Brother Julian Rees famous illuminati and satanist with crew (10/26/2006)
W.Bro.Julian Rees editor of Freemasonry Today (directed by Michael Baigent) is probably one of the most influential people in English Freemasonry at the present time, and unfortunately a dangerous agent of the Jesuits in constant contact with the American illuminati satanic network of the various OTO's and other illuminati organizations like for example the illuminati Accademy of Di Bernardo in Italy. Illustrius Brother Julian Reees speaks perfect German and as a past in the military intelligence field working at times for NATO during the cold war in West Germany. In addition to this Julian is a Past Master of Pilgrim Lodge 238 the only German speaking lodge in the English Constitution, and most important a notorious place for illuminati revolutionaries like A.Crowley's Master Bro.Theodor Reuss. Julian Rees was my Mentor in the English Constitution untill I started to rebell against the American illuminati in 2003 . In the photo above Julian Rees and crew (including two Crowleyte satanist in visit from the Grand Lodge of Uruguai).
Leo Lyon Zagami
INSIDE FELLINI'S SECRET ILLUMINATI SCHOOL - HIERARQUIA DE MYRIAM (10/26/2006)
HIERARQUIA DE MYRIAM
Pragmatica di Myriam
La presente Pragmatica fu creata dal Kremmerz per la sua Schola Hermetica e approvata nei suoi 60 commi nella convezione del 22 Dicembre 1909, in sostituzione dei precedenti 33 articoli dell’istruzione generale, approvati il 20 Marzo del 1896.
Tale Pragmatica costituiva il fascicolo A, il primo quaderno che la Miriam forniva a tutti i nuovi iscritti alla Schola.
Ritengo che il materiale e la documentazione interni alla
Schola e le opere che il Kremmerz non dette alle stampe, debbano
rimanere tali, non fosse altro che per il rispetto verso la
volont del Maestro. In seguito però alla
pubblicazione della Pragmatica, insieme alla "Relazione ai
Dodici Supremi Vecchi Maestri del Collegio Operante", alla
"Circolare del 29 Giugno 1914" e al "Credo",
su di un testo intitolato "Le carte storiche della
Fratellanza di Myriam", a cura di Giammaria Gonnella, un
allievo del Ricciardelli, edito dalla Kemi di Milano nel 1980,
la Pragmatica non è più un documento riservato e mi sento
quindi legittimato alla sua pubblicazione.
I 60 commi della Pragmatica descrivono l’organizzazione
gerarchica della Schola, i suoi fini e i suoi mezzi, e sono
quindi di fondamentale importanza per chiunque voglia
comprendere meglio il messaggio del Maestro Kremmerz e la sua
Schola.
CAPO I
Scopo, gradi e noviziato
1
Scopo di questa Scuola è:
1° Lo studio delle scienze che si occupano dei poteri non
ancora ben conosciuti dell'organismo umano, animismo, attivit
mentale, chiaroveggenza, previsione, telepatia e tutti i
fenomeni supernormali e spirituali.
2° L'invenzione sui documenti classici, opere, memorie,
scienze alchimiche e magiche, religioni, riti, tradizioni
popolari, mitologie delle verit occultate dagli antichi
o per ostruzionismo religioso o per regola settaria.
3° L'affratellamento di tutti gli studiosi di buona volont
e l'allenamento alle pratiche per conquistare possibili attivit
dell'organismo mentale e psicofisico tali da spiegare col
proprio controllo gli effetti e i fenomeni non comuni.
4° L'applicazione di queste forze alla medicina, alla
terapeutica e alla psicurgia e taumaturgia.
2
Questa Scuola segue un doppio metodo di cultura: uno di letture,
conferenze, pubblicazioni intese a dare un corredo di cognizioni
di tutto ciò che è argomento di ermetismo e magia antica e
psichismo moderno, l'altro di pratiche tradizionali per
provocare la propria educazione ascensionale e dirigerne in
senso utile ai dolori umani l'esplicazione.
3
Non essendo le cose, di cui la scuola fa materia di sua
investigazione ed insegnamento, tali da paragonarsi alle scienze
sperimentali fisiche e matematiche, adotta un metodo di
insegnamento e di esplorazione tutto differente da quello
adoperato finora dalle societ di ricerche psichiche e
sopranormali, sviluppa le attitudini occulte di ogni allievo ed
esperimenta le correnti di volont collettive per
ottenere fenomeni benefici controllabili da tutti.
4
A questa scuola possono appartenere tutti gli uomini di buona
volont che si impegnano a seguirne gli insegnamenti
pratici, a obbedire alle regole di ogni classe, a rispettarne
l'organizzazione gerarchica e a rivolgere nell'unica
applicazione delle forze psichiche alla cura delle infermit
ogni manifestazione del proprio ascenso.
Sono pregati di non domandare l'iscrizione quelli che
appartengono a societ di studi psichici, teosofici,
spiritisti o i praticanti fervidi di religioni o i facenti parte
di sette mistiche.
La nostra scuola deve considerarsi dal punto di vista della sua
organizzazione come una famiglia col diritto di primogenitura
dei più avanzati e l'autorit patriarcale dei preposti
alla sua direzione.
5
L'idea generale della Scuola è compresa in cinque circoli o
classi.
Il primo (circolo esterno) comprende due sezioni: i novizi
praticanti e gli anziani.
Il secondo (circolo interno) è formato dai discepoli
propriamente detti integrali.
Il terzo (circolo interno) dai terapeuti.
Il quarto (circolo interno) dai maestri ermetisti.
Il quinto (direzione) dal Collegio degli Operanti.
6
Ogni iscritto è considerato come un numero, cioè una
quantit concreta di forza, ed è l'unit minima
di una catena di volont .
Il Collegio Operante è l'unit più alta e si fa
rappresentare da un delegato all'insegnamento generale e alla
propaganda, il quale può avere nello archivio centrale uno,
due o più segretari o dirigenti.
7
Per essere ammesso alla iscrizione bisogna farsi presentare da
un iscritto quando non si sia conosciuto dal Delegato Generale,
ed avere i requisiti di rettitudine che rendono rispettabile
ogni uomo nella societ in cui vive, la cultura anche
elementare delle materie che formano lo scopo dei nostri studi e
poi farne domanda con:
1° Nome, cognome, maternit e paternit , data e
luogo di nascita.
2° Promessa di seguire le regole e le pratiche della scuola.
3° Dichiarazione di non appartenere a societ come al
secondo capoverso del n° 4° Impegno di tenere riservate le
istruzioni pratiche e gli insegnamenti particolari che dalla
direzione gli saranno concessi.
8
Accolta la domanda l'iscritto ricever una pagella di
ammissione contenete il numero determinativo che gli spetta, la
sua serie o categoria di tendenza generale, e una cifra
ideografica indicante lo sviluppo geniale cui deve aspirare, un
quaderno di istruzioni particolari al grado e un rito o regola
da seguire come novizio operante.
L'iscritto deve provvedersi di un camice di lana rosso con
cappuccio e un cordone di seta, che rappresentano il tipo
uniforme di ogni numero della catena psichica della scuola.
9
I1 novizio deve formare intorno a se un gruppo di dodici nuovi
iscritti per ottenere l'anello di anziano, e dopo di aver
mostrato di ben dirigerli potr aspirare a diventare del
circolo interno col grado di discepolo.
10
L'iscritto che si renda socialmente indegno della stima
pubblica, o subisca condanne degradanti è radiato dai numeri
componenti la nostra scuola; ma violando le regole subir
le punizioni disciplinari che il collegio dei dirigenti vedr
giuste.
11
Al novizio praticante saranno consigliati i libri da leggere o
studiare o commentare. e saranno concessi aiuti in ragione della
solerzia e degli studi che compie.
12
La Scuola non domanda il rimborso di nessuna spesa. Costituita
intorno ad un ideale di Bene. tutti gli ascritti sono
considerati come stretti da un patto affettuoso di famiglia. Chi
può concorra alle spese generali, chi può meno paghi le
sole spese di invio. i poveri non saranno in debito con nessun
dovere di contribuzione.
CAPO II
Carattere generale della scuola
13
La Scuola nella forma esteriore non ha simbolo ma l'insieme
delle volont ed anime che compiono i riti in tutti i
cinque circoli in una catena o comunione di idealit è
conosciuta come Fratellanza Terapeuta, magica o ermetica, di
Miriam e ogni iscritto è un fratello, a qualunque circolo o
classe appartenga.
Le abbreviazioni sono indicate da una croce, così Fr+ Tm+ di
Mir+.
14
Esteriormente i gruppi di iscritti che si riuniscono autorizzati
dal Delegato Generale sotto la direzione di un anziano, in sede
fissa, con programma speciale di studio, istituzioni di carit ,
devono presentarsi al pubblico sotto il nome di Accademia
seguita da un appellativo speciale scelto dai fondatori e
approvato dalla Delegazione Generale, così accademia Lulliana,
Della Porta, Paracelsiana o semplicemente accademia scientifica,
psichica, filoterapica etc.
15
Ogni gruppo di non meno di cinque iscritti può riunirsi in
accademia, purché tra i componenti vi sia almeno un anziano o
un discepolo e siano tutti di accordo per sostenere a proprio
carico ogni spesa occorrente ad una sede particolare con modesta
dignit .
16
Ogni Accademia deve avere tre offici elettivi, un Preside, un
Archivario e un Censore. La nomina del Preside cade di spettanza
su chi tra gli associati ha grado più avanzato, e tra quelli
di pari grado per elezione, salvo l'accettazione della carica da
parte dell'eletto o il veto della segretaria generale. L'Archivario
fa officio di segretario e il Censore di cassiere ed economo.
17
I fondatori di ogni Accademia sono liberi di stabilire uno
statuto o regolamento interno, determinare il modo o il tempo di
elezione degli offici, le contribuzioni degli associati alle
spese di mantenimento dell'Accademia, casa, illuminazione,
suppellettili, spese di segreteria etc., le attribuzioni
particolari di ogni ufficio, i giorni di riunioni particolari,
obbligatorie o libere, la fondazione di sale di lettura, di
dispensari medici quando tra i soci vi sia un medico legalmente
esercente, e per fino di sale ospedaliere ove il numero dei soci
o i fondi lo permettano.
18
E' obbligatoria in ogni accademia l'esistenza regolamentare di
tre registri:
l° Uno pei verbali delle sedute di spettanza del segretario o
Archivario.
2° Uno per le spese, gli incassi e le oblazioni di qualunque
specie, e che sar tenuto dal Censore.
3° Uno per certificati originali e documentati di tutte le
guarigioni ottenute o propiziate e deve essere tenuto, custodito
e redatto sotto la assoluta responsabilit morale del
Preside.
19
Le regole pei lavori collettivi o conferenze o insegnamenti
verranno comunicate volta per volta dalla direzione generale, la
quale conserva assoluta autorit gerarchica come su tutti
i soci, su tutte le accademie, e dove non creda regolari le
gestioni, può incaricare d'ufficio un iscritto di altra sede
perché ispezioni e riferisca per provvedere alle irregolarit .
Però in massima, quando non siano violate le disposizioni
di studi, pratiche e lavori, la Delegazione Generale assicura la
più ampia indipendenza alla vita ed espansione locale delle
accademie che devono comparire innanzi al pubblico come
istituzioni indipendenti e profane, ma escludere assolutamente
la partecipazione ad esse di soci non iscritti alla scuola.
20
Quando una Accademia affidi ad uno dei soci, medico esercente
legalmente, l'istituzione di una clinica gratuita pei poveri o
ricchi che si presentino, il medico deve essere assistito da due
fratelli per turno tra i soci e tutti devono indossare la
vestaglia o camice rituale. Tutti i rimedi farmaceutici o del
Laboratorio Ermetico devono essere dati gratuitamente, però
le Accademie nella loro personalit collettiva possono
accettare donazioni o oblazioni di qualunque specie.
21
Un novizio può indicare la sua qualit facendo
precedere il suo nome da una croce;
l'anziano da tre croci; tutti del circolo interno da un punto
circolare nero — , il segretario generale da due linee
parallele tagliate da una perpendicolare, e il delegato generale
dalla croce egiziana o da cinque punti o cinque croci.
22
Tutti i soci sparsi in una regione devono essere ascritti come
corrispondenti all'Accademia più vicina stabilita e
riconosciuta; devono accettare le condizioni fatte
dall'Accademia ai soci corrispondenti, hanno il diritto di aver
comunicate le relazioni più importanti e il dovere di
assistere una volta almeno all'anno ad una riunione plenaria
dell'Accademia di cui sono corrispondenti.
23
E' obbligatoria in ogni Accademia una festa annuale, con un
pranzo rituale collettivo e una riunione plenaria nella sede
sociale con conferenza del capo, il giorno del plenilunio della
costellazione di leone. In tale circostanza possono partecipare
alla festa persone estranee alla scuola, con regolare permesso
dell'ufficio presidenziale.
24
L'Accademia che voglia erigersi ad
ente morale secondo le leggi dello stato, deve presentarne
domanda alla Delegazione del Collegio o Capitolo operante.
La chiusura di un anno accademico è fissata al 21 Marzo di
ogni anno; in tale giorno si rinnovano o si confermano gli
uffici elettivi.
CAPO III
I1 circolo interno - Il discepolo integrale
25
Ai due gradi accademici del circolo esterno (novizi praticanti e
anziani) si d il carattere di preparazione degli
elementi numeri alla iscrizione nel circolo interno, dove
veramente comincia la pratica integrale dei poteri umani e si
seguono i metodi tradizionali della educazione magica, cioè
del gruppo di conoscenze accertate o trasmesse nei libri e
oralmente da chi ci ha preceduto, con adattamento esclusivo allo
sviluppo dei poteri terapici.
Non si accede al circolo interno se non dopo esame dell'anziano
come cultura generale e come condotta morale di vita sociale, e
con iniziatura rituale che è data dal Delegato Generale o da
suoi procuratori, e si conferisce o pubblicamente nelle
accademie tra i gi facenti parte del circolo interno, o
in forma privata.
Per considerazioni speciali l'investitura del grado di Discepolo
può essere conferita anche a chi non abbia formato intorno a
se un nucleo di dodici iscritti, ma solo come eccezione e per
servizi resi alla scuola.
26
Non diventa regolare l'investitura del Discepolo se non dal
giorno in cui questi riceve la Pagina o il diploma dal Delegato
Generale o dal suo Procuratore, e previa dichiarazione
dell'investito di non appartenere a nessuna Scuola di psichismo,
setta, societ o circolo che si occupi di scienze delle
religioni, di pratiche religiose, di riunioni mistiche e di
forme massoniche con concetti iniziatici. Sar dato con
riserva l'elenco delle societ del genere, alla cui
iscrizione il discepolo può partecipare.
27
La domanda di iniziatura al circolo interno deve essere scritta
e presentata il giorno precedente al plenilunio di ciascun mese
al Segretario della Delegazione Generale, e le investiture
concesse non possono esser compiute che tra il 3° giorno del
novilunio e la vigilia del plenilunio seguente nelle ore di
Mercurio propizie del calendario astrologico della scuola, e
l'aspirante alla investitura deve presentarsi con almeno tre
giorni di preparazione.
28
Il Discepolo ricever gratuitamente dalla Delegazione
Generale carte, diploma, pagina, comunicazioni, quaderni senza
aver altro obbligo che di rimborsare le spese postali e nel caso
sia decisa la pubblicazione di opere, stampe o bollettino della
scuola, di acquistarne un esemplare che può essere
gratuitamente concesso a chi non possa in alcun modo pagarne
l'importo.
Si firmer nei rapporti con la scuola facendo precedere
il suo numero da un punto circolare nero.
29
Il Discepolo di primo grado deve formarsi un corredo di
cognizioni proprie a spiegare a se stesso, e non ad altri, le
pratiche che sono speciali al suo grado. La nostra regola non
proibisce anzi facilita a tutti, promuovendo l'impianto di
biblioteche nelle accademie, la lettura di libri di ogni genere
attinenti alle scienze che studiano l'anima umana, e vuole che
tutto venga appreso con criterio e discernimento positivi, ma
impedisce assolutamente che si adoperi nelle relazioni scritte
ed orali fra gli ascritti di qualunque grado, una logologia
diversa da quella adoperata nei quaderni di iniziazione che
saranno dati manoscritti o stampati nell'insegnamento delle
classi.
In pari tempo è proibito di eseguire pratiche magnetiche o
far parte di sedute spiritiche e sperimentali, o praticare riti
che non siano direttamente autorizzati in via gerarchica.
30
Il Discepolo deve in modo concreto raggiungere la prova che egli
è numero di una Scuola Unica, perché Uno è l'Ermete
Universale e il Nume, e che la sua compagine consacrata in
questo statuto fondamentale non può né deve essere
scrollata con innovazioni di forme, solo perché a qualcuno
non chiamato a questi studi o non comprendendone il nobile fine,
non possa piacere la rigida istituzione gerarchica, fondata sul
governo dei più evoluti, nelle anime magicamente oranti in
catena per un fine comune.
31
Il Discepolo, oltre al completo adattamento esteriore alle leggi
morali della societ in cui vive, deve:
• rinunziare ad ogni vanit di eccellere in
apparenza nella stima del volgo e non dimenticare che è un
numero il cui valore è dato dal Nume e non dalla societ
umana;
• non imporre la propria fede, coscienza e opinione se non
con l'esempio e l'esercizio delle virtù acquistate.
L'intolleranza deve essere bandita da ogni cuore ed anche
dinanzi all'errore di quelli che negano la Luce;
• non mancare alla promessa e non dimenticarla;
• non rifiutare mai il suo aiuto a colui che glielo chiede
e ricordarsi che dove non può con la persona bastano le
parole, e se non ha parole basta un pensiero e che se a lui un
suo simile s'inchina è il Nume o l'Ermete che glielo manda, e
contemporaneamente gli dona il potere di aiutarlo, consolarlo o
sanarlo;
• non sognare in vana fantasia che egli possa sanare tutte
le infelicit umane, poiché l'umanit è
fatta di uomini simili a lui in apparenza, a lui eguali in
elementi virtuali, ma differenti da lui e tra loro stessi per
grado di sviluppo e di virtù in atto, dalla quale cosa
emergono i mali sociali, per sanare i quali egli non ha missione
universale se non quando diventer l'incarnazione di un
nume.
32
Il Discepolo deve compiere verso la sua donna compagna, se non
ha scelto a tempo la via del celibato, missione di padre prima
che di sposo, e considerarla come simbolo della donna nella
umanit universale, fonte di tutto ciò che è nobile
e bello, se in lei, matrice della societ maschia, egli
semina nobilt e bellezza; guidarla, amarla, perdonarle
generosamente ogni errore dovuto alla sensibilit del suo
organismo, poiché Ermete predilige il profumo delle anime
sensitive; sostenerla nelle sue debolezze, perché di lui più
debole e soggetta al governo della luna; non offenderla, non
disprezzarla, non imprimere sul suo animo le stimmate dello
spavento; e pensare che quello che egli fa sulla donna si
riproduce nelle generazioni nelle quali egli deve vivere fino
alla fine dei secoli.
33
Il Discepolo verso i figli deve esercitare non solo ogni cura
che impone l’affetto e la societ umana, ma ogni
vigilanza perché prima di una maturit intellettuale
riconosciuta, non siano avvinti a societ religiose.
Ai figli deve insegnare con l'esempio continuo che ogni atto
della vita ha origine dalle nostre azioni, dalle nostre parole,
dai nostri pensieri;
che il dolore nella carne e nello spirito umano è come
l'ombra e l’oscurit in un oceano di luce;
che la morte non deve far paura, perché la vita è nel
rinnovarsi perpetuo delle forme;
che qui siamo sempre gli stessi e raccogliamo, soffrendo o
godendo, quello che abbiamo seminato e seminiamo;
che gli dei si manifestano in noi e per mezzo nostro e che
l'Unico grande Dio dell'Universo è la Legge per la quale
l'Universo è.
34
Il Discepolo, oltre le cose che potranno essergli comunicate
oralmente, ha l'obbligo di copiare di suo pugno, nel tempo
assegnato, i quaderni necessari alla sua istruzione, né
comunicarli neanche a condiscepoli, né farne oggetto di
discussioni pubbliche. Deve eseguire con solerzia le pratiche
assegnate a lui dal suo procuratore o maestro e compiere ogni
sua azione con solerzia e puntualit , avere un giornale
intimo dei progressi fatti e dei fenomeni ottenuti, e riferirne
in iscritto se richiesto dal Capo della Scuola o dalla
Segreteria centrale.
35
Il Discepolo può aspirare al grado di terapeuta dopo almeno
un anno di grado, e appena in lui si presenta la certezza di
poter compiere guarigioni nella corrente della catena della
Fratellanza; a tal punto deve informare con rapporti
quindicinali la segreteria del Delegato Generale di ogni cosa
ottenuta e provata e tali rapporti saranno acclusi alla sua
storia nella scuola e protocollati.
36
Quando la domanda del discepolo è presa in considerazione, il
capo del Circolo o il Delegato Generale, gli assegna per
controllo due condiscepoli e, risultato esatto alla prova, passa
al circolo dei terapeuti.
CAPO IV
Circolo interno: i terapeuti e maestri ermetici
37
I1 grado di terapeuta è conferito con anello d'oro massiccio
di forma rituale. Deve esser acquistato o fatto costruire da chi
è insignito del grado e consegnato alla Segreteria Generale
perché siano incisi i caratteri talismanici, poi gli sar
riconsegnato con un breve rito da un Procuratore o dal Delegato
Generale.
38
Assieme all'anello di grado, verr data scritta od
oralmente l'istruzione per adoperarlo efficacemente.
E' proibito al terapeuta di fare dell'anello di grado segno
appariscente e ordinario di decorazione personale, e lo
conserver con le disposizioni che gli saranno comunicate
alla consegna.
39
I1 terapeuta nella scuola comincia ad esercitare officio di
istruttore o di docente e gli possono essere affidati più
novizi che egli deve curare e far progredire, e non può
rifiutarsi a tale ministero, perché per lui questo
insegnamento è una prova.
40
Il terapeuta deve esercitare praticamente tutti i poteri animici
e psichici acquistati, consolidare la sua cultura, e tentare la
manifestazione diretta del Kons o Dioscuro e vederne la faccia o
sentirne la parola e avere la chiave delle tre forme del
serpente del male.
41
Il terapeuta passer alla conoscenza dell'Unica Sorgente
da cui emanano i poteri guaritivi dei dolori della carne e dello
spirito umani, e delle tre forme di emanazione dei poteri
curativi e miracolosi: la preghiera. la incantazione e lo
scongiuro o carme.
42
Il terapeuta acquister conoscenza della Rosa nella
corrente delle anime, per intendere i principi della terapeutica
ermetica adattabile alla elaborazione dei medicamenti e su che
riposa la fallacia di tutte le scuole mediche profane rispetto
alla terapia magica; imparer l'applicazione del
magnetismo animale fuori l'empirismo delle scuole note; e
conoscer senza parlare i centri emanatori di vita e di
morte; intuir la possibilit di una terapia
assoluta senza medicinali, nella psicurgia e taumaturgia.
43
Al terapeuta saranno impartite solo comunicazione orali a
periodi fissi e passer senz'altro nella categoria dei
Maestri Isiaci o di Miriam appena avr intravisto la
conoscenza dell'arcano simbolizzato nella tradizionale clavicola
salomonica ed il suo uso.
44
L'investitura dei maestri è data con la stola nera dei
necrofori sacerdoti isiaci e la stola bianca e oro dei
celebranti; essi si daranno esclusivamente allo studio alchimico
per la ricerca del secondo arcano conosciuto tradizionalmente
coi nomi di Elixir di Lunga Vita, Medicina Ermetica, Polvere di
proiezione, Trasmutatore alchimico e altri caduti in dispregio
per non avervi gli studiosi profani voluto vedere l'artificio di
nascondimento di poteri ignoti, per analogia e non per
similitudine.
45
I maestri saranno chiamati a perpetuare la scuola, a formare i
laboratori ermetici, ed essere in missione di propaganda e ad
eleggere tra essi un capo, che sostituir l'attuale
Delegato Generale preposto ora alla scuola ed entrer
direttamente in contatto coi dodici vecchi maestri del Collegio
Operante.
46
Ai Maestri è confidato il mandato di mantener salda la
campagine della Scuola e assi curarne la continuit ; a
prendere iniziative per la sua sistemazione avvenire come ordine
laico di vera scienza delle anime adattata ad un fine di utilit
umana; a renderla strumento di progresso scientifico e fonte di
luce su ogni tirannia tenebrosa dell'ignoranza sacerdotale delle
vecchie religioni monopolizzate con intendimenti oppressori
degli spiriti e della scienza.
47
Il Delegato Generale è il più giovane dei maestri scelto
dai dodici vecchi formanti il Collegio o Capitolo Operante.
Apparisce come fondatore di questa Scuola, ma deve essere
considerato come uno strumento della Mente del consesso da cui
è scelto.
Il Delegato Generale manterr coi mezzi consentitigli dal
suo ufficio la disciplina e la osservanza delle regole e non
verr meno al suo mandato.
Gli ascritti che violano i regolamenti o dimenticano le
promesse o che in modo qualunque si rendano indegni della scuola
saranno puniti con l'interdizione negligente o la punitiva.
L'una e l'altra importano la sospensione dei poteri acquistati,
temporaneamente o definitivamente o con l'aggravante di altri
provvedimenti di ordine morale.
48
I1 Delegato Generale può lasciare il suo ufficio per ordine
del Collegio o Capitolo Operante, suo giudice diretto e suo
mandante.
Può, autorizzato, farsi sostituire temporaneamente o delegare
a sua volta un rappresentante diretto per una regione o stato,
può conservarsi anonimo o manifestarsi apertamente.
In caso di morte, dal circolo dei maestri sar eletta una
terna su cui cadr la scelta del Collegio Operante,
secondo speciale regola che il circolo dei maestri conoscer
a suo tempo.
CAPO V
Disposizioni complementari
La Scuola Ermetica deve essere considerata da ogni ascritto
come un Ente Benefico, alle cui simboliche fonti ogni ascritto
deve sapienza e grazia e la Fratellanza una immensa corrente di
bene e di Luce.
La personalit collettiva e grandiosa di questa
Fratellanza Ideale, famiglia di perfettibili senza altra pretesa
che di progredire e spandere dovunque e comunque l'esempio di
una grande opera civile che si manifesta con un insegnamento
progressivo a tutti gli uomini di buona volont , non deve
essere menomata posposta o impersonata da un nome o da alcuni
nomi, anche che questo uno o questi più ripetano i miracoli
taumaturgici dei grandi iniziati di tutti i tempi e di tutte le
razze.
Ogni adepto di questa scuola quindi non può emergere ne lo
deve a detrimento della personalit collettiva della
Scuola e della Fratellanza, anche che il Nume lo renda degno di
reverenza e fama. Non per principio di falsa umilt
comune a diverse sette, ma perché ognuno di noi deve
considerarsi un numero, che tanto esplica le sue funzioni
virtuose nella realt della vita per quanto il proprio
valore è originato, aumentato e intensificato dalla grande
corrente psichica di una catena di volont che può
diventare immensa, pur passando ignorata dalla folla.
50
Onde non si stabiliscano viziose abitudini fino dal suo inizio
funzionale, si vieta di attribuire al nome del Delegato Generale
ogni successo che stia per ottenere riconoscimento di un
pubblico più o meno ristretto, e si fa ordine esplicito di
riferire e addebitare ogni cosa riuscita alla Scuola Ermetica o
Fratellanza di Miriam.
51
La Scuola conserva i suoi insegnamenti secreti, non perché
sia o aspiri a diventare una setta, ma per l'indole stessa dei
metodi e procedimenti di educazione psichica degli iscritti. Se
oggi questi metodi paiono non scientifici ai volghi e rifuggenti
la luce della pubblicit , appena le scienze psichiche
studiate da singoli cultori delle universit europee
saranno per poco avanzate, si trover opportuno che una
scuola della nostra indole non possa servirsi di altri metodi.
Poiché gli insegnamenti e le pratiche variano spesso non solo
da gruppi a gruppi, ma da uomo a uomo, per differenza di
preparazione, di carattere, di tendenze, di costituzione di ogni
allievo.
52
La Scuola Ermetica nata integrativa pei poteri dell'organismo
fisico e psichico dell'uomo, tendente ad acquistare qualit
supernormali, non è una Fratellanza mistica nel senso ovvio
della parola, perché non fa procedere dall'Ignoto il Grande
Ignoto padre di ogni religione volgare per grazia la concessione
delle qualit superiori alle medie della umanit
contemporanea, ma allena le potest virtuali
dell'organismo vivente e vitale alla produzione di effetti vari
o non comuni, materia di miracoli attribuiti agli Dei
sacerdotali e se i suoi discepoli arrivano alla conoscenza di
vere entit (eoni) individue fuori la sensibilit
umana, lo devono non all’avvicinamento fortuito o
impreciso e eccezionale di quelle a noi, ma per lo studio di
leggi conosciute da certi sacerdozii speciali per le quali, se
queste entit esistono, si devono rendere sensibili e
intelligenti a noi.
53
La Scuola Ermetica Fr+ Tm+ di Miriam proibisce ad ogni ascritto
di qualunque grado, di tentare realizzazioni fuori l'unico
intento di curare o sanare infermi: quindi saranno
disciplinarmente puniti coloro che si occupano di ricerche a
scopi diversi, o cercano di abusare della libert
dell'intelligenza dei meno evoluti, o prevaricano per adattare
le doti acquisite a procurarsi ricchezze o vincere in
competizioni commerciali, o sopraffare in modo qualunque i
disarmati alla lotta. Anzi si fa obbligo a tutti di denunziare
qualsiasi persona fuori gruppo che, esercitata nelle pratiche di
alcuni segreti psichici, tenda a violare la incolumit
delle persone e delle famiglie.
54
Si fa obbligo a tutti gli ascritti di non modellarsi su alcune
scuole di empirismo medico che denigrano tutti gli studi moderni
e le investigazioni dei pazienti scienziati glorie con
temporanee, col pretesto che, non essendo credenti nelle leggi
dello spirito, non sono giovevoli alla societ umana come
dovrebbero.
Essi ascritti devono invece considerare che la Scienza Umana
è il risultato dei contributi di tutte le intelligenze, e il
secolo passato e questo che comincia hanno contribuito ad essa
in copia maggiore dei diciotto secoli di ignoranza precedente in
cui l'Occidente diventò mancipio della tirannia spirituale
esercitata dal fanatismo cristiano cattolico sugli
sperimentatori liberi asserviti al pregiudizio di un sacerdozio
indotto nelle cose che sono oggetto di osservazione e
sperimentalismo.
Essi ascritti, più che vedersi in conflitto con un medico che
cura un infermo devono comprendere che l'opera del medico non
manca di intenzione benefica accoppiata ad una osservazione
sperimentale chiara, imperfetta solo nel rendere il rimedio
virtuoso; essi quindi comprenderanno ancora che se a donare
questa virtù concorrono coi mezzi psichici che sono loro a
disposizione, faranno bene egualmente a chi si ha il dovere di
soccorrere.
55
A tutti gli ascritti si richiede la libert assoluta da
ogni impegno precedente o contemporaneo all'affiliazione nella
Scuola Ermetica, ma s'intende per ogni qualsiasi societ
religiosa, mistica, iniziatica.
La nostra Fratellanza è e sar come è stata nei
secoli, non ha pretesa di apostolato unico, ma vuole raccolti e
raggruppati, col vincolo dell'Ideale santo della Scienza e della
Verit , pochi ma saldi elementi che ne assicurino
l'esplicazione e la realizzazione fuori ogni lotta politica,
sociale e religiosa, poiché la Scienza deve essere
considerata di l dai confini delle nazioni e delle
razze, e patrimonio della Umanit intera.
56
In base al concetto fondamentale formulato nel paragrafo
precedente, la Fratellanza si intende esclusa da ogni
preconcetto che determina le lotte di opinioni nella politica e
si afferma come strumento solo di scienza libera dai vincoli
della superstizione ignorante, monopolizzata da questa o quella
forma religiosa, e generante l'idra ostacolante il libero
sviluppo dell'anima umana alla conquista del suo diritto all'ascenso:
esempio di tolleranza per ogni opinione, si circoscrive nel
risultato delle proprie esperienze.
57
La Fratellanza Ermetica come nella sua entit collettiva
esclude ogni servitù di spirito, e prescinde dalle divisioni
occasionali delle societ umane, così tende a formare
di ogni suo numero un uomo integrale, cioè un individuo
completo nella famiglia umana, prototipi di cittadini della Citt
Civile Umana, dominatori delle passioni bestiali, correttori
della asprezza nei conflitti delle idee umane, pionieri di
quella Pace tra i Popoli che deve preparare il simbolico avvento
di un giorno di giustizia e di paradiso senza limiti di ore.
Quindi il simbolo della Matriarchia di Miriam valga ad essere
interprete di un programma di Amore, in cui la formula
matematica arida ed inesorabile della filosofia maschia si
umanizza nella sensibile dell'ideale di affetto della madre,
della bellezza nella forma e della delicatezza nell'essenza
muliebre.
58
Scuola e Fratellanza si presentano al candidato senza la pompa
della dovizia esteriore, poiché di mezzi e pecunia umani esse
son povere, il loro tesoro è una Idea, alla quale tutti i
fratelli devono concorrere perché diventi una realt e
spanda il bene comunque e dovunque, nelle anime e nella carne
umana. Ricchi o poveri, gli aspiranti di buona volont e
di retto sentire sono accolti nello abbraccio fraterno. La
pecunia non mancher , perché i Numi provvidenti
suppliranno alla povert del contributo umano, ma il
tesoro della scienza deve essere alimentato e consolidato col
tributo di tutte le forze intelligenti chiamate a raccolta.
59
Il segno esteriore di riconoscimento e affermazione della
Scuola, come la croce pel cristianesimo, è la destra mano
aperta in alto, con le dita separate. E' il riconoscimento dei
cinque elementi costitutivi dell'uomo integralizzato, e il segno
della costituzione quinaria della scuola e della liberalit
in alto, nel mezzo e nel basso.
60
Questo programma non deve restare infruttuoso tra i libri
documentali delle poesie e dei sogni. Si affida alle anime
buone, come il seme alla terra fertile, perché generi un
albero robusto dal fogliame spesso, che offra ricovero contro le
tempeste della vita agli umani che, perduta la fede, ricercano
la verit nell'Amore che é la Scienza della Luce.
I. M. Kremm - Erz
SIAMO TUTTI IN PERICOLO- ORDER OF THE ROMAN EAGLE ARRIVING (10/26/2006)
In the photo the symbol of the Order of the Roman Eagle of Romano Mussolini who carried out the assasination of Pier Paolo Pasolini for the P2 masonic Lodge.
Still nowdays the Order is in the hands of dangerous Zionist like Freemason Massimo Palazzi and P2/GLADIO agents like Brother Roberto Amato a Grand Master of italian freemasonry.These known satanist are working directely under the wings of USA/ISRAEL intelligence, constantely serving their American illuminati Masters like slaves for a further degree of supposed knowledge in their diabolical system.
Siamo tutti in pericolo", di Furio Colombo, l'Unit 9 maggio
[Si tratta del testo integrale dell'intervista di Furio
Colombo a
Pier Paolo Pasolini pubblicato sull'inserto "Tuttolibri"
del
quotidiano "La Stampa" l'8 novembre del 1975,
ripubblicato
dall'Unit del 9 maggio 2005 quasi del tutto
integralmente ]
Questa intervista ha avuto luogo sabato 1° novembre, fra
le 4 e le 6
del pomeriggio, poche ore prima che Pasolini venisse
assassinato.
Voglio precisare che il titolo dell'incontro che appare in
questa
pagina è suo, non mio. Infatti alla fine della conversazione
che
spesso, come in passato, ci ha trovati con persuasioni e punti
di
vista diversi, gli ho chiesto se voleva dare un titolo alla sua
intervista.
Ci ha pensato un po', ha detto che non aveva importanza, ha
cambiato
discorso, poi qualcosa ci ha riportati sull'argomento di fondo
che
appare continuamente nelle risposte che seguono. «Ecco il
seme, il
senso di tutto - ha detto - Tu non sai neanche chi adesso sta
pensando di ucciderti. Metti questo titolo, se vuoi: "Perché
siamo
tutti in pericolo"».
Pasolini, tu hai dato nei tuoi articoli e nei tuoi scritti,
molte
versioni di ciò che detesti. Hai aperto una lotta, da solo,
contro
tante cose, istituzioni, persuasioni, persone, poteri. Per
rendere
meno complicato il discorso io dirò «la situazione», e
tu sai che
intendo parlare della scena contro cui, in generale ti batti.
Ora ti
faccio questa obiezione. La «situazione» con tutti i mali
che tu
dici, contiene tutto ciò che ti consente di essere Pasolini.
Voglio
dire: tuo è il merito e il talento. Ma gli strumenti? Gli
strumenti
sono della «situazione». Editoria, cinema, organizzazione,
persino
gli oggetti. Mettiamo che il tuo sia un pensiero magico. Fai un
gesto e tutto scompare. Tutto ciò che detesti. E tu? Tu non
resteresti solo e senza mezzi? Intendo mezzi espressivi,
intendo...
Sì, ho capito. Ma io non solo lo tento, quel pensiero magico,
ma ci
credo. Non in senso medianico. Ma perché so che battendo
sempre
sullo stesso chiodo può persino crollare una casa. In piccolo
un
buon esempio ce lo danno i radicali, quattro gatti che arrivano
a
smuovere la coscienza di un Paese (e tu sai che non sono sempre
d'accordo con loro, ma proprio adesso sto per partire, per
andare al
loro congresso). In grande l'esempio ce lo d la storia.
Il rifiuto
è sempre stato un gesto essenziale. I santi, gli eremiti, ma
anche
gli intellettuali. I pochi che hanno fatto la storia sono quelli
che
hanno detto di no, mica i cortigiani e gli assistenti dei
cardinali.
Il rifiuto per funzionare deve essere grande, non piccolo,
totale,
non su questo o quel punto, «assurdo» non di buon senso.
Eichmann,
caro mio, aveva una quantit di buon senso. Che cosa gli
è mancato?
Gli è mancato di dire no su, in cima, al principio, quando
quel che
faceva era solo ordinaria amministrazione, burocrazia. Magari
avr
anche detto agli amici, a me quell'Himmler non mi piace mica
tanto.
