|
|
 |
ARTICLES
126-135
![krumm.jpg]()
Café Krumm Heller
Esta notable y benéfica Planta (Coffea
arábica) es un Arbusto de hojas opuestas oblongo – aovadas,
acuminadas y lampiñas, de flores dispuestas en pedúnculos axilares
cortos a agregados y de semillas duras, ovales, convexas por un lado, planas
por el otro y marcadas con un surco longitudinal, de color ceniciento y
sabor amargo y aromático.
Un Pastor de Etiopía observó
cierta noche, que sus Cabras y Camellos no habían dormido como de
costumbre por haber encontrado una Planta cuyas hojas, frutos y tallos, comían
ansiosamente pretendiendo cada vez comer más... Tal fue la sorpresa del
Pastor, que decidió consultar con los Frailes de un Convento que había
en las cercanías para exponerles un caso tan extraordinario. Así lo
hizo. Pero al terminar sus explicaciones, fueron los mismos Religiosos a
observar la Planta, invadidos del deseo de estudiar el prodigio. Cual no sería
su extrañeza, al ver que se trataba de una Planta conocida que les hizo
exclamar con júbilo: Esta planta es nuestra y lleva nuestro nombre... Hay
que advertir que Cafea era el pueblecito donde radicaba el Convento.
Luego informaron al pastor, que se servían de este arbusto, cuya infusión
tomaban frecuentemente, para estar siempre despiertos y con cierta excitación
grata a Dios. Esta Planta la habían considerado con un obsequio de la
Divinidad exclusivamente para ellos y por eso habían reservado su
divulgación. Pero ya que él la había descubierto, era ésta una
señal de que debiera ser para todos. A partir de ese instante, fue dada a
conocer...
Examinada esta Planta, se han podido extraer de su simiente muchos
principios inmediatos. Entre ellos un alcaloide curioso llamado la Cafeína
y una gran parte de ácido fórmico.
Así como para el Mundo comercial el descubrimiento de América por colón
trajo una nueva época, así la introducción del Café influyó
de una manera acentuada sobre la mentalidad del hombre por la acción que
ejerce en los órganos del pensamiento. Tomada en infusión excita el
sistema nervioso singularmente, priva del sueño y da una gran lucidez a
las ideas. Delille, el poeta francés, después de hacer la apología
del vino, exclama entusiasmado: “Hay un líquido predilecto del
Poeta, del que careció Virgilio y que adoraba Voltaire. Ese líquido
eres tú, divino Café, que sin perturbar el cerebro, ensanchas
dulcemente el corazón”...
El Café, marca época y procedente de Etiopía, se ha adueñado del
Mundo entero siendo uno de sus principales factores comerciales.
Como remedio, lo consideramos grandioso. Hace muchos años que un indio
del Estado de Vera Cruz, en México, nos enseñó un modo raro de
curar la Malaria. Es empirismo, si se quiere, sin base científica, pero
nosotros por la curiosidad lo aplicamos en miles de casos con un resultado
sorprendente. A esto fuimos, por nuestra aversión constante hacia la
Quinina que como único remedio es recetado contra el Paludismo. Sean
honrados los Médicos y declaren que si bien es estimable como preventivo,
no lo es así como curativo.
El remedio del Indio consiste, en tomar un puñado de Café crudo y
echarlo a hervir hasta lograr una buena infusión de este modo. Luego, se
deja enfriar durante varias horas después de colarlo cuidadosamente. Ya
colado y en frío, se añade a un vaso de esta infusión el zumo de
tres a cuatro Limones, con una cucharada de Alquitrán de Gougeot; esta
mezcla, de no muy buen sabor, se toma en ayunas durante una semana. Es
segura la curación del Paludismo. Invitamos pues a hacer la prueba, ya
que por todas partes y muy principalmente en los Países cálidos, azota
esa enfermedad. Nosotros hicimos los análisis correspondientes y hemos
comprobado que el remedio tiene base científica, aunque nunca lo quisimos
explotar, para ofrecerlo ahora abiertamente en beneficio de todos.
Generalmente queda algo de malestar en la convalecencia de esta enfermedad y
para ello tenemos un extracto de Rosas que acaba con todo.
En un Hospital de Dresden han recetado con gran éxito Café hecho carbón.
Así que se quema el café, se tuesta más allá de lo acostumbrado,
llegando a ser carbón. Pulverizado se da contra inflamación de la
garganta, anginas y sobre toda la apendicitis puede ser curada en un día,
evitando así la operación, que nunca está exenta de peligro.
![ummof22m.jpg]()
IL TRAMONTO DELL’ERA
CRISTIANA
DAL RINASCIMENTO MAGICO ALLA NEW AGE
Roberto Negrini
(grande sostenitore di Massimo
Introvigne, Roberto e' coinvolto anche nel falso mito dei UFO
in Italia )
“Sappiamo che per ognuno di
noi la vita è una rivelazione spirituale, seducente e magica, che nessuna
filosofia o religione è riuscita finora a chiarire del tutto. E siamo a
conoscenza anche di qualcos’altro: sappiamo che nel momento in cui
comprendiamo ciò che sta succedendo, mettendo in moto questa forma di
crescita e mantenendola in vita, il genere umano effettuer un
incredibile balzo in avanti raggiungendo finalmente il nuovo stile di vita
che ha inseguito nell’arco di tutta la sua storia.”
James Redfield. La profezia di Celestino
“Il mitico simbolo religioso
non sar più un uomo sulla croce ma una coppia uomo-donna unita
nella più alta comunione d’amore [...] il tono emotivo della nuova
filosofia sar edonistico, estetico, senza paura, ottimistico,
umoristico, pratico, scettico. Ora noi stiamo vivendo un periodo di attesa,
silenzioso e preparatorio. Tutti sanno che qualcosa sta per accadere.”
Timothy Leary. Neuropolitique
SFONDI CULTURALI
E PREMESSE ANTROPOLOGICHE PER L’ATTESA DI UNA
“NUOVA ERA”
DALLA CRISI DELLE RELIGIOSITÀ ESCATOLOGICHE
DEL TEMPO LINEARE AL RITORNO DEL MAGISMO
PRIMORDIALE DEI TEMPI CICLICI
Verso la fine degli anni ’50
Carl Gustav Jung, giunto alla fine del suo percorso di vita e di un
itinerario intellettuale fra i più creativi nella storia del pensiero sia
filosofico che scientifico, nel suo Un mito moderno — dedicato all’emblematico
enigma degli UFO — dichiarava:
come gi sappiamo dalla
storia dell’antico Egitto, esistono fenomeni psichici di mutazione
che si verificano costantemente alla fine di un mese platonico o all’inizio
del successivo. Vi sono, a quanto pare, mutamenti nella costellazione delle
dominanti psichiche degli archetipi, degli “dei” che causano o
accompagnano trasformazioni secolari della psiche collettiva. Questa
trasformazione è cominciata e ha lasciato le sue tracce all’interno
dello sviluppo storico dapprima nel passaggio dall’et del
Toro a quella dell’Ariete, poi dall’et dell’Ariete
a quella dei Pesci, il cui inizio coincide con il sorgere del cristianesimo.
Ci stiamo ora avvicinando a una grande trasformazione con l’entrata
del “punto primaverile” nell’Acquario.
Al culmine delle sue ricerche sui rapporti tra psiche umana e universi
simbolici del Sacro il geniale ricercatore svizzero non disdegnò quindi
di fare propria la concezione astrosofica e astrologica secondo cui è
ravvisabile una sorta di sincronicit fra le mutazioni e i ciclici
ritorni delle dominanti zodiacali e le grandi trasformazioni spirituali,
psichiche e storiche dell’umanit .
Una visione cosmologica che, pur secondo diverse modalit di calcolo
o interpretazione, risulta comune a tutte le culture pre-monoteiste, dai
Veda con i loro “grandi” e “piccoli” cicli temporali
(kalpas e yugas) fino a Platone e al suo “Grande Anno” o “anno
consummante”, così identificato nel Timeo:
quando insieme giungendo a
compimento ritornino al principio le reciproche velocit degli otto
cerchi.
Lo specifico codice riferito da
Jung sulle “ere zodiacali” e sull’imminente “Era
dell’Acquario” si riferisce a una di queste possibili letture,
basata sul fenomeno astronomico della precessione equinoziale, gi
noto e calcolato da Ipparco fin dal II secolo a.C., in virtù del quale —
contemporaneamente a precisi cambiamenti d’identificazione della
stella polare — il “punto gamma” o punto vernale o
equinoziale del cielo visibile, coincidente con l’inizio della
Primavera, risulta allineato con una diversa costellazione zodiacale ogni
2160 anni secondo un percorso retrogrado.
In base a questo schema, ben conosciuto dalle scienze astrologiche e
archeoastronomiche, sarebbe possibile, seppur approssimativamente,
inquadrare a posteriori l’identificazione di un’epoca
protostorica che potremmo definire “stellare” in un arco di
tempo che andrebbe dal 6000 al 4000 a.C. circa. A questo ciclo potrebbero
riferirsi le varie mitizzazioni relative a un’Et Aurea,
caratterizzata dal prevalere psichico e sacrale (e quindi storico e sociale)
di archetipi androginici o ginandrici, rappresentati da coppie ierogamiche
di mostruose deit teratomorfe e nictomorfe correlabili a una
concezione cosmico-stellare del Sacro. Un’epoca le cui strutture
psichiche collettive sarebbero state influenzate dall’osservazione
delle stelle (utilizzate come regolatrici nel computo del tempo) orientate
sull’asse della stella Thuban [Alpha Draconis] nella costellazione
del Drago, che ebbe funzione di stella polare fin circa al II millennio a.C.
Tale ciclo di tempo, certamente leggibile in chiave immaginale e metastorica
ma di cui troviamo qualche eco storicizzata — rintracciabile
probabilmente anche in alcune culture megalitiche — nei miti
cosmogonici di molteplici culture, apparirebbe, in virtù della suddetta
Precessione, in risonanza equinoziale con la costellazione dei Gemelli,
archetipo mercuriale della duplicit , dell’ambivalenza e della
Coppia Primordiale. Mentre una successiva era “matristica” e per
alcuni aspetti “matriarcale”, dominata dall’archetipo
sacrale femminile delle Grandi Madri e da modelli psichici e storici
ginosofici e a volte ginecocratici, procederebbe dal 4000 al 2000 a.C.
circa, in evidente corrispondenza con il predominio (precessionale) della
costellazione del Toro (archetipo venereo di fecondit e pandemia
orgiastica), per concludersi con l’uscita di Thuban e della
costellazione del Draco dall’asse polare. Il successivo affermarsi
del principio solare paterno — definibile come “patristico”
laddove si manifesta nella violenta prevalenza di archetipi maschili
luminosi e spesso guerrieri — si collocherebbe poi entro un ciclo
temporale che va dal 2000 a.C. fino all’inizio della cosiddetta era
cristiana, correlandosi all’influenza equinoziale della costellazione
di Ariete (archetipo marziale di assialit sia fallica che
guerriera). Dall’anno 0 fino al 2000 d.C. circa, in risonanza con l’installarsi
equinoziale della costellazione dei Pesci, avremmo invece un ciclo che
possiamo considerare come “tomba” o “incubazione” o
“congelamento” degli archetipi patristici stessi, che divengono
“patriarcali” frantumando ogni possibile ierogamia e ogni
possibile bilanciamento tra le diverse componenti dell’Essere, della
psiche e della carne.
Alla conclusione dell’attuale periodo storico, in cui assistiamo a
confusione, sovrapposizione e contraddizione reciproca fra tutti i paradigmi
culturali e i relativi ordini simbolici, nonché alla nascita di nuove
insospettate forme di percezione del Cosmo, della Natura e dell’Essere,
si può infine ravvisare l’albeggiamento e forse il riverbero
psichico collettivo di un nuovo ciclo precessionale in cui stiamo per
immetterci, risonante a vari livelli con i poteri uranici e saturnici,
celesti e infernali della costellazione di Acquario: ovvero una delle
quattro costellazioni (le altre sono Toro, Leone e Scorpione) che gravitano
tuttora nel cielo visibile intorno all’odierna stella polare, oggi
non più collocata nel ventre del Draco ma comunque ancora
emblematicamente avvolta dalle spire del complesso stellare che porta questo
nome. Da qui la possibilit di ravvisare nella cosiddetta Era di
Aquarius un qualche ritorno ciclico di valori psico-spirituali e sacrali sia
matristici che androginici e quindi nuovamente stellari, tipici dell’universo
simbolico della Serpe Draco (Ere dei Gemelli e del Toro) dei cicli
protostorici.
La percezione di questa sorta di “orologio
cosmico” rappresenta letteralmente il cardine centrale di una grande
quantit di linguaggi mitici antichi, da un capo all’altro del
mondo, e vi sono buone ragioni per ritenere che dietro gli adombramenti
metaforici della ciclicit precessionale si nasconda la genialit
di un sapere metascientifico preistorico che attende ancora di essere
pienamente esplorato.
Nella loro monumentale e rivoluzionaria opera di analisi epistemologica sui
miti arcaici Il mulino di Amleto, che ha rappresentato una tappa
fondamentale della ricerca contemporanea sulla complessit delle
culture pre-razionali, gli storici Giorgio de Santillana e Herta von Dechend
ci offrono su questo tema considerazioni illuminanti.
A mano a mano che seguiamo gli
indizi — stelle, numeri, colori, piante, forme, poesia, musica,
strutture — scopriamo l’esistenza di una vastissima
intelaiatura di rapporti che interessa molti livelli. Ci si trova all’interno
di una molteplicit riecheggiante, ove ogni cosa reagisce e ha un suo
luogo e un suo tempo stabilito. È un vero e proprio edificio, una specie
di matrice matematica, un’immagine del Mondo che s’accorda a
ognuno dei molti livelli, regolata in ogni sua parte da una rigorosa misura.
E più avanti, nel tentativo di
spiegare al lettore, specialista e non, il significato e per molti versi lo
“scandalo” della loro ricerca, decisamente innovativa rispetto
al conformismo accademico maggioritario in quella fine anni ’60 in
cui la prima edizione del libro apparve negli Stati Uniti, i due studiosi
sottolineano come sia
necessario comprendere una volta
per tutte che l’abisso tra il mondo arcaico e il nostro era vasto
quanto la scienza: i prodigi di esattezza e di calcolo non erano sufficienti
a colmarlo; l’unica a poterlo fare era la carta astronomica [...] Il
nostro compito consisteva dunque nel recuperare dal lontano passato una
scienza interamente perduta, legata a una cultura altrettanto perduta in cui
gli antropologi hanno scorto soltanto un mondo “primitivo”
analfabeta [...] questa scienza perduta, immensamente raffinata, non
possedeva alcun “sistema”, alcuna chiave sistematica su cui
fondare l’insegnamento. Esisteva prima che si potesse pensare a dei
sistemi.
Naturalmente la corretta chiave di
lettura di simili paradigmi deve fondarsi su una visione pre-logica e non
meccanicistica del Reale, in cui la mappatura astrosofica riflette
sincronicamente universi interiori e paesaggi dell’inconscio
collettivo etnico a cui appartiene il sistema simbolico utilizzato. Divinit
del mito sacrale e stelle del kosmos immaginale astrologico rappresentano
qui un codice di lettura la cui validit di significati si giustifica
coerentemente in se stessa al di l degli eventuali riscontri nell’oggettivit
apparente della natura e della storia. I valori che ne possono essere tratti
rappresentano tendenze della psiche, impalcature del pensiero, sfondi e
contorni paradigmatici inerenti alla complessit degli eventi
epocali... e non semplici sequenze meccaniche organizzate secondo criteri
diretti di causa-effetto connessi a qualche “radiazione”
planetaria; o per lo meno non soltanto questo.
E a proposito del possibile utilizzo del codice astrosofico in relazione
alle formule arcaiche di comprensione dell’universo e di codifica dei
Tempi Sacri sono ancora Santillana e la von Dechend a collocare il problema
nella giusta prospettiva.
Il maggior divario tra il pensiero
arcaico e quello moderno sta nell’uso dell’astrologia. Non s’intende
con ciò l’astrologia comune e giudiziaria, oggi ridivenuta
capriccio e moda tra il pubblico ignorante [...] È necessario risalire ai
tempi arcaici, a un universo che non sospetta minimamente della nostra
scienza e del metodo sperimentale su cui essa è fondata, inconsapevole
dell’arte terribile della separazione che distingue il verificabile
dal non verificabile. Era quello un tempo ricco di un’altra
conoscenza andata poi perduta, che ricercava princìpi diversi; esso fornì
la lingua franca del passato, la sua era una conoscenza di corrispondenze
cosmiche che trovavano riprova e suggello di verit entro uno
specifico determinismo, anzi un sovradeterminismo soggetto a forze
totalmente prive di ubicazione.
Quanto poi all’utilizzo
magico dei dati astrosofici in relazione a un controllo oggettivo della
natura o alla comprensione mantica di quella misteriosa sequenza causale e
complessa che definiamo “destino” si tratta di un diverso ordine
di problemi, che esula dal tema di queste considerazioni e di cui ci siamo
occupati in altri contesti a cui rimandiamo. In ogni caso la controversia
tra un sapere astrologico esperito come codice di lettura del Reale e dei
suoi contenuti metafisici e un’Astrologia intesa invece come mantica
e strumento di conoscenza di eventi futuri è molto antica e dopo aver
percorso l’intero Rinascimento, attraverso le visioni, le intuizioni
e le vivaci polemiche di giganti del pensiero come Marsilio Ficino, Giordano
Bruno o Pico della Mirandola, è arrivata fino a oggi, coinvolgendo
tuttora la frontale contrapposizione fra opposte concezioni dell’Universo.
Dando anche occasione a desolanti cadute di livello critico presso alcuni
ambienti autoproclamatisi “scientifici” ma in realt
settariamente scientisti, come l’americano CSICOP (Committee
for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal) e l’italiano
CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle
Affermazioni sul Paranormale), che pretendono d’invalidare
radicalmente ogni forma di cultura esoterica e che verso il grande impianto
teoretico astrologico ostentano ottuso disprezzo, senza peraltro nulla
conoscerne e con una protervia ignorante che a volte si colora delle tinte
un po' malsane della volgarit inquisitoria. Nelle loro
pubblicazioni, improntate a un’autentica crociata contro ogni formula
culturale non inquadrata entro gli angusti confini del razionalismo
integralista, le sapienze di Babilonia e di Persia e le complesse
speculazioni di Albumasar o di Delminio o dello stesso Jung, per non parlare
di Ficino, Bruno e Pico, vengono equiparate, nella totale assenza di
apparati critici (storici, filosofici o antropologici), alle farneticazioni
dell’ultimo astrologastro da rotocalco. Così una millenaria
visione del mondo viene liquidata contrapponendovi un supponente dileggio d’incredibile
superficialit , spesso condito da un linguaggio da taverna che non ha
neppure il pregio di essere caustico o spiritoso.
Ne è una significativa testimonianza, per esempio, la prosa del fisico
Roberto Vanzetto, personaggio di punta del CICAP, in
un suo articolo sull’Astrologia apparso sul bollettino di quest’associazione,
dove si lamenta l’esistenza di
gruppi dell’acquarianesimo e
della Nuova Era (New Age) prossima ventura, i quali, dopo aver sentito dire
da qualche parte che il punto Gamma si sposta nelle Costellazioni [...]
hanno deciso che qualcosa dovr capitare anche a noi. Ebbene, secondo
questi tizi, che in fantasia e ignoranza non hanno nulla a che invidiare
agli astrologi classici, quando il punto Gamma entrer nell’Acquario
(da cui il nome acquarianesimo) il mondo cambier completamente (da
cui il nome Nuova Era).
Atteggiamenti e linguaggi di questo
tipo si squalificano da soli e distano anni luce dall’effettiva
posizione degli specialisti, degli storici, degli epistemologi e antropologi
del Sacro nei confronti della tradizione culturale esoterica e
particolarmente ermetico-astrologica. Fra questi la compianta Frances A.
Yates, una tra le maggiori autorit mondiali nel campo degli studi
sulla cultura rinascimentale, rilevava che
la concezione meccanicistica del
mondo prodotta dalla rivoluzione del XVII secolo
è stata a sua volta superata dagli stupefacenti, ulteriori progressi
della conoscenza scientifica. Può essere illuminante distinguere la
rivoluzione scientifica in due fasi, la prima caratterizzata da un universo
animistico governato dalla magia e la seconda da un universo meccanicistico
regolato dalla meccanica. Un’indagine su entrambe le fasi, e sulle
loro interazioni, può rivelarsi un metodo più utile, per affrontare i
problemi sollevati ai nostri giorni dalla scienza, di quello che si ferma
soltanto al trionfo del XVII secolo. Non è
infatti la scienza, tutto sommato, nient’altro che una gnosi, una
visione della natura del Tutto procedente attraverso rivelazioni successive?
E l’epistemologo genovese
Paolo Aldo Rossi, che tanto in Italia ha fatto per un corretto recupero
delle culture scientifiche, magiche e spirituali di Medioevo e Rinascimento,
a proposito del codice astrosofico stellare ci ricorda che
l’astrologia (come pars
theorica) e la magia (come pars practica) si propongono come lo strumento
fondamentale in grado di salvare la libert dell’uomo,
affrancandolo dalla natura madre e matrigna e rendendolo padrone e coautore
sia del proprio destino che di quello del mondo in cui egli vive.
