esoteristi e ricercatori di una Nuova Gnosi scientifica fondarono l’Esalen Institute, che diverr  uno dei principali punti di riferimento mondiali per le ricerche di frontiera sullo sviluppo del “potenziale umano” e i cui referenti culturali coinvolgeranno l’opera e le ricerche di rivoluzionari esploratori dello spirito e del pensiero come Timothy Leary e Carlos Castaneda.
I ricordi autobiografici di Leary, che nel 1996 ha voluto provocatoriamente diffondere su Internet i momenti cruciali della propria stessa morte, risultano a questo proposito ampiamente esplicativi:

eravamo penetrati nel dialogo del mito, inseriti in quell’antica corrente di appassionata speranza e credenza rischiosa che credeva possibile vedere l’umanit  evolvere verso la più alta saggezza. Era il familiare credo gnostico, ermetico, neo-platonico, alchemico, faustiano, jeffersoniano, rivolto a leggere nell’individuale il microcosmo e a scoprire la più completa visione dell’universo. Un universo con numerosi centri, il quale d  vita all’esistenza individuale, continuamente ricorrente. Un credo quindi sempre contrastato dall’inquisizione e costantemente deriso dalla versione autorizzata del dogma del momento.

Nei decenni successivi, lungo innumerevoli ramificazioni coinvolgenti tutti gli aspetti di cultura, storia, scienza e religione, oltre che di esoterismo e antropologia del Sacro, l’atmosfera New Age — scaturita, come abbiamo visto, dall’iniziativa innovatrice di alcune strutture iniziatiche europee, sviluppata dal libero associazionismo americano e infine rientrata in Europa come movimento culturale collettivo — ha informato di sé una vasta rete di movimenti, centri, fondazioni, gruppi e singoli ricercatori e ricercatrici, assumendo, almeno nelle intenzioni, la dimensione di un Nuovo Paradigma umanistico.
Ancora nei primi anni ’60, e sempre in California, Thomas Kuhn, una tra le voci più innovative dell’epistemologia contemporanea e, almeno ufficialmente, estraneo a qualsiasi coinvolgimento New Age, proponeva che il percorso di crescita della scienza venisse inteso procedere non “per accumulazione di singole scoperte e invenzioni” secondo uno schema lineare di successione, bensì attraverso la formazione di “paradigmi”, laddove “leggi, teorie, applicazioni e strumenti” ben definiti generano definizioni sistematiche a priori e modelli di pensiero circoscritti si articolano in particolari tradizioni scientifiche caratterizzate da una loro coerenza. Tali paradigmi, secondo Kuhn, tendono ciclicamente a superarsi nel tempo attraverso vere e proprie “rivoluzioni” di percezione e di metodo.
In effetti, specie tramite alcuni suoi portavoce americani come Marilyn Ferguson, David Spangler, Patricia Mishe, Shirley McLaine e per molti versi il fisico Fritjof Capra, autore del celebre Tao della Fisica, l’onda mentale New Age si presenta innanzitutto come l’annuncio di una prossima, inevitabile “mutazione dei paradigmi”. Di tutti i paradigmi: religiosi, filosofici, scientifici, artistici, antropologici e politici.

REAZIONI DI PAURA E PAURE REAZIONARIE

La diffusione sempre più ampia e articolata di un pensiero radicalmente perturbante e destabilizzante come la New Age all’interno di un ancor più vasto Rinascimento neo-gnostico e neo-magico, in cui è ravvisabile ciò che alcuni ormai chiamano un generale reincantamento del mondo, non ha ovviamente mancato di suscitare violente reazioni di allarme sia tra le frange più conservatrici del mondo scientifico istituzionale che in numerosi ambienti religiosi e ai vertici delle fedi stabilite. Le crociate bandite contro le “pseudoscienze” da organismi di propaganda scientista come i gi  citati CSICOP e CICAP (il cui congresso del 1998 si è occupato appunto, con il consueto stile superficiale e diffamatorio, di “New Age: nuova era o vecchie idee?”), l’isterismo del fondamentalismo protestante di molti paesi che ravvisa apertamente nella New Age il “volto dell’Anticristo”e le esternazioni sempre più frequenti della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro “magia e superstizione” rappresentano il segnale indiscutibile dei timori degli esponenti della Vecchia Era dinanzi all’avanzata di un Nuovo Pensiero.
Ma cosa dunque vi può essere di tanto terribile nelle formule della New Age da produrre addirittura anacronistiche alleanze tra il razionalismo esasperato e spesso dichiaratamente ateo di organizzazioni quali CSICOP e CICAP, il fondamentalismo religioso americano ed europeo e gli stessi vertici di chiese millenarie? E questo mentre su fronti culturali indubbiamente più maturi, anche se ugualmente critici e spesso influenzati da paradigmi cristiani, per esempio in uno studio del ’92 di Aldo Natale Terrin (docente di Filosofia e Storia delle religioni alla Cattolica di Milano), si parla del pensiero acquariano come di una naturale evoluzione religiosa del “postmoderno” e ancora, sotto certi versi più opportunamente, come della riemersione di una “religione della Grande Madre”.

Il “fenomeno New Age” è caratterizzato, come noto, da un’estrema fluidit  strutturale e da una forte indeterminazione dinamica: tentare perciò di classificarlo in forme troppo rigorose porterebbe inevitabilmente fuori da una sua corretta comprensione. Riteniamo però importante, a fronte di certe Guerre Sante che rischiano di confondere le idee perfino a chi nei confronti della New Age prova un genuino interesse ma stenta a ravvisarne i contorni, tentare di definire quanto finora la New Age, attraverso i suoi principali gruppi e portavoce, ha dimostrato di non voler essere, classificando così, per contrasto, ciò che fino a oggi ha voluto essere.
Proponiamo quindi una griglia contenitrice formulata in otto paradigmi radicali, di cui tre primari e cinque derivati, in cui è possibile configurare la totalit  del nuovo modello antropologico acquariano.
I tre paradigmi primari, che informano di sé le loro conseguenti derivazioni e applicazioni, s’identificano in un fondamento metafisico e religioso Panteista, in una prassi della Sincronicit  (basata in gran parte sulle ricerche pionieristiche di Jung) e in una teorizzazione della Complessit  (considerabile nella sua essenza anche al di fuori del “problema” New Age, in quanto risulta oggi essere al centro delle ricerche sociologiche “ufficiali” più avanzate).
Le cinque applicazioni paradigmatiche che derivano da questa triade e investono tutti i molteplici aspetti del Nuovo Pensiero sono poi quelle religiose, filosofiche, scientifiche, artistiche e politico-sociali.

APPLICAZIONI RELIGIOSE
IL NUOVO PARADIGMA: MISTICISMO GNOSTICO

Il Movimento New Age non vuole essere una nuova religione, ma un kosmos religioso reticolare in cui tutte le espressioni religiose antiche e moderne possano essere incluse, reinterpretate o ridisegnate.

La New Age come fenomeno unitario non ha alcuna caratteristica di “rivelazione” autoritaria o definitiva tipica delle grandi religioni monoteistiche e dei loro derivati; non ha un profeta o una singola incarnazione divina o comunque un fondatore definito, né un conseguente libro sacro fondamentale con qualche gerarchia sacerdotale che lo rappresenti e lo interpreti. Peraltro non esiste nell’universo spirituale “acquariano” uno sfondo etnico o mitico unitario che leghi chi ne partecipa a cosmogonie o pantheon sacrali definiti e circoscritti.
Dal punto di vista della fenomenologia delle religioni vi si può indubbiamente riscontrare qualche similitudine con la dimensione religiosa estremo-orientale (specie nelle sue forme buddista e taoista) o addirittura con certi aspetti della paganit  classica, in cui formule di culto anche molto diverse tra loro coesistevano e s’influenzavano a vicenda secondo un processo sincretico inclusivo. Considerando che le radici spirituali della religiosit  New Age sono indubbiamente pagane e per molti versi pre-monoteistiche e comunque pre-cristiane, e vista la filiazione diretta di alcuni suoi aspetti fondamentali da elaborazioni esoteriche moderne della filosofia religiosa asiatica, risulta ovvia l’impossibilit  di definirne i contorni come “religione” in senso occidentale, mentre si giustifica il suo tentativo di proporsi quale sintesi inclusiva e superamento evolutivo di tutte le rivelazioni e sacre scritture del passato, nonché dei culti e cosmogonie di ogni popolo, etnia o epoca — sintesi e superamento tesi verso un sincretismo totalizzante.
Le idee-forza fondamentali del kosmos religioso acquariano, che qui ripercorriamo brevemente, si caratterizzano infatti in modo evidente come un esplosivo punto d’incontro fra le categorie fondamentali del pensiero magico-gnostico (come in parte rielaborato dalle fratellanze iniziatiche dei secoli XVIII, XIX e della prima met  del XX) e la sensibilit  laica del nostro tempo.

A) Impersonalit  del Divino
Il rifiuto radicale del concetto teologico cristiano del “Dio Persona” a fronte del recupero di una concezione per molti versi panteistica e cosmico-energetica del Sacro, che in quanto avulsa dal concetto di una divinit  personale totalizzante qualcuno giunge paradossalmente a definire atea, come gi  avvenuto in relazione a certe correnti del Buddismo.

B) Panteismo
Ogni dualismo materia-spirito si dissolve e tutto è divino poiché ogni espressione fisica o metafisica del Reale contiene e riflette la totalit , in un gioco ologrammatico di riflessione o emanazione; fino a giungere alla formula radicale dell’Anthropoteismo, secondo cui l’uomo e la donna (o meglio le loro radicalit  profonde) sono Dio in quanto microcosmi olografici o immagini viventi della totalit  cosmica.
Per molti aspetti nella New Age questi due approcci risultano combinati in una sorta di Panteismo Politeista: infiniti risultano infatti i diversi microcosmi omologhi, superiori, inferiori o paralleli all’entit  umana in cui il kosmos divino si riflette, secondo una visione complessa di Enti, Dei o Deva, Esseri Elementali, Coscienze ultraumane angeliche e demoniche, Gerarchie multidimensionali, Forze o Entit  aliene (spesso connesse alla fenomenologia ufologica) con cui la dimensione umana sarebbe da sempre in relazione sinergica.

C) Relativismo Spirituale e conseguente Relativismo Religioso
Ogni singola religione, pur se individuata nel suo nocciolo essenziale o nei suoi eventuali contenuti esoterici, non esprime che un aspetto dell’approccio al Divino, spesso limitato e circoscritto da connotazioni etniche, razziali, geografiche o storiche. Viene in questo senso enfatizzata l’esistenza di uno sfondo metafisico che, comune a tutti i culti, sta emergendo nei Tempi Nuovi, tendendo ad annullare la funzionalit  stessa delle singole religioni ed evidenziandosi quale punto di arrivo e convergenza di ogni realizzazione spirituale sia individuale che collettiva. Tale sfondo a sua volta non è una verit  assoluta e definibile, bensì una ragnatela di potenzialit  creative la cui conoscenza e attuazione si concretizzano nell’esperienza di ogni Coscienza Individuale maschile o femminile che, se opportunamente addestrata tramite tecniche molteplici, può giungere a identificarsi con una o più di queste potenzialit , divenendo essa stessa Dio o Dea e acquisendo quindi la conoscenza e il potere atti a costruire e ricostruire ogni possibile Realt  in base al proprio Volere profondo.
D) Conoscenza ed esperienza diretta del Sacro e parimenti della Natura e del Mondo (o dei Mondi)
Realizzazioni ottenibili tramite un rapporto attivo e volitivo sia con le dimensioni invisibili che con la Natura visibile. Un rapporto magico e prometeico in cui tecniche psico-spirituali, come la Meditazione o lo Yoga o l’Alchimia Sessuale o altre (mutuate da varie tradizioni più o meno antiche), travalicano e annullano la dimensione passiva e apotropaica della preghiera.

E) Rifiuto radicale del concetto di “peccato”
Laddove non esiste alcuna restrizione non esiste neppure trasgressione. La natura del “Male” viene piuttosto interpretata come malattia, cioè quale temporanea perturbazione degli equilibri dinamici fisici, parafisici o spirituali tra le molteplici componenti di quel complesso software che compone la realt  di ciascun essere. In questo modello concettuale gli “squilibri energetici” ricordano molto da vicino la diffusione dei virus biologici o informatici: da qui l’ampio spazio dedicato alla ricerca e alla pratica di metodi terapeutici olistici (ovvero fisio-psico-spirituali), di cui la vasta messe di “terapie alternative” recuperate o elaborate all’interno della New Age rappresenta un aspetto importante. In questo senso la lotta contro le “energie negative” di qualsiasi tipo (che in definitiva altro non sono che gli effetti relativamente temporanei di qualche “mancanza di illuminazione”) e il tentativo di trasmutarle in “potere positivo” costituiscono un’ulteriore occasione di consapevolezza e di evoluzione per Uomini e Donne Nuovi, secondo un tipico intreccio in cui aspetti religiosi, filosofici, scientifici e magici del Nuovo Pensiero si trasfondono e si combinano in formule olistiche.

F) Richiamo teogonico al “Cristo Cosmico”
È presente in alcune correnti della New Age molto diffuse negli USA, nelle quali però il Christos assume una valenza squisitamente gnostica e assai lontana dal cristocentrismo antropomorfico e messianico delle chiese cristiane storiche e istituzionali. La “Coscienza Cristica” ricercata e proclamata da alcuni settori acquariani è da individuarsi semmai quale ipostasi di quella Coscienza Cosmica che ogni entit  autocosciente può scoprire e realizzare attraverso la propria autodivinizzazione. Laddove ne viene ammessa l’esistenza storica il “Maestro” Gesù di Nazareth viene tutt’al più concepito come uno tra coloro che avrebbero realizzato questa palingenesi iniziatica fino a raggiungere lo status di Avatar o “incarnazione divina”, al pari di Buddha, Lao-Tse o Zoroastro. Il “ritorno del Cristo” identificato con la Nuova Era non ha quindi alcuna fisionomia millenarista o apocalittico-messianica, in quanto concepito sull’onda di un tempo ciclico e non lineare e quindi rappresentativo non della fine della Storia, ma di una fase fisiologica di riemersione periodica di un archetipo di rigenerazione individuale e collettiva.

APPLICAZIONI FILOSOFICHE
IL NUOVO PARADIGMA: ANDROGINIA METAFISICA

Il Pensiero New Age non vuole essere una nuova filosofia, ma una sintesi armonica di prospettive filosofiche diverse in cui, secondo i canoni della complessit , possono trovare spazio l’Idealismo come il Materialismo, Goethe non meno di Marcuse, e dove Platone può serenamente incontrare Voltaire e Proust per discutere di Fate e di Fisica Quantistica.

Il risveglio della Coscienza profonda individuale e collettiva e l’attesa partecipata e attiva a una Grande Mutazione, percepita come imminente, si concretizzano nel tentativo di forgiare uomini e donne Nuovi, cioè Maestri e Maestre di una nuova formula esistenziale. E si concretizzano altresì nella ricerca virtuale o reale di contatto con esseri o poteri (umani e non) gi  “rinnovati”, o comunque “ascesi” o “cosmici”, che possano indicare metodi e vie per il Grande Conseguimento. Ne deriva un atteggiamento creativo e positivo verso la vita e soprattutto verso la morte, bilanciate ed esaltate entrambe tramite il concetto di Reincarnazione, inteso quale meccanismo regolatore centrale attraverso cui si determinano i rapporti fra cicli biologici ed evoluzione della Coscienza.
Un ulteriore aspetto importante è l’enfatizzazione degli Archetipi e dei Simboli Femminili, in quanto — come abbiamo visto — la Femminilit  metafisica risulta essere alle radici arcaiche del Sacro prima della sclerotizzazione patristica e patriarcale culminata nei diversi monoteismi. La focalizzazione sul mito dell’Androgine come chiave risolutiva di bilanciamento tra i sessi conduce anche, all’interno di molte correnti del milieu New Age, all’accettazione della dimensione omosessuale quale opzione sia naturale che spirituale.
La teorizzazione etico-filosofica della New Age è quindi una prassi d’inclusione assoluta, in cui l’unico punto di riferimento è la coscienza di sé. Le diverse gradazioni umane di partecipazione, impegno, compassione, aggressivit , indifferenza, altruismo o egoismo non sono che variabili opzionali di un Gioco che la coscienza intrattiene con se stessa e con altre coscienze e forme naturali, da intendersi tutte quali riflessi o parti del proprio sé, al di l  di qualsiasi morale definita di “bene” o “male”.