Avr mormorato, come si mormora nelle case editrici, nei
giornali,
nel sottogoverno e alla televisione. Oppure si sar anche
ribellato
perché questo o quel treno si fermava, una volta al giorno
per i
bisogni e il pane e acqua dei deportati quando sarebbero state
più
funzionali o più economiche due fermate. Ma non ha mai
inceppato la
macchina. Allora i discorsi sono tre. Qual è, come tu dici,
«la
situazione», e perché si dovrebbe fermarla o distruggerla.
E in che
modo.
Ecco, descrivi allora la «situazione». Tu sai benissimo
che i tuoi
interventi e il tuo linguaggio hanno un po' l'effetto del sole
che
attraversa la polvere. È un'immagine bella ma si può anche
vedere (o
capire) poco.
Grazie per l'immagine del sole, ma io pretendo molto di meno.
Pretendo che tu ti guardi intorno e ti accorga della tragedia.
Qual
è la tragedia? La tragedia è che non ci sono più esseri
umani, ci
sono strane macchine che sbattono l'una contro l'altra. E noi,
gli
intellettuali, prendiamo l'orario ferroviario dell'anno scorso,
o di
dieci anni prima e poi diciamo: ma strano, ma questi due treni
non
passano di li, e come mai sono andati a fracassarsi in quel
modo? O
il macchinista è impazzito o è un criminale isolato o c'è
un
complotto. Soprattutto il complotto ci fa delirare. Ci libera da
tutto il peso di confrontarci da soli con la verit . Che
bello se
mentre siamo qui a parlare qualcuno in cantina sta facendo i
piani
per farci fuori. E facile, è semplice, è la resistenza.
Noi
perderemo alcuni compagni e poi ci organizzeremo e faremo fuori
loro, o un po' per uno, ti pare? Eh lo so che quando trasmettono
in
televisione Parigi brucia tutti sono lì con le lacrime agli
occhi e
una voglia matta che la storia si ripeta, bella, pulita (un
frutto
del tempo è che «lava» le cose, come la facciata delle
case).
Semplice, io di qua, tu di l . Non scherziamo sul sangue,
il dolore,
la fatica che anche allora la gente ha pagato per «scegliere».
Quando stai con la faccia schiacciata contro quell'ora, quel
minuto
della storia, scegliere è sempre una tragedia. Però,
ammettiamolo,
era più semplice. Il fascista di Salò, il nazista delle SS,
l'uomo
normale, con l'aiuto del coraggio e della coscienza, riesce a
respingerlo, anche dalla sua vita interiore (dove la rivoluzione
sempre comincia). Ma adesso no. Uno ti viene incontro vestito da
amico, è gentile, garbato, e «collabora» (mettiamo alla
televisione)
sia per campare sia perché non è mica un delitto. L'altro
- o gli
altri, i gruppi - ti vengono incontro o addosso - con i loro
ricatti
ideologici, con le loro ammonizioni, le loro prediche, i loro
anatemi e tu senti che sono anche minacce. Sfilano con bandiere
e
con slogan, ma che cosa li separa dal «potere»?
Che cos'è il potere, secondo te, dove è, dove sta, come lo
stani?
Il potere è un sistema di educazione che ci divide in
soggiogati e
soggiogatori. Ma attento. Uno stesso sistema educativo che ci
forma
tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai poveri.
Ecco
perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano nello
stesso
modo. Se ho tra le mani un consiglio di amministrazione o una
manovra di Borsa uso quella. Altrimenti una spranga. E quando
uso
una spranga faccio la mia violenza per ottenere ciò che
voglio.
Perché lo voglio? Perché mi hanno detto che è una virtù
volerlo. Io
esercito il mio diritto-virtù. Sono assassino e sono buono.
Ti hanno accusato di non distinguere politicamente e
ideologicamente, di avere perso il segno della differenza
profonda
che deve pur esserci fra fascisti e non fascisti, per esempio
fra i
giovani.
Per questo ti parlavo dell'orario ferroviario dell'anno
prima. Hai
mai visto quelle marionette che fanno tanto ridere i bambini
perché
hanno il corpo voltato da una parte e la testa dalla parte
opposta?
Mi pare che Totò riuscisse in un trucco del genere. Ecco io
vedo
così la bella truppa di intellettuali, sociologi, esperti e
giornalisti delle intenzioni più nobili, le cose succedono
qui e la
testa guarda di l . Non dico che non c'è il fascismo.
Dico: smettete
di parlarmi del mare mentre siamo in montagna. Questo è un
paesaggio
diverso. Qui c'è la voglia di uccidere. E questa voglia ci
lega come
fratelli sinistri di un fallimento sinistro di un intero sistema
sociale. Piacerebbe anche a me se tutto si risolvesse
nell'isolare
la pecora nera. Le vedo anch'io le pecore nere. Ne vedo tante.
Le
vedo tutte. Ecco il guaio, ho gi detto a Moravia: con la
vita che
faccio io pago un prezzo... È come uno che scende
all'inferno. Ma
quando torno - se torno - ho visto altre cose, più cose. Non
dico
che dovete credermi. Dico che dovete sempre cambiare discorso
per
non affrontare la verit .
E qual è la verit ?
Mi dispiace avere usato questa parola. Volevo dire «evidenza».
Fammi rimettere le cose in ordine. Prima tragedia: una
educazione
comune, obbligatoria e sbagliata che ci spinge tutti dentro
l'arena
dell'avere tutto a tutti i costi. In questa arena siamo spinti
come
una strana e cupa armata in cui qualcuno ha i cannoni e qualcuno
ha
le spranghe. Allora una prima divisione, classica, è «stare
con i
deboli». Ma io dico che, in un certo senso tutti sono i
deboli,
perché tutti sono vittime. E tutti sono i colpevoli, perché
tutti
sono pronti al gioco del massacro. Pur di avere. L'educazione
ricevuta è stata: avere, possedere, distruggere.
Allora fammi tornare alla domanda iniziale. Tu, magicamente
abolisci
tutto. Ma tu vivi di libri, e hai bisogno di intelligenze che
leggono. Dunque, consumatori educati del prodotto intellettuale.
Tu
fai del cinema e hai bisogno non solo di grandi platee
disponibili
(infatti hai in genere molto successo popolare, cioè sei «consumato»
avidamente dal tuo pubblico) ma anche di una grande macchina
tecnica, organizzativa, industriale, che sta in mezzo. Se togli
tutto questo, con una specie di magico monachesimo di tipo
paleo-
cattolico e neo-cinese, che cosa ti resta?
A me resta tutto, cioè me stesso, essere vivo, essere al
mondo,
vedere, lavorare, capire. Ci sono cento modi di raccontare le
storie, di ascoltare le lingue, di riprodurre i dialetti, di
fare il
teatro dei burattini. Agli altri resta molto di più. Possono
tenermi
testa, colti come me o ignoranti come me. Il mondo diventa
grande,
tutto diventa nostro e non dobbiamo usare né la Borsa, né
il
consiglio di amministrazione, né la spranga, per depredarci.
Vedi,
nel mondo che molti di noi sognavano (ripeto: leggere l'orario
ferroviario dell'anno prima, ma in questo caso diciamo pure di
tanti
anni prima) c'era il padrone turpe con il cilindro e i dollari
che
gli colavano dalle tasche e la vedova emaciata che chiedeva
giustizia con i suoi pargoli. Il bel mondo di Brecht, insomma.
Come dire che hai nostalgia di quel mondo.
No! Ho nostalgia della gente povera e vera che si batteva per
abbattere quel padrone senza diventare quel padrone. Poiché
erano
esclusi da tutto nessuno li aveva colonizzati. Io ho paura di
questi
negri in rivolta, uguali al padrone, altrettanti predoni, che
vogliono tutto a qualunque costo. Questa cupa ostinazione alla
violenza totale non lascia più vedere «di che segno sei».
Chiunque
sia portato in fin di vita all'ospedale ha più interesse - se
ha
ancora un soffio di vita - in quel che gli diranno i dottori
sulla
sua possibilit di vivere che in quel che gli diranno i
poliziotti
sulla meccanica del delitto. Bada bene che io non faccio né
un
processo alle intenzioni né mi interessa ormai la catena
causa
effetto, prima loro, prima lui, o chi è il capo-colpevole. Mi
sembra
che abbiamo definito quella che tu chiami la «situazione».
È come
quando in una citt piove e si sono ingorgati i tombini.
l'acqua
sale, è un'acqua innocente, acqua piovana, non ha né la
furia del
mare né la cattiveria delle correnti di un fiume. Però,
per una
ragione qualsiasi non scende ma sale. È la stessa acqua
piovana di
tante poesiole infantili e delle musichette del «cantando
sotto la
pioggia». Ma sale e ti annega. Se siamo a questo punto io
dico: non
perdiamo tutto il tempo a mettere una etichetta qui e una l .
Vediamo dove si sgorga questa maledetta vasca, prima che
restiamo
tutti annegati.
E tu, per questo, vorresti tutti pastorelli senza scuola
dell'obbligo, ignoranti e felici.
Detta così sarebbe una stupidaggine. Ma la cosiddetta scuola
dell'obbligo fabbrica per forza gladiatori disperati. La massa
si fa
più grande, come la disperazione, come la rabbia. Mettiamo
che io
abbia lanciato una boutade (eppure non credo) Ditemi voi una
altra
cosa. S'intende che rimpiango la rivoluzione pura e diretta
della
gente oppressa che ha il solo scopo di farsi libera e padrona di
se
stessa. S'intende che mi immagino che possa ancora venire un
momento
così nella storia italiana e in quella del mondo. Il meglio
di
quello che penso potr anche ispirarmi una delle mie
prossime
poesie. Ma non quello che so e quello che vedo. Voglio dire
fuori
dai denti: io scendo all'inferno e so cose che non disturbano la
pace di altri. Ma state attenti. L'inferno sta salendo da voi.
È
vero che sogna la sua uniforme e la sua giustificazione (qualche
volta). Ma è anche vero che la sua voglia, il suo bisogno di
dare la
sprangata, di aggredire, di uccidere, è forte ed è
generale. Non
rester per tanto tempo l'esperienza privata e rischiosa
di chi ha,
come dire, toccato «la vita violenta». Non vi illudete. E
voi siete,
con la scuola, la televisione, la pacatezza dei vostri giornali,
voi
siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo basato
sull'idea di possedere e sull'idea di distruggere. Beati voi che
siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua
bella etichetta. A me questa sembra un'altra, delle tante
operazioni
della cultura di massa. Non potendo impedire che accadano certe
cose, si trova pace fabbricando scaffali.
Ma abolire deve per forza dire creare, se non sei un distruttore
anche tu. I libri per esempio, che fine fanno? Non voglio fare
la
parte di chi si angoscia più per la cultura che per la gente.
Ma
questa gente salvata, nella tua visione di un mondo diverso, non
può
essere più primitiva (questa è un'accusa frequente che ti
viene
rivolta) e se non vogliamo usare la repressione «più
avanzata»...
Che mi fa rabbrividire.
Se non vogliamo usare frasi fatte, una indicazione ci deve pur
essere. Per esempio, nella fantascienza, come nel nazismo, si
bruciano sempre i libri come gesto iniziale di sterminio. Chiuse
le
scuole, chiusa la televisione, come animi il tuo presepio?
Credo di essermi gi spiegato con Moravia. Chiudere, nel
mio
linguaggio, vuol dire cambiare. Cambiare però in modo tanto
drastico
e disperato quanto drastica e disperata è la situazione.
Quello che
impedisce un vero dibattito con Moravia ma soprattutto con
Firpo,
per esempio, è che sembriamo persone che non vedono la stessa
scena,
che non conoscono la stessa gente, che non ascoltavano le stesse
voci. Per voi una cosa accade quando è cronaca, bella, fatta,
impaginata, tagliata e intitolata. Ma cosa c'è sotto? Qui
manca il
chirurgo che ha il coraggio di esaminare il tessuto e di dire:
signori, questo è cancro, non è un fatterello benigno.
Cos'è il
cancro? È una cosa che cambia tutte le cellule, che le fa
crescere
tutte in modo pazzesco, fuori da qualsiasi logica precedente. È
un
nostalgico il malato che sogna la salute che aveva prima, anche
se
prima era uno stupido e un disgraziato? Prima del cancro, dico.
Ecco
prima di tutto bisogner fare non solo quale sforzo per
avere la
stessa immagine. Io ascolto i politici con le loro formulette,
tutti
i politici e divento pazzo. Non sanno di che Paese stanno
parlando,
sono lontani come la Luna. E i letterati. E i sociologi. E gli
esperti di tutti i generi.
Perché pensi che per te certe cose siano talmente più
chiare?
Non vorrei parlare più di me, forse ho detto fin troppo. Lo
sanno
tutti che io le mie esperienze le pago di persona. Ma ci sono
anche
i miei libri e i miei film. Forse sono io che sbaglio. Ma io
continuo a dire che siamo tutti in pericolo.
Pasolini, se tu vedi la vita così - non so se accetti questa
domanda - come pensi di evitare il pericolo e il rischio?
È diventato tardi, Pasolini non ha acceso la luce e diventa
difficile prendere appunti. Rivediamo insieme i miei. Poi lui mi
chiede di lasciargli le domande.
«Ci sono punti che mi sembrano un po' troppo assoluti. Fammi
pensare, fammeli rivedere. E poi dammi il tempo di trovare una
conclusione. Ho una cosa in mente per rispondere alla tua
domanda.
Per me è più facile scrivere che parlare. Ti lascio le
note che
aggiungo per domani mattina».
È diventato tardi, Pasolini non ha acceso la luce e diventa
difficile prendere appunti. Rivediamo insieme i miei. Poi lui mi
chiede di lasciargli le domande. «Ci sono punti che mi
sembrano un
po' troppo assoluti. Fammi pensare, fammeli rivedere. E poi
dammi il
tempo di trovare una conclusione. Ho una cosa in mente per
rispondere alla tua domanda. Per me è più facile scrivere
che
parlare. Ti lascio le note che aggiungo per domani mattina».
Il giorno dopo, domenica, il corpo senza vita di Pier Paolo
Pasolini
era all'obitorio della polizia.
ROBERTO NEGRINI,L'OPUS DEI E GLI ILLUMINATI DI BOLOGNA (10/26/2006)
Roberto Negrini
Nato a Bologna nel 1958, parallelamente alla sua professione
di agente d’affari Negrini svolge da un trentennio
attivit di saggista e conferenziere su tematiche
esoteriche, religiose e filosofiche.
Come esoterista e libero ricercatore è attivamente impegnato
negli ambienti culturali massonici e paramassonici italiani e ha
fondato nel 1989 l’Akkademia PanSophica Alpha Draconis (APsAD),
di cui è tuttora Presidente: un’organizzazione
culturale senza scopi di lucro che, finalizzata a forme di
collaborazione interdisciplinare fra studiosi/e orientati/e
verso un nuovo Rinascimento culturale, parascientifico e magico,
ha attivato in Italia vari programmi di divulgazione su
neopaganesimo, rapporti fra sessualit e sacro,
neostregoneria e tradizioni magiche.
Negrini ha inoltre contribuito alla pubblicazione di opere specialistiche di ricerca sulle culture pre-monoteistiche, partecipando anche - nell’ambito del progetto culturale Elissa inerente alle tradizioni precristiane dei Monti Sibillini - a saggi a più voci curati dall’Editrice Miriamica di Montemonaco, fra i quali: Sibilla Appenninica. I volti di pietra della Matriarchia (1997), Le terre della Sibilla Appenninica. Antico crocevia di idee, scienze e cultura (1999). Errante Erotica Eretica. L’icona sibillina fra Cecco d’Ascoli e Osvaldo Licini (2000), Sibilla sciamana della montagna (2001).
Come libero ricercatore di Antropologia del sacro ha collaborato a periodici specializzati in culture e filosofie di frontiera quali Il Giornale dei Misteri, Re Nudo, Mystero e a opere di approfondimento sulle eresie medievali. Nel 1998 ha pubblicato con Giordano Berti I Tarocchi Aleister Crowley, un saggio sulle 78 immagini ermetiche elaborate nel ’47 dal magista inglese, di cui ha pure sceneggiato una completa rielaborazione pittorica, ispirata in gran parte ai Decani rinascimentali e illustrata dal pittore Andrea Serio (Edizioni d’Arte Lo Scarabeo, 2004).
Ha scritto inoltre uno studio introduttivo sulla storia e sulle dottrine della Magia moderna nell’opera La Qabala della Bestia Trionfante di Charles Stansfeld Jones, discepolo e collaboratore di Crowley (Venexia, 2004).
Ha collaborato ai volumi Psicologia e psichiatria nel Terzo
Millennio. La prospettiva Next Age (Istituto Internazionale di
Psichiatria e Psicoterapia, ’99), La Magia della
sessualit (Atanòr, 2000) con il saggio “Magia
erotica e Alchimia sessuale” e L’immaginazione al
podere. Che cosa resta delle eresie psichedeliche (Stampa
Alternativa, 2005), con l’intervento “L’estasi
di Lucifero”, un contributo sugli aspetti iniziatici,
magici ed ermetici dell’uso sacramentale di sostanze
psicoattive ed enteogene.
Sotto il profilo della divulgazione editoriale, artistica e
culturale in genere si occupa da qualche anno di
computer-grafica sia nell’ambito illustrativo delle
proprie iniziative che di altre collaterali.
Autore di alcune copertine per conto di case editrici (fra le quali Akkuaria di Vera Ambra) ha curato il logo e le scenografie digitali di Crezia, uno spettacolo multimediale finanziato dalla Regione Toscana su una condanna per Stregoneria nella Lucca del XVI secolo, scritto da Selene Ballerini e andato in scena nel 2002, con regia di Sonia Prezioso e interpretazione di Ottavia Piccolo.
Attualmente sta partecipando come elaboratore d’immagini alla realizzazione dello spettacolo Nelle Spire della Draco che, ispirato al libro Il Corpo della Dea di Selene Ballerini (peraltro pure regista e sceneggiatrice della versione teatrale) e interpretato dalla Compagnia PanSophica (un’emanazione dell’Akkademia omonima), ha debuttato al San Martino di Bologna sabato 4 marzo 2006.
Roberto Negrini e la sua filiazione Luciferiana degli illuminati (OTO-FHL) sono legati sia alla Loggia Monte Carlo della P2 del Fratello Giunchiglia, sia alla mitica sede di Bologna dell' Opus Dei ovvero Villa Leona dell'amico e Fratello Carlo Maria Baserga. Carlo Maria e' un importante personaggio dell'Opus Dei che al momento e' coinvolto nella grande opera di rimodernamento del porto di Genova condotto dall'Opus Dei.
Carlo Maria Baserga in realta' non prende molto sul serio gli illuminati o la Massoneria (in cui e' stato tra l'altro iniziato) ma li usa per i propri scopi da buon businessmen nordista. Egli ritiene giustamente tutto questo mondo di vane glorie e patacche varie un teatrino inutile, ma nel frattempo e' un fedele servo dell' Opus Dei e di Santa Madre Chiesa con cui lavora ai massimi livelli. La figlia di Carlo Maria Baserga una devotissima dell'Opus Dei e iniziata anche lei alla Massoneria, ha detto di recente che il Papa' sarebbe la TV e la voce di Dio (poveri noi...).
In un colloquio segreto che si e' tenuto a Villa leona nell'Estate 2005 con il Fratelllo Roberto Negrini Gran Maestro degli illuminati di Bologna , il Fratello Baserga ed io abbiamo offerto al Negrini una posizione da Cardinale nella Chiesa Cattolica del nuovo millennio, anche perche' gli abbiamo detto che il teatrino Vaticano si adattava molto alle suo modo di essere e al suo credo AntiCristiano ecco perche' tutti gli infedeli lavorano con il Vaticano.
Khaled Saifullah Khan
"S'io fossi Satana..." di Gian Carlo (10/26/2006)
“S’io fossi Satana…”
Ci sarebbe di che divertirsi, parafrasando il famoso Cecco; ed
essendo tale, in quanto ex puro spirito, avrei conservato un
certo senso dell’umorismo, mi muoverei con disinvoltura
nel tempo e nello spazio e avrei memoria di tutto, dal primo
vagito del bipede implume alle ultime, allarmanti grida di aiuto
provenienti dalla purezza umana calpestata dalla iniquit
massonica con annesso anatema “usque ad finem”.
Forse c’è bisogno di questo. Che sarebbe Topolino
senza Gambadilegno?
Ci vuole l’antagonista, soprattutto ora che il comunismo
non fa più paura (la fame, la sopraffazione, l’idiozia,
ci sono sempre state e non sono scomunicabili) ed eccotelo
servito su un piatto d’argento.
C’è bisogno di tenere alta la tensione, sennò la
fede può vacillare, anche se tutto, cioè ogni cosa, dacché
vive è in movimento, ovunque, sia sul piano fisico che su
quello mentale e spirituale.
Tutto si evolve, si modifica, si “storicizza”, per
alcuni ciò vuol dire che migliora, per altri c’è il
rischio del baratro. Così fu in ogni tempo, ne seppe qualcosa
Socrate, poi Giordano Bruno, poi Galileo e tanti altri, meno
illustri, ma non per questo meno perseguitati e martoriati.
Ma, s’io fossi Satana, farei in modo che l’uomo
spendesse bene la più grande moneta che ha: la Stupidit ,
duttile e fertile come nient’altro. Anche perché, da
Satana, mi farebbero sbellicare dalle risa le parole autorevoli
di Leone XIII: “Orrende e
mostruose opinioni levano la testa”.
Sogghignerei soddisfatto nel constatare che questa mediocrit
umana, non avendo il coraggio di ammettere di nutrire “dentro”
di sé sia il Bene che il Male, quindi di essere artefice
(come sostenevano quei rozzi pagani dei Romani) della propria
Fortuna, crea il mostro permanente e non riflettono, quei bravi
ragazzi, che il Male agisce in maniera diversa. Non è mai
esplicito né dichiarato; è subdolo, è suadente, è
accattivante, è mansueto, è simpatico, è goliardico, ed
ha sempre delle apparenti giustificazioni morali, anche al
massimo dell’immoralit .
Non è forse per questo che la più precisa definizione del
demonio, secondo le Scritture, è “Ingannatore”?
Che bisogno c’è di sguinzagliare le logge all’insegna
diabolica, c’è gi tanta gente dabbene che
ammazza in nome di Dio! C’è anche tanta gente che
aiuta, che sfama, che consola, che spende i suoi soldi, pochi o
molti, in Africa, per dare agli altri l’acqua; e magari
non sa o non si chiede perché lo fa: “Sente” che
deve farlo e basta.
Quando ci si allontana dall’Uomo, si perde di vista Dio,
per conto del quale pullula uno sciame di rappresentanti, su
questa terra, dimentichi del fatto che quel rapporto è
diretto: se c’è passa, si trasmette, si moltiplica, in
maniera diretta. Fortunato, chi sa percepire il Silenzio.
In questa valle di lacrime e di lucro, per troppi, non c’è
altra SpA che abbia ottenuto, investendo poco, il massimo del
profitto, come la Chiesa Cattolica, attraverso il confessionale,
con la speranza del Paradiso e la paura dell’Inferno.
AUGURI
Gian Carlo
da il Giornale del 23 Settembre (10/26/2006)
Il Giornale 23 settembre 2006
Tavaroli: non rendevo conto a Tronchetti - di Gianluigi Nuzzi -
L’ex capo della sicurezza: «Dipendevo dall’ad
Buora e agivo solo su incarico dei dirigenti del gruppo.
Indagammo sui dipendenti per paura d’infiltrazioni Br»
Gianluigi Nuzzi
da Milano
«Non sono una scheggia impazzita di Telecom. Soddisfavo le
richieste dei vari dirigenti, come il capo dell'ufficio
personale e dipendevo da Carlo Buora, amministratore delegato
della societ e non da Marco Tronchetti Provera. Non ho
mai agito in autonomia, di mia spontanea iniziativa».
Giuliano Tavaroli vuol dire Telecom, Buora e chi sa chi altri
ancora. Tre ore di interrogatorio e l'ex capo della sicurezza
del gruppo telefonico in carcere da mercoledì, respinge tutte
le accuse. Assistito dal penalista Massimo Dinoia, rivendica di
aver agito esclusivamente nell'interesse di Telecom-Pirelli. E
tira in ballo le Brigate rosse per giustificare quei controlli a
tappeto disposti su migliaia di operai e impiegati che ambivano
a essere assunti da Pirelli e da Telecom.
«Ebbi l'incarico dal direttore del personale Pirelli - mette
a verbale Tavaroli - subito dopo l'omicidio di Massimo D'Antona.
Si temevano infiltrazioni delle Brigate rosse. Tra l'altro era
stato ritrovato un volantino delle Br in una cabina telefonica
vicino all'azienda». Situazione fotocopia, assicura Tavaroli,
per i controlli sui candidati Telecom: «Anche queste
verifiche avvengono subito dopo l'omicidio del professor Biagi a
Bologna». Che poi Cipriani attingesse i dati da banche dati
riservate, corrompendo forze di polizia infedeli, Tavaroli dice
di non saperne nulla: «Io gestivo 150 milioni di budget
all'anno per la sicurezza. Qui parliamo di 20 milioni di euro in
nove anni». Come dire: vicende marginali. «Non seguivo
ogni singola pratica, i dirigenti di Pirelli prima e di Telecom
poi chiedevano notizie ai miei manager che agivano in autonomia».
Ma quali manager? Tavaroli indica i capi del personale che si
sono succeduti: «Mi evidenziavano la necessit di
compiere indagini sui candidati e io delegavo i miei dipendenti
che gestivano in autonomia le pratiche». Tra chi bussava alla
sua porta, Tavaroli indica anche il capo dell'audit Armando
Focaroli: «Ogni tanto mi chiedeva delle pratiche».
L'indicazione non è casuale. Focaroli infatti aveva messo a
verbale che non poteva compiere i dovuti accertamenti interni
per l'autonomia gestionale di Tavaroli che «riferiva
direttamente al presidente». E a questo punto ha indicato
Buora: «Ci sono delle imprecisioni. Io dipendevo da Buora e
non dal dottor Tronchetti Provera».
La difesa si gioca quindi in tre mosse. Negare ogni accusa
scaricandola sui sottoposti che lavoravano con gli 007 privati
di Emanuele Cipriani. Sostenere quindi che ruolo e incarico
erano organici a manager e strategie del gruppo. Indicare in
Valente e Lambiase i dipendenti Telecom che pagavano le fatture
estero su estero per la Polis d'Istinto di Cipriani e che
saldavano le fatture (false) emesse dalla struttura dell'amico
di infanzia. Anche lui è stato sentito e ha confermato quanto
sostenuto nei precedenti interrogatori. «Sta spiegando tutto»,
taglia corto il difensore Vinicio Nardo. Su di lui emergono
anche altri particolari. Cipriani per poter utilizzare dei conti
correnti a Montecarlo, spostare quindi soldi da un conto
corrente alla Barclays Bank di Londra alla Abc Banque
International de Monaco, aveva un domicilio nel Principato che
corrisponde a quello della nuora del venerabile Licio Gelli,
moglie di uno dei due figli del capo della loggia Propaganda 2.
Uno spunto approfondito: il gip Paola Belsito nell'ordinanza
sostiene che «Cipriani gode di importanti conoscenze in
ambito massonico». Quanto ciò sia rilevante e non
suggestivo ancora non si capisce. Di sicuro quei 13 milioni di
euro di Cipriani sequestrati all'estero sono stati bloccati al
momento giusto. L'investigatore privato li stava per trasferire
a una fondazione nel Liechtenstein.
SECRET TEACHINGS OF THE FRENCH P2 ILLUMINATI RING LEADER JEAN PIERRE GIUDICELLI (10/26/2006)
NOTE OF THE
AUTHOR OF THIS WEB SITE:
ILLUSTRIUS FRENCH BROTHER JEAN PIERRE
GIUDICELLI IS ALSO INVOLVED WITH GINO
SANDRI ( SECRETARY OF THE
LATE PLANTARD SINCLAIR) IN RUNNING THE
SO CALLED PRIORY OF SION
OPERATION, A FRENCH RIGHT WING
INTELLIGENCE NETWORK FOR VICHI SUPPORTERS AND CATHOLIC LEFEVRE
FANATICS PILOTED BY GLADIO AND THEIR
P2 ILLUMINATI MASTERS UNDER JESUIT CONTROL.
JEAN PIERRE GIUDICELLI IS ALSO
A CLOSE FRIEND OF JESUIT
PUPPET MASTER MASSIMO INTROVIGNE.
Préface 11
Introduction 17
Avertissement 21
Des diverses alchimies 27
Les voies extérieures 33
Les courants rosicruciens et hermétistes 45
Ordres actuels ayant un rapport avec une ou plusieurs voies
alchimiques 59
Les Arcana Arcanorum 66
Précisions sur les rites de Memphis et Misraïm 77
Gnostiques et Rose + Croix en Corse, une permanence de la
Tradition 81
Un Ordre mystérieux, les Frères Ainés de la Rose +
Croix.. 95
Graal et Alchimie ou les voies développées 101
La Doctrine du corps immortel 103
La voie des sons 117
La voie secrète ou le réel Art chimique 123
Ibis - cinquième proposition 131
L'aide des Dieux ou des Anges de Lumière dans la quête
.... 139
Ésotérisme, Tradition et Franc-Maçonnerie 143
Gnosticisme et initiation 151
Ésotérisme, paganisme et religions 157
Les femmes, ésotérisme et chevalerie, histoire d'un faux
problème 167
Conclusion 173
Appendices: 181
1 - Histoire secrète du Pythagorisme 181
2 - Giuliano Kremmerz et la « Myriam » 183
3 - La voie alchimique féminine dans le Taoïsme en Chine
187
Préface
Alchimie... Rose-Croix... deux qualificatifs étroitement
liés l'histoire Traditionnelle de l'humanité. Si
l'origine du premier remonte la plus haute antiquité
greco-égyptienne et lui est certainement antérieure, le
second est d'émergence relativement récente bien qu'il
associe deux symboles représentatifs de Traditions plus que
millénaires.
Les Ordres qui, sous le vocable Rose + Croix, apparurent en
Occident au xive siècle, héritiers de filiations
prestigieuses', détenaient les clefs de l'Art Royal. Ainsi,
depuis cette époque, l'histoire de l'alchimie tend
se confondre, du moins dans ses manifestations les plus extérieures,
avec celle de la Rose-Croix. Malheureusement depuis la démocratisation
et la modernisation pernicieuse de la société, qui fait
tout pour abrutir l'individu, diluant son peu de conscience dans
l'avoir quantitatif, de
1. Michel Maier précisa dans son Silentium post clamarens
que les Rose-Croix étaient les successeurs des Collèges
Brahmanes Indous, des Égyptiens, des Eumolpides d'Eleusis,
des Mages de
Perse, des Gymnosophites d'Éthiopie, des Pythagoriciens et
des Arabes.
nombreuses spéculations, fruits des échecs répétés
de chercheurs déçus, se sont greffées sur ce courant.
Face ce verbiage chaotique, qui relève plus d'une
logorrhée mentale que du désir d'intégrer une
connaissance Traditionnelle, les collèges R+C s'occultèrent,
se cachant parfois dans les structures initiatiques que nous
connaissons aujourd'hui.
Totalement asservi par la matière, soumis ses
illusions, et croyant échapper cet esclavage pesant,
l'humain en vint même inventer les théories
fumeuses de l'alchimie dite spirituelle. Mais de solve en
coagula abstraits et moribonds, il ne fit que flatter et
renforcer son ego, s'éloignant encore un peu plus du but
qu'il s'était fixé...
Heureusement, ce livre présente le témoignage d'un Collège
détenteur des Arcanes Majeurs, non pas qu'il se soucie des
opinions humaines dont il n'a que faire, mais parce que le monde
est parvenu un tel point de confusion que peu de
chercheurs sincères pouvaient espérer encore appréhender
un des fils de la Toison d'Or. La Quête est suffisamment
ardue en elle-même pour ne pas avoir se débattre
avec les interprétations dérisoires des philologues de l'Ésotérisme
qui, surtout s'ils n'ont pas les compétences nécessaires,
s'emploient étaler sur le papier leur propre
confusion, ajoutant leur désarroi celui du lecteur.
Soyons donc reconnaissant M. Jean-Pierre GIUDICELLI
de CRESSAC BACHELERIE qui,
ayant impétré la plupart des filiations justes et vraies2
et pos
2. Vraies c'est- -dire Réelles, ayant dépassées
les contingences humaines.
sédant toutes les qualifications nécessaires, a bien voulu
préciser ici quelques points essentiels de la Quête
alchimique et entrebâiller certaines portes.
Dans cette étude, le lecteur trouvera beaucoup d'indications
utiles, trop même reprocheront certains souffleurs arguant du
secret et du fait qu'ils ont cherché pendant de longues années,
et parfois avec succès, les clefs que l'auteur donne ici.
Mais c'est oublier que les impératifs liés la
conquête héroïque de l'Arbre de Vie sont tellement éloignés
des préoccupations de l'humain moyen que pour beaucoup le
Verbum ne se fera pas chair. En effet, le prix payer
est bien souvent lourd, le quêteur croyant tout perdre, mais
en fait ce ne sont que ses propres fantômes qui se dissolvent
dans l'unité retrouvée. Au-del de l'ego il n'y a
rien perdre'.
La Quête commence l où la volonté est
suffisamment forte pour quitter le courant vulgaire, mais
puissant, de l'identification et de la soumission aux désirs
et instincts, grands dévoreurs de substances fines. Il faut
donc s'évertuer se rapprocher de l'Axe vertical afin
que le « Dieu subtil » qui réside en nous puisse se
faire entendre, car les lois occultes échappent la
logique commune du mental analytique.
Développant l'axiome alchimique selon lequel la Nature est
vaincue par la Nature4, ce livre est avant tout
3. L'ego peut être considéré comme un complexe
mouvant de petits « moi » qui naissent et meurent au gré
des événements extérieurs, ce n'est que la persistance
mémorielle et la rapidité des
changements qui donne l'illusion d'un moi stable et unique.
4. Fermicus disait : « La Nature se réjouit dans la
Nature, la Nature conquiert la Nature, la Nature domine la
Nature. »
le livre des substances car la rédemption doit se faire par
la matière qui est Dieu se manifestant. L'auteur rend ainsi
l'alchimie sa signification originelle, en rappelle les
deux aspects, Wouei Tan et Nei Tans, et précise leur complé
mentarité : le travail sur la matière extérieure
l'homme n'est pas une fin en soi mais une étape de
l'alchimie
interne du Corps de Gloire6. L'Art
Royal permet donc
de déclencher et maîtriser le processus créateur des
substances qui forment ce Corps Solaire et Christique, que
KREMMERZ définissait comme un
principe intellectif participant la vie universelle'.
Le dernier mérite de ce livre, et non le moindre, est de
rappeler que la Tradition est Une et que ce sont les hommes et
les circonstances qui sont multiples. L'alchimie
a de tous temps répandu son message universel, qui fit dire
PAUL dans son épître
aux Éphésiens (5-14)
Éveille-toi, toi qui dors,
Lève-toi d'entre les morts
et sur toi luira le christ8
5. Wouei Tan = Alchimie externe, Nei tan = Alchimie interne.
6. D'ailleurs en Inde le Mercure (une des matières de
l'ceuvre externe) est appellé : celui-qui-confère-le-passage-dans-l'autremonde.
7. G. Kremmerz « Introduction la Science Hermétique
», Éd. Axis Mundi.
8. Cette universalité de la Tradition qui a toujours su «chevaucher
le Tigre » se retrouve aussi d'une manière saisissante
chez le Soufi Ibn Sab'in qui considérait « Hermès (=
Idris) comme le premier philosophe spiritualiste, qui a démontré
que l'âme était une substance autonome, indépendante du
lieu, en la faisant sortir hors de son corps durant sa vie :
lors de son ascension (raf), grâce son ascèse
» (in « La révélation d'Hermès Trismégiste
», Éd. des Belles Lettres).
Ce message est parfaitement illustré par la légende
rapportée par ZOZIME : «
Certains Anges s'étant épris de femmes trahirent les
secrets de la Nature en apprenant aux hommes les signes
magiques, les propriétés des racines, des métaux, des
arbres. » TERTULLIEN mentionna
aussi que les Anges enseignèrent aux hommes « l'art de
teindre les Toisons ». M. GIUDICELLI de
CR.ESSAC BACHELERIE nous rappelle, par
ailleurs, que les voies de l'alchimie interne ne sont révélées
qu' celui qui a suffisamment développé l'Hermès
en soi, ce qui donne toute sa signification cette légende.
En effet, c'est bien l'Ange-gardien (ou Hermès) qui enseigne
l'homme les secrets de l'alchimie. De cette union
(l'accouplement de l'Ange-Hermès avec la FemmeNature) naîtra
la race des Titans, des Héros dont il est dit qu'ils sont les
Seigneurs des hommes et des Dieux.
Le Corpus Hermeticum précise (X-24) : « Bien plus ne
craignons pas de dire la vérité, l'homme véritable est
audessus des Dieux ou tout au moins égal eux. »
Le Héros est celui qui a dépassé la Nature et qui
apparaît dans un Corps de Lumière, échappant
la fatalité, libre de l'esclavage, de l'illusion et de
l'identification: « Ils n'ont plus besoin de nourriture, ne
souffrent plus de soif, échappent la perception »
(ENOCH XV, 2).
EVOLA écrivit ce sujet :
« Selon l'enseignement initiatique, l'état suprême est
au contraire au-del soit de l'être soit du non-être
; dans le mythe cosmique des cycles, dans cet état indifférencié
identique la transcendance absolue, même le Dieu
personnel et tous les cieux sont résorbés au moment de la
grande dissolution (ou incendie cosmique). L'extrème
perfection de l'oeuvre, réalisée lors-
que la Terre a été entièrement dissoute et qu'on s'est
uni au Venin, signifie avoir atteint cette limite extrême
tout en restant actifs. Alors il n'y a plus de résorption
possible. L'initié royal, vêtu de Rouge, est un vivant qui
dure et est aussi l , ou aussi quand, dans le mythe
cyclique - les mondes, les hommes et les dieux disparaissent9.