E ancora, relativamente alla
presunta conflittualit insanabile tra pensiero magico e rivoluzione
scientifica:
il residuo magico astrologico non
influenza in senso teoretico la costruzione delle teorie scientifiche, in
quanto non sta alla scienza dar valore ai propri risultati. Il conferimento
di senso non entra in contraddizione con le tematiche scientifiche,
appartiene semplicemente ad un’altra dimensione.
Appare fin troppo evidente che le
concezioni cicliche del Tempo e l’idea della Storia come
avvicendamento circolare o spiroidale di epoche simbolicamente codificabili
sono categorie del pensiero strettamente connesse a una visione
magico-panteistica del mondo e del percorso umano. Il loro attenuarsi sugli
orizzonti della cultura umana, per dare spazio a concezioni prima lineari ed
escatologico-religiose, poi evoluzionistico-razionali, si manifesta infatti
contestualmente all’oscurarsi delle culture magiche dietro gli
orizzonti della coscienza e all’imporsi di due diversi paradigmi: il
monoteismo religioso giudeo-cristiano e, in seguito, il razionalismo
evoluzionista scientifico.
Come annotava Mircea Eliade,
il giudeo-cristianesimo presenta un’innovazione
di capitale importanza: la fine del mondo sar unica, così come
è stata unica la cosmogonia. [...] Il tempo non è più il tempo
circolare dell’eterno ritorno, ma un tempo lineare e irreversibile.
Ma non è tutto: l’escatologia rappresenta anche il trionfo di una
storia sacra, poiché la fine del mondo riveler il valore
religioso degli atti umani, e gli uomini saranno giudicati secondo le loro
azioni. Non si tratta più di una rigenerazione cosmica che implica anche
la rigenerazione di una comunit (oppure della totalit della
specie umana) ma di un giudizio, di una selezione: solamente gli eletti
vivranno in una beatitudine eterna [...] Vi è poi un’altra
differenza con le religioni cosmiche: per il giudeo-cristianesimo la fine
del mondo fa parte del mistero messianico. Per gli Ebrei l’arrivo del
Messia annuncer la fine del mondo e la restaurazione del paradiso.
Per i cristiani la fine del mondo preceder la seconda venuta del
Cristo e l’ultimo giudizio [...].
Queste concezioni lineari e
finalistiche degli eventi umani hanno informato di sé due millenni di
evoluzione del pensiero e della coscienza, particolarmente in Occidente,
grazie alla pressoché assoluta egemonia culturale delle teologie
monoteiste, che hanno virtualmente inteso trasformare la Storia in un unico
progetto arbitrario del loro Dio Personale. Un progetto etico, teleologico e
inesorabilmente patriarcale in cui Uomo e Natura non sono che prodotti della
creazione volitiva di un Nume Generatore Fallico, nella cui volont
capricciosa e dittatoriale si esaurisce il percorso del tempo universale,
dalla Genesi all’Apocalisse. Il conseguente dualismo tra Essere
(Logos generatore) e Divenire (Universo generato) trovò poi una
sistematizzazione teoretica nello sviluppo del pensiero filosofico greco, in
cui parallelamente — pur conservandosi con Pitagora e Platone la
concezione panteistica e circolare del Kosmos e ciclica del Tempo e delle
epoche umane — l’immobilit astratta di un principio
metafisico trascendente venne sempre più contrapposta alla costante e
travagliata mobilit delle cose e della Natura manifesta. A partire
da Parmenide, lungo un itinerario che confluir nell’ambivalenza
del sistema di Aristotele (da cui si poterono trarre conclusioni opposte e
contrastanti, sia teologico-spiritualistiche che razionalistico-scientifiche),
la Natura, la Storia, l’Anthropos e le loro ciclicit
divennero mondi sempre meno “divini” e sempre più secondari,
da un lato sottomessi alla volont astratta di un Nume inconoscibile,
dall’altro regolati da leggi automatiche razionalmente esplorabili
attraverso modelli logici e matematici circoscritti.
Domenico Antonino Conci, docente di Filosofia teoretica ad Arezzo e una tra
le voci più interessanti nel panorama accademico italiano sugli studi del
pensiero antico, analizzando il passaggio dalle arcaiche culture della
Grande Madre a quelle patristiche del Logos greco (nei cui paradigmi, oltre
a tutta la teologia cristiana, resta ancor oggi radicato lo stesso pensiero
scientifico-positivista) ha rilevato come sia fondamentale
evidenziare la differenza fenomenologica estrema fra una condizione
antropologica segnata dal realismo segnico e quella, come l’occidentale,
dominata profondamente dall’obbiettivismo scientifico e tecnologico.
Nella prima l’esistenza e la verit sono funzioni dirette ed
immediate della manifestazione medesima che, in quanto attestazione diretta
del reale, non è mero fenomeno [...] bensì presenza in carne ed ossa
(realismo segnico). La seconda muove — dopo la catastrofe culturale
prodottasi nel Medioevo ellenico (1200-fine 900 a.C.) con la crisi dell’egemonia
magico-religiosa e quindi con la perdita di fiducia nel realismo segnico —
dal dramma esistenziale cognitivo della differenza tra apparire ed essere,
per giungere alla conoscenza del reale [...] solo mediante espedienti
integrativi, concettuali e operativi forniti dal nuovo logos.
Dopo aver frantumato in due mondi
contrapposti (Essere e Divenire) il cerchio cosmico, unitario, estatico e
visionario delle cosmogonie arcaiche si cercò dunque di ricomporne la
perduta unit ouroborica attraverso espedienti cognitivi o intuitivi
e giustapposizioni dialettiche tra l’Uno e i Molti, tra essenza e
sostanza, e successivamente s’intrecciarono tali speculazioni con la
montante marea dell’innesto giudeo-cristiano, per approdare infine
all’ibrida convergenza — consacrata da Tommaso d’Aquino
e dai suoi emuli — tra il “motore immobile” di Aristotele
e il Celeste Padre “Creatore del Mondo” del paradigma cristiano.
Nonché alla conseguente affermazione definitiva del tempo lineare e
sequenziale, che influenzer anche lo sviluppo del pensiero
scientifico fino all’estrema reazione, uguale e contraria, dell’evoluzionismo
materialista e all’interpretazione della Storia quale evoluzione
biologica casuale, ma pur sempre lineare e finalistica, dall’animale
al cosiddetto “uomo civilizzato”.
Eppure in tutta la loro storia, e
segnatamente in due momenti fondamentali riconoscibili nel Rinascimento e
nel nostro stesso secolo, l’osservare scientifico e il costruire
tecnologico si sono ritrovati a confrontarsi con problemi e domande che
costantemente mettevano in crisi la linearit presupposta di una
Natura regolata o addirittura “eticamente” orientata da qualche
singola entit (identificabile con il Deus personale monoteistico).
Problemi e domande che tendevano a riproporre, sia pure in forma diversa, le
lampeggianti visioni simboliche di concezioni olistiche, sciamaniche e
magiche arcaiche riconducibili al realismo segnico, non foss’altro
che per l’evidente struttura ciclica, complessa e non-lineare o
addirittura frattale di ogni processo naturale osservabile, nonché per l’altrettanto
evidente correlazione fra i più ancestrali archetipi del Sacro e le
strutture morfologiche della psiche umana e del suo substrato inconscio.
Una codifica storico-antropologica esaustiva intorno al lento ritrarsi del
mondo magico (comune, in epoche diverse ma forse sincroniche, a tutte le
culture del pianeta) di fronte all’affermarsi dell’atteggiamento
religioso aspetta ancora di essere scritta. E questo nonostante le più
accreditate ricerche etnologiche, tra le prime quelle di James Frazer, padre
tanto discusso quanto ancora attuale dell’antropologia, abbiano ormai
dimostrato che la Magia è antecedente alla Religione: si potrebbe anzi
dire che è la più antica delle religioni, in un tempo sospeso fra mito
e archeologia in cui probabilmente non era ancora avvenuta quella frattura
tra mondo magico e universo religioso che — originatasi
poligeneticamente, come abbiamo visto, in seguito all’imporsi dei
modelli dualistico-patriarcali — ha trasformato la Religione, specie
nell’Occidente cristiano, nella più feroce persecutrice della
Magia.
Com’è dunque accaduto che la Magia, forma primordiale di
esperienza del Sacro e di percezione della Natura, si sia oscurata dinanzi
all’avanzare dell’atteggiamento religioso, che invita la
coscienza umana ad abbandonarsi all’arbitrio degli Dei (o del Fato, o
dei Demoni) e, alla fine, di un unico “Dio personale” attraverso
rituarie per molti versi opposte a quelle magiche, come l’apotropaica
preghiera? Non è possibile allo stato attuale delle nostre conoscenze
cronologizzare con certezza questo passaggio, ma è antropologicamente
certo che il prometeismo magico (consustanziale e sincronico al realismo
segnico) secondo cui l’Anthropos è un riflesso-contenitore del
divino, capace con tecniche e sapienze esperibili di esercitarne ogni potest ,
è di gran lunga anteriore al paradigma devozionale religioso, che infatti
risulta sfumato o pressoché assente in quelle culture tanto “primitive”
da conservare ancora legami profondi e fisiologici con le proprie concezioni
mitiche primarie. Lo rilevò lo stesso Frazer quando, parlando degli
aborigeni australiani, “i selvaggi più primitivi di cui si abbiano
notizie”, dovette constatare che “in Australia tutti sono maghi
ma nessuno è un prete; tutti sono convinti di poter influenzare i loro
simili e il corso della Natura tramite la Magia empatica, ma a nessuno
verrebbe in mente di propiziarsi gli dèi con preghiere e sacrifici”.
E nonostante che spesso, come certificato anche dalle ricerche etnologiche
di un Malinowski, Magia, Religione e Scienza abbiano potuto coesistere nelle
medesime epoche e culture, la dimensione magica ha sempre conservato la sua
natura di sfondo primario, vissuta come nostalgica angoscia di un’elezione
perduta e successivamente come minaccia da parte di arcaici poteri ormai
percepiti come ostili.
Ma se nel corso del tempo, specie all’interno dei monoteismi
giudeo-cristiano e islamico, la contrapposizione fra Religione e Magia si
è andata sempre più rafforzando (contemporaneamente alla perduta
percezione delle grandi ciclicit cosmiche) sono invece emerse —
come ancora Frazer tematizzò ampiamente — evidenti affinit
tra alcuni aspetti del pensiero magico e aspetti paralleli del moderno
pensiero scientifico. Sia la Magia che la Scienza concepiscono infatti l’universo
come un Macro-Essere (ente o struttura impersonale) complesso e multiforme,
animato da meccanismi le cui leggi e funzioni possono essere conosciute e in
qualche modo controllate dagli umani. Non è quindi probabilmente un caso
che civilt pervase da religiosit magica, come quelle egizia,
babilonese, cinese o mesoamericana, abbiano sviluppato, in perfetta
concordanza con le proprie pulsioni sacrali, raffinate forme di speculazione
scientifica e di realizzazione artistica, architettonica e tecnologica,
mentre il rigido monoteismo giudaico non produsse al proprio interno alcuna
tecnologia. I polimorfici sviluppi culturali di Islam e Cristianesimo
dovettero in realt la loro principale fioritura speculativa il primo
all’influenza persiana (pervasa di Magia), il secondo ai travasi
sapienziali dell’Oriente pre-cristiano nelle corporazioni di mestiere
— e particolarmente muratorie — nonché alla rivoluzione
culturale e antiteologica dell’ermetico Rinascimento e del massonico
Illuminismo. Come, del resto, le scienze occidentali hanno potuto progredire
in seguito nel loro tentativo di comprensione e successivamente di controllo
della Natura solo a fronte di un distacco sempre maggiore, anche se spesso
dissimulato e controverso, dalle religioni monoteistiche imperanti e
particolarmente dal Cristianesimo.
È in base a queste necessarie
premesse che intendiamo qui analizzare la polimorfa corrente sociale,
culturale e spirituale nota come New Age, che appare evidentemente parte di
quella più vasta fenomenologia antropologica di mutazione epocale che all’alba
del nuovo millennio sembra marcare la riemersione planetaria del realismo
segnico e l’albeggiamento di un nuovo Rinascimento stellare, gnostico
e magico. Vedremo come proprio attraverso alcuni nuovi paradigmi filosofici
e culturali, evidenziati nelle espressioni più mature della New Age, un
nuovo pensiero scientifico post razionalista e un nuovo pensiero magico
neo-gnostico si stiano ricercando per incontrarsi e per ritrovare forse le
proprie comuni radici da troppo tempo oscurate. Tracceremo brevemente gli
antecedenti e gli sviluppi teoretici e storici di questo fenomeno e
tenteremo di tracciarne le fondamentali categorie paradigmatiche di
applicazione. E nel far questo mostreremo come la New Age rappresenti il
primo segnacolo storico collettivo del prossimo e inevitabile tramonto del
mondo monoteistico (culturale, spirituale e religioso), particolarmente
nella sua forma cristiana, della quale tutti i paradigmi neo-gnostici e le
formule di pensiero e di azione caratterizzate come New Age rappresentano l’antitesi
radicale.
RADICI E SVILUPPI
DI UN’IDEA “SCANDALOSA”
Le dottrine implicanti una visione
ciclica della storia e il ritorno periodico di una sempre rinnovata Et
dell’Oro appaiono, come abbiamo visto, estremamente antiche e
radicate in una Gnosi atemporale, e spesso gravida d’implicazioni
esoteriche, che appartiene all’alba dell’Umanit . Sono
poi noti il persistere e la ricorrente riemersione di tali idee-forza nella
storia del pensiero europeo, paralleli al filone magico-ermetico dell’attesa
imminente di una Nuova Era di pace e saggezza. Un percorso di allegoriche
utopie che negli ultimi cinque secoli va dal Rinascimento, con le infiammate
visioni di Giordano Bruno (nelle cui opere riprendendo temi gi cari
a Virgilio e a Dante si vagheggia il ritorno di Astrea, dea della Giustizia)
alle settecentesche visionarie intuizioni di Giambattista Vico, con le sue
cicliche e successive “Et degli Dei, degli Eroi e degli Uomini”
e i suoi corsi e ricorsi storici.
Il riaffiorare moderno in Occidente di una sistematizzazione
storico-filosofica basata su queste concezioni, sia pure a livelli
inizialmente marginali ed elitari, si sviluppò, a partire dalla seconda
met dell’Ottocento, attraverso il generale rifiorire di
societ iniziatiche e movimenti di pensiero fondati sul recupero di
tradizioni esoteriche, magiche e gnostiche. Fondamentale in questo senso
risultò a cavallo tra Otto e Novecento l’influenza di personaggi
quali l’occultista francese Alphonse-Louis Constant (meglio noto come
Eliphas Levi), il magista e poeta neo-pagano inglese Aleister Crowley, l’esoterista
russa Helena Petrovna Blavatsky madre fondatrice del movimento teosofico,
nonché degli ideali continuatori di alcuni aspetti del pensiero di quest’ultima:
i teosofi inglesi Annie Besant, Charles Webster Leadbeater e Alice Bailey e
l’esoterista austriaco Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia.
Dai primi mesi del 1900 fino al 1930 ad Ascona, in Svizzera, nel luogo che
ancor oggi porta l’emblematico nome di Monte Verit , furono
organizzate, tra varie vicissitudini, colonie e comunit
progressiste, anarchiche e spiritualiste dedite al nudismo e alle danze
rituali, nonché fondate su formule teosofiche proiettate verso un’ideale
trasformazione globale della civilt e della cultura occidentali. E
gi nel 1917 il massone tedesco Theodor Reuss, Gran Maestro dell’O.T.O.
(Ordo Templi Orientis, una tra le più trasgressive e rivoluzionarie fra
le organizzazioni iniziatiche, paramassoniche e magiche sorte ai primi del
secolo) organizzava a Monte Verit un congresso esoterico e
metapolitico i cui scopi dichiarati ruotavano intorno a temi quali “forme
di societ anazionali e cooperative, educazione conforme all’et
moderna, emancipazione della donna nella societ futura, massoneria
mistica, nuove forme di socialit , arte, danza rituale e cultuale”.
Proprio mentre negli stessi decenni vittoriani Aleister Crowley, che tra l’altro
successe a Reuss come Gran Maestro dell’O.T.O., prefigurava l’avvento
imminente di una nuova epoca — o “Eone” — fondata
sulla Magia, sulla Scienza e sulla liberazione degli Istinti Primordiali:
una Nuova Era che sarebbe seguita al decomporsi del Cristianesimo e del
Razionalismo.
Tra i primi esponenti del pensiero neo-gnostico che a partire dagli anni ’20,
sulla scia di quest’humus metaculturale, coniarono le definizioni
tecniche di “Et dell’Acquario” e “Nuova Era”
(New Age) i più noti furono il francese Paul Le Cour fondatore dell’associazione
Atlantis e la citata teosofa inglese Alice Bailey, che sviluppò parte
delle sue esperienze nel clima di Monte Verit e che sull’idea
della nuova epoca imminente, magica e spiritualmente globale concentrò
tutto il suo lavoro e l’attivit dei diversi gruppi,
soprattutto americani, da lei promossi. Numerose furono poi le elaborazioni
e le influenze, sia teoriche sia operative, che gradualmente dagli anni ’40
e ’50 in poi contribuirono, per la loro ampia diffusione, ad
alimentare nei paesi occidentali il milieu umano e spirituale proiettato
verso l’idea-forza di una Nuova Era: in particolare vanno ricordate
quelle dei filosofi indiani Sri Aurobindo e Bhagwan Shree Rajneesh
(conosciuto negli ultimi anni della sua vita come Osho). La visione
palingenetica di Aurobindo sul risveglio collettivo di una “Supermente”
fu ripresa e amplificata dalla sua compagna e continuatrice Mira Alfassa
(conosciuta sotto lo ieronimo di Mère), che nel 1963 fondò in India
Auroville, la “citt del futuro”, concepita come “luogo
di ricerche materiali e spirituali per dare un corpo vivente a una vera
umanit ”. Quanto alla profonda dottrina di liberazione dai tabù
religiosi e intellettuali e all’empito verso un nuovo tipo di
umanesimo illuminato scaturiti da Osho non devono essere confusi né
possono esaurirsi con certe forme di cultismo esasperato sviluppate da
alcuni tra i suoi seguaci.
Fu comunque nel corso degli anni ’60 che, in piena sinergia con la
controcultura americana e poi europea e con il movimento hippy, presero
forma — inizialmente soprattutto nei paesi di lingua inglese —
esperienze collettive di ricerca sia spirituale che scientifica
dichiaratamente fondate sulla costruzione e sull’avvento di una
rivoluzione globale, definita, specie in America, con il termine “New
Age”.
Nel 1962 un gruppo di teosofi e sensitivi fortemente influenzati dal
pensiero di Alice Bailey dettero vita in Scozia alla comunit di
Findhorn, dedita a rapporti sperimentali con i poteri elementali e alle
conseguenti applicazioni nel campo della botanica e dell’agricoltura.
Nello stesso anno a Big Sur, in California, su ispirazione tra gli altri
dello scrittore Aldous Huxley, un gruppo di psicologi, esoteristi e
ricercatori di una Nuova Gnosi scientifica fondarono l’Esalen
Institute, che diverr uno dei principali punti di riferimento
mondiali per le ricerche di frontiera sullo sviluppo del “potenziale
umano” e i cui referenti culturali coinvolgeranno l’opera e le
ricerche di rivoluzionari esploratori dello spirito e del pensiero come
Timothy Leary e Carlos Castaneda.
I ricordi autobiografici di Leary, che nel 1996 ha voluto provocatoriamente
diffondere su Internet i momenti cruciali della propria stessa morte,
risultano a questo proposito ampiamente esplicativi:
eravamo penetrati nel dialogo del
mito, inseriti in quell’antica corrente di appassionata speranza e
credenza rischiosa che credeva possibile vedere l’umanit
evolvere verso la più alta saggezza. Era il familiare credo gnostico,
ermetico, neo-platonico, alchemico, faustiano, jeffersoniano, rivolto a
leggere nell’individuale il microcosmo e a scoprire la più
completa visione dell’universo. Un universo con numerosi centri, il
quale d vita all’esistenza individuale, continuamente
ricorrente. Un credo quindi sempre contrastato dall’inquisizione e
costantemente deriso dalla versione autorizzata del dogma del momento.
Nei decenni successivi, lungo
innumerevoli ramificazioni coinvolgenti tutti gli aspetti di cultura,
storia, scienza e religione, oltre che di esoterismo e antropologia del
Sacro, l’atmosfera New Age — scaturita, come abbiamo visto,
dall’iniziativa innovatrice di alcune strutture iniziatiche europee,
sviluppata dal libero associazionismo americano e infine rientrata in Europa
come movimento culturale collettivo — ha informato di sé una vasta
rete di movimenti, centri, fondazioni, gruppi e singoli ricercatori e
ricercatrici, assumendo, almeno nelle intenzioni, la dimensione di un Nuovo
Paradigma umanistico.