APPLICAZIONI SCIENTIFICHE
IL NUOVO PARADIGMA: OLISMO METASCIENTIFICO

La visione del Mondo e della Natura della New Age non vuole essere una nuova scienza, ma l’elaborazione di modelli di ricerca e conoscenza olistici (dal greco holos, “tutto”), in cui materia, psiche, mente e spirito non sono che gradazioni di una Realt  Unica.

Viene enfatizzata una nuova visione inclusiva e multidisciplinare delle scienze e particolarmente della medicina e della fisica. Le possibilit  che ne conseguono rappresentano certamente l’aspetto più orizzontale e diffuso del Nuovo Pensiero e includono tra l’altro:

A) il risveglio della Materia e della corporeit , mediante antiche e moderne formule di dinamica psico-corporea e il ristabilimento degli equilibri psicofisici attraverso la pratica di medicine alternative;

B) la Psicologia transpersonale e i molteplici, diversi incrementi del Potenziale Umano;

C) il marcato interesse per l’utilizzo di tutte le nuove tecnologie informatiche e per le ricadute filosofiche e sociologiche di una Cyberfilosofia Technopagana della Rete Globale;

D) la libera ricerca sugli stati alterati di coscienza e la loro esplorazione (Psiconautica) tramite l’utilizzo controllato di sostanze psicoattive (droghe) definite come enteogene, cioè rivelatrici della Divinit  Interiore;

E) le ricerche e le sperimentazioni di contatto con altri livelli di realt , mondi paralleli o entit  micro o macrocosmiche non umane;

F) nuove formule storiche e antropologiche, inclusive di una visione globale e ciclica del percorso umano, delle sue origini e delle sue prospettive e finalizzazioni future.
La ricomprensione degli archetipi arcaici, delle strutture mitiche primarie e delle loro profonde connessioni porta inevitabilmente allo sviluppo di un pensiero multidimensionale e creativo, in cui la miopia del razionalismo e gli abbagli del fideismo possono essere superati in base a quel medesimo modello di Nuova Alleanza tra scienze fisiche, biologiche e umanistiche vagheggiato anche da molti scienziati contemporanei, fra cui l’epistemologo belga — e premio Nobel per la Chimica — Ilya Prigogine. È comunque assodato il crescente interesse di umanisti e scienziati per una rivoluzione nei processi della conoscenza e quindi della coscienza.
Partendo dalla constatazione sociologica del formarsi spontaneo della “societ  complessa”, e parallelamente all’esigenza di nuove forme di dialogo tra le componenti razionali ed extrarazionali della nostra cultura e della nostra stessa identit , cominciamo forse a comprendere (o a ricomprendere) che la Realt  non è il regno di un solo Dio né il “regno dell’Uomo” e della sua coscienza ancora limitata. Forse semplicemente la Realt  non è un “regno”, ma un tessuto, una rete, un alveare composto di molteplici dei e coscienze e forze e potenzialit , coesistenti in una dimensione olografica, e per molti versi caotica, nella quale ogni piccolo frammento riflette l’intero. Tanto che in un kosmos che si dimostra sempre meno riducibile ai paradigmi cartesiani, così come alle categorie teologiche, ogni realt  ordinata apparente — compresa la cosiddetta “oggettivit ” tanto cara al pensiero razionalistico — non può essere considerata che il prodotto dell’atto stesso del percepirla e qualsiasi azione (o moto di energia fisica, psichica o biologica) si scopre inesorabilmente correlata a qualsiasi altra, secondo un criterio che ricorda le categorie magiche dell’imitazione e del contagio (rilevate da Frazer nel magismo delle culture arcaiche) e che ci riporta all’antico assioma ermetico di Mercurio Trismegisto: “ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una”. Ogni processo conoscitivo, esplorativo o di controllo del Reale non può riconvertirsi allora che in una sorta di Arte della Trama o Scienza dei rapporti fra le diverse componenti dell’insieme (Rete). Ovvero in una nuova, gnostica Magheia.

APPLICAZIONI ARTISTICHE ED ESISTENZIALI
IL NUOVO PARADIGMA: ECOLOGISMO VITALISTICO

Le formule estetiche New Age non vogliono essere una nuova forma d’arte più o meno rivoluzionaria, ma la costante ricerca di una sintesi artistica fra sensibilit  arcaiche, contemporanee e future, sia naturali che tecnologiche.

Nella New Age esiste una ricerca estetica dinamica atta a esprimere contemporaneamente “vibrazioni”, pulsioni e contenuti ideali delle idee-forza acquariane. In particolare la musica sorta all’interno del kosmos New Age, che incarna un elemento fondamentale della sua diffusione soprattutto fra i giovani, tende a reificare sensazioni e concetti del Nuovo Pensiero recuperando motivi classici e perfino liturgici (come il canto gregoriano) e connettendoli a tonalit  moderne (quali blues, jazz o rock), per poi proiettare verso il futuro le sue tematiche sonore, secondo il consueto criterio di sintesi, attraverso l’utilizzo della musica elettronica.

APPLICAZIONI POLITICHE E SOCIALI
IL NUOVO PARADIGMA: UNIVERSALISMO ANARCHICO

L’empito sociale New Age non vuole essere una nuova formula politica da contrapporre alle altre, ma una visione operativa globale di simbiosi fra tutte le componenti naturali, economiche e sociali che sia in grado di realizzare la pienezza e la felicit  di ogni essere.

Una particolare enfasi neo-ecologica viene posta sulla necessit  di rapportarsi alla Natura come Entit  vivente e autocosciente e di recuperare un rapporto sinergico con il nostro Pianeta Madre Gaia, sulla scia di una concezione geofisiologica ben nota alle antiche tradizioni sia estremorientali che occidentali e parzialmente recuperata alla fine dei nostri anni ’70 dal ricercatore inglese James E. Lovelock con la sua “ipotesi di Gaia”: il pianeta Terra inteso come unit  vivente capace di manipolare i suoi singoli elementi costitutivi per le proprie necessit  globali.
Sul piano sociale la proposta New Age si traduce in un mondialismo complesso e multietnico in cui si riflette l’universalismo cosmico dei nuovi paradigmi, mentre all’individuo viene proposta la formula di un’autodeterminazione radicale fondata sul risveglio della propria coscienza e sul rifiuto di ogni autorit  estranea a tale risveglio, secondo una prassi di anarchico neo-illuminismo.

L’AURORA DEGLI ARCOBALENI E IL TRAMONTO DELLA CROCE

È evidente come ognuna di queste idee-forza, sia singolarmente sia in relazione alle altre, rappresenti una netta e dichiarata antitesi rispetto a qualunque paradigma religioso totalizzante e come risulti segnatamente inconciliabile con la totalit  delle religioni monoteiste e particolarmente con il Cristianesimo, almeno per quanto riguarda le formule teologiche, sociali e storicamente consolidate che tali religioni hanno assunto attraverso tre millenni, dal Sinai alla Mecca e dal Golgota al Vaticano.
Indubbiamente va riconosciuta all’interno delle tradizioni storiche ebraiche e islamiche la presenza di un filone sapienziale esoterico, riferibile alla Kabbala e al Sufismo, in cui le proposizioni teologiche “ufficiali” di Giudaismo e Islam vengono ribaltate o interpretate secondo formule molto lontane dall’ortodossia patriarcale — formule che hanno anche sensibilmente contribuito alla formazione di quel patrimonio iniziatico che, in parte e sotto forma metaculturale, la migliore New Age ha ereditato. Ma va anche ricordato che queste correnti di pensiero hanno emblematicamente rappresentato l’alterit  ereticale sia nell’Ebraismo che nel mondo culturale e religioso islamico e che le loro dirette influenze e prassi sono sempre state circoscritte a élite semisegrete.
Per quanto riguarda invece il Cristianesimo quelle grandi matrici di idealit  e sapienza arcaica e spesso magica riconoscibili in tradizioni quali la Gnosi religiosa del I e II secolo (e di molte “eresie” successive), l’Ermetismo, il Templarismo, la jerosofia cavalleresca del Graal o la Rosa+Croce hanno salvaguardato e trasmesso la propria esistenza — fino a riemergere oggi in molti aspetti del pensiero acquariano — non attraverso la religione ufficiale, bensì nonostante o contro di essa. Ben lungi dal rappresentare un inesistente “esoterismo cristiano” questi movimenti hanno sempre finito per incarnare una radicale alternativa virtuale al Cristianesimo, pur nascondendosi spesso sotto il velame dei suoi totem al fine, quando possibile, di salvaguardare la propria sopravvivenza storica e, ancora in tempi non troppo lontani, la stessa vita fisica dei loro rappresentanti.
Qualsiasi cristiano che oggi intimamente aderisca anche a una soltanto delle formule paradigmatiche New Age che abbiamo enunciato in relazione all’esperienza religiosa si pone dunque automaticamente fuori da qualsiasi ortodossia cristiana riconosciuta e in special modo da quella più diffusa nel mondo, ovvero il Cattolicesimo Romano. Peraltro la stessa letteratura di area cattolica, specialistica e non, sia laica che ecclesiastica, intorno alla New Age ha ampiamente provveduto a chiarire l’inevitabile contrapposizione e la radicale incompatibilit  fra i paradigmi portanti del pensiero e della prassi acquariani e tutti i principali fondamenti teologici, morali e sociali del Cristianesimo in senso lato e del Cattolicesimo in particolare.
Il cardinal Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha per esempio avvertito che “il fenomeno del New Age, assieme a tanti altri nuovi movimenti religiosi, è una delle sfide più urgenti per la fede cristiana” e che “un fatto aggrava la situazione: aderiscono alle dottrine del New Age non soltanto persone lontane dalla fede, ma anche cristiani che si lasciano influenzare da certi concetti-chiave, spesso senza accorgersi della loro incompatibilit  con il messaggio evangelico”.
L’approccio al divino come realt  impersonale e non codificata in un culto preciso e quindi, in forza di un approccio radicalmente panteista, la sostanziale negazione di valore del “Dio Personale” presentato dal giudeo-cristianesimo rappresentano in effetti ben più che una semplice rottura con l’universo spirituale cristiano: si tratta di un’esperienza del Sacro che si pone al di l  e oltre rispetto all’essenza stessa del monoteismo patriarcale, un’esperienza che rivendica e recupera (o vorrebbe recuperare) tutto ciò che gi  era ben prima che il monoteismo e più tardi il Cristianesimo venissero concepiti, secondo un modello ciclico perfettamente coerente ai paradigmi di un ritorno pagano dell’Et  dell’Oro. Una rivoluzione, quindi, che in realt  costituisce una restaurazione, un ritorno amplificato e potenziato di quei valori e universi magici e sapienziali che in particolare il Cristianesimo — percepito in questo contesto come un momento di decadenza — aveva cercato di distruggere fin dai tempi della loro malvista sopravvivenza nello gnosticismo ereticale dei suoi primi secoli di vita. Come in una sua analisi polemica sulla Gnosi religiosa antica ci ricorda emblematicamente, e con qualche sfumatura di nostalgia inquisitoriale, lo studioso cattolico Alberico Lolli, professore emerito della canadese Laurentian University,

la gnosi in seno al primo cristianesimo [...] venne subito a configurarsi agli occhi attenti dei Padri come un’emergenza pericolosa e preoccupante — tanto distintiva nei modi quanto deteriore negli effetti — cioè come vera e propria “deviazione eterodossa” del Cristianesimo e pertanto meritevole di essere avversata e distrutta dalla gerarchia ecclesiastica che, sebbene ancora in via di formazione, gi  sapeva assegnare a se stessa un ruolo di legittima detentrice del “conoscere ortodosso”, e nella interpretazione dei testi sacri e nella costruzione dell’edificio teologico.

Le parole che nel II secolo il vescovo Ireneo di Lione, uno tra i primi Padri della Chiesa, rivolgeva agli gnostici nel suo Adversus haereses sintetizzano egregiamente l’essenza di una contrapposizione frontale che ancor oggi risulta esplosiva in tutta la sua evidenza.

Conserva dunque la modestia del tuo sapere e non oltrepassarla ignorando il tuo bene, Dio che non è superabile, né cercare che cosa ci sia sopra il Demiurgo poiché non troveresti nulla [...] e se persisti a crederti più sublime e grande del tuo Creatore e al di l  di tutti i suoi regni cadresti in una vera pazzia. È dunque meglio e più salutare essere semplici e ignoranti e appressarsi a Dio mediante la carit  piuttosto che credere di sapere molte cose e dopo molte avventure di pensiero essere blasfemi contro Dio.

E ancora, sul versante della mistica, il cattolico Giovanni della Croce nel XVI secolo, in piena epoca rinascimentale, dichiarava che

ormai non conviene più interrogare Dio [...] né d’altra parte è necessario che Egli parli poiché, avendo rivelato in Cristo tutte le verit  di fede, non ha né avr  mai più altra verit  da manifestare. Perciò desiderare ancora di ricevere qualche cosa per via soprannaturale è come ammettere che Dio non abbia dato nel Figlio tutto ciò che è sufficiente. [...] Dunque non si deve aspettare dottrina o altra cosa per via soprannaturale [...] Perciò dobbiamo lasciarci guidare in tutto in modo umano e visibile dalla legge di Cristo uomo, della sua Chiesa e dei suoi ministri, e per questa via porre rimedio alla nostra ignoranza e debolezza spirituale, poiché in essa troveremo abbondante medicina ad ogni nostro male. Tutto ciò che esce fuori da tale cammino è non solo curiosit , ma grande presunzione e noi non dobbiamo credere a cosa ricevuta per via soprannaturale, ma solo a quanto ci viene insegnato da Cristo uomo e dai suoi ministri, uomini anch’essi.

Questa è la prassi cattolica rispetto al Sacro e ai rapporti tra il divino e l’umano: altre non ve ne sono mai state né potranno mai esservi, come chiarito inequivocabilmente dalla più recente edizione del Catechismo della Chiesa Romana, in cui, dopo ampie citazioni di Ireneo, si riconferma che

noi crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che la Chiesa propone a credere come divinamente rivelata. La fede è necessaria alla salvezza. Il Signore stesso lo afferma: “Chi creder  e sar  battezzato sar  salvo, ma chi non creder  sar  condannato” (Mc 16,16).