»
Il ne nous reste plus qu' conseiller au lecteur de lire
et relire cet ouvrage et surtout d'expérimenter les voies qui
sont indiquées car « l'expérience est la grande Maîtresse,
parce que sur la base des résultats prouvés, elle enseigne
celui qui comprend, ce qui peut mieux le conduire au
but » (ZOZIME). Dans l'Univers il n'y a pas d'échecs, il
n'y a que des expériences.
Michel MONEREAU
9. Julius Évola : « La Tradition Hermétique »,
Éditions Traditionnelles.
Introduction
Dans une époque de confusion, telle que celle que nous
vivons, condensé du Kali Yuga dans ses derniers soubresauts,
apparaissent néanmoins plusieurs signes clairs d'une reprise
du désir de CONNAISSANCE.
Comme il arrive toujours, la charnière de deux époques,
une qui touche sa fin et l'autre qui s'annonce, il se
produit un pullulement déréglé d'organisations qui
s'autodéfinissent traditionnelles et initiatiques, tandis
qu'elles confondent la Tradition avec les coutumes et doctrines
récemment apparues et l'Initiation avec quelques cérémonies
scénographiques de réception.
Puisque le désordre et la confusion pèsent, il sera nécessaire
de faire le point, de s'assurer des doctrines et lignes
authentiquement traditionnelles et, en même temps, de traiter
comme elles le méritent, toutes les organisations néo-spiritualistes
et modernes ainsi que celles qui furent un moment
traditionnelles et sont maintenant dénaturées par les réformes,
et tombées dans la banalité.
De cette nécessité d'éclaircissement naît ce livre,
qui
est le fruit d'une recherche sérieuse, fidèle et engagée,
qui
éclaircit, pour ceux qui veulent avec un coeur pur,
entreprendre la voie du réveil de la Divinité qui dort
dans les profondeurs de l'homme, lignes et voies de la Tradition
que les Grands Maîtres du passé nous ont transmis depuis
la nuit des temps.
La Tradition, même si diversifiée dans les formulations
des différents peuples est UNE et
Sacrée, et personne ne peut se permettre de la modifier sans
commettre un sacrilège et encore moins de l'inventer selon
son bon plaisir. Elle nous a été donnée et ne peut être
changée.
Ce livre, dans lequel Jean-Pierre GIUDICELLI de
CRESSAC BACHELERIE a transmis son désir
ardent de clarté dans un domaine aussi important, évoque,
en exposant leurs doctrines, les grands esprits guides de
l'humanité ; lesquels sont toujours présents pour éclairer
avec leurs sacrifices le difficile chemin de l'Initiation.
Ce livre aura certainement la fortune qu'il mérite, mais plus
encore de fortune auront ceux qui le rencontreront sur leur
chemin et le méditeront avec un coeur pur.
Sebastiano CARACCIOLO 330 90° 97°
S:': I:: I Souverain Grand Hiérophante Général de
l'Antique et Primitif Rite Oriental de Misraïm et Memphis.
Aujourd'hui, aujourd'hui, aujourd'hui,
Ce sont les noces du roi ;
Si tu es né pour y prendre part
Élu par Dieu pour la joie,
Va vers la montagne
Qui porte trois temples.
Cependant prends garde toi,
Examine-toi toi-même
Si tu ne tes pas purifié assidûment,
Les noces te feront dommage.
Malheur celui qui tarde
Et malheur celui
Dont l'esprit manque de poids.
SPONSUS et SPONSA (Le
Fiancé et la Fiancée).
Si le pauvre genre humain
Voulait ne pas se révolter,
Il recevrait beaucoup de biens
Dune véritable mère ;
Mais refusant d'obéir,
Il reste avec ses soucis,
Et demeure prisonnier.
« Les Noces Chymiques de Christian Rose + Croix » de
Valentin ANDREAE
Il n'est rien dont l'homme ne soit aussi fermement convaincu que
d'être éveillé, en réalité il
est captif d'un filet de sommeil et de rêve qu'il a
confectionné lui-même.
Gustave MEYRINCK « Le Visage Vert
»
Avertissement
Nous avons écrit ce livre pour quelques lecteurs capables
de se livrer une recherche sérieuse sur les
traditions les plus fermées. Ainsi avertis dans une époque
de confusion, ils pourront peut-être découvrir un des
filons qu'ils pressentaient. Les,..cercles~ tiaticuues ordres
divers sont fort nombreux les f ations traditions çixs
so~,pt,,,par contre rares fe e_çsaarfois escamotées derrière
tout un assembi4ge, de structures diverses. Insaisissables
historiquement, elles connaissent les autres, mais ne sont pas
connues ni même soupçonnées, qui a assez d'HERMÈS en
soi les rencontre ou les retrouve, malgré le prix
payer. Leurs secrets ne tiennent pas de la jalousie de caste,
comme le pensent quelques petits curieux plus proches dans leur
esprit des inquisiteurs que des nobles voyageurs.
Nous aurions pu donner bien plus d'indications, et aussi déranger
divers cercles ou auteurs établis... Tel n'était pas notre
but car tout ce qui converge vers la recherche libre et non
sectaire nous convenait.
Le problème des filiations n'est pas réellement impor-
tant et ne concerne chaque fois que des secrets terminaux, la
plupart des ordres initiatiques ne s'en préoccupent pas, et
en fait, dans l'exotérique ou le mésotérique peuvent
avoir encore plus d'efficacité que d'autres cercles extérieurs
émanant de filiations indiscutables, mais peu adaptées
des extériorisations. Giuliano KREMMERZ
en Italie, qui tenta de vulgariser la voie hermétique
est un exemple, la MYRIAM fut ainsi
une source de troubles. La voie ésotérique„ étant
expérimentale, elle n'a ni vérités pré-établies,
ni dogmes.
Quant aux filiations les plus internes, elles n'ont jamais eu de
problèmes pour se perpétuer... Les traqueurs, les assoiffés
des quêtes rudes et totales finissent par les découvrir,
et souvent y mettent le prix, les maîtres de ces filiations
n'ayant pas la manie des débordements affectifs et des réceptions
mondaines et courtoises que certains attendent. Elles concernent
des méthodes précises, une praxis initiatique rigoureuse,
liée un ou plusieurs secrets non extériorisables
parce que dangereux s'ils étaient mis entre toutes les mains.
Dans ces voies, comme dans celle du BOJA
YOGA, la connaissance sans la puissance n'est que
plaisanterie. Non pas le pouvoir en tant que but, mais en tant
que moyen de vérification. Méthode d'ascèse qui de
facto ne pouvait être réservée qu' ceux qui ne
cherchent plus le pouvoir, ou qui n'en ont que faire, et ils
sont rares ) et ses principes aristocratiques, au sens
étymologique et platonicien du terme.
Ce livre est aussi une mise au point d'un collège dépositaire
de filiations multi-millénaires dans leur essence, même si
les formes extérieures restent anachroniques ou dépassées
dans certains cas, nous avons tenu ne parler que de ce
que nous avons expérimenté et constaté après trente
années de recherches et de quête inconditionnelle. La
forme extérieure compte peu, le prince ou le mendiant selon
les cas sont les dépositaires ; chaque fois il faudra une
stratégie différente, mais cette dernière fait partie
de la quête, et le chevalier ne juge pas le"1ïnricë
pour lequel il se bat, notion d'éthique élémentaire, si
incomprise notre époque.
Les critères traditionnels resteront toujours les mêmes en
ce qui concerne les alchimies, il est impossible d'en
changer car la porte est ouverte l'imposture, au
verbiage et aux impressions fumeuses. Ils sont doubles et
immuables.
Sur la voie extérieure, la pierre au rouge transmutatoire est
le seul moyen de vérification qu'un adepte puisse avoir, on
ne peut rentrer dans le processus des divagations diverses
surtout créées autour d'une voie où on parle d'aurore
boréale provoquée par l'explosion de l'œuf, et toute
une série d'autres faits des plus discutables, très en
vogue l'heure actuelle où l'aberration mentale
s'ampli _ fie. Cette pierre pouvant être faite
partir de divers métaux selon les écoles, étant entendu
que la voie la plus simple et la moins onéreuse est la plus
intéressante.
Sur la voie interne, la création tangible d'un corps de
gloire, corps de conscience coagulée, qui permet
l'adepte de monter au ciel de son vivant, lui donne ainsi la
certitude de son immortalité. Le taoïsme, dans les écrits
de certains maîtres, précise qu'il y a divers degrés
d'immortalité, certains allant jusqu' la maîtrise
du corps physique. Mais notre propos n'est pas d'aborder des
questions qui ne concernent que des adeptes terminaux, lesquels
n'ont plus rien voir avec l'alchimiste habituel, tant
les divers constats de la pratique provoquent une conscience de
plus en plus réelle et donc différente de celle de
l'humain.
Il est ainsi indispensable de préciser que ces états de
conscience sont aussi précis que le reste de la voie, ils
n'ont rien voir avec des états d'ataraxie mentale,
ou émotionnels, ils sont liés au contrôle de la pensée,
et concernent le regard OBJECTIF, conscience
non parasitée par les productions de l'EGO. Conscience
regardante
et non cogitante, verticale et non horizontale, PRÉSENTE et
non oscillant entre le futur et le passé, bref conscience
totale de l'HIC ET NUNC (ici et
maintenant). Rien de commun donc avec le monde des impressions,
de l' -peu-près si en vogue dans les milieux
spiritualistes contemporains, dits traditionnels, plus amateurs
de verbiage et d'inféodation aux doctrines ahurissantes
actuelles, que de recherche véritable, honnête, lucide,
sur un sentier déj difficile sans les obstacles des
théories.
Il nous reste souhaiter que la véritable race des
seigneurs, éternels rebelles, amoureux fous d'un monde UN,
puisse toujours éveiller les éléments qualifiés
des jeunes générations afin qu'ils perpétuent
leur tour la voie de l'ÊTRE.
Des diverses alchimies
Les diverses définitions de l'alchimie et leur analyse
nous conduiraient des spéculations inutiles.
L'intention de ce livre n'est pas de donner un aperçu de plus
sur l'ART ROYAL, mais d'éclairer le
lecteur sur la situation actuelle de certains filons
traditionnels, d'examiner certains problèmes, et surtout
d'indiquer un chemin, non par des révélations, mais par
l'indication d'opportunités hermétiques qu'il devra
explorer par lui-même, non par curiosité, mais avec un désir
profond de connaissance.
Beaucoup d'auteurs actuels n'arrivent pas comprendre
que l'Hermétisme est par définition... hermétique ! Si
un Ordre traditionnel pouvait être cerné par un historien,
il ne serait plus ésotérique, surtout une époque
où le secret est bien plus difficile protéger.
C'est LANZA DEL VASTO qui a le mieux défini
la situation actuelle quand il écrit : « La conjuration
des imbéciles, des charlatans et des Sages a parfaitement réussi.
Cette conjuration avait pour objet de cacher la vérité.
Les uns et les autres ont servi cette grande cause, chacun selon
ses moyens : les imbéciles par le moyen de
l'ignorance, les charlatans par le moyen du mensonge, les Sages
par le moyen du secret.
Les imbéciles ne veulent pas qu'on découvre la vérité.
Ils soupçonnent d'instinct qu'elle les dérangerait. Si on
la leur montrait, ils détourneraient les yeux ; si on la leur
mettait dans la main, ils la laisseraient tomber... Si on les
forçait au face face, ils hurleraient d'horreur et
courraient se cacher sous terre.
Les charlatans ne veulent pas qu'on découvre la vérité
car elle ruinerait leurs artifices, empêcherait leur profit,
étalerait leur honte.
Les Sages qui possèdent la vérité ne veulent pas qu'on
la découvre. Ils l'ont tenue cachée pour quatre raisons
La première, c'est qu'ils savent que Savoir c'est Pouvoir, et
veulent en écarter les indignes. Car le Savoir chez l'indigne
devient malice, le Pouvoir danger public et fléau. C'est
pourquoi les réserves de connaissance accumulées pendant
des millénaires dans les temples d'Égypte demeuraient
inaccessibles celui qui n'était pas passé par
tous les degrés des purifications et des épreuves. Plus
tard, les philosophes inconnus, les nobles voyageurs, les
alchimistes, se sont légués les restes du mystérieux héritage
de la même manière c'est- -dire de bouche
oreille, ou plutot par la presence et par l'exemple, en symboles
et en énigmes, Y,et_ toujours_ sous le sceau du secie'ils ont
vécu dans l'intimité des formidables puissances de la
nature, ils se sont bien gardés d'en faire
part aux étourdis... 1. »
1. Extrait de la préface de Lanza Del Vasto au livre de
Louis
Le terme Alkimia apparut au XIIie siècle
sous sa forme latine. Il est probable que le mot chimie vienne
du grec cheuma qui désigne tout ce qui peut être fondu.
Mais qu'elle soit la chimie- de la terre noire : ALKHEMIA
(chemia désignant la terre noire), ou l'alchimie de
Dieu AL KIMIA, que des Anges l'aient
communiquée aux humains, ou que ces derniers l'aient
progressivement découverte une époque où leur
conscience était normale, c'est- -dire moins
pathologiquement analytique qu'actuellement, ne change rien
la question.
Le constat le plus extérieur que l'on puisse faire est que
cet Art était connu de diverses civilisations, avec particulièrement
deux berceaux importants : l'Égypte et la Chine ; mais le
terme berceau ne serait-il pas plus heureusement remplacé par
relais ou axe, car l'histoire est l'étude d'un phénomène,
travers le peu que l'on sait, et encore très extérieurement.
L'alchimie est en tout cas la voie de la transmutation, c'est- -dire
d'un processus d’accélération et de mutation ou
modification d'une situation donnée, quel qu'en soit le règne.
Comme le dit le Maître LEHAHIAH dans
sa préface « Introduction la Science
Hermétique » de Giuliano KREMMERZZ :
« Il existe et il a toujours existé un secret
Cattiaux « Le Message Retrouvé », édité par les
amis de Louis Cattiaux (Bruxelles). Cette préface ne peut
être donnée en entier du fait de sa longueur, mais il était
indispensable de la citer partiellement.
2. « Introduction la Science Hermétique »
de Giuliano Kremmerz, Éditions Axis Mundi.
initiatique qui peut donner l'homme la clef de son
essence, déchirer le voile de son Être occulte et lui dévoiler
la science de la vraie évolution. En possession d'un tel
secret, l'homme devance les termes naturels de son ascension et
en relation avec le vulgaire - intellectuel ou non - de son siècle,
il peut apparaître comme un demi-dieu. Ce secret a toujours
été jalousement gardé par les anciennes Théocraties...
»
Cela explique bien entendu la responsabilité liée
un tel secret : toute matière n'est pas propre subir
un processus d'accélération et tout humain qui n'aurait
pas les qualifications requises devrait être écarté de
la praxis initiatique.
Pour ce qui concerne l'Occident, l'alchimie est d'origine égyptienne.
Les autres alchimies occidentales sont des dérivés, en
particulier l'alchimie hébraïque que MOÏSE, comme le
rapporte PHILON LE JUIF,
étudia en Égypte. (MOÏSE étant probablement
un Égyptien, car CLÉMENT D'ALEXANDRIE
précise que les prêtres égyptiens n'enseignaient
cette science qu'aux enfants des rois ou leurs propres
enfants'.)
« L'art sacré des Égyptiens et la puissance de l'or
qui en résulte, écrit ZOSIME, n'ont
été révélés qu'aux juifs, par fraude, et ceux-ci
l'ont fait connaître au reste du
monde4. »
Toutefois, bien que les preuves historiques manquent, on ne peut
négliger l'existence probable d'une alchimie
3. Clément d'alexandrie, stromates, V, 7.
4. « Le premier livre de l'accomplissement » de Zozime le
Thébain.
des Trois Règnes avec Magistères internes comme le
rapportent certains druides. La tradition druidique de l'OEuf de
Serpent renferme, comme le précise SAVORET,
un des secrets majeurs du Sanctuaire, mais cet
enseignement est resté très fermé et la plupart des
Sociétés Celtiques actuelles n'en sont plus dépositaires,
car il concerne surtout une alchimie interne.
Parallèlement l'alchimie égyptienne, se
pratiquait en Chine une alchimie dont les diverses voies furent
mieux expliquées.
Dès le début de l'histoire de l'Art alchimique, on signale
qu'il existe deux conceptions, certains adeptes travaillant sur
la Pierre et réalisant transmutations et élixirs, d'autres
travaillant au contraire sur leur propre corps physique et
s'attachant la réalisation d'un corps
d'immortalité.
Pour plus de clarté nous allons adopter la classification
chinoise, qui distingue le Wouei-tan (voie du cinabre extérieure),
qui consiste travailler sur une matière
extérieure l'homme (ici le sulfure de mercure), et
le Neitan ou alchimie intérieure dans laquelle l'adepte se
sert de son propre corps, tant pour les ingrédients que comme
laboratoire. Il est évident que la pierre au rouge
transmutatoire et les élixirs sont issus de la pratique de la
voie extérieure, alors que la constitution du corps de gloire
ou corps d'immortalité, ne peut s'obtenir que par les
pratiques internes.
Comme de nos jours, il y eût très tôt trois écoles,
l'une pratiquant le Wouei-tan, l'autre uniquement le Nei-tan,
enfin quelques adeptes de la vieille Tradition alliant les deux.
Les voies extérieures
Nous allons aborder les « voies extérieures », qui
utilisent un produit extérieur l'être humain, métal
ou plante, ce qui ne signifie pas que de bonnes dispositions intérieures
ne soient necessaires.
Dans le Traité d'Alchimie et de Physiologie Taoïste de ZHAO
BICHEN', Catherine DESPEUX écrit
: « Le cinabre, ou sulfure de mercure, sous la forme d'une
pierre rouge, est en alchimie chinoise la matière première
de la Pierre Philosophale. En d'autres termes, le cinabre est le
matériau de base de l'élaboration de l'or en alchimie
externe, de la drogue d'immortalité en alchimie intérieure...
»
Le terme champ de cinabre, qui désigne une partie du corps,
apparaît plus tardivement ; pour citer encore le même
auteur : « Ce n'est que vers le 11Ie-IVe siècle que l'on
voit apparaître trois champs de cinabre distincts
1. Zhao Bichen « Traité d'Alchimie et de physiologie
Taoïste ». Introduction, traduction et notes de Catherine
Despeux, Éd. Les Deux Océans (Paris).
étagés dans le corps. Ce sont:' le champ de cinabre inférieur
localisé au-dessous du nombril, le champ de cinabre médian
au niveau du coeur, le champ de cinabre supérieur dans la tête
».
Il est certain que d'autres précisions pourraient être
apportées sur la voie du cinabre mâle ou Yan tan (voie du
cinabre extérieur), et sa différence avec ce qui a été
qualifié de voie du cinabre femelle ou Yin tan où l'on
utilise des substances végétales en absorption, en
combinaison avec des pratiques internes surtout basées sur la
respiration.
De même, l'intérieur d'une voie existent des
divergences. Si l'on prend par exemple la classification de KO CHANG
KENG, nous pouvons distinguer trois méthodes pour
l'alchimie ésotérique interne
• Dans la première, le corps est le plomb, le coeur le
mercure. Dans ce cas, la méditation est le liquide nécessaire
(l'eau), les lueurs de l'intelligence le feu.
• Dans la seconde, la respiration fournit le plomb et l'âme
le feu. Il s'agit l d'états psychiques, ou de réactions
émotionnelles qui produisent elles-mêmes des substances.
• Dans la troisième, le sperme est le plomb, et le sang
le mercure. Ici les reins fournissent l'élément eau, et
l'esprit le mercure.
La première est considérée comme pouvant être très
rapide, remplaçant dix mois de gestation par un battement de
paupières.
En Égypte, la voie du mercure est souvent évoquée. DIOSCORIDE
qui étudia Alexandrie précise
« D'aucuns affirment que le mercure est un constituant des métaux.
» Et si ÉPICTÈTE dit : « Le pouvoir du vrai bâton
d'Hermès réside dans le fait qu'il change en or tout ce
qu'il touche », il sait qu'il s'agit du mercure.
Le chaînon le plus ancien entre l'alchimie grecque et
l'alchimie arabe, le Livre de Crates, contient trois songes.
Dans le deuxième on précise que dans le sanctuaire de Phta
se trouve une idole de Vénus qui tient en main un vase duquel
coule de l'argent liquide... Il s'agit l du premier
mercure ou vif-argent. Dans la suite du même songe, quand le
rêveur voit une femme d'une grande beauté qui ressemble
l'idole de Vénus, qui détache sa ceinture d'or
incrustée de deux pierres, l'une blanche l'autre rouge, on
souligne que sur ces deux pierres sont sertis deux morceaux de
soufre. Ainsi sont définis les constituants de la Matière
Première de l'OEuvre et son aboutissement : la Pierre au
blanc et celle au rouge.
Certains auteurs occidentaux rejoignent cette conception. Dans
le « Livre de la Philosophie des Métaux », LE TRÈVISAN
écrit : « Mais le soufre et vif-argent sont appelés la
propre et première matière des métaux. »
Comme le précise Wilhem GANZENMULLER2:
« La théorie du mercure simple fait son apparition dans la
nouvelle pierre précieuse de PETRUS BONUS (1330).
La séparation entre les deux théories se fait jour dans
différentes oeuvres du xlve siècle ; ainsi, le "De
magni Lapidis Compositione" expose en principe que le
composant originel de tous les métaux est formé d'un
liquide
2. W. Ganzenmuller : « L'Alchimie
au Moyen Age », Éd. Aubier (Paris 1910).
sec appelé vif-argent et d'un esprit appelé soufre. Il
renvoie pour plus de détails au IVe siècle de la Météorologie
d'ARISTOTE, au livre d'ALBERT LE GRAND sur
les Minéraux et la Somme de GEBER.
Ce dernier dit que le principe essentiel des métaux est une
vapeur très fine de vif-argent et de soufre qui, par notre
Art, naît de ces deux corps. Beaucoup de philosophes prétendent
qu'on peut créer cette fumée sans l'aide du soufre, mais
cela revient au même, car le vif-argent contient, par sa
nature, le rouge soufre. »
Au sujet de cette Materia Prima pour la voie métallique ou
extérieure, il existe une querelle inutile. Si beaucoup de
voies exprimées (Taoïste, Égyptienne, Indienne)
partent du mercure3 ou du cinabre, il reste évident que
d'autres sulfures (sulfure d'antimoine, de plomb, etc.) peuvent
conduire la Pierre au Rouge. Basile VALENTIN
ne précise-t-il pas que l'antimoine est le « Loup
Gris des Philosophes ». Il faut noter cependant ce
sujet que pour ARTEPHIUS, l'antimoine
est « notre vinaigre », de même que DOM
PERNETY écrit que « c'est l'eau céleste qui
nettoie, purifie et lave ».
3. Certains prétendent que les alchimistes, par
soufre-sel-mercure, parlent des trois principes, ce qui est
exact car Paracelse précise dans son « Traité des Trois
Essences Premières »
- « L'un est une liqueur, c'est le Mercure - L'autre est une
oléité, c'est le Soufre
- Le troisième est un Alkali, c'est le Sel. »
Chaque découverte expérimentale donna lieu au cours de
l'histoire des extensions sur des corps analogues. Mais
la voie du « sable rouge » et du mercure métallique est
évoquée sans ambiguïté un
moment de l'histoire alchimique ; les voyages de certains
princes la recherche de l'immortalité sont révélateurs.
On constate d'entrée qu'il n'est pas difficile de démontrer
une chose et son contraire selon les partisans d'une voie ou
d'une autre. Pour citer un exemple précis : quand un auteur
écrit : Mars attaque le Loup Gris, un alchimiste de la voie
de l'antimoine dira que cela signifie que le fer (Mars) attaque
l'antimoine (Loup Gris), donc qu'il faut d'une certaine manière
utiliser du fer et de l'antimoine. D'autres comme nous l'avons
vu précédemment, pour lesquels l'antimoine est leur eau,
considéreront que le Loup Gris est le mercure, et Mars le
soufre rouge qui va donc attaquer le mercure et provoquer la
mondification par l'action de l'eau céleste. Cette incompréhension
apparaît d'autant plus grande que certains textes concernent
des voies internes, comme nous le montrerons dans d'autres
chapitres.
Il existe une voie de la stibine (sulfure d'antimoine), liée
un vieux courant qui fût plus accentué au xxe siècle
avec les travaux de CANSELIET et de
toute une école qui reste sur ses positions, lesquelles sont
parfaitement légitimes si on considère certains textes
traditionnels comme ceux du Sieur de GRIMALDI,
médecin du roi de Sardaigne, qui donne dans un luxe de
détails la voie du Loup Gris. Ce qui n'empêche pas cette
voie très complexe qui part du fameux Régule, et qui
demande force chaleur et de nombreux ingrédients, d'être
intéressante par l'attention qu'elle porte l'esprit
universel et la manière de le capturer.
Une étude approfondie des textes et une longue pratique avec
constat des résultats, discussions avec de nombreux adeptes,
nous la font considérer comme une de plus complexes, et comme
support d'un autre ensei-
gnement et d'une autre voie plus secrète qui n'apparaît
pas encore certains des adeptes actuels, trop ahuris
par de soi-disant maîtres. Comme nous ne le répéterons
jamais assez, sur la voie extérieure le seul critère est
la Pierre au Rouge transmutatoire, et non pas quelques vagues
transmutations exécutées quels frais avec la méthode
du particulier... !4
Sur les voies extérieures nous ne citerons pas les autres
aspects, particulièrement ceux de la voie du plomb évoquée
par un vieux sixain
Il est une partie dans l'homme Dont le nom six lettres consomme.
Si tu y vas un P ajoutant Puis l'S en M permutant Tu trouvera
sans nul ambage Le vrai nom du subject des Sages.
Basile VALENTIN dans « Le Dernier
Testament » précise l'importance de Saturne : « Prenez
de la céruse blanche ou du minium rouge ou du plomb jaune,
c'est -dire de la litharge. »
Nous ne traiterons pas des voies utilisant le phosphore, mais il
est certain qu'on ne peut négliger les voies toujours extérieures,
liées une substance universelle qui
est trouvée en tous lieux, en tous temps et chez toute
personne, de laquelle on peut extraire un archéus, d'un intérêt
majeur, condition que cette matière soit issue de
4. Il s'agit de procédés parallèles la voie
alchimique pour obtenir ces transmutations, en général on
parle du particulier propos de Blaise de Vigenere,
auteur du « Traité du Feu et du Sel », Pans 1618.
l'union du ciel et de la terre, c'est- -dire riche en
nitre. Dans d'autres voies cette Matière Première joue un
autre -rôle, devenant un des sels, ou dans d'autres cas un
constituant actif de l'eau qui ne mouille pas les mains, dans
une voie interne très secrète elle est cependant MATERIA
PRIMA. La séparation qu'en font certains alchimistes
en quatre éléments relève cependant de décisions
gratuites toujours liées un mental analytique,
encore qu'ils soient sur une piste intéressante. La voie de
l'eau (sous forme de neige ou de rosée car elle doit être
riche en nitre) peut servir pour les voies internes comme celle
du mercure (qu'il soit traité travers le cinabre ou
seul, l'aide de plantes). On retrouve curieusement
cette situation d'un sel qui peut devenir Matière Première,
dans d'autres voies, cas de la salive humaine par exemple.
Ainsi nous ferons nôtres, en conclusion, les affirmations de
trois alchimistes avertis, SYNESIUS,
ARTEPHIUS, et Nicolas FLAMEL.
Ce dernier écrit : « Les philosophes n'ont couché sur
le papier leurs conceptions que pour ceux qui en connaissaient déj
les principes, lesquels ne se trouvent dans aucun livre car ils
appartiennent DIEU, qui seul
le révèle qui bon lui semble, ou bien les fait
enseigner par la bouche d'un Maître selon la tradition. »
L'alchimiste SYNESIUS, après avoir
répété que les philosophes parlent de manière
n'être compris que de ceux qui possèdent la
sagesse, dit alors : « Ils ont toutefois indiqué dans
leurs oeuvres une certaine voie et prescrit certaines règles
grâce auxquelles un Sage peut comprendre ce qu'ils ont écrit
occultement et parvenir au but qu'il se propose, même s'il
s'est fourvoyé dans quelqu'erreur ainsi que cela m'est
personnellement arrivé. »
ARTHEPHIUS confirme ces points de vue
: « Est-ce qu'on ignore que notre Art est un Art
cabbalistique ? C'est- -dire ne transmettre
qu'oralement, et qui est plein de mystères ? Pauvre imbécile
! Seras-tu assez ingénu pour croire que nous t'enseignons
ouvertement et clairement le plus grand des secrets ? Je
t'assure que celui qui voudra expliquer avec le sens ordinaire
et littéral des mots, ce que les philosophes écrivent, se
trouvera pris dans les méandres d'un labyrinthe duquel il ne
pourra s'échapper parce qu'il n'aura pas le fil d'Ariane qui
le guidera pour en sortir. »
Il existe cependant des constantes qui concernent l'ensemble des
voies extérieures
1) La Materia Prima, certains diront plus exactement une Matière
Première. Si on considère que la Materia Prima est la
substance noire universelle qui permit la manifestation, ISIS,
la Vierge Noire, est le symbole de cette substance très
dense par rapport la matière de notre univers qui
est un véritable trou.
2) Les sels ou un sel selon les voies.
3) Les étapes de l'(Euvre (séparation, solve, coagula
blanc, coagula rouge, multiplication, transmutation) pour la
voie du cinabre.
4) La Pierre philosophale qui est rouge, quelles qu'en soient
les variantes, et fusible.
Mais quels sont les éléments clefs de la voie du cinabre ?
Pour les orientaux, il s'agit du cinabre extérieur, Wouei tan
1) Préparer, l'aide de ce que nous foulons aux
pieds, notre sel, en prenant bien soin que notre végétal
soit bien
ancien, car le chaos est multiple, et précisé sans équivoque
par GEBER, JEAN XXII et PARACELSE.
2) Séparer les constituants de la Matière Première sans
feu vulgaire, mais avec le feu secret, est l'un des aspects
majeurs de la manipulation circulaire ou périphérique.
3) Entamer l'(Euvre au Noir, ce sujet beaucoup de voies
du Mercure commencent directement par ce stade, les adeptes
savent pourquoi. Mais le problème réside dans la vie du
soufre et du mercure qui ne doivent pas être brûlés par
le feu vulgaire, utilisé seulement dans certaines voies extérieures
plus récentes dans l'histoire.
Les matières constituantes dé l'(Euvre doivent créer
les mondes par le mouvement féminin horizontal circulaire et
masculin axial vertical, puis noircir sous l'action des divers
feux, sans oublier le Feu Céleste.
Quand la Couronne du Sacrifice apparaît, aller la pêche
au filet et couper la tête du Corbeau. Parfois certains
inversent.
4) Travailler Coagula en saison sèche.
5) Procéder l'Albification sans omettre la Barbe de
l'Éternel.
6) Commencer l'(Euvre en Rouge progressivement en ne poussant le
feu que vers la fin.
7) Multiplier trois fois, transmuter et préparer les élixirs.
8) Ingérer, aux équinoxes et solstices, l'Élixir de
longue vie, manger et faire des opérations de la voie interne
l'aide d'objets en or de transmutation.
9) Utiliser la Pierre dans l'OEuvre interne (alchimie du
Nei tan), non seulement comme régénérateur mais dans
son rôle efficace pour la Separatio, séparation du corps
embryonnaire, ce pourquoi elle était faite réellement, car
le fait de promener du mercure purifié sur l'œil de la
main (centre de la paume), produit cette separatio.
Le mercure est ainsi un pont dans l'Univers. Si on recherche une
relation entre le minéral et l'animal, elle pourrait passer
par cette substance, il ne faut pas oublier que dans certaines
alchimies secrètes du Cachemire, l'alchimiste extrait son
sperme qu'il remplace par du mercure métallique purifié.
Des alchimistes de la voie extérieure ont pu constater le rôle
de pont du mercure au niveau physique, et la possibilité
d'interférence avec d'autres dimensions d'une situation phénoménale.
Faut-il faire un rapprochement avec le fait que les Vimana
Swastykas sont propulsés au mercure, d'après les
anciens textes indiens ?
Il s'agit l de processus liés une alchimie
classique, il est évident que les matières de l'OEuvre
peuvent être traitées d'une autre manière. Par exemple
dans le cas du mercure, il est possible d'utiliser d'autres
soufres et moyens de purification6. Les plantes jouent
d'ailleurs un grand rôle dans l'alchimie indienne où le
mercure est travaillé jusqu'au 18 samskar, il devient
progressivement Pierre Rouge. Ce même processus peut se
rencontrer avec les autres matières (antimoine, plomb) mais
plus diffici
5. Vaisseaux aériens des « dieux » ou de la race des
géants.
6. Ainsi, la voie du Cinabre peut se faire d'une toute autre
manière en partant d'un nitre que l'on trouve au bord des
lacs ou que l'on doit recueillir dans certaines eaux.
lement car le mercure a l'avantage peu commun d'être en
fusion la température ordinaire qui est celle de la
vie végétale ou animale sur terre, c'est un point de détail
qui échappe trop souvent certains alchimistes des
voies extérieures'.
Il faudrait aussi se poser d'autres questions essentielles quant
la différence des pierres transmutatoires, selon que
l'on part du mercure ou du plomb, non pas sur une transmutation
mais sur les corps subtils et le corps humain. Il ne faut pas
oublier que le mercure est dans la tradition indienne le sperme
de SCHIVA, et qu'un sublimé de
sulfure de mercure peut être bénéfique pour
l'organisme, alors qu'un sublimé de su fure de plomb peut
avoir un tout autre effet. Enfin les alchimistes indiens et thibétains
connaissent le rôle important de ce métal sur la voie
interne, particulièrement dans la separatio.
7. A ce propos, Paracelse donne bien des précisions sur la
voie du cinabre dans « le Trésor des Trésors » :
« Prends du cinabre minéral... »
Les courants rosicruciens et hermétistes
Les courants rosicruciens liés la voie
alchimique, plus ou moins directement, se manifestèrent tout
au long de l'histoire et d'abord dans les Écoles de Mystères,
lesquelles furent anéanties ou persécutées par l'Église
chrétienne. LIBANIUS décrivit
les opérations de destruction des temples païens conduites
par des fanatiques « Les hommes vêtus de noir, portant des
morceaux de bois, des pierres et du feu ; quelques-uns se
contentent de leurs mains et de leurs pieds... Alors les toits
sont abattus, les statues renversées, les autels détruits
de fond en comble. Quant aux prêtres, ils ont le choix entre
le silence ou la mort'. »
C'est ce moment que les adeptes commencèrent
(-hevaucher le tigre, r c'est- -dire
adapter les forces ahurissantes et leur donner un sens souvent
traditionnel. Les cercles d'adeptes se réfugiaient dans
certaines familles, puis dans certains ordres hermétiques,
pour arriver une époque que nous connaissons bien,
le Moyen Age.
1. Libanius « Discours pour les temples ».
C'est au Xviue siècle, et plus particulièrement dans les
pays où l'autorité centrale était faible, que les Sociétés
Secrètes proliférèrent.
Un passage s'effectua des divers relais initiatiques, pour
aboutir l'Allemagne, passant par Venise, porte ouverte
l'influence orientale. C'est ainsi que nous savons que
les van den RECK, dont la sueur ELISA
fut la dernière Princesse de COURLANDE,
et beaucoup de familles aristocratiques s'intitulaient
Rose + Croix ; le siège de leur groupe était situé
Fez où se donnaient les dernières directives et où
se conserve encore une stèle des Rose + Croix avec une liste
des membres de cette époque. Le but de cette organisation
était l'immortalité individuelle obtenue sur Terre en
conformité avec les traditions égyptienne et taoïste.
Un autre membre de cette organisation, le Conseiller Rudolf
Johann Friedrich SCHMIDT, mort en 1761
Hambourg, apparût diverses personnes bien
après sa mort dans un corps glorifié.
Cet ordre très secret et composé de membres hautains,
puisqu'ils conservaient un mépris certain pour CAGLIOSTRO,
ne doit pas être confondu avec certains ordres
rosicruciens de l'époque, particulièrement les A URI
et ROSICRUCIENS qui aboutirent
progressivement neuf grades. Ce critère des neuf
degrés, contrairement ce que publient certains
auteurs modernes, n'est pas un critère d'authenticité,
pour la simple raison que nous connaissons les étapes
successives qui conduisirent l'adoption de cette hiérarchie.
Puis vint la réforme consécutive au décret impérial
qui chassait les Rose + Croix de l'Empire autrichien en 1766.
Cette réforme qui se fit en deux temps d'ailleurs, aboutit
l'obligation de la maîtrise maçonnique pour,
comme le précise le livre de FESSLER, «
Rozenkreuzerey », «s'assurer plus facilement de la volonté
de connaissance chez les hommes ». Nous avons cité ce
courant car il est l'origine d'une recherche et d'une
transmission importante en matière d'alchimie. Il faudrait préciser
les titres d'auteurs de la Rose + Croix, dont le «
Testamentum Thesaurorum a Fraternitate Rosae et Aureae Crucis
», cité par Christopher MAC INTOSH dans
son remarquable livre « La Rose + Croix dévoilée »2
et qui traite de la fabrication de l'Élixir de Vie
partir des fluides du corps. Ce même traité apporte des précisions
sur la sueur et la salive, cette dernière traitée comme
matière de l'OEuvre. Traité qui rejoint un des plus beaux
chefs-d'oeuvre de la littérature alchimique : « L'Aurea
Catena Homeri », écrit par une Rose + Croix d'Utrecht vers
1654 et publié pour la première fois en 1723. Il fut publié
Paris en deux volumes probablement pour la duchesse
d'URFE, adepte de la science hermétique sous le titre : «
La Nature dévoilée », et traite des divers aspects de
la voie alchimique tels que « Opération sur l'eau de
2. « La Rose-Croix dévoilée » de Christopher Mac
Intosh, Éditions Dervy, Paris. L'auteur précise que le
Testamentum a Fraternitate Rosae et Aureae Crucis (Testament de
la Fraternité de la R+C
d'Or, Bibliothèque nationale d'Autriche, Vienne) décrit
les règles de l'Ordre et présente quelques processus
alchimiques permettant de réaliser l'élixir de vie
partir de certaines secrétions humorales du
corps (sang, urine et salive). Ces processus sont
rapprocher de ceux de la Tradition Taoïste qui, nous le
rappelle Catherine Despeux (« Zhao Bichen » Éd.