Ancora nei primi anni ’60, e sempre in California, Thomas Kuhn, una
tra le voci più innovative dell’epistemologia contemporanea e,
almeno ufficialmente, estraneo a qualsiasi coinvolgimento New Age, proponeva
che il percorso di crescita della scienza venisse inteso procedere non “per
accumulazione di singole scoperte e invenzioni” secondo uno schema
lineare di successione, bensì attraverso la formazione di “paradigmi”,
laddove “leggi, teorie, applicazioni e strumenti” ben definiti
generano definizioni sistematiche a priori e modelli di pensiero
circoscritti si articolano in particolari tradizioni scientifiche
caratterizzate da una loro coerenza. Tali paradigmi, secondo Kuhn, tendono
ciclicamente a superarsi nel tempo attraverso vere e proprie “rivoluzioni”
di percezione e di metodo.
In effetti, specie tramite alcuni suoi portavoce americani come Marilyn
Ferguson, David Spangler, Patricia Mishe, Shirley McLaine e per molti versi
il fisico Fritjof Capra, autore del celebre Tao della Fisica, l’onda
mentale New Age si presenta innanzitutto come l’annuncio di una
prossima, inevitabile “mutazione dei paradigmi”. Di tutti i
paradigmi: religiosi, filosofici, scientifici, artistici, antropologici e
politici.
REAZIONI
DI PAURA E PAURE REAZIONARIE
La diffusione sempre più ampia e
articolata di un pensiero radicalmente perturbante e destabilizzante come la
New Age all’interno di un ancor più vasto Rinascimento
neo-gnostico e neo-magico, in cui è ravvisabile ciò che alcuni ormai
chiamano un generale reincantamento del mondo, non ha ovviamente mancato di
suscitare violente reazioni di allarme sia tra le frange più
conservatrici del mondo scientifico istituzionale che in numerosi ambienti
religiosi e ai vertici delle fedi stabilite. Le crociate bandite contro le
“pseudoscienze” da organismi di propaganda scientista come i gi
citati CSICOP e CICAP (il
cui congresso del 1998 si è occupato appunto, con il consueto stile
superficiale e diffamatorio, di “New Age: nuova era o vecchie idee?”),
l’isterismo del fondamentalismo protestante di molti paesi che
ravvisa apertamente nella New Age il “volto dell’Anticristo”e
le esternazioni sempre più frequenti della CEI (Conferenza
Episcopale Italiana) contro “magia e superstizione”
rappresentano il segnale indiscutibile dei timori degli esponenti della
Vecchia Era dinanzi all’avanzata di un Nuovo Pensiero.
Ma cosa dunque vi può essere di tanto terribile nelle formule della New
Age da produrre addirittura anacronistiche alleanze tra il razionalismo
esasperato e spesso dichiaratamente ateo di organizzazioni quali CSICOP
e CICAP, il fondamentalismo religioso
americano ed europeo e gli stessi vertici di chiese millenarie? E questo
mentre su fronti culturali indubbiamente più maturi, anche se ugualmente
critici e spesso influenzati da paradigmi cristiani, per esempio in uno
studio del ’92 di Aldo Natale Terrin (docente di Filosofia e Storia
delle religioni alla Cattolica di Milano), si parla del pensiero acquariano
come di una naturale evoluzione religiosa del “postmoderno” e
ancora, sotto certi versi più opportunamente, come della riemersione di
una “religione della Grande Madre”.
Il “fenomeno New Age”
è caratterizzato, come noto, da un’estrema fluidit
strutturale e da una forte indeterminazione dinamica: tentare perciò di
classificarlo in forme troppo rigorose porterebbe inevitabilmente fuori da
una sua corretta comprensione. Riteniamo però importante, a fronte di
certe Guerre Sante che rischiano di confondere le idee perfino a chi nei
confronti della New Age prova un genuino interesse ma stenta a ravvisarne i
contorni, tentare di definire quanto finora la New Age, attraverso i suoi
principali gruppi e portavoce, ha dimostrato di non voler essere,
classificando così, per contrasto, ciò che fino a oggi ha voluto
essere.
Proponiamo quindi una griglia contenitrice formulata in otto paradigmi
radicali, di cui tre primari e cinque derivati, in cui è possibile
configurare la totalit del nuovo modello antropologico acquariano.
I tre paradigmi primari, che informano di sé le loro conseguenti
derivazioni e applicazioni, s’identificano in un fondamento
metafisico e religioso Panteista, in una prassi della Sincronicit
(basata in gran parte sulle ricerche pionieristiche di Jung) e in una
teorizzazione della Complessit (considerabile nella sua essenza
anche al di fuori del “problema” New Age, in quanto risulta oggi
essere al centro delle ricerche sociologiche “ufficiali” più
avanzate).
Le cinque applicazioni paradigmatiche che derivano da questa triade e
investono tutti i molteplici aspetti del Nuovo Pensiero sono poi quelle
religiose, filosofiche, scientifiche, artistiche e politico-sociali.
APPLICAZIONI
RELIGIOSE
IL NUOVO PARADIGMA: MISTICISMO
GNOSTICO
Il Movimento New Age non vuole
essere una nuova religione, ma un kosmos religioso reticolare in cui tutte
le espressioni religiose antiche e moderne possano essere incluse,
reinterpretate o ridisegnate.
La New Age come fenomeno unitario
non ha alcuna caratteristica di “rivelazione” autoritaria o
definitiva tipica delle grandi religioni monoteistiche e dei loro derivati;
non ha un profeta o una singola incarnazione divina o comunque un fondatore
definito, né un conseguente libro sacro fondamentale con qualche
gerarchia sacerdotale che lo rappresenti e lo interpreti. Peraltro non
esiste nell’universo spirituale “acquariano” uno sfondo
etnico o mitico unitario che leghi chi ne partecipa a cosmogonie o pantheon
sacrali definiti e circoscritti.
Dal punto di vista della fenomenologia delle religioni vi si può
indubbiamente riscontrare qualche similitudine con la dimensione religiosa
estremo-orientale (specie nelle sue forme buddista e taoista) o addirittura
con certi aspetti della paganit classica, in cui formule di culto
anche molto diverse tra loro coesistevano e s’influenzavano a vicenda
secondo un processo sincretico inclusivo. Considerando che le radici
spirituali della religiosit New Age sono indubbiamente pagane e per
molti versi pre-monoteistiche e comunque pre-cristiane, e vista la
filiazione diretta di alcuni suoi aspetti fondamentali da elaborazioni
esoteriche moderne della filosofia religiosa asiatica, risulta ovvia l’impossibilit
di definirne i contorni come “religione” in senso occidentale,
mentre si giustifica il suo tentativo di proporsi quale sintesi inclusiva e
superamento evolutivo di tutte le rivelazioni e sacre scritture del passato,
nonché dei culti e cosmogonie di ogni popolo, etnia o epoca —
sintesi e superamento tesi verso un sincretismo totalizzante.
Le idee-forza fondamentali del kosmos religioso acquariano, che qui
ripercorriamo brevemente, si caratterizzano infatti in modo evidente come un
esplosivo punto d’incontro fra le categorie fondamentali del pensiero
magico-gnostico (come in parte rielaborato dalle fratellanze iniziatiche dei
secoli XVIII, XIX e della prima met del XX)
e la sensibilit laica del nostro tempo.
A) Impersonalit del Divino
Il rifiuto radicale del concetto teologico cristiano del “Dio Persona”
a fronte del recupero di una concezione per molti versi panteistica e
cosmico-energetica del Sacro, che in quanto avulsa dal concetto di una
divinit personale totalizzante qualcuno giunge paradossalmente a
definire atea, come gi avvenuto in relazione a certe correnti del
Buddismo.
B) Panteismo
Ogni dualismo materia-spirito si dissolve e tutto è divino poiché ogni
espressione fisica o metafisica del Reale contiene e riflette la totalit ,
in un gioco ologrammatico di riflessione o emanazione; fino a giungere alla
formula radicale dell’Anthropoteismo, secondo cui l’uomo e la
donna (o meglio le loro radicalit profonde) sono Dio in quanto
microcosmi olografici o immagini viventi della totalit cosmica.
Per molti aspetti nella New Age questi due approcci risultano combinati in
una sorta di Panteismo Politeista: infiniti risultano infatti i diversi
microcosmi omologhi, superiori, inferiori o paralleli all’entit
umana in cui il kosmos divino si riflette, secondo una visione complessa di
Enti, Dei o Deva, Esseri Elementali, Coscienze ultraumane angeliche e
demoniche, Gerarchie multidimensionali, Forze o Entit aliene (spesso
connesse alla fenomenologia ufologica) con cui la dimensione umana sarebbe
da sempre in relazione sinergica.
C) Relativismo Spirituale e
conseguente Relativismo Religioso
Ogni singola religione, pur se individuata nel suo nocciolo essenziale o nei
suoi eventuali contenuti esoterici, non esprime che un aspetto dell’approccio
al Divino, spesso limitato e circoscritto da connotazioni etniche, razziali,
geografiche o storiche. Viene in questo senso enfatizzata l’esistenza
di uno sfondo metafisico che, comune a tutti i culti, sta emergendo nei
Tempi Nuovi, tendendo ad annullare la funzionalit stessa delle
singole religioni ed evidenziandosi quale punto di arrivo e convergenza di
ogni realizzazione spirituale sia individuale che collettiva. Tale sfondo a
sua volta non è una verit assoluta e definibile, bensì una
ragnatela di potenzialit creative la cui conoscenza e attuazione si
concretizzano nell’esperienza di ogni Coscienza Individuale maschile
o femminile che, se opportunamente addestrata tramite tecniche molteplici,
può giungere a identificarsi con una o più di queste potenzialit ,
divenendo essa stessa Dio o Dea e acquisendo quindi la conoscenza e il
potere atti a costruire e ricostruire ogni possibile Realt in base
al proprio Volere profondo.
D) Conoscenza ed esperienza diretta del Sacro e parimenti della Natura e del
Mondo (o dei Mondi)
Realizzazioni ottenibili tramite un rapporto attivo e volitivo sia con le
dimensioni invisibili che con la Natura visibile. Un rapporto magico e
prometeico in cui tecniche psico-spirituali, come la Meditazione o lo Yoga o
l’Alchimia Sessuale o altre (mutuate da varie tradizioni più o
meno antiche), travalicano e annullano la dimensione passiva e apotropaica
della preghiera.
E) Rifiuto radicale del concetto di
“peccato”
Laddove non esiste alcuna restrizione non esiste neppure trasgressione. La
natura del “Male” viene piuttosto interpretata come malattia,
cioè quale temporanea perturbazione degli equilibri dinamici fisici,
parafisici o spirituali tra le molteplici componenti di quel complesso
software che compone la realt di ciascun essere. In questo modello
concettuale gli “squilibri energetici” ricordano molto da vicino
la diffusione dei virus biologici o informatici: da qui l’ampio
spazio dedicato alla ricerca e alla pratica di metodi terapeutici olistici
(ovvero fisio-psico-spirituali), di cui la vasta messe di “terapie
alternative” recuperate o elaborate all’interno della New Age
rappresenta un aspetto importante. In questo senso la lotta contro le “energie
negative” di qualsiasi tipo (che in definitiva altro non sono che gli
effetti relativamente temporanei di qualche “mancanza di illuminazione”)
e il tentativo di trasmutarle in “potere positivo” costituiscono
un’ulteriore occasione di consapevolezza e di evoluzione per Uomini e
Donne Nuovi, secondo un tipico intreccio in cui aspetti religiosi,
filosofici, scientifici e magici del Nuovo Pensiero si trasfondono e si
combinano in formule olistiche.
F) Richiamo teogonico al “Cristo
Cosmico”
È presente in alcune correnti della New Age molto diffuse negli USA,
nelle quali però il Christos assume una valenza squisitamente
gnostica e assai lontana dal cristocentrismo antropomorfico e messianico
delle chiese cristiane storiche e istituzionali. La “Coscienza
Cristica” ricercata e proclamata da alcuni settori acquariani è da
individuarsi semmai quale ipostasi di quella Coscienza Cosmica che ogni
entit autocosciente può scoprire e realizzare attraverso la
propria autodivinizzazione. Laddove ne viene ammessa l’esistenza
storica il “Maestro” Gesù di Nazareth viene tutt’al più
concepito come uno tra coloro che avrebbero realizzato questa palingenesi
iniziatica fino a raggiungere lo status di Avatar o “incarnazione
divina”, al pari di Buddha, Lao-Tse o Zoroastro. Il “ritorno del
Cristo” identificato con la Nuova Era non ha quindi alcuna fisionomia
millenarista o apocalittico-messianica, in quanto concepito sull’onda
di un tempo ciclico e non lineare e quindi rappresentativo non della fine
della Storia, ma di una fase fisiologica di riemersione periodica di un
archetipo di rigenerazione individuale e collettiva.
APPLICAZIONI FILOSOFICHE
IL NUOVO PARADIGMA: ANDROGINIA
METAFISICA
Il Pensiero New Age non vuole
essere una nuova filosofia, ma una sintesi armonica di prospettive
filosofiche diverse in cui, secondo i canoni della complessit ,
possono trovare spazio l’Idealismo come il Materialismo, Goethe non
meno di Marcuse, e dove Platone può serenamente incontrare Voltaire e
Proust per discutere di Fate e di Fisica Quantistica.
Il risveglio della Coscienza
profonda individuale e collettiva e l’attesa partecipata e attiva a
una Grande Mutazione, percepita come imminente, si concretizzano nel
tentativo di forgiare uomini e donne Nuovi, cioè Maestri e Maestre di una
nuova formula esistenziale. E si concretizzano altresì nella ricerca
virtuale o reale di contatto con esseri o poteri (umani e non) gi “rinnovati”,
o comunque “ascesi” o “cosmici”, che possano
indicare metodi e vie per il Grande Conseguimento. Ne deriva un
atteggiamento creativo e positivo verso la vita e soprattutto verso la
morte, bilanciate ed esaltate entrambe tramite il concetto di
Reincarnazione, inteso quale meccanismo regolatore centrale attraverso cui
si determinano i rapporti fra cicli biologici ed evoluzione della Coscienza.
Un ulteriore aspetto importante è l’enfatizzazione degli Archetipi
e dei Simboli Femminili, in quanto — come abbiamo visto — la
Femminilit metafisica risulta essere alle radici arcaiche del Sacro
prima della sclerotizzazione patristica e patriarcale culminata nei diversi
monoteismi. La focalizzazione sul mito dell’Androgine come chiave
risolutiva di bilanciamento tra i sessi conduce anche, all’interno di
molte correnti del milieu New Age, all’accettazione della dimensione
omosessuale quale opzione sia naturale che spirituale.
La teorizzazione etico-filosofica della New Age è quindi una prassi d’inclusione
assoluta, in cui l’unico punto di riferimento è la coscienza di sé.
Le diverse gradazioni umane di partecipazione, impegno, compassione,
aggressivit , indifferenza, altruismo o egoismo non sono che
variabili opzionali di un Gioco che la coscienza intrattiene con se stessa e
con altre coscienze e forme naturali, da intendersi tutte quali riflessi o
parti del proprio sé, al di l di qualsiasi morale definita di “bene”
o “male”.
APPLICAZIONI SCIENTIFICHE
IL NUOVO PARADIGMA: OLISMO
METASCIENTIFICO
La visione del Mondo e della Natura
della New Age non vuole essere una nuova scienza, ma l’elaborazione
di modelli di ricerca e conoscenza olistici (dal greco holos, “tutto”),
in cui materia, psiche, mente e spirito non sono che gradazioni di una Realt
Unica.
Viene enfatizzata una nuova visione
inclusiva e multidisciplinare delle scienze e particolarmente della medicina
e della fisica. Le possibilit che ne conseguono rappresentano
certamente l’aspetto più orizzontale e diffuso del Nuovo Pensiero
e includono tra l’altro:
A) il risveglio della Materia e
della corporeit , mediante antiche e moderne formule di dinamica
psico-corporea e il ristabilimento degli equilibri psicofisici attraverso la
pratica di medicine alternative;
B) la Psicologia transpersonale e i
molteplici, diversi incrementi del Potenziale Umano;
C) il marcato interesse per l’utilizzo
di tutte le nuove tecnologie informatiche e per le ricadute filosofiche e
sociologiche di una Cyberfilosofia Technopagana della Rete Globale;
D) la libera ricerca sugli stati
alterati di coscienza e la loro esplorazione (Psiconautica) tramite l’utilizzo
controllato di sostanze psicoattive (droghe) definite come enteogene, cioè
rivelatrici della Divinit Interiore;
E) le ricerche e le sperimentazioni
di contatto con altri livelli di realt , mondi paralleli o entit
micro o macrocosmiche non umane;
F) nuove formule storiche e
antropologiche, inclusive di una visione globale e ciclica del percorso
umano, delle sue origini e delle sue prospettive e finalizzazioni future.
La ricomprensione degli archetipi arcaici, delle strutture mitiche primarie
e delle loro profonde connessioni porta inevitabilmente allo sviluppo di un
pensiero multidimensionale e creativo, in cui la miopia del razionalismo e
gli abbagli del fideismo possono essere superati in base a quel medesimo
modello di Nuova Alleanza tra scienze fisiche, biologiche e umanistiche
vagheggiato anche da molti scienziati contemporanei, fra cui l’epistemologo
belga — e premio Nobel per la Chimica — Ilya Prigogine. È
comunque assodato il crescente interesse di umanisti e scienziati per una
rivoluzione nei processi della conoscenza e quindi della coscienza.
Partendo dalla constatazione sociologica del formarsi spontaneo della “societ
complessa”, e parallelamente all’esigenza di nuove forme di
dialogo tra le componenti razionali ed extrarazionali della nostra cultura e
della nostra stessa identit , cominciamo forse a comprendere (o a
ricomprendere) che la Realt non è il regno di un solo Dio né
il “regno dell’Uomo” e della sua coscienza ancora
limitata. Forse semplicemente la Realt non è un “regno”,
ma un tessuto, una rete, un alveare composto di molteplici dei e coscienze e
forze e potenzialit , coesistenti in una dimensione olografica, e per
molti versi caotica, nella quale ogni piccolo frammento riflette l’intero.
Tanto che in un kosmos che si dimostra sempre meno riducibile ai paradigmi
cartesiani, così come alle categorie teologiche, ogni realt
ordinata apparente — compresa la cosiddetta “oggettivit ”
tanto cara al pensiero razionalistico — non può essere considerata
che il prodotto dell’atto stesso del percepirla e qualsiasi azione (o
moto di energia fisica, psichica o biologica) si scopre inesorabilmente
correlata a qualsiasi altra, secondo un criterio che ricorda le categorie
magiche dell’imitazione e del contagio (rilevate da Frazer nel
magismo delle culture arcaiche) e che ci riporta all’antico assioma
ermetico di Mercurio Trismegisto: “ciò che è in basso è come
ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è
in basso per fare i miracoli della cosa una”. Ogni processo
conoscitivo, esplorativo o di controllo del Reale non può riconvertirsi
allora che in una sorta di Arte della Trama o Scienza dei rapporti fra le
diverse componenti dell’insieme (Rete). Ovvero in una nuova, gnostica
Magheia.
APPLICAZIONI ARTISTICHE ED ESISTENZIALI
IL NUOVO PARADIGMA: ECOLOGISMO
VITALISTICO
Le formule estetiche New Age non
vogliono essere una nuova forma d’arte più o meno rivoluzionaria,
ma la costante ricerca di una sintesi artistica fra sensibilit
arcaiche, contemporanee e future, sia naturali che tecnologiche.
Nella New Age esiste una ricerca
estetica dinamica atta a esprimere contemporaneamente “vibrazioni”,
pulsioni e contenuti ideali delle idee-forza acquariane. In particolare la
musica sorta all’interno del kosmos New Age, che incarna un elemento
fondamentale della sua diffusione soprattutto fra i giovani, tende a
reificare sensazioni e concetti del Nuovo Pensiero recuperando motivi
classici e perfino liturgici (come il canto gregoriano) e connettendoli a
tonalit moderne (quali blues, jazz o rock), per poi proiettare verso
il futuro le sue tematiche sonore, secondo il consueto criterio di sintesi,
attraverso l’utilizzo della musica elettronica.
APPLICAZIONI
POLITICHE E SOCIALI
IL NUOVO PARADIGMA: UNIVERSALISMO
ANARCHICO
L’empito sociale New Age non
vuole essere una nuova formula politica da contrapporre alle altre, ma una
visione operativa globale di simbiosi fra tutte le componenti naturali,
economiche e sociali che sia in grado di realizzare la pienezza e la felicit
di ogni essere.
Una particolare enfasi
neo-ecologica viene posta sulla necessit di rapportarsi alla Natura
come Entit vivente e autocosciente e di recuperare un rapporto
sinergico con il nostro Pianeta Madre Gaia, sulla scia di una concezione
geofisiologica ben nota alle antiche tradizioni sia estremorientali che
occidentali e parzialmente recuperata alla fine dei nostri anni ’70
dal ricercatore inglese James E. Lovelock con la sua “ipotesi di Gaia”:
il pianeta Terra inteso come unit vivente capace di manipolare i
suoi singoli elementi costitutivi per le proprie necessit globali.
Sul piano sociale la proposta New Age si traduce in un mondialismo complesso
e multietnico in cui si riflette l’universalismo cosmico dei nuovi
paradigmi, mentre all’individuo viene proposta la formula di un’autodeterminazione
radicale fondata sul risveglio della propria coscienza e sul rifiuto di ogni
autorit estranea a tale risveglio, secondo una prassi di anarchico
neo-illuminismo.