E certamente i paradigmi New Age del relativismo spirituale, religioso ed etico nonché la ricerca esperienziale diretta del Sacro alla ricerca dell’autodivinizzazione rappresentano l’assoluta negazione e per molti versi l’esatto opposto di tutto ciò. Se poi consideriamo che dai primi secoli alla rivolta protestante, e ancora ai giorni nostri, ogni comunit  religiosa o denominazione cristiana, dalle più piccole fino a quelle maggioritarie, ha sempre ritenuto che la propria Chiesa fosse l’unica pervasa da infallibilit , o che il proprio tipo di interpretazione o libero esame delle Scritture bibliche fosse l’unica strada verso la “salvezza”, non possiamo non concludere che un atteggiamento filosofico religioso che non ricerca alcuna salvezza (per lo meno in senso morale) — per il semplice motivo che non accetta alcuna condanna primordiale — e ritiene vieppiù che ogni essere debba e possa costruire i propri paradisi o i propri inferni costituisce la materializzazione dei peggiori incubi di ogni tipo di teologia cristiana, di qualunque confessione esistita o esistente.
Peraltro lo stesso capo della Chiesa Cattolica Giovanni Paolo II ha assunto a questo proposito posizioni nette e definitive e nel 1993 in un suo discorso ai vescovi statunitensi ha dichiarato senza mezzi termini che

le idee della New Age alcune volte penetrano nella predicazione, nella catechesi, nei seminari di studio e nei ritiri e quindi influenzano anche cattolici praticanti, che forse non sono consapevoli dell’incompatibilit  di queste idee con la fede della Chiesa. Nella loro visione sincretistica e immanente questi movimenti parareligiosi [...] tentano di giungere a Dio attraverso conoscenze ed esperienze basate su elementi presi a prestito dalla spiritualit  orientale e dalle tecniche psicologiche. Essi tendono a relativizzare la dottrina religiosa a favore di una vaga visione del mondo espressa da un sistema di miti e di simboli esposto con un linguaggio religioso. Inoltre essi spesso propongono una concezione panteistica di Dio che è incompatibile con le Sacre Scritture e con la tradizione cristiana. Essi sostituiscono la libert  personale delle proprie azioni di fronte a Dio con un senso del dovere verso il cosmo e in tal modo ribaltano il vero concetto di peccato e il bisogno di redenzione attraverso Cristo.

A parte la curiosa definizione del pensiero New Age come “vaga visione del mondo” con “elementi presi a prestito dalla spiritualit  orientale” e “senso del dovere verso il cosmo”, che rivelano quanto poco tempo Woytjla abbia dedicato alla lettura dei testi specialistici della e sulla New Age, il cuore del problema è sicuramente stato centrato e la sostanza di queste affermazioni è assolutamente coerente con le posizioni da sempre assunte dalla Chiesa rispetto a quel pensiero gnostico che a buona ragione è stato individuato all’interno della New Age.
La chiave fondamentale, il cuore stesso di ogni esperienza, spiritualit  e cultura cristiane è infatti rappresentata dall’incarnazione storica di Cristo, intesa come storicizzazione unica e irripetibile di Dio: il “Dio Personale”, relazionale e trinitario che per riparare la “frattura del peccato” causata dalla debolezza e dall’orgoglio umani esplica il proprio amore paterno (o paternalistico) facendosi storia attraverso la catarsi sacrificale di suo figlio e riassumendo a se stesso il mondo in un atto di redenzione che s’identifica con l’effusione dello Spirito Santo. Dopo aver elaborato una presunta colpa si elabora quindi un conseguente perdono, che va comunque individualmente meritato attraverso la sottomissione a precise regole spirituali e morali. Tutto ciò che non si fa cannibalizzare in questo processo, tutti coloro che non accettano le regole di questo gioco ricattatorio, dettate da imperativi morali indicati come unica via per ottenere la redenzione da una misteriosa “colpa originale”, vengono abbandonati alla devastante nemesi del “nemico”, il Satana, la cui esistenza stessa è funzionale al progetto escatologico della salvezza. Minando questa chiave, come l’intero movimento New Age sta facendo in forma crescente (individuando una pluralit  di Avatar o incarnazioni divine differenziate, viste alla base di tutti i culti, affermando l’inesistenza di un significativo “peccato” e dell’idea totemica di un qualunque “Satana” e proponendo una possibile autodivinizzazione dell’Anthropos), l’intero edificio cristiano viene destituito di qualsiasi significato.

Ci sembrano perciò problematiche, quando non contraddittorie, le tesi di alcuni ricercatori o commentatori che, favorevoli o comunque connessi all’area New Age, sono orientati verso una sorta di compromesso revisionista nei confronti del Cristianesimo. Uno tra i più noti è certamente lo storico delle religioni di origine indiana Carl A. Keller dell’Universit  di Losanna, il cui testo sul movimento acquariano è stato tradotto alcuni anni fa in Italia con la prefazione di Paola Giovetti. In quest’opera Keller, oltre a una serie di segnalazioni oggettivamente errate (per esempio quella secondo cui “l’uomo del New Age afferma il primato dello Spirito sulla materia”!), si arrampica su molti specchi per giungere a dichiarare che il nuovo pensiero acquariano sarebbe una forma rinnovata di Cristianesimo ancora inconsapevole di se stessa, la cui funzione consisterebbe nel risvegliare e testimoniare l’autentico messaggio di Cristo di fronte al Cristianesimo delle grandi chiese ufficiali, che avrebbe perso la propria forza illuminante. Secondo Keller vi sono peraltro nella New Age “contaminazioni magiche e pagane” che devono essere identificate e rimosse per “esorcizzare” e “purificare” il movimento “da tutto ciò che è decisamente incompatibile con il Cristianesimo e che mette in ombra una comunione autentica con il Cristo”. E aggiunge: “il guru che guida i figli dell’Acquario verso la perfezione altri non è che il Cristo che agisce nell’anonimato”. Simili affermazioni, oltre che vagamente surreali, ci sembrano francamente estranee sia ai più maturi sviluppi della New Age sia allo spirito essenziale del Cristianesimo, mentre assomigliano molto alle dottrine di certe frange teosofiche dei primi del secolo, come l’Antroposofia di Rudolf Steiner, che — pur avendo partecipato, lo ricordavamo sopra, al generale risveglio neo-gnostico da cui il pensiero acquariano è derivato — non riuscì mai a liberarsi dall’idea ibrida che le religioni siano sì tutte ugualmente ispirate da una Gnosis comune, ma che quella cristiana sia comunque destinata a conciliarle e ad assorbirle in se stessa in quanto l’Avatar Gesù Cristo avrebbe lui solo incarnato pienamente il potere del Logos. Le conclusioni che trae Keller ne rivelano poi tutta l’ambiguit  quando, dopo aver speso quasi 100 pagine nell’apologia della “sua” New Age cristiana, l’autore finalmente dichiara: “la vera Nuova Era? Il cristianesimo stesso! Il cristianesimo che rester  quando la ‘Nuova Era’ sar  dimenticata e l’Acquario avr  deluso le aspettative dei suoi figli”.
Rispetto a posizioni di questo genere ci sembra molto più onesta e apprezzabile, anche se di parte avversa, la lucida analisi di un cattolico inossidabile come Massimo Introvigne — presidente del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) e sicuramente uno tra i principali esperti mondiali di questo e di altri problemi connessi ai nuovi movimenti religiosi e magici — quando in uno dei suoi molti interventi sulle nuove forme di gnosticismo contemporaneo, presenti anche (ma non soltanto) nella New Age, osserva che

il grado di maggiore lontananza — anzi di opposizione irriducibile — rispetto al cristianesimo emerge da un altro aspetto del nuovo gnosticismo, che peraltro porta alle loro conseguenze estreme temi gi  presenti nello gnosticismo antico. La “separazione” nel corpo dell’uomo della scintilla divina (l’anima) dalla materia in cui è caduta avviene qui grazie allo sforzo dell’uomo e non per grazia di Dio. Si può forse parlare di redenzione [...] ma si tratta di una auto-redenzione. È la volont  magica dell’uomo che si impadronisce dell’immortalit , si costruisce con una tecnica l’anima, diventa sovrana e signora della vita e della morte, appropriandosi del potere stesso di Dio.

Se, come riteniamo di aver sufficientemente dimostrato, tutti i principali paradigmi religiosi acquariani appaiono a dir poco antitetici rispetto a qualunque formula cristiana codificata, se tutta la storia del Cristianesimo — da Paolo di Tarso a Giovanni Paolo II — è pervasa da una lotta sistematica e spesso cruenta contro quelle medesime idee gnostiche, magiche e sicuramente neo-pagane che oggi in una diversa forma riemergono attraverso la New Age, allora quale strano Cristianesimo potr  mai essere “nascosto” all’interno di questo movimento come Keller sostiene? Certamente non quello di Ireneo o di Agostino di Ippona o di Tommaso d’Aquino, e neppure quello di Bernardino da Siena (che molto volentieri avrebbe mandato Steiner e lo stesso Keller a friggere sul rogo) o di Giovanni Bosco, ossessionato da visioni “sataniche”, o di Pio IX, estensore di un celebre Sillabo di aspra condanna nei confronti di qualunque libert  religiosa, culturale o di coscienza. E se si tratta di altro, e non ha nulla o poco a che fare con i Vangeli, con le eresie messianiche giudaiche e con la storia teologica, politica e ideologica di quella particolare religione, perché chiamarlo “Cristianesimo”? Ci sembra invece evidente che la New Age come movimento metaculturale, qualunque forma o denominazione possa assumere in futuro, potr  dichiarare attuata la propria funzione religiosa fondamentale solo quando il monoteismo biblico e coranico in genere e il Cristianesimo in particolare, con i loro carichi di peccato, sottomissione e percezione riduttiva del Sacro, si saranno completamente estinti o trasformati in qualcosa di radicalmente diverso. E va detto che i sintomi di un simile processo antropologico d’implosione e collassamento della vecchia e ormai stanca spiritualit  patriarcale sono gi  individuabili in molteplici aspetti della nostra societ  complessa postmoderna.
Naturalmente sulla base della propria assoluta indipendenza spirituale ogni uomo o donna che in qualche modo aderisca ai paradigmi dell’Acquario potr  anche scegliere di “giocare” con il culto cristiano così come con qualsiasi altro culto, facendolo proprio e reinterpretandolo secondo il proprio personale universo interiore. Ed è precisamente questo che il Pontefice romano e gli intellettuali più attenti e intelligenti del mondo cristiano, soprattutto evangelici e cattolici, temono di più, come appare evidente dalle riflessioni che abbiamo riportato. Non appena venga sfiorato dall’alito del “drago acquariano” il cattolico o il cristiano ortodosso (a qualunque confessione o denominazione appartenga) si ritrova infatti automaticamente liberato dalla schiavitù del proprio nume demiurgico patriarcale (la gratuita “Grazia Santificante” della teologia cattolica), divenendo così — almeno potenzialmente — un liberto, padrone assoluto della propria spiritualit ; e istantaneamente finisce per non avere più nulla in comune con tutto quanto storicamente è stato rappresentato dal Cristianesimo.
A fronte di ciò è inevitabile che ogni tipo di “apertura al dialogo” da parte delle chiese maggioritarie nei confronti della New Age si riveli esclusivamente come una strategia finalizzata a tentativi di recupero e rievangelizzazione. Scopo che viene peraltro apertamente dichiarato da esponenti di spicco della Chiesa come Jean Vernette, vicario generale della diocesi di Montauban e delegato dell’Episcopato francese per lo studio sulle nuove fenomenologie religiose. Il quale, tanto attento quanto ferocemente critico nei confronti della New Age, nella sua opera principale dedicata all’argomento spiega molto chiaramente come la realt  acquariana debba essere “esorcizzata” per ricondurne le possibili componenti “buone” verso l’abbraccio del Cristianesimo.

Il risveglio della dimensione spirituale alle soglie della nuova era non è quindi in sé fenomeno positivo o negativo. Persino sotto la sua forma deviata esso manifesta una latente aspirazione di questa nostra generazione: il cristianesimo non lo può ignorare, ma giacché non è sempre santo e puro, si rende necessario esorcizzarlo. “Discriminando tra gli spiriti”. Per evangelizzarlo. Quale segno dei tempi, esso interroga il cristiano sulle forme di misticismo che gli sono proprie. È nella misura in cui si svilupper  un misticismo cristiano [...] che la ricerca spirituale di alcuni figli dell’Acquario trover  una strada alternativa per evitare le trame intricate dell’irrazionale e le fantasie più bizzarre.

Un progetto certamente lecito dal punto di vista cattolico e che fra l’altro ricalca in qualche modo il revisionismo di Keller, sebbene osservato dall’opposto punto di vista; ma che ancora una volta ci ricorda come l’unico ecumenismo concepito dalla Chiesa di Roma sia quello che si attua sotto il controllo dei suoi templi.
Non mancano certo studiosi cattolici, come in Italia i gi  citati Terrin e Introvigne, che hanno tentato con serenit  di giudizio, obiettivit  e rigore culturale, e senza voler evangelizzare alcuno, di confrontarsi con la New Age, di studiarne le origini, le diverse componenti e la storia, nonché di dialogare con i suoi esponenti, senza per questo rinunciare alla propria posizione ideologica che, almeno nel caso di Introvigne, resta radicalmente antitetica. Su queste basi, eminentemente e trasversalmente culturali, un dialogo leale fra Cristianesimo e Nuove Culture acquariane è possibile e certamente auspicabile, se non altro per la maturazione individuale di chi ne dovesse partecipare. Ma dev’essere chiaro che si tratta di un dialogo tra mondi diversi e che rimarranno inevitabilmente distinti, fino alla scomparsa dell’uno o dell’altro. Una maggior fermentazione di dibattiti aperti fra esponenti di culture diverse nella comune ricerca qualificherebbe la vitalit  e lo spessore intellettuale di tutti i gruppi di pensiero coinvolti e proprio nell’irriducibile contrapposizione potrebbe generarsi quel cortocircuito dialettico circolare che in fondo appartiene al nuovo modello intellettuale olistico acquariano. Mentre sarebbe al contrario opportuna da parte degli esponenti più attivi e preparati della New Age una maggiore attenzione polemica e una strategia di difesa molto più dura e articolata della propria identit  di fronte ad atteggiamenti di aperta demonizzazione diffamatoria e virulenta, per esempio quelli assunti in Italia da sacerdoti esorcisti come Gabriele Amorth o da antropologi, sempre e comunque di dichiarata militanza cattolica, come Cecilia Gatto Trocchi, le cui esternazioni allarmistiche da talk show e pubblicazioni pseudoscientifiche di tono popolare sulle “sette” e sui loro “pericoli” sono gi  state aspramente criticate da esponenti del mondo accademico e perfino da studiosi cattolici, fra cui lo stesso Introvigne.

Al di l  comunque di eventuali e stimolanti dialoghi fra ricercatori il Cristianesimo nel suo complesso, per sua stessa natura, non può che percepire la New Age come una pericolosa forma di Luciferismo, e da un certo punto di vista in questo forse non è lontano dal vero, considerando che il simbolismo di Lucifero fu elaborato dai Padri della Chiesa proprio demonizzando una catena di archetipi mitici — soprattutto femminili — precedenti all’avvento antropologico patriarcale e successivamente recuperati dallo gnosticismo storico e oggi dal neo-gnosticismo e da gran parte della New Age. E vale la pena notare che fin dai primi secoli della nuova e controversa avventura cristiana le simpatie degli gnostici storici sono sempre state rivolte più verso il Serpente liberatore e dispensatore di conoscenza (“nel giorno in cui mangiaste di esso i vostri occhi si aprirebbero e diverreste come Dio conoscitori del bene e del male” - Genesi 3,5) che verso il corrucciato dittatore dell’Eden (“non mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male perché il giorno in cui tu ne mangiassi moriresti” - Genesi 2,17) ... e la volont  di essere Dio è l’essenza stessa della “peccatologia” cristiana.