Dervy), attache aussi beaucoup d'importance certaines
humeurs du corps : salive, larmes, rhinorée, semen...
pluye avec laquelle on fait les trois règnes,... l'homme,
la vigne et l'or sont les trois clefs des trois règnes,
description de l'Alkaest... »I.
Il faudrait citer aussi le livre de KELLNER «
Officina Chymico Metallica Curiosa », sorti en 1723, qui
enseigne d'une façon claire et facile le moyen de transformer
le plomb en or et argent...
Plus près de nous, les Rose + Croix d'Or continuent sur ces mêmes
voies dont le Docteur Bernard Joseph SCHLEISS
von LOWENFELD (1731-1800) fut
un des principaux responsables. Il s'appuyait sur les oeuvres de
Christian KNORR von ROSENROTH
(1636-1689) et François Mercure van HELMONT
(1618-1699)4. Parmi
3. L'« Aurea Catena Homeri », la Chaîne d'or d'Homère,
ou Annulus Platonis, parfois sous-titré Superius et Inferius
Hermetis, fut publié en Allemagne pour la première fois en
1723 et connut au moins 12 éditions. Le titre est tiré de
l'Iliade (VIII, 17-26) et signifie que le Monde est Un. Gérard
Heym précise (revue Ambix, 1937) que l'édition la plus intéressante
est celle de 1781 car elle est largement commentée par les
membres de la dernière société pansophique allemande,
sociétés qui avaient leur origine dans la Florence de
Ficino et Cosimo de Medici. Ce traité eut, par ailleurs,
trois traductions, l'une latine, les deux autres françaises,
celle de Sitandre restée manuscrite, celle de Dufournel qui
est plus une adaptation qu'une traduction, imprimée en 1772.
Il n'est pas inutile de reproduire ici un passage de cette
ceuvre qui confirme certaines informations données précédemment
quant la Materia Prima de l'OEuvre alchimique : «
L'animal est formé d'un sperme, substance aqueuse, et tout
son organisme dépend d'un équilibre des humeurs acqueuses.
L'eau est élément capital de tout corps vivant. »
4. Knorr Von Rosenroth et Mercure Van Helmont fréquentèrent
assidument la cour du Duché de Sulzbach (Haut-Palatinat),
impor
les oeuvres importantes de la Rose + Croix d'Or, il faut citer
l'« Opus Mago-cabalisticum et Théologicum » de
Gregorius Anglus SALLWIGT, qui traite
des trois substances : sel, soufre, mercure. L'Ordre
évolua progressivement pour ne recruter qu'au niveau de Maître-Maçon
vers la fin du Xville siècle. Il comprenait 9 degrés ainsi
distribués
1 - Junior
2 - Theoreticus 3 - Practicus
4 - Philosophus 5 - Minor 6 - Major
7 - Adeptus Exemptus 8 - Magister 9 - Magus
L'admission au dernier cycle coûtait 99 marks-or. Le lieu de
réunion était tous les dix ans Smyrne. Leurs
pouvoirs semblaient miraculeux.
En liaison avec les Rose + Croix d'Or existait une société
secrète très fermée : Les Frères Initiés de l
Asie ou Chevaliers et Frères de Saint Jean l'Évangéliste
venus d Asie en Europe, dont un des Grands Maîtres fut le
prince Charles de HESSE-CASSEL, formé
par le comte Hans-Heinrich von ECKER und
ECKHOFFEN, conseiller privé du roi
de Pologne. Les frères devaient aussi être Maîtres Maçons'.
L'ordre communiquait une
tant centre ésotérique au XVIIe
siècle. Ce duché sera au xvIIie siècle un des
principaux centres de la R+C d'or. 5. Notons cependant que
l'erreur consistant faire automatique-
doctrine. La croyance en la rotation des âmes, tenue secrète
dans certaines écoles hermétiques, était professée,
elle devint plus tard la doctrine de la réincarnation, qui
n'est pas aussi récente que le prétend René GUENON6,
puisque le Bardo Thodol y fait allusion ainsi que le
livre X de « La République » de PLATON.
PYTHAGORE luimême reconnut ses armes d'une vie antérieure.
Le Prince de HESSE écrit en 1821:
« Le Seigneur qui m'enseigna ensuite tous les corps par où
j'ai passé... »
Certaines croyances des Frères Initiés de l'Asie
rappellent la notion de Boddhisattvas. L'origine orientale
asiatique fut toujours attestée par les membres de l'Ordre
mais aussi la kabbale et l'alchimie y jouaient un rôle
important. L'Ordre était méprisant
pour les autres ordres rosicruciens et les hauts grades de la Maçonnerie
l'amusaient. Les dignitaires portaient des noms hébraïques
kabbalistiques. Le Collège Supérieur formait le Synedrion
avec 72 membres.
Nous ne citerions pas cet ordre s'il n'avait eu la clef simultanée
des deux alchimies. Les deux premiers grades étaient
probatoires. Ils se nommaient premièrement chercheurs, et
deuxièmement souffrants.
Il y avait ensuite trois étapes supérieures
- Les Chevaliers et Frères de Saint Jean l'Évangéliste
venus d'Asie en Europe.
ment d'un Rose + Croix un Franc-Maçon est souvent commise par
ceux qui appréhendent mal ces questions. Il est non moins
vrai que
l'appartenance aux deux sociétés est possible.
6. Guenon, remarquable dans certains écrits
philosophiques, n'en
est pas quelques affirmations gratuites.
- Les Sages Maîtres.
- Les Prêtres Rois, véritables Rose + Croix unis
Melchisédech.
Au troisième grade existait la pratique de la Pierre au
Rouge. L'étape suivante était réservée ceux
qui pouvaient se libérer des penchants inférieurs. Elle
abordait la constitution d'un corps de lumière éternel. On
retrouve l exactement les étapes de la quête taoïste
interne qui réunissait les voies alchimiques. Les initiés
supérieurs de l'Ordre s'appelaient Les Pères et Frères
des Sept Églises inconnues d'Asie. Notons aussi que la
science pythagoricienne des nombres et des sons était utilisée.
L'ensemble des connaissances de cet ordre était assez rare
cette époque.
Séparément ou parallèlement, parfois conjoint au
courant Rose + Croix, plus particulièrement de l'Aurae
Crucis, se perpétue un vieux filon hermétique dont les
traces historiques sont sans équivoques. Nous avons pu
compulser les documents de la Grande Loge d'Édimbourg,
quelques européens les possèdent en photocopies, certains
autres ordres actuels réservent cette histoire leurs
adhérents, encore que comme l'affirmait un responsable actuel
belge il n'y ait rien de secret dans cette histoire, et qu'on
peut en trouver tous les éléments aisément.
Ce filon, rescapé des Écoles de Mystères dans des périodes
plus lointaines (les Fratelli Oscuri, etc.) devient plus
apparent au Moyen Age, particulièrement dans l'Académie
Romaine autorisée par SIXTE IV en
1471, dans les banquets platoniciens organisés en 1474 par
Marcile FICIN. Le cardinal BEMBO
fut membre de l'Académie de Ferrare ; c'est lui qui
permit la récupération
et les études de la table d'ISIS, un des principaux documents
de la voie alchimique interne. Son ami le pape LÉON X
l'aida, il lui écrivit d'ailleurs une lettre qui demanderait
une étude approfondie sur sa signification, dans laquelle il
affirme : «Nul ne sait combien la fable de Jésus-Christ
nous a été profitable. » Elle peut laisser penser que
beaucoup d'adeptes f chevauchaient le tigre f c'est- -dire
qu'ils jouaient les cartes nécessaires â la sauvegarde du
dépôt ésotérique, le meilleur moyen d'éviter la répression
étant d'être dans la hiérarchie ecclésiale. Par la
suite, ce filon s'occulta après les persécutions papales
et celles de PHILIPPE II, roi
d'Espagne et de Naples, pour se répandre dans les îles
britanniques, particulièrement travers la société
Baconienne.
C'est la suite de l'interdiction par CHARLES
II en 1669 concernant les sociétés secrètes que Thomas
STANLEY transforma les tavernes en clubs de priseurs
(snuff-Takers), et opta pour une allégorie de la culture du
tabac. Parallèlement, ce filon grâce William PENN,
s'implante Philadelphie, s'étend en Amérique
et retourne en France en 1778 où il prendra le nom d'Ordre
des Nicotiniaques.
Nous avons les preuves historiques, cependant, d'autres courants
parallèles la même époque y compris dans le
monde francophone. En 1780 nous le trouvons dans les Sublimes Maîtres
de l'Anneau Lumineux, rite éphémère qui devint le 12e
degré du Rite Écossais Philosophique'. C'est le plant de
tabac rouge (MOLLY) connu par les Grecs qui était la plante
symbolique. La hiérarchie était
7. Voir Appendice 1 : « Histoire de la doctrine
pythagoricienne »
aussi pythagoricienne car si les cercles de l'Ordre sont des
manufactures, le Vénérable Maître est un didascale.
JeanMarie RAGON de BETTIGNIES,
dont nous préciserons dans un autre chapitre le rôle
important dans le courant hermétique, et Bernard Raymond FABRE
PALAPRAT (1775-1838), fondateur des Néo-Templiers,
avaient été reçus dans cet ordre hermétique.
Faut-il concevoir la filiation de l'Ordre Souverain et Militaire
du Temple de Jérusalem, expression actuelle des Néo-Templiers,
comme ayant été le cercle extérieur d'un ordre plus
fermé ? Il ne faut pas oublier que le Sâr PELADAN
en fut grand Maître (1892). Or, on sait qu'il fut dépositaire
d'une certaine filiation rosicrucienne et hermétique sur
laquelle nous reviendrons. Il semble que cela soit le départ
de cet ordre dit de semi couverture.
C'est l'attitude de l'empereur qui va être la plus révélatrice.
Valentin ÉRIGÈNE écrit8 : « En 1808, l'empereur
donna l'autorisation FABRE PALAPRAT en
tant que régent de l'Ordre secret des Templiers, d'organiser
une somptueuse cérémonie commérorative
l'occasion de l'anniversaire de la mort de Jacques de MOLAY,
dernier grand Maître du Temple, brûlé vif
Paris en l'an 1314. L'événement se déroula en
grande pompe au Marais, le 11 mars, en l'église
Saint-Paul-Saint-Louis, rue Saint-Antoine. Des témoins, dont
Monsieur de MONTAGNAC, relatèrent
que ce fut une représentation d'un grand faste, comparable au
sacre de l'empereur. Napoléon, non seulement donna
l'autorisation pour le dérou
8. Valentin Érigène : « Napoléon et les Sociétés
secrètes », Éd. Chanteloup.
lement d'un tel événement, mais mieux encore, il ordonna
qu'un régiment d'infanterie s'y rendît afin de constituer
une haie d'honneur... »
Monseigneur Ivan de la THIBAUDERIE, dans
« Églises et Évêques Catholiques non Romains »
précise « Au début du siècle dernier, l'Ordre du
Temple jouissait en France de la meilleure estime et comptait
parmi ses membres des personnages fort distingués : le comte
de LANJUINAIS, pair de France, le duc
de MONTMORENCY, l'amiral FREYSSINET,
le baron FRETEAU de PENY,
pair de France, conseiller la Cour de Cassation,
le comte de BRACK, officier général
au service de la France, le comte de LACEPEDE,
Emmanuel de LAS CASES, l'amiral Sidney
SMITH, le poète TENNYSON,
le conseiller FUALDES, le
magistrat de CAMPOS, Sir LAMBTON,
Lord DURHAM, Napoléon de MONTEBELLO,
Charles de MORNAU, Eugène NEY,
le comte de CHOISEUL-STAINVILLE,
etc. » C'est ainsi que nous apprenons qu'au sein de l'ordre
existe aussi une hiérarchie religieuse, et que Monseigneur GUILLAUME
consacra le grand Maître FABRE
PALAPRAT le 20 juillet 1810. Le même jour il
reconsacra subconditionné Jean MACHAULT évêque
johannite, coadjuteur général. Il leur donna ainsi pouvoir
de transmettre les ordres. L'Église johannite va connaître
une expansion qui culmina entre 1831 et 1833 avec l'admission du
public la messe johannite. Nous ne reviendrons pas sur
le problème des preuves historiques et sur certains faux de FABRE
PALAPRAT, qui a pu créer une couverture.
La réalité qui se cache derrrière le phénomène
historique peut ne pas apparaître. Si nous tombons dans
l'historicisme, toutes les filiations actuelles, maçonnique,
rosicrucienne ou martiniste, sont des créations ex nihilo. Un
examen attentif des textes de certains rituels, convents, etc.,
est suffisant pour s'en rendre compte. Sans parler des
conventiculs tel celui de la FUDOSI, qui
deviendraient explosifs, s'ils étaient extériorisés.
Pour en revenir l'Ordre Nicotiniaque, beaucoup de frères
étaient membres des derniers degrés du Rite de Misraïm.
Il s'agit bien entendu du régime de Naples, ARCANA
ARCANORUM, qui comportait aussi quatre degrés. Précédemment,
comme actuellement d'ailleurs, le quatrième degré de
l'Ordre Hermétique correspond l'échelle de
Naples, tel point qu'un membre du degré sacerdotal
est considéré comme 90e de Misraïm.
La filiation de ce rite, sur ces deux lignes (hermétique et
Aurae Crucis), particulièrement travers les frères
PELADAN, et via Sâr HIERONYMUS9,
se prolonge jusqu' nos jours. Nous reviendrons
sur la situation actuelle dans un autre chapitre.
Il n'est pas possible de parler d'hermétisme sans évoquer
la filiation druidique, non pas au niveau d'un quelconque
sacerdoce, mais pour la transmission de secrets initiatiques réels.
Le titre ne signifiant pas grand chose, André SAVORET
y fait allusion quant il écrit « Certains secrets
n'étaient confiés ni aux druides schismatiques, ni même
tous les autres, indistinctement. » Il note par
ailleurs que l'histoire rapportée par PLINE,
quant la constitution d'un neuf fait avec la
bave de serpents,
9. Sâr Hieronymus : Émile Dantinne
(19/04/1884-21/05/1969).
renferme un des secrets majeurs du sanctuaire. Il faut ajouter
que l'histoire précise que « l'oeuf doit être projeté
en l'air par les sifflements, qu'il faut le recevoir dans un
sayon sans qu'il touche le sol, et que le ravisseur doit
s'enfuir cheval, poursuivi par les ophidiens jusqu'
ce qu'une rivière s'interpose entre eux et lui. Comme les
mages sont ingénieux frauder, ils prétendent
qu'une, certaine lune est choisir pour se procurer cet
neuf, comme s'il dépendait de la volonté humaine de faire
coïncider l'opération des serpents avec l'époque choi
sie 10 ».
Tous les éléments de la constitution du corps d'immortalité
semblent ainsi réunis et donnés sans équivoque pour
ceux qui connaissent les aspects pratiques de la voie interne,
dite aussi quatrième voie, ou voie des substances. Nous
reviendrons ultérieurement sur la question des sifflements nécessaires
la séparation, de même que sur la notion de
monter cheval, c'est- -dire de savoir maîtriser
son véhicule psychique (support le plus extérieur du corps
de gloire), enfin de passer l'eau sans encombre, car il faut
savoir faire le voyage avant la mort naturelle, comme le
voulaient les écoles sérieuses des mystères, dont la
plupart des soi-disant ordres initiatiques actuels ne sont plus
que des parodies. Le degré de maître maçon (avec sa légende
d'Hiram), celui de l'Ordre Hermétique (avec la légende
d'Osiris et des éléments bien plus originaux que ceux de
la maçonnerie), évoquent cette phase.
Les secrets celtiques furent souvent cachés dans la
charbonnerie, chapeautée par des cercles ou ordres plus
10. André Savoret : « Secrets du Druidisme », Éd.
Dervy.
fermés". Sans doute faut-il considérer l'Ordre Hermétique
de l'Hermine d'Argent comme l'un des plus sérieux, même si
sa situation actuelle, sur laquelle nous reviendrons, nous
semble plus proche de l'axe immobile que de la manifestation.
11. Il est intéressant de rapprocher nos « Carbonari »
de l'École derviche des Charbonniers, surtout si l'on sait
que le terme « Fehm » signifie en Arabe aussi bien Noir
que Connaissance. Les trois principaux degrés d'initiation
soufie comportent l'exploitation du thème de la mort: Mort
Blanche, Mort Verte, Mort Noire, suivie d'une renaissance.
Ordres actuels ayant un rapport avec une ou plusieurs voies
alchimiques
Nous n'allons pas donner des précisions sur le type de
voie alchimique que certains ordres détiennent, dans certains
cas. Nous excluons de facto ceux qui s'attachent définir
des voies dites spirituelles, ou de verbiage en verbiage, avec
le moteur de l'espérance, si essentiel (et si exploité)
l'être humain, on prétend conduire un élève
vers la lumière, en lui laissant espérer plus dans les
prochaines vies...
Tout d'abord il nous faut parler des filiations du courant dit
Rose + Croix ou rosicrucien avec ses multiples facettes.
Les branches liées 'l'ancienne ROSAE
CRUCIS, plus précisément l'ancienne Rose + Croix
d'Or, se perpétuent encore aujourd'hui, avec parfois des émergences,
lesquelles ne doivent pas être confondues avec l'ORA, Ordre
de Rose Croix d'Or qui fût un moment dépendant de S r
HIERONYMUS, ni même avec les Rose +
Croix d'or de Harlem, qui sont une expression du Lectorium
Rosicrucianum fondé aux Pays Bas par van RIJCKENBORGH,
mouvement chrétien gnostique, qui s'intéresse peu
la matière, ou en tout cas pas comme moyen de rédemption,
selon les vues du manichéisme.
Dans une expression plus ouverte, la Rose + Croix d'Or se
retrouve dans les cercles internes liés la filiation
HIERONYMUS et ELGIM1
(plus ouverte par rapport aux filiations internes : en
fait ces cercles sont encore assez fermés actuellement, et
c'est mieux ainsi). Ces ordres ne recrutent pas, ils se
maintiennent par cooptation dans d'autres groupes ou dans la
Franc-Maçonneriez.
Sâr HIERONYMUS avait amalgamé
diverses filiations sensibilité parfois opposées.
Il est surtout connu dans le cadre de l'Ordre de la Rose + Croix
Universitaire qui a neuf degrés (Zelator, Theoreticus,
Practicus, Philosophus, Adeptus Minor, Adeptus Major, Adeptus
Exemptus, Magister Templi, Magus) et conduisait la «
Rose + Croix Intérieure, quatre degrés (Écuyer,
Chevalier, Commandeur, Imperator). Ce courant
sensibilité chrétienne avait été dissocié de son
expression païenne hermétique, réorganisée par François
SOETEWEY (Sâr SUCUS),
ce qui ne signifiait pas que ces ordres étaient en conflit.
Il faut préciser cependant que la filiation hermétique
était la plus complète au niveau
1. Maître Jean Mallinger.
2. Il n'est pas possible dans la conjoncture actuelle, et afin
d'éviter les divagations d'auteurs en mal de sensations, de
donner des précisions sur certains courants R + C très
fermés, dépositaires
encore, entre autres, des deux voies (externe et interne).
Faut-il préciser qu'il existait encore Florence au
xvlle siècle un « Ordre des Magiciens », scission des
Frères de la Rose + Croix, au xve siècle, un Ordre plus
interne que l'on retrouve la clef d'événements
dans d'autres pays.
C'est actuellement l'Amérique qui compte le plus d'Adeptes de
ces voies internes.
de la filiation interne, elle perpétuait le vieux courant des
ARCANA ARCANORUM dont nous aurons
reparler.
L'Ordre Hermétique' se présentait,
et se présente encore, comme une forme de Maçonnerie plus
occulte, pouvant donner l'orientation exacte aux autres maçonneries,
en fait juste raison, car la vieille filiation des ARCANA,
et les degrés qui leur succèdent légitimaient
cette prétention.
D'autre part, dans l'Ordre Hermétique se continuait toujours
1'AURAE CRUCIS. De nos jours, si
l'ambition est moindre, les filons n'ont pas changé.
Curieusement, il semble que ce soit une organisation de
l'ex-FUDOSI qui a provoqué une occultation encore plus grande
des autres filiations : il s'agit de l'AMORC (Ancien et Mystique
Ordre Rosae Crucis), qui a adopté une manière américaine
de publicité (acceptée, il est vrai par la FUDOSI),
puis en Europe une méthode de cours par correspondance (non
acceptée cette fois).
Donc, contrairement ce qu'affirment certains auteurs,
d'autres ordres de la défunte FUDOSI se
per
3. Il faut rendre hommage au responsable actuel de ce filon,
Sâr Neb Ta qui a su le conserver dans la ligne et l'esprit
voulu par Sâr Sucus et Sâr Elgim, c'est- -dire dans
l'esprit des Écoles de Mystères
égypto-grecques qui n'ont pas besoin des ajouts ultérieurs
kabbalistiques puis chrétiens, pour exprimer le message de
lumière, et perpétuer une Théurgie active en relation
avec les Dieux. Beaucoup
d'ésotéristes commencent réaliser que les
alphabets égyptiens et grecques peuvent être plus
parlants, efficients et bien plus clairs quant
l'explication de l'Univers. Il est regrettable que les Écoles
qui détiennent leur signification ne se soient pas manifestées
extérieurement.
pétuent, conservant les vieilles règles de cette FEDERATIO
UNI VER SA LIS DIRIGENS ORDINES
SOCIETATESQUE INITIA TIONIS.
A ce sujet, certains documents plus internes, dont un procès
verbal contresigné par certains Sârs (dont nous ne pouvons
faire état car nous risquerions de déclencher des crises
inutiles) confirment ce que nous savions de la plupart des
filiations, qui ne sont que des créations ex nihilo. Il est
vrai que l'humain a besoin de refuges, et qu'une orientation
culturelle et quelques exercices psychiques le satisfont
pleinement, d'autant plus qu'il garde l'espoir que le degré
supérieur lui donnera les clefs qu'il attend... Par ailleurs
il faut reconnaître que certains étaient détenteurs des
ARCANA ARCANORUM, c'est pourquoi nous
nous sommes étendus sur ce sujet controversé.
D'autres détenteurs de filiations (ou soi disant...) avaient
choisi un autre camp, celui de R. Swinburne CLYMER,
grand maître de la fraternité Rosae Crucis, et
ennemi de H. Spencer LEWIS (Imperator
de l'AMORC) : il s'agit entre autres de Constant CHEVILLON,
responsable de l'Ordre Maçonnique de Memphis Misraïm,
de l'Ordre Martiniste, de la Rose + Croix Kabbalistique et de l'Église
Gnostique (filiation BRICAUD, décédé
en 1934, puis Henri Charles DUPONT, etc.).
Ils signèrent un traité qui institua la FUDOFSI
(Fédération Universelle des Ordres, Sociétés
et Fraternités des Initiés).
Au sujet du rite de Memphis Misraïm, il faut noter que la FUDOSI
avait aussi les siens car nous remarquons dans les ordres
admis en 1934
- L'Ordre Maçonnique Oriental du
Rite ancien et Primitif de Memphis Misraïm représenté
par les frères GRUTER (33e, 97e),
et FITAU (33e, 95e).
- L'Ordre Maçonnique Mixte de
Memphis Misraïm, représenté par le frère Raoul FRUCTUS
(33e, 98e), et le frère DESECK (33e,
66e).
La FUDOFSI reçut un coup fatal avec
le décès de Constant CHEVILLON, assassiné
par la milice en 1944. A ce sujet, il faut préciser qu'une
certaine littérature peu informée a souvent assimilé le
mouvement synarchique de CHEVILLON, issu
des idées de SAINT YVES D'ALVEYDRE,
la synarchie (sorte de cercle de la haute finance que les chrétiens
d'extrême droite combattaient). La mort de ce dignitaire,
d'ailleurs chrétien lui aussi, fut causée par cette erreur
de jugement. Il est souhaiter que les courants
aristocratiques se rapprochent plus de la démarche
qualitative de la Gnose, que des voies plébéiennes de la
foi ! Cela leur éviterait bien des erreurs fatales, et des
orientations contre nature. Il est assez surprenant de nos jours
de constater que des ahuris continuent diffuser
certaines confusions...
Notre propos n'est pas de disserter sur les règlements de
comptes entre deux dignitaires d'ordres rosicruciens américains,
conflits qui apparaissent bien dérisoires quand on connaît
les dossiers. Souhaitons que le livre de Serge CAILLET
« Sâr Hieronymus et la FUDOSI »4,
avec sa remarquable préface de Robert AMADOU,
soit repris un jour avec d'autres éléments plus
substantiels...
4. Éditions Cariscript (Paris, 1986).
Toujours en restant sur la notion d'ordres et non d'associations
(ce qui nous obligerait traiter de trop de cercles tels
que les Philosophes de la Nature, l'équipe de SOLAZAREFF
qui a au moins l'avantage d'égayer un peu le
microcosme alchimique)', il faut citer sur les mêmes courants
deux cercles extérieurs
- La Collégiale AL KIMIA animée
par un groupe d'adeptes issus de l'enseignement des Frères
Ainés de la Rose + Croix, ordre sur lequel nous reviendrons,
et qui est dépositaire de la voie du cinabre (il s'agit bien
entendu du Wouei Tan).
- Les FAR + C, vieux collège réservé
trente-trois frères chevaliers, seuls des adeptes y
sont cooptés.
Nous reviendrons ultérieurement sur la question des FAR
+ C, car c'est une des rares organisations avoir
de nombreuses archives et une histoire écrite. De même il
faut noter qu'elle est la seule témoigner d'une
vieille pratique : la voie du cinabre. Il s'agit l d'un
Wouei Tan (voie du cinabre extérieur), encore que nous ayons
la preuve que certains Imperators connaissaient l'aspect
interne, c'est le cas par exemple de Lord BULWER
LYTTON6. Il ne faut pas s'étonner si on retrouve
parfois
5. Citons aussi la société « Spagy Nature » qui
anime des stages et diffuse un enseignement qui peut mener
une confrérie : la CHR + CHM.
La société « Spagy Nature » enseigne la spagyrie et
peut
conduire une alchimie proche de la ligne Canseliet.
6. Sir Edward George Bulwer Lytton (1803-1873) fut le 51e
Imperator des FAR + C (1849-1865),
membre de la Société Thulé et responsable du
Metropolitan College en 1871. Mais, contrairement ce
qui est souvent avancé, il ne fréquenta pas la SRIA.
dans l'histoire des maîtres d'une ou de l'autre voie et plus
rarement de deux ou plusieurs la fois...
En fait, peu de personnes supportent d'une part la diversité
des voies, ensuite on peut être un expert d'une lignée et
être complètement réfractaire une autre. Enfin
l'humain est ce qu'il est : facilement ahurissable, dogmatique né,
il s'empare de la première idée, et ne la lâche plus...
L comme ailleurs, le cas des arts martiaux est typique,
chacun applique son programme, et parfois heureusement. Mais,
comme l'a dit un grand auteur « Celui qui n'a plus la
possibilité de s'émerveiller, celui l est comme
s'il était mort. » C'est pour ceux qui ne veulent pas
mourir idiots que nous avons écrit ce livre où il n'y a
pas tout, mais où il y a beaucoup pour ceux qui veulent
devenir des traqueurs ou des chevaliers verts'. Encore une fois
nous ne le répéterons jamais assez, ce ne sont pas les
voies qui sont petites, mais les humains qui en sont les
supports. On a bien d'autres preuves de nos jours de luttes
idiotes et filiations dites opposées, dont les maîtres
passés étaient en étroite relation amicale.
La fraternité Thérapeutique Magique de la Myriam8 F+T+M+M,
vieille fraternité de moines rouges organisée au siècle
dernier par Giuliano KREMMERZ, était
le cercle exotérique d'un collège d'Adeptes, lié
l'Ordre
7. On qualifie ainsi ceux qui font vcuux de chevalerie
errante et adoptent la couleur vert foncé pour la vêture
et les armes, l'instar' du comte Amédée VI de
Savoie, qui fut appelé « le comte vert ».
Le chevalier vert subit ainsi une épreuve purificatrice, étape
fondamentale de la quête hermétique.
8. Voir appendice 2.
Osirien. (Nous publions par la suite un texte d'un des maîtres
de l'Ordre, commentaire de la 5e proposition de la « Table
d'Emeraude »). L'Ordre s'est mis en
sommeil. Les adeptes - dont semble-t-il faisait partie le Prince
CAETANI, qui publia dans la revue «
Commentarium » en 1911 un texte intéressant reproduit
aussi par la suite - se réfugièrent au Canada, au moment
du Concordat, appréciant sans doute fort peu le mariage
fascisme-église. La MYRIAM, qui fut
donc cautionnée un moment par Le Grand Ordre Égyptien, a
perdu sa légitimité, par rapport au pyramidion ; situation
que nous allons retrouver pour la Franc-Maçonnerie du rite de
MemphisMisraïm en ce qui concerne les ARCANA
ARCANORUM.
Les ARCANA ARCANORUM
On désigne ainsi les quatre degrés, parfois trois, ou un, d'un enseignement très secret qui constituait - et qui constitue encore - le pyramidion de certains Ordres. Parmi ceux-ci le plus connu fut le rite de Misraïm, devenu dans certains cas, associé au rite de Memphis9, le rite de
9. Le rite de Memphis eut et peut avoir encore dans certains
cas un aspect interne. Le 86e degré « Sublime maître de
l'anneau lumineux » fut une expression de la tradition secrète
nicotiniaque des Arcana.
Par ailleurs les sept degrés égyptiens de la loge « Les
disciples de Memphis » de Montauban, contenaient les
enseignements de certaines connaissances ramenées d'Égypte
par des officiers
français, d'autre part ils étaient aussi les héritiers
des trois degrés « égyptiens » de l'Ordre des
Architectes Africains créé en Allemagne
Memphis-Misraïm. Cet enseignement concerne une Théurgie,
c'est- -dire une mise en relation avec des eonsguides qui
doivent prendre le relais pour faire comprendre un processus,
mais aussi une voie alchimique très fermée, qui est un Nei
tan, c'est- -dire une voie interne. En effet, dans la Maçonnerie
se chevauchent les deux alchimies, et pour qui connaît
certains Ordres Internes, on sait avec précision quand ces
alchimies furent introduites dans la Maçonnerie, tout en
restant aussi dans leur contexte primitif, ce que ne savent pas
la plupart des maçons actuels, fussent-ils 33e ou 95e, les
degrés représentent uniquement les clefs symboliques.
C'est ainsi qu'une partie de la Maçonnerie suggère sans
équivoque la voie du cinabre. Par exemple dans le cabinet de
réflexion où se trouvent Sel-Soufre-Mercure, dans le
premier degré, on prépare le sel par les quatre éléments,
précisés d'ailleurs par la formule VITRIOL
du cabinet de réflexion. Enfin c'est au grade de
chevalier Rose + Croix, qui développe un Wouei Tan (voie extérieure)
et non un Nei Tan, que l'œuvre est plus développée.
En effet, le 18e degré concerne les deux étapes classiques
de la voie extérieure
- La première étape, SOLVE, est
bien décrite : « Le premier appartement est tendu de noir,
ciel parsemé
vers 1768 avec trois grades : Apprenti des secrets égyptiens,
initié... et Maître. Nous avons eu la preuve de cette
survivance initiatique
en Égypte, sans doute des continuateurs de l'ancien Grand
Orient d'Égypte dont le marquis Joseph de Beauregard était
le G.M. en
1866. Celui-ci devint chef suprême du Rite en 1869. Cette
ligne, s'autorisant de la succession directe, ne reconnut pas
Joseph Gari
baldi comme Grand Hiérophante mondial.
d'étoiles, nuages obscurcis par les ténèbres pour le
tableau, pierre cubique suant sang et eau... »
- La seconde étape, COAGULA, commence
avec le second appartement « tendu d'une tapisserie
lumineuse... » dans sa phase blanche, puis dans sa phase
rouge, que nous n'allons pas développer, mais qui commence
dans le second appartement et se termine dans le troisième.
Par contre, la voie interne est suggérée sans équivoque
au 12e degré, après qu'il ait été précisé au
4e, travers le symbolisme de la clef, que Le Saint des
Saints est en l'homme. Au 12e degré, « Grand Maître
Architecte », la suprême ambition des Grands Maîtres
Architectes est de faire vivre en eux la vérité et de
manger du fruit de l'Arbre de la connaissance, d'être des
Dieux. On précise d'ailleurs que c'est un combat de tous les
instants, et cela ne s'applique qu'aux maîtres, c'est- -dire
ceux qui sont en chambre du milieu, qui ont donc
atteint le centre, l'état HIC et NUNC,
que ce soit au début ou la fin des travaux.
Le maître est midi ou minuit toujours sur
l'Axe (rappel de la conscience de la verticale par la pratique
constante de la Présence). De plus amples explications sur
cette voie, et sa traduction philosophique, sont données dans
le 28e degré « Chevalier du Soleil » ou Prince Adepte.
Enfin, il faut reconnaître que la clef terminale opérative,
ou d'application pratique, était et est encore l'échelle
de Naples (87e, 88e, 89e, 90e du Misraïm) ou ARCANA
ARCANORUM. A ce sujet certains Grands Hiérophantes de
Misraïm ou de Memphis-Misraïm ne savent pas que les ARCANA
ARCANORUM ne se trouvent pas que dans leur Ordre, mais en
plus
complets dans d'autres cercles plus fermés et même parfois
sur des lignes plus anciennes - je fais allusion la
filiation grecque pour les experts -, que l'on peut les avoir
sans rien y comprendre, enfin il faut préciser que certains
Grands Maîtres ne les ont pas 10 ! Et qu'ils doivent être
assistés d'une TRADITION ORALE.
Comme me le précisait un maître réel des ARCANA
: « Peu les ont, encore moins les ont compris, très
rares sont ceux qui ont l'autorisation de les assister".
»
Il semble que cette vieille structure initiatique ait fabriqué
la couverture misraïmique, entre autres, assez tard. Ce type
d'enseignement doit pouvoir se retrouver dans des ordres très
fermés, dont nous ne pouvons citer
10. Le Grand-Maître actuel du Rite de Memphis-Misraïm,
Gérard Kloppel (successeur de Robert Ambelain depuis 1985)
nous a précisé que les Arcana Arcanorum, contenus dans les
87, 88, 89e et 90e degré du Rite, ainsi que les instructions
secrètes conjointes ne sont pas systématiquement données
aux Frères titulaires même du 95e degré. Il en est de même
pour le 66e qui n'est transmis qu'aux FE.. ayant
une filiation gnostique parallèle valable, de même le 20e
degré, « Chevalier du Temple » au sein duquel est déposé
la filiation Templière. Ainsi, en fonction de leur degré
d'évolution, les FF... reçoivent
certains degrés très ésotériques, mais qui doivent
être donnés en dehors de la E M. classique, même si ces
degrés sont réservés très peu...
11. Ces enseignements doivent être compris d'une part, et
surtout pratiqués, faute de quoi ils perdent leur valeur. Or,
ce sujet il faut reconnaître qu'il demeure peu de hiérophantes
opératifs, surtout sur les supports des A.A.
Maçonniques. Une dernière précision s'impose. En effet,
beaucoup de 95e ou 90e ne les ont pas reçus, soit que ceux
qui leur ont donné ces degrés ne possédaient pas
l'enseignement interne, soit qu'ils n'aient pas jugé bon de
le leur communiquer.
les noms, mais liés certaines organisations du monde
anglo-saxon et germanique. Il ne faut pas oublier que le Maître
de KREMMERZ, IZAR (Pasquale de SERVIS)
et BULWER-LYTTON appartinrent au même
Ordre Hermétique. Le Metropolitan Collège ou la SRIA
ont pu servir de couverture un moment, quant au
nom de l'Ordre dépositaire au cours des siècles de
l'enseignement le plus prestigieux, il ne doit pas être donné
et demeure insaisissable.
En matière de Maçonnerie initiatique, si on tient compte
des critères traditionnels
- structures aristocratiques (sous l'autorité du Grand Hiérophante),
- spécificité des initiations masculines et féminines
certains degrés,
- légitimation par le pyramidion, en l'occurrence les ARCANA
ARCANORUM sur une ligne continue et sans équivoque,
il faut reconnaître que le Grand Sanctuaire Adriatique est
l'obédience qui devrait servir de référence, y compris
au soi-disant Francs Maçons réguliers. Le livre
remarquable du comte Gaston VENTURA «
Les rites maçonniques de Misraïm et Memphis »12, pose
bien certains problème. Le frère Sébastiano CARACCIOLO,
33e, 90e, 97e , est le Grand Hiérophante actuel, et maintient
l'Ordre dans la ligne traditionnelle.
Contrairement ce qu'écrit le frère BRUNELLI
dans son livre : « Rituali dei gradi simbolici della
massoneria
12. Éd. Maisonneuve et Larose (Paris).
di Memphis misraïm », la pratique du petit arcane naturel
n'est pas l'apanage du rite égyptien de Cagliostro, ou de
l'Ordre d'Osiris. Comme l'auteur ne le sait pas les ARCANA
ARCANORUM ont toujours existé sur la ligne pure,
c'est- -dire exempte de tout caractère judéo chrétien,
tant dans le monde anglo saxon que dans la francophonie et
surtout dans leurs pays d'origine : la Grèce qui recueillit
l'héritage égyptien, ces filons sont plus complets et
certains se sont même exprimés dans certains congrès
pythagoriciens, précisant qu'il existait une voie secrète
pythagoricienne donnant la certitude de l'immortalité. CAGLIOSTRO
comme malheureusement KREMMERZ par
la suite, ont adapté certains enseignements pris dans ces
écoles, adaptation d'ailleurs dont on a pu voir le résultat
et qui heureusement ne représentent pas l'esprit des ordres
originaux, lesquels aujourd'hui comme dans le passé réussirent
passer inaperçus. Ces antiques filiations sont restées
heureusement très fermées (comme la plupart des courants
internes). Certains passèrent en Amérique, et y sont
encore.
Il existe aussi un courant en rapport avec une vieille alchimie
de réintégration, fort dangereuse en Kali Yuga, liée au
couple et conservée jusqu'au siècle dernier dans certaines
familles qui agrémentaient leur mariage religieux et mondain
d'un rituel réservé aux intimes, dans lequel le fiancé
vêtu de rouge et la fiancée vêtue de bleu tournaient
autour d'un Caducée tenu par Mercure-Hermès. C'est ainsi
que nous eûmes la première révélation d'un secret
interne réservé certaines d'entre elles. Le
journaliste qui fut admis la cérémonie, ne fit
que la relater sans en comprendre le sens. Cette filiation se
corme aiteree, comme a autres uernierement. L une ae ces
branches est dite du comte de CATENAIA (Erim).