L’AURORA DEGLI ARCOBALENI E IL TRAMONTO
DELLA CROCE
È evidente come ognuna di queste
idee-forza, sia singolarmente sia in relazione alle altre, rappresenti una
netta e dichiarata antitesi rispetto a qualunque paradigma religioso
totalizzante e come risulti segnatamente inconciliabile con la totalit
delle religioni monoteiste e particolarmente con il Cristianesimo, almeno
per quanto riguarda le formule teologiche, sociali e storicamente
consolidate che tali religioni hanno assunto attraverso tre millenni, dal
Sinai alla Mecca e dal Golgota al Vaticano.
Indubbiamente va riconosciuta all’interno delle tradizioni storiche
ebraiche e islamiche la presenza di un filone sapienziale esoterico,
riferibile alla Kabbala e al Sufismo, in cui le proposizioni teologiche “ufficiali”
di Giudaismo e Islam vengono ribaltate o interpretate secondo formule molto
lontane dall’ortodossia patriarcale — formule che hanno anche
sensibilmente contribuito alla formazione di quel patrimonio iniziatico che,
in parte e sotto forma metaculturale, la migliore New Age ha ereditato. Ma
va anche ricordato che queste correnti di pensiero hanno emblematicamente
rappresentato l’alterit ereticale sia nell’Ebraismo
che nel mondo culturale e religioso islamico e che le loro dirette influenze
e prassi sono sempre state circoscritte a élite semisegrete.
Per quanto riguarda invece il Cristianesimo quelle grandi matrici di idealit
e sapienza arcaica e spesso magica riconoscibili in tradizioni quali la
Gnosi religiosa del I e II secolo (e di molte “eresie”
successive), l’Ermetismo, il Templarismo, la jerosofia cavalleresca
del Graal o la Rosa+Croce hanno salvaguardato e trasmesso la propria
esistenza — fino a riemergere oggi in molti aspetti del pensiero
acquariano — non attraverso la religione ufficiale, bensì
nonostante o contro di essa. Ben lungi dal rappresentare un inesistente “esoterismo
cristiano” questi movimenti hanno sempre finito per incarnare una
radicale alternativa virtuale al Cristianesimo, pur nascondendosi spesso
sotto il velame dei suoi totem al fine, quando possibile, di salvaguardare
la propria sopravvivenza storica e, ancora in tempi non troppo lontani, la
stessa vita fisica dei loro rappresentanti.
Qualsiasi cristiano che oggi intimamente aderisca anche a una soltanto delle
formule paradigmatiche New Age che abbiamo enunciato in relazione all’esperienza
religiosa si pone dunque automaticamente fuori da qualsiasi ortodossia
cristiana riconosciuta e in special modo da quella più diffusa nel mondo,
ovvero il Cattolicesimo Romano. Peraltro la stessa letteratura di area
cattolica, specialistica e non, sia laica che ecclesiastica, intorno alla
New Age ha ampiamente provveduto a chiarire l’inevitabile
contrapposizione e la radicale incompatibilit fra i paradigmi
portanti del pensiero e della prassi acquariani e tutti i principali
fondamenti teologici, morali e sociali del Cristianesimo in senso lato e del
Cattolicesimo in particolare.
Il cardinal Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura,
ha per esempio avvertito che “il fenomeno del New Age, assieme a tanti
altri nuovi movimenti religiosi, è una delle sfide più urgenti per la
fede cristiana” e che “un fatto aggrava la situazione:
aderiscono alle dottrine del New Age non soltanto persone lontane dalla
fede, ma anche cristiani che si lasciano influenzare da certi
concetti-chiave, spesso senza accorgersi della loro incompatibilit
con il messaggio evangelico”.
L’approccio al divino come realt impersonale e non codificata
in un culto preciso e quindi, in forza di un approccio radicalmente
panteista, la sostanziale negazione di valore del “Dio Personale”
presentato dal giudeo-cristianesimo rappresentano in effetti ben più che
una semplice rottura con l’universo spirituale cristiano: si tratta
di un’esperienza del Sacro che si pone al di l e oltre
rispetto all’essenza stessa del monoteismo patriarcale, un’esperienza
che rivendica e recupera (o vorrebbe recuperare) tutto ciò che gi
era ben prima che il monoteismo e più tardi il Cristianesimo venissero
concepiti, secondo un modello ciclico perfettamente coerente ai paradigmi di
un ritorno pagano dell’Et dell’Oro. Una rivoluzione,
quindi, che in realt costituisce una restaurazione, un ritorno
amplificato e potenziato di quei valori e universi magici e sapienziali che
in particolare il Cristianesimo — percepito in questo contesto come
un momento di decadenza — aveva cercato di distruggere fin dai tempi
della loro malvista sopravvivenza nello gnosticismo ereticale dei suoi primi
secoli di vita. Come in una sua analisi polemica sulla Gnosi religiosa
antica ci ricorda emblematicamente, e con qualche sfumatura di nostalgia
inquisitoriale, lo studioso cattolico Alberico Lolli, professore emerito
della canadese Laurentian University,
la gnosi in seno al primo
cristianesimo [...] venne subito a configurarsi agli occhi attenti dei Padri
come un’emergenza pericolosa e preoccupante — tanto distintiva
nei modi quanto deteriore negli effetti — cioè come vera e propria
“deviazione eterodossa” del Cristianesimo e pertanto meritevole
di essere avversata e distrutta dalla gerarchia ecclesiastica che, sebbene
ancora in via di formazione, gi sapeva assegnare a se stessa un
ruolo di legittima detentrice del “conoscere ortodosso”, e nella
interpretazione dei testi sacri e nella costruzione dell’edificio
teologico.
Le parole che nel II secolo il
vescovo Ireneo di Lione, uno tra i primi Padri della Chiesa, rivolgeva agli
gnostici nel suo Adversus haereses sintetizzano egregiamente l’essenza
di una contrapposizione frontale che ancor oggi risulta esplosiva in tutta
la sua evidenza.
Conserva dunque la modestia del tuo
sapere e non oltrepassarla ignorando il tuo bene, Dio che non è
superabile, né cercare che cosa ci sia sopra il Demiurgo poiché non
troveresti nulla [...] e se persisti a crederti più sublime e grande del
tuo Creatore e al di l di tutti i suoi regni cadresti in una vera
pazzia. È dunque meglio e più salutare essere semplici e ignoranti e
appressarsi a Dio mediante la carit piuttosto che credere di sapere
molte cose e dopo molte avventure di pensiero essere blasfemi contro Dio.
E ancora, sul versante della mistica, il cattolico Giovanni della Croce nel XVI
secolo, in piena epoca rinascimentale, dichiarava che
ormai non conviene più
interrogare Dio [...] né d’altra parte è necessario che Egli
parli poiché, avendo rivelato in Cristo tutte le verit di fede,
non ha né avr mai più altra verit da manifestare.
Perciò desiderare ancora di ricevere qualche cosa per via soprannaturale
è come ammettere che Dio non abbia dato nel Figlio tutto ciò che è
sufficiente. [...] Dunque non si deve aspettare dottrina o altra cosa per
via soprannaturale [...] Perciò dobbiamo lasciarci guidare in tutto in
modo umano e visibile dalla legge di Cristo uomo, della sua Chiesa e dei
suoi ministri, e per questa via porre rimedio alla nostra ignoranza e
debolezza spirituale, poiché in essa troveremo abbondante medicina ad
ogni nostro male. Tutto ciò che esce fuori da tale cammino è non solo
curiosit , ma grande presunzione e noi non dobbiamo credere a cosa
ricevuta per via soprannaturale, ma solo a quanto ci viene insegnato da
Cristo uomo e dai suoi ministri, uomini anch’essi.
Questa è la prassi cattolica
rispetto al Sacro e ai rapporti tra il divino e l’umano: altre non ve
ne sono mai state né potranno mai esservi, come chiarito
inequivocabilmente dalla più recente edizione del Catechismo della Chiesa
Romana, in cui, dopo ampie citazioni di Ireneo, si riconferma che
noi crediamo tutto ciò che è
contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che la Chiesa propone
a credere come divinamente rivelata. La fede è necessaria alla salvezza.
Il Signore stesso lo afferma: “Chi creder e sar
battezzato sar salvo, ma chi non creder sar
condannato” (Mc 16,16).
E certamente i paradigmi New Age
del relativismo spirituale, religioso ed etico nonché la ricerca
esperienziale diretta del Sacro alla ricerca dell’autodivinizzazione
rappresentano l’assoluta negazione e per molti versi l’esatto
opposto di tutto ciò. Se poi consideriamo che dai primi secoli alla
rivolta protestante, e ancora ai giorni nostri, ogni comunit
religiosa o denominazione cristiana, dalle più piccole fino a quelle
maggioritarie, ha sempre ritenuto che la propria Chiesa fosse l’unica
pervasa da infallibilit , o che il proprio tipo di interpretazione o
libero esame delle Scritture bibliche fosse l’unica strada verso la
“salvezza”, non possiamo non concludere che un atteggiamento
filosofico religioso che non ricerca alcuna salvezza (per lo meno in senso
morale) — per il semplice motivo che non accetta alcuna condanna
primordiale — e ritiene vieppiù che ogni essere debba e possa
costruire i propri paradisi o i propri inferni costituisce la
materializzazione dei peggiori incubi di ogni tipo di teologia cristiana, di
qualunque confessione esistita o esistente.
Peraltro lo stesso capo della Chiesa Cattolica Giovanni Paolo II ha assunto
a questo proposito posizioni nette e definitive e nel 1993 in un suo
discorso ai vescovi statunitensi ha dichiarato senza mezzi termini che
le idee della New Age alcune volte penetrano nella predicazione, nella
catechesi, nei seminari di studio e nei ritiri e quindi influenzano anche
cattolici praticanti, che forse non sono consapevoli dell’incompatibilit
di queste idee con la fede della Chiesa. Nella loro visione sincretistica e
immanente questi movimenti parareligiosi [...] tentano di giungere a Dio
attraverso conoscenze ed esperienze basate su elementi presi a prestito
dalla spiritualit orientale e dalle tecniche psicologiche. Essi
tendono a relativizzare la dottrina religiosa a favore di una vaga visione
del mondo espressa da un sistema di miti e di simboli esposto con un
linguaggio religioso. Inoltre essi spesso propongono una concezione
panteistica di Dio che è incompatibile con le Sacre Scritture e con la
tradizione cristiana. Essi sostituiscono la libert personale delle
proprie azioni di fronte a Dio con un senso del dovere verso il cosmo e in
tal modo ribaltano il vero concetto di peccato e il bisogno di redenzione
attraverso Cristo.
A parte la curiosa definizione del
pensiero New Age come “vaga visione del mondo” con “elementi
presi a prestito dalla spiritualit orientale” e “senso
del dovere verso il cosmo”, che rivelano quanto poco tempo Woytjla
abbia dedicato alla lettura dei testi specialistici della e sulla New Age,
il cuore del problema è sicuramente stato centrato e la sostanza di
queste affermazioni è assolutamente coerente con le posizioni da sempre
assunte dalla Chiesa rispetto a quel pensiero gnostico che a buona ragione
è stato individuato all’interno della New Age.
La chiave fondamentale, il cuore stesso di ogni esperienza, spiritualit
e cultura cristiane è infatti rappresentata dall’incarnazione
storica di Cristo, intesa come storicizzazione unica e irripetibile di Dio:
il “Dio Personale”, relazionale e trinitario che per riparare la
“frattura del peccato” causata dalla debolezza e dall’orgoglio
umani esplica il proprio amore paterno (o paternalistico) facendosi storia
attraverso la catarsi sacrificale di suo figlio e riassumendo a se stesso il
mondo in un atto di redenzione che s’identifica con l’effusione
dello Spirito Santo. Dopo aver elaborato una presunta colpa si elabora
quindi un conseguente perdono, che va comunque individualmente meritato
attraverso la sottomissione a precise regole spirituali e morali. Tutto ciò
che non si fa cannibalizzare in questo processo, tutti coloro che non
accettano le regole di questo gioco ricattatorio, dettate da imperativi
morali indicati come unica via per ottenere la redenzione da una misteriosa
“colpa originale”, vengono abbandonati alla devastante nemesi
del “nemico”, il Satana, la cui esistenza stessa è funzionale
al progetto escatologico della salvezza. Minando questa chiave, come l’intero
movimento New Age sta facendo in forma crescente (individuando una pluralit
di Avatar o incarnazioni divine differenziate, viste alla base di tutti i
culti, affermando l’inesistenza di un significativo “peccato”
e dell’idea totemica di un qualunque “Satana” e
proponendo una possibile autodivinizzazione dell’Anthropos), l’intero
edificio cristiano viene destituito di qualsiasi significato.
Ci sembrano perciò problematiche, quando non contraddittorie, le tesi di
alcuni ricercatori o commentatori che, favorevoli o comunque connessi all’area
New Age, sono orientati verso una sorta di compromesso revisionista nei
confronti del Cristianesimo. Uno tra i più noti è certamente lo
storico delle religioni di origine indiana Carl A. Keller dell’Universit
di Losanna, il cui testo sul movimento acquariano è stato tradotto alcuni
anni fa in Italia con la prefazione di Paola Giovetti. In quest’opera
Keller, oltre a una serie di segnalazioni oggettivamente errate (per esempio
quella secondo cui “l’uomo del New Age afferma il primato dello
Spirito sulla materia”!), si arrampica su molti specchi per giungere a
dichiarare che il nuovo pensiero acquariano sarebbe una forma rinnovata di
Cristianesimo ancora inconsapevole di se stessa, la cui funzione
consisterebbe nel risvegliare e testimoniare l’autentico messaggio di
Cristo di fronte al Cristianesimo delle grandi chiese ufficiali, che avrebbe
perso la propria forza illuminante. Secondo Keller vi sono peraltro nella
New Age “contaminazioni magiche e pagane” che devono essere
identificate e rimosse per “esorcizzare” e “purificare”
il movimento “da tutto ciò che è decisamente incompatibile con
il Cristianesimo e che mette in ombra una comunione autentica con il Cristo”.
E aggiunge: “il guru che guida i figli dell’Acquario verso la
perfezione altri non è che il Cristo che agisce nell’anonimato”.
Simili affermazioni, oltre che vagamente surreali, ci sembrano francamente
estranee sia ai più maturi sviluppi della New Age sia allo spirito
essenziale del Cristianesimo, mentre assomigliano molto alle dottrine di
certe frange teosofiche dei primi del secolo, come l’Antroposofia di
Rudolf Steiner, che — pur avendo partecipato, lo ricordavamo sopra,
al generale risveglio neo-gnostico da cui il pensiero acquariano è
derivato — non riuscì mai a liberarsi dall’idea ibrida che
le religioni siano sì tutte ugualmente ispirate da una Gnosis comune, ma
che quella cristiana sia comunque destinata a conciliarle e ad assorbirle in
se stessa in quanto l’Avatar Gesù Cristo avrebbe lui solo
incarnato pienamente il potere del Logos. Le conclusioni che trae Keller ne
rivelano poi tutta l’ambiguit quando, dopo aver speso quasi
100 pagine nell’apologia della “sua” New Age cristiana, l’autore
finalmente dichiara: “la vera Nuova Era? Il cristianesimo stesso! Il
cristianesimo che rester quando la ‘Nuova Era’ sar
dimenticata e l’Acquario avr deluso le aspettative dei suoi
figli”.
Rispetto a posizioni di questo genere ci sembra molto più onesta e
apprezzabile, anche se di parte avversa, la lucida analisi di un cattolico
inossidabile come Massimo Introvigne — presidente del CESNUR
(Centro Studi sulle Nuove Religioni) e sicuramente uno tra i
principali esperti mondiali di questo e di altri problemi connessi ai nuovi
movimenti religiosi e magici — quando in uno dei suoi molti
interventi sulle nuove forme di gnosticismo contemporaneo, presenti anche
(ma non soltanto) nella New Age, osserva che
il grado di maggiore lontananza — anzi di opposizione irriducibile —
rispetto al cristianesimo emerge da un altro aspetto del nuovo gnosticismo,
che peraltro porta alle loro conseguenze estreme temi gi presenti
nello gnosticismo antico. La “separazione” nel corpo dell’uomo
della scintilla divina (l’anima) dalla materia in cui è caduta
avviene qui grazie allo sforzo dell’uomo e non per grazia di Dio. Si
può forse parlare di redenzione [...] ma si tratta di una
auto-redenzione. È la volont magica dell’uomo che si
impadronisce dell’immortalit , si costruisce con una tecnica l’anima,
diventa sovrana e signora della vita e della morte, appropriandosi del
potere stesso di Dio.
Se, come riteniamo di aver
sufficientemente dimostrato, tutti i principali paradigmi religiosi
acquariani appaiono a dir poco antitetici rispetto a qualunque formula
cristiana codificata, se tutta la storia del Cristianesimo — da Paolo
di Tarso a Giovanni Paolo II — è pervasa da una lotta sistematica
e spesso cruenta contro quelle medesime idee gnostiche, magiche e
sicuramente neo-pagane che oggi in una diversa forma riemergono attraverso
la New Age, allora quale strano Cristianesimo potr mai essere “nascosto”
all’interno di questo movimento come Keller sostiene? Certamente non
quello di Ireneo o di Agostino di Ippona o di Tommaso d’Aquino, e
neppure quello di Bernardino da Siena (che molto volentieri avrebbe mandato
Steiner e lo stesso Keller a friggere sul rogo) o di Giovanni Bosco,
ossessionato da visioni “sataniche”, o di Pio IX,
estensore di un celebre Sillabo di aspra condanna nei confronti di
qualunque libert religiosa, culturale o di coscienza. E se si tratta
di altro, e non ha nulla o poco a che fare con i Vangeli, con le eresie
messianiche giudaiche e con la storia teologica, politica e ideologica di
quella particolare religione, perché chiamarlo “Cristianesimo”?
Ci sembra invece evidente che la New Age come movimento metaculturale,
qualunque forma o denominazione possa assumere in futuro, potr
dichiarare attuata la propria funzione religiosa fondamentale solo quando il
monoteismo biblico e coranico in genere e il Cristianesimo in particolare,
con i loro carichi di peccato, sottomissione e percezione riduttiva del
Sacro, si saranno completamente estinti o trasformati in qualcosa di
radicalmente diverso. E va detto che i sintomi di un simile processo
antropologico d’implosione e collassamento della vecchia e ormai
stanca spiritualit patriarcale sono gi individuabili in
molteplici aspetti della nostra societ complessa postmoderna.
Naturalmente sulla base della propria assoluta indipendenza spirituale ogni
uomo o donna che in qualche modo aderisca ai paradigmi dell’Acquario
potr anche scegliere di “giocare” con il culto cristiano
così come con qualsiasi altro culto, facendolo proprio e
reinterpretandolo secondo il proprio personale universo interiore. Ed è
precisamente questo che il Pontefice romano e gli intellettuali più
attenti e intelligenti del mondo cristiano, soprattutto evangelici e
cattolici, temono di più, come appare evidente dalle riflessioni che
abbiamo riportato. Non appena venga sfiorato dall’alito del “drago
acquariano” il cattolico o il cristiano ortodosso (a qualunque
confessione o denominazione appartenga) si ritrova infatti automaticamente
liberato dalla schiavitù del proprio nume demiurgico patriarcale (la
gratuita “Grazia Santificante” della teologia cattolica),
divenendo così — almeno potenzialmente — un liberto,
padrone assoluto della propria spiritualit ; e istantaneamente
finisce per non avere più nulla in comune con tutto quanto storicamente
è stato rappresentato dal Cristianesimo.
A fronte di ciò è inevitabile che ogni tipo di “apertura al
dialogo” da parte delle chiese maggioritarie nei confronti della New
Age si riveli esclusivamente come una strategia finalizzata a tentativi di
recupero e rievangelizzazione. Scopo che viene peraltro apertamente
dichiarato da esponenti di spicco della Chiesa come Jean Vernette, vicario
generale della diocesi di Montauban e delegato dell’Episcopato
francese per lo studio sulle nuove fenomenologie religiose. Il quale, tanto
attento quanto ferocemente critico nei confronti della New Age, nella sua
opera principale dedicata all’argomento spiega molto chiaramente come
la realt acquariana debba essere “esorcizzata” per
ricondurne le possibili componenti “buone” verso l’abbraccio
del Cristianesimo.
Il risveglio della dimensione
spirituale alle soglie della nuova era non è quindi in sé fenomeno
positivo o negativo. Persino sotto la sua forma deviata esso manifesta una
latente aspirazione di questa nostra generazione: il cristianesimo non lo può
ignorare, ma giacché non è sempre santo e puro, si rende necessario
esorcizzarlo. “Discriminando tra gli spiriti”. Per
evangelizzarlo. Quale segno dei tempi, esso interroga il cristiano sulle
forme di misticismo che gli sono proprie. È nella misura in cui si
svilupper un misticismo cristiano [...] che la ricerca spirituale di
alcuni figli dell’Acquario trover una strada alternativa per
evitare le trame intricate dell’irrazionale e le fantasie più
bizzarre.