Se poi dal piano più strettamente religioso e sacrale — che nell’ambito New Age si confonde e si trasfonde costantemente nella dimensione iniziatica — spostiamo il nostro sguardo verso gli aspetti filosofici, etici, scientifici, artistici e metapolitici del pensiero acquariano più sopra delineati risulta evidente che la “filosofia globale” New Age, pur nelle sue diverse forme ed espressioni, si pone in netta antitesi rispetto sia all’umanesimo cristiano che al razionalismo post illuminista, all’edonismo capitalista così come al materialismo marxista: l’accusa di snaturare le tradizioni culturali occidentali formulata da alcuni critici della New Age, come il filosofo francese Michel Lacroix dell’Universit  di Evry, è quindi per certi versi corretta, salvo considerare che tali tradizioni furono a loro volta lo snaturamento di paradigmi precedenti, oggi recuperati e amplificati appunto nei diversi contesti filosofici acquariani. Il conflitto millenario tra “Essere” e “Divenire”, la drammatica lacerazione fra “corpo” e “anima”, la percezione angosciosa di essere “separati da Dio” tradotta come inesorabile solitudine esistenziale o come stimolo malfermo verso una riconquista della perduta felicit  pur nella rassegnata convinzione di un’oggettiva impossibilit  del suo totale compimento, la presunta consapevolezza infine della “piccolezza umana” dinanzi all’ossessione dell’Eterno, tutto questo perde ogni significato dinanzi alla sostanziale e radicale identit  tra umano e divino che rappresenta lo sfondo radicale di ogni aspetto della New Age. A questo proposito l’analisi critica di Lacroix, che “denuncia” il pensiero acquariano come “pericoloso” per la stabilit  della coscienza occidentale, ci sembra assolutamente attinente al di l  delle sue fin troppo “laiche” e obsolete conclusioni:

dal punto di vista della cultura occidentale, la condizione umana si presenta lacerata fra due realt  antitetiche, ha dovuto subire la prova della divisione; non a caso Hegel parla di “coscienza infelice”. Questa nozione emblematica di disagio della coscienza evidenzia l’insoddisfazione e l’inquietudine dell’anima occidentale che, insoddisfatta, non può impedirsi di immaginare che esista, contrapposto alla realt , un mondo tanto perfetto quanto inarrivabile [...] Questa separazione, che è alla base della tradizione giudeo-cristiana, viene vissuta dall’uomo in maniera crudele poiché egli avverte inconsciamente che in un’epoca lontana ha vissuto in quell’altro mondo da cui un giorno è stato scacciato. Al fondo dell’anima occidentale c’è un sentimento tragico legato a questa caduta, alla rinuncia, a una inconsolabile nostalgia [...] Il mondo della New Age è non problematico, mentre il mondo occidentale, il nostro mondo, è tragico. Ma è in questo mondo tragico che le nostre anime respirano l’aria della libert  e trovano le giuste motivazioni per condurre la loro battaglia per la vita. Noi sappiamo che Dio è inaccessibile, che l’infanzia è perduta con il passato, che la finitezza è il nostro destino, che non c’è rimedio alla solitudine, che la vita è una sola e non esiste altra possibilit . Ma questo sentimento tragico non è anche il grande stimolo della nostra cultura?

La contrapposizione è netta ed evidente e nel suo tentativo di delegittimare la New Age Lacroix ne ha probabilmente colto il senso profondo più di tanti newagers improvvisati che con le loro semplificazioni e i loro “angeli” da week-end banalizzano e per molti versi appesantiscono e danneggiano il nuovo pensiero più di qualsiasi inquisizione. Ciò che lo studioso francese però dimentica, o finge di dimenticare, è che il tragismo dualistico occidentale è datato e scavando più a fondo possono essere recuperate radici e percezioni ben diverse. A un Druido celtico o a un Lucumone etrusco — e non è che un esempio — la sua apoteosi della “frattura tragica” tra umano e divino sarebbe risultata molto più aliena di quanto a lui risulti la conclamata paganit  olistica e riconciliatrice dell’Acquario. E l’Et  di Aquarius si afferma proprio come un ritorno di perduti significati e percezioni della vita e della storia capaci di risanare la frattura imposta all’Occidente dalla diffusione del tragismo dualistico dei pastori di Abramo e dal cerebralismo lacerante dei commentatori di Aristotele.

Naturalmente ciò non significa disconoscere o azzerare le grandi pulsioni e realizzazioni che lo stesso attrito della frattura ha potuto generare, ma assorbirne e trasmutarne tutti gli aspetti creativi per amplificarli in una dimensione enormemente più complessa. E, considerando che al paradigma della separazione si sostituisce quello dell’inclusione, anche e soprattutto gli aspetti oscuri e rimossi dell’esistenza — sia spirituale che biologica — vengono recuperati alla loro piena dignit . È la nemesi dell’Ombra che reclama la ciclica mutazione della Luce rivendicando, per esempio, la piena realizzazione tanto spirituale quanto sociale di valori come spiritualit  femminile e multisessualit , erotismo e Magia, comunione panica e animalesca con la Natura e identificazione mistica e mitica con il kosmos, nel recupero globale di tutte le qualit  umane e divine rifiutate e spesso perseguitate durante gli Eoni patriarcali di Ariete e Pesci. La stessa struttura portante del pensiero occidentale, fondata sul compromesso tra fede cristiana e razionalismo scientifico, viene così radicalmente messa in crisi dalla sacralit  scientifica e dalla scienza religiosa della New Age.

Psiconauti e cybernauti prometeici che tentano il volo sciamanico fra i reticoli neurali della mente e le reti virtuali del Cyberspazio, nutriti e carburati dalle antiche droghe degli Dei. Streghe amazzoni che esplorano i misteri e le occulte energie della carne cibandosi del sangue della propria vulva. Scienziati stregoni che affiancano Pitagora ai neutroni, coniugando gli arcaici sigilli della Magia con le formule quantiche di nuove cosmologie. Bardi e pitonesse omosessuali che esplorano nuove Alchimie alla ricerca dell’androgino ermetico. Archeologi gnostici che ricercano i contorni di Atlantide fra le grandi “Bestie” inscritte in cielo e astronomi illuminati che ritrovano codici stellari tra consunte tavolette sumere e variopinti pittogrammi aztechi. Medici sciamani che al rullio di antichi tamburi cercano il segreto musicale e terapeutico delle cellule e magisti del Caos che tra le griglie di complessi frattali ricercano le forme indescrivibili di architetture viventi capaci d’imbrigliare gli orgasmi pulsanti della Madre Terra. Raffinate tecnologie informatiche al centro di boschi sacri. Piramidi egizie clonate come cristalli pensanti. Danze orgiastiche alternate ad ascetiche meditazioni... Tecnologie rituali e magie di laboratorio che gi  sembrano evocare inquietanti risposte nella stessa Natura visibile, sempre più percorsa da quei fenomeni spontanei di aggressiva alterit  su cui gi  il genio di Jung aveva posato l’attenzione: luci e macchine di eco mitologica nei cieli, sulle terre e nei mari di tutto il mondo; strani e immensi sigilli spiroidali che compaiono come tatuaggi di Gaia tra campi coltivati, deserti e praterie; forme di antichi Dei e arcaici totem neolitici che riemergono da lucenti astronavi simboliche in veste di demoni alieni; percorsi lancinanti che dalle saghe misteriche del Graal portano fino alle misteriose entit  animate che sembrano orchestrare la scenografia degli UFO e che lasciano intravedere indicibili promesse di immortalit , avventura e poesia galattica.
Mentre nuove forme di coscienza sognano e invocano alternative dimensioni di Realt , dai reami ancora insondati del Mistero qualcosa o qualcuno sembra così incominciare a rispondere...

Tutto questo e altro ancora — di cui le nuove Gnosi e in parte la New Age sono portatrici — reifica e incarna modelli e fenomeni antropologici decisamente esplosivi e corrosivi, che propongono una diversa percezione del mondo e della vita.
Nuove sapienze, speculazioni ed emozioni; esplorazioni virtuali, immaginali, multidimensionali; inebrianti tenerezze, abbandoni, comunioni ed eccitanti esaltazioni di potenza e azione; inedite problematicit ; mutazioni psichiche, fisiologiche e sessuali polimorfiche e complesse; paradossi etici indefinibili e forse nuove forme di piacere o di dolore; indecifrabili santit  o crudelt ; estasi cosmiche che possono confinare con l’onnipotenza delle energie naturali o con l’orrore del vuoto stellare... Modelli sicuramente estremi e forse “pericolosi”, ma che nell’ebbro sapore dell’avventura titanica e luciferica amplificano e interconnettono ogni pulsione creativa del passato fino a distruggerne limiti e confini. E che inevitabilmente fanno apparire ogni nostalgica resistenza dell’ormai logoro vecchio mondo — lineare, dualistico, fideistico, nonché bellicoso, lacerato, violento, o ancora disperatamente materialistico, algido, razionale — in una luce quasi patetica di polverosa obsolescenza.

Le ovvie ricadute sociali e politiche di un simile sommovimento spirituale — definitesi nel corso del tempo sotto forma di quel generale e trasversale universalismo anarchico che anche indipendentemente dalla New Age in senso stretto sembra fermentare in espressioni sempre più evidenti da un capo all’altro del mondo — rappresentano a loro volta un inquietante motivo di allarme per ogni forma di totalitarismo o imperialismo, sia di tipo religioso che meramente edonistico o demagogico. In particolare gli enormi interessi economici di grandi chiese istituzionali: prima fra tutte la Chiesa Cattolica Romana, il cui nutrimento finanziario ed enorme prestigio sociale, dipendendo interamente dall’accettazione incondizionata e fideistica dei suoi paradigmi mitici da parte del tessuto sociale, rischiano pesantissimi contraccolpi per l’esodo crescente di fedeli verso realt  spirituali diverse e per l’affermarsi più o meno diretto del relativismo religioso New Age. La messa in discussione del colonialismo religioso operato dalle Missioni, la rivalutazione culturale delle religiosit  pagane autoctone e la nascita di movimenti di revisione teologica interni alla stessa Chiesa non possono poi che rappresentare ulteriori gravi preoccupazioni per i vertici delle principali istituzioni cristiane.

Quanto al settore artistico la New Age Music propriamente detta è ancora un fenomeno parziale e spesso balbettante, nonché generalmente privo di quell’autentico spessore catartico che tipifica ogni autentica rivoluzione estetica. Il filone musicale che porta questo nome coglie quasi esclusivamente alcuni elementi — e non sempre i più interessanti — della nuova sensibilit  e con la sua enfasi sul relax come antidoto allo stress risente inevitabilmente delle spietate leggi del network di massa, che tende a rispondere ai bisogni elementari della collettivit  più che a creare nuovi stimoli. Eppure i germi fecondi del Nuovo Pensiero sono presenti in questo come in altri habitat dell’espressione artistica acquariana, e si potrebbe altresì notare che interi percorsi dell’arte contemporanea in tutte le sue espressioni, dal Surrealismo al Rock, sembrano convibrare molto di più e molto meglio con l’emersione dei nuovi paradigmi. Tanto che alcuni tra gli aspetti più interessanti della sensibilit  olistica appaiono al momento maggiormente — anche se forse inconsciamente — presenti all’interno di realt  artistiche ampiamente diffuse ma dissacratorie (sperimentali o di avanguardia) che non nelle manieristiche e spesso soporifere melodie “da meditazione” prodotte e commercializzate in serie con targa New Age. In questo senso si può sperare che un nuovo, onnivoro cannibalismo artistico sappia coniugare e integrare le sue varie componenti generando effettive reversioni di sensibilit  estetica capaci di mettere definitivamente in crisi gli stessi concetti di bellezza e di armonia che supportano la visione sia cristiana che razionale del mondo.

PAROLA D’ORDINE: CONNESSIONE

Ogni nuova formula culturale, per quanto raffinata e potenzialmente ricca di prospettive, mostra al suo sorgere momenti e fasi fisiologiche di crisi, ingenuit  contenutistiche e bizzarrie patologiche che ricalcano il balbettio ma anche la purezza dell’infanzia. Certamente il movimento che viene oggi definito New Age (ma all’interno del quale spesso ci si rifiuta d’incapsularsi in tale definizione), oltre che per i suoi entusiastici progetti, per le sue stimolanti idee-forza e per i suoi indubitabili successi nell’aver ormai sensibilmente modificato i rapporti dell’immaginario collettivo occidentale con il Sacro, si è anche caratterizzato per le molte superficialit , per la frequente mancanza di un autentico spessore culturale, nonché per l’eccessiva frammentazione. E soprattutto si è connotato ma anche largamente diffuso per la sua evidente involuzione commerciale, che abbandonandosi alla contaminazione dei network americani ha generato una sorta di supermercato del Magico e del Sacro, riproducendo così un paradigma capitalistico che ha ben poco di “acquariano” con i suoi innumerevoli “corsi” a pagamento per “raggiungere l’illuminazione” o per “ricordare le vite precedenti”, i suoi guru miliardari, i suoi cristalli onnipotenti, il suo channeling indiscriminato, le sue “piramidi” tuttofare...
Tutto questo ha naturalmente portato numerose frecce agli archi più o meno obiettivi dei vari censori religiosi o razionalisti, che di tale involuzione hanno fatto la loro arma più efficace, come recentemente riconosciuto e lamentato, tra gli altri, da David Spangler, personalit  di spicco del pensiero acquariano negli USA. È tuttavia proprio attraverso il business commerciale di iniziative per molti versi mediocri (come il romanzo di James Redfield La profezia di Celestino) che alcuni importanti modelli di pensiero della New Age hanno conosciuto nei trascorsi anni ’90 e continuano a conoscere oggi, oltre i bastioni del fatidico “anno 2000” una diffusione di massa senza precedenti, scatenando così nell’attualit  europea e, per quanto ci riguarda, in quella italiana un fenomeno che comunque appare in fase di trasformazione alle soglie della transizione millenaria. Mentre la presunta “recessione del New Age”, che ricercatori quali lo statunitense Gordon Melton e Massimo Introvigne, entrambi del CESNUR, hanno ritenuto di constatare analizzando alcune flessioni del network americano e lo sviluppo di nuove formule derivate, ci sembra francamente un falso problema. Vi sono da decenni nel mondo innumerevoli movimenti e gruppi i quali, pur aderendo del tutto o in parte ai paradigmi acquariani, rifiutano decisamente l’etichetta New Age, che in effetti sembra più amata dai media che da coloro che ne condividono i contenuti. Nulla di strano quindi nel fatto che sorgano nuove denominazioni tendenti a privilegiare una componente o l’altra del paradigma acquariano nel suo complesso, come la Next Age di cui da qualche tempo si parla o il Revival Arcaico teorizzato dall’esperto di sciamanismo Terence McKenna, uno dei principali punti di riferimento americani dell’onda acquariana, il quale da sempre dichiara di ritenere inadeguata la denominazione New Age.
Le esperienze italiane della comunit -stato di Damanhur in Piemonte o delle diverse iniziative editoriali e comunitarie di un precursore come Bernardino del Boca e, più recentemente, del Villaggio Globale in Toscana, realt  tutte in cui s’incarnano alcuni tra gli aspetti più creativi e maturi della New Age, ci dimostrano inoltre come la terra italica, che fu del resto la culla storica del Rinascimento magico e alchemico, abbia ancora molto da offrire nel quadro di un Nuovo Rinascimento, di cui la New Age propriamente detta non è che una sfaccettatura.
La formazione di un Nuovo Paradigma o di una Rete di Paradigmi Interconnessi implica però la necessit  di definire isole paradigmatiche (fuori e dentro i circuiti “accademici”), cioè spazi e ambienti in cui le vecchie idee, quali esse siano, vengano comprese alla luce di nuove formule e poi eventualmente superate o amplificate, senza la frenesia del “nuovo a tutti i costi” e soprattutto evitando contaminazioni con il modello millenarista cristiano di attesa “messianica”. Secondo i suoi stessi presupposti la Nuova Era non sopraggiunger  infatti come una sorta di “dono del cielo”, ma dovr  essere costruita attivamente e prometeicamente da tutti coloro che ne percepiscono e ne percepiranno l’emersione archetipica.
Come ricordava ancora Thomas Kuhn nella sua opera fondamentale La struttura delle rivoluzioni scientifiche non è del resto possibile creare un nuovo paradigma se non sullo sfondo del vecchio, altrimenti diventa solo crescita disordinata e distruttiva. Da qui l’importanza di ritrovare gli sfondi arcaici dalla permutazione, spesso involutiva, dai quali sorsero gli stessi paradigmi obsoleti della Vecchia Era che oggi dobbiamo superare. In questo senso lo spirito migliore e l’implicita chiave metaculturale della New Age potrebbero essere classificati come l’anticipazione militante di un autentico Nuovo Rinascimento Magico Globale.
Ecco perché risulta di fondamentale importanza la connessione fra tutte le componenti in gioco: societ  e tradizioni iniziatiche coinvolte nel Rinascimento neo-gnostico e neo-magico, comunit  libere e spontanee del Nuovo Pensiero, istanze metapolitiche e umanistiche postmoderne, personalit  e ricerche della Nuova Scienza, realizzazioni e ricadute filosofiche delle Nuove Tecnologie... e altro ancora che forse risulta al momento difficile individuare e classificare. Una simile sinergia dinamica sarebbe certo in grado di generare un Pensiero Forte all’interno del quale potrebbero incontrarsi anche correnti postmoderne di pensiero molto più aggressive e radicali, ma implicitamente acquariane, quali ad esempio il cyberpunk, il neo-femminismo radicale e il paganesimo neo-gnostico, nonché comunit  di ricerca parascientifica come quelle ufologica e parapsicologica: una vastissima popolazione di realt  spirituali, culturali e sociali che allo stato attuale, pur avanzando — a volte non del tutto consapevolmente — su coordinate simili e talvolta identiche a quelle “acquariane”, si trovano spesso molto lontane dalla New Age propriamente detta. Occorre allora sviluppare la capacit  di comprendere lo sfondo comune e interpretarne i segnali sia antropologici che metastorici: una sfida culturale e un’avventura spirituale che valgono certamente la pena di essere vissute. La percezione antropologicamente estesa dello sfondo potr  infatti abbattere divisioni o controversie tra le diverse “parti” del nuovo Rinascimento e dissipare assurdi complessi d’inferiorit , fin troppo diffusi negli ambienti alternativi, rispetto allo scientismo dominante e alle fedi istituzionali ormai morenti.
Da parte nostra consigliamo ai ricercatori più tendenzialmente eclettici e meno contaminati da un certo “angelismo” dolciastro e cristianoide, tipico della peggiore New Age, di studiare i testi autentici della tradizione magica ed ermetico-alchemica sia classica che rinascimentale e in seguito i testi fondamentali in cui si è incarnato il risveglio neo-pagano moderno, di cui il pensiero acquariano nella sua globalit  non è che un particolare sviluppo. Opere sistematiche d’immenso interesse come quelle dei magisti Aleister Crowley e Giuliano Kremmerz, ai quali principalmente si devono le moderne rinascenze contemporanee del pensiero magico nei suoi vari aspetti sia tradizionali che innovativi; o degli esoteristi Schwaller de Lubicz e Georges Gurdjieff, le cui grandi costruzioni teoretiche e operative restano rispettivamente, in forme più o meno dichiarate, alla base del rinnovato interesse per le tradizioni egizia e sciamanico-caucasica; o degli occultisti e antropologi autodidatti Godfrey Leland e Gerald Gardner, principali iniziatori della neo-stregoneria moderna; e ancora le trattazioni più recenti di autori prolifici ed esponenti rivoluzionari del pensiero magico come Kenneth Grant, Michael Bertiaux, Peter Carroll o Maggie Crosby, per non citarne che alcuni, personalit  di spicco della cultura neo-gnostica contemporanea e tuttora viventi, anche se certamente meno noti e pubblicizzati di un James Redfield o di un Paulo Coelho, soprattutto in Europa.
Per quanto poi attiene alla cultura più propriamente “accademica” accanto a Leary o a McKenna gioverebbe a chi ricerca sfondi culturali appropriati all’approccio acquariano accostarsi, per esempio, alle opere di un Ernesto De Martino o di un Mircea Eliade, che offrono materiali molto più preziosi e fecondi di molta letteratura pseudoacquariana d’accatto. O ancora scorrere le pagine di genialit  eclettiche quali gli psicologi e psicoterapeuti Erich Neumann e Wilhelm Reich, con le loro ricerche inimitabili sui fondamenti inconsci del mito il primo e sulle energie biologiche della sessualit  il secondo; il biochimico Albert Hofmann, scopritore dell’LSD e del suo utilizzo enteogeno; l’etnomitologo Joseph Campbell; e infine l’archeologa Marija Gimbutas, le cui ricerche su arcaiche realt  cultuali hanno fornito base scientifica alla dichiarata esistenza di culture pre-patriarcali, o la teologa americana ex cattolica Mary Daly, teorizzatrice della “castrazione di Dio” in nome di un Rinascimento spirituale femminile di tonalit  anche omoerotica. Mentre nel nostro panorama italiano non dovrebbero essere ignorate da chi intende abbracciare la totalit  del Nuovo Pensiero operazioni culturali “di confine” sul recupero delle tradizioni esoteriche — come quella effettuata da Elémire Zolla — e dell’intero filone ermetico e metaculturale, curato da Roberto Calasso tramite l’editrice Adelphi che gi  da alcuni anni, proprio per il suo impegno di diffusione della cultura neo-gnostica, viene violentemente attaccata da cattolici integralisti come Maurizio Blondet, con la comica quanto scontata accusa di essere al centro di un “complotto satanico”!