Le comte Umberto Amedea Alberti di CATENAIA, de
la noblesse florentine, fut un valeureux officier durant la
première guerre mondiale. Il transmit un enseignement réservé
aux couples traditionnels, c'est- -dire indissolubles,
voie d'Amour et de réalisation deux, mais fort
dangereuse car ici le couple doit être réel, ce qui est
fort rare en Occident (Un ouvrage extérieur fait allusion
cette voie réellement alchimique : « Il
conseguimento
celestiale » de ERIM 13). On la
retrouve en ligne plus
essentielle dans les courants du Dragon ou du Serpent et de la Mère.
Un document sur ces filiations, plus interne, sera publié
sans doute prochainement.
Les courants occidentaux, purs, sont aussi dépositaires de
l'alchimie de l'œuf du serpent, laquelle nous avons
déj fait allusion propos de l'« Ordre
Hermétique de l'Hermine d'Argent ». Cet ordre s'est occulté
après la disparition de son dernier Grand Maître, Joseph CHARPENTIER,
décédé en 1967 dans son château des Brousses
de Bellevue, Saint-Mars la Jaille, comme le précise
le druide KERDASTOS. L'ordre prêchait
en secret le retour au règne de la nature, considérée
comme le vêtement majestueux, pur, illimité, de l'esprit
divin... On comprend que comme pour les autres filiations secrètes,
il ne pouvait que s'occulter totalement et enterrer le «
Grimoire Vert », sorte de compendium ésotérique.
Il existe dans une certaine église chrétienne toujours
13. Éd. Zéphir (Italie).
en vie actuellement (christianisme ésotérique, gnostique),
et de tradition directe, une filiation de même nature, mais
elle n'a rien voir avec l'Église Gnostique de
France qui n'est pas en possession des éléments précis
et internes de cette filiation.
A ce propos, ni les Martinistes, déj cités, ni les
Martinézistes, et autres ordres très en vogue de nos
jours, n'ont aucune trace de ces enseignements. Il en est de même
pour les autres créations ex nihilo. Ce qui n'enlève rien
la valeur de ces cercles de recherches, bien au
contraire, ils sont utiles dans un premier temps. Certaines
figures de Martinez de PASQUALLY, tableaux
des opérations Élus Coens, prouvent cependant que
l'auteur connaissait l'Arcane. Il en est de même pour
LouisClaude de SAINT-MARTIN.
Les filiations internes dites du Serpent ou du Dragon, sont soit
réservées certaines familles depuis des siècles,
soit certaines aristocraties de sensibilité plus sèche,
tels que l'Ordre du Dragon14, les Frères de la Croix
Lumineuse... Ce courant, dirons nous, est tendance soit
Chamanique, soit Bouddhiste, soit Hermétique et Tantrique, ce
qui n'empêche pas la compassion. Outre quelques familles
connues, Paracelse les fréquenta, et plus près de nous le
prince CAETANI, qui prendra le
contre-pied de KREMMERZ (en matière
d'ésotérisme). Très peu d'humains ont accès
cette filiation, et sans doute l aussi il y a une seule
manière de se présenter dans le temple
14. L'ordre du Dragon : le premier Ordre était dépositaire
de la filiation hyperboréenne de Transylvanie, voie
chamanique et
hermétique réservée au Roi, la Reine et
vingt-deux membres de familles aristocratiques, exilés
depuis la révolution marxiste.
et de regarder ceux qui sont devenus des Soleils dans Saturne,
ou des porteurs de la Croix Lumineuse. Voie réservée
uniquement aux éveillés, elle est insaisissable
l'heure actuelle, car elle demande plusieurs qualifications
simultanées, bien éloignées des préoccupations de l'être
humain moderne, fut-il ésotériste.
Hermann de CILLEI, membre célèbre
de l'Ordre du Dragon, écrivit : «Votre Corps immortel
existe déj . Faites grandir cette autre réalité
en vous, laissez-vous posséder par ce Réel. Soyez celui
qui ne dort jamais, qui ne succombe pas aux automatismes, celui
qui ne s'oublie jamais une seconde, un homme vainqueur du coma,
triomphateur de la mort. Votre corps suivra. Comment pourrait-il
subir la loi de la décomposition? Votre esprit éveillé
retiendra entre elles les molécules de chair, dès lors le
corps ne pourra plus tomber. C'est le manque de vitalité, de
volonté, qui fait que le corps s'effondre en poussière,
comme une maison dont on retirerait les moellons... Il faut
d'abord agir sur le double, le rendre autonome, le forcer
sortir du corps, errer dans le plan astral,
lui apprendre vivre sans dépendre du corps et de ses
habitudes. Lorsque le double est parfaitement maîtrisé,
alors la conscience peut quitter le corps et venir habiter ce
double. Après la mort, le double continue errer,
vous devez alors le nourrir avec la vitalité qui est contenue
dans le sang... »
Les cercles d'Atoum15 ont gardé un témoignage cul
15. Les Cercles Atoum sont une des expressions extérieures
de l'OSIHA (Ordre Souverain Interne et Hermétique d'Atoum),
et témoignent de certaines filiations internes. Cet Ordre est
réparti en trois classes distinctes (noire, blanche, rouge)
et implique la nécessité
turel de ce courant. En effet, la matière de l'oeuvre de nos
jours et de plus en plus pervertie, d'où la difficulté de
certains ordres tels que l'Ordre Souverain Interne et Hermétique
d'Atoum, en sommeil (expression d'une filiation plus ancienne
dont il n'est pas opportun de citer le nom), pour se maintenir.
Il semble qu' l'heure actuelle seules les filiations
spirituelles conviennent, elles ont d'ailleurs un grand succès,
pourtant la matière est bien le reflet de Dieu, et il est
lui-même en éternelle gestation. La mettre de côté
philosophiquement et pratiquement, est une preuve de l'évolution
pathologique et subversive du monde moderne.
La Tradition n'est jamais morte, certains pays comme les Indes
devraient être la référence, tellement les courants
issus de cette terre sont bien plus vrais, et profonds, que les
traditions issues du judéo-christianisme. Un autre pays, l'Égypte,
a été trop déconsidéré, il faut rendre hommage
SCHWALLER de LUBICZ
d'avoir su si bien transmettre l'esprit de la tradition
égyptienne, dont il était dépositaire comme nous le
savons par certains textes. Cette tradition n'est pas liée
une quelconque personne ou un quelconque
ordre, voulait-il faire croire qu'il est autorisé. Le
symbolisme de la Rose + Croix lui-même est très ancien,
comme le démontrent les tombes du monastère de San Juan de
la Pena, où on retrouve les croix soit avec la rose centrale,
soit avec les quatre roses, croix qui datent du xIe siècle,
et qui témoignent avec l'Ordre de Saint-Jean d'un terrain qui
appelle les émergences plus tardives.
des trois filiations de base (artisanale, guerrière,
sacerdotale) l'extérieur pour être admis.
Précisions sur les Rites de MEMPHIS et
de MISRAIM
La situation actuelle de ces rites est très confuse,
cependant on ne peut pas pour autant admettre certaines déviations
dont les auteurs se prétendant 90e et 95e ignorent jusqu'au
nom des ARCANA ARCANORUM, d'autres les
citent sans même savoir qu'il s'agit d'une classe occulte
contenu doctrinal et pratique. Une publication
historique concernant la doctrine de ces rites, où les règles
de transmission sont encore plus sévères que dans les
autres rites, résumera la situation actuelle'.
A l'heure actuelle, si on excepte les Loges de Memphis encore
existantes en Égypte (ligne du marquis de BEAUREGARD),
on doit reconnaître du point de vue des Arcana Arcanorum et
de la transmission de Hiérophante Hiérophante que
les filons suivants sont les seuls acceptables
- Le Grand Sanctuaire Adriatique, la plus traditionaliste des Obédiences
qui représente une réunion des rites du Misraïm et du
Memphis dans l'esprit primitif de ce courant. Le Grand Hiérophante
actuel Sebastiano CA
1. A paraître aux Éditions Axis Mundi.
CARACCIOLO, successeur du Comte VENTURA,
lui-même successeur du Comte Ottavio ZASIO,
a eu la transmission de l'aspect interne des Arcana
Arcanorum.
- L'ensemble des Loges du Misraïm et du Memphis (rites séparés),
il s'agit l de loges dites de la filiation PROBST
BIRABEN, avec divers Grands Maîtres nationaux et un
Grand Hiérophante (actuellement le Frère BRUNNINCK
de Belgique - seul détenteur des sceaux de l'Ordre).
Implantées par DUBOIS en France et BRUNELLI
en Italie, ces loges ne se sont jamais complètement fédérées,
ce qui est déplorable au niveau des classes secrètes que
certains Grands Maîtres pratiquent de manière scénographique
car ils n'ont reçu ni le contenu doctrinal, ni la praxis
initiatique. Cette ligne est étroitement liées
l'Ordre Hermétique (détenteur des Arcana Arcanorum) dont BOGÉ
de la GREZE fut d'ailleurs responsable
pour la France.
- L'Ordre de Memphis-Misraïm (Grand
Hiérophante Gérard KLOPPEL, successeur
de Robert AMBELAIN) qui, par précaution,
a réservé les classes occultes seulement
quelques-uns des détenteurs des 90e et 95e degrés, d'où
certaines confusions. Beaucoup de frères ne comprennent pas
les relations étroites de cet ordre avec des obédiences
sociales (Grand Orient...).
Il existe par ailleurs des loges pratiquant l'un ou l'autre de
ces rites et se rattachant l'une de ces filiations,
parfois aussi la filiation PLATOUNOFF,
certaines travaillant parfois avec plus de sérieux que
leurs détracteurs ne le pensent (cas des loges de la G.L.I.S.).
Il est vrai que jusqu'au 33e degré les problèmes ne se
posent pas car, selon la tradition de ces rites, un 33e du Rite
Écossais
Ancien et Accepté ne peut prétendre qu' l'équivalence
avec le 77e degré selon les précisions de RAGON
de BRETIGNIES, ou au 87e en
tant que responsable d'un groupe de création nouvelle (Obédience
récente, cas d'un Grand Maître d'un pays), les trois
derniers grades restant « voilés » et de toute manière
dépendent du Grand Hiérophante. C'est pourquoi certains
Grands Maîtres ne les ont pas et ne peuvent prétendre
la légitimité.
Contrairement ce que prétendent certains Vénérables,
les problèmes des filiations est fondamental ; le sérieux
en loge bleue implique le même sérieux dans les ateliers
supérieurs moins qu'on n'ait rien compris
la notion du rite, surtout quand il est dépositaire d'une
praxis et d'un corpus initiatique ) suffira pour accéder
au 18e ou au 30e, malheureusement on compte par milliers ces
exemples d'une véritable imposture.
Comme l'a indiqué le G.M. BRUNELLI dans
ses remarquables ouvrages sur les rites de Misraïm et
Memphis, d'autres ordres succèdent aux Arcana Arcanorum. Mais
nous sortons ici de l'aspect maçonnique pour découvrir
quatre ou cinq autres ordres (Grand Ordre Égyptien, Rites Égyptiens
ainsi que trois autres que nous ne pouvons mentionner).
Gnostiques et Rose + Croix en Corse, une permanence de la
tradition
A diverses reprises, certaines régions vécurent le
souffle de la TRADITION, parfois rélié
une rébellion face au pouvoir. Si nous citons le cas
de la Corse, c'est que ce pays sauvage dont les habitants
mentalité guerrière, comme le précise NIETZSCHE,
ne pouvaient s'accommoder d'un pouvoir extérieur lié
aux valeurs mercantiles du troc et non aux conceptions
aristocratiques et communautaristes. Ainsi furent conservées
très secrètes diverses traditions, auxquelles nous ne
ferons qu'allusion extérieurement, mais en nous appuyant sur
certains textes qui cernent suffisamment le problème et qui
prouvent que dans l'histoire mouvementée de ce pays, l'ésotérisme
joua un rôle non négligeable.
Si les cathares corses prospérèrent durant toute une
partie du XIVe siècle, avec une
doctrine et un but sans doute un peu différent des cathares
de France, puisqu'un de leurs détracteurs FILIPINI
affirme: «peut-être voulaient-ils renouveler cet
âge d'Or que les fictions des poètes placent dans le temps
de Saturne », et bien que dirigés efficacement par POLO
et Henri d'ATTALA au point que ce même détracteur
écrit : « la secte se multiplie
bientôt d'une manière étonnante non seulement dans le
del mais aussi dans le deç des monts »,
ils n'en furent pas moins anéantis avec une brutalité
sauvage... Et ce la suite de la réaction du pape INNOCENT
VI qui déclara les Giovannali (c'était le nom de la secte)
hérétiques et les excommunia avant d'organiser la répression.
Ce courant, plus proche de la gnose de CARPOCRATE
- qu'on devrait plutôt appeler la Gnose d'ÉPIPHANE,
son fils, qui lui donna l'aspect communautariste - que des
cathares, subsista jusqu' nos jours, comme le confirme PIOBB'.
Celui-ci était le comte Pierre VINCENTI
PIOBB (1874-1917), en fait avant abréviation VINCENTI
da PIOBBETTA. En 1893 il fonda
un écho de la Corse Ajaccio. Il publia le «
Formulaire de Haute Magie » en 1907, en 1908 une étude : Vénus.
En 1909, un de ses articles fait sensation, il s'agit de « La
fabrication de l'or », publiée dans « La Revue des
Revues ». Ami de Charles BARLET, il
fut très discret sur certaines filiations. Pourtant ii écrit
dans sa « Clef Universelle des Sciences Secrètes »,
d'abord sur l'alchimie : « Ce qu'on appelle l'art d'HERMÈS
désigne alors l'alchimie, le minerai d'HERMÈS étant le
métal mercure », puis sur un aspect important de la Gnose
en relation avec l'histoire de la Corse «Plus possible de se
tromper: la Bible peut être lue et interprétée complètement,
chrétiennement avec fruit. On a appelé cela la Gnose, et
on a condamné,
1. Auteur de «La Clef Universelle des sciences secrètes»,
Éd. Ominium Littéraire, du « Formulaire de Haute Magie
», Éd. Dangles et de « Vénus, Déesse magique de
la chair », Éd. d'Aujourd'hui.
poursuivi, martyrisé même les gnostiques. Certains, il est
vrai, versaient dans des erreurs répréhensibles. Mais
d'autres étaient simplement Johannites conservant en secret
les enseignements de Saint Jean, auteur de l'Apocalypse. » Il
précise plus loin : « Les Johannites, qu'en italien on
disait giovannaï, ont été persécutés au xive siècle.
Beaucoup se réfugièrent en Corse. Ils y furent
impitoyablement exterminés. Quelques-uns pourtant ont échappé
au massacre, et c'est l un fait ignoré. Il y a dans
une haute vallée de l'Ile, dont les eaux coulent vers l'Est,
en un endroit si inaccessible qu'on ne peut l'atteindre qu'
pied, toute une famille de Giovannaï qui vit retirée,
presque sans relations, avec personne d'alentour. Les hommes
portent des prénoms bizarres, tirés du grec : ils
s'appellent Chiron, Geryon, Scamandre, Priam, les femmes Perséphone,
Aphrodite, Pallas, Hécate. Ils se marient entre eux. Mais si
par hasard, quelque jouvenceau tient épouser une
jeune fille d'un village voisin, les parents de la fiancée ne
sont pas autorisés assister au mariage religieux.
Celui-ci a lieu dans une chapelle basse où jamais un prêtre
n'a officié, ou personne d'ailleurs sauf un Johannite n'a pénétré.
Et plus tard, la jeune étrangère ne révèle sous
aucun prétexte les rites auxquels elle a assisté. Je tais
moi-même le nom de cette bourgade pour éviter ces
braves gens les ennuis qu'ils redoutent toujours. »z.
Il serait intéressant de faire une parenthèse pour aborder
certains problèmes de la magie corse, non pas dans ses
aspects populaires comme l'a fait un récent
2. In « La•clef universelle des Sciences secrètes
».
ouvrage, mais travers l'étude de filiations plus
fermées. Nous avons eu l'occasion de constater les effets
indiscutables d'une certaine théurgie, basée sur l'évocation
des ancêtres, dite de « la clef des morts », placée
préalablement d'une certaine manière dans l'Évangile
de Saint JEAN, et de bien d'autres
aspects tangibles'. De même que nous pûmes constater
combien la relation avec certains adeptes de la présence
soi-même était difficile, tant leur densité
traumatisait les autres paysans, quand ils retournaient au
village, après de longues retraites. Nous pûmes aussi
observer comment dans un état de conscience différencié
et de paix illuminatrice, un des hobereaux faisait participer
les objets du château la fête cosmique. C'est
d'ailleurs Maître COLONNA d'ANFREANI
qui nous avait recommandé d'écrire un équivalent de
« Rencontres avec des hommes remarquables », pour montrer
que certaines terres d'Europe détenaient encore des dépositaires
de la Tradition.
Ce fut dans ces mêmes circonstances qu'un membre de
l'aristocratie corse me remit un vieux témoignage sur la Rose
+ Croix'. Il ne nous est pas possible de citer tous
3. La Filiation corse possède des rituels s'apparentant
par de nombreux aspects ceux du « Sacramentaire du
Rose + Croix »
(Robert Ambelain, Éd. Scientifique), particulièrement au
niveau des « Sorts de Saint-Jean » où l'on retrouve
l'utilisation de la Clef des
morts. Mais l'invocation est différente car la Filiation
corse utilise directement le début de l'Évangile de
Saint-Jean, ce qui est plus réel
au niveau de la Tradition que les prières chrétiennes
mentionnées dans le Sacramentaire. De plus, elle se base
aussi sur l'évocation
des ancêtres ce qui rend le Rituel très puissant:
4. Une fraternité Rose + Croix a effectivement existé
jusqu' un certain moment, dans des circonstances
tellement curieuses qu'il
les noms de ce cercle de « JO » corses' et d'autres,
rebelles de la montagne, dépositaires de l'attitude la plus
juste qui se puisse concevoir pour recevoir la coupe du GRAAL,
mais qui ne purent beaucoup communiquer, faute d'éléments
qualifiés pour recevoir une science avec la conscience
indispensable. Cela pour revenir après l'histoire des
Giovannali (ou giovannaï) une deuxième rébellion,
toujours caractère ésotérique.
Nous citerons une phrase en apparence anodine, que les lecteurs
peuvent trouver dans une « Apologie de la Rose + Croix »
reproduite en partie dans une étude de J.M.
RAGON parue vers 1860: « L'histoire du Baron de NEUHOFF
(il s'agit du Roi de Corse), n'est que l'histoire de l'établissement
du chef-lieu de notre Ordre dans l'île. » Cette révélation
est d'une importance majeure étant donnée la notoriété
de l'auteur, mais qui est cet historien de la Franc-Maçonnerie
?
Jean-Marie RAGON de BETTIGNIES
(1781-1866) exerce sous l'Empire les fonctions de
caissier la recette générale de Bruges
(Belgique), alors département français. Il est initié
dans cet Orient (c'est- -dire ville) la loge
« Les Vrais Amis » qui connaît grâce sa
personnalité une certaine notoriété, et en devient le Vénérable
Maître. Il appartient également la loge « Phoénix
» du Grand Orient de France, et au Rite de Misraïm. Enfin,
il anime
n'est pas possible même l'heure actuelle (les
Corses qui sont concernés savent pourquoi) de donner des précisions.
Pourtant ces témoignages tangibles existent toujours et
furent enregistrés.
5. Il faut rapprocher le JO du IO qui se trouve devant les noms
d'aristocrates de Transylvanie, parenté surprenante
plus d'un titre Le roi de Corse,
lui, n'a jamais mis en avant ces distinctions qui semblent
d'ailleurs fabriquées de toutes pièces. Jamais pourtant il
ne révélera qu'il est membre de l'Ordre de Sainte-Marie
des Allemands, c'est- -dire Chevalier Teutonique. Une
remarque s'impose : dans cette première moitié du xviIIe
siècle, n'est pas Chevalier Teutonique qui veut ! La règle
de cet Ordre, né aux alentours de 1128 en Terre Sainte,
s'apparente celle des Templiers. Il est difficile,
aujourd'hui encore, d'imaginer la puissance et la richesse de
cette Chevalerie la fois religieuse et militaire qui a
entretenu cent cinquante hôpitaux et qui possédait, en
Prusse seulement, quatre-vingt-dix villes et cent villages. »
L'énigme de ce baron qui n'a eu qu' se baisser pour
ramasser un trône, reste posée. Plus de deux siècles
après son entrée dans l'histoire de la Corse, bien des
mystères restent élucider. Pour le compte de qui
a agi Théodore ? A-t-il voulu, sur un coup de poker
magistral, s'octroyer
6. In « Vive le Roi de Corse » de Jean-Baptiste Nicolaï,
Éd. Cyrnos et Méditerranée.
un trône par pure ambition personnelle? Les sociétés
secrètes naissantes, initiatrices des Lumières,
n'ont-elles pas joué la carte Corse pour prouver
l'Europe en fièvre la possible constitution d'un état de
fraternité ?
Le baron de NEUHOFF est, quelque temps
après son arrivée, proclamé roi de Corse... Et par qui,
grands Dieux Il n'est pas ici dans notre intention de
tirer moralité de cette méchante affaire, dans laquelle on
3 voit le peuple le plus libre du monde se livrer pieds et
poings liés aux caprices d'un aventurier. Ainsi le 20 mars
1736, Théodore débarque Aléria. A peine a-t-il
mis le pied sur la terre ferme qu'il signe une adresse aux
Illustrissimes Seigneurs de l'Ile, qui, en fait, sont les chefs
des insulaires en révolte contre l'occupant génois : «
Me voici enfin en Corse, proclame-t-il, où m'ont appelé de
leurs prières des corses, et les nombreuses lettres que j'ai
reçues d'eux... »
René de WEECK7 révèle comment
Théodore et le chanoine ALBERTINI devaient
se reconnaître l'un et l'autre membres de la Rose + Croix.
Deux jours après avoir réalisé l'accord des chefs
corses sur sa proclamation, Théodore décide de prendre un
peu de repos. Il congédie tout le monde, l'exception
de Don Joseph ALBERTINI qu'il fait
asseoir son chevet. « Théodore étendit sa main
plat sur la couverture, raconte de WEECK,
et contempla fixement, l'annulaire, le châton
d'une bague. Les regards du prêtre suivirent les siens et
s'arrêtèrent sur le
7. In « Vive le Roi des Corses ».
même objet. C'était une pierre dure, noire, de forme carrée,
sertie dans de l'or jaune ; l'entaille, très nette, figurait
une croix de Saint-Jean, ornée aux quatre angles de roses
épanouies. Sous les pans de son rabat, le chanoine tira une
chaîne médaillon où apparaissait, gravée
pareillement, la même figure.
- Frère, dit-il, je te salue. Sans le savoir, c'est la cause
d'un frère que j'ai plaidée l'autre jour Matra.
Comme j'avais raison de leur dire, ces ignares, qu'un
homme de ta sorte, abordant sur nos rivages dans les jours où
l'église célèbre l'Annonciation de la Très Sainte
Vierge, leur apportait la délivrance.
- Tu ne t'es pas trompé, frère, répliqua Théodore.
»
René de WEECK, dans une note placée
en fin de son ouvrage, prend la précaution de préciser que
dans son récit rien n'est inventé. Il rappelle aussi
comment le chanoine ALBERTINI sombra
dans l'anonymat. Après avoir cité devant l'official par
les autorités ecclésiastiques pour ses travaux de
kabbalistes, Don Joseph fera amende honorable. Aucune peine
canonique ne lui sera infligée. Et le brillant théologien
terminera sa carrière terrestre Buccugnanu, comme
simple curé de ce modeste village de montagne.
NICOLAY, raconte une autre anedocte :
« Il faut croire que sur le plan de la foi, le Rose-Croix Théodore
et Paoli parlent le même langage. Au cours d'un repas ce
dernier placera, entre autres, ce tercet, la gloire du
Roi :
"Qu'il m'assiste aujourd'hui, le Dieu plein de vigueur ! Et
qu'il m'aide placer le Roi et ses mérites Dans le
vaste séjour de l'immortalité..." »
Le roi de Corse tenta d'établir la toute puissance de l'ordre
l'aide de deux couvertures aristocratiques qui
malheureusement ne furent comprises que par les détenteurs de
certaines clefs ésotériques. Pour ouvrir la Voie
tous les fils des comtes et marquis qu'il crée, il fonde
l'Ordre des Chevaliers de la Clef d'Or dont le symbolisme est
évident comme le précise Jean-Baptiste NICOLAÏ
« La clef ouvre aux jeunes gens nouvellement honorés la
voie initiatique. »
L'ordre qui va lui succéder hiérarchiquement sera l'Ordre
de la Délivrance, dont les statuts se composent de 16
articles. Jean-Baptiste NICOLAÏ se
livre un énoncé et des analyses dont
nous citerons certains extraits
- L'article II indique que le roi sera toujours le Grand Maître.
Ce titre et sa fonction, on les retrouve dans toutes les sociétés
initiatiques et les ordres de Chevalerie.
A l'article III, il est dit que les
chevaliers portent un habit céleste. Le bleu couleur profonde
et immatérielle est considéré par les Égyptiens
comme la couleur de la Vérité. J. M. RAGON
rappelle : « La voûte du Temple est azurée et
étoilée comme celle des cieux, parce que, comme elle, elle
abrite tous les hommes, sans distinction de rang, ni de couleur.
La Maçonnerie n'a pas l'exclusivité des voûtes étoilées
: les temples de l'Antiquité ainsi que les églises en étaient
décorées. »
On peut en déduire que l'ordre, bien que chrétien, ne
pratique pas la charité mais au contraire la solidarité.
De prime abord, l'article XIII peut
paraître choquant, tout au moins dans sa première partie.
Il est dit en effet que « personne ne sera reçu dans
l'ordre que le roi ne
le juge assez riche et que l'on fasse voir qu'il descend de
parents honnêtes jusqu' la quatrième génération
». Certes, il faudra attendre le XIXe
siècle pour que certaines sociétés initiatiques se démocratisent.
Plus curieux est l'article XIV. Il
note que « ceux-l sont déclarés incapables
d'entrer dans l'ordre qui exercent quelques métiers, ou dont
le père, l'aïeul, ou le trisaïeul en auront exercé
un ». La sélection est draconienne. L'Ordre
de la Délivrance est essentiellement spéculatif. Cette
restriction peut également s'expliquer par le fait que Théodore
veut que les chevaliers soient uniquement des hommes de guerre.
Et plus précisément « des capitaines de galères et
de vaisseaux du roi, commandants de forts et autres places où
il y a garnison ».
Enfin, dans l'article XV, on découvre
l'universalité et l'esprit de tolérance de l'ordre
puisqu'il est dit expressément qu'on y « recevra les étrangers
de quelque nation ou religion qu'ils soient ».
Précisions importantes : chaque chevalier qui est obligé
de réciter chaque jour deux psaumes sous peine de sanction,
doit se souvenir que l'ordre auquel il appartient « est établi
en mémoire de la délivrance de la domination de Gênes
et du rétablissement de l'ancienne liberté dans le royaume
de Corse ».
Les règles II, III et IV sont
inspirées des Templiers, en partie.
Notons que le roi touche trois fois le chevalier de son épée
et que les présents le reçoient et l'embrassent comme un
frère. Trois, chiffre symbolique par excellence, fait partie
depuis la plus haute antiquité de la tradition ésotérique.
Qu'il s'agisse de la Sainte Trinité en passant
par les trois pointes du triangle ou encore du Triple Joyau
bouddhique, le ternaire est une source inépuisable
d'inspiration.
La description du blason et des armoiries de l'ordre précise
: « La Croix ou Étoile de cet ordre est un champ de
sinople (le vert des héraldistes) avec un ourlet d'argent ou
blanc. Les sept pointes de la Croix ou Étoile, l'anneau par
lequel elle est attachée, sont d'or ou jaune ; et les sept
autres petites pointes, de sable, et chargées des armes du
Roi, blanches ou d'argent ; et le rebord de la Croix jaune ou
d'or. Dans le milieu de la Croix est la Justice, couleur de
chair, représentée par une femme qui a une ceinture d'où
pend une feuille de figuier d'or. Elle tient la main
droite une épée d'acier et de la gauche une balance dans
un des bassins triangulaires de laquelle est une tâche rouge
et dans l'autre une couleur de plomb. Au-dessous de la main qui
tient l'épée est un globe d'or, surmonté d'une croix ;
et au-dessous de la main qui tient la balance est un triangle
d'or au milieu duquel est un T. »
Pourquoi le roi a-t-il choisi l'étoile sept branches
? On pourrait longuement épiloguer et rappeler tout le
symbolisme se rattachant au chiffre sept : les sept degrés de
la Perfection, les sept branches de l'arbre cosmique, etc. Mais
Théodore est avant tout Rose + Croix. L'emblême de cet
ordre mystique est une rose sept pétales ; on connaît
une allégorie rosicrucienne dessinée Francfort en
1626 qui est marquée précisément par une rose
sept pétales.
Il semble aussi que l'Ordre Teutonique et les Allemands aient
joué un rôle dans la résistance corse face
l'envahisseur génois, car le roi de Corse apparenté aux
puissantes familles allemandes NIENROD,
NUCINGEN et DROST a eu un oncle
Bernard de DROST, Grand Commandeur de
l'Ordre Teutonique, dont le fils joue un rôle dans la résistance
aux génois en terre corse. La réaction du général
baron de WACHTENDONCK qui, en 1731, débarqua
dans l'Île avec une troupe de 4000 Allemands, d'abord
la solde de Gênes, puis début octobre 1740
accueillant Frédéric de NEUHOFF, chassé
son tour de Corse, est révélatrice. Le rôle de
ce dernier est aussi important, car après le départ du roi
en novembre 1736, il continue agiter la Corse,
dirigeant la résistance. Le baron Matthieu de DROST,
bien qu'arrêté le premier et réembarqué vers
le continent, se retrouve encore dans l'Île en octobre 1741.
Quoi qu'il en soit, avec la défaite de la résistance
Corse, les Rose + Croix vont encore s'occulter, transmettant
comme les Giovannali leurs secrets en famille, ou dans un clan déterminé.
En dehors des courants exprimés dans les lignes précédentes
il faut donner quelques précisions sur certains cercles très
fermés de chamanes de l'Île. Il s'agit d'une branche des
Mazzeri qui avaient la maîtrise du double, ils arrivaient non
seulement lui rendre une consistance visible mais
chassaient ainsi la nuit les sangliers qui, pourchassés par
une meute de corps volants, étaient conduits dans une course
folle se précipiter du haut d'un rocher. Le
lendemain il suffisait aux Mazzeri d'aller récupérer les
corps. Les témoignages sur cette confrérie sont fréquents
dans le sud de l'Île, bien d'autres pouvoirs étaient prêtés
ces cercles, qui se tenaient l'écart de la
vie religieuse, dont celui de frapper de mort ou d'une malédiction
de manière irrémédiable. Si les filiations religieuses
se continuent encore très vivaces, il semble que les confréries
de Mazzeri se soient presque complètement éteintes dans
leur branche chamanique pure.
Un ordre mystérieux : l'Ordre des Frères aînés de la
Rose + Croix
Parmi les ordres qui se sont extériorisés, les FAR
+ C sont les seuls avoir fourni
quelques chercheurs de très nombreux documents,
malheureusement non soumis une commission, ce qui a
provoqué des jugements très rapides d'historiens qui se
sont évertués, par ailleurs, légitimer (ou
tenter de le faire) des filiations bien plus contestables. Mais
l comme ailleurs, le temps aidant, certaines vérités
émergeront. L'Imperator n'ayant pas
voulu montrer tout venant les très nombreux éléments
d'une filiation, et sans doute a-t-il eu raison, car ils
semblent trop prosaïques, ou évidents, démystifiant
ainsi le mystère dont s'alimente si bien l'humain
pathologique actuel. Par ailleurs, les FAR +
C n'ayant eu dans leurs rangs que très peu de membres, il n'était
pas nécessaire de justifier leur existence.
Comme le précise l'Imperator Pierre PHOEBUS
« les FAR + C ne remontent
pas au temple de Salomon, ni TOUTMES
III, mais leur présence est virtuellement démontrée
avec ces 115 parchemins munis de leur scel d'origine s'étalant
de 1317 nos jours. La continuité est
parfaite. Du reste, sans être un spécialiste en la matière,
un seul regard suffit pour s'apercevoir que ces antiques
reliques du passé sont authentiques. Parmi celles-ci,
n'oublions pas qu'un seul manuscrit, retraçant les actes vécus
de 1503 1723 est un in-folio de 23 X 34 X 8 contenant 1
211 pages. On y relève plus de trente écritures différentes.
Quelles explications pourrait-on fournir aussi pour les 340
pages manuscrites de Mr de BASVILLE (41e
Imperator), qui traitent de l'Ordre de Pont Saint Esprit, de
Malte et des comtes de MONT FORT, etc.
(date 1693). Enfin, quelle justification donnerait-on
ce recueil de « Discours faits au Roi LOUIS
XIII » par David RIVAULT (30e
Imperator), entièrement écrits la main, dont la
bibliothèque de Laval possède le premier
tome ?...8 » Mais pour notre part, ce n'est pas une
histoire
que nous avons voulu rendre hommage, mais une des rares
filiations qui a donné des exemples de son savoir, par
l'obtention de la Pierre.
L'histoire de l'ordre part du contact entre quelques rares
templiers (et non les templiers plus guerriers que quêteurs
de sciences hermétiques) et des adeptes liés particulièrement
l'École de Bagdad « Beit et Hikmat » créée
par le Khalife AL MAMOUN en 830. Les
chrétiens l'appelèrent Maison de la Sagesse. Il ne faut
pas négliger non plus le rôle de la mosquée d'El-Azhar,
lieu de rencontre important de l'époque, où un maître
de l'université cachait aussi parfois un hermétisme.
Enfin il faut aussi citer les relations entre les templiers
8. Dans « Legenda des FAR + C
» de Roger Caro, Éd. privée hors commerce.
et les ismaëliens, pour se rendre compte que la circulation
des élites, si chère PARETO, existait
sans doute mieux cette époque que de nos jours.
Selon l'histoire de l'ordre, en France, prévenus
temps par le chapelain du manoir de la Buzardière, près du
Mans, sept templiers, Gaston de la Pierre PHOEBUS,
Guidon de MONTANOR, Gentilis de FOLIGNO,
Henri de MONTFORT, Louis de GRIMOARD,
Pierre Yorick de RIVAULT et César MINVIELLE,
se replièrent en toute hâte vers Dinard, puis vers
Saint-Malo où ils affrétèrent de nuit une barque de pêcheurs
qui les déposa sur le sol d'Angleterre. La commanderie de
Londres les reçut et les hébergea. Afin d'éviter les
persécutions du roi ÉDOUARD, quelques chevaliers adeptes
s'enfuirent lile de Mull, ils retournèrent plus tard
en France, où ils donnèrent un nom l'ordre le 2 décembre
1316: « Les Frères Aînés de la Rose + Croix».
Nous n'allons pas suivre l'ordre au cours des siècles, mais
il nous semble important de signaler quelques noms des derniers
Imperator, le 51e était Lord BULWER
LYTTON, lié étroitement divers cercles très
fermés, l'abbé Louis CONSTANT (Eliphas
LEVI) lui succéda, suivi par
William Wynn WESTCOTT (membre de la SRIA).
Passant ainsi entre les mains de frères dépositaires de
filiations diverses, l'ordre va par la suite retourner
son pays d'origine : la France, où il manifestera sa présence
sous l'impulsion de Pierre PHOEBUS, faisant
publier de nombreux livres hors commerce.
Les FAR + C étant limités
33 membres, ils ne peuvent coopter que chez quelques
adeptes. L'extrême prudence de l'Imperator a permis que
quelques frères
seulement accèdent la connaissance opérative,
mais il se refuse rentrer dans la notion de mythes, de
rêves si chers l'humain plus avide de sensations et
d'évasion que de réalités. L'ordre ne se propose pas de
réformer le monde, il est dépositaire d'une Tradition.
Il existe un autre Ordre des FAR + C réservé
12 membres et qui concerne une autre opérativité
alchimique interne mais, malgré son ancienneté, nous
pensons que les deux ordres n'en constituaient qu'un seul
un moment de l'histoire, ou qu'ils étaient imbriqués
l'un dans l'autre de toute manière. Cet ordre interne
pratique la voie du corps d'immortalité par la méthode des
substances.
Graal et alchimie, où les voies développées
Nous ne voulons pas développer un thème bien établi,
mais comme les voies sont entremêlées, le chercheur se
retouve l aussi dans un véritable labyrinthe. Or tout
s'y trouve.
Sur la voie extérieure le château du Graal se nomme CORBENIC,
ce qui, si la matière de l'OEuvre n'est pas si
clairement énoncée que, par exemple, dans les contes
d'HOFMANN, qui se terminent par l'histoire héroïque du célèbre
ministre KLEIN ZACH surnommé
cinabre, il n'en est pas moins vrai que CORBENIC
se décompose en CORNI-BEC et
CINEBRO l'envers, désignant
aussi bien le vaisseau que la matière de l'OEuvre. Nous
retrouvons cela dans le nom du père de PERCEVAL,
BLIOCADRAN, qui en anagramme donne CINABRO.
Ainsi il n'est pas bien difficile de préciser les ingrédients
et les étapes.
La voie interne apparaît durant la rencontre du vendredi
saint avec l'ermite. Certains l'ont confondue avec
l'albification, étape de la voie du cinabre (coagula blanc)
quand l'ermite précise que le roi n'est nourri que
d'une hostie et rien d'autre, laquelle est servie dans le GRAAL.
Il ne s'agit plus d'albification mais d'un magistère interne
donné comme par l'ermite, de bouche oreille, et qui
conduit au développement du corps christique ou embryon de
gloire et d'immortalité, condition que l'ermite,
comme dans les tarots, chasse avec prudence le serpent de
l'astral qui pourrait récupérer les énergies. Il ne
faut pas oublier que la coupe du GRAAL est
verte et que le sang du Christ, comme s'en rendit compte le
soldat LONGINIUS avec sa lance, est
blanc comme celui d'OSIRIS.