Un progetto certamente lecito dal
punto di vista cattolico e che fra l’altro ricalca in qualche modo il
revisionismo di Keller, sebbene osservato dall’opposto punto di
vista; ma che ancora una volta ci ricorda come l’unico ecumenismo
concepito dalla Chiesa di Roma sia quello che si attua sotto il controllo
dei suoi templi.
Non mancano certo studiosi cattolici, come in Italia i gi citati
Terrin e Introvigne, che hanno tentato con serenit di giudizio,
obiettivit e rigore culturale, e senza voler evangelizzare alcuno,
di confrontarsi con la New Age, di studiarne le origini, le diverse
componenti e la storia, nonché di dialogare con i suoi esponenti, senza
per questo rinunciare alla propria posizione ideologica che, almeno nel caso
di Introvigne, resta radicalmente antitetica. Su queste basi, eminentemente
e trasversalmente culturali, un dialogo leale fra Cristianesimo e Nuove
Culture acquariane è possibile e certamente auspicabile, se non altro per
la maturazione individuale di chi ne dovesse partecipare. Ma dev’essere
chiaro che si tratta di un dialogo tra mondi diversi e che rimarranno
inevitabilmente distinti, fino alla scomparsa dell’uno o dell’altro.
Una maggior fermentazione di dibattiti aperti fra esponenti di culture
diverse nella comune ricerca qualificherebbe la vitalit e lo
spessore intellettuale di tutti i gruppi di pensiero coinvolti e proprio
nell’irriducibile contrapposizione potrebbe generarsi quel
cortocircuito dialettico circolare che in fondo appartiene al nuovo modello
intellettuale olistico acquariano. Mentre sarebbe al contrario opportuna da
parte degli esponenti più attivi e preparati della New Age una maggiore
attenzione polemica e una strategia di difesa molto più dura e articolata
della propria identit di fronte ad atteggiamenti di aperta
demonizzazione diffamatoria e virulenta, per esempio quelli assunti in
Italia da sacerdoti esorcisti come Gabriele Amorth o da antropologi, sempre
e comunque di dichiarata militanza cattolica, come Cecilia Gatto Trocchi, le
cui esternazioni allarmistiche da talk show e pubblicazioni
pseudoscientifiche di tono popolare sulle “sette” e sui loro “pericoli”
sono gi state aspramente criticate da esponenti del mondo accademico
e perfino da studiosi cattolici, fra cui lo stesso Introvigne.
Al di l comunque di
eventuali e stimolanti dialoghi fra ricercatori il Cristianesimo nel suo
complesso, per sua stessa natura, non può che percepire la New Age come
una pericolosa forma di Luciferismo, e da un certo punto di vista in questo
forse non è lontano dal vero, considerando che il simbolismo di Lucifero
fu elaborato dai Padri della Chiesa proprio demonizzando una catena di
archetipi mitici — soprattutto femminili — precedenti all’avvento
antropologico patriarcale e successivamente recuperati dallo gnosticismo
storico e oggi dal neo-gnosticismo e da gran parte della New Age. E vale la
pena notare che fin dai primi secoli della nuova e controversa avventura
cristiana le simpatie degli gnostici storici sono sempre state rivolte più
verso il Serpente liberatore e dispensatore di conoscenza (“nel giorno
in cui mangiaste di esso i vostri occhi si aprirebbero e diverreste come Dio
conoscitori del bene e del male” - Genesi 3,5) che verso il
corrucciato dittatore dell’Eden (“non mangiare dell’albero
della conoscenza del bene e del male perché il giorno in cui tu ne
mangiassi moriresti” - Genesi 2,17) ... e la volont di essere
Dio è l’essenza stessa della “peccatologia” cristiana.
Se poi dal piano più
strettamente religioso e sacrale — che nell’ambito New Age si
confonde e si trasfonde costantemente nella dimensione iniziatica —
spostiamo il nostro sguardo verso gli aspetti filosofici, etici,
scientifici, artistici e metapolitici del pensiero acquariano più sopra
delineati risulta evidente che la “filosofia globale” New Age,
pur nelle sue diverse forme ed espressioni, si pone in netta antitesi
rispetto sia all’umanesimo cristiano che al razionalismo post
illuminista, all’edonismo capitalista così come al materialismo
marxista: l’accusa di snaturare le tradizioni culturali occidentali
formulata da alcuni critici della New Age, come il filosofo francese Michel
Lacroix dell’Universit di Evry, è quindi per certi versi
corretta, salvo considerare che tali tradizioni furono a loro volta lo
snaturamento di paradigmi precedenti, oggi recuperati e amplificati appunto
nei diversi contesti filosofici acquariani. Il conflitto millenario tra “Essere”
e “Divenire”, la drammatica lacerazione fra “corpo”
e “anima”, la percezione angosciosa di essere “separati da
Dio” tradotta come inesorabile solitudine esistenziale o come stimolo
malfermo verso una riconquista della perduta felicit pur nella
rassegnata convinzione di un’oggettiva impossibilit del suo
totale compimento, la presunta consapevolezza infine della “piccolezza
umana” dinanzi all’ossessione dell’Eterno, tutto questo
perde ogni significato dinanzi alla sostanziale e radicale identit
tra umano e divino che rappresenta lo sfondo radicale di ogni aspetto della
New Age. A questo proposito l’analisi critica di Lacroix, che “denuncia”
il pensiero acquariano come “pericoloso” per la stabilit
della coscienza occidentale, ci sembra assolutamente attinente al di l
delle sue fin troppo “laiche” e obsolete conclusioni:
dal punto di vista della cultura
occidentale, la condizione umana si presenta lacerata fra due realt
antitetiche, ha dovuto subire la prova della divisione; non a caso Hegel
parla di “coscienza infelice”. Questa nozione emblematica di
disagio della coscienza evidenzia l’insoddisfazione e l’inquietudine
dell’anima occidentale che, insoddisfatta, non può impedirsi di
immaginare che esista, contrapposto alla realt , un mondo tanto
perfetto quanto inarrivabile [...] Questa separazione, che è alla base
della tradizione giudeo-cristiana, viene vissuta dall’uomo in maniera
crudele poiché egli avverte inconsciamente che in un’epoca lontana
ha vissuto in quell’altro mondo da cui un giorno è stato
scacciato. Al fondo dell’anima occidentale c’è un
sentimento tragico legato a questa caduta, alla rinuncia, a una
inconsolabile nostalgia [...] Il mondo della New Age è non problematico,
mentre il mondo occidentale, il nostro mondo, è tragico. Ma è in
questo mondo tragico che le nostre anime respirano l’aria della
libert e trovano le giuste motivazioni per condurre la loro
battaglia per la vita. Noi sappiamo che Dio è inaccessibile, che l’infanzia
è perduta con il passato, che la finitezza è il nostro destino, che
non c’è rimedio alla solitudine, che la vita è una sola e non
esiste altra possibilit . Ma questo sentimento tragico non è anche
il grande stimolo della nostra cultura?
La contrapposizione è netta ed
evidente e nel suo tentativo di delegittimare la New Age Lacroix ne ha
probabilmente colto il senso profondo più di tanti newagers improvvisati
che con le loro semplificazioni e i loro “angeli” da week-end
banalizzano e per molti versi appesantiscono e danneggiano il nuovo pensiero
più di qualsiasi inquisizione. Ciò che lo studioso francese però
dimentica, o finge di dimenticare, è che il tragismo dualistico
occidentale è datato e scavando più a fondo possono essere recuperate
radici e percezioni ben diverse. A un Druido celtico o a un Lucumone etrusco
— e non è che un esempio — la sua apoteosi della “frattura
tragica” tra umano e divino sarebbe risultata molto più aliena di
quanto a lui risulti la conclamata paganit olistica e
riconciliatrice dell’Acquario. E l’Et di Aquarius si
afferma proprio come un ritorno di perduti significati e percezioni della
vita e della storia capaci di risanare la frattura imposta all’Occidente
dalla diffusione del tragismo dualistico dei pastori di Abramo e dal
cerebralismo lacerante dei commentatori di Aristotele.
Naturalmente ciò non significa disconoscere o azzerare le grandi pulsioni
e realizzazioni che lo stesso attrito della frattura ha potuto generare, ma
assorbirne e trasmutarne tutti gli aspetti creativi per amplificarli in una
dimensione enormemente più complessa. E, considerando che al paradigma
della separazione si sostituisce quello dell’inclusione, anche e
soprattutto gli aspetti oscuri e rimossi dell’esistenza — sia
spirituale che biologica — vengono recuperati alla loro piena dignit .
È la nemesi dell’Ombra che reclama la ciclica mutazione della Luce
rivendicando, per esempio, la piena realizzazione tanto spirituale quanto
sociale di valori come spiritualit femminile e multisessualit ,
erotismo e Magia, comunione panica e animalesca con la Natura e
identificazione mistica e mitica con il kosmos, nel recupero globale di
tutte le qualit umane e divine rifiutate e spesso perseguitate
durante gli Eoni patriarcali di Ariete e Pesci. La stessa struttura portante
del pensiero occidentale, fondata sul compromesso tra fede cristiana e
razionalismo scientifico, viene così radicalmente messa in crisi dalla
sacralit scientifica e dalla scienza religiosa della New Age.
Psiconauti e cybernauti prometeici
che tentano il volo sciamanico fra i reticoli neurali della mente e le reti
virtuali del Cyberspazio, nutriti e carburati dalle antiche droghe degli
Dei. Streghe amazzoni che esplorano i misteri e le occulte energie della
carne cibandosi del sangue della propria vulva. Scienziati stregoni che
affiancano Pitagora ai neutroni, coniugando gli arcaici sigilli della Magia
con le formule quantiche di nuove cosmologie. Bardi e pitonesse omosessuali
che esplorano nuove Alchimie alla ricerca dell’androgino ermetico.
Archeologi gnostici che ricercano i contorni di Atlantide fra le grandi “Bestie”
inscritte in cielo e astronomi illuminati che ritrovano codici stellari tra
consunte tavolette sumere e variopinti pittogrammi aztechi. Medici sciamani
che al rullio di antichi tamburi cercano il segreto musicale e terapeutico
delle cellule e magisti del Caos che tra le griglie di complessi frattali
ricercano le forme indescrivibili di architetture viventi capaci d’imbrigliare
gli orgasmi pulsanti della Madre Terra. Raffinate tecnologie informatiche al
centro di boschi sacri. Piramidi egizie clonate come cristalli pensanti.
Danze orgiastiche alternate ad ascetiche meditazioni... Tecnologie rituali e
magie di laboratorio che gi sembrano evocare inquietanti risposte
nella stessa Natura visibile, sempre più percorsa da quei fenomeni
spontanei di aggressiva alterit su cui gi il genio di Jung
aveva posato l’attenzione: luci e macchine di eco mitologica nei
cieli, sulle terre e nei mari di tutto il mondo; strani e immensi sigilli
spiroidali che compaiono come tatuaggi di Gaia tra campi coltivati, deserti
e praterie; forme di antichi Dei e arcaici totem neolitici che riemergono da
lucenti astronavi simboliche in veste di demoni alieni; percorsi lancinanti
che dalle saghe misteriche del Graal portano fino alle misteriose entit
animate che sembrano orchestrare la scenografia degli UFO
e che lasciano intravedere indicibili promesse di immortalit ,
avventura e poesia galattica.
Mentre nuove forme di coscienza sognano e invocano alternative dimensioni di
Realt , dai reami ancora insondati del Mistero qualcosa o qualcuno
sembra così incominciare a rispondere...
Tutto questo e altro ancora —
di cui le nuove Gnosi e in parte la New Age sono portatrici — reifica
e incarna modelli e fenomeni antropologici decisamente esplosivi e
corrosivi, che propongono una diversa percezione del mondo e della vita.
Nuove sapienze, speculazioni ed emozioni; esplorazioni virtuali, immaginali,
multidimensionali; inebrianti tenerezze, abbandoni, comunioni ed eccitanti
esaltazioni di potenza e azione; inedite problematicit ; mutazioni
psichiche, fisiologiche e sessuali polimorfiche e complesse; paradossi etici
indefinibili e forse nuove forme di piacere o di dolore; indecifrabili
santit o crudelt ; estasi cosmiche che possono confinare con
l’onnipotenza delle energie naturali o con l’orrore del vuoto
stellare... Modelli sicuramente estremi e forse “pericolosi”, ma
che nell’ebbro sapore dell’avventura titanica e luciferica
amplificano e interconnettono ogni pulsione creativa del passato fino a
distruggerne limiti e confini. E che inevitabilmente fanno apparire ogni
nostalgica resistenza dell’ormai logoro vecchio mondo —
lineare, dualistico, fideistico, nonché bellicoso, lacerato, violento, o
ancora disperatamente materialistico, algido, razionale — in una luce
quasi patetica di polverosa obsolescenza.
Le ovvie ricadute sociali e
politiche di un simile sommovimento spirituale — definitesi nel corso
del tempo sotto forma di quel generale e trasversale universalismo anarchico
che anche indipendentemente dalla New Age in senso stretto sembra fermentare
in espressioni sempre più evidenti da un capo all’altro del mondo
— rappresentano a loro volta un inquietante motivo di allarme per
ogni forma di totalitarismo o imperialismo, sia di tipo religioso che
meramente edonistico o demagogico. In particolare gli enormi interessi
economici di grandi chiese istituzionali: prima fra tutte la Chiesa
Cattolica Romana, il cui nutrimento finanziario ed enorme prestigio sociale,
dipendendo interamente dall’accettazione incondizionata e fideistica
dei suoi paradigmi mitici da parte del tessuto sociale, rischiano
pesantissimi contraccolpi per l’esodo crescente di fedeli verso realt
spirituali diverse e per l’affermarsi più o meno diretto del
relativismo religioso New Age. La messa in discussione del colonialismo
religioso operato dalle Missioni, la rivalutazione culturale delle
religiosit pagane autoctone e la nascita di movimenti di revisione
teologica interni alla stessa Chiesa non possono poi che rappresentare
ulteriori gravi preoccupazioni per i vertici delle principali istituzioni
cristiane.
Quanto al settore artistico la New
Age Music propriamente detta è ancora un fenomeno parziale e spesso
balbettante, nonché generalmente privo di quell’autentico spessore
catartico che tipifica ogni autentica rivoluzione estetica. Il filone
musicale che porta questo nome coglie quasi esclusivamente alcuni elementi
— e non sempre i più interessanti — della nuova sensibilit
e con la sua enfasi sul relax come antidoto allo stress risente
inevitabilmente delle spietate leggi del network di massa, che tende a
rispondere ai bisogni elementari della collettivit più che a
creare nuovi stimoli. Eppure i germi fecondi del Nuovo Pensiero sono
presenti in questo come in altri habitat dell’espressione artistica
acquariana, e si potrebbe altresì notare che interi percorsi dell’arte
contemporanea in tutte le sue espressioni, dal Surrealismo al Rock, sembrano
convibrare molto di più e molto meglio con l’emersione dei nuovi
paradigmi. Tanto che alcuni tra gli aspetti più interessanti della
sensibilit olistica appaiono al momento maggiormente — anche
se forse inconsciamente — presenti all’interno di realt
artistiche ampiamente diffuse ma dissacratorie (sperimentali o di
avanguardia) che non nelle manieristiche e spesso soporifere melodie “da
meditazione” prodotte e commercializzate in serie con targa New Age.
In questo senso si può sperare che un nuovo, onnivoro cannibalismo
artistico sappia coniugare e integrare le sue varie componenti generando
effettive reversioni di sensibilit estetica capaci di mettere
definitivamente in crisi gli stessi concetti di bellezza e di armonia che
supportano la visione sia cristiana che razionale del mondo.
PAROLA D’ORDINE:
CONNESSIONE
Ogni nuova formula culturale, per
quanto raffinata e potenzialmente ricca di prospettive, mostra al suo
sorgere momenti e fasi fisiologiche di crisi, ingenuit
contenutistiche e bizzarrie patologiche che ricalcano il balbettio ma anche
la purezza dell’infanzia. Certamente il movimento che viene oggi
definito New Age (ma all’interno del quale spesso ci si rifiuta d’incapsularsi
in tale definizione), oltre che per i suoi entusiastici progetti, per le sue
stimolanti idee-forza e per i suoi indubitabili successi nell’aver
ormai sensibilmente modificato i rapporti dell’immaginario collettivo
occidentale con il Sacro, si è anche caratterizzato per le molte
superficialit , per la frequente mancanza di un autentico spessore
culturale, nonché per l’eccessiva frammentazione. E soprattutto si
è connotato ma anche largamente diffuso per la sua evidente involuzione
commerciale, che abbandonandosi alla contaminazione dei network americani ha
generato una sorta di supermercato del Magico e del Sacro, riproducendo così
un paradigma capitalistico che ha ben poco di “acquariano” con i
suoi innumerevoli “corsi” a pagamento per “raggiungere l’illuminazione”
o per “ricordare le vite precedenti”, i suoi guru miliardari, i
suoi cristalli onnipotenti, il suo channeling indiscriminato, le sue “piramidi”
tuttofare...
Tutto questo ha naturalmente portato numerose frecce agli archi più o
meno obiettivi dei vari censori religiosi o razionalisti, che di tale
involuzione hanno fatto la loro arma più efficace, come recentemente
riconosciuto e lamentato, tra gli altri, da David Spangler, personalit
di spicco del pensiero acquariano negli USA. È
tuttavia proprio attraverso il business commerciale di iniziative per molti
versi mediocri (come il romanzo di James Redfield La profezia di Celestino)
che alcuni importanti modelli di pensiero della New Age hanno conosciuto nei
trascorsi anni ’90 e continuano a conoscere oggi, oltre i bastioni
del fatidico “anno 2000” una diffusione di massa senza
precedenti, scatenando così nell’attualit europea e, per
quanto ci riguarda, in quella italiana un fenomeno che comunque appare in
fase di trasformazione alle soglie della transizione millenaria. Mentre la
presunta “recessione del New Age”, che ricercatori quali lo
statunitense Gordon Melton e Massimo Introvigne, entrambi del CESNUR,
hanno ritenuto di constatare analizzando alcune flessioni del network
americano e lo sviluppo di nuove formule derivate, ci sembra francamente un
falso problema. Vi sono da decenni nel mondo innumerevoli movimenti e gruppi
i quali, pur aderendo del tutto o in parte ai paradigmi acquariani,
rifiutano decisamente l’etichetta New Age, che in effetti sembra più
amata dai media che da coloro che ne condividono i contenuti. Nulla di
strano quindi nel fatto che sorgano nuove denominazioni tendenti a
privilegiare una componente o l’altra del paradigma acquariano nel
suo complesso, come la Next Age di cui da qualche tempo si parla o il
Revival Arcaico teorizzato dall’esperto di sciamanismo Terence
McKenna, uno dei principali punti di riferimento americani dell’onda
acquariana, il quale da sempre dichiara di ritenere inadeguata la
denominazione New Age.
Le esperienze italiane della comunit -stato di Damanhur in Piemonte o
delle diverse iniziative editoriali e comunitarie di un precursore come
Bernardino del Boca e, più recentemente, del Villaggio Globale in
Toscana, realt tutte in cui s’incarnano alcuni tra gli
aspetti più creativi e maturi della New Age, ci dimostrano inoltre come
la terra italica, che fu del resto la culla storica del Rinascimento magico
e alchemico, abbia ancora molto da offrire nel quadro di un Nuovo
Rinascimento, di cui la New Age propriamente detta non è che una
sfaccettatura.
La formazione di un Nuovo Paradigma o di una Rete di Paradigmi Interconnessi
implica però la necessit di definire isole paradigmatiche (fuori
e dentro i circuiti “accademici”), cioè spazi e ambienti in
cui le vecchie idee, quali esse siano, vengano comprese alla luce di nuove
formule e poi eventualmente superate o amplificate, senza la frenesia del “nuovo
a tutti i costi” e soprattutto evitando contaminazioni con il modello
millenarista cristiano di attesa “messianica”. Secondo i suoi
stessi presupposti la Nuova Era non sopraggiunger infatti come una
sorta di “dono del cielo”, ma dovr essere costruita
attivamente e prometeicamente da tutti coloro che ne percepiscono e ne
percepiranno l’emersione archetipica.
Come ricordava ancora Thomas Kuhn nella sua opera fondamentale La struttura
delle rivoluzioni scientifiche non è del resto possibile creare un nuovo
paradigma se non sullo sfondo del vecchio, altrimenti diventa solo crescita
disordinata e distruttiva. Da qui l’importanza di ritrovare gli
sfondi arcaici dalla permutazione, spesso involutiva, dai quali sorsero gli
stessi paradigmi obsoleti della Vecchia Era che oggi dobbiamo superare. In
questo senso lo spirito migliore e l’implicita chiave metaculturale
della New Age potrebbero essere classificati come l’anticipazione
militante di un autentico Nuovo Rinascimento Magico Globale.
Ecco perché risulta di fondamentale importanza la connessione fra tutte
le componenti in gioco: societ e tradizioni iniziatiche coinvolte
nel Rinascimento neo-gnostico e neo-magico, comunit libere e
spontanee del Nuovo Pensiero, istanze metapolitiche e umanistiche
postmoderne, personalit e ricerche della Nuova Scienza,
realizzazioni e ricadute filosofiche delle Nuove Tecnologie... e altro
ancora che forse risulta al momento difficile individuare e classificare.