La Connessione auspicabile per un’effettiva reificazione del Nuovo Rinascimento dovrebbe prevedere in questo senso un’inclusivit  cannibalesca e una virtuale conciliazione di tutte le contraddizioni. E paradossalmente è proprio analizzando, come qui abbiamo voluto fare, alcune tra le più colte e acute “contestazioni” rispetto al Nuovo Pensiero formulate dagli “avversari”, soprattutto religiosi, che può essere ritrovata la Chiave della Nuova Forza. Spesso quanto viene evidenziato da costoro come “pericoloso” o “distorto” o “inquietante” nella New Age rappresenta esattamente ciò di cui gli esponenti di questo pensiero dovrebbero maggiormente compiacersi e che dovrebbero irresistibilmente alimentare: come aver “perso” il senso del tragico e del “peccato”, o abbracciato un relativismo etico ed estetico, o esaltato valori che per la Vecchia Era rappresentavano il “male”, quali libidine, orgoglio, curiosit , scetticismo, sete di conoscenza, rifiuto di ogni autorit , anarchia... Ricordando, come scriveva il succitato antesignano della New Age Aleister Crowley, che “l’unico Peccato è la Restrizione”.

Occorre dunque che gli esponenti della New Age evitino di trasformarsi in ciò che non vogliono essere, e che non hanno mai voluto essere, per diventare efficacemente concorrenziali sia alle scienze sia alle fedi ormai superate, raggiungendo così una maggiore consapevolezza della propria alterit  e dell’importanza di mantenere quella loro marginalit  aliena capace di trasformarsi in una Spirale il cui Centro è ovunque.
Se la New Age s’indirizzer  ulteriormente sulle direttrici del business e del network pragmatico non rappresenter  alla fine che la componente corticale e transitoria di un processo di mutazione epocale ben più ampio e radicale, che sembra comunque previsto e ineluttabile nel codice genetico dell’umanit  futura. Se invece le personalit  e i movimenti guida dell’Acquario sapranno costantemente ricercare e riscoprire le proprie origini e amplificare le interconnessioni tra le diverse componenti del paradigma, generando costantemente nuove qualit  e nuovi mondi di pensiero, di scienza e di esperienza, allora il “fenomeno” New Age potr  crescere travolgendo ogni sclerotica resistenza e rappresentare lo sfondo brulicante e fertilizzante di una Rivoluzione Globale. Il Paradigma Complesso della New Age, magari liberandosi dalle strettoie di un’etichetta ormai troppo codificata, potrebbe allora rappresentare la parte integrante di un’Ultima Rivoluzione del Pensiero e della Storia; dopo il suo eventuale affermarsi non vi sarebbe infatti più nulla da rivoluzionare: tutto infatti nell’Uomo, nella Donna e nella Natura sarebbe in continua, costante rivoluzione spiroidale, espansiva, dinamica, volumetrica, proiettata verso una dilatazione orgiastica senza fine.

FANCY SOME ILLUMINATI EGYPTIAN THEATRE?

Posted on Saturday, October 28, 2006 at 03:02PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

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EGYPTIAN MASONRY
RECEPTION OF A COMPANION
PREPARATION OF THE LODGE
The lodge should be decorated with draperies of white, sky blue and gold.
The throne of the Venerable should be raised five steps above a dais of white, blue and gold.
The Altar is before the throne; upon it there should be two covered crystal vases, one containing gold colored leaves, the other
red wine; beside these there should be a crystal spoon. Above the throne a blazing star of seven points; in the star the
name of God and in each of the points the name of one of the first seven angels, in Hebrew characters, embroidered in gold.
In the center of the lodge, facing the throne, there is drawn on the floor a circle six feet in diameter.
The candidate should be prepared with gloves trimmed with blue ribbon and wear a sash of sky blue moire of the width of a stole, and of sufficient length.
This sash should be placed under the arm pits, and the two gold fringed ends should hang on the left side.

TABLEAU OF THE LODGE
A large heart should occupy the center of the tableau; in the heart there should be represented a temple; above the heart, on either side the sun and the moon shedding their rays on the heart.
In the lower part of the tableau, there should be painted a Master wrestling with Mercury, into whose heart he bas plunged his sword.
To the right of the Master appears the rough cubic and triangular stones and a trowel. To the left, on the ground, near Mercury. the caduceus, a poniard and a crushed serpent.
The tableau should be lighted by twelve candles, disposed three and three along the four sides.

REGALIA OF THE VENERABLE
In addition to the Venerable of the Lodge, there is always a
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Deputy Venerable, or substitute for the Venerable in the middle chamber, who should be clothed in a talare with stole worn like that of a priest, with his cordon, his plate, his white shoes, his sword, etc.
The Masters have the privilege of not assisting in the middle chamber, but it will always be necessary that there be at least two present to accompany and do honor to the Deputy Chief and they are obliged to be in uniform, with sword in hand.

THE CHAMBER OF REFLECTION
The furniture and decoration of this room should be black and very somber. The tableau or backdrop should represent Wisdom in the figure of Minerva, accompanied by a young man garbed as apprentice. She shows him on one side the riches which are to be abandoned and on the other the Temple, consecrated to the Eternal, which is in the distance. The road which leads to the Temple is filled with chains and implements of punishment, and one sees here the three furies menacing the candidate and giving the appearance of repulsing him.
At the bottom of that tableau are written these words: "The brave are always happy."
The candidate having completed his three years of apprenticeship, he will be announced to the Venerable, bearing a certificate provided by the Venerable of the apprentice lodge. He will be clothed in a talare.
He will be placed in the Chamber of Reflections, where he will be left to himself for a half hour to meditate in silence concerning the objects he sees before him. The Orator will then join him to assist and aid him to come to the true knowledge of God, of himself and of the intermediaries between God and Man. He will tell him that except for the wisdom given him as a guide, man will not know enough to take the road which leads to eternity, but will abandon it and find himself exposed to his doom and be repulsed by the furies, which shunning the good and truth, will plunge him into the shades and misery.
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The Orator will plead with and exhort the candidate by all manner of means to reflect well before entering upon .the labors of a companion and to think of the past, present, and future and will call his attention to the words at the bottom of the tableau and will give him a detailed explanation of all the objects depicted in the tableau.
The Orator will then return to the Temple, make his report and assure himself that it is approved by the Venerable and the rest of the Lodge.
When the candidate is ready to enter, his hair should be disheveled and he should be deprived of all metallic substances. In that condition, the Inspector and the Orator will accompany him to the door of the lodge, and the Inspector will knock five times. The Venerable will ask 'Who knocks?"
The Inspector will enter and answer, that it is an apprentice who has completed three years, and who bearing a certificate from his master, prays the Venerable for admission to the degree of Companion.
During this time, the candidate and Orator wait without the Temple.

OPENING OF THE LODGE
The Venerable having taken his place, absolute silence is to be observed, it is forbidden to blow one's nose, and even more, to talk.
When the Venerable rises, all his assistants do likewise. He will have his sword in his right hand and say, "To order, my brothers; In the name of the great God, let us open the Lodge according to the ritual and the constitutions of our founder!"
The remainder of the brothers bow their heads in profound silence.
The Venerable will descend from his throne and place himself before the a1tar, on his knees, and fixing his eyes on the name of God written in the blazing star, will bow deeply, as will all the brothers, to adore Deity.
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The Venerable will particularly pray for wisdom, strength and power.
Each, in his heart, will recite the hymn "Veni Creator."
The Venerable will then rise, the brothers likewise, all in deep silence and each takes his place.
Then the inspector will open the door, take the candidate by the left hand and, placing a lighted candle in his right, will conduct him before the Venerable and place him in the center of the circle near the throne.
The Venerable will say to the candidate, "My son, alter three years of proof and labor you are without doubt ready to be deprived of human curiosity. I think, and I believe with certainty, that you approach us with no profane motive, but that you cannot hide from us the zeal with which you desire to know the nature and virtue of the power which is confided to us.
"Without doubt, you have observed. yourself, that you were elevated to Divinity, and that you were drawn near to it. You are a newcomer to the recognition of your own individuality, of its moral part, of the physical portion and you have searched to find the intermediaries, which God has placed between Himself and you. Answer?'
The candidate lowers his head, and two brothers, placed one on each side, have each a censer which wafts a perfume and purifies him with its fumes, while the Venerable explains to the candidate in these words:
"I would thus purify your physical and moral parts, The perfume is emblematical of that purification.
After the purification the Venerable will continue to question the candidate:
"My son, are you well determined to pursue the course you have undertaken; is your moral sense sufficiently strengthened and
is it your true, sincere and good intention to approach closer and closer to Divinity and arrive at a perfect knowledge of yourself and of the sanctity to the power which is confided to us? Answer."
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The candidate nods again; the Venerable rises and causes him to kneel, to receive his obligation, which is never to reveal the mysteries which were confided and disclosed to him, and to obey his superiors blindly.
After the obligation, the Venerable will strike him three times on the right shoulder with his sword and will say:
"By the power which I hold from the great Founder of our Order, and by the grace of God, I confer on you the degree of
Companion, and will make you a guardian of the new knowledge which you will share with us through the sacred names, Helios, Melios and the Tetragrammaton."
When the Venerable pronounces these names his assistants will kneel and deeply bow their heads; at each of the names the Venerable will strike the candidate once on the right shoulder; that done the assistants rise and surround the candidate, who remains on his knees in preparation for receiving the several matters.
Then the Venerable, taking in the crystal spoon a spoonful of the red liquid contained in one of the vases, carries it to the mouth of the candidate who drinks the wine and elevates his spirits in order to understand the following discourse, which is being delivered at the same time by the Venerable:
"My son, you are receiving the first matter; understand the blindness and dejection of your first state; now then, you should forget yourself; all will be well for you both within and without. Now that you have taken some steps in the recognition of your individuality, learn that the great God created that primary matter before man, and later created man to possess that matter and be immortal; that man abused it and so destroyed it, but that it remains forever in the hand of the elected of God and that a single grain of this precious matter can project itself to infinity.
"The acacia, which was given us in the ordinary Master Mason degree, is nothing else but that precious matter and the slain Adoniram is the liquid part which it was necessary to slay with that poniard. It is with the knowledge and assistance of the great God, that you will attain to that wealth."
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The Venerable lifts the vase with the leaves of gold, which he disperses with his breath and adds: .". ..and there is nothing more than that wealth."
The assistants respond "Sic transit gloria mundi".
The candidate rises and the Venerable, holding the blue cincture, restates the words in these terms:
"The degree to which we have just elevated you presents new labors, of which the color of this cincture is an emblem, and which will serve to remind constantly that you should hereafter renounce all earthly things that you may attain the celestial." He will then present the gloves and say:
"You are already acquainted with their use, and their border is the distinctive mark of your progress in our order." The Venerable will continue:
"My son, we have words, signs and grips which serve in meeting one another, and these were established by our great founder. "Your degree is characterized by the response 'I am', which you will give to a person who asks 'Who are you?' .
"The grip consists of taking the right hand of him who asks you, while placing your left hand on your heart and inclining the head.
"The sign is to open the mouth while inhaling and exhaling loudly at the same time looking skyward"
While demonstrating the sign to the candidate the Venerable inhales and exhales loudly three times and says: "and I, by my breath, consecrate you a new man, a man totally different from what you were previously and which you will be from hence forward."
The Venerable will finish with a short lecture at his discretion, and deliver the new companion into the care of the orator, together with an order to explain the tableau by means of the catechism.
After the discourse by the orator the candidate will be placed at the foot of the Lodge facing the Venerable, and his brothers
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will chant the "Te Deum". That hymn being concluded, the Venerable will rehearse the motto to confirm the discourse of the orator, and after the adoration of the Eternal One, will close the Lodge.