Le vert est issu du noir, prima materia. Il fut la première
couleur, celle de la vie. De celle-l , par dissociation,
naissent une couleur légèrement Yin, le bleu, et légèrement
Yang, le jaune, les autres couleurs naissant de l'accentuation,
ou densification de cette première SEPARATIO.
Ainsi par exemple, le jaune accentué donne l'orange puis le
rouge (couleur très Yang, nous retrouvons dans l'oeuvre cette
démonstration, le bleu accentué va donner l'indigo puis le
violet très Yin). Mais le vert signifie aussi de facto la
puissance de la vie. Si la table alchimique est dite table d'émeraude,
et si la coupe du Graal est verte, c'est tout simpement qu'on a
voulu indiquer une clef qui n'apparaît sans doute qu'après
les périgrinations du Chevalier Vert, dans la solitude la
plus nécessaire qui soit, quand HERMÈS-MERCURE
se manifeste, soit directement soit avec l'aide de l'ERMITE ou
de MERLIN.
La doctrine du corps immortel
S'il existe des voies extérieures, elles doivent conduire
l'adepte la compréhension de la matière, puis,
par reflet, de lui-même. Ensuite il lui faut entreprendre la
réunion des voies : comme le précise bien le taoïsme,
il faut passer du WOUEI TAN au NEI
TAN. Il est nécessaire de rappeler que l'Ordre des Frères
Asiatiques proposait ses adeptes la même progression
traditionnelle, puisqu'après la pratique de la Pierre au
rouge, ceux qui pouvaient se libérer de leurs penchants
humains pouvaient tenter la création du corps de gloire ou
corps d'immortalité.
Dans « Ur et Krur », Julius EVOLA explique
le pourquoi de cette étape' : « ... L'immortalité, la réincarnation,
n'est pas une vérité pour tous les hommes mais seulement
pour ceux qui sont parvenus s'accomplir selon une voie,
en fait, radicalement perpendiculaire celle des
hommes... La parure de gloire ou corps immortel des traditions
gnostiques, en remplaçant la guenille d'esclavage, serait
l'ultime consécration de celui qui, après
1. Éditions Arché, Milano.
avoir traversé victorieusement cette série d'épreuves,
s'émanciperait ainsi totalement de la sphère du Destin et
de la domination des Régents ou Archontes. »
A l'enseignement traditionnel concernant l'immortalité
correspond la doctrine du triple corps. Précisons immédiatement
que le terme corps est employé ici d'une façon analogique
pour désigner de nouvelles formes de conscience et d'action
que le Moi peut faire siennes, en vertu de possibilités qui,
toutefois, dépassent le commun des mortels. De sorte que la
doctrine en question - comme toute doctrine ésotérique -
ne peut être considérée comme vraie que dans le cadre
propre l'aristocratie restreinte de ceux qui sont
parvenus fouler le sentier de l'initiation. En parler
propos de l'homme ordinaire n'aurait aucun sens : pour
lui n'existent ni les trois, ni les sept, ni les neuf corps, ni
tous ceux que l'on pourrait se plaire imaginer.
La vie après la mort a pour condition de parvenir la
capacité de maintenir la conscience, une fois celle-ci privée
de l'appui du corps physique. Celui qui a atteint ce sommet est,
virtuellement, hors des eaux, et le fait que l'unité de
l'organisme physique se défasse n'a plus pour lui aucune
importance. A ce propos, on a également évoqué la
possibilité de partir pour ne plus revenir. L'affirmation de
l'existence (ego sum) est alors ressentie comme une entrave,
comme une négation de l'être. Cette voie consiste donc
se défaire de tous les déterminismes, réels et
possibles, de dépouillement en dépouillement, de mise
nu en mise nu, jusqu' ce que - une
fois tombée l'enveloppe par une intégration absolue
l'ipséité - le sum se dissolve et se résolve
dans l'est.
Mais si l'immortalité ne doit pas être uniquement la
prolongation de la pure conscience, si au contraire cette
conscience doit s'articuler en formes d'action et d'expression
propres au niveau qui est le sien, et puisque les formes
corporelles sont inhérentes la conscience des
mortels, il faut dans ces conditions que la qualité
individuelle que celle-ci possède, s'étende également
aux divers éléments et vertus constitutives de l'agrégat
humain, pour les faire siens, pour les tenir en laisse sous une
forme qui porte précisément le sceau de l'individualité.
C'est cela le corps magique ou corps de résurrection.
La constitution du corps de gloire passe par l'alchimie interne
que nous allons définir l'aide d'un extrait des «
Procédés Secrets du Joyau Magique », un traité
d'alchimie taoïste du xle siècle2 : « L'alchimie intérieure
est un système syncrétiste très complexe qui poursuit
sur le plan théorique le même idéal que l'alchimie opératoire,
savoir l'élaboration d'une drogue dont l'absorption
est censée rendre l'homme immortel et lui permettre de monter
au ciel en plein jour. Mais c'est de son propre corps que
l'adepte du Nei Tan fait son laboratoire ; il y trouve en effet
tous les ingrédients et les ustensiles de l'alchimie
traditionnelle : fourneau, chaudron, mercure, cinabre, plomb et
autres minerais ; et c'est en suivant un processus mental et
physiologique qu'il installe le laboratoire, allume le feu du
fourneau, en surveille la chaleur, provoque le mariage des ingrédients
dans le chaudron et recommence le processus un niveau
différent, une fois obtenu le résultat désiré. »
2. Édition des Deux Océans, Paris.
En d'autres termes, les textes de l'alchimie intérieure
empruntent le langage de l'alchimie opératoire pour décrire
leurs processus de purification destinés une
transformation spirituelle et corporelle. Mais on n'aboutit pas
au corps d'immortalité par une simple recette... Une opération
très longue est nécessaire. De plus, des pièges
redoutables peuvent se présenter. EVOLA écrit
encore ce sujet3 : « Les étapes successives de ce
processus sont les mêmes que les diverses épreuves et étapes
de l'initiation, dans la mesure où celles-ci sont le résultat
de rapports établis avec les divers êtres, d'abord
psychiques et ensuite naturels (dieux) qui règnent en maîtres
sur les êtres humains et agissent au travers de leur corps et
de leur esprit. C'est sur ces êtres que le mage doit, dans ce
domaine opératif, réaffirmer sa propre autonomie, et même
plier sous la loi les forces qui attestaient la présence de
ces êtres l'intérieur de son organisme. »
Le résultat peut être la fin des corporifications (les
morts et réincarnations) pour celui qui a, comme le dit Ibn JABIR,
communiqué sa fixité au volatil, et SCHWALLER
de LUBICZ indique que « la
renaissance définitive, ou résurrection, est la complémentation
absolue. BA est le volatil, le subtil, et KA est le fixe énergétique
qui est l'aimant de BA »4. Le texte indique que le BA doit
retrouver le KA, ce dernier engendrant
le fils.
Dans la tradition hébraïque le corps de gloire se situe
Tipheret, qui sur l'arbre kabbalistique est sur l'axe
central délimité par Kether et Malkut, appelée aussi
3. In « Ur et Krur », Éd. Arché, Milano.
4. R.A. Schwaller de Lubicz « Her
Bach disciple », Éd. Flammarion, Paris.
Shemesch, sphère du soleil, ce mot s'écrivant avec deux
Shin qui encadre un Mem, or Shin signifie le feu du ciel et Mem
la mère primordiale, l'interaction fécondante terre-eau
produisant l'Or ou Corps de Gloire.
Les phases de la voie alchimique sont donc complexes, et
l'obtention de la Pierre au rouge n'est qu'une étape d'une
longue quête, techniquement précise. Outre leurs pouvoirs
régénérants et transmutatoires, les pierres ont aussi
un pouvoir de séparation en ce qui concerne la partie
conscience de l'homme qui peut voler. Il ne faut pas oublier que
dans la tradition indoue, le mercure-métal (traité
alchimiquement) est le sperme de Schiva. En cela, il possède
l'essence de Dieu, et la possibilité de l'actualiser dans
l'homme. C'est la raison pour laquelle nous avons insisté sur
l'alchimie du mercure, ou plutôt du sulfure de mercure ou
cinabre. Cette voie du mercure pouvant bien entendu se réaliser
aussi sans utiliser le cinabre, par un processus de purification
progressif du mercure l'aide de plantes, cas de
l'alchimie indienne qui utilise les purifications jusqu'
18 samskar.
L'homme qui doit réaliser la suite de la voie se trouve
confronté divers problèmes, le plus grave étant
déj de savoir ce qui va être cristallisé, dans
ce qui constitue les agrégats plus ou moins informels qui
composent un je humain. Il est certain que l'approche de la voie
va passer par la conquête préalable d'un état de
conscience différencié, où le regard prend le pas de
plus en plus sur le je humain, avec les crises inhérentes
cette élimination progressive de l'Ego. Celui-ci,
ayant constitué et secrété un monde dans lequel, tel un
cocon, il a enfermé la conscience, ne va pas accepter cette
modification.
D'autre part, avant de sortir du filet de sommeil, il faut avoir
assez de . conscience seconde (le chen des taoïstes), pour
tenter l'aventure. Enfin, la plupart des humains étant des
agrégats artificiels, il ne s'agit pas de casser en eux un
univers sans lequel ils n'existeraient plus, car l'humain moyen
est un ensemble complexe, passant de l'être particulier sur
lequel il a projeté son amour (en fait, sa détresse...)
la considération que les autres ont de lui,
sa nourriture, son désir de se projeter dans le
futur travers la procréation, au plaisir des sens,
et parfois ses autres opiums que sont ses considérations
religieuses ou politiques, lesquelles sont parfois aussi
fluctuantes que les humeurs du moment. Le sortir du monde qu'il
s'est créé est suicidaire, et comme le dit si bien MEYRINCK
: « la voie de l'éveil est jonchée de cadavres.
» Ainsi ces voies s'adressent des personnes qui ont
mis fin aux intérêts humains ou en tout cas qui les voient
comme extérieurs leur regard sur le monde.
La première étape de la voie interne est donc l'accession
l'état de conscience aussi appelé ÉTAT OBJECTIF,
c'est- -dire un état où les choses sont perçues
pour ce qu'elles sont, et non pas conceptualisées. C'est dans
un tel état que l'humain se rend compte qu'il n'avait en fait
jamais vécu, mais qu'il n'avait fait que dormir. Cet état
d'être, parfois appelé ÉVEIL, est inconsciemment
recherché par les humains. Ils savent plus ou moins que rien
ne les satisfait réellement, mais ils cherchent des solutions
dans des remèdes horizontaux liés au monde de l'avoir, de
l'acquis, ou aux théories analytiques liées aux fadaises
de la psychanalyse ou de la psychologie moderne dont on serait
bien en peine de tirer quelque chose d'utile,
même si certains « pères » comme JUNG
ont fait preuve de beaucoup d'ouverture d'esprit en ce
qui concerne les sciences traditionnelles.
C'est donc un combat total pour la quête de l'instant PRÉSENT
qui va constituer la première étape de l'alchimie interne,
une lutte difficile, faite de hauts et de bas, de crises,
parfois de conflits, tant que le moment juste ou la place ne
sont pas trouvés.
L'aide de frères extérieurs pouvant être requise, ce ne
sont pas les faux gourous qui vont manquer pour apporter leur
concours, pendant que le quêteur va se fatiguer dans une
recherche illusoire, où le temps compte, et beaucoup, pour
ceux qui doivent terminer l'oeuvre. Quant aux vrais maîtres,
conscients de ce que représente une telle quête, ils se
cachent soigneusement, et n'ayant pas de temps perdre,
ne sont découverts que par les vrais traqueurs, dont la
sagacité et l'HERMÈS en eux - parfois aussi une longue
pratique -, leur permettent de trouver celui qui peut apporter
les éléments manquants. Cel nous conduit
une seconde considération : la nécessité d'avoir un HERMÈS
développé, c'est- -dire un guide intérieur ou
une intuition sûre pour trouver la voie juste, laquelle peut
se cacher dans des formes qui ne la laissent pas paraître.
Sans tomber dans les aspects très difficiles de certaines
voies directes et de certains maîtres impitoyables, évoqués
par exemple dans la vie de Jetsun MILAREPA, il
est certain que les véritables maîtres n'ont pas le choix
des moyens, et que seuls un certain type de disciple a des
chances de trouver le terminal d'une quête.
Conséquence de ces considérations : la nécessité
d'avoir un type de vie peu conforme la vie moderne,
bien que pouvant s'y accommoder... Tout est fait pour abrutir
l'individu et le pousser consommer. Quant ceux
qui font semblant de lutter contre ce système en se croyant révolutionnaires,
ils enferment la plupart du temps l'individu dans un système
étatique redoutable. Très peu de politiques posent les
problèmes de liberté et de qualité. Quant la
culture et l'information, elles sont adaptées une
humanité de zombies, soigneusement parquée dans des
champs. Entendons par l des façons de penser ou de
voir autorisées. Il est certain, comme l'a montré PLATON,
que l'aristocratie véritable ne peut se sentir concernée
par cette farce, et qu'elle n'y participe pas.
La Quête implique la création d'un équilibre
psychophysiologique grâce plusieurs facteurs
- Une alimentation réduite, ponctuée de périodes de jeûne
avec purification indispensable de l'appareil digestif. Les
repas doivent tendre se composer le plus possible de
produits non liés une agression. Le feu diminue
considérablement l'apport vital d'un aliment, c'est pourquoi
il faut éviter les fritures, mais aussi diminuer les
cuissons. De même il faut faire des cures régulières de
produits livrés directement par la nature, cas des fruits,
aliments solaires (yang) indispensables. Un poireau, au
contraire, est arraché la terre, il apporte du Yin.
Il subit aussi une agression. Si un fruit tombe naturellement
dans la main, il ne nécessite aucune violence pour le récupérer.
Il en est de même pour les produits animaux, le lait et les
fromages, qui constituent un apport élaboré mais naturel.
La sensation progressive confirmera ces critères
qui aident au développement de l'HERMÈS en nous, notre
corps solaire.
- Nécessité également de la prise de conscience de plus
en plus réelle de l'instant PRÉSENT, d'abord le jour,
puis jour et nuit. Souvent ce stade la présence d'un
expert est requise, la sortie du monde des identifications
demande un labeur peu commun.
- Conséquence de l'Art de vivre : le contrôle de plus en
plus complet et définitif de l'acte sexuel, particulièrement
au niveau de la non-déperdition de la semence. Un couple marié
qui contrôle les émissions est plus chaste qu'un moine ou
un prêtre qui, sans se marier, vivent des déperditions
(qu'elles soient noctures cause des rêves, ou pour
d'autres raisons...).
- Pratique plus initiatique de certains exercices
a) liés la respiration,
b) basés sur certains mantras (répétition d'un son). Le
zikr des soufis en est un exemples. Ces conseils précédents
permettent de créer le sepa
ratio progressivement en le débarassant de l'ego d'une part,
et en l'autonomisant et le densifiant d'autre part. Ce n'est que
par la suite qu'une voie alchimique prend son sens. Qui voudrait
tromper un maître ne tromperait que lui-même.
- Autre aspect de la quête : l'épreuve du métal. Un
disciple doit savoir attendre, parfois très longtemps, un résultat,
comme le Chevalier du Moyen Age. Il se bat sans
5. Le Zhir ou Dhikz est un des exercices fondamentaux des
Soufis, il permet, par la répétition d'un Mantra, le
rappel de Soi et une élimination progressive du parasitage du
mental.
investir sur le futur, sans considérer le passé, et en
cela il prouve qu'il existe d'une part, qu'il a vaincu en lui la
notion mercantile et peu initiatique de l'intérêt, d'autre
part. Cette patience et cette persévérance forgent en lui
une direction, comme le disait Guillaume d'ORANGE, l où
existe une volonté, existe un chemin ; si rien ne l'a perturbé
dans sa quête, il est la preuve que celle-l lui
ressemble.
On peut ajouter que seuls les quêteurs ayant fait leurs
preuves dans la société en assumant leurs responsabilités
peuvent suivre une voie car, comme l'a dit KREMMERZ,
qui n'a pas fait de l'or l'extérieur n'en
fait pas en soi. Les conséquences de la pratique de ces
rectifications dans la vie de tous les jours peuvent être
importantes, il en sera de même pour ceux qui persévèrent
dans la quête quoditienne de l'attention ou présence. Il
leur faut souvent aboutir des solutions douloureuses et
passer par des crises qui, parfois, peuvent conduire
l'abandon de la quête. C'est ainsi que le départ de la
voie passe par un constat purement intellectuel : les valeurs
habituelles et sociales ne présentent aucun intérêt.
La première étape qui consiste regarder le Je
humain est souvent déterminante, nos préoccupations et intérêts
quotidiens sont dérisoires, les justifications que nous
donnons nos actes sont le plus souvent le pur fruit de
l'hypocrisie, quant aux motivations réelles, mieux vaut
qu'elles n'apparaissent pas
La voie des sons
Au début était le Verbe. La voie du Verbe est un des
éléments clefs de l'Initiation, et complète
heureusement les Magistères alchimiques. Divers alchimistes
ont fait allusion au Verbe Créateur, dont KALLID
en 1662, et tout adepte averti doit connaître la
signification et l'utilisation des voyelles. D'après BIRCH
: « La Gnose ou la connaissance des noms divins dans
leur sens extérieur et leur sens ésotérique était en
fait le grand mystère religieux ou l'initiation chez les Égyptiens.
» DÉMÉTRIUS écrivait trois siècles avant notre
ère : « En Égypte, les prêtres chantent les
louanges des Dieux en se servant des sept voyelles qu'ils répètent
successivement, et l'agréable euphonie du son de ces lettres
peut tenir lieu de flûte et de cithare. »
On sait que les Théurges invoquaient la Divinité avec des
sifflements stridents ou roucoulés, et avec des sons sans
consonnes, inarticulés. Nicomaque de GÉRASE, disciple de PYTHAGORE,
écrit : « Les sons de chacune des sept sphères
produisent un certain bruit, la première réalisant le
premier son, et ces sons l'on a donné les noms des
voyelles. » Eusèbe de CÉSARÉE nous apprend
que, suivant les oracles d'Apollon, il faut se concilier les
Dieux « par des invocations muettes dont le plus grand des
Mages est inventeur, le roi des sept sons que tous connaissent
».
Les sept voyelles sont les suivantes phonétiquement
Omega-ô
Y-u
O-o
I-i
H-ê
E-é
A-a
Utilisées correctement, ces voyelles sont des instruments
de puissance, comme le précise Edmond BAILLY'
« On serait porté ne voir dans les
incantations que de simples prières formulées en vue d'une
union mystique entre les choses du Ciel et celles de la Terre,
ce qui fait l'objet de toute pratique religieuse proprement
dite. Il s'en faut qu'il en ait été toujours ainsi dans
l'antique Égypte où le postulant brigue, bien plutôt
qu'il n'implore, l'intervention d'En-Haut. Ici comme avec la
plus grande partie des formules enseignées par les Brâhmanes,
nous sommes en pleine théurgie ; et cette communauté des
rites égyptiens avec ceux de l'Inde doit arrêter notre
attention. L'incantation n'est donc pas une prière, mais un
ordre auquel les Dieux sont contraints de se rendre, si nulle
faute ne s'est glissée dans l'accomplissement du rituel ».
Valentin ÉRIGÈNE écrit dans « Mystères et
Pouvoirs
1. Edmond Bailly : « Le Chant des-voyelles », Éd.
Bellisane, Nice.
des Sons au Temps des Pharaons »': « Généralement,
on admet que le clergé de Memphis chercha aller plus
loin que ses prédécesseurs et qu'il s'efforça
d'apporter des idées nouvelles. On pense qu'il commença
par observer comment se développe le processus de la
connaissance (SIA) et de la réalisation (HOU). Il est
d'ailleurs intéressant de noter que SIA et
HOU (la connaissance et la réalisation)
furent divinisées... »
Nous ne pouvons oublier bien sûr que l'OEuf de Serpent que créent
les Druides avec la bave du Serpent doit se maintenir en l'air
avec des sifflements. Pour bien comprendre la notion de voyelles
il faut en trouver l'essence.
Comme le précise von SEBOTTENDORF3:
« ARTHÉPHIUS nous enseigne,
dans son Clavis Majoris Sapientae, l'art de facere descendere
spiritum, et donne les formules suivantes dans lesquelles
l'esprit s'épanche volontiers : I V X O par L. Nous trouvons
ici le "I" et le "O", "V" et
"X" sont deux formes du "A". »
Malheureusement l'auteur n'a pas compris par manque de
sensations ou de clefs traditionnelles, la notion de Création
avec les sons. « A » est la voyelle centrale, un équivalent
de la couleur verte. Si on étend ou plutôt dissocie la
couleur verte, nous obtenons la bipolarisation légèrement
chaude, jaune (léger Yang), légèrement froide bleu (léger
Yin). Si nous continuons étendre sur la
bipolarisation, nous obtenons l'extrême Yang rouge rubis
l'extrême Yin
2. Éd. Trédaniel, la Maisnie, Paris.
3. Von Sebottendorf : «La pratique de l'ancienne Franc-Maçonnerie
turque », Édition du Baucens, Belgique.
l'indigo. Il en est de même pour les voyelles : le « A
» étendu sur ses extrêmes donne le « I », voyelle
la plus aiguë, et l'« O » voyelle la plus grave. Le
« I » produit le froid au niveau de la sensation, or,
c'est un symbole mâle, le « O » produit le chaud, or
c'est un symbole femelle. Chacun sait, dans la voie des
mutations, que Yang produit Yin et Yin produit Yang. Le « A
» reste donc hermaphrodite même si dans d'autres
traditions ou symboliques il puisse avoir une connotation
diverse et prendre la place du « I » comme symbole mâle,
exemple dans Je suis l'Alpha et l'Omega, mais comme il s'agit de
science précise nous ne pouvons nous attacher aux dérives
postérieures de situations essentielles.
Saint IRÉNÉE, citant le gnostique MARCUS,
nous confirme en donnant les clefs de la distribution
pour ceux qui peuvent comprendre : « La voyelle A retentit
dans les voix du premier ciel ; dans les voix du second, E seul
résonne ; H, dans celles du troisième ; le quatrième,
qui est en même temps le ciel du milieu répète la
voyelle I ; la cinquième O ; le sixième R, le septième,
qui est le quatrième, depuis celui du milieu SL »
Quant la centralité de l'A et son extension, SCHWALLER
de LUBICZ donne des précisions
qui complètent ses premières informations' : « Ces deux
syllabes assemblées, ia aou, expriment l'origine de l'Être
dans sa plénitude non divisée, non spécifiée. Écoute
l'enseignement de nos Sages : au commencement, iaaou vivait dans
le corps unique, avant qu'il y eût dualisation,
4. « Her-Bak, Disciple » de R.A.
Schwaller de Lubicz, Éd. Flammarion.
avant que fussent les choses terrestres... Quand il n'y avait
pas encore de naissance... quand aucun dieu n'existait... quand
le désir pour Ikou n'était pas encore formulé... Nous
avons déj effleuré le sujet du dédoublement de
l'Unique, iaaou ; considère-le maintenant sous l'aspect de la
formation des quatre directions contenues en possibilité dans
l'Unique. La première syllabe du mot iaaou, ia, exprime la
polarisation de l'Origine : Nord et Sud, haut et bas, et tout ce
qui, dans la Nature, présente obligatoirement cette
polarisation, par exemple iat, bâton, perchoir, colonne
dorsale, la tombe (de la tête aux pieds).
La seconde syllabe, aou, exprime l'idée d'extension
d'amplitude, par possibilité du volume : ainsi la sphère
en rotation a son axe, le reste n'est que volume. Nul ne pourra
jamais expliquer le pourquoi ni le comment de la division de ia
et aou, qui produit le volume par la fixation des quatre
directions. »
Pour l'utilisation, une fois les essences perçues, l'adepte
doit travailler les consonnes émettrices, condensatrices ou réceprices.
Est-ce un hasard si le sifflement commence par un S, le soleil
égyptien (Râ) par un R, ou le mot Mer ou Mère par un M,
qu'on retrouve la fin du mot ATOUM.
Il ne saurait trop être question de disserter sur le iaou
dont le ton le plus exact est donné par le chat, animal
d'Osiris. Il faut noter aussi que certains oiseaux et insectes
donnent les clefs d'autres sons de puissance.
Si la science des sons est très utile, dans la théurgie
active, elle est aussi indispensable dans l'alchimie interne,
car elle doit être utilisée, tel le ZIKR
des Soufis (mantra répétitif pour provoquer
l'animation puis la séparation
des éléments constitutifs qui aboutissent la
formation du Corps de Gloire ou d'Immortalité)5.
Il faut arriver l'époque moderne pour trouver des
voies contre-initiatiques, fragmentaires pour ne pas dire résiduelles,
qui n'enseignent pas ces clefs et aboutissent des résultats
déviés (quand il y a résultats bien entendu !). Mais ce
type de considérations ne concerne que les adeptes de
certains magistères très fermés qui touchent au corps
humain, et ce que nous écrivons constitue plutôt une forme
de mise en garde aux détenteurs de sciences traditionnelles
tronquées.
Le signe mudra chez les Indous peut constituer aussi un élément
important de la voie, et l aussi la sensation et la
logique priment ; si l'index levé du bras droit (pour un
droitier), est le signe mâle d'émission d'énergie
(Yang), le pouce et l'index recourbés' ou fermés sous
forme de O permettent la réception dans les deux dimensions.
Cette émission et cette réception peuvent se faire sur
l'extérieur et sur l'intérieur. Il en est de même pour
les sons quand il s'agit d'invocation ou d'évocation, l'une
se faisant en inspirant, l'autre en expirant. Notre propos n'étant
pas dans ce livre de donner toutes les clefs qui doivent être
le produit d'une recherche individuelle comme c'est le cas de la
4e Voie, dont GURDJIEFF dit que «
avant tout elle doit être trouvée. C'est le premier test
».
5. L'utilisation du son est trifonctionnelle, outre ce que
nous avons mentionné précédemment (balayage du mental),
il peut agir comme Sel c'est- -dire qu'il a un pouvoir de
modification physiologique et enfin d'action extérieure.
6. Le binaire est femelle, récepteur.
La voie secrète ou le réel art chimique
A part les diverses voies, parfois fort complexes, de la série
des WOUEI TAN, ou voies extérieures,
qu'elles soient du cinabre, de la stibine, de la galène, de
la céruse, du bismuth ou du phosphore, il existe des voies
directes, simples, parfois même très rapides, ou bien des
voies de longue haleine, mais exécutées par des processus
très simples... Comme ces voies sont, et furent très fermées,
et qu'elles ne peuvent être enseignées, car la première
condition de la pratique est que l'HERMÈS en soi soit assez
fort pour les découvrir... le maître ne joue plus qu'un rôle
de témoin.
La simplicité extrême de cette voie est attestée par de
nombreux alchimistes
« Il est une pierre de grande vertu, et est dite Pierre et
n'est pas pierre, et est minérale, végétale et animale
qui est trouvée en tous lieux et en tous temps, et chez
toutes personnes... » (Nicolas VALOIS, «
La Clef du Secret des Secrets »)
« Si HERMÈS, le Père des
Philosophes, ressuscitoit aujourd'hui avec le subtil GEBER,
le profond Raymond
LULLE, ils ne seroient pas regardés
comme des Philosophes par nos chymistes vulgaires qui ne
daigneroient presque pas les mettre au nombre de leurs
disciples, parce qu'ils ignoreroient la manière de s'y
prendre pour procéder a toutes ces distillations, ces
circulations, ces calcinations, et toutes ces opérations
innombrables que nos chymistes vulgaires ont inventées, pour
avoir mal entendu les écrits allégoriques de ces
Philosophes. » (Jean d'HOURY, « Cosmopolite ou nouvelle
lumière chymique » Paris, 1669)
« Il ne s'agit pas en -alchimie de procédés dans le
vaste monde extérieur, mais de processus microcosmiques très
secrets; qui ont constitué la matière centrale des mystères
depuis la plus haute antiquité. On peut donc dire
raison que la science hermétique est la plus haute science de
l'humanité, très vraisemblablement issue de traditions que
les anciens Égyptiens désignaient avec respect sous le
nom de secret des Anciens. » (« Prologue microcosmique
» de 1720)
Une manifestation actuelle des Rose + Croix d'Or affirme: «
Mais les amateurs et chercheurs indignes ne peuvent, avec leur SUBJECTIS
et LABORIBUS contre nature,
faire naître l'enfant philosophique du soleil et de la lune.
Ils cherchent cet Art naturel et divin sans la connaissance de
Dieu ; ils ne savent même pas ce que la nature est avant
tout, encore moins comment, avec quoi, et où elle opère.
Ils tournent en rond avec leurs états d'âme, et savent
parler des maintes actions de la nature, mais le centre de la
nature qui provoque toutes les actions de celle-ci, ils ne le
trouvent pas. Alors qu'ils devraient, dans le feu
vivant, tirer, des métaux vivants des Sages, la semence et
par conséquent faire le mercure par le mercure, ou la matière
première par la matière première : ainsi, ils ne savent
ni ce qu'est la vie, ce qu'est la semence des métaux, ni ce
qu'est le mercure et ce qu'est la matière première, mais
ils travaillent avec des agents morts ou éteints, tels que
l'or, l'argent, le mercure etc., vulgaires, et ils font ceci
avec du feu de bois, de charbons, des lampes ou tout autre feu
mort, et ils pensent par ce moyen préparer la médecine
universelle qui donne la vie et la multiplie, et la teinture ;
comme si mort et vie étaient dans leur main.
Ils cherchent un art facile et un travail difficile, alors qu'il
s'agit d'un art difficile et d'un travail facile ; il leur en coûte
beaucoup en matériaux, que l'on peut se procurer pourtant
sans bourse délier et que l'on ne trouvera dans aucun bric
brac, aucune pharmacie, etc., mais que l'on peut
prendre directement dans la nature. »
Quant aux causes de l'aveuglement, elles sont bien définies
dans cet extrait de la « Clavicula Hermetica Scientiae, ab
Hyperboreo Quodam Horis Subsectivis Consignata Anno 1732 » :
« Mais voici la première et véritable cause pour
laquelle la nature a caché ce palais ouvert et royal
tant de philosophes, même ceux nantis d'un esprit très
subtil, c'est que, s'écartant, dès leur jeunesse, du
chemin simple de la nature par des conclusions de logique et de
métaphysique, et, trompés par les illusions des meilleurs
livres mêmes, ils s'imaginent et jurent que cet art est plus
profond, plus difficile connaître qu'aucune métaphysique,
quoique la nature ingénue, dans ce chemin comme , dans tous
les autres, marche d'un pas droit et très simple. »
Certains textes occidentaux font allusion nettement
cette alchimie, « Le Monde Magique des Héros » de
Cesare della RIVIERA', ou des
citations telles que celleci, extraite de « Rosinus ad
Sarratantum Episcopum »
Cette Pierre est une chose qui se trouve en toi plus fixe que
nulle part ailleurs, créée par Dieu et tu en es la minière
(prima materia) et extraite de toi... Et de même que l'homme
est composé de quatre éléments, de même la pierre,
et ainsi elle provient de l'homme et tu en es la minière,
savoir par l'opération ; elle est extraite de toi
savoir par la science. Autrement dit, elle est fixée
en toi, savoir dans le mercure des sages ; tu en es la
minière, c'est- -dire elle est enfermée en toi et
tu la tiens cachée et elle est extraite de toi, puisqu'elle
est réduite ( son essence) et dissoute par toi, car
elle ne peut pas être parfaitement en toi, et toi tu ne peux
vivre sans elle, ainsi regarde le commencement et vice-versa.
»
La voie interne est aussi suggérée par certains
gnostiques, et appelée par GURDJIEFF quatrième
voie ou voie des substances, bien que la vie privée de ce
dernier n'ait pas tellement coïncidé avec l'ascétisme nécessaire
cette voie très périlleuse, et délicate. Saint
ÉPIPHANE y fait allusion dans « les Interrogations »,
évoquant la vision de Marie MAGDELEINEB,
propos de laquelle il est dit : « Si vous ne croyez pas quand
je vous dis les choses de la terre, comment croirez-vous quand
je vous
7. Éd. Arche, Milano.
8. Marie Magdeleine semble la continuation d'ASTARTE, d'ISHTAR
et d'INANNA encore plus antérieure (Dame du Ciel des Sumériens).
dirai les choses du ciel ? » et ils interprètent : «
quand vous verrez le Fils de l'Homme remonter où il était
auparavant » ; hoc est, inquiunt, profluens semen exsorptum,
ut eo unde exierat revertatur...
La sensation juste de l'univers, permet au véritable
religieux (au sens étymologique, religare = relier) de faire
les voies extérieures sans frais et dans des temps brefs.
S'il existe la voie sacerdotale, très brève, dans la voie
du cinabre, d'autres auteurs ont mis l'accent sur ces réalisations
dont aucune ne demande plus de quelques heures, parfois quelques
jours pour d'autres. Sans faire mention de la voie sacerdotale,
ou de la voie de la foudre, TOLLIUS dans
« Le chemin du ciel chimique » écrit en 1688: «
Laissant donc part tous les sentiments différents,
je me suis proposé cette règle certaine avec laquelle je
puisse heureusement parvenir la fin de ma carrière
- Que la Pierre des philosophes doit être faite en trois ou
quatre jours.
- Que la dépense ne doit point excéder la somme
de trois ou quatre florins.
- Et qu'enfin un seul creuset ou vaisseau de terre
suffit.
J'estime qu'il faut rejeter toutes les propositions qui ne
s'accorderont pas avec ces trois aphorismes. Prévenu de la
sorte, Basile VALENTIN m'a été
d'un grand secours, car après avoir fait représenter un
creuset dans ses premières Clefs, il ordonne de continuer par
cette voie, et de laisser l tous autres vaisseaux, le
feu de la lampe, de fientes de cheval, de cendre, de sable et de
flamme, et d'appliquer son esprit aux plus profonds mystères
de l'Art. »
L'utilisation du feu du ciel ou foudre, est présente dans la
voie, sans évoquer les fulguratores étrusques (prêtres
maîtres de la foudre). Il y eut dernièrement certains
constats sur les pouvoirs provoqués accidentellement chez
certaines personnes frappées par cette force et qui en ont réchappé.
Outre le fait qu'elle permet l'acquisition de la MATERIA
PRIMA pour certaines voies, elle est aussi utilisée
pour modifier le corps humain par des maîtres qui ont les
signes et les sons nécessaires. Le remarquable roman de VILLIERS
de l'ISLE ADAM, « Isis »,
où une comtesse italienne alchimiste et initiée
certains mystères hermétiques, invoque la foudre et se
fait frapper par elle dans une pièce du palais, y fait
allusion. La foudre est alchimiquement un mariage du ciel - père
- Yang, et de la terre - mère - Yin. Elle produit donc un
Fils qu'il faut récupérer. Il existe aussi une foudre
interne au corps humain.
Nous retrouvons aussi cette voie interne de l'alchimie dans la
tradition bouddhique ésotérique Shingon où elle est décrite
avec précision par le Moine japonais KUKAI
(774-835), qui écrit dans sa « Thèse de l'Ermite
Ultra
Vide »9
« D'un coup de pied, rejetez au loin les richesses, comme on
se débarrasse d'une écharde ; face aux honneurs du rang,
ayez l'attitude qu'on a quand on se sépare d'un soulier de
paille usé. Que les regards que vous posez sur les femelles
aux hanches fines soient les mêmes que
9. In « La Vérité finale des Trois enseignements
» de Kukai, traduction et commentaires de Allan Georges
Grapard, Éd. Poiesis, Paris.
ceux portés sur les démons, et que celui porté sur les
rangs et les salaires soit le même que sur un rat en décomposition.
Soyez calmes et sans agir, tranquilles et sans désirs,
diminuez le nombre de vos actes. Quand vous aurez réalisé
ceci, l'étude deviendra chose aisée. D'autre part, ce que
l'homme du commun prise le plus pour se divertir est ce que le
taoïste déteste avec le plus de conviction. Cependant, si
vous réussissez vous en éloigner, devenir un
Immortel ne sera point chose difficile.
Rire aux éclats et éprouver de grandes joies, se mettre en
colère comme être excessivement triste : autant de
facteurs ayant de fatales conséquences. Nombreux sont,
l'intérieur du corps, les ennemis de ce genre. Mais
moins d'en venir bout, nul ne peut comprendre
ce que l'on entend par longévité et éternelle
conservation. S'éloigner de cette situation est ce que les
êtres du commun considèrent être le plus difficile.
Mais qu'on y réussisse, et alors devenir un Immortel est la
chose au monde la plus aisée. Il faut que je vous indique
l'essentiel de ces techniques, et il ne vous restera plus qu'
prendre ces remèdes. Le chardon blanc et le grain jaune, la sève
de pin, les graines du murier balayent les maladies internes ;
la flèche d'armoise, la lance de jonc, les amulettes, les
exorcismes et les interdictions protègent contre les autres
maux. Comptant rythmiquement les respirations, mettezles en
harmonie avec les saisons. Ouvrant le nez, buvez la
source pure. Creusant le sol, dégagez-en et avalez la pierre
précieuse. Les herbes grasses et maigres satisfont la faim au
matin, tandis que les pommes de pin et leur sève chassent la
fatigue au soir. Cachant votre ombre en plein jour, vous pourrez
écrire sans lumière au milieu de
la nuit. Pénétrant profondément la terre du regard,
vous pourrez marcher sur la surface de l'eau. Faisant des démons
et des esprits vos acolytes, les dragons et les étalons de
Mou-wang seront votre monture. Avalant les épées et
ingurgitant le feu, vous provoquerez vents et nuages. Si vous
parvenez maîtriser ces techniques, quel souhait ne
serait exaucé ?
En outre, l'argent et l'or jaune sont les substances par
excellence de l'univers, tandis que le cinabre et sa
purification par le feu produisent des remèdes merveilleux.
Il y a une manière de les prendre, et une certaine technique
pour les fabriquer. Si vous réalisez l'unité parfaite,
vous réunirez vos proches et monterez au Ciel. Grâce
un peu de cinabre, vous vous rendez en plein jour dans
la Voie Lactée. »
Ibis - cinquième proposition
Tu sépareras la Terre du Feu, le subtil de l'épais,
doucement, avec grand art. Il remonte de la Terre au Ciel et,
subitement, redescend dans la terre et recueille la force des
choses supérieures et inférieures.