Una simile sinergia dinamica sarebbe certo in grado di generare un Pensiero
Forte all’interno del quale potrebbero incontrarsi anche correnti
postmoderne di pensiero molto più aggressive e radicali, ma
implicitamente acquariane, quali ad esempio il cyberpunk, il neo-femminismo
radicale e il paganesimo neo-gnostico, nonché comunit di ricerca
parascientifica come quelle ufologica e parapsicologica: una vastissima
popolazione di realt spirituali, culturali e sociali che allo stato
attuale, pur avanzando — a volte non del tutto consapevolmente —
su coordinate simili e talvolta identiche a quelle “acquariane”,
si trovano spesso molto lontane dalla New Age propriamente detta. Occorre
allora sviluppare la capacit di comprendere lo sfondo comune e
interpretarne i segnali sia antropologici che metastorici: una sfida
culturale e un’avventura spirituale che valgono certamente la pena di
essere vissute. La percezione antropologicamente estesa dello sfondo potr
infatti abbattere divisioni o controversie tra le diverse “parti”
del nuovo Rinascimento e dissipare assurdi complessi d’inferiorit ,
fin troppo diffusi negli ambienti alternativi, rispetto allo scientismo
dominante e alle fedi istituzionali ormai morenti.
Da parte nostra consigliamo ai ricercatori più tendenzialmente eclettici
e meno contaminati da un certo “angelismo” dolciastro e
cristianoide, tipico della peggiore New Age, di studiare i testi autentici
della tradizione magica ed ermetico-alchemica sia classica che
rinascimentale e in seguito i testi fondamentali in cui si è incarnato il
risveglio neo-pagano moderno, di cui il pensiero acquariano nella sua
globalit non è che un particolare sviluppo. Opere sistematiche d’immenso
interesse come quelle dei magisti Aleister Crowley e Giuliano Kremmerz, ai
quali principalmente si devono le moderne rinascenze contemporanee del
pensiero magico nei suoi vari aspetti sia tradizionali che innovativi; o
degli esoteristi Schwaller de Lubicz e Georges Gurdjieff, le cui grandi
costruzioni teoretiche e operative restano rispettivamente, in forme più
o meno dichiarate, alla base del rinnovato interesse per le tradizioni
egizia e sciamanico-caucasica; o degli occultisti e antropologi autodidatti
Godfrey Leland e Gerald Gardner, principali iniziatori della neo-stregoneria
moderna; e ancora le trattazioni più recenti di autori prolifici ed
esponenti rivoluzionari del pensiero magico come Kenneth Grant, Michael
Bertiaux, Peter Carroll o Maggie Crosby, per non citarne che alcuni,
personalit di spicco della cultura neo-gnostica contemporanea e
tuttora viventi, anche se certamente meno noti e pubblicizzati di un James
Redfield o di un Paulo Coelho, soprattutto in Europa.
Per quanto poi attiene alla cultura più propriamente “accademica”
accanto a Leary o a McKenna gioverebbe a chi ricerca sfondi culturali
appropriati all’approccio acquariano accostarsi, per esempio, alle
opere di un Ernesto De Martino o di un Mircea Eliade, che offrono materiali
molto più preziosi e fecondi di molta letteratura pseudoacquariana d’accatto.
O ancora scorrere le pagine di genialit eclettiche quali gli
psicologi e psicoterapeuti Erich Neumann e Wilhelm Reich, con le loro
ricerche inimitabili sui fondamenti inconsci del mito il primo e sulle
energie biologiche della sessualit il secondo; il biochimico Albert
Hofmann, scopritore dell’LSD e del suo utilizzo enteogeno; l’etnomitologo
Joseph Campbell; e infine l’archeologa Marija Gimbutas, le cui
ricerche su arcaiche realt cultuali hanno fornito base scientifica
alla dichiarata esistenza di culture pre-patriarcali, o la teologa americana
ex cattolica Mary Daly, teorizzatrice della “castrazione di Dio”
in nome di un Rinascimento spirituale femminile di tonalit anche
omoerotica. Mentre nel nostro panorama italiano non dovrebbero essere
ignorate da chi intende abbracciare la totalit del Nuovo Pensiero
operazioni culturali “di confine” sul recupero delle tradizioni
esoteriche — come quella effettuata da Elémire Zolla — e
dell’intero filone ermetico e metaculturale, curato da Roberto
Calasso tramite l’editrice Adelphi che gi da alcuni anni,
proprio per il suo impegno di diffusione della cultura neo-gnostica, viene
violentemente attaccata da cattolici integralisti come Maurizio Blondet, con
la comica quanto scontata accusa di essere al centro di un “complotto
satanico”!
La Connessione auspicabile per un’effettiva
reificazione del Nuovo Rinascimento dovrebbe prevedere in questo senso un’inclusivit
cannibalesca e una virtuale conciliazione di tutte le contraddizioni. E
paradossalmente è proprio analizzando, come qui abbiamo voluto fare,
alcune tra le più colte e acute “contestazioni” rispetto al
Nuovo Pensiero formulate dagli “avversari”, soprattutto
religiosi, che può essere ritrovata la Chiave della Nuova Forza. Spesso
quanto viene evidenziato da costoro come “pericoloso” o “distorto”
o “inquietante” nella New Age rappresenta esattamente ciò di
cui gli esponenti di questo pensiero dovrebbero maggiormente compiacersi e
che dovrebbero irresistibilmente alimentare: come aver “perso”
il senso del tragico e del “peccato”, o abbracciato un
relativismo etico ed estetico, o esaltato valori che per la Vecchia Era
rappresentavano il “male”, quali libidine, orgoglio, curiosit ,
scetticismo, sete di conoscenza, rifiuto di ogni autorit ,
anarchia... Ricordando, come scriveva il succitato antesignano della New Age
Aleister Crowley, che “l’unico Peccato è la Restrizione”.
Occorre dunque che gli esponenti
della New Age evitino di trasformarsi in ciò che non vogliono essere, e
che non hanno mai voluto essere, per diventare efficacemente concorrenziali
sia alle scienze sia alle fedi ormai superate, raggiungendo così una
maggiore consapevolezza della propria alterit e dell’importanza
di mantenere quella loro marginalit aliena capace di trasformarsi in
una Spirale il cui Centro è ovunque.
Se la New Age s’indirizzer ulteriormente sulle direttrici del
business e del network pragmatico non rappresenter alla fine che la
componente corticale e transitoria di un processo di mutazione epocale ben
più ampio e radicale, che sembra comunque previsto e ineluttabile nel
codice genetico dell’umanit futura. Se invece le personalit
e i movimenti guida dell’Acquario sapranno costantemente ricercare e
riscoprire le proprie origini e amplificare le interconnessioni tra le
diverse componenti del paradigma, generando costantemente nuove qualit
e nuovi mondi di pensiero, di scienza e di esperienza, allora il “fenomeno”
New Age potr crescere travolgendo ogni sclerotica resistenza e
rappresentare lo sfondo brulicante e fertilizzante di una Rivoluzione
Globale. Il Paradigma Complesso della New Age, magari liberandosi dalle
strettoie di un’etichetta ormai troppo codificata, potrebbe allora
rappresentare la parte integrante di un’Ultima Rivoluzione del
Pensiero e della Storia; dopo il suo eventuale affermarsi non vi sarebbe
infatti più nulla da rivoluzionare: tutto infatti nell’Uomo, nella
Donna e nella Natura sarebbe in continua, costante rivoluzione spiroidale,
espansiva, dinamica, volumetrica, proiettata verso una dilatazione
orgiastica senza fine.
![cagliostroseal.jpg]()
EGYPTIAN MASONRY
RECEPTION OF A COMPANION
PREPARATION OF THE LODGE
The lodge should be decorated with draperies of white, sky blue and gold.
The throne of the Venerable should be raised five steps above a dais of
white, blue and gold.
The Altar is before the throne; upon it there should be two covered crystal
vases, one containing gold colored leaves, the other
red wine; beside these there should be a crystal spoon. Above the throne a
blazing star of seven points; in the star the
name of God and in each of the points the name of one of the first seven
angels, in Hebrew characters, embroidered in gold.
In the center of the lodge, facing the throne, there is drawn on the floor a
circle six feet in diameter.
The candidate should be prepared with gloves trimmed with blue ribbon and
wear a sash of sky blue moire of the width of a stole, and of sufficient
length.
This sash should be placed under the arm pits, and the two gold fringed ends
should hang on the left side.
TABLEAU OF THE LODGE
A large heart should occupy the center of the tableau; in the heart there
should be represented a temple; above the heart, on either side the sun and
the moon shedding their rays on the heart.
In the lower part of the tableau, there should be painted a Master wrestling
with Mercury, into whose heart he bas plunged his sword.
To the right of the Master appears the rough cubic and triangular stones and
a trowel. To the left, on the ground, near Mercury. the caduceus, a poniard
and a crushed serpent.
The tableau should be lighted by twelve candles, disposed three and three
along the four sides.
REGALIA
OF THE VENERABLE
In addition to the Venerable of the Lodge, there is always a
186
Deputy Venerable, or substitute for
the Venerable in the middle chamber, who should be clothed in a talare with
stole worn like that of a priest, with his cordon, his plate, his white
shoes, his sword, etc.
The Masters have the privilege of not assisting in the middle chamber, but
it will always be necessary that there be at least two present to accompany
and do honor to the Deputy Chief and they are obliged to be in uniform, with
sword in hand.
THE CHAMBER OF REFLECTION
The furniture and decoration of this room should be black and very somber.
The tableau or backdrop should represent Wisdom in the figure of Minerva,
accompanied by a young man garbed as apprentice. She shows him on one side
the riches which are to be abandoned and on the other the Temple,
consecrated to the Eternal, which is in the distance. The road which leads
to the Temple is filled with chains and implements of punishment, and one
sees here the three furies menacing the candidate and giving the appearance
of repulsing him.
At the bottom of that tableau are written these words: "The brave are
always happy."
The candidate having completed his three years of apprenticeship, he will be
announced to the Venerable, bearing a certificate provided by the Venerable
of the apprentice lodge. He will be clothed in a talare.
He will be placed in the Chamber of Reflections, where he will be left to
himself for a half hour to meditate in silence concerning the objects he
sees before him. The Orator will then join him to assist and aid him to come
to the true knowledge of God, of himself and of the intermediaries between
God and Man. He will tell him that except for the wisdom given him as a
guide, man will not know enough to take the road which leads to eternity,
but will abandon it and find himself exposed to his doom and be repulsed by
the furies, which shunning the good and truth, will plunge him into the
shades and misery.
187
The Orator will plead with and
exhort the candidate by all manner of means to reflect well before entering
upon .the labors of a companion and to think of the past, present, and
future and will call his attention to the words at the bottom of the tableau
and will give him a detailed explanation of all the objects depicted in the
tableau.
The Orator will then return to the Temple, make his report and assure
himself that it is approved by the Venerable and the rest of the Lodge.
When the candidate is ready to enter, his hair should be disheveled and he
should be deprived of all metallic substances. In that condition, the
Inspector and the Orator will accompany him to the door of the lodge, and
the Inspector will knock five times. The Venerable will ask 'Who knocks?"
The Inspector will enter and answer, that it is an apprentice who has
completed three years, and who bearing a certificate from his master, prays
the Venerable for admission to the degree of Companion.
During this time, the candidate and Orator wait without the Temple.
OPENING OF THE LODGE
The Venerable having taken his place, absolute silence is to be observed, it
is forbidden to blow one's nose, and even more, to talk.
When the Venerable rises, all his assistants do likewise. He will have his
sword in his right hand and say, "To order, my brothers; In the name of
the great God, let us open the Lodge according to the ritual and the
constitutions of our founder!"
The remainder of the brothers bow their heads in profound silence.
The Venerable will descend from his throne and place himself before the
a1tar, on his knees, and fixing his eyes on the name of God written in the
blazing star, will bow deeply, as will all the brothers, to adore Deity.
188
The Venerable will particularly
pray for wisdom, strength and power.
Each, in his heart, will recite the hymn "Veni Creator."
The Venerable will then rise, the brothers likewise, all in deep silence and
each takes his place.
Then the inspector will open the door, take the candidate by the left hand
and, placing a lighted candle in his right, will conduct him before the
Venerable and place him in the center of the circle near the throne.
The Venerable will say to the candidate, "My son, alter three years of
proof and labor you are without doubt ready to be deprived of human
curiosity. I think, and I believe with certainty, that you approach us with
no profane motive, but that you cannot hide from us the zeal with which you
desire to know the nature and virtue of the power which is confided to us.
"Without doubt, you have observed. yourself, that you were elevated to
Divinity, and that you were drawn near to it. You are a newcomer to the
recognition of your own individuality, of its moral part, of the physical
portion and you have searched to find the intermediaries, which God has
placed between Himself and you. Answer?'
The candidate lowers his head, and two brothers, placed one on each side,
have each a censer which wafts a perfume and purifies him with its fumes,
while the Venerable explains to the candidate in these words:
"I would thus purify your physical and moral parts, The perfume is
emblematical of that purification.
After the purification the Venerable will continue to question the
candidate:
"My son, are you well determined to pursue the course you have
undertaken; is your moral sense sufficiently strengthened and
is it your true, sincere and good intention to approach closer and closer to
Divinity and arrive at a perfect knowledge of yourself and of the sanctity
to the power which is confided to us? Answer."
189
The candidate nods again; the
Venerable rises and causes him to kneel, to receive his obligation, which is
never to reveal the mysteries which were confided and disclosed to him, and
to obey his superiors blindly.
After the obligation, the Venerable will strike him three times on the right
shoulder with his sword and will say:
"By the power which I hold from the great Founder of our Order, and by
the grace of God, I confer on you the degree of
Companion, and will make you a guardian of the new knowledge which you will
share with us through the sacred names, Helios, Melios and the
Tetragrammaton."
When the Venerable pronounces these names his assistants will kneel and
deeply bow their heads; at each of the names the Venerable will strike the
candidate once on the right shoulder; that done the assistants rise and
surround the candidate, who remains on his knees in preparation for
receiving the several matters.
Then the Venerable, taking in the crystal spoon a spoonful of the red liquid
contained in one of the vases, carries it to the mouth of the candidate who
drinks the wine and elevates his spirits in order to understand the
following discourse, which is being delivered at the same time by the
Venerable:
"My son, you are receiving the first matter; understand the blindness
and dejection of your first state; now then, you should forget yourself; all
will be well for you both within and without. Now that you have taken some
steps in the recognition of your individuality, learn that the great God
created that primary matter before man, and later created man to possess
that matter and be immortal; that man abused it and so destroyed it, but
that it remains forever in the hand of the elected of God and that a single
grain of this precious matter can project itself to infinity.
"The acacia, which was given us in the ordinary Master Mason degree, is
nothing else but that precious matter and the slain Adoniram is the liquid
part which it was necessary to slay with that poniard. It is with the
knowledge and assistance of the great God, that you will attain to that
wealth."
190
The Venerable lifts the vase with
the leaves of gold, which he disperses with his breath and adds: .".
..and there is nothing more than that wealth."
The assistants respond "Sic transit gloria mundi".
The candidate rises and the Venerable, holding the blue cincture, restates
the words in these terms:
"The degree to which we have just elevated you presents new labors, of
which the color of this cincture is an emblem, and which will serve to
remind constantly that you should hereafter renounce all earthly things that
you may attain the celestial." He will then present the gloves and say:
"You are already acquainted with their use, and their border is the
distinctive mark of your progress in our order." The Venerable will
continue:
"My son, we have words, signs and grips which serve in meeting one
another, and these were established by our great founder. "Your degree
is characterized by the response 'I am', which you will give to a person who
asks 'Who are you?' .
"The grip consists of taking the right hand of him who asks you, while
placing your left hand on your heart and inclining the head.
"The sign is to open the mouth while inhaling and exhaling loudly at
the same time looking skyward"
While demonstrating the sign to the candidate the Venerable inhales and
exhales loudly three times and says: "and I, by my breath, consecrate
you a new man, a man totally different from what you were previously and
which you will be from hence forward."
The Venerable will finish with a short lecture at his discretion, and
deliver the new companion into the care of the orator, together with an
order to explain the tableau by means of the catechism.
After the discourse by the orator the candidate will be placed at the foot
of the Lodge facing the Venerable, and his brothers
191
will chant the "Te Deum".
That hymn being concluded, the Venerable will rehearse the motto to confirm
the discourse of the orator, and after the adoration of the Eternal One,
will close the Lodge.
CATECHISM OF COMPANION
OF THE EGYPTIAN LODGE
Q.-Are you a Companion?
A.-I am, with the proof in my spirit.
Q.-What is that proof?
A.-My belief in God, in his intermediary, in the sacred rose and the
knowledge of myself.
Q.-How have you penetrated into the Temple of Companion, and what did you
observe?
A.-It is not without trembling that I dare answer such a matter; it is so
sublime, so superior to the ordinary knowledge of mortals, that I cannot
speak of it, except with reserve and apprehension. Increase my courage and
my strength by your confidence, as I have need for power to enter with you
into the grand mysteries, that you require that I unfold for you.
Q.-Since you have faith in the sacred rose, do you then recognize the
primary matter?
A.-I will never doubt its existence, but I am as yet not aware of all the
implications of its miraculous effects.
Q.-What is your age?
A.- Thirty-three years, with the hope of returning to youth and to reach it
spiritually in the year 5557.
Q.-Did you find much happiness in your forty days of meditation and prayer?
A.-No, but I know of the reason for it and its purpose.
Q.-What are they?
A-Every man who wishes to travel with profit in natural and supernatural
philosophy, must build in his heart a temple to the Eternal and search to
regenerate himself not only physically but also morally. It is necessary
that he employ all his efforts to discover the apostle and. the celebrant of
the grandeur and the Omni-
192
potence of God; he is obliged in
the highest degree to hide and render his individuality impenetrable to all
profanes.
The Eternal, in creating the primary matter, has endowed it with such
perfection, that it alone can serve and prolong the years of mortals, that
which it accomplishes through the redemption and the conduct of the forty
days with a love for the natural and spiritual being.
For the spiritual or natural operation, forty days is the time both
determined and necessary to perfect our morality and bring us to the desired
age."
This spiritual regeneration consummated and perfected, we have no further
need for protection or security from any mortal and one will be principal
and master, and with the continuance of the grace of the Eternal one can
conserve that power, so long as one conforms scrupulously to that which I
will show you.
Q.-You have such obligations. I find myself unable to assure you have mercy
.You will be able to count on my discretion and my obedience. May the sword
of the destroying angel punish me, if I should fail my promise.
A.-I command you anew to execute, word for word, what I prescribe, because
in following literally the method and the rules of our Founder, you will
never err.
Here are the seven commandments :
lst. Outside the temple; one never explains or interprets anything except
physically; while in the temple, one explains everything morally and not
physically.
2nd. Never, under any pretext whatever, does one raise any question about
any childish, vain or curious object, even should it be to the advantage of
the moral or the physical.
3rd. It is expressly forbidden to question or ask questions about persons
mortal or passed on to immortality, on any point which might injure the
reputation or harm the fraternity.
4th. Being an active Master, one must never, no matter what the motive,
answer any question raised either by himself or another,
193
concerning the society. The great Founder having ordered formally that any
given question should be clearly stated, and explained, without any
reservations whatever after the manner that the assistants intend and
understand.
5th. The labors of the Order being consecrated to the Eternal, each
individual, out of respect, should guard his celibacy on the day of the
lodge meeting. .
6th. If through prejudice or rumor a brother finds himself affected or
tormented by a scruple, he will be obliged to resort at once to the head of
his group to receive explanation and tranquillity.
7th. Since not all that is carried to the Temple is moral, it is necessary
upon entering it, to leave behind all mundane things and to bend all his
efforts and his soul to the eternal.
That is the condition which will be able to render us fit to 'Profit by the
language and lessons of the immortals.
Q.-Will the practice of these commandments suffice me?
A.-If you continue to conduct yourself properly, and wait patiently the time
fixed for the degree; if after you have broken the chains and penetrated
into the interior of our sacred sanctuary, you attain a place among the
elect, you will then be able to hope to merit the grace of becoming an
active Master, and to see the crowning of your desire.
Q.-What must I retain of these charges and what labors must I undertake ?
A.- You must obey patiently and with zeal the orders of your chief, and give
him constant proof of your respect and your faith in God; of your attachment
to our Order and of your love for your neighbor.
Redouble your efforts to cleanse yourself., not by austerity, privation or
outward penitence; it is not the body which is to be mortified and be made
to suffer; it is the spirit and the heart which will render us good and
pure. It is these which will rid you inwardly of all vices and fill you with
love of virtue.
194
Apply yourself to develop thc great
mysteries found in the circle of the four cardinal points, because without
that knowledge, you will never be admitted to that which is indispensable;
to learn the names and signs which are found on the angles of the sacred
star, and which are the chiefs in each hierarchy.
Remember always, that those notables and powers who will be the spiritual
creatures, are those men who have become immortal, or passed to immortality
and remember also that you will become idolatrous and guilty before God, if
you should ever give to any of these any sign of adoration. There is no
other supreme being, save only God, Eternal; He is all, He is the one unique,
who will both love and serve all beings, be they spirits; immortals who have
lived, now live, or will live; although they are his subjects, his servitors
and his inferiors.