CATECHISM OF COMPANION OF THE EGYPTIAN LODGE
Q.-Are you a Companion?
A.-I am, with the proof in my spirit.
Q.-What is that proof?
A.-My belief in God, in his intermediary, in the sacred rose and the knowledge of myself.
Q.-How have you penetrated into the Temple of Companion, and what did you observe?
A.-It is not without trembling that I dare answer such a matter; it is so sublime, so superior to the ordinary knowledge of mortals, that I cannot speak of it, except with reserve and apprehension. Increase my courage and my strength by your confidence, as I have need for power to enter with you into the grand mysteries, that you require that I unfold for you.
Q.-Since you have faith in the sacred rose, do you then recognize the primary matter?
A.-I will never doubt its existence, but I am as yet not aware of all the implications of its miraculous effects.
Q.-What is your age?
A.- Thirty-three years, with the hope of returning to youth and to reach it spiritually in the year 5557.
Q.-Did you find much happiness in your forty days of meditation and prayer?
A.-No, but I know of the reason for it and its purpose.
Q.-What are they?
A-Every man who wishes to travel with profit in natural and supernatural philosophy, must build in his heart a temple to the Eternal and search to regenerate himself not only physically but also morally. It is necessary that he employ all his efforts to discover the apostle and. the celebrant of the grandeur and the Omni-
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potence of God; he is obliged in the highest degree to hide and render his individuality impenetrable to all profanes.
The Eternal, in creating the primary matter, has endowed it with such perfection, that it alone can serve and prolong the years of mortals, that which it accomplishes through the redemption and the conduct of the forty days with a love for the natural and spiritual being.
For the spiritual or natural operation, forty days is the time both determined and necessary to perfect our morality and bring us to the desired age."
This spiritual regeneration consummated and perfected, we have no further need for protection or security from any mortal and one will be principal and master, and with the continuance of the grace of the Eternal one can conserve that power, so long as one conforms scrupulously to that which I will show you.
Q.-You have such obligations. I find myself unable to assure you have mercy .You will be able to count on my discretion and my obedience. May the sword of the destroying angel punish me, if I should fail my promise.
A.-I command you anew to execute, word for word, what I prescribe, because in following literally the method and the rules of our Founder, you will never err.
Here are the seven commandments :
lst. Outside the temple; one never explains or interprets anything except physically; while in the temple, one explains everything morally and not physically.
2nd. Never, under any pretext whatever, does one raise any question about any childish, vain or curious object, even should it be to the advantage of the moral or the physical.
3rd. It is expressly forbidden to question or ask questions about persons mortal or passed on to immortality, on any point which might injure the reputation or harm the fraternity.
4th. Being an active Master, one must never, no matter what the motive, answer any question raised either by himself or another,
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concerning the society. The great Founder having ordered formally that any given question should be clearly stated, and explained, without any reservations whatever after the manner that the assistants intend and understand.
5th. The labors of the Order being consecrated to the Eternal, each individual, out of respect, should guard his celibacy on the day of the lodge meeting. .
6th. If through prejudice or rumor a brother finds himself affected or tormented by a scruple, he will be obliged to resort at once to the head of his group to receive explanation and tranquillity.
7th. Since not all that is carried to the Temple is moral, it is necessary upon entering it, to leave behind all mundane things and to bend all his efforts and his soul to the eternal.
That is the condition which will be able to render us fit to 'Profit by the language and lessons of the immortals.
Q.-Will the practice of these commandments suffice me?
A.-If you continue to conduct yourself properly, and wait patiently the time fixed for the degree; if after you have broken the chains and penetrated into the interior of our sacred sanctuary, you attain a place among the elect, you will then be able to hope to merit the grace of becoming an active Master, and to see the crowning of your desire.
Q.-What must I retain of these charges and what labors must I undertake ?
A.- You must obey patiently and with zeal the orders of your chief, and give him constant proof of your respect and your faith in God; of your attachment to our Order and of your love for your neighbor.
Redouble your efforts to cleanse yourself., not by austerity, privation or outward penitence; it is not the body which is to be mortified and be made to suffer; it is the spirit and the heart which will render us good and pure. It is these which will rid you inwardly of all vices and fill you with love of virtue.
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Apply yourself to develop thc great mysteries found in the circle of the four cardinal points, because without that knowledge, you will never be admitted to that which is indispensable; to learn the names and signs which are found on the angles of the sacred star, and which are the chiefs in each hierarchy.
Remember always, that those notables and powers who will be the spiritual creatures, are those men who have become immortal, or passed to immortality and remember also that you will become idolatrous and guilty before God, if you should ever give to any of these any sign of adoration. There is no other supreme being, save only God, Eternal; He is all, He is the one unique, who will both love and serve all beings, be they spirits; immortals who have lived, now live, or will live; although they are his subjects, his servitors and his inferiors.
Observe with care the movements, the positions and the words of the acting master during the conferring of this degree. Note the stroke of the right foot as he taps the floor, the perfect sign which he gives, the noble and majestic mien with which the same is presented, the force and energy with which they are expressed.
Q.- Why that position of the acting Master? Is it necessary?
A.- Because man having been created by God, in his own image, he is superior to all other creatures; because while he works it is the expression of the power God has granted him and which, .while never done with hauteur, should nevertheless demonstrate the grandeur and nobility of his actions; his persuasion, his triumph and his glory. There is no sign of pride or arrogance, but of nobleness, strength, and dignity which inspire confidence. Do not even imitate or injure yourself like those hypocrites who always on their knees, their eyes lowered, and the body bent, never speak except with exclamation while doing nothing except with baseness. Although respect and sweetness are on their lips, insolence, envy and arrogance are in their hearts.
Q.- What is the significance of the rap on the floor with the right foot?
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A.- That the acting Master at that moment raises his spirit to God, and that he is shedding the physical part, that he may be occupied by nothing but his moral part.
Q.-Why does he raise his right hand with the fingers extended, and hold the left to the rear ?
A.-To let his assistants know that while the Supreme Being is overcoming chaos, it calls for that attitude.
Q.-Why does he whimper and pronounce the word Heloym?
A.-To teach you that the Eternal, through a perfect sign and with that single word, grants the eternal life to the primal matter, through his intermediaries, and to man.
Heloym signifies, I wish and I order that my will be done, and that all shall be done accordingly.
Q.-In the tableau, what is the significance of the temple placed in the middle of the heart?
A.- That there is no place but in the heart, that one must erect a. temple to the Eternal.
Q.-Why do the sun and moon shine on the heart?
A.-That you may learn that you can never be perfect, until your
body shall have been purified by the celestial fire contained in the primal matter.
Q.-What is the significance of the assassination of Mercury by a Master ?
A.-It is the emblem of the first physical operation absolutely necessary and indispensable.
Q.-What do the three stones signify?
A.-It means that in order that primal matter may become perfect, it is necessary that it be proved by three different changes.
Q.-What is the purpose of, and why must I always wear, the vestment known as "talare"?
A.-Man having regenerated morally and physically, regains the great power which was destroyed by the loss of his innocence. That power gains for him spiritual vision and primarily it recalls that the physical vestment of every man who is consecrated to
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the Eternal must wear the "talare". It is that which in all religions and at all times and places was worn by the sacrificients, the priests and those men devoted to God.
Although the ordinary clothing is sufficient for the profane, it is not enough for us. Since ours should be perfect and sacred, it is necessary that it had been blessed and consecrated by the spiritual beings and the intermediaries who are between God and us.
Q.-How is it possible for our vestments to become consecrated the same as the vestments we are wearing?
A.-By making yourself fit to wear it and by being witness to the communication between man and the intermediaries.
Q.- Where is the place of this celestial traffic between the spiritual beings and man?
A.-Inside the temple where you acquired the greatest knowledge.
Q.-Can I receive this as well in my own apartment?
A.-No, but here is something which it is permissible for me to give you for your consolation. When the period of your 1abors as companion terminate and your good conduct proven, you will be admitted inside that temple. There you will find a chief vested with the authority and supreme power to purify you according to the laws of the Founder, and give the consecration of all those things which are necessary.

RECEPTION OF MASTER OF THE INTERIOR
OF THE EGYPTIAN LODGE
PREPARATION OF THE LODGE

The Lodge should be decorated in sky blue and gold; it should be decorous, well arranged and well lighted. The throne is elevated three steps and should be occupied by two persons representing Solomon and the King of Tyre. At their feet should be a. blue cushion, embroidered in gold, with four loops also of gold, and on the cushion is an epee or sword, having the guard on hilt in silver gilt and the blade also in silver gilt with the seven planets engraved on each side.
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The covering of the throne should be blue, fringed with gold; behind and above the head of the Venerable, on a piece of blue silk, there should be a star of seven points bearing in the center the name, Jehovah. This star and the name should be embroidered in gold, the star surrounded by rays embroidered in spangles of gold.
There should be for the recipient of this degree a large red cord; gloves trimmed in the same color and an apron of white lamb skin, doubled and bordered with flame-colored sarin, with rosettes of the same color in the four corners, and in the center a globe of gold, traversed by the zodiac, with the signs of the seven planets embroidered in silk. This globe is suspended in the blazing star of the seven angels by means of a loop of silver.

TABERNACLE
The Tabernacle should be over the throne, facing the lodge. Its exterior should be hidden by a great glory whose rays are of gilded wood. On the right side is a small window closed by a slide, and on the left side is a door with a small stairway, opening into the room. In its arrangement, dimensions and proportions it should conform to the tabernacle of the mother lodge.

TABLEAU
In the upper part of the tableau, there should be represented a phoenix in the center of a burning pyre. Under the phoenix, a sword with a cross of St. Andrew, together with the caduceus of Mercury. Below the sword and caduceus, at one side, Time in in the guise of a fine, robust, old man having large wings at his shoulders; and on the other, facing Time, a Mason dressed as a Master in a green frock coat; hussar type boots and a red cordon; and in his right hand a sword prepared to strike off the wings of Time. At the right of the Mason is an overturned hour glass and broken scythe of Time.

VESTMENTS OF THE VENERABLE
The two principals, or Venerables, should each be clothed in a white talare with sky blue stole bordered with fine gold lace and
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having embroidered in gold along its length the names of the seven angels. At its ends each stole should have embroidered in the same manner the sacred name of God. A fringe of gold finishes each end.
The great red cordon supports by its two ends a plaque which should be embroidered with stitches of silver, showing a rose in the center, bearing tbe inscription "Primal Matter" and below the mottos "I believe in the rose".
They also wear their hair short, and their feet are clad in slippers or sandals, white in color, embroidered and tied with a blue ribbon or rosette. These are without buckles.
The two Venerables should be clothed in their vestments by the Masters who during this time chant the 'Te Deum". The Grand Inspector is the one who directs and presides over this ceremony, since it is numbered among his duties. The vesting is done in a place immediately adjoining the lodge room where there is a closet for this sole purpose.

DISCIPLINE FOR THE MASTER
The lodge or inner chamber should consist of at least twelve persons, not including the two Venerables. The acting Venerable Masters bear the names Alexander I, II or III according to their seniority of consecration.
Each of the twelve Masters should bear the name of one of the twelve prophets below and should be clothed in the vestments shown in the tableau.
Samuel Zachariah Daniel
Solomon Isaiah Hosea
Elias Jeremiah Jonah
EIijah Ezekiel Amos
The Venerable assigns to the candidate the name of a prophet unassigned, and imposes on him the obligation of bearing it all his life and never to take or sign another name so long as he writes or works in a lodge of our rite. To his name, Samuel, for example, he will add "of the first lodge" should he be from the mother
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lodge of Tryon, or "of the second lodge", should he be from that of Paris.
No Master should ever enter the inner chamber with hat or cane; he should always be bare headed and with sword in hand. After all are assembled in the lodge room, the Venerables must choose two companions, or if there be none, two apprentices, to guard and act as sentinels, drawn sword in hand, outside the lodge.

CHAMBER OF REFLECTION
The furniture and the decoration of that chamber should be very gay. The tableau represents a young man clothed as companion, seated on a stone in the middle of a forest, having the air of a man fatigued and deep in meditation and profound reflection. About him are some broken chains and some broken instruments of punishments.
Some Furies prepare to leave and retire. There is a rainbow above; and over that a pyramid, before which should be a Master in uniform with his cordon. He should have an attitude noble and determined, bearing his sword in his right hand and the caduceus in the other. With his sword he gives a sign of encouragement for the companion to enter the pyramid, and with his caduceus he points to the rainbow composed of the seven primary colors. The sky should be pure and serene.
At the base of the tableau should be written these words "Conquer or die; reflect before you undertake!"
In the four corners, there are circles formed by a serpent biting his tail. In the middle of each circle the initial of the four cardinal points. The candidate should be left to his meditation and remain in this chamber at least an hour.
One of the two Masters, who should be sent to the Chamber, will give him a proper and appropriate discourse to explain the emblems in the tableau. During this discourse the companion should be on his knees. The companion should be clothed in a talare, his hair disheveled and tending to hide part of his face. Before he leaves the chamber of reflection, the two elected who are
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designated to prepare him, should try, by means of discourse and adroit questions to discover if the candidate is patient and obedient. They should try to make him understand that despite the time that has passed during his companionage the Masters feel that there is need of several more years before he can be admitted among them. If in spite of these misleading statements. the candidate shows by his responses, a complete submission and obedience to his superiors, the two elected give him hope of being accepted, and one of them returns to the lodge to inform the Venerables of the condition in which they left the candidate.