Il est notoirement connu qu'un secret alchimique existe, et
qu'il est jalousement gardé. Aussi, même ceux qui n'en
savent rien mais ont lu SCHURE, PAPUS et
jusqu' BESANT et quelques
revues ésotériques, affichent un air de suffisance et
feignent de passer pour savants.
Ce sont, en vérité les meilleurs gardiens du Secret, et il
faut reconnaître que s'ils n'en parlent pas plus ouvertement,
c'est qu'ils n'en savent rien.
Ceux-l , dans le fond, ne font de mal personne
parce qu'ils ne connaissent ni voie ni pratique, et ne se
targuent pas de pouvoirs, ils essaient seulement de se donner un
peu d'importance.
Mais ceux qui ont atteint ou croient avoir arraché quelques
secrets, ou qui possèdent vraiment des secrets ne doivent pas
les laisser tomber au hasard sous les yeux des ignorants. Car
ceux-ci ont aussi pratiqué, attirés par
les mirages profanes, et ils n'ont rien obtenu. Mais ils se
gonflent de Science, ils s'entourent de mystère. ils
s'infiltrent chez les crédules, parlant mots
couverts et, aussitôt qu'ils le peuvent, écrivent quelque
petit livre irraisonné, fruit particulier de plagiat effronté
et déformé, philosophie de boudoir, sophistique pédante
de ce qu'ils n'ont manifestement pas digéré.
Ils prennent très au sérieux ce qu'ils racontent dans une
langue malmenée, entre des notes de seconde ou troisième
main, enrichies de citations autorisées, ne pouvant
personnellement rien conclure.
Ce sont de pauvres diables qui s'imaginent par leurs indiscrétions
violer le secret de la révélation, s'arrogeant le droit
d'en assumer la responsabilité (comme s'ils pouvaient être
responsables !) avec des avis de maîtres émancipes.
Mais comment expliquer l'authenticité absolue de ce secret,
en dépit des indiscrétions ? Comment expliquer l'existence
d'un Ordre qui en assure la pérennité, en dépit des
indiscrétions ?
C'est simple : les notes et les textes (quand ils échoient
quelqu'un de sérieux) sont, pour celui qui s'en
montre digne, une preuve et une indication pour parvenir
la connaissance du secret : mais ils ne sont pas en
eux,-mêmes le Secret'.
1. A la connaissance de ce Secret préside, invisible des
profanes et de tous ceux qui n'en sont pas dignes, un collège
d'intelligences
justement distribuées. Les indignes ne pourront jamais
l'atteindre. Les égoïstes perdront la route. Ceux qui
parleront pendant la
pratique de l'Arcane trouveront la mort (G. Kremmerz «Introduction
la Science Hermétique »).
C'est pourquoi le TRISMÉGISTE
reste laconique quand il l'expose dans sa Table ; il prend la
peine de ne pas toucher au Principe ; il dit seulement : « Tu
sépareras, etc. »
Mais de quelle façon?
Et bien le moyen, n'a jamais été transmis, ni oralement,
ni par écrit, et c'est l la garantie certaine du
Secret. Voil pourquoi tous ceux qui sont parvenus
l'atteindre se sont tus et savent pourquoi.
Ce moyen, quand il n'est pas transmis par des symboles
pratiquement incompréhensibles, s'apprend par vision directe,
en entrant, en compagnie d'un MAÎTRE INITIATEUR
dans le laboratoire alchimique d'une LOGE
D'AMON, et en assistant une transmutation réelle
dans le silence le plus rigoureux du Maître et du Novice.
Mais même ici, pour une raison qui va de soi, la
transmutation qui consiste en quatre opérations et quatre résultats
spécifiques, n'est pas montrée dans son entier2.
Elle s'occulte partir de la troisième opération,
et tout ce qu'on peut dire, pour l'édification du cercle
interne pour lequel sont rédigées ces notes, est révélé
ici, sans voile, pour la première fois.
2. Les alchimistes se gardent bien d'exposer le secret dans
sa nudité, ils ont toujours dit que seul, est autorisé
accéder la Porte Majeure celui qui en aura
reçu la permission divine. Ils préparent le Disciple
intégrer des concepts sans la compréhension
fondamentale desquels il lui serait impossible de pouvoir
interpréter les visions ou manifestations divines reçues
(Kremmerz).
Le laboratoire alchimique est une petite pièce simple de
forme carrée, aux murs rigoureusement peints en noir, avec
deux ouvertures surbaissées opposées : une pour l'entrée,
l'autre pour la sortie. Au centre se trouve un cube sur 1 quel
est posé la verticale un serpent en verre soufflé
d Murano recourbé en cercle sur lui-même (le serpent qui
se mord la queue) avec la gueule ouverte, peu de
distance de l'extrémité caudale. Ce serpent entièrement
creux, possède un renflement ovoïde dans la gorge :
sa base, près de l'étranglement inférieur est
inséré un filtre au niveau duquel s'ouvre un purgeur. La
queue, creuse comme le reste, se termine par une ouverture et
l'ensemble est maintenu température constante par un
bain-marie.
Le Maître dépose dans la gueule de l'animal une substance
gélatineuse qu'il prélève d'un récipient latéral
prévu cet effet et muni d'un robinet ; celle-ci va
cuire dans le renflement ci-dessus mentionné, se dissoudre
peu peu et traverser le filtre, s'écoulant dans la
partie inférieure (Tu sépareras la Terre du Feu).
Quand il ne passe plus rien au travers du filtre, au moyen de la
valve latérale, on ôte les dépôts insolubles et, grâce
un ingénieux dispositif manoeuvré de l'extérieur,
on fait passer, travers la queue du Serpent le liquide
obtenu (passe de la Terre au Ciel) jusqu' ce que tout
ait transité de la partie incurvée dans la gueule ouverte
où elle recommence tomber (subitement elle redescend
dans la Terre).
A ce stade on remplace le filtre par un autre, plus ténu, et
on répète l'opération et ainsi de suite l'aide
d'un filtre toujours plus fin jusqu' ce qu'il ne vienne
plus, de l'extrémité caudale, qu'une précieuse vapeur,
sans aucun
liquide : il s'agit d'un état de la matière
mi-chemin entre liquide et gaz.
Alors se termine la PREMIÈRE OPÉRATION
TRANSMUTATOIRE qu'on peut dire réussie
lorsque la vapeur recueillie se congèle en une masse homogène
opalescente qui, obtenue par le biais du passage d'un état de
la matière l'autre, recueille la force des choses
supérieures et inférieures, c'est- -dire la
consistance de l'éther et celle de la matière.
L'insuccès de cette première opération serait certain
pour celui qui s'entêterait poursuivre sans avoir
procédé aux rectifications, lesquelles peuvent concerner
les temps d'ouverture et de fermeture, la température, les
obstructions, les interruptions, le bain-marie et beaucoup
d'autres qu'il est superflu d'énumérer.
En cas de succès, par contre, et, parce que le processus est
linéaire, on passe la seconde opération qui est
identique la première mais change par l'adjonction
d'un composé accessoire qui va se mélanger au premier élément
transmutatoire selon « les modalités déterminées qui
sont les conditions indispensables et nécessaires
1'oxydabilité sans laquelle la pratique reste nulle et peut
devenir tout fait improductrice ».
Cet extrait est tiré de l'ortosvodum (inutile que les
latinistes cherchent un sens cet archaïsme)
rigoureusement gardé dans un enclos impénétrable fermé
au désir de n'importe quel animal mâle.
Ce réactif, par des centrifugations, coctions et filtrages réitérés,
dynamise le mélange au point qu'il faut surveiller avec le
maximum d'attention son expansion dans l'alam-
bic, au risque de voir exploser l'appareil et se perdre irrémédiablement
la substance.
Mais si tout est fait selon les précautions requises, en
mettant la main l'extrémité de la queue, on sera
d'abord averti par une bouffée d'air froid, sec, et
recueillera une poudre subtile (poudre de projection) qui a la
propriété de séparer la force de la matière, mais
pas de façon explosive (rien voir avec la bombe
atomique!) aussi
bien induit-elle le mouvement dans les corps (IBIS
Mobile).
Cependant elle est légèrement stupéfiante et
aphrodisiaque, aussi est-elle dangereuse pour l'imprudent qui en
ferait mauvais usage, laissant en cet état d'enchantement
tout le loisir au serpent toujours vigilant de dévorer le
petit oisillon.
Mais l'alchimiste austère ne se laisse pas séduire par
l'attrait érotique et procède impertubable la
troisième opération.
Il effectue un second mélange, tirant d'un récipient
approprié deux fioles pleines de deux essences différentes
provenant de plantes de la République Argentine, l'une de
couleur rouge écarlate et l'autre de couleur blanc laiteux.
Ces deux essences ont des propriétés réciproquement
corrosives, si bien que, mises ensemble elles se détruiraient
réciproquement et ne laisseraient d'elles-mêmes qu'une
odeur caractéristique, hautement significative pour le
pratiquant de haut niveau.
Mais faites tomber goutte goutte, séparément sur
quelques milligrammes de poudre obtenue, elles perdent leur
caractère corrosif, s'accordent, c'est- -dire, dans la
nature essentielle de l'excipient, en se mêlant, toujours par
effet de coction et filtrage, en un amalgame phosporescent aux
reflets de l'Arc en Ciel.
Et ici se termine la troisième opération ostensible, après
laquelle Maître et novice sortent du laboratoire alchimique,
muets comme lorsqu'ils y sont entrés.
Ils se séparent immédiatement avec la promesse tacite du
novice de se revoir quand son IBIS aura
mis ses ailes, et lui permettra de retourner avec son propre vol
SEUL MOYEN DE SE REPRÉSENTER
POUR LA RECONNAISSANCE
RITUELLE, avec le droit d'assister la fin de
l'OEuvre pour être consacré Maître Amonéen dans le
Synedrion Éternel de l'Or .. O .. Eg .. (Ordre Osirien Égyptien).
L'aide des Dieux ou des Anges de Lumière dans la quête
Dans certains textes taoïstes, et dans les traditions hermétiques
et alchimiques liées aux écoles de mystère, il est un
point qui revient souvent. Nous voulons parler du rôle des
Dieux.
Dans la voie taoïste par exemple, il s'agit de faire la
Pierre au rouge, afin de créer des ustensiles de cuisine et
des élixirs, lesquels vont accentuer le processus de
separatio. Puis l'adepte passe la constitution du corps
immortel. Enfin il est question l aussi d'une mystérieuse
troisième étape, le sacrifice aux dieux. Ici le face
face avec d'autres êtres plus réels que l'humain
est évoqué et concerne surtout l'adepte du troisième
magistère, même si on peut considérer que tout
alchimiste doit rechercher l'aide de ces puissances pour mieux
comprendre le sentier. Nous soulignons le très haut degré
de purification nécessaire et de courage dans cette quête
qui n'a rien voir avec les expériences des spirites,
lesquels n'attirent que leurs projections.
Voir les dieux, c'est aussi commencer leur ressembler
et comme l'a dit un écrivain : « Il nous arrive non pas ce
qu'on mérite mais ce qui nous ressemble »... L'immortalité
n'a en effet un sens glorieux que dans la béatitude et
l'illumination.
PROCLUS disait : « Dans les
initiations et les mystères, les dieux revêtent souvent
plusieurs formes et se montrent sous plusieurs apparences. Il
émane d'eux une lumière parfois informe et parfois
d'aspect humain, et parfois se transformant en une autre forme.
» PLUTARQUE, quant lui,
parle de l'initiation en ces termes : « Je m'approchai de la
présence des dieux inférieurs et supérieurs et je les
adorai de près. » REGHINI dans
son livre « Les Mots Sacrés et de Passe » 10, ajoute
quant ces témoignages : « Il est vraiment
difficile de mettre en doute le sérieux, la véracité et
l'équilibre d'hommes comme PLUTARQUE,
PLATON, APULÉE, ARISTOTE, CICÉRON.
» Il ajoute propos de ce dernier « CICÉRON
était romainement équilibré pour savoir ce qu'il
disait, et il n'est guère facile de voir en lui un pauvre rêveur,
croyant connaître vraiment le principe des choses seulement
pour avoir assisté au déroulement des représentations
sacrées. » Outre les philosophes, les empereurs étaient
presque tous initiés. Il est vrai que la notion royale
cette époque était réelle, le roi étant sur
le pont, qui reliait le ciel la terre, il avait une
fonction cosmique, il représentait l'Axe, le Centre, le SOI,
SCHIVA immobile pendant que SCHAKTI (la
manifestation) danse. C'est d'ailleurs ce sentiment de normalité
du royalisme qui inspire encore quelques partisans politiques
qui ne voient pas (ou refusent de voir) que seul le roi dormant
(fait
10. Éd. Arche, Milan
néant) invisible peut être servi l'heure
actuelle, et non de véritables caricatures. Il est vrai que,
comme l'a écrit SCHWALLER de LUBICZ,
« ce qu'est le roi régnant en tant qu'homme est
presque secondaire ». Le roi est identifié ATOUM,
c'est- -dire qu'il sait créer l'immortalité
en lui, partir de lui-même.
Monter au ciel en plein jour, c'est accéder aussi un
autre monde, où l'assistance d'autres êtres est utile.
L'ange de lumière est en nous, parcelle solaire, c'est elle
qui doit être exaltée pour provoquer la réponse. Elle
est établie dans le coeur, centre principal de relation avec
le soleil, car comment comprendre l'Univers et les dieux si on
est pas amoureux de la vêture de DIEU sous
tous ses aspects, et non pas travers le dualisme
pathologique qui nous empêche de voir la danse cosmique et
d'entendre le grand éclat de rire, de voir l'explosion de
joie et de lumière de CELUI qui
s'est manifesté pour se voir sous tous ses aspects.
Ésotérisme, tradition et franc-maçonnerie
Le courant traditionnel a toujours été aristocratique,
non pas au sens abusif de caste nobiliaire figée, mais étymologiquement
comme gouvernement des meilleurs. C'est pourquoi il faut partir
de la définition platonicienne des cinq régimes politiques
afin que personne ne soit abusé. Dans « La république
», PLATON montre que le régime
idéal est l'aristocratie (du grec Aristos qui signifie
meilleur régime) des philosophes, assemblée collégiale
de sages la tête d'une cité. Il définit
ensuite les dégradations du régime aristocratique. D'abord
peut lui succéder la timarchie, pouvoir des guerriers qui
renversent l'aristocratie, ces régimes militaires conduisent
quand il n'y a plus guerre une oligarchie, pouvoir d'un
petit nombre de riches, qui se faisant leur tour
renverser, amènent la démocratie, où chacun juge de
tout égalité et qui produit par excès une
tyrannie, pouvoir d'un homme qui se fait plébisciter pour
mettre de l'ordre. Le courant aristocratique fut développé
par les pythagoriciens, renversés d'ailleurs par une révolte
populaire. Ainsi il faut rétablir certaines vérités, et
on ne peut considérer les castes de gros marchands
la tête des états actuels comme des régimes
aristocratiques. De même il faut reconnaître contre MARX,
et en faveur de NIETZSCHE, que
les sociétés actuelles ont été produites par excès
d'égalitarisme, lequel a permis les concentrations
quantitatives marchandes qui font des hommes politiques des
commis au service des épiciers, par marchands il ne s'agit
pas du petit artisan ou commerçant, qui est ce qu'il y a de
plus indispensable dans la communauté, mais des patrons de
multinationales et de la haute finance, et d'un état
d'esprit.
Certes on a pu constater dans l'histoire que les concentrations
de pouvoir, avec une hiérarchie stricte, pouvaient conduire
des abus, mais il n'est pas difficile de démontrer
que ces régimes n'étaient pas aristocratiques, bien au
contraire ! Un aristocrate ne peut être raciste, il accepte
et respecte les spécificités, il réduit les lois au
minimum afin que l'état ne pèse sur les hommes, comme
disait LAO TSEU : « C'est quand on
dresse le plus de barrières pour protéger le peuple que le
peuple est le plus misérable... C'est quand il se promulgue
le plus de lois et d'ordonnances qu'il y a le plus de voleurs et
de brigands. »
Dans un monde de valeurs marchandes où l'argent est roi,
seule une nouvelle méritocratie peut redonner un sens
l'existence des peuples. Le retour la quête
par le désir de perfection en chaque chose, au qualitatif
contre le quantitatif, aux devoirs contre les droits,
la solidarité communautariste contre l'égalitarisme
communiste, l'être contre l'avoir tout
prix, permettrait de sauver une terre polluée et ses enfants
qui se meurent tranquillement dans la tiédeur de la décomposition.
Le caractère conservateur et surtout aristocratique de
la voie ésotérique est affirmé par tous les adeptes. SYNESIUS
écrit dans ses lettres : « Le peuple se moquera
toujours des vérités simples : il a besoin d'impostures...
Un esprit ami de la sagesse et qui contemple la vérité
sans voiles, est contraint de la déguiser pour la faire
accepter aux masses... La vérité devient funeste aux yeux
trop faibles pour soutenir son éclat. Si les lois cannoniques
autorisent la réserve des appréciations et l'allégorie
des paroles, j'accepterai la dignité épiscopale qu'on
m'offre ; mais condition qu'il me soit loisible de
philosopher chez moi, et de raconter au dehors de réticentes
paraboles. Que peuvent avoir de commun vraiment la vile
multitude et la sublime sagesse ? La vérité doit être
cachée ; il ne faut donner aux foules qu'un enseignement
proportionnel leur intelligence bornée... »
De même dans « La Rose + Croix dévoilée» de
Christopher MC INTOSH : « A part la
recherche de la connaissance alchimique, une autre caractéristique
attirait les gens vers le nouvel ordre rosicrucien. Ce furent
ses positions politiques. Le mouvement rosicrucien la
fin du Xviiie siècle devint le point de ralliement des
conservateurs opposés aux tendances sociales, radicales,
rationalistes et antireligieuses... » Concernant deux membres
au pouvoir des Rose + Croix d'Or: « EPSTEIN
a fait la remarque suivante propos de WÔLLNER
et de BISCHOFFSWERDER : "On peut
les décrire comme les premiers politiciens conscients d'être
conservateurs de l'histoire allemande, des politiciens au sens
honorable du terme, des hommes cherchant le pouvoir uniquement
pour la réalisation de leurs principes". Le pouvoir de
ces deux hommes prit fin la mort de FREDERIC-GUIL-
LAUME en 1797 lorsque son fils FREDERIC-GUILLAUME
III monta sur le trône. »
Enfin, dans son livre « Les Rites Maçonniques de Misraïm
et Memphis », Gaston VENTURA met
les choses au point en ce qui concerne la Franc-Maçonnerie"
: «Des hommes d'origine sociales variées - hommes libres
et de bonnes moeurs, de la manière dont on entendait alors le
terme libre - qui dans leurs réunions de loge ne s'étaient
jamais préoccupées du problème posé par la devise
Liberté, Égalité, Fraternité. Et comment les Maçons
du Régime de Naples auraientils pu même s'intéresser
ce problème, eux qui reconnaissaient l'autorité
souveraine de leur Grand Maître et n'entendaient absolument
pas la remplacer par la prétendue souveraineté populaire
laquelle la Maçonnerie devait ensuite se rallier
avec l'abérration démagogique de l'élection du Vénérable
Maître par la base, c'est- -dire par les apprentis
Francs-Maçons qui ne savent ni lire, ni écrire, mais
seulement épeler ? »
Les adeptes des ARCANA ARCANORUM -
c'est -dire de ces grades que RAGON, pourtant
ennemi acharné des hauts grades et contempteur de Misraïm,
affirmait catégoriquement être ceux qui « forment tout
le système philosophique du vrai Rite de Misraïm ; lequel
satisfait l'esprit de tout Maçon instruit » - savaient très
bien, ayant étudié le sujet d'une autre manière, que l
où est la liberté il ne peut y avoir égalité et que
les termes de la formule révolutionnaire et mystificatrice
importée de France étaient les antithèses les uns des
autres.
11. Éd Maisonneuve et Larose, Paris.
Marius LEPAGE conclut : « La
Franc-Maçonnerie, société initiatique traditionnelle, a
été dénaturée par l'infiltration en son sein d'éléments
qui ne possèdent aucune des qualifications spirituelles
requises pour devenir d'authentiques initiés. » Ce travail
d'infiltration s'est encore plus accentué de nos jours car la
subversion a des appuis logistiques. Dans son remarquable livre
« La Franc-Maçonnerie oubliée », Robert AMBELAIN
écrit":
« Il est tout aussi certain qu'en actuelle Europe occidentale
la Franc-Maçonnerie n'a jamais subi de persécutions de la
part des huit monarchies qui susbistent. Pour deux d'entre
elles, c'est même le souverain qui en est le Grand Maître,
et en Espagne, c'est encore le souverain qui a rouvert les loges
maçonniques après la fin de la dictature du général FRANCO.
A plus forte raison, dans les sept républiques actuelles, il
en est de même.
Mais où cela change, c'est de l'autre côté du rideau de
fer. En Europe orientale, Russie soviétique, Hongrie,
Bulgarie, Roumanie, Tchécoslovaquie, Yougoslavie, Albanie,
Allemagne démocratique, il n'est aucune possibilité
d'existence pour des loges maçonniques. Et en 1927, en Russie
soviétique, lorsque la dernière loge fut découverte par
la Guépéou (police politique d'État ayant succédé
la Tchéka le 6 février 1922, et alors dirigée
par MEJINSKI jusqu'en 1934), le président
fut fusillé et les membres prirent le chemin de la Sibérie
septentrionale. On n'en entendit jamais plus parler.
C'est pourquoi, lorsque nous entendons des membres
12. Éd. Robert Laffont, Paris.
du Parti communiste prétendre que des loges existent, parce
que tolérées, nous n'en croyons pas un mot.
Que des Maçons appartenant aux obédiences maçonniques
situées la gauche politique française soutiennent
ce point de vue, cela fait partie de leur rôle s'ils sont
membres actifs du Parti communiste. Ils font leur travail
d'infiltration, et il en est qui se placent de très
hauts niveaux au sein de ces obédiences. Le Parti socialiste
est d'ailleurs tout aussi infiltré, et de très
hauts niveaux également. »
Nous sommes passés d'une citation d'alchimiste la
philosophie conservatrice Rose + Croix, pour analyser la
situation maçonnique où la subversion bat son plein, relayée
par les églises chrétiennes plus préoccupée de
social que de spiritualité, cela pour aboutir la
question suivante liée aux faux problèmes des
antagonismes.
Certains disent que la composante trotskyste est différente,
mais n'est-ce pas Léon TROTSKY qui
a écrit « Il faut détruire la Franc-Maçonnerie au
fer rouge. » ?
Il est vrai que certaines obédiences ne sont pas concernées
et poursuivent une ligne traditionnelle ou ésotérique, cas
en France de la Grande Loge Nationale Française13, de la
Grande Loge Traditionnelle et Symbolique « Opéra », de
la Grande Loge Indépendante et Souveraine des Rites Unis, de
l'Ordre de MemphisMisraïm et quelques loges rebelles ou
sauvages. Les autres obédiences sont plus préoccupées
de la chasse au fas
13. L'ostracisme de cette Obédience est cependant déplorable
quand il concerne des Loges ou des Obédiences traditionnelles
bien plus intéressantes que certaines de ses loges
d'affaires...
cisme (bien que le frère PINOCHET et
la plupart de ses généraux soient maçons, alors que la
loge Salvatore ALLENDE a été
dissoute), que des dictatures marxistes où les frères ont
été parfois sauvagement éliminés, mais cela était
normal, c'était pour la cause du peuple Alors que
les obédiences réellement traditionnelles sont écartées
(Grande Loge d'Italie, Grand Sanctuaire Adriatique...). Encore
une preuve que la véritable Maçonnerie n'a que faire des
deux bords, et qu'elle doit se libérer14, tout comme le
continent européen.
Les frères devraient méditer la réponse de l'anarchiste
BAKOUNINE Karl MARX
: « J'ai bien peur que derrière votre désir de
justice ne se cache un désir de puissance innassouvie »,
ou celle de SOCRATE qui dit aux
cyniques : « Je vois votre orgueil travers les trous
de vos vêtements. »
14. Il est évident que la Maçonnerie doit rejeter
nombre de dogmes et superstitions si elle veut renouer avec sa véritable
nature
qui est de transmettre la Tradition. Ainsi Jean Mallinger
rapporte dans son livre « Des Initiations antiques aux
Initiations modernes »
(Éd. Planquart) : ce qu'écrivait le 4 septembre 1934 le
Frère Oswald Wirth au Frère Marius Lepage : « Je
n'excommunie personne pour
cause de Bible ! J'estime que nous devons enseigner la FrancMaçonnerie
pure, non christianisée ou teintée d'un particularisme
quelconque. Évitons la superstition du Livre qui est la plus
sotte de toutes. »
Gnosticisme et initiation
Le point de vue païen a été développé par «
OTTAVIANO » dans la revue COMMENTARIUM
en 1911. Il s'agit du Prince Don Leone CAETANI,
(18691935), éminent orientaliste, destructeur non pas
de la tradition comme l'a écrit le Jésuite Henri LAMMENS,
mais des mythes, il fut lié divers mouvements
ésotériques et sans doute aussi influencé par Lord LINDSAY
(membre de la S.R.I.A.).
Le fait qu'il écrivit : « Je sens que le monde a besoin
d'une nouvelle forme religieuse, dépouillée de tous les
caractères barbares du Jehova hébraïque », ou qu'il
voyait dans l'Islam « une société sans aristocratie et
sans clergé... au caractère pratique universel et égalitaire...
précurseur des démocraties modernes », semble lui avoir
créé de nombreux adversaires.
Ce texte qui pourra sembler excessif certains, n'est
publié qu' titre documentaire afin de préciser les
divers aspects de la Tradition. Celle-ci ne peut, en effet, être
soumise des points de vue réducteurs.
« Très Chers amis du COMMENTARIUM,
L'Ultra de Rome, me prenant pour une
personne qui a de l'érudition critique revendre,
plaisante et m'invite lire les oeuvres de MEAD.
J'accepte le conseil et je vais lire ces oeuvres que je ne
connais pas encore. Mais comment donner un jugement, alors que
je vais seulement lire MEAD, l'Ultra
et les autres journaux Théosophiques et vais apprendre tant
de choses que je n'ai jamais sues ?
Dans une note additive une brève étude sur le
dieu Pan, publiée dans le premier fascicule de cette revue,
j'ai simplement dit que MEAD ne savait
pas ce qu'est la Gnose. En effet, même si je ne sais pas tout
ce que l'auteur a écrit sur la question et quand bien même
si je l'apprenais par ses écrits, je sais cependant ce qu'est
la Gnose ; or, dans tout le livre, l'auteur ne m'a pas prouvé,
même par un seul mot, qu'il le sait. J'ai seulement fait part
sur ce point de ma déduction claire et logique, et l'Ultra,
en publiant dans ce même fascicule qui se moque de mes vélléités
critiques, un écrit de MEAD sur le
thème de l'Initiation, confirme ma conviction et me rassure
en me prouvant que l'auteur anglais ne connaît même pas la
véritable signification du mot initiation qui vient de inire
qui signifie aller en. Mais alors, in doit être suivi de
quelque lieu ou d'une indication de lieu ou locum. Quel est-ce
lieu, quel fut-il ? L'auteur laisse trotter ses idées qui
sont les idées la mode : je crois, dit-il, que
lorsque nous évoluons, le maître paraît en nous. Ce
n'est pas l être initié ou devenir adepte, mais
devenir un saint, phénomène relatif au concept évolutionniste
et religieux de l'âme mystique, toujours avec le bénéfice
de l'invention qui veut que l'évolution relative de l'âme
humaine soit une
réalité éternelle et non une étape temporaire d'une
vie. Par conséquent, MEAD ne connaît
ni la Gnose ni l'Initation qui sont sueurs germaines.
L'initiation, le Gnose, le secret alchimique sont les mêmes
serpents que le Christianisme a toujours combattus parce que,
sur le sacerdoce initiatique, prit le dessus la racaille
philosophique que Julien l'APOSTAT voyait triompher comme une
mainmise des ignorants sur le savoir. Postérieurement, dans
la liturgie Catholique, entrèrent, pour en constituer une
partie, des éléments d'origine initiatique (la communion,
la messe, l'huile sainte), la réforme se dut par des
tentatives variées, de conquérir les églises en
s'appuyant sur les initiés isolés, et aucun des grands
mystiques qui fondèrent le Christianisme ne fut initié au
sens réel du terme latin.
JÉSUS-CHRIST, même si vous voulez lui retirer son masque
divin, et le considérer comme provenant d'une légende chrétienne,
n'est pas un initié. Les apôtres partisans furent pour
cela contre les Gnostiques et inventèrent les calomnies les
plus impudentes contre eux ; mais la confusion qu'ont faite les
écrivains contemporains en employant les mots de Chrétiens
Gnostiques, d'Églises Gnostiques et d'autres équivalents,
augmente l'obscurité qui voile le véritable nature du
Gnosticisme : cette véritable nature qui était initiatique
et qui procédait du concept de la réalisation magique,
comme on a coutume de dire aujourd'hui. Les Gnostiques ne furent
jamais chrétiens de même que les républicains ne
pourront jamais se déclarer monarchistes.
Quant au profil du Christianisme, il est plébéien,
vulgaire, tel point que la Synagogue qui avait des
prétentions la Connaissance, le renia, mais la
canaille mystique prit le dessus, et toute l'histoire du
Christianisme pontifical jusqu' PIE
X, apporte la preuve qu'il est dans l'ignorance de son origine.
Il se dira, travers les critiques religieux qui
trouvent parfait le monde civilisé tel qu'il est aujourd'hui,
que tout le bien nous vient de l'idée et de l'oeuvre du
Christianisme, et c'est une erreur grossière puisque la société
occidentale jusqu' deux siècles avant Ponce PILATE,
en morale, christianisait ; et CHRIST n'était
pas encore né dans cette grotte avec les signes astronomiques
du Taureau et de l'Ane.
L'idée morale qui est grandiose, contenue et mise
jour par les philosophes grecs et néo-alexandrins dans le
christianisme constitué sous forme d'Église, a toujours
trouvé un obstacle puissant, si bien que la civilisation
contemporaine est la petit fille du Christianisme qui ne l'a
jamais voulue et qui la réduirait en cendres s'il le pouvait.
Je devrais dire ce que je sais sur la Gnose et sur l'Initation
comprise ou entendue de façon latine, et ce tout petit peu d'éclaircissement,
je regrette de ne pouvoir le distribuer aux pauvres qui
l'ignorent, parce que je ne suis que païen et admirateur du
paganisme, et que je divise le monde en vulgaires et en savants
; les savants se servent de ce peu pour se défendre du
vulgaire que mes ancêtres symbolisaient par le chien et représentaient
avec une chaîne dans l'entrée de la maison familiale avec
l'inscription : prends garde au chien parce qu'il aboie, mord et
déchire.
Du fait que je suis l'unique d'entre vous ne pas faire
partie de la fraternité (cercle extérieur de l'ordre), je
peux me permettre une liberté de langage et de jugement,
conserver mes idées et les exposer : alors je dis que
l'erreur des contemporains qui alchimisent l'occulte philosophie
en christianisant et en démocratisant la Science, est de
vouloir mettre en commun - et c'est l le communisme chrétien
primitif - tout ce qu'ils savent des autres sous la stupide Égide
de la croyance que la sagesse est le patrimoine de tous. Au
contraire, je pense que cette sagesse laquelle je m'intéresse
est le patrimoine d'un petit nombre pour le gouvernement des inférieurs
: et c'est pourquoi le mage roi n'est pas le mage qui devient le
serviteur gratuit des curieux et des oisifs.
Sur un tel argument, je suis parfaitement en désaccord avec
le docteur KREMMERZ auquel m'unissent
l'affection et la communauté d'études ; et KREMMERZ
en a constaté l'erreur avec les peines, les douleurs
et les ennuis procurés en 1897 quand il commença d'écrire
sur ces sujets surannés et de traiter les inférieurs comme
autant de frères selon l'usage de saint François d'ASSISE.
L'initiation est symbolisée par le Sphynx égyptien, tête
de femme et griffes de lion pour conserver : tous veulent savoir
sans rien risquer, ni leur peau ni le bien être social une
telle attitude est hors des règles de la nature ; que me
diraient un homme riche et un employé de l'État avec
trente années de service si au premier je demandais tout son
argent ainsi que sa concubine, et au second ses années de
service et sa pension ? Je les entends répondre que je n'ai
pas le droit de prendre le patrimoine d'autrui ; donc il existe
un droit de ne pas donner, pourquoi devrais-je, mois, gaspiller
ce petit peu que j'ai? En la matière, je
prends parti pour l'absolutisme le plus complet, et pour cela,
je m'abstiendrai d'en écrire plus dans cette revue... et
aussi pour aller lire et apprendre quelque chose dans les
oeuvres de William MEAD. »
OTTAVIANO
Ésotérisme, paganisme et religions
Quand on étudie les textes, il est difficile de parler
d'une alchimie taoïste, islamique ou chrétienne car
l'alchimie est d'origine païenne ; comme les Rose + Croix du
Moyen Age, elle prend l'habit de l'endroit où elle se trouve.
Le plus souvent, les adeptes ont dû chevaucher le tigre,
c'est- -dire se glisser dans les forces religieuses
oppressives et ahurissantes pour jouer le jeu et sauver ainsi
leur précieux enseignement.
HALDANE qui comptait le fanatisme
parmi les « quatre seules inventions véritablement
importantes faites entre 3000 avant notre ère et l'an 1400
» en attribuait la paternité au judéo-christianisme. BOUCHELECLERCQ
se demande « si les bienfaits du christianisme (si
grands qu'ils soient) n'ont pas été que trop compensés
par l'intolérance religieuse qu'il a emprunté au judaïsme
pour la répandre par le monde ». Il est évident que les
trois religions issues d'une même source sont la
pointe du totalitarisme et particulièrement avec leurs métastases
laïques (marxisme...). Il s'en est suivi une nécessité
vitale pour les adeptes de chevaucher le tigre
sa tête, cas de nombreux papes. L'Islam
ne fait pas exception, et ce dès le début'.
En accord avec le premier Imâm, l'un des plus célèbres
compagnons du Prophète, Abdollah Ibn'ABBÂS, s'écriait
un jour au milieu d'un grand nombre d'hommes groupés sur le
Mont Ararat et en faisant allusion au verset coranique 65/ 12
(relatif la création des Sept Cieux et des Sept
Terres) : « O hommes ! Si je commentais devant vous ce
verset, tel que je l'ai entendu commenter par le Prophète
lui-même, vous me lapideriez. » Ce propos typifie
parfaitement la situation de l'Islam ésotérique
l'égard de l'Islam légalitaire et littérariste.
Hervé MASSON, dans « La gnose
une et multiple», écrite : « En dépit de son
constant souci de s'aligner sur le Christianisme qui
elle emprunte son vocabulaire et son apparence extérieure, la
Gnose reste païenne. Sa vraie filiation est pythagoricienne
et orphique. C'est au sein de la Gnose historique qu'on découvre
les descriptions les
1. Louis Massignon écrit dans son « Inventaire de la
littérature hermétique arabe » (in « La révélation
d'Hermès Trismégiste », Éd. les Belles Lettres,
Paris) que le Maître musulman Ibn Sab in (le correspondant de
Frédéric II) s'est explicitement réclamé d'Hermès
en «construisant une curieuse chaîne d'initiation (isnâd),
publiée par son disciple Shushtari : elle descend des trois
Hermès jusqu' lui en passant par Socrate, Platon,
Aristote, Alexandre (= Dhû' lgarnayn), Hallâj, Shiblî,
Niffarî (l'auteur des "mawâgif ", Habashî,
Qadîb alBân, Shûdî (= Hallâwî, le cadi de Séville).
Cet isnâd d'hermétistes a d'ailleurs scandalisé les
contemporains : car il initie une inspiration directe
sans passer par le Prophète de l'Islam ; inspiration non
seulement révélatrice, mais sanctifiante, au-dedans ».
2. Éditions du Rocher.
plus complètes et les plus extravagantes de la Chute
originelle. »
Il rejoint en cela le V .. M .. «Pierre DANGLE
» qui précise' : « La tradition judéo-chrétienne,
qui a très largement corrompu les rituels maçonniques, est
empreinte d'une notion foncièrement anti-initiatique celle de
faute et de péché. On ne dira jamais assez combien le
mythe négatif d'Adam et d'Ève fut l'origine d'une
société cassée, inharmonieuse, déchirée,
condamnant la femme et l'homme devenir des ennemis sous
les yeux d'une église qui n'en finit plus de se décomposer.
»
Notons au passage que REGHINI avait déj
défendu ce point de vue dans « Ur et Krur »
(1927-1928)4
« Les mystères d'Eleusis ressemblent beaucoup aux Mystères
isiaques ; l'époque alexandrine, des éléments
néo-pythagoriciens et néo-platoniciens se fondent, par
interpénétration mutuelle, avec les éléments
typiquement égyptiens, et c'est en Égypte que se
constitue la tradition hermétique de l'art sacré et divin,
tradition qui sera transmise, par les Arabes, l'Italie,
l'Espagne et l'Occident en général, jusqu' devenir
la tradition hermétique de l'Art royal du Moyen Age
occidental. Remarquons enfin que cette répartition de
l'Orient et de l'Occident intègre géographiquement
ce dernier toute l'Afrique du Nord, si bien qu'il faut
inclure dans l'Occident les écoles initiatiques du Maroc.
Avec cette même répartition, le judaïsme et ses déviations
restent en revanche géographiquement étrangères
l'Occident.
3. In « Loges souveraines ou Loges esclaves », Éd.
du Rocher.
4. Éd. Arche, Milano.
En vérité, sans oublier ni méconnaître les éléments
païens greffés sur le christianisme et plus encore sur le
catholiscisme, on ne peut qu'être frappé par le caractère
asiatique de ce courant, fondé par un Juif qui naquit, vécut
et mourut en Palestine, et qui n'était pas du tout héllénisé.