Observe with care the movements, the positions and the words of the acting
master during the conferring of this degree. Note the stroke of the right
foot as he taps the floor, the perfect sign which he gives, the noble and
majestic mien with which the same is presented, the force and energy with
which they are expressed.
Q.- Why that position of the acting Master? Is it necessary?
A.- Because man having been created by God, in his own image, he is superior
to all other creatures; because while he works it is the expression of the
power God has granted him and which, .while never done with hauteur, should
nevertheless demonstrate the grandeur and nobility of his actions; his
persuasion, his triumph and his glory. There is no sign of pride or
arrogance, but of nobleness, strength, and dignity which inspire confidence.
Do not even imitate or injure yourself like those hypocrites who always on
their knees, their eyes lowered, and the body bent, never speak except with
exclamation while doing nothing except with baseness. Although respect and
sweetness are on their lips, insolence, envy and arrogance are in their
hearts.
Q.- What is the significance of the rap on the floor with the right foot?
195
A.- That the acting Master at that
moment raises his spirit to God, and that he is shedding the physical part,
that he may be occupied by nothing but his moral part.
Q.-Why does he raise his right hand with the fingers extended, and hold the
left to the rear ?
A.-To let his assistants know that while the Supreme Being is overcoming
chaos, it calls for that attitude.
Q.-Why does he whimper and pronounce the word Heloym?
A.-To teach you that the Eternal, through a perfect sign and with that
single word, grants the eternal life to the primal matter, through his
intermediaries, and to man.
Heloym signifies, I wish and I order that my will be done, and that all
shall be done accordingly.
Q.-In the tableau, what is the significance of the temple placed in the
middle of the heart?
A.- That there is no place but in the heart, that one must erect a. temple
to the Eternal.
Q.-Why do the sun and moon shine on the heart?
A.-That you may learn that you can never be perfect, until your
body shall have been purified by the celestial fire contained in the primal
matter.
Q.-What is the significance of the assassination of Mercury by a Master ?
A.-It is the emblem of the first physical operation absolutely necessary and
indispensable.
Q.-What do the three stones signify?
A.-It means that in order that primal matter may become perfect, it is
necessary that it be proved by three different changes.
Q.-What is the purpose of, and why must I always wear, the vestment known as
"talare"?
A.-Man having regenerated morally and physically, regains the great power
which was destroyed by the loss of his innocence. That power gains for him
spiritual vision and primarily it recalls that the physical vestment of
every man who is consecrated to
196
the Eternal must wear the
"talare". It is that which in all religions and at all times and
places was worn by the sacrificients, the priests and those men devoted to
God.
Although the ordinary clothing is sufficient for the profane, it is not
enough for us. Since ours should be perfect and sacred, it is necessary that
it had been blessed and consecrated by the spiritual beings and the
intermediaries who are between God and us.
Q.-How is it possible for our vestments to become consecrated the same as
the vestments we are wearing?
A.-By making yourself fit to wear it and by being witness to the
communication between man and the intermediaries.
Q.- Where is the place of this celestial traffic between the spiritual
beings and man?
A.-Inside the temple where you acquired the greatest knowledge.
Q.-Can I receive this as well in my own apartment?
A.-No, but here is something which it is permissible for me to give you for
your consolation. When the period of your 1abors as companion terminate and
your good conduct proven, you will be admitted inside that temple. There you
will find a chief vested with the authority and supreme power to purify you
according to the laws of the Founder, and give the consecration of all those
things which are necessary.
RECEPTION
OF MASTER OF THE INTERIOR
OF THE EGYPTIAN LODGE
PREPARATION OF THE LODGE
The Lodge should be decorated in
sky blue and gold; it should be decorous, well arranged and well lighted.
The throne is elevated three steps and should be occupied by two persons
representing Solomon and the King of Tyre. At their feet should be a. blue
cushion, embroidered in gold, with four loops also of gold, and on the
cushion is an epee or sword, having the guard on hilt in silver gilt and the
blade also in silver gilt with the seven planets engraved on each side.
197
The covering of the throne should
be blue, fringed with gold; behind and above the head of the Venerable, on a
piece of blue silk, there should be a star of seven points bearing in the
center the name, Jehovah. This star and the name should be embroidered in
gold, the star surrounded by rays embroidered in spangles of gold.
There should be for the recipient of this degree a large red cord; gloves
trimmed in the same color and an apron of white lamb skin, doubled and
bordered with flame-colored sarin, with rosettes of the same color in the
four corners, and in the center a globe of gold, traversed by the zodiac,
with the signs of the seven planets embroidered in silk. This globe is
suspended in the blazing star of the seven angels by means of a loop of
silver.
TABERNACLE
The Tabernacle should be over the throne, facing the lodge. Its exterior
should be hidden by a great glory whose rays are of gilded wood. On the
right side is a small window closed by a slide, and on the left side is a
door with a small stairway, opening into the room. In its arrangement,
dimensions and proportions it should conform to the tabernacle of the mother
lodge.
TABLEAU
In the upper part of the tableau, there should be represented a phoenix in
the center of a burning pyre. Under the phoenix, a sword with a cross of St.
Andrew, together with the caduceus of Mercury. Below the sword and caduceus,
at one side, Time in in the guise of a fine, robust, old man having large
wings at his shoulders; and on the other, facing Time, a Mason dressed as a
Master in a green frock coat; hussar type boots and a red cordon; and in his
right hand a sword prepared to strike off the wings of Time. At the right of
the Mason is an overturned hour glass and broken scythe of Time.
VESTMENTS
OF THE VENERABLE
The two principals, or Venerables, should each be clothed in a white talare
with sky blue stole bordered with fine gold lace and
198
having embroidered in gold along
its length the names of the seven angels. At its ends each stole should have
embroidered in the same manner the sacred name of God. A fringe of gold
finishes each end.
The great red cordon supports by its two ends a plaque which should be
embroidered with stitches of silver, showing a rose in the center, bearing
tbe inscription "Primal Matter" and below the mottos "I
believe in the rose".
They also wear their hair short, and their feet are clad in slippers or
sandals, white in color, embroidered and tied with a blue ribbon or rosette.
These are without buckles.
The two Venerables should be clothed in their vestments by the Masters who
during this time chant the 'Te Deum". The Grand Inspector is the one
who directs and presides over this ceremony, since it is numbered among his
duties. The vesting is done in a place immediately adjoining the lodge room
where there is a closet for this sole purpose.
DISCIPLINE FOR
THE MASTER
The lodge or inner chamber should consist of at least twelve persons, not
including the two Venerables. The acting Venerable Masters bear the names
Alexander I, II or III according to their
seniority of consecration.
Each of the twelve Masters should bear the name of one of the twelve
prophets below and should be clothed in the vestments shown in the tableau.
Samuel Zachariah Daniel
Solomon Isaiah Hosea
Elias Jeremiah Jonah
EIijah Ezekiel Amos
The Venerable assigns to the candidate the name of a prophet unassigned, and
imposes on him the obligation of bearing it all his life and never to take
or sign another name so long as he writes or works in a lodge of our rite.
To his name, Samuel, for example, he will add "of the first lodge"
should he be from the mother
199
lodge of Tryon, or "of the
second lodge", should he be from that of Paris.
No Master should ever enter the inner chamber with hat or cane; he should
always be bare headed and with sword in hand. After all are assembled in the
lodge room, the Venerables must choose two companions, or if there be none,
two apprentices, to guard and act as sentinels, drawn sword in hand, outside
the lodge.
CHAMBER
OF REFLECTION
The furniture and the decoration of that chamber should be very gay. The
tableau represents a young man clothed as companion, seated on a stone in
the middle of a forest, having the air of a man fatigued and deep in
meditation and profound reflection. About him are some broken chains and
some broken instruments of punishments.
Some Furies prepare to leave and retire. There is a rainbow above; and over
that a pyramid, before which should be a Master in uniform with his cordon.
He should have an attitude noble and determined, bearing his sword in his
right hand and the caduceus in the other. With his sword he gives a sign of
encouragement for the companion to enter the pyramid, and with his caduceus
he points to the rainbow composed of the seven primary colors. The sky
should be pure and serene.
At the base of the tableau should be written these words "Conquer or
die; reflect before you undertake!"
In the four corners, there are circles formed by a serpent biting his tail.
In the middle of each circle the initial of the four cardinal points. The
candidate should be left to his meditation and remain in this chamber at
least an hour.
One of the two Masters, who should be sent to the Chamber, will give him a
proper and appropriate discourse to explain the emblems in the tableau.
During this discourse the companion should be on his knees. The companion
should be clothed in a talare, his hair disheveled and tending to hide part
of his face. Before he leaves the chamber of reflection, the two elected who
are
200
designated to prepare him, should
try, by means of discourse and adroit questions to discover if the candidate
is patient and obedient. They should try to make him understand that despite
the time that has passed during his companionage the Masters feel that there
is need of several more years before he can be admitted among them. If in
spite of these misleading statements. the candidate shows by his responses,
a complete submission and obedience to his superiors, the two elected give
him hope of being accepted, and one of them returns to the lodge to inform
the Venerables of the condition in which they left the candidate.
OPENING
OF THE LODGE
The vesting of the Venerables having been completed, the lodge properly
guarded and well-tested by the Grand Inspector, they take their place
standing before the throne. The Acting Venerable will say:
"To order, my brothers, in the name of the Great Founder of our Order.
Let us seek to act and work for the Glory of God, from whom we obtain the
wisdom, the power and the ability. Let us try to obtain his protection and
his mercy for us, for our sovereigns and for our neighbors. Join your
prayers with mine to implore for me his help and his light which are so
necessary."
That being said. the two Venerables go to the middle of the room, and
turning to face the name of Jehovah, they kneel as do also all the
assistants, and the acting Venerable will commence the invocation in these
terms :
"Oh, Thou Great God, Thou art supreme and sovereign, we pray Thee from
the depths of our hearts, by reason of the power which Thou has showered
upon us according to our founders, that Thou permit us to make use of and
enjoy that portion of Thy grace, which came to us on the invocation of the
seven angels who surround Thy throne. Thus we operate and work without
violating Thy orders or destroying our innocence."
The prayer over the two chiefs together with assistants, prostrate
themselves on the floor and remain there until the Venerable
201
raps on the floor with his hand,
which serves as a sign to rise and take their places. All being seated, the
acting Venerable will give a discourse fitting the occasion and states that
the term of five years companionage of the candidate has expired and that he
begs the privilege of being received as Master. He then demands that all
give their opinions, truthfully and conscientiously, concerning the morals
and conduct of the candidate. Should one of the brothers allege any motive,
grievance or complaint against him, he should announce it at once to the
entire lodge, and the Venerables should then decide by vote whether to admit
or reject him. If the lodge consent by unanimous vote in his favor, the
acting Venerable will chose two of the elected to go to the Chamber of
Reflection where the candidate should be found. When the Venerable has been
informed, by the return of one of his deputies, of the good character of the
candidate, he will address the Grand Inspector and order him to go search
for and introduce the Dove, (1) who ought to be found ready, and properly
vested in the adjoining room or cabinet. The Grand Inspector should lead the
Dove to the feet of the first Venerable, who should himself, or his deputy
and no other, clothe the Dove according to the prescribed form, which is a
white talare, shoes equally white, trimmed and tied with a sky blue ribbon;
a cincture of blue silk and the red cordon from right to left.
Thus clothed, the Venerable will say to him: "By the power the great
God has granted to our founder, and by the same which I hold from him, I
invest you with this heavenly vestment."
He then will give a discourse concerning the sanctity and the grandeur of
the mystery which will follow. After the Dove is completely clothed, the
Venerable will cause him to kneel, then holding his sword in his hand and
striking the right shoulder of the Dove, will cause him to repeat word for
word these words, "Oh God, I humbly ask Thy pardon for all my past
faults, and beg that Thou give me the grace, according to the power which
Thou gavest our founder and which he gave to my Master, of a promise of
acting. and permitting me to labor, according to his commandment and his
intention."
202
After this the Venerable will
create the Dove, by blowing his breath over him three times; he will then
give her unto the hands of the Grand Inspector who will conduct her into the
Tabernacle. The interior of this is entirely white; in it should be a small
table upon which should be placed three candles and a small stand; the Grand
Inspector after having accompanied the Dove and having shut her in the
Tabernacle, will take from it the key which should be attached to a long
white ribbon, and will present it to the Venerable, who will hang the ribbon
around the Inspector's neck and order him to place himself, sword in hand,
at the foot of the stairs by which the Dove had climbed.
The acting Venerable will rise, and will say again: "To order, my
brothers." They will all rise, and the Venerable, going to the middle
of the room, will turn and face the tabernacle.
The circles having been formed and the sacred words pronounced, he will help
himself to the power which the Grand C.. has given
him to obligate the angels " AN.." and the six: other appearing
before the eyes of the Dove, and when he has given notice to all in his
presence, the Venerable will charge her, by virtue of the power which God
had conferred to the Great Founder, and which he had accorded him, to demand
of the angel "AN.." if the subject proposed for Master according
to his merits and other qualifications should be received, yes or no.
On affirmative response of the angel to the Dove, the twelve elected will
bow their heads to thank the Divine one for the grace which had been granted
her, which was manifested to them, through the appearance of the seven
angels to the Dove. The Venerable will order the Dove to be seated, as well
as the rest of the members of the lodge, and he will proceed to the
reception of the candidate.
The Venerable, beginning again, will with his sword describe four circles
toward the four cardinal points, commencing with the North, then South, East
and West, then he will describe another, over the head of each of his
assistants and will end with one last facing the door. Finally he will take
a tack which he will place
203
in the center of the lodge, and
with the aid of a golden string and a piece of white chalk draw a circle six
feet in diameter, in which the candidate will be placed.
In the four sections of the circle, he will have braziers for burning the
following:
In the North - incense
In the South - Myrrh
In the East - Benzoin
In the West - Balsam Peru
Under the braziers there will be traced the four characters known by the
Venerables, one of whom will remain seated and the other will remain
standing before the throne, sword in hand. At the right will be the Orator
carrying the four perfumes. The acting Venerable will order the assigned
brother to return to the chamber of reflections. to take the candidate and
conduct him just outside the door, placing him between himself and his
assistant. The three arriving at the door, one of them will knock once. The
Venerable having heard them, will cause the bolts which close the doors, to
be opened immediately, that the three persons may enter. The two elected,
who accompany the candidate will conduct him directly to the middle of the
circle drawn on the floor, where they will leave him and retire to their
places.
The Venerable will again give the discourse beginning "Man..etc."
and having completed it and having told the candidate, that if he sincerely
desired to come to a knowledge of the Great God, of himself and of the
Universe, it will be necessary for him to subject himself to a promise and
take an oath to renounce his past life and arrange his affairs in a manner
fitting a free man. The candidate will kneel arid repeat word for word the
obligation which will be given by the Venerable.
The obligation over, the assistants will kneel and the candidate will
prostrate himself and while he is thus extended at full length within the
circle, his face to the floor, the Venerable following the Orator will throw
a pinch of perfume into the brazier and returning to the candidate, will
recite this psalm (Psalm 51).
204
"Great God, have pity on this
person M.N., according to Thy great mercy and
remove his iniquity, according to the multitude of Thy good works; cleanse
him more and more of his sins and purify him of his offenses, because he
recognizes his iniquity, and his sin is always against himself ; he has
sinned only against Thee, he has committed error in thy presence, to the end
that Thou wilt be justified in Thy promises, and victorious in Thy judgment.
Thou seest that he was born in iniquity; that his mother conceived him in
sin. Thou hast loved the truth; Thou hast unfolded to him some uncertain
things, and the secrets of thy wisdom. Thou bast purified him with hyssop
and he will be clean; cleansed him and he will become whiter than snow. Thou
wilt make him understand the word of consolation and joy and his bones which
Thou hast humbled, will tremble with happiness; turn thy face upon his sins
and pardon his offenses. Oh God, make his heart clean within him and renew
the spirit of justice in his bowels; turn not thy countenance from him;
grant him the joy of Thy healthful assistance and fortify him with a. spirit
which he will freely work for Thee. He will understand Thy ways with the
unjust, and the impious will tum to Thee. Oh God! Oh, God of our Salvation,
deliver him from evi1, and his tongue shall sing with the joy of Thy justice,
Oh Lord. Open his lips and his mouth will give forth Thy praise. If Thou
wishest a. sacrifice, he will offer it. Sufferings are not agreeable unto
Thee! The sacrifice which God demands is a chaste spirit. Oh God, Thou dost
not despise a contrite heart and humble. Oh Lord, in Thy benevolence, spread
Thy good and Thy grace on Zion, before the walls of Jerusalem are destroyed.
Thou wilt accept then the just sacrifice, the offerings and the burnt
offerings. These we desire now to offer on Thy altar. We pray Thee, great
God, to grant him the grace which Thou gavest our Great Founder."
The Venerable will retire to a place near the throne, but, remaining
standing, will indicate that the brothers rise and remain so, while at the
same time indicating that the Orator should assist the candidate to arise,
and to conduct him before the Venerable.
205
The Orator will place the candidate
before the .first step of the throne and cause him to kneel with his right
knee on that step, his left leg extended to the rear. At that instant the
Venerable will make him a Master by breathing three times in his face, at
the same time decorating him with the red cordon and presenting him the
Apron and gloves after which he will be blessed and consecrated by the
angels, as by Enoch, Elias and Moses. The Venerable will then give him a
discourse on this subject, the same as the Great Founder himself gave to all
the Venerables under the same circumstances. The ceremony over, the
Venerable will approach the Orator and cause him to conduct the new prophet
to the place for which he was destined, which should be at the right of the
throne. Then all will be seated and the Venerable will give a discourse
which had been communicated by the Great Founder and ordered to be given at
this time. He will end with this prayer:
"Oh Lord, remember Thou our Great Founder and Master, and all the
goodness to which he was a witness. As he swore before the Lord and made a
vow to the God of Jacob. If I enter, said he, into the rooms of my palace;
if I lie down on my bed or couch; if I permit my eyes to sleep or eyelids to
close; if I lay down my head, it is only when I have found a home for my
Lord and a Tabernacle for the God of Jacob. We have heard said that the ark
was in the land of the Ephraimites. We have found it in the forest; we
entered into his temple; we adore him the place which serves him as resting
place. May Thy priests be clothed with justice and may your saints be joyful.
In consideration of our Great Founder, Thy servant, turn not thy face from
those saints. The Lord has sworn our Founder a great oath, and He will not
violate it; He spoke, 'I will establish on your throne, the fruit of your
loins, if your children guard my alliance and the precepts which I will show
you, they and their posterity will inherit your throne, eternally, because
the Lord has chosen Zion; He has chosen it as His habitation. It is the
place of my rest forever. I will live here, because it is the place I have
chosen. I will bless the widow with
206
my benedictions; I will provide
bread for the poor. I will clothe my priests with any saving grace, and
their saints are rapt with joy. It is thus, that I will demonstrate the
force and power of your founder. I have prepared my lamp for my saints. I
will cover their enemies with shame and confusion, and the glory of my
sanctity will live forever in their minds'."
The Venerables as well as the assistants rise, and the acting Venerable
going to the middle of the room, and turning to face the Name of God, will
order the Dove, by virtue of the power which he holds from the Great Founder,
to demand of the angels if the reception which was given was perfect and
agreeable to the Divinity. The sign of approbation being given by the angels
to the Dove, the Venerables and assistants will prostrate themselves and
will in their hearts give thanks to the great God for all his grace, with
which they were favored.
The Venerable will close the lodge, giving his benediction to all his
assistants in the name of the Eternal and of the Great Founder.
CATECHISM OF MASTER OF THE
EGYPTIAN LODGE
Q.-Whence came you?
A.-From the interior of the Temple.
Q.-What did you see in the Temple?
A.-A Dove, very beautiful and very favored of God; a sanctuary blazing with
light; a tableau revealing allegorically the greatest secrets of Nature and
a brilliant star over the heart of each of the venerables.
Q .-What does that star show ?
A.-A beautiful rose, around which there are two inscriptions, the one
consisting of these words "I believe in the rose" and the other of
these "Primal Matter."
Q.-What does that rose signify?
A.- That it is the emblem of that primary and precious matter, of which
there is constant mention in all the writings of our doc- trine, and which
is found in the hands of all the elected.
207
Q.-What is the use and what are the
duties of the Dove?
A.- They consist of serving as the intermediary between the angels of the
Lord and the elected; to give knowledge to these latter of the divine will
and finally to convince them of the obvious existance and great power of God.
Q.-What does the sanctuary contain?
A.- The sacred name of God, placed in the middle of a blazing star.
Q.-Give me, I pray you, an explanation of the tableau; what does the phoenix
signify ?
A.- That a true Mason will be reborn from the ashes; that it will be
possible to renew and rejuvenate himself at will, like that bird; so it is
certain that it can be said et renovabitur plumas meas. (2)
Q.-What is the significance of Time and of the Master who clips his wings?
A.-Since a good Mason has lately come to snip the wings of Time, his life is
endless.
Q.-What an be said about the broken and destroyed instruments of torture?
A.- That a Mason having obtained that degree of power, death no longer has
any fear for him.
Q.-What is the significance of the overturned hour-glass?
A.-For the immortal man, the measure of time becomes useless.
Q.-What does a sight of the interior of the Temple mean to you?
A..- The most sublime knowledge.
Q-How do you know that?