OPENING OF THE LODGE
The vesting of the Venerables having been completed, the lodge properly guarded and well-tested by the Grand Inspector, they take their place standing before the throne. The Acting Venerable will say:
"To order, my brothers, in the name of the Great Founder of our Order. Let us seek to act and work for the Glory of God, from whom we obtain the wisdom, the power and the ability. Let us try to obtain his protection and his mercy for us, for our sovereigns and for our neighbors. Join your prayers with mine to implore for me his help and his light which are so necessary."
That being said. the two Venerables go to the middle of the room, and turning to face the name of Jehovah, they kneel as do also all the assistants, and the acting Venerable will commence the invocation in these terms :
"Oh, Thou Great God, Thou art supreme and sovereign, we pray Thee from the depths of our hearts, by reason of the power which Thou has showered upon us according to our founders, that Thou permit us to make use of and enjoy that portion of Thy grace, which came to us on the invocation of the seven angels who surround Thy throne. Thus we operate and work without violating Thy orders or destroying our innocence."
The prayer over the two chiefs together with assistants, prostrate themselves on the floor and remain there until the Venerable
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raps on the floor with his hand, which serves as a sign to rise and take their places. All being seated, the acting Venerable will give a discourse fitting the occasion and states that the term of five years companionage of the candidate has expired and that he begs the privilege of being received as Master. He then demands that all give their opinions, truthfully and conscientiously, concerning the morals and conduct of the candidate. Should one of the brothers allege any motive, grievance or complaint against him, he should announce it at once to the entire lodge, and the Venerables should then decide by vote whether to admit or reject him. If the lodge consent by unanimous vote in his favor, the acting Venerable will chose two of the elected to go to the Chamber of Reflection where the candidate should be found. When the Venerable has been informed, by the return of one of his deputies, of the good character of the candidate, he will address the Grand Inspector and order him to go search for and introduce the Dove, (1) who ought to be found ready, and properly vested in the adjoining room or cabinet. The Grand Inspector should lead the Dove to the feet of the first Venerable, who should himself, or his deputy and no other, clothe the Dove according to the prescribed form, which is a white talare, shoes equally white, trimmed and tied with a sky blue ribbon; a cincture of blue silk and the red cordon from right to left.
Thus clothed, the Venerable will say to him: "By the power the great God has granted to our founder, and by the same which I hold from him, I invest you with this heavenly vestment."
He then will give a discourse concerning the sanctity and the grandeur of the mystery which will follow. After the Dove is completely clothed, the Venerable will cause him to kneel, then holding his sword in his hand and striking the right shoulder of the Dove, will cause him to repeat word for word these words, "Oh God, I humbly ask Thy pardon for all my past faults, and beg that Thou give me the grace, according to the power which Thou gavest our founder and which he gave to my Master, of a promise of acting. and permitting me to labor, according to his commandment and his intention."
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After this the Venerable will create the Dove, by blowing his breath over him three times; he will then give her unto the hands of the Grand Inspector who will conduct her into the Tabernacle. The interior of this is entirely white; in it should be a small table upon which should be placed three candles and a small stand; the Grand Inspector after having accompanied the Dove and having shut her in the Tabernacle, will take from it the key which should be attached to a long white ribbon, and will present it to the Venerable, who will hang the ribbon around the Inspector's neck and order him to place himself, sword in hand, at the foot of the stairs by which the Dove had climbed.
The acting Venerable will rise, and will say again: "To order, my brothers." They will all rise, and the Venerable, going to the middle of the room, will turn and face the tabernacle.
The circles having been formed and the sacred words pronounced, he will help himself to the power which the Grand C.. has given him to obligate the angels " AN.." and the six: other appearing before the eyes of the Dove, and when he has given notice to all in his presence, the Venerable will charge her, by virtue of the power which God had conferred to the Great Founder, and which he had accorded him, to demand of the angel "AN.." if the subject proposed for Master according to his merits and other qualifications should be received, yes or no.
On affirmative response of the angel to the Dove, the twelve elected will bow their heads to thank the Divine one for the grace which had been granted her, which was manifested to them, through the appearance of the seven angels to the Dove. The Venerable will order the Dove to be seated, as well as the rest of the members of the lodge, and he will proceed to the reception of the candidate.
The Venerable, beginning again, will with his sword describe four circles toward the four cardinal points, commencing with the North, then South, East and West, then he will describe another, over the head of each of his assistants and will end with one last facing the door. Finally he will take a tack which he will place
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in the center of the lodge, and with the aid of a golden string and a piece of white chalk draw a circle six feet in diameter, in which the candidate will be placed.
In the four sections of the circle, he will have braziers for burning the following:
In the North - incense
In the South - Myrrh
In the East - Benzoin
In the West - Balsam Peru
Under the braziers there will be traced the four characters known by the Venerables, one of whom will remain seated and the other will remain standing before the throne, sword in hand. At the right will be the Orator carrying the four perfumes. The acting Venerable will order the assigned brother to return to the chamber of reflections. to take the candidate and conduct him just outside the door, placing him between himself and his assistant. The three arriving at the door, one of them will knock once. The Venerable having heard them, will cause the bolts which close the doors, to be opened immediately, that the three persons may enter. The two elected, who accompany the candidate will conduct him directly to the middle of the circle drawn on the floor, where they will leave him and retire to their places.
The Venerable will again give the discourse beginning "Man..etc." and having completed it and having told the candidate, that if he sincerely desired to come to a knowledge of the Great God, of himself and of the Universe, it will be necessary for him to subject himself to a promise and take an oath to renounce his past life and arrange his affairs in a manner fitting a free man. The candidate will kneel arid repeat word for word the obligation which will be given by the Venerable.
The obligation over, the assistants will kneel and the candidate will prostrate himself and while he is thus extended at full length within the circle, his face to the floor, the Venerable following the Orator will throw a pinch of perfume into the brazier and returning to the candidate, will recite this psalm (Psalm 51).
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"Great God, have pity on this person M.N., according to Thy great mercy and remove his iniquity, according to the multitude of Thy good works; cleanse him more and more of his sins and purify him of his offenses, because he recognizes his iniquity, and his sin is always against himself ; he has sinned only against Thee, he has committed error in thy presence, to the end that Thou wilt be justified in Thy promises, and victorious in Thy judgment. Thou seest that he was born in iniquity; that his mother conceived him in sin. Thou hast loved the truth; Thou hast unfolded to him some uncertain things, and the secrets of thy wisdom. Thou bast purified him with hyssop and he will be clean; cleansed him and he will become whiter than snow. Thou wilt make him understand the word of consolation and joy and his bones which Thou hast humbled, will tremble with happiness; turn thy face upon his sins and pardon his offenses. Oh God, make his heart clean within him and renew the spirit of justice in his bowels; turn not thy countenance from him; grant him the joy of Thy healthful assistance and fortify him with a. spirit which he will freely work for Thee. He will understand Thy ways with the unjust, and the impious will tum to Thee. Oh God! Oh, God of our Salvation, deliver him from evi1, and his tongue shall sing with the joy of Thy justice, Oh Lord. Open his lips and his mouth will give forth Thy praise. If Thou wishest a. sacrifice, he will offer it. Sufferings are not agreeable unto Thee! The sacrifice which God demands is a chaste spirit. Oh God, Thou dost not despise a contrite heart and humble. Oh Lord, in Thy benevolence, spread Thy good and Thy grace on Zion, before the walls of Jerusalem are destroyed. Thou wilt accept then the just sacrifice, the offerings and the burnt offerings. These we desire now to offer on Thy altar. We pray Thee, great God, to grant him the grace which Thou gavest our Great Founder."
The Venerable will retire to a place near the throne, but, remaining standing, will indicate that the brothers rise and remain so, while at the same time indicating that the Orator should assist the candidate to arise, and to conduct him before the Venerable.
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The Orator will place the candidate before the .first step of the throne and cause him to kneel with his right knee on that step, his left leg extended to the rear. At that instant the Venerable will make him a Master by breathing three times in his face, at the same time decorating him with the red cordon and presenting him the Apron and gloves after which he will be blessed and consecrated by the angels, as by Enoch, Elias and Moses. The Venerable will then give him a discourse on this subject, the same as the Great Founder himself gave to all the Venerables under the same circumstances. The ceremony over, the Venerable will approach the Orator and cause him to conduct the new prophet to the place for which he was destined, which should be at the right of the throne. Then all will be seated and the Venerable will give a discourse which had been communicated by the Great Founder and ordered to be given at this time. He will end with this prayer:
"Oh Lord, remember Thou our Great Founder and Master, and all the goodness to which he was a witness. As he swore before the Lord and made a vow to the God of Jacob. If I enter, said he, into the rooms of my palace; if I lie down on my bed or couch; if I permit my eyes to sleep or eyelids to close; if I lay down my head, it is only when I have found a home for my Lord and a Tabernacle for the God of Jacob. We have heard said that the ark was in the land of the Ephraimites. We have found it in the forest; we entered into his temple; we adore him the place which serves him as resting place. May Thy priests be clothed with justice and may your saints be joyful. In consideration of our Great Founder, Thy servant, turn not thy face from those saints. The Lord has sworn our Founder a great oath, and He will not violate it; He spoke, 'I will establish on your throne, the fruit of your loins, if your children guard my alliance and the precepts which I will show you, they and their posterity will inherit your throne, eternally, because the Lord has chosen Zion; He has chosen it as His habitation. It is the place of my rest forever. I will live here, because it is the place I have chosen. I will bless the widow with
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my benedictions; I will provide bread for the poor. I will clothe my priests with any saving grace, and their saints are rapt with joy. It is thus, that I will demonstrate the force and power of your founder. I have prepared my lamp for my saints. I will cover their enemies with shame and confusion, and the glory of my sanctity will live forever in their minds'."
The Venerables as well as the assistants rise, and the acting Venerable going to the middle of the room, and turning to face the Name of God, will order the Dove, by virtue of the power which he holds from the Great Founder, to demand of the angels if the reception which was given was perfect and agreeable to the Divinity. The sign of approbation being given by the angels to the Dove, the Venerables and assistants will prostrate themselves and will in their hearts give thanks to the great God for all his grace, with which they were favored.
The Venerable will close the lodge, giving his benediction to all his assistants in the name of the Eternal and of the Great Founder.
CATECHISM OF MASTER OF THE EGYPTIAN LODGE
Q.-Whence came you?
A.-From the interior of the Temple.
Q.-What did you see in the Temple?
A.-A Dove, very beautiful and very favored of God; a sanctuary blazing with light; a tableau revealing allegorically the greatest secrets of Nature and a brilliant star over the heart of each of the venerables.
Q .-What does that star show ?
A.-A beautiful rose, around which there are two inscriptions, the one consisting of these words "I believe in the rose" and the other of these "Primal Matter."
Q.-What does that rose signify?
A.- That it is the emblem of that primary and precious matter, of which there is constant mention in all the writings of our doc- trine, and which is found in the hands of all the elected.
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Q.-What is the use and what are the duties of the Dove?
A.- They consist of serving as the intermediary between the angels of the Lord and the elected; to give knowledge to these latter of the divine will and finally to convince them of the obvious existance and great power of God.
Q.-What does the sanctuary contain?
A.- The sacred name of God, placed in the middle of a blazing star.
Q.-Give me, I pray you, an explanation of the tableau; what does the phoenix signify ?
A.- That a true Mason will be reborn from the ashes; that it will be possible to renew and rejuvenate himself at will, like that bird; so it is certain that it can be said et renovabitur plumas meas. (2)
Q.-What is the significance of Time and of the Master who clips his wings?
A.-Since a good Mason has lately come to snip the wings of Time, his life is endless.
Q.-What an be said about the broken and destroyed instruments of torture?
A.- That a Mason having obtained that degree of power, death no longer has any fear for him.
Q.-What is the significance of the overturned hour-glass?
A.-For the immortal man, the measure of time becomes useless.
Q.-What does a sight of the interior of the Temple mean to you?
A..- The most sublime knowledge.
Q-How do you know that?
A.-Because there was communicated to me a portion of the power which God of his good will granted our Great Founder, and through it, permitted me to regenerate a man who was lost.
Q.-How were you occupied in that interior?
A.-In glorifying God and accomplishing those duties laid down by our Great Founder.
Q.-What are those duties?
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A.- They are entirely spiritual and are none other than those which will gain admission into the temple of God, where one occupies himself in the same manner that Solomon once did in presence of all the people, while he consecrated the temple, which he erected to the Eternal.
Q.-What do we find in the middle of the Temple of Solomon?
A.- The true tabernacle, the resting place of innocence. At the sound of the invocation, the Eternal manifested his power in favoring that place by the presence of all the angels, archangels, Seraphims and Cherubims.
Q.-How did Solomon commence his duty?
A.-He descended from his throne, he laid his hand, with fingers extended on the head of the Dove, and struck it with his sacred sword and made it a true sacrifice which he offered to the Supreme Being. He carried it into the tabernacle and offered up his prayers and invocations in a manner so dear that all the people understood. His duty and his confidence were so perfect, because he showed evidence of those graces spread among all men.
Q.-Did our Grand Master always practice and follow the same method?
.A.-Always. However, all the duties were performed according to his constitutions and ordinances, and were constantly crowned with greatest success; but it is necessary to conform exactly and scrupulously to the commandments which are prescribed in the catechisms, because without that, one runs the risk of incurring that which once came to the ministers of the Temple of Jerusalem after the death of Solomon. These ministers combined their ideas and built the tower of Babel. It resulted in errors without number; schisms as well as idolatry, which the man fi1led with pride sees again today in his dismal surroundings.
Q.-What is the significance of the sacred pentagon made of paper according to the art?
A.- The pentagon is the fruit of the great work of moral regeneration through the retreat of forty days, which all the truly elected
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of God have made. During that time one divides his twenty-four hours as follows:
Six hours are employed in reflection and rest.
Three hours are consecrated to prayer and a sacrifice to the Eternal.
Three times three, or nine, are intended for sacred matters. The last six hours are reserved for conversing together and recording the lost powers, both physical and moral.
Q.-What does the pentagon represent?
A.-Enoch, Elias and Moses, which we know; the last at the exodus from Egypt and after he had made the journey with pain and fatigue, carried with him a number of things chosen by the voices of the angel of the Lord, took them to the top of Mount Sinai. There he made a retreat of forty days, and while there he made and perfected the sacred pentagon, written and engraved with the names and signs of the seven archangels; as well as the sacred writing which God gave him; and as Moses retired to that Mount; he ordered Aaron to remain at the foot and guard against intrusion of the people of Israel either because of pride or curiosity. He carried the sacred pentagon to confirm the power of the Eternal, to afford knowledge of truth and give proof of the great power accorded to man.
There were also, many other elected favored of God and .favored of Moses, of whom I would like to talk to you but I am bound to tell you that after having accomplished that great feat there was nothing more to be done, "Qui potest capere, capieat". (3)
Q.-What do you mean by nothing more to be done?
.A.-As soon as a man possesses the sacred pentagon, he has no need to give up the triangular cubical stone, nor to change the stones into bread.
Man aspires constantly to have perfect repose, to possibly obtain immortality and say of himself, ego sum, qui sum. (4)
Q.-How are the six hours for reflection and repose used?
A.-To permit each Elect to enjoy himself as may be; for medita-
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ting alone; for refreshing the physical self by sleep; or by a cessation of mental activity, all labor is suspended during these six hours.
Q.-What happens during the three hours consecrated to the sacrifice to the Eternal?
A.-One prays, one adores, and one entreats for the physical and the moral to be cleansed of all impurities. The catechism of the apprentice requires that prayer, as well as sacred invocation and the commandment given to the archangels be used to obtain knowledge of the true words and signs belonging to the art.
Q.-How are the three times three, or nine hours, allotted to the sacred works occupied ?
A.- These nine hours, divided into three parts, are used to prepare the virgin paper as well as the other articles which are to be consecrated during these days, that they may be used for presentation on the thirty-third day in the room newly built for that great purpose.
Q.-For what are the last six hours employed?
A.- They are reserved for recreation; for conferences; for preparation, according to ancient methods, of the different colors which are necessary each day and finally to dispose, fulfill and satisfy our needs.
Q.-What sort of place is to be chosen for this important recreation?
A.-One prefers a very high place, and if possible a mountain uninhabited and well hidden from the eyes of mortals, on which is built the pavilion according to the proper and convenient proportions; and one should tell no one of the day on which he will leave. It will be necessary to assemble in advance all the articles necessary, which are the instruments of the art according to Moses; the furniture; the utensils; the vestments; etc.
Q.-What do you mean by the instruments of the art?
A.-They are different objects, such as the ceremonial cloth and others. The ceremonial cloth is of yellow silk of which you will recognize the importance and thc necessity when you are
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instructed in the manner in which it will be necessary to consecrate the pavilion and the instruments of the art.
Q.-What is the pavilion called?
A.-Zion; to teach that it. was on the Mount of Zion that God revealed himself to man.
Q.-I beg of you to give me the details of the pavilion, including its dimensions.
A.-The pavilion must be built expressly for that purpose and destroyed when that purpose has been fulfilled. It is three stories high. The chamber on the third floor should be a perfect square, eighteen feet in height as well as length and breadth. The four windows placed in the middle of each side should be ova1, three feet high and four feet wide. There is but one door for entrance to this room, and it should be built in such a manner that each person alone may open or close it at will. This room should be entirely white, without any other color.
The second chamber or cell in the middle story has no windows. It should be perfectly round and of a size to contain thirteen beds, solely for the repose of the twelve Elects and of the Chief. There should be a lamp in the middle; and there should only be such furniture as is absolutely necessary. When the third chamber is to be destroyed, the second chamber will be called Ararat, to teach that the ark rested on the mountain and that perfect repose is destined for the Elect of God.
The first or lower chamber should be of a size suitable to serve as a refectory. It should be surrounded by three closets of which two are to contain the provisions and other necessary articles, while the third is to contain the instruments and utensils which are required for the operations or purposes of the retreat.
It should be built in a place, if possible, where there is running water, because once the pavilion is entered no one may leave before forty days have passed.
Q.-What is the intention of that great operation?
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A.- That your soul may be exalted; that your heart may be filled with love for the eternal; and double the knowledge which our great founder received from the last mystery and which is permitted to be revealed to you.
After the thirty-third day and also after the fortieth the Supreme Being will accord to the assistants the ineffable favor of revealing through the seven archangels the seal and signs of those immortal beings, which are engraved by each on the virgin paper.
The operation having been consummated and complete, the man who had the pleasure of being numbered among the Elect, attains the acme of glory and happiness. He becomes master and chief worker without the help of any mortal. His spirit is filled with divine fire; his body becomes also like that of a most innocent child; his perception boundless; his power immense; he will contribute to the propagation of truth in all the world, and .finally he will have a perfect knowledge of the grand class, as well as the good and evil of the past, present and future. The Elect who has made that retreat receiving for himself the sacred and unusual pentagon, embellished by the seven seals and by the seven signs of the seven primitive angels. He receives in addition seven other pentagons which he should present to those seven persons, men or women, whom he should prefer and desire to interest further. Each of these seven pentagons should combine on the virgin paper the seal and sign of one of the seven original angels. But whereas the Elect will be able to correspond and communicate with all the seven original angels, the possessor of one of the secondary pentagons will not be able to see or communicate with any except the angel whose seal and sign is shown on the pentagon which he has been given.
Each of these seven persons should enjoy to the utmost the perogative of being able to operate and work as master and commander of the seven archangels and all of their hierarchies, but under the restriction of which mention is made in the
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first catechism, and subject to the intent of the three philosophies.
The perfect Elect enjoys that first power but does not command the immortal except in the name of God; but the person whom he has favored by a secondary pentagon may make use only of the second which is limited; and he cannot act and command except in the name of his master and by his will of which he is unaware, as well as that which is detailed in the apprentice catechism.
Q.-Will you climax your kindness now by telling me how the physical regeneration is accomplished?
.A.-By a retreat similar to the forty days. One retires during this time with a friend, one conforms to the regimen prescribed by the founder, one takes three pinches or three grains of the primary matter and one will find perfect regeneration.
Q.-What will be the result of this action?
A.- The old man will disappear and the new recommence his course. That regeneration will renew him with the same success , for another fifty years, the same as that which it pleased the eternal to give him originally.
Q.-Is there any example of a similar regeneration?
A.-Certainly, the scripture gives you one about Moses. It tells you how Moses after the retreat of forty days and forty nights on Mount Sinai to form the sacred pentagon, returned a second time to that mountain and remained there again for forty more days and forty more nights.
The scriptures in like manner inform that after that second absence, Moses returned with a force so brilliant and refulgent with light, that the people could not bear the sight and he covered his head with a veil. The mystery of that enigma is that in the second retreat, Moses secluded himself with his friend Hur for physical regeneration and because at his return his face was so rejuvenated and so changed, he had to hide that phenomenon from the people; he would not speak or communicate to them again without covering his head with a veil.
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NOTES
1. It is not clear whether the dove is a man or a woman, who is a member of the Adoptive Rite. It appears to be of no importance, as Cagliostro mentioned in several places, as the dove is purified according to the ritual and made such by the acting Master.
2. And my feathers will .be renewed.
3. Who can comprehend, comprehends.
4. I am that I am.
* * * *