L'intolérance religieuse, qui fit de la pensée hétérodoxe
un délit passible de la rigueur de la loi, n'est pas non plus
un caractère gréco-romain. Ni le zèle ardent de la
propagande, ni la subordination des devoirs du citoyen aux
devoirs du croyant, des intérêts de la patrie terrestre
ceux de la patrie céleste, ni la prétention
d'enfermer la vérité dans les articles d'un dogme, ni le
fait de faire dépendre le salut de l'âme d'une profession
de foi précise et de l'observance d'une certaine morale, ni
l'esprit anarchiste démocratique de la fraternité
universelle et obligatoire, de la similitude de prochain et de
l'égalité. »
De même Franz HARTMANN, dans «
Une aventure chez les Rose + Croix », écrit : « Ces
symboles n'appartiennent pas exclusivement l'Église
chrétienne et elle ne peut les monopoliser. Ils sont libres
comme l'air pour quiconque peut saisir leur signification, et
malheureusement bien peu de vos chrétiens connaissent cette
signification ; ils offrent leur culte aux formes extérieures
et ne savent rien du principe vivant que ces formes représentent.
Alors, dis-je, un homme spirituellement éclairé peut
devenir un membre de votre ordre, même s'il ne croit en aucun
des dogmes soi-disant chrétiens ? L'Imperator
répondit ceci : "Ne peut devenir membre de
notre Ordre exalté, celui dont la science n'est basée que
sur des dogmes, des croyances, des credos ou des opinions qui
lui ont été enseignés par quelqu'un ou qu'il a acceptés
de ouï-dire ou tirés de la lecture des livres.',' »
Warwick MONTGOMERY dans «La croix
et le creuset », étude sur ANDREAE, prétend
que ce dernier fut hostile la Rose + Croix depuis
toujours, et qu'il écrivit les « Noces Chymiques » afin
de christianiser le personnage de Christian ROSENKREUTZ.
Si nous avons développé le point de vue païen dans un
premier temps, il faut aborder maintenant le point de vue des
monothéismes, christianisme et islam par exemple, car dans le
judaïsme la tradition cabbalistique est très connue. Or,
nous sommes obligés de reconnaître que le sectarisme païen
est aussi excessif que celui qu'il condamne.
N'est-ce pas saint AUGUSTIN qui écrit
: « Ce qu'on appelle aujourd'hui Religion chrétienne
existait chez les anciens et n'a jamais cessé d'exister
depuis l'origine du genre humain. Jusqu' ce que le CHRIST
lui-même étant venu, l'on a commencé d'appeler
chrétienne la vraie Religion qui existait déj
auparavant. » ?
Le CHRIST lui-même dit aux
pharisiens : « Vous avez enlevé la clef de la science
»
Il en est de même pour l'islam : les exemples suivants tirés
du remarquable ouvrage de Henri CORBIN «
Introduction la philosophe Islamique »5, le
prouvent, d'abord travers les propos du premier Imâm,
'Ali ibn ABU-TALIB (ob. 40/ 661) :
« Il n'est point de verset qorânique qui n'ait quatre sens
: l'exotérique (zâhir), l'ésotérique (bâtin), la
limite (hadd), le projet divin (mottala~ ». Il écrit également
: « L'Imâm JA'
FAR fait encore allusion sept modalités de la
descente (révélation) du Qorân, puis définit neuf
modes de lecture et de compréhension possibles du texte qorânique.
Cet ésotérisme n'est donc nullement une construction
tardive, puisqu'il est essentiel déj
l'enseignement des Imâms, lequel en est la même source.
»
Le problème qui se pose est donc autre, il s'agit bien de
comprendre que, quel que soit le vecteur choisi, la TRADITION
étant d'essence aristocratique, au sens étymologique
du terme, elle ne pouvait pas s'exprimer littéralement, et il
est difficile de critiquer l'une ou l'autre position, car si les
païens ont raison quant au totalitarisme des religions du désert,
il faut se demander si par ailleurs elles ne correspondaient pas
une nécessité : le besoin religieux de l'homme.
Il est vrai que la lecture des préceptes chrétiens nous
fait nous demander ce que certaines églises ont voir
avec cet enseignement, où il ne s'agit pas de se donner bonne
conscience, mais de réaliser un exemple.
5. Éditions Gallimard.
Quand on considère la dimension de cet exemple, se prétendre
chrétien semble déj une imposture, représenter
cette voie et s'en prétendre unique gardien semble encore
plus osé, car CHRIST définit très
bien ceux qui se réclameront de son nom, or on en voit peu guérir
les malades ou dont la foi transporte les montagnes. Il en est
de même de la philosophie sectaire de certains ayatollas qui
prêchent la guerre sainte, ou d'une catégorie de rabbins
qui, prenant les textes religieux la lettre, considérent
le non juif comme un goy, c'est- -dire du bétail. On
ne le répétera jamais assez et NIETZCHE
l'avait fort bien exposé : « cet instinct théologique
est la forme la plus répandue, la plus proprement souterraine
de fausseté » ; la lettre tue l'esprit.
Les grandes religions doivent retrouver leur sens traditionnel,
une dimension plus appliquée et vécue de la transcendance,
et porter les pratiquants vers l'expérience mystique, et
c'est seulement ainsi qu'elles auront un avenir, sinon elles se
verront progressivement remplacées par les voies expérimentales
qui seules intéressent la véritable aristocratie.
Les femmes, ésotérisme et chevalerie : histoire d'un faux
problème
Nous ne reviendrons pas sur le passé pour affirmer le rôle
de la femme dans la voie ésotérique, en Égypte
particulièrement, dans certaines écoles de mystères,
chez les pythagoriciennes, etc., et tout au long d'époques
dites obscures un peu trop facilement comme le Moyen Age, peut-être
plus exactement Age du Milieu, c'est- -dire proche de
l'Axe Traditionnel.
« Les noces chymiques de Christian ROSENKREUTZ
» confirment la participation des femmes aux
initiations (texte de 1459), plus près de nous dans « Une
aventure chez les Rose + Croix », Franz HARTMANN
écrit : « Rencontrer des dames dans le monastère
des Frères de la Rose + Croix d'Or était un fait qui me
surprit et me confondit, et ma confusion fut évidemment
remarquée par tous ceux qui étaient présents ; mais,
après avoir été présenté toutes ces
personnes, ou, pour m'exprimer plus correctement, après
qu'elles m'eurent été toutes présentées, car elles
semblaient toutes me connaître et n'avoir pas besoin de ma présentation
-, la grande dame prit ma main et me conduisit la
table, tandis qu'elle me disait en souriant les paroles
suivantes : "Pourquoi être
aussi surpris, mon ami, de voir des Adeptes habiter des formes féminines
en compagnie de ceux dont les formes paraissent avoir un caractère
masculin ? Qu'est-ce que l'intelligence a faire avec le
sexe du corps? Où les instincts sexuels finissent, l
finit l'influence du sexe. Venez maintenant, prenez cette chaise
côté de moi et mangez ces fruits délicieux."
»
Le puritanisme récent du siècle dernier occulta son rôle,
mais s'il est nécessaire d'affirmer que l'initiation féminine
n'est pas de même nature que la masculine, elle n'en emprunte
pas moins souvent les mêmes vecteurs, c'est- -dire des
ordres qui respectent sur certains points des spécificités.
Pourtant il est vrai que si l'on excepte certains mystères
majeurs, où il est impossible de considérer l'homme et la
femme de la même manière, le sens exact de cette différence
est ignoré de la plupart des ésotéristes, et ce n'est
pas nous qui l'aborderont, les rapports exacts du YIN
et du YANG, les secrets
internes relatifs l'aspect technique des différences
doivent rester occultes'. Mais il n'en est pas moins vrai que la
femme fut présente même dans des domaines d'où l'on
veut hypocritement la chasser, la loge « Heptagone »
semble être dérangée par le mot chevalière, c'est
pourquoi nous avons fait dans ce livre une parenthèse, qui en
fait aboutit une conclusion évidente.
Monseigneur Roger CARO2 a fait une
étude sur la
1. Voir appendice n° 3.
2. Patriarche de l'ENA (Église de la Nouvelle Alliance).
question des femmes dans la chevalerie, nous en publions des
extraits
« Il existe une "Histoire des Ordres Militaires ou des
Chevaliers", très rare aujourd'hui, qui fut éditée
en M.DCC.XXI en quatre volumes.
Plusieurs auteurs savants en la matière les ont publiés.
On citera : l'Abbé GUISTINIANI, le R.P.
BONANI, HERMAN, SCHONNEBEEK, R.P. HELIOT, R.P. HONORE de SAINTE
MARIE et d'autres... avec dissertations sur l'Authenticité
et l'Antiquité de ces Ordres.
Prenons tout d'abord le Tome II, page
250. On y trouve les Dames Chevalières de Saint-Jean de Jérusalem
et de Malte (an de J.C. 1104) : une
dame romaine, nommée Agnès, qui était Abbesse de
l'Hopital de SainteMarie-Madeleine, et ses compagnes firent
profession de foi de la règle fondée pour les femmes. La même
règle, nous dit-on, était suivie par le B.H.
GÉRARD et ses compagnons. Cette commanderie s'installa en
1104 sous
le règne de BAUDOIN Ier.
Plus tard, lorsque les Croisés durent quitter la Terre
Sainte, ce fut la reine SANCHA fille
d'ALPHONSE II roi d'Aragon (surnommée la chaste), qui fonda
un Monastère Sixenna pour les Chevalières de
l'Ordre de Saint-Jean de Jérusalem. Quand la Commandatrice
mourait, on lui faisait des obsèques durant sept jours, puis
on rompait le sceau de ses Armes (tout comme l'on fait pour le
sceau du Pape son décès.) Aux chapitres de
l'ordre la Commandatrice avait séance et voix comme tous les
autres chevaliers. C'est vers 1460 que les chevalières se
retirèrent de l'obéissance des Grands Maîtres de
l'ordre et se soumirent au Saint-Siège.
Tome II, page 265 nous trouvons les
Dames Chevalières de la Hache. C'est Raymond BÉRENGER,
dernier comte de Barcelone qui créa cet ordre pour récompenser
le courage et les services rendus aux gens de guerre épuisés,
en combattant avec des haches sur les remparts de la ville. Tome
II, page 266: c'est l'Ordre des Dames
Chevalières de l'Écharpe qui nous est conté. Il fut
fondé par Jean Ter, roi de Castille pour les actes de
bravoure des femmes de Valence qui brisèrent la résistance
anglaise et les défirent dans une sortie victorieuse. Tome II,
page 440, ce sont les Religieuses Chevalières de
l'Ordre de Saint-Jacques de l'Épée qui sont citées,
cet ordre fut créé en Espagne par BERMOND
III qui régna en 1034. L'exercice de ces chevalières
consistait pourvoir toutes les nécessités
des pauvres voyageurs qui allaient en pèlerinage
Saint-Jacques en Galice. Elles suivaient la Règle de Saint AUGUSTIN.
Le roi était le chef perpétuel de leur ordre. Elles
faisaient les mêmes voeux que les chevaliers : obéissance,
pauvreté, chasteté.
Mais je vais faire mieux : après avoir apporté la preuve
de l'existence d'Ordres de Chevalerie féminine, je vais vous
prouver que non seulement des femmes ont reçu l'Armement
chevaleresque, mais encore l'ont transmis.
Ce qui nous intéresse donc beaucoup est de savoir que dans
certains ordres il y avait des Dames «Equitissa » (Écuyères)
et des Dames «Militissa » (Chevalières). Nous apprenons
ainsi qu'Élisabeth, sueur de Henri de HORNES,
Seigneur de PERNES, est Equitissa et
que Catherine BAW en 1441 est portée
comme Militissa dans les Registres de Malines.
HÉRICOURT nous apprend aussi que des femmes
non mariées se faisaient faire chevalières pour être
capables de tenir les fiefs de Chevalerie ; telle fut ELISABETH
d'Angleterre qui se fit armer chevalière le jour de
son couronnement pour être le chef des Ordres de Chevalerie
de son royaume. L'histoire nous prouve amplement que plusieurs
nobles, Princes et même Rois et Empereurs se sont fait un
honneur de recevoir la Chevalerie des mains des Dames. En 1115
la veuve du fameux TANCREDE, Prince
d'Antioche, ne conféra pas seulement l'Ordre de Chevalerie
GERVAIS, seigneur breton,
fils d'AIMON comte de DOL, mais aussi
plusieurs Écuyers. BLANCHE de
CASTILLE, mère de LOUIS
IX ou Saint-LOUIS, donna l'Ordre de Chevalerie Jacques LAPANO.
La reine ANNE qui gouverna le royaume
d'Angleterre a donné le Collier de l'Ordre Chevaleresque de
la Jarretière un grand nombre de personnes illustres
de ses états. MARIE, reine de
d'Angleterre, fille d'HENRI VIII, créa
chevalier PHILIPPE II le roi
d'Espagne, son époux. Dans plusieurs Chapitres tenus sous le
gouvernement de la reine ELISABETH, cette
reine créa plus de cinquante chevaliers parmi lesquels nous
trouvons: MAXIMILIEN II empereur
d'Autriche; CHARLES IX, HENRI III, HENRI IV, tous
trois rois de France ; FRÉDÉRIC II roi du Danemark ; JACQUES
VI, roi d'Écosse, etc., etc. »
Conclusion
Les voies d'éveil, la quête ésotérique, ont
toujours été possibles en tous temps, en tous lieux, les
idées, les dogmes et les philosophies dissolvantes propagées
particulièrement en occident n'ont pu freiner la marche de
l'humain vers la lumière. L'homme est autre chose qu'une
machine produire des théories horizontales, métastases
elles-mêmes des faux spiritualismes récupérateurs du
sacré, lequel ne peut se vivre que par l'expérience et non
l'aveuglement...
Cependant la GNOSE éternelle, témoignage
vertical, est présente dans presque toutes les manifestations
formelles du phénomène religieux, sans elle les littéralismes
deviendraient fous et c'est ce qui se passe souvent en notre
époque sombre de dissolution où les témoignages de la TRADITION
s'occultent. Certains s'enfuient dans les intégrismes,
adoptant aussi l'esprit théologien, mais ce qui est plus
grave parlant au nom de la TRADITION.
Il existe désormais un camp dit traditionnel plus ou moins
inspiré par GUÉNON qui décrète par sentences
boursouflées ce qui est bon ou mauvais en cette matière,
s'expri-
mant avec virulence dans certaines éditions, modifiant les
traductions et les parsemant de commentaires idiots.
Parlant par exemple des Yezidis on lira page 481 du volume Il ,d«
Ur et Krur » des éditions ARCHE de
Milan, fort spécialisées dans ce genre de faits : «On
connaît le rôle sinistre que la tradition attribue
cette secte ancienne des adorateurs du diable et aux
tours du diable dont parle René GUÉNON. » Ainsi se développe
une philosophie de petits rats de bibliothèques, qui non
seulement méconnaissent la philosophie aristocratique (comme
l'écrit NIETZCHE:« Le bon dieu
comme le diable, deux sousproduits de la décadence ») mais
se mêlent de manipuler et de répandre le faux. Sans doute
ont-ils oublié comment Julius ÉVOLA fut traité par les
Paul Le COUR et compagnie, quand il
publia son livre sur la tantrisme.
Pour en revenir aux Yezidis, voici un témoignage de BENNET
dans « Les maîtres de Sagesse »1 : « J'ai
moimême été en contact, en Iran, avec deux sociétés
de cet ordre : les Yézidis et les Ahl-i Haqq. On appelle les
premiers les "adorateurs du diable" parce qu'ils ont
conservé le dualisme zoroastrien et qu'ils croient que nous
sommes maintenant dans l'Age Sombre ou Ahriman a pouvoir sur la
vie des hommes. Les Ahl-i Haqq, le peuple de la Vérité,
font remonter leur origine plus d'un millier d'années,
mais leur communauté a été réformée et renouvelée
plusieurs fois depuis le Xe siècle. L'impression que m'ont
donnée des deux communautés fut extrêmement positive.
Je me rendis Shaikh Adi, le sanctuaire principal des
Yezidis où je pus reconnaître bien des signes
1. Éd. Le Courrier du livre, Paris.
leurs origines zoroastriennes, tant dans le respect qu'ils témoignaient
pour toutes les formes de vie, et particulièrement pour les
arbres, que dans leurs symboles sacrés. Chaque fois que l'on
s'approche d'une communauté Yezidi, on découvre devant soi
une vallée plantée d'arbres, couverte d'une riche végétation,
ce qui contraste agréablement avec les villages musulmans, ou
chrétiens, où les arbres ont été abattus et où
des roches arides entourent les terres cultivées. Les Yézidis
adhèrent totalement la croyance dualiste que les
Esprits bons et mauvais sont des puissances indépendantes qui
ne cesseront jamais d'être en conflit jusqu' la fin
du monde. Le paon d'argent, caché de tous sauf des prêtres,
est le symbole de l'Esprit de Vérité et le serpent noir,
que l'on peut voir l'entrée de la cour extérieure,
est le symbole d'Ahriman, l'Esprit de Mensonge. »
L'imposture est encore plus grande quand, page 475 du volume II
d'« Ur et Krur » le commentateur écrit propos
de l'article d'EKATLOS : « Cet occultiste dangereux (il
s'agit du prince CAETANI) lié avant
tout au courant Kremmerzien... », regrettant par ailleurs
tout ce qui nuisait la renaissance d'un ésotérisme
chrétien de l'époque, c'est- -dire du temps de CHARBONNEAU-LASSAY.
Or nous savons que la seule structure en France qui aurait pu
encore suggérer une certaine opérativité chrétienne
était déj inopérante cette époque,
bien que GUÉNON ait tout compris de ce type d'enseignement,
il eut peur ; il serait souhaitable qu'un jour certaines
correspondances soient publiées. L'Étoile Internelle
avait déj fini son cycle, ne laissant plus en matière
d'opérativité interne qu'un ordre lié étroitement
une vieille confrérie Rose +
Croix très réduite et existant encore en Amérique, mais
ce n'est pas nous de donner des clefs ceux qui
dissertent de la vigne, pour en avoir lu des passages dans un
livre, sans avoir jamais vu ni goûté une grappe de raisin.
Quant signer ce même article Transylvanus pour un
auteur se réclamant du christianisme cela équivaudrait
signer Paganus un article faisant l'apologie de Saül
de TARSE ! La tradition dacique de
Transylvanie et la fonction des voïvodes est un des plus purs
fleurons de la tradition du Nord, fort semblable d'ailleurs
certains enseignements venus d'Égypte puis devenus
pythagoriciens, tradition bien antérieure toute
influence chrétienne. Cette tradition est restée
strictement dans certaines familles et n'en est jamais sortie, même
si des relations amicales avec d'autres adeptes purent se nouer
(cas de PARACELSE). La présence du
Dragon se mordant la queue dans les armoiries et certains
symboles gravés sur les pierres tombales (Swastyka, ailes déployées)
témoignent d'un pays du Centre, et de l'acquisition du corps
d'immortalité de ceux qui ont rejoint l'Axe de la Croix
rotative. Heureusement cette tradition n'a besoin de personne
pour se continuer, même si les événements politiques
ont obligé ses dépositaires quitter le pays en
attendant que le mont OM soit nouveau un centre respecté.
Quant au prince CAETANI il relève
de la même tradition tant dans la forme que dans le fond.
Pour ne pas que nos écrits soient exploités abusivement
nous n'en dirons pas plus.
Enfin pour en revenir leur inspirateur, il faut bien
reconnaître que son livre « Le roi du monde », est écrit
sur des bases peu crédibles. Pour en finir avec ces petits
manipulateurs, il faut citer MARQUÉS-RIVIÈRE
qui écrit
dans «Kalachakra - initiation tantrique du Dalaï Lama »2
: « Le mythe de Shambala et la doctrine qui en fut issue, le
Kalachakra, appartiennent exclusivement cette
tradition. Celle-ci, par ailleurs, est opposée la
pensée musulmane qu'elle considère comme barbare. Ne
connaissant pas la tradition bouddhique très complexe
d'ailleurs dans la forme comme dans le fond, René GUÉNON
ne pouvait évidemment pas contrôler les élucubrations
de SAINT-YVES et les fantaisies
d'OSSENDOWSKI ; il édifia sa théorie du Roi du Monde et
son symbolisme sur ces bases aventureuses. Je ne mentionnerai
que pour mémoire les bruits qui courent dans les mutliples
petits cercles ésotérico-occultistes concernant un ou
plusieurs informateurs au nom musulman, qui auraient approché
et documenté GUÉNON sur ce sujet ; le fait de mêler
des musulmans la tradition de Shambala est très
suspect et il me semble qu'ils seraient les derniers
savoir quelque chose du Saint-Royaume qui les a en horreur et
les combattra dans la grande guerre finale du cycle actuel.
L'action du pontife roi est spirituelle et elle s'opère sur
des plans subtils où les églises, les groupes, les centres
et les personnalités, si éminentes soient-elles, n'ont
rien voir. »
Quelques lignes polémiques pour préciser qu'en matière
de spiritualité il ne peut y avoir ni dogmes ni censeurs, ni
faux problèmes du type contre initiation.
Pour notre part, sans être aussi excessif que les uns ou les
autres, nous pensons qu'il n'y a aucun antagonisme entre le roi
du monde de la tradition bouddhique et le
2. Éditions Robert Laffont, Paris.
prophète invisible (le KHIDR au
manteau vert qui peut apparaître et disparaître
volonté) ou MELKI TSE DEK de la
tradition judéo-chrétienne, prêtre éternel, roi de
Salem (Salem = Paix) dont on précise la primauté sur
Abraham, roi du monde qui ne peut oeuvrer qu'avec les justes,
ceux qui ont compris que l'homme est endormi et qu'il ne peut
passer toute sa vie dans un rêve dont il ne s'éveillera même
pas après la mort'.
Sur un plan plus pratique faut-il faire une grande différence
entre des méthodes identiques venus de courants différents
? Par exemple, les répétitions mantriques ne se
retrouvent-elles pas aussi bien dans le Zhikr musulman que dans
les méthodes de certains monastères coptes et, plus près
de nous, de l'hésychasme dont la méthode d'oraison,
travers le contrôle respiratoire et l'omphaloscopie,
permet de trouver le lieu du cour et avec lui toutes sortes de
merveilles et de connaissances ; pour ceux qui penseraient que
l'ésotérisme chrétien est mort...
Les voies alchimiques externes et internes font partie des
pratiques les plus efficaces pour rapprocher l'homme de la
nature, donc de la manifestation de Dieu, elles ne sont pas les
seules. L'exemple suivant et le témoignage de MORIHEI
UYESHIBA, fondateur de l'Aïkido, qui vécut en lui
l'Union du ciel et de la terre, en est la preuve
« Quand je marchais dans le jardin je sentis subitement que
l'univers tremblait et qu'un esprit doré sorti du sol,
enveloppait mon corps, et le changeait en un autre fait
3. Bennet confirme par ailleurs dans « Les Maîtres de
sagesse », (Éd. Le Courrier du Livre) ce qui a été
dit précédemment sur la chaîne des Maîtres qui est
bien antérieure au prophète Mahommed.
d'or. Au même moment mon esprit et mon corps devinrent légers.
J'étais capable de comprendre les murmures des oiseaux, et j'étais
clairement conscient de l'esprit de Dieu, le créateur de cet
Univers. A ce moment je compris la source du Budo et l'Amour de
Dieu - l'esprit de protection amoureuse pour tous les êtres.
Des larmes de joie coulaient sans interruption sur mes joues.
Depuis ce moment j'ai été amené sentir que la
terre entière est ma maison, et que le soleil, la lune et les
étoiles, sont toutes des choses qui me sont propres. Je suis
devenu libre de tout désir. »
En fait tous les textes religieux sont un appel au réveil,
lequel ne passe pas par des cogitations infinies, mais par
l'inverse, une pratique continuelle, déterminée, qui ouvre
non seulement l'esprit mais le coeur, praxis qui ne permet l'épanouissement
de la ROSE que par la CROIX.
Appendice 1 : Histoire secrète du Pythagorisme
Concernant l'histoire de la doctrine pythagoricienne, il est
utile de citer un passage de l'article de Maître J. MALLINGER
« Histoire secrète du Pythagorisme » paru en
1955 dans la revue Inconnues (Lausanne)
Les archives des Initiés d'Angleterre nous apportent la date
précise de l'émigration de la doctrine pythagoricienne
vers les cités britanniques. C'est en effet en 1554 que le
jeune Sir Thomas BODLEY est reçu,
Forli, l'initiation des Fratelli Obscuri ; et
c'est en 1575 qu'il rentre en sa patrie et y installe les
activités traditionnelles de l'Ordre. Il lègue 80 000
volumes la bibliothèque d'Oxford ; il initie
diverses personnalités qui continueront son ceuvre.
L'humanisme prend ausitôt un essor prodigieux et la forme
universitaire du Néo-Pythagorisme, le Nouveau-Platonisme
conquiert la fois les esprits et les coeurs : Henri MORE,
Théophile et Thomas GALE, R. CUDWORTH
diffusent les textes les plus instructifs du Corpus
Pythagoricum et les commentent. L'un des chefs de l'Ordre, Sir
Walter RALEIGH lance la mode du tabac
- qu'il a rapporté d'Amérique - et c'est sous le titre
profane d'Amis du Tabac, Club de Fumeurs ou simplement :
Tabacologiques, que les Pythagoriciens d'Angleterre se réunissent
fréquemment', sans éveiller les soupçons d'une police
royale, toujours en état d'alerte.
La France ne pouvait demeurer en arrière en semblable
domaine. De même qu'elle avait reçu de Londres les premières
chartes pour établir sur son territoire les premiers ateliers
maçonniques, de même, c'est de Londres encore qu'elle reçoit
les premiers rituels du Pythagorisme. Mais par un euphémisme
national bien compréhensible, elle intitulera ses initiés
: les Nicotiniates ou les Priseurs, pour montrer que le tabac
lui fut donné par l'un des siens, Jean NICOT,
et qu'elle ne le devait pas l'Angleterre !
Soulignons cependant, pour être précis, qu'outre cette
branche nicotiniate, dirigée par J.M.
RAGON, il y eut en France une autre voie de pénétration
initiatique : c'est le rite des Négociates ou Sublimes Maîtres
de l'Anneau Lumineux, introduit Douai en 1780 par le
baron G. de BLAERFIND Y,
mestre-de-camp écossais passé au service de la France. Le
Rite Écossais Philosophique absorba ce rite peu après.
1. Il est inutile de souligner que ces rites n'ont rien de
commun avec la maçonnerie traditionnelle ; ni leurs rituels
ni leurs symboles ni leurs enseignants n'ont le moindre rapport
avec les usages judéochrétiens de la maçonnerie.
Appendice 2 : Giuliano Kremmerz et la «Myriam » -
La Myriam fut fondée par le Mage Giuliano KREMMERZ,
personnage étrange dotée de pouvoirs tangibles la
revue « Planète » le cita un jour propos d'un
exploit de télékinésie : séparation
distance de la roue d'une voiture qui passait dans la rue. Mais
ses voyances sont autrement célèbres et elles servirent
soulager financièrement bien des malheureux.
Giuliano KREMMERZ, de son vrai nom
Ciro FORMISANO, naquit
Portici (près de Naples) le 8 avril 1868. Il fit des études
littéraires (doctorat) l'Université de Naples,
puis fut nommé professeur Alvito.
En 1896, il organise une Fraternité Hermétique : la
Fratellanza Terapeutica Magica di Myriam (la Fraternité Thérapeutique
Magique de la Myriam, certains liront la Fraternité Templière
Magique, avec les initiales « Fr + T + M / di Myr ») chargée
de propager la Magie Isiaque et d'exercer la médecine
distance (téléurgie).
KREMMERZ s'occupa particulièrement
de guérisons médicales difficiles et eut beaucoup de succès.
De 1896 1899 fut publiée Naples l'oeuvre
fondamentale du
Maître : « Il Mondo Secreto - Avviamento Alla Scienza Dei
Magi », republiée récemment avec les autres écrits
de KREMMERZ par les « Edizioni
Mediterranee » de Rome. Le Mage séjourna longtemps sur la
Côte d'Azur, surtout Beausoleil, Cannes et
Nice. Il rencontrait ses disciples au Casino de Monaco.
KREMMERZ n'avait pas besoin de
travailler parce qu'il gagnait chaque soir la somme qui lui était
nécessaire pour vivre. Il mourut
en 1930. Sa tombe se trouve au cimetière de Beausoleil.
La Myriam est divisée en cinq cercles ou classes
- Le premier cercle (cercle extérieur) a deux sections, les
novices pratiquants et les anciens. Un rituel doit être
pratiqué, fondé sur des invocations magiques. Il demande
beaucoup de constance et l'observation précise de certains
cycles (lunaire, solaire, etc.).
- Le deuxième cercle (cercle interne) est formé par les
disciples intégraux. Une autre étape magique leur est
enseignée. Ils font un effort de purification pour obtenir la
possibilité de guérison magique directe.
- Le troisième cercle est dit des thérapeutes : le thérapeute
doit travailler la guérison des malades et tenter la
manifestation directe de la présence thérapeu
tique (manifestation du kons ou Dioscure).
- Le quatrième cercle, celui des maîtres Isiaques ou Maîtres
de Myriam est consacré lui aussi l'étude de
l'alchimie ; les Maîtres ont une mission d'information.
Des techniques plus directes sont aussi enseignées dans ce
grade.
- Le cinquième cercle est très fermé : il est
l'expression du collège hermétique. La vocation extérieure
de la
Myriam est surtout l'aide aux malades ; les guérisons se font
distance grâce un rituel invocatoire. La
Myriam est constituée, pour la plupart de ses membres, par
des personnes cultivées. On ne peut nier la valeur des
responsables qui ne sauraient être comparés aux très
nombreux dirigeants fantaisistes des Ordres contemporains. La
Myriam et les Ordres analogues prônent, pour certains la
chasteté, pour d'autres une très grande réserve au
niveau de la sexualité.
Appendice 3: La voie alchimique féminine dans le Taoïsme
en Chine
La femme est présente dans le taoïsme dès
l'apparition aux alentours de l'ère chrétienne des
premiers mouvements religieux. L'organisation taoïste des Maîtres
Célestes instaurait une société du peuple taoïste
capable de survivre aux diverses calamités et de perpétuer
l'ordre harmonieux. A la tête de ces communautés se
trouvaient le maître du diocèse et son épouse, appelée
maître féminin, cette dernière étant chargée de
diriger et d'instruire les femmes. Tous les membres de la
communauté étaient initiés et soumis une vie
religieuse comportant un code moral très strict et des
pratiques psychophysiologiques faisant intervenir la sexualité.
Depuis l'antiquité, l'activité sexuelle était en effet
considérée en Chine comme nécessaire non seulement pour
l'individu luimême, mais aussi pour la bonne marche de
l'univers, dont elle était une expression. Aussi était-elle
codifiée de manière suivre le rythme d'évolution
des énergies féminine et masculine dans l'univers. Ces
conceptions ont été reprises et développées par
certains courants taoïstes. La femme jouait par conséquent
dans les organisations comme celles des maîtres Célestes
un double rôle : d'une
part comme éducatrice des femmes, d'autre part comme
partenaire dans les rites sexuels.
D'autres courants taoïstes ont adopté une attitude différente.
Tout en conservant son importance la sexualité, ils
l'ont transposée dans le domaine de l'imaginaire, de sorte
que l'union a lieu avec un être divinisé, une lumière
compagne. La femme, partenaire de l'homme, est donc passée en
partie ou entièrement du domaine du réel celui de
l'imaginaire. Idéalisée, elle appartient au monde des
dieux, auquel l'adepte accède par son intermédiaire ; elle
lui sert de préceptrice et de guide dans sa progression
spirituelle, et l'on constate que ces courants ont connu un
grand nombre de maîtres féminins. Ce passage de la femme
dans le domaine de l'imaginaire va de pair avec une
intensification de sa fonction médiatrice. Si l'homme est
celui qui engendre, la femme est celle qui transforme, d'où
le rôle privilégié qu'elle joue, lorsque des processus
de transmutation sont en jeu.
L'alchimie intérieure, qui a pris naissance en Chine vers le VIIIe
siècle s'est principalement développée vers les IX-Xe
siècles. Celle-ci reprenait en fait diverses pratiques
psychophysiologiques taoïstes antérieures, telles que la
diététique, les exercices gymniques et respiratoires,
l'art de l'alcôve et les procédés de visualisation.
Mais elle les exprimait en s'inspirant du vocabulaire de
l'alchimie opératoire et en les intégrant dans un système
de correspondances entre les mécanismes de l'univers et ceux
du corps très élaboré, pour former un ensemble
original.
La femme fut présente dès les débuts de l'alchimie intérieure.
Cependant, la tradition alchimique proprement féminine ne se
développa qu'au XIIe siècle,
pour
atteindre son apogée au siècle dernier. Les différences
entre les voies masculine et féminine reflètent les
distinctions physiologiques et psychologiques entre l'homme et
la femme d'après les conceptions taoïstes. Voici comment
un alchimiste du Xixe siècle les résume : « Chez
l'homme, le yang s'écoule par le bas, chez la femme il s'échappe
par le haut. L'homme pratique afin d'éviter l'écoulement
de la semence, la femme pratique afin d'éviter l'écoulement
des règles, procédé appelé décapitation du dragon
rouge. L'essence séminale de l'homme circule en sens inverse
et le mène l'immortalité ; le sang de la femme
remonte directement la cavité du coeur. Chez
l'homme, on parle d'embryon, chez la femme de respiration.
Lorsque l'homme a maîtrisé le tigre blanc, ses testicules
se rétractent ; lorsque la femme a décapité le dragon,
ses seins se rétractent. L'homme peut effectuer l'ascension
au ciel de lui-même, alors que la femme doit attendre d'être
convoquée. Enfin, pour la fusion dans la grande Vacuité,
l'homme doit nécessairement méditer neuf ans face
un mur, la femme non. »
Les écoles d'alchimie intérieure utilisaient pour
certaines les techniques sexuelles, tandis que d'autres préconisent
une union imaginée des énergies féminine et masculine
l'intérieur du corps de l'adepte. Mais dans les deux
cas, la première étape consiste éviter toute déperdition
par les voies génitales, d'essence chez l'homme, et de sang
menstruel chez la femme. Le sang est le fondement physiologique
de la femme, un produit du souffle originel ; aussi une femme ménopausée
doit-elle tout d'abord faire revenir ses menstrues pour
nouveau en empêcher l'écoulement, car l'absence de règles
après la ménopause
signifie un épuisement du souffle originel. Les procédés
de décapitation du dragon rouge consistent en massages de
certaines parties du corps, concentration sur la région du
coeur et absorption dans le calme spirituel.
Ce souffle originel conservé l'intérieur du corps
de l'adepte est comparé un embryon, qui se développe
pour devenir un être spirituel de lumière pouvant sortir
par le sommet de la tête. Alors que dans l'alchimie
masculine, l'adepte se concentre pendant dix mois symboliques
sur la croissance de cet embryon qu'il nourrit en son sein, la
femme, qui de par sa fonction maternelle, connaît cette
sensation, devra plutôt développer la sensation de
mouvement respiratoire interne, développant la conscience
d'une verticalité au centre du corps.
Enfin, la nature plutôt passive et réceptive de la femme
lui permet de se fondre aisément la Vacuité, mais
la rend par l même dépendante d'une intervention
active pour son ascension au monde des cieux.
Dans les deux voies, masculine et féminine, la réalisation
spirituelle se traduit en tout cas par une diminution des caractères
sexués accompagnant le grand retour de l'adepte au Tao.
Catherine DESPEUX
Adolf Hitler praising Freemasonry (10/26/2006)
All the supposed abominations, the skeletons and death's head, the coffins and the mysteries, are mere bogeys for children. But there is one dangerous element and that is the element I have copied from them. They form a sort of priestly nobility. They have developed and esoteric doctrine more merely formulated, but imparted through the symbols and mysteries in degrees of initiation. The hierarchical organization and the initiation through symbolic rites, that is to say, without bothering the brain by working on the imagination through magic and the symbols of a cult, all this has a dangerous element, and the element I have taken over. Don't you see that our party must be of this character...? An Order, the hierarchial Order of a secular priesthood."
Adolf Hitler praising Freemasonry
THULE GESELLSCHAFT, CALVI AND THE SANTA VEHME
In regards to the Calvi murder dear Greg we will also have to
explore on Monday on our next show togheter the dark world of
another evil secret Society connected to the
illuminati and the Mafia, the Thule Society (thats because most
military intelligence and Mafia crooks at high level
love the tradition and love the history of this
illuminati satanic society). This group officialy
founded in Germany in 1919 was very important in the
establishment of Nazi Germany, and functions since
then as assasins for the over 1000 year old Secret
Tribunal of the Sacred Roman Empire, the much feared
SANTA VEHME. During my time with the
Monte Carlo P2
Lodge I also had to be involved with the Thule
Society all over Europe and found out they were using
perverse and truly manipulative ways of abusing the
Holy Qu'ran for their adepts , these ways were
introduced by Freemason Rudolf Von Sebotendorf in 1919
and we will talk on Monday about it on your radio
show.
The password of the Santa Vehme is:
Stock,Stein,Strick ,Gras and Grein (german)
Calvi was killed by the Thule Society of Cosa Nostra
with local support and cover up from the local Thule
UK intelligence operatives,
all working under the GLADIO Jesuit
controlled
network, a murder arranged for the Jesuits and
Marcinkus seeking revenge in a traditional manner
using the Santa Vehme.
Why I dont get scared of all this?
Well the Santa Vehme laws say that people of
aristocratic descent like me cant be killed, its their
own law not mine.
Lets hope is true for the sake of my kids, though al
this exposure seems to keep them away and the CIA
in the meantime is
trying to find a peacefull way to keep the bad people
away from me knowing what I know about their evil illuminati
show,
thats what a CIA Senior officer told
me yesterday after calling me from New York
to keep me cool. But I dont trust any of them anymore
like I said to my wife, they are all in it untill
proven the contrary with the
AntiChrist G.W.Bush and his evil black
Brothers of total
manipulation like Michael Ledeen and his Universal
Fascism bullshit...I had different plans for the P2 Universal
Unity project
but Balestrieri and Michael Ledeen are obviously slaves to Bush
illuminati Mind Control
and his Jesuit Masters so no hope for these infedels with nice
Zionist sponsors as usual.
But dont ever think Im in a weak position now with
such people, they are nothing in front of God and they
are the enemies of my religion so we will fight them
untill the end of times and may God protect us.
All the best,
Fraternaly yours in the light of God,
Leo Lyon Zagami/Khaled Saifullah Khan