A.-Because there was communicated to me a portion of the power which God of
his good will granted our Great Founder, and through it, permitted me to
regenerate a man who was lost.
Q.-How were you occupied in that interior?
A.-In glorifying God and accomplishing those duties laid down by our Great
Founder.
Q.-What are those duties?
208
A.- They are entirely spiritual and
are none other than those which will gain admission into the temple of God,
where one occupies himself in the same manner that Solomon once did in
presence of all the people, while he consecrated the temple, which he
erected to the Eternal.
Q.-What do we find in the middle of the Temple of Solomon?
A.- The true tabernacle, the resting place of innocence. At the sound of the
invocation, the Eternal manifested his power in favoring that place by the
presence of all the angels, archangels, Seraphims and Cherubims.
Q.-How did Solomon commence his duty?
A.-He descended from his throne, he laid his hand, with fingers extended on
the head of the Dove, and struck it with his sacred sword and made it a true
sacrifice which he offered to the Supreme Being. He carried it into the
tabernacle and offered up his prayers and invocations in a manner so dear
that all the people understood. His duty and his confidence were so perfect,
because he showed evidence of those graces spread among all men.
Q.-Did our Grand Master always practice and follow the same method?
.A.-Always. However, all the duties were performed according to his
constitutions and ordinances, and were constantly crowned with greatest
success; but it is necessary to conform exactly and scrupulously to the
commandments which are prescribed in the catechisms, because without that,
one runs the risk of incurring that which once came to the ministers of the
Temple of Jerusalem after the death of Solomon. These ministers combined
their ideas and built the tower of Babel. It resulted in errors without
number; schisms as well as idolatry, which the man fi1led with pride sees
again today in his dismal surroundings.
Q.-What is the significance of the sacred pentagon made of paper according
to the art?
A.- The pentagon is the fruit of the great work of moral regeneration
through the retreat of forty days, which all the truly elected
209
of God have made. During that time
one divides his twenty-four hours as follows:
Six hours are employed in reflection and rest.
Three hours are consecrated to prayer and a sacrifice to the Eternal.
Three times three, or nine, are intended for sacred matters. The last six
hours are reserved for conversing together and recording the lost powers,
both physical and moral.
Q.-What does the pentagon represent?
A.-Enoch, Elias and Moses, which we know; the last at the exodus from Egypt
and after he had made the journey with pain and fatigue, carried with him a
number of things chosen by the voices of the angel of the Lord, took them to
the top of Mount Sinai. There he made a retreat of forty days, and while
there he made and perfected the sacred pentagon, written and engraved with
the names and signs of the seven archangels; as well as the sacred writing
which God gave him; and as Moses retired to that Mount; he ordered Aaron to
remain at the foot and guard against intrusion of the people of Israel
either because of pride or curiosity. He carried the sacred pentagon to
confirm the power of the Eternal, to afford knowledge of truth and give
proof of the great power accorded to man.
There were also, many other elected favored of God and .favored of Moses, of
whom I would like to talk to you but I am bound to tell you that after
having accomplished that great feat there was nothing more to be done,
"Qui potest capere, capieat". (3)
Q.-What do you mean by nothing more to be done?
.A.-As soon as a man possesses the sacred pentagon, he has no need to give
up the triangular cubical stone, nor to change the stones into bread.
Man aspires constantly to have perfect repose, to possibly obtain
immortality and say of himself, ego sum, qui sum. (4)
Q.-How are the six hours for reflection and repose used?
A.-To permit each Elect to enjoy himself as may be; for medita-
210
ting alone; for refreshing the
physical self by sleep; or by a cessation of mental activity, all labor is
suspended during these six hours.
Q.-What happens during the three hours consecrated to the sacrifice to the
Eternal?
A.-One prays, one adores, and one entreats for the physical and the moral to
be cleansed of all impurities. The catechism of the apprentice requires that
prayer, as well as sacred invocation and the commandment given to the
archangels be used to obtain knowledge of the true words and signs belonging
to the art.
Q.-How are the three times three, or nine hours, allotted to the sacred
works occupied ?
A.- These nine hours, divided into three parts, are used to prepare the
virgin paper as well as the other articles which are to be consecrated
during these days, that they may be used for presentation on the
thirty-third day in the room newly built for that great purpose.
Q.-For what are the last six hours employed?
A.- They are reserved for recreation; for conferences; for preparation,
according to ancient methods, of the different colors which are necessary
each day and finally to dispose, fulfill and satisfy our needs.
Q.-What sort of place is to be chosen for this important recreation?
A.-One prefers a very high place, and if possible a mountain uninhabited and
well hidden from the eyes of mortals, on which is built the pavilion
according to the proper and convenient proportions; and one should tell no
one of the day on which he will leave. It will be necessary to assemble in
advance all the articles necessary, which are the instruments of the art
according to Moses; the furniture; the utensils; the vestments; etc.
Q.-What do you mean by the instruments of the art?
A.-They are different objects, such as the ceremonial cloth and others. The
ceremonial cloth is of yellow silk of which you will recognize the
importance and thc necessity when you are
211
instructed in the manner in which
it will be necessary to consecrate the pavilion and the instruments of the
art.
Q.-What is the pavilion called?
A.-Zion; to teach that it. was on the Mount of Zion that God revealed
himself to man.
Q.-I beg of you to give me the details of the pavilion, including its
dimensions.
A.-The pavilion must be built expressly for that purpose and destroyed when
that purpose has been fulfilled. It is three stories high. The chamber on
the third floor should be a perfect square, eighteen feet in height as well
as length and breadth. The four windows placed in the middle of each side
should be ova1, three feet high and four feet wide. There is but one door
for entrance to this room, and it should be built in such a manner that each
person alone may open or close it at will. This room should be entirely
white, without any other color.
The second chamber or cell in the middle story has no windows. It should be
perfectly round and of a size to contain thirteen beds, solely for the
repose of the twelve Elects and of the Chief. There should be a lamp in the
middle; and there should only be such furniture as is absolutely necessary.
When the third chamber is to be destroyed, the second chamber will be called
Ararat, to teach that the ark rested on the mountain and that perfect repose
is destined for the Elect of God.
The first or lower chamber should be of a size suitable to serve as a
refectory. It should be surrounded by three closets of which two are to
contain the provisions and other necessary articles, while the third is to
contain the instruments and utensils which are required for the operations
or purposes of the retreat.
It should be built in a place, if possible, where there is running water,
because once the pavilion is entered no one may leave before forty days have
passed.
Q.-What is the intention of that great operation?
212
A.- That your soul may be exalted;
that your heart may be filled with love for the eternal; and double the
knowledge which our great founder received from the last mystery and which
is permitted to be revealed to you.
After the thirty-third day and also after the fortieth the Supreme Being
will accord to the assistants the ineffable favor of revealing through the
seven archangels the seal and signs of those immortal beings, which are
engraved by each on the virgin paper.
The operation having been consummated and complete, the man who had the
pleasure of being numbered among the Elect, attains the acme of glory and
happiness. He becomes master and chief worker without the help of any mortal.
His spirit is filled with divine fire; his body becomes also like that of a
most innocent child; his perception boundless; his power immense; he will
contribute to the propagation of truth in all the world, and .finally he
will have a perfect knowledge of the grand class, as well as the good and
evil of the past, present and future. The Elect who has made that retreat
receiving for himself the sacred and unusual pentagon, embellished by the
seven seals and by the seven signs of the seven primitive angels. He
receives in addition seven other pentagons which he should present to those
seven persons, men or women, whom he should prefer and desire to interest
further. Each of these seven pentagons should combine on the virgin paper
the seal and sign of one of the seven original angels. But whereas the Elect
will be able to correspond and communicate with all the seven original
angels, the possessor of one of the secondary pentagons will not be able to
see or communicate with any except the angel whose seal and sign is shown on
the pentagon which he has been given.
Each of these seven persons should enjoy to the utmost the perogative of
being able to operate and work as master and commander of the seven
archangels and all of their hierarchies, but under the restriction of which
mention is made in the
213
first catechism, and subject to the
intent of the three philosophies.
The perfect Elect enjoys that first power but does not command the immortal
except in the name of God; but the person whom he has favored by a secondary
pentagon may make use only of the second which is limited; and he cannot act
and command except in the name of his master and by his will of which he is
unaware, as well as that which is detailed in the apprentice catechism.
Q.-Will you climax your kindness now by telling me how the physical
regeneration is accomplished?
.A.-By a retreat similar to the forty days. One retires during this time
with a friend, one conforms to the regimen prescribed by the founder, one
takes three pinches or three grains of the primary matter and one will find
perfect regeneration.
Q.-What will be the result of this action?
A.- The old man will disappear and the new recommence his course. That
regeneration will renew him with the same success , for another fifty years,
the same as that which it pleased the eternal to give him originally.
Q.-Is there any example of a similar regeneration?
A.-Certainly, the scripture gives you one about Moses. It tells you how
Moses after the retreat of forty days and forty nights on Mount Sinai to
form the sacred pentagon, returned a second time to that mountain and
remained there again for forty more days and forty more nights.
The scriptures in like manner inform that after that second absence, Moses
returned with a force so brilliant and refulgent with light, that the people
could not bear the sight and he covered his head with a veil. The mystery of
that enigma is that in the second retreat, Moses secluded himself with his
friend Hur for physical regeneration and because at his return his face was
so rejuvenated and so changed, he had to hide that phenomenon from the
people; he would not speak or communicate to them again without covering his
head with a veil.
214
NOTES
1. It is not clear whether the dove is a man or a woman, who is a member of
the Adoptive Rite. It appears to be of no importance, as Cagliostro
mentioned in several places, as the dove is purified according to the ritual
and made such by the acting Master.
2. And my feathers will .be renewed.
3. Who can comprehend, comprehends.
4. I am that I am.
* * * *
![prod.jpg]()
la padania 13 /10.....
Duro intervento in aula del
senatore Leoni: «Alcuni politici si vergognano di dichiarare la nostra
fede»
«Prodi tradisce il mondo cristiano»
giuseppe leoni
Roma - Inizio il mio discorso con la massima “Dare a Cesare quello che
è di Cesare”, in riferimento alla mozione, tramite la quale proprio
la Lega ha offerto al Parlamento la possibilit di pronunciarsi su un
fatto molto rilevante nel mondo della politica. Tuttavia, l'ampia
discussione che si è svolta, purtroppo, non arriva all'esterno del nostro
mondo, visto che la Rai ha preferito non far sapere come ben pensano, chi
sono e come si comportano nei confronti di Sua Santit i
parlamentari.
Ciò che più mi preoccupa e che non dobbiamo dimenticare, assieme
all'assurda e strumentale risposta del mondo islamico e le scuse pronte da
parte della nostra Chiesa, è il fatto che abbiamo religiosi in giro per
il mondo, che rischiano la vita in prima linea, come è avvenuto il giorno
dopo per quella suora italiana in Africa.
Non dobbiamo dimenticare che i nostri martiri - la nostra gente - muoiono
per un progetto di amore, mentre i martiri per l'Islam muoiono per poter
portare morte in mezzo alle persone. È questa la grande differenza che c'è
tra la nostra religione e le altre.
Il primo ministro, però, come cittadino e cristiano cattolico mi ha
lasciato fortemente perplesso e preoccupato. È proprio su questo punto
che voglio spendere i miei pochi minuti di intervento, pervenendo ad una
riflessione che voglio svolgere ad alta voce.
È risaputo che il progetto massonico teorizza che il modo migliore per
controllare socialmente e demograficamente l'umanit è la
diffusione del vizio e dell'immoralit e la creazione di societ
multirazziali, con lo scopo preciso - c'è, infatti, uno scopo preciso -
di rovesciare e distruggere il cristianesimo, unico punto di forza e
testimone fondante della nostra societ .
Non faccio il poliziotto di mestiere, ma mi riferiscono che il nostro
presidente del Consiglio è un frequentatore assiduo di logge massoniche e
che in una convention ad Aquisgrana, negli anni Ottanta, è stato
investito di grande poteri e responsabilit . Non si può servire
Dio e mammona in contemporanea.
Dicono anche che c'è una pratica di esoterismo e di magia, altra funzione
fortemente criticata dal mondo cattolico. Mi interrogo sulla risposta del
presidente del Consiglio nei confronti del Santo Padre: “Ma si faccia
difendere dalle guardie svizzere”. In un clima di minaccia planetaria
verso il Papa mi ha lasciato terrorizzato il disinteresse di una civilt
che il nostro Presidente - se questo mondo serve - spero vorr
abbattere. La logica l'ho trovata nel cognome del nostro presidente del
Consiglio: prodi è l'imperativo del verbo prodeo e significa «esci
fuori», ma anche «tradisci». Mi chiedo allora se vuole tradire il
mondo che vuole rappresentare come cristiano. È questo che voglio capire
perché il nostro Presidente, in nome della carica che ricopre, ha
ricevuto l'ordine magari da quel mondo di cui continua a far parte.
Il nostro presidente del Consiglio quando ha ricevuto la confermazione e la
cresima è diventato un soldato di Cristo e come tale non può delegare
ad altri la sicurezza del Santo Padre; avrebbe quindi dovuto esprimersi in
prima persona, impegnando in prima persona se stesso e anche il Governo e
tutto il Paese che rappresenta. Forse però il detto «morto un Papa se
ne fa un altro» giustifica come vanno le cose. Penso che il nostro
compito sia quello di attivarci in tutti i modi per garantire a Benedetto XVI
una lunga vita perché con i suoi insegnamenti possa illuminare le
nostre menti oscurate in un momento di secolarizzazione della nostra societ .
La droga che vive nel nostro mondo, come abbiamo avuto modo di apprendere in
questi giorni dai giornali, sicuramente non è la massima espressione di
tutti noi che rappresentiamo il Parlamento.
Cosa dire poi del rifiuto dell'Europa nell'inserire nella propria Carta
costituzionale le radici cristiane? Il nome Benedetto, scelto dal cardinale
Ratzinger è un messaggio preciso al popolo cristiano, perché san
Benedetto fu il primo a raccogliere i resti dell'impero romano e a
organizzare territorialmente la nascita di un'Europa con le fondamenta
cristiane fino in fondo. Mentre adesso difendiamo l'operato, su iniziativa
della Lega, del Pontefice, in altre situazioni politiche però ci siamo
vergognati di dichiarare il nostro cristianesimo, com'è avvenuto nel
momento della predisposizione della Costituzione europea.
NAME :FRATER
GORDEEV SERGEI EDUARDOVICH OF THE
RUSSIAN ILLUMINATI
Senator; Member of Russian
Federation Union committee of Science, Education, Culture, Public Health and
Ecology. A representative head of counsel RF of federal assembly from
Ost-Ordinsky autonomous region Russian Federation (since 23.03.05 till
01.11.09); informally – very famous raider and millionaire.
BORN
22.11.72 in Moscow
Passport P-SB N708625
exp. 17.01.89 Moscow 134
Residence: Russia
Address: Russian Federation, Moscow,
Novie Cheremushki Str., 29A-5A-12
Previous living address: (before 1998) Moscow, Akademika Pilugina Street,
8-1-289, phone +7495 1323109
Till 23.09.98 – founder “Rosbilding”
At the present time: the head of “AN
ROSbilding” (№ 40702810500000500000 BIN-Bank),
registration date 31.03.98 Address: Moscow, B. Marfinskaya Str., 4 Phone +7
495 9791563 Since 1999 – a member of counsel managing union of
International Bank of Trade and Collaboration (now it’s a
bank-bankrupt since 2001)
The others owners of Rosbilding
Group are:
Tulupov A.V., Mamiashvilli M.G.,
Cherkesov.
![Sept 06 028.jpg]()
Another day at the New York Rotary
Club HQ's with Director and illuminati puppet
master Giorgio Hugo Balestrieri of the P2/GLADIO Network...
![images.jpg]()
THE
INTERNATIONAL UNIVERSITY IS A MIND CONTROL
EXPERIMENT IN THE HANDS OF THE
EVIL ILLUMINATI
BASED ON
AN INTERNATIONAL EURO-ASIAN ACADEMIC
NETWORK RESEARCH IN Higher Practical Mental Sciences
Neurosciences - Tibetan Mysticism -
Scientific Hypnosis - Western and Oriental Esoteric Paths of Power and
Therapy
Based on an International Academic
Euroasiatic Network for research in the hands of the French illuminati of
the false Priory of Sion also members of the Monte Carlo P2 Lodge,this
project is sponsored by the EU.
Senior illuminati and Freemasons
involved include Rene' Lion , Jean Pierre Giudicelli , Dr.Marco Paret,
Jonothon Boulter and Dr.Davide Moiso.
Direct Phone: 39 (0) 348 22.13.449
Answering Service/Fax: 44 (0) 171 691.7847
HOME OF THE
PRACTICAL TRAININGS IN:
NLP 3
INSTANTANEOUS ENNEAGRAM
TIBETAN MEDICINE
TIBETAN PSYCHOTHERAPY
TEMPLAR TRADITIONS
ENNEAGRAM
All ways of brainwahing you further
into deception and more lies built by Satan and the New World Order to stop
believing in the one true God.
SO REBEL AGAINST
NLP3 AND ALL OTHER KINDS OF NLP BECAUSE IT
IS SATANISM BUILT BY THE
INTELLIGENCE TO SUPPORT THEIR EVIL EMPIRE.
Leo Lyon Zagami
![ohio32small.jpg]()
Why there is now a Vatican project
specificaly dedicated to investigating the implications o contact with extra
terrestrial races?
At Mount Graham in Arizona , the
Vatican in reality mantains its own UFO observatory
, staffed with Jesuits for the purpuse of doing black magic and working on
very detailed astronomical calculations for their so called alchemical work.
This dark approach to the Royal Art
of Alchemy is operated unfortunately by the Jesuits with the use of evil
Jinns serving Satan himself the owner of Vatican HQ's.
Another important role for the complex astronomical calculations is the
possibility of tracing the coming of a true Messiah and the return of the
true spirit of Jesus in the end of times , something they obviously dont
want in Rome.
The jinn concept offers a logical
approach to looking at UFO's, cryptozoology,
apparitions, magic, demons, monsters and many other mysteries.
Amidst all the far-flung theories
presented to account for the presence of alien beings such as:
Intergalactic travel
Travel from the future
Travel from the Inner Earth
Archetypal projections from the Collective Unconscious
very little consideration is given
to the concept that some of them simply exist on the earth in a way that
isn't generally perceptible to us.
We continue to assume that we can
perceive everything that is "real" with our 5 senses despite all
the evidence to the contrary. An overzealous belief in a science and
philosophy of materialism has probably resulted in an irrational amount of
faith in our physical senses.
Human beings are extremely
susceptible to the fabrications of the jinn. We believe what they want us to
because their impressive materializations and deceptions are tailored to fit
our fantasies and belief systems.
The jinn are real entities living
on this earth which are normally invisible to us. The name comes from an
Arabic word meaning "to hide or conceal". They don't live in
bottles or adhere to the fairy tales told about them. They can be deceptive
and influential. They are movers behind the UFO mystery
as well as many other mysteries. Every culture shows the imprints of their
influence in its religion and mythology.
There are myriads of hidden
intelligent beings in creation . I have tended to think of many who are not
human, angel or animal, as being jinn. This is useful for aiding
comprehension, for getting a handle on this vast area of hidden experience.
We live in the Kingdom of Names and Attributes, after all, and require these
for learning and Knowing. But this is admittedly overly simplistic. It is
only a beginning for the more experienced researcher.
Jinns comprise a vast array of
tricksters, fairies, demons and monsters, saints and spacemen who have
confounded our understanding for centuries. The materialistic science of the
20th century decided that they no longer exist, despite the huge role they
have always played in our wisdoms and mythologies, and despite the large
portion of the world that never forgot who they are.
Thas because the New World Order of
the Jesuits and the Zionist conducted a deliderate UFO propaganda
with the help of the usual evil Jinns so you could fall into this demonic
trap and loose your faith (there are also good Jinns by the way).
Carl Gustav Jung , a great genius of psychology but also a member of the
Freemasons and the OTO illuminati (5th degree)
said himself that modern humanity had a dangerously wounded psyche because
all the myths had been killed. New ones needed to emerge for humanity to
experience wholeness but also for global manipulation. The jinn have obliged
by literally popping into the global consciousness as the embodiments of our
science fiction fantasies. The flying saucer may be the first global symbol
recognized by the entire world but it is probably the most satanic one.
The so called UFO
mith is not the way forward for humankind towards a clear
understanding of God's hidden methaphisical Kingdom and the real beauty of
creation. The devil know's that very well that's why he uses people like
Scientology in this evil game piloted by the Jesuits to deceive you even
further. Dont believe in whats coming out of Hollywood because at present
such place is in the hands of a bunch of very evil and powerfull Jinns who
want to Mind Control you in the name of the evil one.
All intelligence agencies in the
world are working for such deception on a massive scale (MK-ULTRA) because
it is simply in their interest to not make you realize the truth of God
before the Great One comes back to punish the infedels.
WAKE UP AMERICA,
THIS IS THE TRUTH,YOU ARE BEING MANIPULATED
BY THE EVIL ONE AND NOW ITS TIME TO COME
BACK TO GOD, ALLAH
Salam Aleikum
Leo Lyon Zagami / Khaled Saifullah
Khan
|
 |
|