PRODI ACCUSED OF BEING A FREEMASON AND BLACK MAGIC IN ITALIAN PARLAMENT !

Posted on Saturday, October 28, 2006 at 02:14PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

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la padania 13 /10.....

Duro intervento in aula del senatore Leoni: «Alcuni politici si vergognano di dichiarare la nostra fede»
«Prodi tradisce il mondo cristiano»
giuseppe leoni
Roma - Inizio il mio discorso con la massima “Dare a Cesare quello che è di Cesare”, in riferimento alla mozione, tramite la quale proprio la Lega ha offerto al Parlamento la possibilit  di pronunciarsi su un fatto molto rilevante nel mondo della politica. Tuttavia, l'ampia discussione che si è svolta, purtroppo, non arriva all'esterno del nostro mondo, visto che la Rai ha preferito non far sapere come ben pensano, chi sono e come si comportano nei confronti di Sua Santit  i parlamentari.
Ciò che più mi preoccupa e che non dobbiamo dimenticare, assieme all'assurda e strumentale risposta del mondo islamico e le scuse pronte da parte della nostra Chiesa, è il fatto che abbiamo religiosi in giro per il mondo, che rischiano la vita in prima linea, come è avvenuto il giorno dopo per quella suora italiana in Africa.
Non dobbiamo dimenticare che i nostri martiri - la nostra gente - muoiono per un progetto di amore, mentre i martiri per l'Islam muoiono per poter portare morte in mezzo alle persone. È questa la grande differenza che c'è tra la nostra religione e le altre.
Il primo ministro, però, come cittadino e cristiano cattolico mi ha lasciato fortemente perplesso e preoccupato. È proprio su questo punto che voglio spendere i miei pochi minuti di intervento, pervenendo ad una riflessione che voglio svolgere ad alta voce.
È risaputo che il progetto massonico teorizza che il modo migliore per controllare socialmente e demograficamente l'umanit  è la diffusione del vizio e dell'immoralit  e la creazione di societ  multirazziali, con lo scopo preciso - c'è, infatti, uno scopo preciso - di rovesciare e distruggere il cristianesimo, unico punto di forza e testimone fondante della nostra societ .
Non faccio il poliziotto di mestiere, ma mi riferiscono che il nostro presidente del Consiglio è un frequentatore assiduo di logge massoniche e che in una convention ad Aquisgrana, negli anni Ottanta, è stato investito di grande poteri e responsabilit . Non si può servire Dio e mammona in contemporanea.
Dicono anche che c'è una pratica di esoterismo e di magia, altra funzione fortemente criticata dal mondo cattolico. Mi interrogo sulla risposta del presidente del Consiglio nei confronti del Santo Padre: “Ma si faccia difendere dalle guardie svizzere”. In un clima di minaccia planetaria verso il Papa mi ha lasciato terrorizzato il disinteresse di una civilt  che il nostro Presidente - se questo mondo serve - spero vorr  abbattere. La logica l'ho trovata nel cognome del nostro presidente del Consiglio: prodi è l'imperativo del verbo prodeo e significa «esci fuori», ma anche «tradisci». Mi chiedo allora se vuole tradire il mondo che vuole rappresentare come cristiano. È questo che voglio capire perché il nostro Presidente, in nome della carica che ricopre, ha ricevuto l'ordine magari da quel mondo di cui continua a far parte.
Il nostro presidente del Consiglio quando ha ricevuto la confermazione e la cresima è diventato un soldato di Cristo e come tale non può delegare ad altri la sicurezza del Santo Padre; avrebbe quindi dovuto esprimersi in prima persona, impegnando in prima persona se stesso e anche il Governo e tutto il Paese che rappresenta. Forse però il detto «morto un Papa se ne fa un altro» giustifica come vanno le cose. Penso che il nostro compito sia quello di attivarci in tutti i modi per garantire a Benedetto XVI una lunga vita perché con i suoi insegnamenti possa illuminare le nostre menti oscurate in un momento di secolarizzazione della nostra societ .
La droga che vive nel nostro mondo, come abbiamo avuto modo di apprendere in questi giorni dai giornali, sicuramente non è la massima espressione di tutti noi che rappresentiamo il Parlamento.
Cosa dire poi del rifiuto dell'Europa nell'inserire nella propria Carta costituzionale le radici cristiane? Il nome Benedetto, scelto dal cardinale Ratzinger è un messaggio preciso al popolo cristiano, perché san Benedetto fu il primo a raccogliere i resti dell'impero romano e a organizzare territorialmente la nascita di un'Europa con le fondamenta cristiane fino in fondo. Mentre adesso difendiamo l'operato, su iniziativa della Lega, del Pontefice, in altre situazioni politiche però ci siamo vergognati di dichiarare il nostro cristianesimo, com'è avvenuto nel momento della predisposizione della Costituzione europea.

GREAT RUSSIAN ILLUMINATI OF OUR TIMES

Posted on Saturday, October 28, 2006 at 01:33PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

NAME :FRATER GORDEEV SERGEI EDUARDOVICH OF THE RUSSIAN ILLUMINATI

Senator; Member of Russian Federation Union committee of Science, Education, Culture, Public Health and Ecology. A representative head of counsel RF of federal assembly from Ost-Ordinsky autonomous region Russian Federation (since 23.03.05 till 01.11.09); informally – very famous raider and millionaire.

BORN 22.11.72 in Moscow

Passport P-SB N708625 exp. 17.01.89 Moscow 134
Residence: Russia

Address: Russian Federation, Moscow, Novie Cheremushki Str., 29A-5A-12
Previous living address: (before 1998) Moscow, Akademika Pilugina Street, 8-1-289, phone +7495 1323109
Till 23.09.98 – founder “Rosbilding”

At the present time: the head of “AN ROSbilding” (№ 40702810500000500000 BIN-Bank), registration date 31.03.98 Address: Moscow, B. Marfinskaya Str., 4 Phone +7 495 9791563 Since 1999 – a member of counsel managing union of International Bank of Trade and Collaboration (now it’s a bank-bankrupt since 2001)

The others owners of Rosbilding Group are:
Tulupov A.V., Mamiashvilli M.G., Cherkesov.

 

YOU ARE LIVING IN A ILLUMINATI PRISON BUILT BY THE JESUITS AND FINANCED BY THE ZIONIST

Posted on Sunday, October 29, 2006 at 01:37PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

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BEATO MARCINKUS !

Posted on Sunday, October 29, 2006 at 01:13PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

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At the New York Rotary with the P2 illuminati

Posted on Saturday, October 28, 2006 at 08:37PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

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Another day at the New York Rotary Club HQ's with Director and illuminati puppet master Giorgio Hugo Balestrieri of the P2/GLADIO Network...

A MIND CONTROL ILLUMINATI EXPERIMENT LIKE MANY OTHERS

Posted on Saturday, October 28, 2006 at 07:51PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment

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THE INTERNATIONAL UNIVERSITY IS A MIND CONTROL EXPERIMENT IN THE HANDS OF THE EVIL ILLUMINATI

BASED ON AN INTERNATIONAL EURO-ASIAN ACADEMIC NETWORK RESEARCH IN Higher Practical Mental Sciences

Neurosciences - Tibetan Mysticism - Scientific Hypnosis - Western and Oriental Esoteric Paths of Power and Therapy

Based on an International Academic Euroasiatic Network for research in the hands of the French illuminati of the false Priory of Sion also members of the Monte Carlo P2 Lodge,this project is sponsored by the EU.

Senior illuminati and Freemasons involved include Rene' Lion , Jean Pierre Giudicelli , Dr.Marco Paret, Jonothon Boulter and Dr.Davide Moiso.

Direct Phone: 39 (0) 348 22.13.449
Answering Service/Fax: 44 (0) 171 691.7847

 

HOME OF THE PRACTICAL TRAININGS IN:

NLP 3
INSTANTANEOUS ENNEAGRAM
TIBETAN MEDICINE
TIBETAN PSYCHOTHERAPY
TEMPLAR TRADITIONS
ENNEAGRAM

All ways of brainwahing you further into deception and more lies built by Satan and the New World Order to stop believing in the one true God.

SO REBEL AGAINST NLP3 AND ALL OTHER KINDS OF NLP BECAUSE IT IS SATANISM BUILT BY THE INTELLIGENCE TO SUPPORT THEIR EVIL EMPIRE.

Leo Lyon Zagami

WHAT ARE THE JESUITS REALY DOING AT MOUNT GRAHAM?

Posted on Saturday, October 28, 2006 at 04:28PM by Registered Commenter[Your Name Here] | CommentsPost a Comment


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Why there is now a Vatican project specificaly dedicated to investigating the implications o contact with extra terrestrial races?

At Mount Graham in Arizona , the Vatican in reality mantains its own UFO observatory , staffed with Jesuits for the purpuse of doing black magic and working on very detailed astronomical calculations for their so called alchemical work.

This dark approach to the Royal Art of Alchemy is operated unfortunately by the Jesuits with the use of evil Jinns serving Satan himself the owner of Vatican HQ's. Another important role for the complex astronomical calculations is the possibility of tracing the coming of a true Messiah and the return of the true spirit of Jesus in the end of times , something they obviously dont want in Rome.

The jinn concept offers a logical approach to looking at UFO's, cryptozoology, apparitions, magic, demons, monsters and many other mysteries.

Amidst all the far-flung theories presented to account for the presence of alien beings such as:

Intergalactic travel
Travel from the future
Travel from the Inner Earth
Archetypal projections from the Collective Unconscious

very little consideration is given to the concept that some of them simply exist on the earth in a way that isn't generally perceptible to us.

We continue to assume that we can perceive everything that is "real" with our 5 senses despite all the evidence to the contrary. An overzealous belief in a science and philosophy of materialism has probably resulted in an irrational amount of faith in our physical senses.

Human beings are extremely susceptible to the fabrications of the jinn. We believe what they want us to because their impressive materializations and deceptions are tailored to fit our fantasies and belief systems.

The jinn are real entities living on this earth which are normally invisible to us. The name comes from an Arabic word meaning "to hide or conceal". They don't live in bottles or adhere to the fairy tales told about them. They can be deceptive and influential. They are movers behind the UFO mystery as well as many other mysteries. Every culture shows the imprints of their influence in its religion and mythology.

There are myriads of hidden intelligent beings in creation . I have tended to think of many who are not human, angel or animal, as being jinn. This is useful for aiding comprehension, for getting a handle on this vast area of hidden experience. We live in the Kingdom of Names and Attributes, after all, and require these for learning and Knowing. But this is admittedly overly simplistic. It is only a beginning for the more experienced researcher.

Jinns comprise a vast array of tricksters, fairies, demons and monsters, saints and spacemen who have confounded our understanding for centuries. The materialistic science of the 20th century decided that they no longer exist, despite the huge role they have always played in our wisdoms and mythologies, and despite the large portion of the world that never forgot who they are.

Thas because the New World Order of the Jesuits and the Zionist conducted a deliderate UFO propaganda with the help of the usual evil Jinns so you could fall into this demonic trap and loose your faith (there are also good Jinns by the way).

Carl Gustav Jung , a great genius of psychology but also a member of the Freemasons and the OTO illuminati (5th degree) said himself that modern humanity had a dangerously wounded psyche because all the myths had been killed. New ones needed to emerge for humanity to experience wholeness but also for global manipulation. The jinn have obliged by literally popping into the global consciousness as the embodiments of our science fiction fantasies. The flying saucer may be the first global symbol recognized by the entire world but it is probably the most satanic one.

The so called UFO mith is not the way forward for humankind towards a clear understanding of God's hidden methaphisical Kingdom and the real beauty of creation. The devil know's that very well that's why he uses people like Scientology in this evil game piloted by the Jesuits to deceive you even further. Dont believe in whats coming out of Hollywood because at present such place is in the hands of a bunch of very evil and powerfull Jinns who want to Mind Control you in the name of the evil one.

All intelligence agencies in the world are working for such deception on a massive scale (MK-ULTRA) because it is simply in their interest to not make you realize the truth of God before the Great One comes back to punish the infedels.

WAKE UP AMERICA, THIS IS THE TRUTH,YOU ARE BEING MANIPULATED BY THE EVIL ONE AND NOW ITS TIME TO COME BACK TO GOD, ALLAH

Salam Aleikum

Leo Lyon Zagami / Khaled Saifullah Khan

   

 

 
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